2007-06-29

La Torta di rose è un'altra di quelle preparazioni di cui ognuno ha la sua versione, la cosa certa è che si tratta di un dolce, non troppo dolce, quasi un pane dolce in cui non mancano il lievito di birra, lo zucchero, le uova ed in burro in dosi più o meno variabili.
Si può arricchire in vario modo o lasciare semplice, la mia è con la crema e la trovo deliziosa gustata tiepida a colazione.
Ingredienti:
250 g di farina 00
150 g di farina 0 (o di manitoba)
15 g di lievito di birra fresco
1 dl di latte tiepido
2 uova
100 g di burro
50 g di zucchero
1 pizzico di sale
Per la crema:
2 tuorli d'uovo
4 cucchiai di zucchero
2 cucchiai di farina
250 ml di latte bollente
un pezzo di vaniglia
Misceliamo le due farine, aggiungiamo il lievito sciolto nel latte, il burro ammorbidito, lo zucchero ed il sale. Amalgamiamo tutto e poi incorporiamo le due uova e lavoriamo con cura l'impasto per almeno dieci minuti, finchè si staccherà dalle dita e sarà liscio e già elastico.
Lasciamolo lievitare nella ciotola coperta con pellicola da cucina per almeno due ore.
Intanto prepariamo la crema sbattendo bene i tuorli con lo zucchero, aggiungendo poi la farina ed il latte a filo. Poniamo sul fuoco e facciamo addensare.
Una volta trascorso il tempo di lievitazione, sgonfiamo la pasta con le mani e stendiamola col matterello in un rettangolo di mezzo centimetro di spessore.
Spalmiamo di crema, arrotoliamo e tagliamo il rotolo a fette di 4 cm circa. Posizioniamo i rotolini l'uno accanto all'altro in teglia, senza pressarli troppo e lasciamo che lievitino ancora per mezz'ora.
Quando avranno riempito la teglia cuociamo il dolce il forno caldo finchè sarà ben cotto e dorato.
Cospargiamo di zucchero a velo ed ecco a voi la mitica Torta di rose alla crema. Avete idee per il ripieno? Io tante e prima o poi ne proverò qualche altra versione anche se con la crema mi piace talmente tanto che quando la preparo finisco per andare sul tradizionale.

2007-06-28


Ho sempre pensato che per fare il gelato ci volesse necessariamente la gelatiera, ho scoperto che non è vero. La cosa indispensabile, in mancanza di gelatiera, è soltanto la pazienza ed allora essendone estremamente dotata - ma solo vi assicuro nelle cose di cucina - ho fatto il gelato.

Ingredienti per 4-5 coppe (dipende da quando abbondanti le fate) di gelato alla crema:

4 tuorli

130 g di zucchero

1/2 l di latte

1 bustina di vanillina.

Montiamo le uova con lo zucchero, fino ad ottenere un composto molto spumoso, aggiungiamo il latte tiepido e la vanillina.

Portiamo a bollore (a bagnomaria) e mescoliamo finchè sentiamo che il composto si inspessisce, diventa denso e gonfio (non ci vuole tanto).

A quel punto lo trasferiamo in freezer, meglio se in un contenitore d'acciaio.

Dopo mezz'ora lo mescoliamo con una frusta, poi lo mescoliamo più spesso ogni quarto d'ora circa. Questo serve a rompere le particelle di ghiaccio che vanno a formarsi di modo che la crema non assuma l'aspetto di un blocco ma la consistenza vera e propria del gelato.

Dopo circa quattro ore di rimescolii più o meno frequenti il gelato è pronto.

Ora per avere le coppe Spagnola basta dividerlo nei bicchieri e decorarlo con le amarene allo sciroppo.

A casa non riuscivano a credere al miracolo.

2007-06-27



Non so se avete fatto caso al meteo in questi giorni ma, per chi non fosse al sud, ricordo che in Calabria le temperature stanno superando tranquillamente i 40°, in pratica boccheggiamo.
Questa premessa per dire che mi sto sbizzarrendo con le insalate: di riso, di pasta, di frutta, giusto per non abbandonare la buona abitudine di mangiare bene nel rispetto naturalmente delle temperature.
Oggi allora vi posto la mia Insalata di riso giallo e pesce.
Ingredienti per 4 persone:
4 tazzine di riso a chicchi grossi per insalate
2 bustine di zafferano
1 scatoletta di salmone affumicato
20 gamberoni lessati
5 cucchiai di piselli,
2 zucchine
2 carote lessate
6 cucchiai di olio extravergine d'oliva
1/2 limone
un ciuffo di prezzemolo
sale rosa dell' Himalaya
pepe nero di mulinello

Andiamo alla preparazione:
Lessiamo per pochi minuti, separatamente, i piselli e le altre verdure ridotte a cubetti.
Sgusciamo e lessiamo di gamberi.
Lessiamo il riso e nell'acqua di cottura aggiungiamo lo zafferano (giusto qualche minuto prima che il riso sia pronto).
In una insalatiera mescoliamo le verdure (già fredde), i gamberi e il salmone sgocciolato dal liquido di conservazione.
Quando il riso è cotto, lo raffreddiamo e lo aggiungiamo agli ingredienti preparati nell'insalatiera, condiamo con la vinaigrette ottenuta mescolando l'olio con il succo di limone, il prezzemolo sminuzzato, il sale rosa e una macinata di pepe nero.
L'insalata è pronta, fresca, leggera e molto gustosa da preparare anche con qualche ora d'anticipo.

2007-06-26


Bè, sapete la mia ultima passione? Sono alle prese con lieviti e lievitini nella speranza di riuscire a realizzare il famoso lievito madre, un giorno o l'altro vi dirò l'esito dell'esperimento.
Nel frattempo mi sono cimentata con delle focaccine simpatiche anche nel nome: Lingue di suocera.
La ricetta era su A Tavola di questo mese ma io vi ho apportato qualche modifica, soprattutto nel metodo di produzione della cosiddetta biga (il lievito preparato il giorno prima) che ho fatto con le dosi che uso di consueto e non con quelle indicate nella ricetta. Il risultato è ok per cui vi consiglio di provare.

Andiamo alla ricetta

Per la biga ci occorrono

12 g di lievito di birra

100 ml di acqua

100 g di farina 0

Sciogliamo il lievito nell'acqua, poi impastiamolo con la farina e lasciamolo riposare una notte.

Per le focaccine:

200 g di farina 00

la biga preparata il giorno prima

6 g di lievito di birra

80 ml c.a. di acqua

1/2 cucchiaino di miele

1 cucchiaino di sale

2 cucchiai di olio extravergine d'oliva.

Per guarnire.

olio e acqua in pari quantità per spennellare

fior di sale o altro sale a piacere

semi di papavero e/o rosmarino e/o semi di sesamo e/o spezie a piacere

Impastiamo la biga con la farina, il lievito sciolto nell'acqua, il miele, il sale e l'olio.

Lavoriamo a lungo l'impasto finchè si stacca dalle mani, se troppo molle aggiungiamo ancora un pò di farina se troppo asciutto un poco d'acqua.

Lasciamo lievitare almeno un'ora coperto da pellicola per alimenti.

Stendiamo l'impasto e ricaviamone delle strisce di 2x5 cm dello spessore di 2 cm circa.
Stendiamo sottilmente col matterello ciascuna striscia e posizionamole nella teglia leggermente unta. Pennelliamo col composto di olio e acqua e cospargiamo a piacere con semi, aromi o spezie e un pò di sale.

Lasciamo riposare ancora mezz'ora e poi inforniamo in forno molto caldo, per circa 10 minuti.

Con l'aperitivo si sposano a meraviglia ma sono ok anche come sostituto del pane magari per accompagnare i salumi.


2007-06-25

Si fa o non si fa?
Va be io ve lo chiedo lo stesso
se volete votate la mia ciambella alle mele e mandorle per il meme del ciambellone di Dolci ricette
http://www.dolciricette.blogspot.com/
Grazie a tutti

Fare i frollini bicolori mi è sempre sembrata un'impresa, finchè su Cucina Italiana di Giugno ho trovato le dettagliate spiegazioni ed i consigli della scuola di Walter Pedrazzi (un grande come già detto in altre occasioni). Così eccomi qua coi miei Frollini sablè bicolori, belli e pure buoni buoni anche con un bel bicchiere di latte freddo, che con questo caldo mi pare l'ideale.

Le dosi indicate da Pedrazzi le ho ridotte a metà e già così vengon fuori 40 frollini per cui regolatevi voi.

Ingredienti:

300 g di farina 00

75 g di fecola di patate

115 g di zucchero a velo vanigliato

un pizzico di sale

225 g di burro

25 g di albume

2 cucchiai di cacao amaro in polvere

albume per spennellare

Setacciamo insieme farina, fecola, zucchero e sale. Misceliamo bene ed amalgamiamo il burro a temperatura ambiente ottenendo delle briciole fini poi aggiungiamo l'albume e lavoriamo velocemente l'impasto. Dividiamolo in due ed aggiungiamo ad una parte il cacao.

Stendiamo entrambi gli impasti in rettangoli di uguali dimensioni su fogli di carta da forno, poi pennelliamo l'impasto chiaro con un poco di albume, sovrapponiamo l'impasto al cacao e poi arrotoliamo strettamente.

Lasciamo riposare in frigo per un'ora il rotolo diviso a metà ed avvolto nella carta da forno.

Dopo tagliamo a rondelle e cuociamo i nostri biscotti in forno caldo per 10-15 minuti.

2007-06-22


Chi ha voglia di mangiare con questo caldo? Naturalmente io, solo che ho voglia di cose più stuzzicanti da poter piluccare con calma ed ecco che ho preparato dei gustosi spiedini con i gamberi di Schiavonea e le zucchine fresche.

Per 12 spiedini (4 persone) ci occorrono:

48 gamberi di media grandezza

2 zucchine piccole

3 albumi

pangrattato in abbondanza

un ciuffo di prezzemolo

uno spicchio d'aglio

pepe e sale rosa dell'Himalaya q.b.

12 stecchini di legno per spiedini

olio per friggere

Sgusciamo i gamberi. Puliamo ed affettiamo a rondelle le zucchine. Infilziamo a ciascuno spiedino 4 gamberi, alternandoli con le zucchine.

Insaporiamo il pangrattato con l'aglio, il prezzemolo finemente tritati ed una macinata di pepe nero.

Passiamo ciascuno spiedino nell'albume leggermente sbattuto, poi nel pangrattato aromatizzato.

Una volta pronti tutti gli spiedini li friggiamo in olio bollente (io insisto per la frittura nell'extravergine secondo la nostra tradizione) e, prima di portarli in tavola ne saliamo la superficie col sale rosa.

Deliziosi serviti con una fresca insalatina mista.

2007-06-21


Ho avuto il piacere di ritornare dopo anni di assenza nella bellissima Verona. L'ho ammirata per la primissima volta nello splendore di una giornata ormai estiva, perdendomi tra i gruppi di turisti giapponesi con i nasi volti all'insù tra "balconi", finestre e facciate che parlano di storia e di amore.

Dopo aver indugiato tra le bancarelle dell'affascinante Piazza Erbe, ho sostato per una pausa rinfrescante al Caffè Mattei in vicolo Crocioni nei pressi della famosa via Cappello dove ho potuto assaggiare una delle loro "a ragine" famose centrifugate di frutta fresca (ananas e mela deliziosa) ed una fetta di Torta Sacher ahimè purtroppo non degna della fama del locale.

Mi sono poi inerpicata sulla Torre dei Lamberti (Palazzo della Ragione) e, per la prima volta, mi si è parato innanzi un panorama mozzafiato. Ammirare quasi con un solo colpo d'occhio la bellezza esuberante della città scaligera non ha eguali per cui (per chi ancora non lo avesse fatto) consiglio la faticosa salita su in cima possibilmente prima di far sosta in qualche caratteristico localino del centro dato che la discesa mette su un appetito non comune.

Infatti scesa dalla torre mi sono incamminata sulla stradina che da Piazza dei Signori conduce a Piazzetta Chiavica dove, attratta dai discreti tavolini dell' Hostaria La Vecchia Fontanina mi sono fermata ad assaporare una strepitosa selezione (molto frequene nei bar e ristoranti di Verona) di formaggi locali serviti con marmellate, miele e vari tipi di pane.


Non potevo andar via senza un piatto di bigoli e così ho ordinato i gustosi Bigoli con salsa di ortiche e ricotta affumicata che vedete in foto, indimenticabili e molto abbontanti tanto da non aver lasciato posto ad altro che ad un fresco sorbetto della casa servito su frutti di bosco. Delizioso semplicemente.

Se andate a Verona fermatevi quindi all' Hostaria La vecchia Fontanina è in centro ma lontana il giusto dal caos dei locali delle piazze e vie più famose e il servizio e la cortesia che ho incontrato sono veramente poco comuni ed i prezzi molto contenuti.

2007-06-19


Partecipo al meme del ciambellone indetto da Dolci Ricette e posto per l’occasione la mia ciambella preferita preparata con mele e mandorle.
Ingredienti:
150 g di farina di mandorle
100 g di farina di grano tenero tipo 00
3 cucchiaini di lievito per dolci
1 bustina di vanillina
1 mela (100-120 g)
2 cucchiai di brandy
130 g di zucchero
100 g di burro morbido
4 uova
zucchero a velo per decorare
Preparazione:
Sbucciamo la mela e tagliamola a dadini, bagnamola col brandy.
Lavoriamo intanto il burro con lo zucchero ed i tuorli. Aggiungiamo la farina mescolata con la polvere di mandorle il lievito e la vanillina, poi la mela.
A parte montiamo gli albumi a neve ferma con un pizzico di sale ed uniamole con delicatezza al composto preparato.
Versiamo l’impasto in uno stampo per ciambella imburrato ed infarinato e cuociamo fino a doratura accertandoci che il dolce sia cotto anche all’interno mediante l’utilizzo di uno stecchino di legno.
Una volta sformato il dolce su un piatto lo cospargiamo di zucchero a velo e voilà la mia ciambella alle mele e mandorle.

2007-06-16

Max mi ha invitato a rispondere al meme sulla musica, io l’ho preso in parola ed eccomi qua con le risposte, forse non troppo accurate dato che sto in partenza ma comunque estremamente sincere

Il primo "disco" acquistato?
Persone Silenziose di Luca Carboni
L'ultimo disco ascoltato?
Estate, quella della Vanoni rifatta da Sergio Cammariere
Il disco che ha cambiato la tua vita?
Uno dei Simply red quello dove c’era la canzone You make me feel brand you

La tua copertina preferita?
Buon compleanno Elvis di Ligabue

La miglior colonna sonora?
Canone Inverso di Ennio Morricone per l’omonimo film di Richy Tognazzi

Il peggior cantante di tutti i tempi?
Parecchi italiani purtroppo, uno per tutti Pupo

La peggior cantante di tutti i tempi?
Marcella Bella
Il peggior gruppo di tutti i tempi?
I ricchi e poveri

Il miglior cantante di sempre?
Sergio Cammariere

La miglior cantante di sempre?
Norah Jones

Miglior gruppo di sempre?
I Beathles
La canzone che vorresti fosse stata scritta per te?
“La cura” di Franco Battiato
La canzone che ti fa venire in mente l'infanzia?
”L’amico è” anche se non so più neppure chi la cantava
La canzone che riassume la tua adolescenza?
Quella del tempo delle mele, nei titoli sono una frana

La canzone con cui vorresti addormentarti?
“Buonanotte Fiorellino” di De Gregori

La canzone che vorresti per un tramonto?
Sunrise di Norah Jones

La canzone più brutta di tutti i tempi?
“Brutta” appunto di un certo Canino credo si chiamasse

La canzone che non vorresti sentire mai più?
Uomini soli dei Pooh

La canzone che ti mette ottimismo?
Quella famosa famosa di Nina Simone non so perché ma è la canzone che identifico con me stessa per cui mi da una certa carica di ottimismo

La canzone che vorresti al tuo matrimonio?
La Marcia Nuziale (sono molto tradizionalista io)
La canzone che vorresti al tuo funerale?
“Via con me” di Paolo Conte

La canzone che descrive un momento della tua vita?
You follow me down (scusate come l’ho scritto) degli Skancanansi

La canzone che più ti piace nella collezione dei tuoi genitori?
“Ti avrò” di Enrico Ruggeri

La canzone che piace ai tuoi genitori nella tua collezione?
Quelle di De Gregori e De Andrè in generale

La canzone che ti fa venire in mente la tua prima "cotta"?
Maria degli Articolo 31

La canzone che ti fa venire in mente una tua "ex" amante?
Non ho ex amanti

La canzone che non conosceresti se non fosse per un amico?
Tantissime il mio mentore in fatto di musica è F.

La canzone che ti fa pensare al sesso?
Il Girasole di Giorgia

La canzone che ti fa pensare alla solitudine?
“L’incontro” di Guccini

La canzone più triste?
“Pane e coraggio” di Ivano Fossati

La canzone per quando sei incazzato?
Quando sono incazzata non ascolto musica

La canzone con il miglior inizio?
“They” di Jem

La canzone con il miglior finale?
Quella dei Coccodrilli (Cocco e Drilli) dello Zecchino d’oro
La canzone da ascoltare con gli amici?
Ufo robot

La canzone da cantare sotto la doccia?
Cantando sotto la pioggia, la versione originale che in inglese non la so scrivere

La canzone che ti fa venir voglia di ballare?
La bamba

La canzone col testo più originale?
Shock in mi Town (o giù di lì) di Franco Battiato
La canzone che è un'ottima cover?
Ce n’è una di Zucchero bellissima ma non vi so dire né il titolo della cover né dell’originale purtroppo

SU cui fare l'amore?
Dipende dai momenti

La canzone più nostalgica?
Sei volata via di Ron

La canzone col titolo più bello?
Bocca di rosa di De Andrè

La canzone da sapere a memoria?
Bè naturalmente La fiera dell’est di Branduardi
La canzone su un vero amore?
Dolce Nera di Fabrizio De Andrè

La canzone storica per eccellenza?
La canzone del Piave

La canzone che ti è stata dedicata?
Tante tante veramente
La canzone per riflettere?
Venezia di Guccini
La canzone più inquietante?
Decisamente quella di eyes wide shut e tutti sapete a quale mi riferisco

La canzone che ascolteresti mentre sei nello spazio e si sgancia il cordone che ti lega alla navicella?
in quel momento non credo proprio che avrei voglia di ascoltare musica sarei troppo arrabbiata

La canzone che odiavi ma adesso ami?
Malafemmena di Totò

La canzone che più ti estranea dalla realtà?
La vie en rose

La canzone da ascoltare mentre guidi?
Quando guido ascolto Radio Capital mi piace la sorpresa di sentire magari un testo che non ascoltavo da un po’ di tempo
La canzone che ti fa più paura al buio?
Il buio mi piace e non mi fa mai paura

Il miglior duetto?
Fiorella Mannoia e Francesco De Gregori

La canzone da dedicare a chi non la pensa come te musicalmente?
La musica che gira intorno di Fossati

Passo la parola a Francesca, Ady e chi altri voglia rispondere

2007-06-15


Trascorso appena un giorno dai miei buoni propositi, ricado inesorabilmente nella tentazione di postarvi nuovamente una preparazione dolce.
Domenica ho fatto una gita in Sila e tornando ti vedo sulla strada un venditore di fragoline di bosco che cosa dovevo fare secondo voi se non mettermi ad urlare a F. di fermarsi immediatamente?
Abbiamo fatto una frenata che non vi dico e dopo aver invertito la marcia eccoci davanti al banchetto del venditore. Non vi so dire cosa c’era d’altro perché la mia attenzione era completamente catturata dalla cassetta contenente quei minuscoli e profumati frutti rossi: le fragoline appunto. Due minuti dopo ero li con le mie tre vaschette di fragoline, soddisfatta come non mai e col cervello già in attività per cercare l’utilizzo che ne avrei fatto.
Pensa che ti ripensa indecisa tra un cheesecake, una torta o delle coppe di semifreddo alla fine ho optato per una fresca Roulade alle fragoline di bosco.
Ingredienti per un rotolo da dodici porzioni:
100 g di farina
100 g di zucchero
4 uova
250 g di mascarpone
200 ml di panna liquida
3 cucchiai di zucchero a velo
2 vaschette di fragoline di bosco
Bagna preparata con 100 ml di acqua, 50 ml di liquore fragolino e 5 cucchiaini colmi di zucchero
Zucchero a velo vanigliato per decorare
Preparariamo la pasta biscotto montando i quattro tuorli con 70 g di zucchero, aggiungiamo la farina. Poi montiamo a parte gli albumi con il restante zucchero ed uniamoli alla preparazione amalgamando con delicatezza per non far sgonfiare gli albumi.
Collochiamo l’impasto in una teglia rettangolare circa 30 x 40 cm in modo da formare uno strato di un centimetro circa. Se la teglia è di silicone non occorre ungere altrimenti è meglio utilizzare della carta da forno bagnata e strizzata per far si che l’impasto non attacchi. Inforniamo per 10 min circa.
Tolto il dolce dal forno, quando è ancora caldo lo arrotoliamo (nel senso della lunghezza) con l’aiuto di un canovaccio umido e lo teniamo in frigo per almeno due ore.
Prepariamo la crema montando insieme la panna con lo zucchero ed il mascarpone fino a formare una crema densa.
La stendiamo con l’aiuto di una spatola sul nostro rotolo bagnato, nella sola parte interna, con la bagna preparata con gli ingredienti indicati.
Distribuiamo le fragoline sulla crema e poi avvolgiamo con delicatezza.
Sigilliamo il rotolo con pellicola da cucina e riponiamolo in frigo per almeno altre due ore.
Una volta posizionato sul piatto cospargiamolo di zucchero a velo vanigliato e poi tagliamolo a fette classiche orizzontali o in diagonale come ho fatto io in foto.
Volendo la superficie si può decorare con panna montata e fragoline o con cioccolato fuso. Io l’ho lasciato semplice per assaporare meglio il gusto della farcia.

2007-06-14


Ultimamente propendo di più per i dolci forse perché c’è qui mia la mia nipotina Rebecca e il che mi mette addosso una certa aria di festa.
Comunque ritorniamo alle cose serie e parliamo di secondi di carne.
Quante volte non ci viene in mente nulla di vagamente interessante e non eccessivamente pesante da servire come secondo piatto?
Quante altre volte avendo organizzato una cena a buffet non riusciamo a trovare dei buoni piatti di carne (che non ci costino fatica eccessiva) finger food da poter consumare senza l’uso delle posate appunto?
Ecco un’idea che in fondo non ha nulla di speciale ma che ci sorprende con la sua semplicià e nel contempo con il suo gusto: gli Involtini di pollo con pancetta.
Ingredienti:
un petto di pollo
20-30 fettine di pancetta stesa affumicata
mezzo bicchiere di vino bianco
sale, pepe ed olio quanto basta.
Prima di passare alla preparazione chiarisco che le dosi non sono proprio precise perché tutto dipende dalla grandezza del petto di pollo.
Preparazione: ricaviamo dal petto di pollo dei tocchetti di 4-5 cm di lunghezza e circa 3 cm di larghezza e spessore (dei rettangolini in pratica).
Saliamo e pepiamo poi avvolgiamo ogni tocchetto in una fetta di pancetta.
Rosoliamo gli involtini in padella con un velo d’olio. Quando avranno preso un colore dorato bagnamo col vino, lasciamo evaporare e poi serviamo magari con una insalata di verdure crude miste oppure per una cena a buffet infilziamo ciascun involtino con uno stecchino di legno e disponiamo in vassoio.

2007-06-13


Siamo in piena stagione di ciliegie ma mettendo ordine nella dispensa, l’altro giorno, è venuto fuori un barattolo della confettura di ciliegie preparata l’anno scorso per cui mi è sembrato il caso di utilizzarla prima di preparare la nuova.
Ho tirato fuori dal freezer un panetto di pasta sfoglia da me preparata e l’ho stesa in un grande rettangolo ho distribuito sulla sola striscia centrale la marmellata ed ho ripiegato i due lembi asciutti verso il centro a mò di strudel, sigillando i bordi con un poco di acqua.
Ho praticato sulla superficie dei tagli orizzontali ho pennellato con acqua e cosparso di zucchero a velo e mandorle a lamelle.
Il giorno dopo non c’era più neanche una fetta…mia madre ha molto gradito.

2007-06-12


Ritornando per l'ultima volta all'argomento panini mi viene di fare un omaggio alla mia terra il panino calabrese spalmiamo due fette di pane casereccio con ‘nduja calabrese piccante, adagiamo sopra qualche fetta di caciocavallo silano e poi qualche rondella di zucchina saltata in padella con un filo d’olio e un poco di cipolla. Grigliamo poi finchè il pane risulterà croccante da entrambi i lati.


Non sarà proprio light però a gusto vi assicuro stiamo molto in alto.

2007-06-11


Avete tenuto da parte i ritagli della sfoglia alle mandorle utilizzata per le Tatin del post precedente? Benissimo.

Sovrapponeteli l’uno all’altro senza rimpastarli e poi tagliatene dei bastoncini stretti e lunghi che avvolgerete su se stessi a spirale.

Cospargete di parmigiano grattugiato e poi via in forno a dorare.

Ottima idea per l’aperitivo, col vantaggio di non buttare via niente.

Sfogliando Cucina Italiana di giugno ho trovato una selezione di ricette dolci alle ciliegie, tutte belle, tutte buone ma indovinate quale ho fatto?
Ne ho immischiate due o tre ed ecco le mie mini-tatin alle ciliegie con gelato.
La base della tatin l’ho fatta con la mia pasta sfoglia arricchita di mandorle, l’idea l’ho presa sempre su Cucina Italiana ma nel numero di maggio dove viene utilizzata per dei fagottini alle verdure, insomma va bene sia in versione dolce che in versione salata e ve ne darò prova.
Allora per sei tortine ci occorrono:
due rettangoli di pasta sfoglia (se non la preparate in casa va bene una confezione di quella surgelata)
3 cucchiai di mandorle a lamelle
½ Kg di ciliegie denocciolate (eh lo so un po’ di fatica)
60 g di burro
100 g di zucchero
6 palline di gelato alla crema per completare
Su un rettangolo di sfoglia distribuiamo uniformemente le mandorle, copriamo con l’altra sfoglia e poi con l’aiuto del matterello appiattiamo bene bene fino ad uno spessore di tre millimetri circa. Ricaviamo dalla sfoglia 6 dischi poco più grandi delle tegline che utilizzeremo per la cottura. Non buttate i ritagli di sfoglia. Teneteli da parte che poi vi dico.
Suddividiamo le ciliegie negli stampi, in unico strato.

Sciogliamo sul fuoco burro e zucchero.
Una volta pronto il composto cospargiamolo sulle ciliegie. Poi copriamo con le sfoglie preparate e cuociamo in forno caldo, finché le sfoglie risulteranno dorate.
Capovolgiamo nei piatti e serviamo ancora tiepide con una pallina di gelato al centro. UNA GODURIA.

2007-06-08




Sicuramente leggendo il titolo del post e vedendo la foto avrete pensato ma sarà impazzita CoCo che ci presenta un panino? Si sarà stancata di cucinare?
La motivazione, per chi ancora non ne fosse al corrente, è tutta
qui.
Sta storia della gara del Panino mi ha presa particolarmente, tanto da mettermi a sperimentare in questi giorni tante varianti, naturalmente con i prodotti che avevo in casa o con quelli, per me, di più facile reperibilità.
Questo piccolo esperimento mi ha fatto notare che in fondo la mia è una dispensa bella assortita e che ricavare dei bocconcini appetitosi con quanto avevo sottomano non è stato poi così difficile:
la ricetta che propongo non l’ho inventata io, l’ho solo adattata dopo averla trovata nel libro Picnic di Isabel Brancq-Lepage allegato a Sale & Pepe di giugno.


L’ho scelta perché il pane alle noci è il mio preferito e devo dire che lo preparo spesso, dato che dalle mie parti è impossibile reperirlo e, dal momento che quasi sempre lo accosto ai formaggi, questa mi è sembrata una valida e gustosa alternativa.
Mi sembra un omaggio alla terra che mi ha ospitato per ben cinque anni l’Emilia e della quale tengo sempre in casa una scorta di eccellenti prodotti alimentari.
Una volta preparati i panini con la ricetta del pane alle noci che segue, li dividiamo in orizzontale e ne spalmiamo ciascuna metà con una conserva di cipolle di Tropea al balsamico (io ho usato quella che preparo io).
Adagiamo poi sopra la metà inferiore due fettine di coppa di Parma alcune scaglie di Parmigiano Reggiano delle vacche rosse (vi assicuro eccezionale) e qualche foglia di valeriana (o radicchio selvatico o rucola o quello che più vi piace), copriamo con l’altra metà ed ecco il nostro panino gourmet.



Pane alle noci



Ingredienti:
300 g di farina di grano terero tipo 00
100 g di farina integrale
15 g di lievito di birra
250 ml di acqua
un cucchiaino di olio extravergine d’oliva
5 g di sale
80 g di noci.
Sciogliamo il lievito nell’acqua tiepida poi impastiamo tutti gli ingredienti (noci escluse) e lasciamo lievitare per un paio d’ore. Poi sgonfiamo la pasta lavorandola con le dita, aggiungiamo le noci tritate e formiamo 6 pagnottelle (o 12 se le vogliamo mignon) che disporremo su una teglia leggermente unta. Lasciamo lievitare ancora e poi inforniamo in forno caldo, ponendo nella parte bassa dello stesso una ciotola piena d’acqua, per mantenere il giusto grado di umidità.

Altra alternativa per utilizzare il pane alle noci, già sperimentata? Spalmare le due metà del panino con un buon formaggio tenero (io ho usato stracchino), adagiarvi sopra una fetta di speck e poi qualche fogliolina di rucola o valeriana. Un panino freschissimo.

2007-06-07


Le versioni di Torta caprese che circolano in rete sono infinite e se ci si mette a discuterne non si arriva mai ad un accordo sulla versione originale. C’è chi dice che si fanno pari mandorle, zucchero e cioccolato chi ci mette un poco di farina o di fecola, chi la fa bianca, in ogni caso non ho ben chiaro come si faccia una caprese a Capri, per cui ecco la mia Caprese taroccata.
Ingredienti:
200 g di mandorle con la pelle tritate
150 g di cioccolato
150 g di zucchero
150 g di burro
3 uova
una bustina di vanillina
mezza fialetta di essenza di mandorle
zucchero a velo due cucchiai
Lavoriamo il burro tenuto a temperatura ambiente con lo zucchero, aggiungiamo le essenze, la farina di mandorle, il cioccolato fuso ed i tuorli uno alla volta. A parte montiamo gli albumi e poi uniamoli delicatamente al composto. Versiamo tutto in una teglia (meglio di silicone, in mancanza rivestiamo il recipiente con carta da forno bagnata e strizzata) ed inforniamo per una mezz’ora circa. Una volta raffreddata spolveriamo con zucchero a velo.

n.b. in foto la torta ha una strana pendenza verso il centro, il motivo è il piatto sul quale l’ho sformata che ha i bordi rialzati.

2007-06-06


Non so voi ma io amo le insalate di pasta, quel che è certo che non mi va di ripetermi coi soliti condimenti: pomodorini-olive-mozzarella-tonno-origano per cui sono alla continua ricerca di nuovi accostamenti.
Questo ne è un esempio scovato e copiato senza riserve da uno di quei miei famosi ritagli di riviste raccolti ormai su dei quadernoni con le copertine decorate di goccioline d’olio.
La ricetta originale prevedeva le farfalle io ho utilizzato un altro formato di pasta che alcuni chiamano radiatori altri organetti.
Ingredienti per 4:
320 g di pasta corta
una melanzana
due zucchine
150 g di scamorza affumicata
qualche foglia di basilico
uno spicchio d’aglio (la ricetta ne prevedeva due)
olio extravergine d’oliva
sale e pepe quanto basta.
Laviamo gli ortaggi poi riduciamo le melanzane a cubetti cospargiamo di sale e lasciamola riposare per un’ora (questa procedura serve a levare l’amaro caratteristico delle melanzane).
Intanto affettiamo le zucchine a rondelle e tagliamo la scamorza a dadini.
Poi eliminiamo il sale dalle melanzane e asciughiamole per bene con della carta da cucina.
Friggiamo le verdure in abbondante olio, scoliamole e appoggiamole sulla carta assorbente.
Condiamo con l’aglio tritato, le foglie di basilico spezzettate e un poco di pepe nero macinato al momento. Lasciamole riposare per un’ora almeno.
Cuociamo la pasta, condiamola con 4 cucchiai di olio, le verdure marinate e la dadolata di scamorza.
Ecco un fresco piatto estivo da portarci dietro anche per un pic-nic o in ufficio per la pausa pranzo.

2007-06-05

E’ forse questo il periodo dell’anno in cui è possibile reperire la frutta più golosa oltre che colorata. Avendo in casa fragole in abbondanza e ciliegie del mio albero mi è tornata in mente quella buona torta che mi preparava la mamma quando ero piccola e così mi sono messa ad impastare:
300 g di farina
150 g di zucchero
100 g di burro fuso
1 bustina di lievito per dolci
1 bicchiere di latte
1 uovo
un pizzico di sale.
Una volta ottenuto un composto omogeneo lo lasciamo cuocere in una teglia bassa da crostata, esistono in commercio quelle apposite con la scanalatura sul fondo che una volta rivoltata diventa la superficie sulla quale adagiare la crema).
Veramente con le dosi indicate mi è venuta fuori una bella crostata e sei crostatine piccole.
Sformati i nostri dolci, li farciamo con crema pasticcera o crema chantilly (crema e panna nelle stesse dosi) e poi via libera alla fantasia.
Mescoliamo i frutti a disposizione creando dei motivi o utilizziamo se ci piace di più un solo tipo di frutta.
Completata l’opera per sigillare e lucidare il tutto è il caso di spennellare con gelatina di frutta oppure (come nel mio caso) con gelatina istantanea per dolci ottenuta col preparato facilmente reperibile in commercio e l’aggiunta di rum per dare un’aroma speciale.
Rispetto alla crostata di frutta che si trova su quasi tutti i ricettari, questa ha una base morbida quasi di pasta margherita che la rende particolarmente buona creando un tutt’uno con la frutta e la crema e senza pericolo di rovinare le fette quando si taglia.

2007-06-04


Per il club Sale & Pepe questo mese ho attinto nuovamente dal numero di marzo 2007, perché poi io le riviste di cucina me le gusto piano piano, scoprendo sempre nuove cose ogni volta che lo sfoglio. Così avevo adocchiato questa ricettina e non avendola provata al tempo dei carciofi, ho rimediato adesso utilizzando i carciofini semi-selvatici che si trovano in campagna da me.
Si tratta - per chi non li conoscesse - di carciofi mignon dal gusto più pieno rispetto ai carciofi normalmente in commercio e che qui utilizziamo soprattutto per le conserve sottolio, dopo averli appena scottati con acqua e aceto bianco.
Oltre a sostituire i carciofi con i detti carciofini, ho variato rispetto alla ricetta originale - che prevedeva fettuccine - il formato della pasta.
Adesso vi do la ricetta dei miei Tripolini all’arrabbiata con carciofini.

Per 4 persone ci occorrono:
320 g di pasta lunga (Tripolini, Trenette, Fettuccine)
400 g di polpa di pomodoro
20 carciofini (oppure 4 se utilizzate i grandi)
60 g di olive nere
40 g di capperi sottosale
un peperoncino fresco
uno spicchio d’aglio
un ciuffetto di prezzemolo
sale q.b.
Tritiamo l’aglio, il peperoncino e il prezzemolo.
Soffriggiamoli con un filo d’olio poi uniamo i carciofi tagliati in due (se sono i grandi tagliati a fettine sottili).
Li rosoliamo per qualche minuto poi uniamo il pomodoro, le olive, i capperi e cuociamo per venti minuti, regoliamo di sale.
Lessiamo la pasta, condiamo col sugo preparato e serviamo subito.
Alla prossima…

2007-06-03

Nel post su Napoli dopo la foto del bel babà consumato in loco promettevo di fare e postare presto il mio babà.
Nel precedente post delle crostatine al Lemon curd del resto vi lasciavo con un’altra promessa di utilizzare il lemon curd avanzato in altro modo originale
Ecco allora il post delle promesse: ne è venuto fuori un Babà al limoncello guarnito con riccioli di gustosissimo lemon curd.
In fondo siamo abituati a mangiare il Babà sempre impregnato dell’aromatico rum ma chi dice che non sia ugualmente eccezionale innaffiato di qualche altro liquido altrettanto alcolico e profumato?
La ricetta è tratta dal famoso libro della Clerici citato qualche post fa, modificata leggermente qua e là da me.

Ingredienti per un mega babà:
300 g di farina 00
25 g di lievito di birra
25 g di zucchero
1 dl di acqua
100 g di burro
4 uova
1 pizzico di sale

Per lo sciroppo:
350 ml di acqua
170 g di zucchero
170 ml di limoncello

Per decorare:
Lemon curd
Gianduiotti fondenti

Formiamo un pastello con 50 g di farina e il lievito sciolto nell’acqua tiepida. Lasciamo riposare per un’ora. Poi uniamo la restante farina, lo zucchero, le uova, il sale e il burro ridotto a pezzetti.
Lavoriamo molto bene e poi lasciamo a lievitare per un’ora e mezza circa.
Sgonfiamo l’impasto e poi lo mettiamo in una teglia dai bordi alti e lo facciamo lievitare fino a quando avrà riempito lo stampo. Poi inforniamo in forno caldo eventualmente posizionando nella parte bassa dello stesso una ciotola con acqua per mantenere il giusto grado di umidità in cottura.
Una volta raffreddato, anche il giorno dopo, prepariamo lo sciroppo scaldando l’acqua con lo zucchero ed unendo poi il liquore.
Versiamo lo sciroppo sul dolce sistemato in una ciotola coi bordi un poco alti e lasciamo inzuppare per bene nel liquido.
Poi decoriamo con riccioli di Lemon curd e i gianduiotti tagliati a triangolini.

2007-06-01


Sentivo sempre parlare di Lemon Curd ma non mi ero mai azzardata a preparare questa crema, forse un pò per quella mia innata diffidenza verso i dolci inglesi che, invitanti nell’aspetto, molto spesso sono eccessivamente burrosi e zuccherosi ma, poiché mi sono ormai arresa all’idea di intraprendere una dieta dimagrante al fine di indossare in modo degno un bel costume da bagno nell’imminente stagione estiva, mi sono lasciata tentare dal traboccante e soprattutto naturalissimo (che sta per non trattato in alcun modo) albero di limoni della mia vicina e così eccomi intraprendere la strada del Lemon curd.
Ho vagliato diverse ricette spulciando nei miei ricettari e nella Blogosfera ed alla fine la mia scelta è ricaduta sul
Lemon curd di Cavoletto di Bruxelles. La ricetta ve la leggete là io semmai posso darvi un buon suggerimento di utilizzo: Crostatine al Lemon curd

Per 6 crostatine ci occorrono:
150 g di farina 00
50 g di farina di mandorle
50 g di zucchero a velo vanigliato
1 pizzico di sale
100 g di burro
1 tuorlo d’uovo
2 cucchiai di acqua fredda
1 vasetto di lemon curd

Versiamo in una ciotola le farine, lo zucchero e il sale poi amalgamiamole col burro freddo a pezzetti formando un impasto simile a pangrattato. Una volta fatto ciò sbattiamo leggermente il tuorlo con l’acqua ed amalgamiamolo all’impasto. Formiamo una palla e lasciamola a riposare il frigo per un’ora.
Trascorso il tempo indicato dividiamo l’impasto in sei parti e stendiamolo nelle tegline (12 cm) imburrate ed infarinate.
Versiamo sopra ognuna una cucchiaiata di Lemon curd, stendiamola su tutta la superficie ed inforniamo a 180° fino a doratura.
Deliziose a colazione col thè bello forte.
Mi è avanzato un poco di lemon curd sto pensando a come utilizzarlo…
Subscribe to RSS Feed Follow me on Twitter!