2009-01-29

Avete presente quei piatti che nascono in una pigra giornata da universitari, quando a disposizione si ha poco ma di mangiar bene si ha tanta voglia? Ecco quei piatti a volte durano lo spazio di un pranzo, altre volte invece te li porti dietro per una vita, diventano parte del tuo modo di essere a tavola. Così l'altro giorno avendo affettato un pezzo di quel magnoifico Salame della Rosa Armini della bottega Esperya mi è tornato alla mente l'odore e il sapore di quel semplice piatto che un tempo preparavo spesso.
Una buona ricetta di quelle semplici che si possono preparare per ospiti improvvisi o quando, al ritorno dal lavoro, c'è giusto il tempo di mettere su l'acqua e preparare un veloce condimento che sia pronto nel tempo di cottura della pasta.
Prima di passare alla ricetta e prima che i curiosi me lo chiedano nei commenti il Salame della Rosa, prodotto nelle Langhe dalla famiglia Armini, non si chiama così per la presenza del fiore nell'impasto ma per il tipo di budello utilizzato, detto appunto “della rosa”, grazie al quale il salame matura più lentamente, acquistando così un profumo intensissimo, giusto quel profumo che mi ha riportato, come dicevo innanzi, ai tempi andati.
Ingredienti per 4 persone:
360 g di spaghetti (meglio di Gragnano)
4 fette di Salame della Rosa Armini di un cm ciascuna
1 radicchio rosso
1/2 cipolla bionda
1 bicchiere di vino bianco
olio extravergine d'oliva
sale e pepe q.b.
Tagliamo a listerelle di salame e a striscioline il radicchio. Tritiamo la cipolla e lasciamola appassire in un fondo d'olio, uniamo il salame, sfumiamo con il vino, aggiungiamo il radicchio e lasciamolo appassire, regoliamo di sale e pepe. Intanto lessiamo gli spaghetti e mescoliamoli con il condimento preparato.

2009-01-28


Chi come me ha fatto del buon mangiare quasi la sua ragione di vita è alla continua ricerca di prodotti speciali degni di esaltare un piatto e rendere speciale il momento in cui lo si consuma, non può che essere attento a quanto il web, potente mezzo di comunicazione anche in tale settore, può offrirci.
E’ così che magari navigando si viene a conoscenza di realtà, spesso piccole, che si fanno grandi nella loro opera, ovvero ricercare quanto di meglio offre il territorio nel quale operano ed offrirlo a chi quel territorio lo conosce poco e non avrebbe senza il loro intervento altro modo per poter conoscere e degustare i prodotti migliori di una regione.
Immagino che questo sia stato l’intento dei giovanissimi fratelli Gianluca e Tobia Manfuso quando, anni or sono, hanno deciso di commerciare on-line i migliori prodotti Campani, dalla Pasta di Gragnano, ai Pomodori San Marzano passando per le Mozzarelle di Bufala Doc. Hanno aperto così il loro sito di commercio on-line Terrasolis di cui già il nome lascia sperare bene. Con queste premesse quando Gianluca mi ha proposto una collaborazione grazie alla quale avrei meglio conosciuto alcuni dei loro prodotti non potevo che dire di si, certa di fare cosa gradita anche ai miei lettori.
Comunque avere i prodotti della Terra del sole è facilissimo come navigare e per farvi un’idea di quali prelibatezze offrano non vi resta che fare un giretto sul sito aspettando di vedere presto nel mio blog qualche ricetta in cui verranno utilizzati, ricette che ritroverete anche sul loro sito nella scheda dedicata al prodotto.

2009-01-27

Voi a che categoria appartenete? A quelli che se sono soli buttano giù la prima cosa che capita, magari in piedi (orrore!) davanti al frigo?
Oppure a quelli che anche quando mangiano un panino ci tengono a far le cose per bene ricercando degli ottimi ingredienti per creare un panino speciale che adagiano in un piatto e mangiano seduti comodamente ad una tavola ben apparecchiata, sorseggiando un bicchiere di vino o di ottima birra?
Io decisamente alla seconda categoria e chiunque mi conosca non credo abbia dubbi in proposito, per me la tristezza del mangiare soli è un concetto lontano.
Questo preambolo giusto per dirvi che questo panino, creato ispirandomi ad uno simile mangiato in Sila un mesetto fa, mi ha mandato completamente in estasi e per questo ve ne parlo.
Avete presente quel bel pecorino fresco siciliano puntellato qua e la di grani di pepe nero? Bene, ne avevo un bel pezzo in frigo speditomi da Mosto e Miele, ne ho ricavato delle fette piuttosto spessine che ho grigliato sulla piastra, ho aggiunto qualche fetta di crudo tagliato a coltello ed ho completato il piatto con delle erbette saltate con un filo d'olio e uno spicchio d'aglio. Provate e poi ne riparliamo.

2009-01-26

Riprendo la mia rubrica dedicata alle ricette degli altri bloggers per parlarvi di un'altra pietra miliare della blogosfera Un Tocco di Zenzero il blog di Sandra Salerno, conosciuta da molti come La cuoca volante.
Di lei e del suo blog ho avuto notizia attraverso la carta stampata prima che aprissi il mio blog e mi ha subito attratto la storia di questa giovane donna che aveva realizzato il suo sogno trasformando la sua passione per la cucina in una attività redditizia, perchè Sandra non limita la sua attività al blog ma organizza cene a domicilio, mini catering, menù a tema, fa consulenze gastronomiche e tiene corsi di cucina. Insomma è una roccia ed un esempio da seguire perchè in tutto questo da fare è una delle persone più garbate e gentili che io abbia avuto modo di conoscere on-line, trova il tempo di rispondere non solo a tutte le e-mail ma anche ad ogni singolo commento che le viene lasciato nel blog e chi ha tali doti di umiltà ditemi voi se non è una grande persona.
La ricetta di Sandra che ho scelto di provare sono dei Salatini Ungheresi al formaggio dei quali mi sono innamorata da quando lei, ospite su Sky nella trasmissione Casa Alice, li ha preparati in tv. Ho subito cercato la ricetta nel blog e l'ho conservata tra le mie cose in attesa di prepararli. Il momento propizio è stato lo scorso sabato e ne siamo rimasti entusiati io e i miei ospiti.
Il risultato del resto lo vedete in foto ecco quindi a voi la ricetta, solo nella decorazione mi sono permessa di sostituire l'emmenthal con il parmigiano e di aggiungere i semi di lino.
225 g di farina
150 g di burro morbido
100 g di farina di mandorle (o 100 grammi di mandorle intere tritate finissime)
50 g di parmigiano grattugiato
1 uovo
cannella in polvere q.b.
sale q.b.
1 tuorlo
semi di papavero q.b.
semi di sesamo q.b.
paprika q.b.
emmenthal grattuggiato q.b.
Mescoliamo la farina, la farina di mandorle e il parmigiano e lavoriamoli velocemente con il burro morbido, l’uovo, un bel pizzico di sale e una spolverata di cannella, fino a ottenere un impasto omogeneo. Avvolgetela nella pellicola trasparente e mettiamola in frigo per un ora circa. Poi stendiamola in una sfoglia di 1 cm di spessore, ritagliamola con le formine. Spennelliamo i biscotti con il tuorlo sbattuto con un cucchiaio di acqua e aromatizziamoli con semi e spezie varie. Inforniamo a 170 °C per circa 15 minuti.

2009-01-23

L'arancia e il cioccolato abbiamo detto più volte che si sposano meravigliosamente, ne sono esempi ben riusciti nel mio blog la Torta Fiesta o i Biscotti rustici arancia a e cioccolato o ancora i Cioccolatini al Cointreau. Quel che è certo è che accostando gli agrumi al cioccolato difficilmente si sbaglia.
Il punto di partenza per questi dolcini è stato un vesetto di mermellata biologica di arance rosse, una marmellata speciale a base di sola frutta e miele, senza zucchero, prodotta in Sicilia e acquistabile su Mosto e Miele. Al primo assaggio l'ho vista bene in accostamento al cioccolato e questo il risultato.
Ingredienti per 12 trancetti c.a.:
per il pan di spagna:
4 uova
150 g di zucchero
150 g di farina 00
vaniglia
per la bagna:
150 ml di acqua
2 cucchiaini di zucchero
100 ml di Cointreau
per farcire e completare:
100 g di cioccolato fondente al 70% di cacao
1 vasetto di marmellata bio di arance rosse e miele
agrumi canditi
Prepariamo il pan di spagna montando a lungo le uova con lo zucchero aromatizzato con la vaniglia, aggiungiamo la farina , versiamo il composto in una teglia rettangolare non troppo grande e cuociamo a 180° finché il dolce risulterà asciutto e dorato.
Lasciamolo freddare su una gratella, poi suddividiamolo in quattro strati. Farciamo i tre strati interni con la marmellata dopo averli bagnati con il liquido preparato mescolando l'acqua scaldata con lo zucchero e il liquore. Copriamo con il quarto strato bagnato anch'esso dal lato interno. Dividiamo in tranci e poi copriamo la superficie di ciascuno con il cioccolato sciolto con qualche cucchiaiata di acqua. Decoriamo con i canditi.

2009-01-22

Vi è mai capitato di preparare qualcosa con l'intenzione di parlarne poi nel blog e di non riuscire poi a fare la foto prima che sparisse tutto dal tavolo? A me succede, specie quando siamo in tanti, magari l'impegno, magari la stanchezza, magari il non voler sembrare sempre quella che prima di mangiare fotografa...insomma per varie motivazioni mi è capitato e continua a capitarmi. Il caso emblematico è stato la vigilia di Capodanno quando con mia sorella, alla quale ho regalato il libro che vedete qui sopra, abbiamo deciso di servire come stuzzichino pre-cena i frittini che vedete in copertina. Mia sorella ha opportunamente, considerato il numero dei commensali, moltiplicato le dosi. Abbiamo poi disposto i diversi gusti di zeppole in cestini di vimini, carinissimi, e quando mi sono ricordata della foto era troppo tardi li avevamo già fatti fuori. Ovviamente ho intenzione di rifarli ma nel frattempo non mi andava di farvi aspettare, che il libro è uscito già da un po' e io vi dò la chicca di questa ricetta ma poi per le altre non vi resta che fare un salto da Bibliotheca Culinaria per acquistare il volume Deliziosamente Fritto di Umberto Zanassi che vi assicuro, come gli altri della serie Cartolina dalla cucina, già per le immagini di Stefania Sainaghi varrebbe tutto il suo prezzo (che tra l'altro è pure scontato del 20%).
La nostra società spesso demonizza il fritto perchè non proprio salutare, laborioso ed anche perchè ritenuto troppo popolare ma ditemi un po' voi se riuscite a matenervi fermi, senza perdere la bussola, davanti a una pietanza croccate e dorata...ogni resistenza va a farsi friggere! E allora iniziamo da queste deliziose
Zeppole (al basilico, salmone affumicato, naturali, al formaggio)
Ingredienti:
150 g di farina 00
1 cucchiaio di acqua frizzante
5 g di lievito di birra
1/2 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di olio extravergine d'oliva
1 l di olio per friggere
Per le guarnizioni:
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
70 g di salmone affumicato
basilico tritato + 1 cucchiasio di olio extravergine d'oliva
Sciogliere il lievito nell'acqua tiepida, unire la farina, il sale, l'olio, lavorare bene aggiungendo ancora un p0' d'acqua per ottenere un impasto omogeneo e morbido. Dividere l'impasto in tre parti, ad una aggiungere il salmone tagliato a listarelle, alla seconda il formaggio grattugiato ed alla terza il basilico frullato con l'olio, coprire le ciotole contenenti i tre impasti e lasciar lievitare per almeno due ore a temperatura ambiente al riparo da correnti d'aria.
Poi con la punta di un cucchiaio inumidita formare tante piccole palline e friggerle nell'oilio caldo a 160-170° per 4-5 minuti, finché riulteranno ben dorate e gonfie. Sgocciolarle su carta assorbente salarle in superficie e servirle calde.
Vi consiglio di moltiplicare almeno per tre le dosi, ne vale la pena.

2009-01-21

Se vi capita tra le mani un pacco di pasta dal curioso formato e dal nome ancora più curioso “ 'O Vesuvio” cosa vi viene in mente di farci? Per me la scelta è stata quasi scontata, il nome di un vulcano non può che evocarmi il fuoco, le fiamme e quindi il peperone, peperoncino, il rosso sugo. Insomma ho creato un bel piatto infuocato con questa meravigliosa pasta della Fabbrica della Pasta di Gragnano di Ciro Moccia acquistabile on-line presso l’Enoteca Di leva
Ingredienti per 5-6 persone:
500 g di pasta 'O Vesuvio
½ cipolla bionda
olio extravergine d’oliva
4 peperoni di colori misti arrostiti
200 g di salsiccia calabra piccante
250 g di passata di pomodoro (½ barattolo circa)
Sale e pepe q.b.
Rosoliamo la cipolla tritata in un fondo l’olio, uniamo la salsiccia a rondelle sottili, poi i peperoni a dadini. Aggiungiamo la passata di pomodoro, un pizzico di sale, una macinata di pepe e mezzo bicchiere d’acqua. Lasciamo restringere il sugo. Intanto cuociamo la pasta e, una volta pronta condiamola con il sugo. Serviamo con parmigiano grattugiato a piacere.

2009-01-20

Il brindisi stavolta la Compagnia del Cavatappi se lo merita proprio per la bellissima iniziativa tutta dedicata ai Bloggers. Se non avete ancora aderito correte, per i dubbiosi ho fotografato il contenuto del pacco che mi è stato spedito. Degli ottimi vini che vanno dal Tocai Friulano al Greco di Tufo dei Feudi San Gregorio oltre che delle deliziose conserve.

2009-01-19

Più che periodo di dieta quello in corso è periodo di "smaltimento avanzi dolci delle feste".
In tali circostanze diventa un po’ difficile mettersi a fare un dolce con lo sguardo di tutti addosso come a voler dire basta non ne possiamo più! Però, però ci sono dolci e dolci e per chi ama fare colazione in versione zuccherina per avere pronta energia nell’affrontare la giornata ecco che un semplice dolce a base di frutta secca e cioccolato ci sta proprio bene.
Ingredienti:
300 g di farina
150 g di zucchero
100 g di burro fuso
1 bustina di lievito per dolci
1 bicchiere di latte
1 uovo
1 pizzico di sale
10-12 fichi secchi
100 g di cioccolato fondente
Zucchero a velo
Mescoliamo la farina con lo zucchero, il lievito e il sale, uniamo il burro fuso lasciato intiepidire, il latte e l’uovo appena sbattuto. Solo in ultimo amalgamiamo all’impasto i fichi sminuzzati e il cioccolato tritato a coltello. Versiamo il composto in una teglia da ciambella imburrata e infarinata e lasciamo cuocere in forno caldo a 180° per circa mezz’ora, è sempre bene provare la cottura interna con lo stecchino prima di togliere il dolce dal forno.
Una volta raffreddato lo cospargiamo di zucchero a velo.
Va da sé che invece dei fichi secchi si possono utilizzare datteri, albicocche secche e volendo si può ancora arricchire la preparazione con noci, nocciole o mandorle.

2009-01-16

Lasciatomi alle spalle un brutto virus intestinale, in attesa dell’australiana, riprendo lentamente a mangiare piatti un tantino più colorati. E’ così che è nata questa insalata di riso (via il riso bianco che per quanto lo adori per un po’ non voglio più vederlo nel mio piatto), via il parmigiano (credetemi non ce la faccio più a mangiarne). E le patate lesse? Bé, saltate in padella con le carote, una noce di burro e una macinata di pepe nero posso ammetterle nella mia insalata. Il gusto in più è la ventresca di tonno siciliano lavorata a mano dalla Minghetti & Tammaro ed acquistabile on-line sul sito di Mosto e miele.
Ingredienti per 2 porzioni abbondanti:
3 tazzine di riso rosso integrale
1 vasetto di ventresca di tonno in olio d’oliva
1 zucchina
2 carote
1 patata lessa
2 tazzine di piselli
Olio extravergine d’oliva
1/2 limone
fior di sale
pepe nero
1 rametto di prezzemolo
1 noce di burro
Lessiamo il riso (il rosso normalmente necessita di una cottura lunga circa 35-40 minuti). Lessiamo per pochi minuti le carote pelate, poi tagliamole a rondelle e saltiamole in padella con una noce di burro e la patata lessa ridotta a cubetti, regoliamo di sale e pepe. Cuociamo in acqua bollente i piselli e le zucchine che taglieremo, dopo la cottura, a piccoli pezzi. Uniamo le verdure preparate al riso, mischiamo la ventresca a pezzetti. Poi prepariamo una citronette con il succo del limone, dell’olio, sale, pepe e il prezzemolo tritato. Condiamo l’insalata con la citronette e serviamola a temperatura ambiente.

2009-01-14

Pensavo da un poco di arricchire la crema pasticcera con del torrone sbriciolato, certo però non mi aspettavo costasse tanta fatica! Mi spiego, la fatica è stata sottrarre ai miei dentini un pezzo di quel meraviglioso Torrone Friabile alle Nocciole Relanghe alle nocciole del Piemonte della bottega Esperya, mai assaggiato niente di più buono e, seppure con sacrificio, proprio con quello volevo arricchire la mia crema...sublime!
Il dolce nel quale l'ho utilizzato è il classico millefoglie preparato con la buona pasta sfoglia fatta in casa. Nella crema pasticcera ho utilizzato metà dose di zucchero visto che poi ho aggiunto il torrone, dolce di suo.
Ingredienti:
3 rettangoli di pasta sfoglia
2 tuorli d'uovo
250 ml di latte fresco
1/2 cucchiaino di vaniglia in polvere
2 cucchiai di zucchero semolato
2 cucchiai di maizena
100 g di Torrone Friabile alle Nocciole Relanghe
zucchero a velo.
Stendiamo i rettangoli di sfoglia su una teglia, pennelliamoli di acqua e cospargiamoli di zucchero a velo. Inforniamo finché risulteranno dorati. Scaldiamo il latte con la vaniglia. In una pentola sbattiamo le uova con lo zucchero, uniamo la maizena e poi il latte caldo a filo continuando a mescolare, riportiamo sul fuoco e lasciamo addensare. Uniamo alla crema il torrone polverizzato con l'aiuto di un mortaio o di un mixer molto potente. Farciamo con metà crema il primo strato di sfoglia, sovrapponiamo il secondo e farciamo ancora, chiudiamo con il terzo strato che cospargeremo di abbondante zucchero a velo. Arroventiamo un ferro da calza e componiamo sulla superficie del dolce dei motivi decorativi.

2009-01-13


Della Compagnia del Cavatappi avevo già avuto modo di parlarvi e se trovate il link nella Dispensa di Cocò un motivo ci sarà.
Fornitissima l’enoteca con vini, grappe e champagne per tutti i gusti e le occasioni, particolare l’offerta di gastronomia dove fanno gola i tanti vasetti di insolite prelibatezze.
Se ve ne parlo oggi è perché La Compagnia del Cavatappi ha riservato una bella sorpresa per i food-bloggers, vi invito a leggere la pagina dedicata ma vi basti sapere che potete avere l’occasione di fare la spesa gratis.

Per la ricetta tornate a trovarmi domani, sto diventando un po’ pigra!

2009-01-12

Mi è venuta in mente una cosa e non so, sinceramente, se qualcun altro l’ha fatto prima di me però la butto qui lo stesso.
Pensavo che in effetti noi bloggers siamo una vera comunità, ci frequentiamo virtualmente ed in alcuni casi anche realmente, ci scambiamo consigli, commenti, critiche e soprattutto ricette che a volte copiamo pedissequamente, a volte modifichiamo secondo il nostro gusto e/o le nostre necessità.
Spesso poi parliamo nel blog del risultato ottenuto citando la fonte e rimandando il lettore al blog “dell’amica-o ” che ci ha fornito la ricetta.
Ho pensato, e vengo al punto, di far diventare ciò una rubrica (non chiedetemi con quale cadenza però perché dipende dall’ispirazione) in cui proporre al lettore una ricetta di un altro blogger cogliendo l’occasione per parlare del detto blog e di chi lo scrive, ovviamente secondo il mio punto di vista.
E’ un modo diverso per assegnare un premio ad un blog che apprezzo, che se anche i premi vanno adesso molto di moda vi confesso che non li amo poi tanto dato che sono fini a sé mentre se vuoi dare un premio a chi scrive di cucina penso che il più bello sia parlare del suo lavoro sperimentando qualche sua ricetta e godendo insieme agli altri del risultato ottenuto.
I Cantuccini da aperitivo del Cavoletto di Bruxelles

Non potevo che partire da Cavoletto di Bruxelles il blog della belga Sigrid Verbert, dico che non potevo fare diversamente perché è il primo blog che ho iniziato a leggere ed è il blog che mi ha fatto innamorare di questo mondo e mi ha invogliato ad aprire un mio blog. Non potevo non iniziare da lei perché se guardate nel mio archivio troverete qualcuna delle sue ricette e questo perché le ricette sono originali, ben eseguite e dettagliatamente spiegate, tanto che non mi è mai successo che non me ne riuscisse una.
Se qualcuno ancora non avesse visitato il blog Cavoletto di Bruxelles, ma dubito che nella blogosfera ce ne sia qualcuno, resterà affascinato dalle immagini in esso proposte, perché Sigrid è una professionista della fotografia, oltre che dallo stile discorsivo e coinvolgente dei testi.
Le ricette proposte sono spesso, come dicevo, molto originali e questo non solo per la continua ricerca compiuta dall’autrice ma anche per la diversa cultura dalla quale essa proviene che ne arricchisce ovviamente il bagaglio culturale anche ai fornelli.
Tra le tante che ho provato, voglio oggi parlarvi dei cantucci salati.
Alla vista sembrano i classici biscottini da intingere nel Vin santo, e credetemi nulla vi vieta di farlo, però la differenza è che non dovrete aspettare il momento del dolce per servirli anticipando il tutto all’aperitivo.
Insomma un classico rivisitato con molta originalità. Se non amate il gusto forte del gorgonzola (che pure in questa ricetta sta divinamente) potete sostituirlo con altro formaggio molle e cremoso dal gusto meno intenso.

Ingredienti: 210 g di farina, 90 g di gorgonzola, 50g di mandorle intere, 6 cl di latte, 1 uovo, 40 g di olio d’oliva, 1 cucchiaino di lievito per dolci non zuccherato , 1 punta di peperoncino in polvere, una presa di fior di sale.
Scaldiamo il latte e sciogliamo al suo interno il gorgonzola. Setacciamo la farina insieme al lievito, aggiugiamo l’uovo, l’olio, il latte al gorgonzola, poi il sale e le mandorle intere. Mescoliamo tutto velocemente, formiamo una palla e dividiamola in due porzioni con le quale formeremo dei filoncini alti 2 cm e larghi 5. Deponiamo i filoni su una teglia da forno rivestita con carta da forno, mettiamo in frigo per 15 minuti poi cuociamo in forno a 170° C, per circa mezz’ora. Lasciamo raffreddare poi tagliamo i biscotti in diagonale, spessore 1 cm, con un coltello seghettato. Disponiamo di nuovo i biscotti sulla teglia da forno, e facciamo cuocere per 10 minuti, in modo da farli diventare dorati. Lasciamo raffreddare su una griglia prima di servire.

2009-01-09

Ho preso l'abitudine da un po' di tempo a questa parte di porre al centro della tavola invece classico mazzo di fiori, qualcosa che possa gratificare oltre alla vista anche il palato. Se ho poco tempo va bene anche un bel cesto di frutta oppure delle erbette aromatiche, utilizzate in grandi mazzi quali centrotavola o eventualmente a in ciuffetti come segnaposto. Avendo un po' di tempo in più da dedicare alla tavola pensato che fosse una buona idea porre in una ciotola di alloro e rosmarino qualche rosellina...di brioche.
E' vero che prima di iniziare il pranzo metà (un po' di dignità signori) del centrotavola avrà preso il volo, però vi assicuro, se il pranzo non è particolarmente formale, i vostri ospiti vi ringrazieranno e poi è un bel modo per rompere il ghiaccio attendendo la prima portata senza far fuori il cestino del pane.
Per le roselline:
500 g di farina 00
250 ml di latte
80 g di burro morbido
40 g di zucchero
15 g di sale
15 g di lievito di birra
3 tuorli
1 vasetto di olive verdi
150 g di prosciutto crudo
4 cucchiai di parmigiano grattugiato
1 tuorlo e due cucchiai di latte per spennellare
Impastiamo nella ciotola la farina con le uova, lo zucchero, il sale e il lievito sciolto nel latte tiepido. Lavoriamo l’impasto molto bene per almeno dieci minuti fino a quando non sarà liscio e poi lasciamolo lievitare per un’ora. Trascorso il tempo di lievitazione sgonfiamo la pasta lavorandola con le mani. Stendiamola in un rettangolo spesso 7-8 mm con l'aiuto di un matterello e dividiamo il rettangolo in due nel senso della lunghezza, cospargiamo ciascuno di olive tritate, parmigiano e prosciutto a dadini piccoli. Poi arrotoliamo i rettangoli sempre nel senso della lunghezza e ricaviamone dei rotolini di cm c.a. di altezza. Schiacchiaoli leggermente con il palmo e disponiamoli su una teglia. Pennelliamoli con il tuorlo mescolato al latte e lasciamo lievitare di nuovo finchè risulteranno gonfi. Poi inforniamo in forno caldissimo finché sranno dorati.
Una volta pronte le briochine passiamo alla composizione del centrotavola. In una ciotola sistemiamo della spugna da fioraio umida. Infilziamo nella stessa dei rametti di alloro e rosmarino o, a piacere, di altre erbette aromatiche. Poi infilziamo ogni rosetta ad uno stecco da spiedino e stemiamo anche queste tra un rametto e l'altro. Cosa ne dite? Vi sembra una bella idea?

2009-01-07

A volte può succedere che un regalo ci arrivi in ritardo, in alcuni casi il ritardo ce lo rende ancora più gradito, perchè magari inatteso. Oggi quando ha bussato il postino ho avuto una bella sorpresa, il numero di Dicembre della rivista I grandi vini, quella del banner sulla colonna di destra di cui potete richiedere un numero gratuitamente e che i cultori del buon bere certamente già conoscono.
C'è uno speciale sul retro della rivista dedicato ai grandi oli nel quale ho trovato una bellissima recensione del mio blog.
Mi avevano informata della recensione, ma non mi aspettavo uno spazio così ampio e dettagliato dedicato esclusivamente al mio blog. Bè in verità mi sono un po' commossa perchè sono riusciti ad asprimere la passione che ho per questa mia creatura.
Ringrazio la redazione della rivista e vi invito a fare un salto sul loro sito.
P.S. se cliccate sulla foto qui a destra potrete leggere la recensione.

2009-01-05

La vera particolarità di questa ricetta è il sale. E' stato il protagonista dei miei piatti natalizi, me ne sono innamorata fin dal primo assaggio perchè ha il potere di trasformare un semplice filetto di pesce grigliato in un piatto speciale, ottimo con il salmone, con il tonno e in effetti con tutto ciò a cui ho avuto occasione di abbinarlo. Non fasciatevi la testa però pensando che non riuscirete a trovarlo in commercio perchè potete acquistarlo on-line presso l' Enoteca Di Leva.
Per la ricetta in questione mi sono ispirata a quanto offriva il mercato e ne sono rimasta soddisfatta perchè concilia il gusto con l'esigenza, fortemente presente in tutti noi in questi giorni, di restare leggeri.
Un bel tonnetto, dei funghi cardoncelli appena colti e un sale speciale, questo è tutto.
Ingredienti per 2:
300-400 g di funghi cardoncelli
due filetti di palamita o tonnetto
1 spicchio d'aglio
olio extravergine d'oliva
prezzemolo
sale e pepe nero
sale al tè affumicato e funghi Shitake
Puliamo i funghi tagliamoli a fettine e saltiamoli in padella con un filo d'olio e l'aglio, regoliamo di sale e pepe, uniamo il prezzemolo tritato e teniamo da parte. Grigliamo i filetti di pesce suddivisi in tranci, adagiamoli nei piatti sopra i funghi e completiamo con un filo d'olio crudo e del sale al tè affumicato e funghi Shitake.

2009-01-02

Buon 2009 a tutti! Avete concluso con i bagordi? Peccato, volevo giusto parlare di feste.
In effetti può capitare che presi dalle famiglie, dal riposo e da tutto il resto non abbiamo avuto il tempo di incontrare alcuni degli amici. Possiamo ancora rimediare con una festa di benvenuto per il nuovo anno. Abbiamo un lungo fine settimana davanti e possiamo farcela.
Avremmo però qualche problemino a sederci davanti a una tavola con l'intenzione di fare una cena completa, chi ce la fa più a mangiare! Può essere stimolante e divertente allora organizzare una serata buffet, dove i padroni di casa metteranno a disposizione stoviglie, bibite, giochi e musica e gli invitati porteranno tante golosità da gustare in compagnia.
Un'idea facile da realizzare e più raffinata della classica tartina sono questi Crostini di sfoglia con spuma di tonno e uova di pesce spada.
Le uova di pesce spada possono essere sostituite da qualunque altra specie di uova di pesce però se vi incuriosiscono potete acquistare anche queste da Mosto e Miele.
Ingredienti per 24 crostini:
500 g di pasta sfoglia
1 tuorlo e 2 cucchiai di latte per spennellare
2 patate
80 g di tonno sott'olio
4 filetti d'acciuga
1 cucchiaino di capperi sotto sale
2 cucchiai di maionese
20 g di burro
1/2 spicchio d'aglio
sale e pepe q.b.
1 limone
Sbollentiamo le patate pelate e ridotte a cubetti, poi frulliamole con il tonno, la maionese, i capperi, l'aglio le acciughe e il burro, regoliamo di sale e pepe e teniamo in frigorifero.
Ricaviamo dalla sfoglia stesa a 6-7 mm 24 quadratini di circa 5 cm di lato. Pennelliamoli con il tuorlo e il latte e inforniamoli a 180° finché risulteranno dorati. Versiamo sopra ciascuna sfoglia una cucchiaiata di spuma, un cucchiaino di uova di pesce e infilziamo sopra una fettina di limone.
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