giovedì 26 febbraio 2009
mercoledì 25 febbraio 2009
Involtini alla francesina
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mercoledì, febbraio 25, 2009
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lunedì 23 febbraio 2009
A Carnevale ogni fritto vale
Vi dirò che stavolta mi son voluta fidare di Ady e non me ne sono affatto pentita, devo chiedere scusa a tutti i produttori di fiocchi di patate, che magari il purè è più buono con le patate appena lessate ma per le ciambelline i fiocchi vanno proprio bene e per di più consentono un notevole risparmio di tempi ed energia.
La ricetta è tale e quale a quella di Ady ho modificato solo una cosina, per dare un gusto diverso alle ciambelline invece dello zucchero semolato semplice ho utilizzato nell’impasto lo zucchero di canna allo zenzero dell’Enoteca Di Leva, per l’analogia che c’è (a mio dire) tra il limone e lo zenzero ho voluto, seppur delicatamente, rafforzare quel sentore di limone presente nelle ciambelle. Volendo lo zucchero all’interno si più lasciare comune e poi confettare l’esterno con lo zucchero aromatizzato di cui vi dico, io ci ho pensato solo dopo e ormai non ne avevo più abbastanza per farlo.
Ciambelline fritte
500 g farina ( metà manitoba, metà 00)
85 g burro morbido
85 g Zucchero di Canna allo zenzero
3 uova da 60 g
200 g latte
12 g lievito di birra
5 g di sale
75 g fiocchi di patate
scorza di limone
vaniglia
olio per friggere
Versiamo in una ciotola i fiocchi di patate con il latte tiepido in cui avremo fatto sciogliere il lievito, mescoliamo accuratamente. Poi aggiungiamo le uova, una alla volta, il sale, lo zucchero, il burro morbido, la scorza di limone, i semini di vaniglia e le farine mescolate.Lavoriamo l’impasto per circa 10 minuti poi copriamo la ciotola con un sacchetto per alimenti e mettiamo a lievitare finché il volume non sarà triplicato (circa 3 ore).
Senza maneggiare troppo l’impasto, stendiamolo allo spessore di 1 cm e, con l’aiuto di un coppapasta, formiamo le ciambelline. Lasciamole ancora lievitare per circa 30-40 minuti e friggiamole in olio caldo.
Passiamole poi nello zucchero semolato o eventualmente copriamole con glassa e decoriamo a piacere.
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lunedì, febbraio 23, 2009
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venerdì 20 febbraio 2009
Una crostata alla frutta per festeggiare
L’inverno non offre tanta frutta fresca colorata ma son riuscita comunque a conferire al dolce quell’aria fresca e allegra tipicamente estiva.
Ingredienti per una grande crostata
Per la frolla:
540 g di farina 00
220 g di zucchero semolato fine
270 g di burro
2 uova + 2 tuorli
la scorza di un limone grattugiata
Per la crema:
500 ml di latte fresco intero
1/2 stecca di vaniglia
4 tuorli
8 cucchiai di zucchero
4 cucchiai di maizena
Per completare:
1 mango
1 papaya
2 kiwy
1 banana
2 clementine
ciliegine candite
gelatina di albicocca
Prepariamo la frolla amalgamando il burro freddo con la farina, uniamo lo zucchero, la scorza di limone e poi le uova ed i tuorli. Avvolgiamo l’impasto in pellicola e lasciamolo riposare in frigorifero per almeno mezz’ora. Poi stendiamolo a 7-8 mm e rivestiamo con esso il fondo e i bordi di una teglia da crostata, copriamo con carta forno e cospargiamo di fagioli, ceci o perle da cottura. Inforniamo a 180° finché il fondo risulterà cotto, poi togliamo la carta e proseguiamo la cottura finché anche la superficie e i bordi saranno dorati.
Prepariamo la crema scaldando il latte con la vaniglia incisa nel senso della lunghezza. Battiamo i tuorli con lo zucchero, uniamo la maizena e poi il latte bollente a filo continuando a mescolare. Poniamo sul fuoco dolce e lasciamo addensare. Versiamo in un recipiente freddo e copriamo con pellicola a contatto. Una volta che la base e la crema saranno fredde possiamo comporre la torta. Versata la crema nell’involucro di frolla diamo sfogo alla fantasia componendo dei motivi decorativi con la frutta sulla superficie della stessa. Alla fine pennelliamo con la gelatina di albicocca appena scaldata per renderla più fluida.
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venerdì, febbraio 20, 2009
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Etichette: Torte e dolci
giovedì 19 febbraio 2009
La pasta fillo di Giovanna
La pasta fillo pensavo fosse impossibile farla in casa finché spulciando nel suo archivio non ne ho trovata la ricetta. Potevo non provarla secondo voi?
Il risultato mi è piaciuto e sicuramente la applicherò in altre preparazioni.
Questi semplici cartoccini hanno di particolare che non sono nè dolci nè salati, personalmente li servirei a fine pasto al posto dei formaggi, prima o in alternativa al dolce, proprio per chi i dolci non li ama. Il ripieno, infatti, è a base di formaggio Brie e Carote caramellate con mandorle e spezie della Compagnia del Cavatappi
Cartoccini di pasta fillo con Brie e carote caramellate
Ingredienti
Pasta fillo:
250gr farina
1 uovo
50gr di acqua
50gr di burro
sale
Scaldiamo l'acqua con il burro e il sale in un pentolino poi, versato questo liquido sulla farina e l'uovo impastiamo per qualche minuto fino ad ottenere un impasto omogeneo. Lasiamo riposare l'impasto per circa mezz'ora poi stendiamolo sottilmente, tagliamo dallo stesso dei quadratini e sovrapponiamoli a due a due dopo averli spennellati di olio, disponiamoli negli stampini da mini muffin e poniamo all'interno di ognuno un pezzetto di Brie e un cucchiaino di carote caramellate, chiudiamo i cartocci e inforniamo finché risulteranno dorati.
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giovedì, febbraio 19, 2009
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Etichette: Desserts al formaggio, Le ricette degli altri bloggers, Stuzzichini e Finger food
mercoledì 18 febbraio 2009
Due cartoline per voi
Tra i volumi della serie Cartolina dalla Cucina edita da Bibliotheca Culinaria, ce ne sono due che considero molto particolari perché non sono dedicati alle classiche ricette ma riguardano altri aspetti della tavola e dell’ospitare, entrambi sono illustrati con eloquenti fotografie di Janez Pukšic.Il primo di questi s’intitola il Cocktail ben vestito ed è scritto da Luca Coslovich. Il libro parla si di drink come il titolo lascia apertamente intuire ma più che altro dei cosiddetti abbellimenti che si possono porre a bordo del bicchiere e che vanno ad esaltare il contenuto degli stessi. Premetto di non essere brava come barman, ma non vi nascondo che la banana trasformata in delfino o la scorza di arancia a serpente stanno parecchio stimolando la mia fantasia e non escludo di iniziare un giorno o l’altro a preparare cocktail seguendo le indicazioni di questo prezioso libro.

L’altro volume di Sergio Barzetti reca il titolo Decorazioni d’autore e come l’altro riserva una particolare attenzione alla parte estetica di ciò che viene servito. E così seguendo le indicazioni dell’autore, da anni cultore dell’arte della tavola nel senso più completo, diventa alla portata di tutti i volenterosi creare piccole sculture vegetali per decorare i piatti o la tavola oltre che abbellire i piatti con creme, semi e spezie in modo particolarmente scenografico. Credetemi vale la pena l’acquisto di entrambi i volumi che sul sito dell’editore trovate con lo sconto del 15%.
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martedì 17 febbraio 2009
Pomodori gratinati alla Scamorza di Bufala
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Etichette: Antipasti
lunedì 16 febbraio 2009
Focaccine Tandoori
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Etichette: Pane e simili, Stuzzichini e Finger food
venerdì 13 febbraio 2009
E San Valentino sia!
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venerdì, febbraio 13, 2009
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Etichette: Desserts e gelati, Preparazioni base
giovedì 12 febbraio 2009
Paglia e fieno con Culatello di Sauris erbette e fonduta
Un primo un po' complesso ma estremamente gustoso che continua a ricordarmi, pur a distanza di anni una raffinata cena di San Valentino che mi ero divertita ad organizzare per il mio fidanzato (oggi mio marito) e che vi ripropongo oggi, proprio in prossimità della festa dedicata agli innamorati.
Ingredienti per 4 (perchè il vostro lui vi chiederà il bis e voi lo accompagnerete senza alcun pudore)
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giovedì, febbraio 12, 2009
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Etichette: Esperya, Primi piatti di pasta
mercoledì 11 febbraio 2009
Chef & Gourmet
Ogni capitolo, ho capito successivamente, ripercorrendo a tappe la vita degli autori, attraverso ricordi, esperienze, episodi, ricette e divagazioni varie mi avrebbe regalato qualche piccolo segreto e/o emozione.
A rendere il “piatto” più appetibile ecco le ricette degli autori poste alla fine di ogni capitolo e vi assicuro se quelle di Roscia sono più semplici e tradizionali, quelle di Batavia - accompagnate da disegni illustrativi - son dei piccoli gioielli che fanno scuola.
Ho preso spunto proprio da uno di questi gioielli per elaborare questo gustoso e semplice antipasto:
Piccoli carciofi con il pane grattugiato, ricetta cui (pur non volendo) ho apportato qualche piccola modifica.
Di seguito riporto la ricetta originale, tra parentesi troverete le mie piccole modifiche.
Ingredienti.
4 carciofi
100 g di pane raffermo
3 cucchiai di olio extravergine di oliva
50 g di capperi
30 g di acciughe
2 alici fresche
1 spicchio d’aglio
Limone
Prezzemolo, alloro e rosmarino
Pulite accuratamente i carciofi. Eliminate le foglie più esterne ed una parte del gambo (io l’ho eliminato tutto perché se no non stavano in piedi) e, con l’aiuto di un coltellino dalla punta ricurva, raschiate via la barba e le foglie spinose centrali. Tenete i carciofi a bagno per qualche ora in acqua prezzemolo e limone, per evitare che anneriscano. Tagliate in piccoli pezzi il pane raffermo e fatelo rosolare in una padella con tre cucchiai di olio extravergine d’oliva, uno spicchio d’aglio, un rametto di rosmarino e qualche foglia di alloro. Lasciatelo raffreddare e trituratelo molto finemente. Preparate la farcia con i capperi, le acciughe, l’olio, il prezzemolo e le alici (che non avevo ed ho omesso). Impastate ed unite il pane grattugiato facendo amalgamare bene il tutto. Farcite i carciofi (dopo averli appena sbollentati perché temevo restassero duretti) e lasciateli cuocere in forno a 170° per 12 minuti.
Il disegno è fantastico e spiega il modo di servirli, c’è un cubo di vetro, che in effetti è un rettangolo, e i quattro carciofi sopra allineati.
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mercoledì, febbraio 11, 2009
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Etichette: Antipasti, Libri da gustare
martedì 10 febbraio 2009
Tazzine di crema all'arancia
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martedì, febbraio 10, 2009
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lunedì 9 febbraio 2009
Le uova di Parisi alla maniera di Buso
Voglio fare una piccola premessa, nell’ultimo libro di Jamie Oliver trova posto un capitolo dedicato alle uova leggendo il quale ho capito molte cose, prima fra tutte che spesso frettolosamente al supermercato buttiamo nel carrello la prima confezione di uova che ci capita a tiro, guardando magari la scadenza e la grandezza del prodotto, senza però prestare nessuna attenzione a quella sigla stampigliata sulle uova ed in particolare a quel numeretto iniziale. Se però ci chiediamo come vengono allevate ste povere galline in gabbia e cerchiamo di darci una risposta credo che la prossima volta presteremo più attenzione a quello che acquistiamo.
Quindi perché non spendere qualche centesimo in più per un prodotto migliore?
Mi è venuta in soccorso una gustosa ricetta di Stefano Buso letta appunto nel suo Mangiabbinando, che ho lievemente modificato secondo il mio gusto. L’originale prevedeva delle uova al tegamino ripassate in forno con pangrattato, paprica e parmigiano, le mie son diventante delle uova in camicia ripassate in forno con gli stessi ingredienti, per prepararle occorrono pochissimi minuti del vostro tempo ed il risultato, son sicura, vi ripagherà alla grande.
Ingredienti per 2:
2 uova da allevamento biologico
2 cucchiaini di olio
2 cucchiaini di pangrattato
2 cucchiani di parmigiano
1 cucchiaino di paprica dolce
Sale
Prepariamo le uova in camicia, vi assicuro non è difficile basta impratichirsi un po’. Portiamo a bollore dell’acqua in una pentola dai bordi alti, quando l’acqua bolle versiamo un uovo in una tazzina e formando con una frusta un mulinello d’acqua versiamolo al centro dello stesso, in pochissimi minuti l’albume si rapprenderà attorno al tuorlo che resterà cremoso e l’uovo sarà pronto, adagiamolo in una teglina dove avremo versato un cucchiaino d’olio e procediamo allo stesso modo con l’altro uovo.
Mescoliamo parmigiano pangrattato e paprica e versiamoli sulle due uova, cospargiamo con un pizzico di sale ed inforniamo per 5 minuti a 180°. Una favola…
P.S. Un piccolo vademecum per il lettore distratto: la cifra 0 stampigliata all’inizio della sigla sulle uova indica uova da allevamento biologico, la cifra 1 uova da allevamento all’aperto, il 2 uova da allevamento a terra (al chiuso) e il 3 infine le uova da batteria, ovvero di galline allevate in gabbia.
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Etichette: Esperya, Secondi vari
venerdì 6 febbraio 2009
Botticelle copiose
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Etichette: Lasagne e Paste ripiene
giovedì 5 febbraio 2009
Un piatto povero ma bello
Ecco gli ingredienti:
olio extravergine d’oliva
pane casereccio
aglio
paprica dolce
bieta senza coste
Sale
Puliamo e lessiamo la bieta, dopo averla scolata e strizzata saltiamola in padella con abbondante olio e uno spicchio d’aglio, uniamo un cucchiaino di paprica dolce e sale quanto basta. Poi togliamo la bieta dalla padella e teniamola in caldo. Nell’olio rimasto, a fuoco vivace passiamo le fette di pane, spesse un centimetro e mezzo circa, che devono formare una dorata crosticina di fritto. Serviamo il pane con la verdura adagiata sopra.
Credetemi manda in Paradiso.
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giovedì, febbraio 05, 2009
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Etichette: Ricette della tradizione, Secondi vari
mercoledì 4 febbraio 2009
Rondelle di zucchine ripiene di risotto allo Stracon veronese
Una volta assaggiato il formaggio, che ha la consistenza gradevole e cremosa di uno stracchino alla cui famiglia appartiene, con mio marito che mi richiudeva di forza la confezione per evitare che lo mangiassi tutto, ne ho subito pensato un delicato accostamento con le zucchine.
Dite che non è stagione? Non avete tutti i torti però si trovano facilmente ed ogni tanto è impossibile resistere al richiamo, tanto più che le adoro.
Insomma ho pensato che con "el Stacon" avrei condito volentieri un risotto alle zucchine, una esaltazione di gusti delicati ma, complice una serata tra amici, non potevo permettermi di presentare un risotto come finger food e così ho pensato di dare un vestito più raffinato al mio risotto.
Ho tagliato la parte centrale delle zucchine a rondelle di 3 cm circa, le ho svuotate con uno scavino e poi le ho appena sbollentate, intanto con le code delle zucchine ho preparato un buon risotto con tanto di fondo di cipolla e brodo vegetale casalingo, ho mantecato alla fine il risotto con due cucchiai di parmigiano, una noce di burro e il mio cremoso Stracon. Ho amalgamato al risotto un uovo per legare il composto e poi ho farcito con questo impasto le zucchine che ho gratinato in forno. Una buona ricetta che si può rielaborare con tantissimi altri e diversi ingredienti
Per 12 rondelle:
4 zucchine medio-grandi
2 tazzine di riso
150 g c.a di Stracon
1 fetta di cipolla bionda
1 bicchierino di vino bianco secco
Brodo vegetale
Olio extravergine d’oliva
1 uovo grande
Pepe nero di mulinello
Sale
1 noce di burro
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
Ricaviamo dalla parte centrale di ogni zucchina tre rondelle di circa 3 cm ciascuna, scaviamone l’interno con un apposito scavino e lessiamo gli involucri per pochissimo tempo in acqua salata.
Tostiamo il riso senza alcun condimento, poi teniamolo da parte, lasciamo appassire la cipolla tritata in un filo d’olio, uniamo le code delle zucchine ridotte in piccoli pezzi e il riso, sfumiamo col vino, copriamo poi con il brodo e portiamo a cottura. Alla fine regoliamo di sale e pepe ed uniamo al risotto, il burro, il parmigiano e lo Staccon, mantecando bene. Leghiamo il composto con l’uovo e farciamo di riso le zucchine, poggiate in una teglia rivestita di carta da forno. Passiamo le zucchine in forno finché si sarà formata in superficie un bella crosticina dorata.
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mercoledì, febbraio 04, 2009
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martedì 3 febbraio 2009
MANGIABBINANDO Ghiotte considerazioni
Mangiabbinando è il curioso titolo che Stefano Buso, penna nota a tutto il web, ha dato al suo “librello”.Si tratta di “una gustosa cavalcata gastronomica” per usare la definizione dell’autore che ci propone, in un volumetto agevole di chiara e amabile lettura, abbinamenti insoliti o come dire “poco convenzionali” tra il cibo e le bevande.
Non è un ricettario ma, tra una divertita considerazione e un suggerimento gastronomico contiene delle semplici ed eseguibili ricette che denotano la padronanza dell’autore con la materia trattata.
Ho parlato di abbinamenti insoliti perché Buso, conosciuto per la sua competenza enologica, ci invita a sperimentare inaspettati accostamenti tra cibo e birra, tè o perfino superalcolici.
Un volumetto di 64 pagine, ben rilegato, da leggere, conservare e consultare in ogni momento.
Se poi si considera che, eccezion fatta per le spese di spedizione, il libro è gratuito penso che a tutti venga l’irresistibile voglia di leggerlo.
Per richiederlo consultate il sito dedicato http://mangiabbinando.blogspot.com/.
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martedì, febbraio 03, 2009
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lunedì 2 febbraio 2009
Ciambella alle pere, yogurt e cioccolato
100 g di cioccolato fondente
Versiamo il composto nella teglia ed inforniamo a 180° per 30-35 minuti, finché provando con lo stecchino lo stesso risulterà asciutto.
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lunedì, febbraio 02, 2009
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Etichette: Torte e dolci










