2008-09-30

Lo sapete che ogni tanto mi prende la voglia di oriente? In uno di questi momenti è uscito fuori un bel piatto, gustoso e ricco al punto giusto. Era da un pò che volevo provare l'abbinamento carne anacardi, tanto più che ne ho portato con me da Santorini (Grecia) una bella confezione.
Per quanto riguarda la salsa di soia so che il periodo è un pò particolare tra melamina e sequestri, per cui fate attenzione che siano prodotti sicuri.
Vi lascio la ricettina
Ingredienti per 2:
300 g c.a. di coscia di maiale
1 cipolla
2 carote
1 manciata di anacardi sgusciati
3 cucchiai di olio
2 cucchiai di maizena
2 cucchiai di salsa di soia
2 tazzine di riso Basmati
Tagliamo la carne a listarelle, bagnamola con la salsa di soia ed amalgamiamo la maizena. Lasciamo insaporire per mezz'ora. Intanto nel wok in cui avremo scaldato l'olio doriamo gli anacardi e, una volta tolti nello stesso olio saltiamo la carne finché risulterà dorata. Teniamola in caldo e versiamo nel wok le carote affettate finemente e la cipolla a fette, saliamo leggermente poi uniamo la carne e gli anacardi lasciamo insaporire per bene. Serviamo ancora caldo con il riso Basmati semplicemente lessato.

2008-09-29



Inizia così Un bel piatto di Pasta il libro dello chef pugliese Raffaele De Giuseppe che fa parte della collana Cartolina dalla Cucina di Bibliotheca Culinaria.Un libro che stupisce per la semplicità degli ingredienti utilizzati nelle preparazioni e per la bellezza delle immagini, realizzate da Stefania Sainaghi.
Come dice lo chef nell’introduzione al volume “tutte sono di facile e veloce esecuzione: la maggior parte delle salse di accompagnamento o di finitura dei piatti sono state realizzate durante la cottura della pasta in acqua”.
Considerate le premesse ed il periodo un pò “senza respiro” nel quale mi trovo, mi sembrava giusto iniziare a sperimentare qualcuno dei piatti contenuti nel volume.
Ho iniziato da una preparazione che ha una facilità disarmante, una preparazione a base di ingredienti all’apparenza poveri ma che poveri non sono se, come me e come lo chef stesso suggerisce, amate ricercare prodotti di prima qualità. Così la cipolla diventa la rossa di Tropea, i capperi sono quelli di Lampedusa, le olive rigorosamente taggiasche ed il guanciale e la pasta altrettanto eccellenti.
La ricetta utilizza i bucatini, ho sostituito con gli spaghetti (trafilati al bronzo) perché non avevo disponibile l’altro formato, il guanciale è ovviamente quello toscano di cui vi ho già parlato.
Bucatini (Spaghetti) alla cipolla di Tropea e guanciale croccante
Ingredienti per 6:
500 g di bucatini o spaghetti
200 g di guanciale stagionato
1 grossa cipolla di Tropea
1 foglia di alloro
1 dl di brodo vegetale
50 g di pecorino romano grattugiato
40 g di olive taggiasche
1 ciuffo di prezzemolo
10 g di capperi sotto sale (meglio se di Lampedusa)
olio extravergine d'oliva
sale e pepe nero
Tagliare il guanciale a fettine sottili e quindi a listarelle, rosolarlo in un filo d'olio in modo che risulti croccante. Sgocciolarlo e tenerlo da parte.
Spellare la cipolla e tagliarla a fettine non troppo sottili. Rosolarla dolcemente con l'alloro nella padella utilizzata per il guanciale per 7-8 minuti irrorando con il brodo vegetale. Unire le olive denocciolate e i capperi dissalati, spegnere.
Lessare la pasta al dente e trasferirla nella padella del sugo, unire due cucchiai di brodo caldo, il guanciale croccante e mescolare bene.
Servire spolverizzando con il pecorino, il pepe nero e il prezzemolo tritato.
Lo chef suggerisce, volendo, di guarnire con striscioline di peperone disidratato nel forno a 180° per 30 minuti.

2008-09-25

Immaginate questa situazione: ospiti a cena, tante idee per il primo, tabula rasa per il secondo.
Una breve occhiata al congelatore dove giacciono pezzi di carne sufficienti per due e niente tempo per la spesa. E’ il caso in cui bisogna ricorrere alla fantasia. Macinato di vitellone disponibile almeno 400 g (in due sacchetti differenti), potrei fare delle polpette, si però come le presenti le polpette agli ospiti? Ed ecco che dal frigorifero sorride un bel
Guanciale Toscano Falorni della bottega Esperya. Lo guardo gli sorrido e dico “a noi due”. Così nascono questi spiedini che sono stati il successo dell’ultima cena organizzata a casa mia.
Il preambolo per dirvi che spesso le ricette migliori nascono per caso o per necessità.
Ingredienti per 12 spedini:
400 g di macinato di vitellone
1/2 spicchio d'aglio
2 cucchiai di parmigiano grattugiano
2 cucchiai di ricotta fresca
1 uovo
prezzemolo
sale e pepe nero
olio extravergine d'oliva
1/2 bicchiere di vino bianco
24 fette sottili di Guanciale Toscano Falorni
12 foglie di alloro
Preparare le polpette impastando la carne con il formaggio, la ricotta, l'uovo, l'aglio e il prezzemolo tritati finemente, un pizzico di sale e pepe. Ricavare dall'impasto 24 polpette a forma di cilindretto, avvolgerne ognuna in una fetta di guanciale ed infilzarle a due a due agli spiedi, sistemando tra l'una e l'altra una foglia di alloro. Mettere gli spiedini in una padella capace appena unta d'olio e rosolarli a fuoco vivace, abbassando poi la fiamma per continuare la cottura ancora qualche minuto, sfumare col vino e servire subito con un contorno a piacere.

2008-09-24


Oggi diventa effettiva la mia collaborazione con UnBuonBichierezine di Stefano Buso.
La ricetta che ho presentato ha i colori dell'autunno. Vi invito a leggere lì l'articolo.Ingredienti per 4-6 persone:
2 filetti di coniglio, farina 00, 4 pomodori perini, 2 cucchiai di olive taggiasche, 1 cucchiaio di pinoli, 3 carote, ½ cipolla, 2 spicchi d’aglio, prezzemolo, origano, sale alle erbe aromatiche di Cervia, vino bianco, aceto di mele del trentino, olio extravergine d’oliva, peperoncino fresco, pepe nero di mulinello
Tenere a bagno i filetti con acqua e un po’ di aceto di mele per una mezz’ora; poi, asciugarli con una carta da cucina e stenderli su un tagliere. Cospargerli con un po’ di sale e uno spicchio d’aglio trito, del prezzemolo tagliato grossolanamente e una spolverata di pepe nero. Posizionare sopra ogni filetto una carota pelata e avvolgere i filetti formando un rotolo che contenga all’interno la carota. Legarli molto bene con lo spago da cucina. Passarli nella farina e rosolarli in un tegame con dell’olio. Sfumare con il vino bianco, e una volta che sarà evaporato e la carne ben rosolata, toglierla dal fuoco e adagiarla su un piatto di portata. Versare nell’olio il rimanente aglio, la cipolla affettata, la carota ridotta a pezzi piccoli, i pomodori pelati privati dei semi ridotti a piccoli pezzi e il peperoncino. Lasciare insaporire; unire le olive denocciolate, i pinoli e un po’ di origano, quindi gli arrosti e un bicchiere d’acqua calda. Coprire il tegame e lasciar consumare il liquido lentamente. Aggiustare di sale e pepe e, se occorre, aggiungere ancora acqua. A fine cottura, togliere lo spago ed affettare gli arrosti, servendoli con le verdure del fondo di cottura.  

Un piccolo consiglio: qualora dovesse avanzare qualche fettina di arrosto, tagliatela in dadolata, amalgamatela con le verdure del fondo, ed utilizzate il composto ottenuto per condire fettine di pane casereccio che andranno passati in forno per qualche minuto prima di essere serviti. Vi assicuro saranno dei crostini veramente appetitosi.

2008-09-23

Di tanto in tanto ritorna la sette vasetti, come già ebbi modo di dirvi mi piace inventarne sempre nuove versioni, questa con farina di cocco e cioccolato fondente l'ho già rifatta più volte perchè piace veramente a tutti.
1 vasetto di yogurt
1 di olio extravergine d'oliva (delicato)
2 vasetti di zucchero
2 vasetti di farina
1 vasetto di farina di cocco
1 bustina di lievito vanigliato
3 uova
100 g di cioccolato fondente al 70% di cacao
Zucchero a velo e farina di cocco per decorare
Sbattere i tuorli con lo zucchero e lo yogurt, unire l'olio poi la farina, il lievito e la farina di cocco. Unire gli albumi motati a neve e il cioccolato fuso; versare il composto in uno stampo rettangolare, meglio se in silicone. Infornare a 180° per circa 30 minuti, finché il dolce risulterà asciutto, basta provare con uno stecchino di legno. Togliere il dolce dal forno spennellarlo con una glassa molto liquida di acqua e zucchero a velo e cospargerlo di farina di cocco. Rimetterlo nel forno spento ma ancora caldo per altri 5 minuti.

2008-09-22

Ogni tanto, invece di parlarvi semplicemente di un piatto, mi piace raccontarvi una bella storia. Quella di oggi è la storia di una di noi, appassionata come noi di cucina, conosciuta nel web come Cuocapercaso, che un giorno ha deciso, chissà come e chissà perchè, di mettere nero su bianco la sua fantasia e il suo amore per la tavola.
Cioccolato fondente extra è l'originale titolo del libro di Grazia Cioce, edito da Prospettiva editrice.
E' la storia di un giovane uomo che, dopo varie esperienze d'amore, non tutte felici, decide di andare al fondo del suo problema parlandone con un esperto, da queste conversazioni che Luca registra, mentre è impegnato in cucina, per il suo psichiatra ed amico Dott. C. veniamo a conoscenza dei suoi problemi di cuore e delle sue ricette.
E' un romanzo culinario, breve e di piacevole lettura che, questa è la cosa che più di tutte mi ha meravigliato, è scritto da una donna ma dal punto di vista di un uomo.
Le ricette sono tutte da provare, veloci e di facile esecuzione, com'è nello stile di Grazia.
Io ho provato questo sgombro al cartoccio e, invitandovi alla lettura del libro, vi lascio intanto la ricetta e la foto del mio risultato, augurando a Grazia di essere presto in libreria con la sua seconda opera.

Sgombri al cartoccio con zucchine


Ingredienti per 2: 2 sgombri, sale, limone, semi di finocchio, aromi per grigliate, 1 zucchina.

Condire gli sgombri già lavati con gli aromi per grigliata, il sale, una spruzzata di limone e lasciarli in frigo. Pulire la zucchina tagliarla a fettine sottili e metterla nel forno per 8 minuti o nel microonde piatto crisp 2 minuti per lato. Prendere due fogli di carta da forno mettere sopra ognuno uno sgombro, disporre sopra i pesci una fettina di limone, un filo d'olio e qualche seme di finocchio. Avvolgere gli sgombri con zucchine, chiudere i cartocci ed infornare in forno già caldo per 15 minuti o 8 minuti nel microonde.

2008-09-19

Questa è una di quelle ricette scritte su un foglietto volante. Da anni balza di qua e di là e non viene mai ritrascritta, ogni tanto però me la ritrovo tra le mani ed eccomi all'opera.
Davvero gustosa, espirme appieno il concetto di convivialità agreste, tra una chiacchiera e l'altra, con un buon bicchiere di vino e qualche fetta di salame - al bando tutte le posate - si smangiuccia staccando una rosetta per volta...
Ingredienti:
500 g di farina 00
olio extravergine d'oliva
250 ml c.a. di acqua
12 g di lievito di birra
sale
1 vasetto di olive nere
3-4 filetti d'acciuga
ebette provenzali (rosmarino, timo, maggiorana, basilico, origano santoreggia)
Versiamo la farina in una ciotola, aggiungiamo il lievito sciolto nell'acqua, il sale e 2 cucchiai di olio. Impastiamo per bene finchè non otteniamo un composto elastico che lasceremo a lievitare fino al raddoppio, nella ciotola coperta di pellicola.
Denoccioliamo le olive e frulliamole con le acciughe e dell'olio fino ad ottenere un composto spalmabile. Stendiamo l'impasto ad uno spessore di 6-7 millimetri dandogli la forma di un rettangolo, spalmiamo sopra il composto di olive e spolverizziamo la superficie con le erbette, avvolgiamolo poi a rotolo e ricaviamone tanti rotolini che posizioneremo l'uno accanto all'altro, a mò di roselline, in una teglia appena unta d'olio. Spennelliamo la superficie con olio e acqua e spolverizziamo con altre erbette. Lasciamo lievitare ancora e poi inforniamo a 220° finchè risulterà ben dorata.

2008-09-17

Nel mio recente viaggio ho avuto modo di fermarmi in suolo marchigiano, solo che quando si va di fretta succede che si dimentichi qualcosa per strada e così le mie promesse pre-vacanziere di tornare con delle prelibatezze di quel territorio sono state completamente disattese. Tornata a casa non potevo che avercela con me stessa per aver perduto la golosa occasione di assaggiare il rinomato Ciauscolo marchigiano ed è lì che mi è venuta in soccorso la bottega Esperya, tramite cui ho potuto avere un delizioso Ciauscolo Marchigiano Monterotti direttamente al mio domicilio.
Mi piace pensare, come i più raffinati sostengono, che il nome ciauscolo derivi dal latino cibusculum ossia piccolo cibo, infatti la sua particolare lavorazione lo rende spalmabile e adatto ad essere utilizzato per la preparazione di piccole prelibatezze. Forse in effetti non è questa l'origine dal momento che cibusculum potrebbe anche intendersi come cibo da poco, ossia povero, ma la prima versione in fondo si adatta alla perfezione alla natura di tale gustoso prodotto.
Vi invito a provarlo su dei crostini con provola dolce da lasciare sciogliere sotto il grill, oppure in questa meravigliosa zuppa che l'incontro con dei deliziosi borlotti freschi mi ha suggerito di realizzare.
Nulla di complicato anzi...eccovi la ricetta

Ingredienti per 2 persone:
500 g di borlotti freschi
100 g di Ciauscolo Marchigiano Monterotti (una bella fetta)
olio extravergine d'oliva
2 cucchiai di salsa di pomodoro
1 rametto di prezzemolo
erbe provenzali
sale e pepe nero
Soffriggiamo il ciauscolo, dopo averlo sgranato, in due cucchiai di olio, uniamo la salsa di pomodoro, poi i fagioli sgranati e lavati, aggiungiamo il prezzemolo ed acqua a sufficienza da ricoprire i fagioli. Copriamo parzialmente il recipiente e lasciamo cuocere mescolando di tanto in tanto, se occorre aggiungiamo altra acqua. Quando i fagioli saranno teneri, saliamo, spolverizziamo di pepe nero ed aggiungiamo le erbette essiccate, lasciamo insaporire e poi serviamo completando con un filo di olio e dei crostini di pane.

2008-09-16

Parte da questo mese la mia nuova rubrica di cucina su UnBuonBichierezine.
Per la presentazione della stessa, che ovviamente si chiamerà In cucina con Cocò, vi invito a fare un salto nel blog di Stefano Buso che certo non ha bisogno di mie presentazioni.
Sarà, come ha scritto Stefano, "una rubrica dedicata al food, alle ricette che su questo blog mancano veramente. Uno spazio libero, genuino senza dietrologie, condito da passione e buon gusto". Presto scriverò il primo articolo e spero che voi, miei cari lettori, mi seguirete anche in questa nuova avventura.

2008-09-15

Bignè, bignè e ancora bignè, che farei io senza la mia adorata ed insostituibile pasta choux? La adoro declinata nelle sue mille varianti e non potevo aspettare oltre per vedere il risultato che il mio nuovo forno avrebbe dato con questo delicato impasto. La ricetta della base è sempre la stessa,ma per il ripieno stavolta ho utilizzato della golosa crema pasticciera e per la decorazione cioccolato fondente extra e kumquat canditi acquistati a Corfù. Gli ospiti hanno molto gradito e io passo a voi l'idea.
Per la pasta choux cliccate qui
Per la crema al cioccolato:
4 tuorli
8 cucchiai di zucchero
4 cucchiai di farina
500 ml di latte intero
100 g di cioccolato fondente
Per la decorazione:
100 g di cioccolato con il 70% di cacao
Kumquat canditi
Una volta preparati i bigne lasciamoli freddare mentre prepariamo la crema. Sbattiamo i tuorli con lo zucchero, uniamo la farina e poi il latte bollente, rimettiamo sul fuoco e lasciamo addensare. Intanto sciogliamo il cioccolato a bagnomaria ed uniamolo alla crema ancora calda. Lasciamo raffreddare e farciamo i bignè con la crema. Sciogliamo l'altro cioccolato e versiamolo sui bignè, completiamo con i fruttini prima che il cioccolato indurisca.

2008-09-12

E' arrivato anche quest'anno il periodo della vendemmia, e seppure il caldo sembra non voglia abbandonarci, inizia uno spettacolo che adoro osservare: i carri che trasportano l'uva, i contadini che lavano e preparano i recipienti che ospiteranno il mosto. Questo fermento autunnale si inizia a respirare anche a tavola, così ieri sera ho presentato al mio "sbigottito" neo-marito questo piatto da vendemmia, gustoso e semplice da preparare. Ingredienti:
4 fusi di pollo
un grosso grappolo di uva rosata
1 bicchiere di vino bianco
3 cucchiai di olio extravergine d'oliva
sale e pepe
Dopo aver lavato l'uva schiacciamone metà tra le dita raccogliendo il succo e gli stessi acini schiacciati in una ciotola nella quale aggiungeremo il vino e la carne lasciandola in questa "marinata" per circa un'ora. Prendiamo una padella non troppo larga e rosoliamo nell'olio i fusi di pollo senza il liquido della marinata che filtreremo e terremo da parte. Saliamo e pepiamo la carne, poi aggiungiamo il liquido raccolto e lasciamo cuocere, coprendo il recipiente, finchè non si formerà una salsina densa che glasserà la carne, solo 10 minuti prima di spegnere uniamo la restante uva i cui acini avremo diviso a metà e privato dei semi, avendo cura di lasciare però qualche grappolino intero per decorazione.

2008-09-11

In attesa che la Eni Gas decidadi farmi visita, ho iniziato ad usare il forno di casa visto che almeno quello è elettrico. Così dopo aver preparato la versione plumcake del muffin ciocco-banana, ho pensato di preparare una golosità salata, giusto per imparare le funzioni del mio nuovo e super accessoriato forno.
Quando penso a coccole salate non posso fare a meno di pensare alla pasta sfoglia, sarà perchè anche un pezzo di legno avvolto in quella dorata crosta prende un sapore eccezionale, sarà che con quella comprata e già stesa (stavolta scusatemi ma non ho proprio avuto il tempo di prepararla in casa) in pochi minuti si riesce a portare in tavola una prelibatezza, quel che è certo è che neanche questa volta la sfoglia mi ha delusa, anzi...sono qua a raccontarvela.
Ingredienti per 4 persone:
2 rotoli di pasta sfoglia
120 g di crescenza
1 melanzana
1/4 di cipolla rossa di Tropea
olio extravergine d'oliva
origano
sale e pepe
60 g di cotto di Praga
Affettiamo la cipolla e tagliamo a cubetti la melanzana dopo averla privata della buccia. Saltiamo la melanzana con la cipolla in una padella in cui avremo versato un filo d'olio, saliamo, pepiamo e lasciamo dorare ed ammorbidire la melanzana. Intanto tagliamo in due ciascun foglio di pasta ottenendo 4 rettangoli. Quando la melanzana è pronta amalgamiamola alla crescenza ed al cotto tagliuzzato in piccoli pezzi. Suddividiamo il ripieno sulle quattro sfoglie, ponendolo a mucchietto al centro delle stesse che richiuderemo singolarmente a mò di saccottino. Per questa operazione occorre piegare i bordini del lato lungo verso il ripieno senza coprirlo e poi arrotolare i lati corti sul ripieno, che resterà così completamente sigillato all'interno. Dopo aver adagiato i saccottini in teglia, pennelliamoli con olio e spolverizziamoli di origano, poi pratichiamo tre tagli sulla superficie e cuociamo in forno caldo finchè risulteranno dorati. Da servire caldi ma non appena usciti dal forno, pena gravi ustioni.

2008-09-09

Gli spaghetti al tonno sono un classico della cucina fast, chi non li ha mai preparati alzi la mano. Sono quasi come gli spaghetti aglio olio e peperoncino perchè si preparano con ingredienti di facile reperibilità e scarsa deperibilità, insomma gli ingredienti giusti da tirar fuori alla bisogna, magari quando con gli amici si fa tardi e si decide di dare una piega diversa alla serata.
Tutti abbiamo la nostra versione di questo piatto e proprio per tale motivo lo trovo particolarmente interessanti. Io vi lascio la mia preferita poi sta a voi parlarmi delle vostre varianti. Potete aggiungere la vostra ricetta nei commenti, sarà un piacere leggerle e magari provarle tutte.
Ingredienti per 2 persone:
160 g di spaghetti
3 cucchiai di olio extravergine d'oliva
1 pezzetto di cipolla
80 g di tonno in scatola
10 olive Kalamata (o altre a piacere)
2 pomodori ramati
1 cucchiaio di capperi sotto sale
qualche foglia di basilico
origano
sale e pepe
Peliamo i pomodori,togliamo i semi e riduciamoli a tocchetti. Facciamo appassire la cipolla nell'olio aggiungiamo i pomodori e lasciamoli andare per un paio di minuti. Uniamo il tonno sgocciolato, le olive ed i capperi, lasciamo insaporire, regoliamo di sale e pepe ed aggiungiamo un pò di origano sbriciolato. Lessiamo gli spaghetti al dente e saltiamoli nel condimento con un paio di cucchiai di acqua di cottura, solo alla fine aggiungiamo il basilico spezzettato. Serviamo subito.

2008-09-08

Continuano i miei esperimenti forzati di cucina fredda. Per fortuna le temperature sono dalla nostra, oggi superiamo i 40° ed in ogni caso anche chi avrebbe la possibilità di cucinare fugge i fornelli a gambe levate.
Avevo promesso di cimentarmi con qualcosa di greco e invece della Moussaka che tutti aspettavate eccomi qua con una fresca e semplice insalata greca. Ora se qualche lettore greco avrà da contestare non oso oppormi perchè in effetti questa è solo la mia personale versione di quello che ho visto più spesso nei giorni passati sulle tavole delle trattorie greche. Quel che è certo è che se i pomodori non sono quelli di Santorini e l'olio è quello calabrese, le olive sono proprio le Kalamata di Corfù e la Feta è proprio made in Grecia.

Ingredienti per 2:
2 pomodori da insalata
1 cetriolo
mezza cipolla
80-100 g di olive Kalamata
mezza fetta di feta
olio extravergine d'oliva
origano e sale

Peliamo e tagliamo a fettine il cetriolo, condiamolo con sale ed olio e lasciamolo riposare. Intanto laviamo e tagliamo a spicchi i pomodori disponendoli sul fondo di un piatto, sistemiamo sopra la cipolla tagliata a rondelle sottili. Saliamo leggermente ed irroriamo con un pò d'olio. Poi versiamo al centro del piatto le olive amalgamamiamo coi cetrioli e condiamo con l'origano e un pò d'olio. Uniamo alla fine la feta sbriciolata, ancora un filo d'olio ed un pò di origano e via in tavola.

2008-09-05



Allora chi voleva vedere le foto del matrimonio è parzialmente accontentato, non sono un granchè (e mio cognato non me ne voglia) ma almeno rendono l'idea, quella mongolfiera bianca col sorriso da ebete sono io e la personcina distinta in blu è proprio il mio maritino.
Ora bando ai miei fatti personali e tornando all'arte culinaria vi lascio la ricetta di un veloce e gustoso primo, quasi tutto a freddo, si lo so che il gas manca a me e non a voi, però si sa mai...visto che il tempo manca invece a tutti.
La crema di peperoni è la stessa degli Involtini di melanzana e ricotta questa volta però l'ho usata per condire la pasta arricchendola con dadini di pancetta affumicata e ricotta salata di pecora.

Rigatoni alla crema di peperoni



Ingredienti per 4 persone:

350 g di Rigatoni
1 peperone giallo
1 pezzetto di cipolla
olio etravergine d'oliva q.b.
sale
pancetta affumicata a dadini 80 g
ricotta salata di pecora

Arrostiamo il peperone sulla fiamma viva, poi laviamolo sotto l'acqua corrente in modo da eliminare la pelle, tagliamolo a piccoli pezzi dopo aver tolto semi e picciolo e saltiamo la polpa in padella con olio e cipolla. Regoliamo di sale e poi frulliamo con dell'altro olio, in modo da ottenere una crema gialla omogenea.
Intanto lessiamo la pasta e rosoliamo, in un padellino appena velato d'olio, la pancetta. Quando la pasta è pronta versiamola nella padella con la pancetta rosolata, uniamo la crema di peperone e completiamo con la ricotta grattugiata grossolanamente.

2008-09-03

Se non state rientrando da una crociera e non avete, quindi, chili di troppo da smaltire come la sottoscritta, potete permettervi una bella fetta di questa golosa brioche. E’ una delle mie preferite perché la morbidezza dell’impasto è racchiusa nella croccantezza della sfoglia e lo zucchero è, in effetti, solo un accenno, tanto che è ottima servita con della confettura di albicocche scaldata e leggermente allungata con un po’ di Rum oppure distesa su un letto di crema inglese. Una vera goduria ma per stavolta passo il turno e dedico il mio Kranz integralmente a voi.
Ingredienti:
1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare
330 g di farina
12 g di lievito di birra fresco
50 g di burro
50 g di zucchero
2 uova
50 g di uvetta sultanina
40 g di cedro candito
Rum
1 cucchiaiata di latte
zucchero a granella
Sciogliamo il lievito in mezzo bicchiere (100 ml c.a.) di acqua tiepida con mezzo cucchiaino di zucchero, mescoliamo e lasciamo riposare per 15 minuti. Versiamo il liquido in una ciotola, aggiungiamo 100 g di farina, mescoliamo e lasciamo riposare un’ora.
Disponiamo sulla spianatoia la restante farina. Nell’incavo mettiamo il burro ammorbidito, lo zucchero restante, un uovo e il composto lievitato. Impastiamo fino ad ottenere un composto omogeneo. Copriamo e lasciamo lievitare per almeno un’altra ora. Mettiamo intanto ad ammollare l’uvetta col rum.
Srotoliamo la pasta sfoglia e dividiamola a metà nel senso della lunghezza. Lavoriamo la pasta lievitata sulla spianatoia infarinata e diamole la forma di un pezzo di sfoglia, con uno spessore di circa il doppio.
Disponiamo una delle sfoglie su una placca da forno rivestita con l’apposita carta, spennelliamola con l’uovo restante mescolato col latte, cospargiamola con metà uvetta e metà canditi. Copriamo con la pasta lievitata, spennelliamo anche questa con l’uovo , mettiamo sopra l’uvetta e il cedro restanti e poi copriamo con l’altra sfoglia. Comprimiamo bene, e poi torciamo a vite (a piacere) le due estremità del dolce . Spennelliamo con l’uovo e cospargiamo con la granella di zucchero. Inforniamo a 200° per 40 minuti circa e comunque finché risulterà ben dorato. L’operazione di “avvitamento” rende il dolce più bello a vedersi ma la cottura della sfoglia che resta all’interno è meno uniforme per cui io lo lascio disteso.

2008-09-02

Settembre è arrivato ed io sono appena rientrata dal mio viaggio di nozze, una rilassante crociera nelle isole greche.
Ringrazio con affetto tutti quelli che mi hanno lasciato gli auguri e vi chiedo di pazientare ancora un poco per una foto del matrimonio perchè devo recuperarle presso qualche amico o parente presente, dacchè la mia macchinetta quel giorno stava già in valigia pronta per nuovi panorami.
Intanto vi lascio una foto che mi ritrae insieme al mio neo marito nella nostra sosta sull'isola di Santorini, quello alle spalle è lo stupendo villaggio di Oia. Se mi trovate ingrassata non datemene colpa sulle navi da crociera Costa non si fa altro che mangiare...ciò nonostante, pensando ai miei lettori (bella scusa eh!), ho trovato la forza di acquistare qualche leccornia ellenica, presto allora posterò qualche mio nuovo esperimento, sempre che la ENIGAS decida di allacciarmelo finalmente questo benedetto gas, anzi avrei pensato anche di promuovere una petizione per questa povera food blogger priva di fornelli...che ne dite firmereste per la mia causa??? In caso contrario dovrete accontenatrvi di ricette che non richiedono cottura oppure, alla meglio, di roba cotta in forno, che almeno quello è elettrico.
Un bacio a tutti ed a prestissimo dalla vostra Cocò.
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