2009-03-31

Mai avevo pensato si potesse dedicare un libro intero alle polpette.
Bruno Barbieri, con la sua ultima
Cartolina dalla Cucina edita da Biblotheca Culinaria ci dimostra il contrario.
Le polpette non sono solo quelle di carne, le classiche che ci preparava la nonna la domenica mattina, le polpette possono - e Barbieri nel volume che gli dedica lo dimostra - essere anche molto chic: “cotte, crude, farcite, rivestite, avvolte in foglie, galleggianti in minestre, affogate nel sugo, fatte con gli avanzi e anche con le primizie” tutte legate da un unico filo conduttore l’essere appetibili ed estremamente invitanti, se poi si guardiamo le foto della Sainaghi che illustrano il volume, a dire il vero si rischia di aggredire a morsi le pagine del libro.
Da una ricetta di Barbieri contenuta nel libro ho mosso i miei passi per la realizzazione di queste Palline di ricotta e pecorino di Pienza.

Avevo in frigorifero mezza forma di questo meraviglioso formaggio, il Pecorino di Pienza stagionato in fossa, che Gianluca di Terrasolis mi ha inviato in assaggio e riflettevo sul possibile accostamento dello stesso alla delicata ricotta per realizzarne appunto delle polpette, quando è capitato tra le mie mani il libro di Barbieri dove, tra una ricetta e l’altra, leggo Frittelle di ricotta ed erbe aromatiche.
A ben guardarle erano quelle che volevo realizzare salvo che nella ricetta del maestro la ricotta era di pecora ed il formaggio parmigiano anziché pecorino, c’erano inoltre basilico, maggiorana, timo, erba cipollina e salvia che ho omesso e sostituito con del pepe nero per delle polpette cacio e pepe non indifferenti, croccanti e dorate fuori, scioglievoli e dal gusto deciso dentro, comunque le vogliate provare le dosi sono queste:
320 g di ricotta
40 g di Pecorino di Pienza grattugiato
3 uova
200 g di pane grattugiato
100 g di farina
sale e pepe nero di mulinello
Olio di oliva per friggere

Passiamo la ricotta al setaccio e mescoliamola al formaggio grattugiato, uniamo l’uovo il sale e abbondante pepe nero. Formiamo delle palline e passiamole nella farina, nelle uova sbattute e nel pane grattugiato. Friggiamo in abbondante olio finché risulteranno dorate.

2009-03-30

Mi sono accorta solo ieri che la Pasqua sta arrivando, mi sembra il caso allora di iniziare a pensare a qualche idea per il menù di festa, un menù che sappia di primavera, colorato e gustoso dall’antipasto al dolce.
Proprio dall’antipasto voglio partire per suggerirvi una bellissima idea che a mia volta avevo rubacchiato da un vecchio numero di Cucina Italiana e poi rielaborato secondo i miei gusti e le mie esigenze.
La cosa carina di questo piatto è che volendo vi potete fermare anche solo alle sfogliette da consumare come rompi digiuno o con l’aperitivo, sono dei crackers ottimi che si sposano a meraviglia con i formaggi ed i salumi. Composte a torretta fanno la loro bella figura come antipasto.
Per enfatizzare il gusto ho utilizzato la prelibata Coppa di Parma Ronchei acquistabile su Esperya anche affettata per facilitarvi il lavoro a casa.
Ingredienti per 5 millefoglie
Per la brisèe alle nocciole:
200 g di farina 00
60 g di burro
60 g di nocciole
30 g di parmigiano grattugiato
1 pizzico di sale
80 g di acqua
Per la crema di ricotta:
200 g di ricotta vaccina
50 g di gorgonzola piccante
2 cucchiai di panna
Per completare:
10 fette di Coppa di Parma Ronchei
Songino

Impastiamo la farina con il burro, le nocciole tritate piuttosto fini, il parmigiano, il sale e l’acqua. Lasciamo riposare l’impasto ottenuto e poi stendiamolo in una sfoglia molto sottile. Io ho utilizzato un tappetino di silicone Silikomart da cm 42 x 27 sul quale ho steso l’impasto, ho pareggiato i bordi ed intagliato i crackers ricavandone 16 pezzi, bucherellati con una forchetta ed infornati con tutto il tappetino a 200° per 10 minuti circa.
Per la crema di ricotta mescoliamo la ricotta con il gorgonzola sciolto nella panna. Versiamo la crema ottenuta nella sac a poche e poi utilizziamo per farcire i crackers.
Sopra lo strato di formaggio poniamo una fetta di coppa piegata in due e qualche ciuffetto di songino, copriamo con l’altro cracker e farciamo allo stesso modo. Completiamo con una terza sfoglia ogni torretta.

2009-03-27

Premetto che in estate preparo spesso questo semplicissimo dessert con le pesche fresche, dopo aver fatto fare alle stesse un tuffo nello sciroppo preparato in casa. D’inverno non le preparo mai perché farle con le pesche sciroppate che normalmente si trovano in commercio non avrebbe alcun senso. Ho fatto un’eccezione dopo aver assaggiato le Pesche rosa al Brachetto di Cascina San Cassiano, che nulla hanno a che vedere con le comuni pesche sciroppate, il frutto è croccante e profumato, lo sciroppo per niente zuccheroso e la nota del Brachetto completa la poesia. Come potevo rinunciare a levarmi questa “voglia” avendo le pesche giuste per farlo?
Ingredienti per 4-5 persone:
1 vaso di Pesche rosa al Brachetto di Cascina San Cassiano
3 dl di latte di mandorle di buona qualità
1 cucchiaio raso di maizena
1 uovo
Foglie di menta per guarnire
Diluiamo a freddo la maizena nel latte di mandorle, poi incorporiamo il liquido all’uovo sbattuto. Cuociamo a fuoco moderato finché la crema si addensa. Disponiamo le pesche in un piatto di portata e farciamo l’incavo lasciato dal nocciolo con la crema alle mandorle già fredda, decoriamo con le foglioline e serviamo.

2009-03-26

Se Trattoria Muvara chiama, CoCò risponde.
Non potevo ignorare neppure quest’anno il simpatico meme lanciato da Aiuolik per il secondo compleanno del suo blog e siccome in teoria già avrei una rubrica nella quale mi occupo di ricette prese a prestito da altri blog non è stato difficile rispondere in tempi ristretti.
C’è una ricetta che non mi appartiene ma che è entrata da mesi nel mio cuore e nel mio forno.
L’ho rubata a Cuoche dell’altro mondo, un food-blog fra i più ricchi e curati di tutta la blogosfera le cui autrici, una romana in Germania ed una milanese in Nuova Zelanda, pur a distanze siderali tra loro riescono a curare amorevolmente (i potenti mezzi della rete) e soprattutto con una certa continuità e comunione di contenuti.
E’ un piatto molto diffuso in Germania, a detta di Alex, seppure abbia tutta l’aria di qualcosa di greco. E’ comunque un piatto senza barrire a ben vedere perché ottimo a qualunque latitudine pur con le modifiche che magari il territorio richiede.
La ricetta originale potete leggerla qui, mentre la mia ve la lascio di seguito.

Non trovo in questo periodo dell’anno quei piccoli peperoni di cui parla Alex (tanto meno all’aceto) e uso dei peperoni verdi a cornetto che affetto in rondelle sottili, le olive non sono greche, vanno benissimo quelle di Gaeta o le Taggiasche, i pomodorini possono essere sostituiti da pomodori grandi ridotti a fette, al posto del basilico si può mettere l’origano per un gusto molto mediterraneo e, addirittura la Feta si può sostituire con il Quartirolo lombardo, è eccezionale comunque. Insomma largo alla fantasia ma non allontanatevi troppo da queste indicazioni potreste non ottenere un risultato degno di menzione.

Feta al forno


Ingredienti:
formaggio Feta o Quartirolo lombardo
pomodorini o pomodori
olive di Gaeta o olive Taggiasche
peperoncini verdi dolci tipo friggitelli o peperoni cornetti
basilico e/o origano
olio extravergine d’oliva
sale e pepe
Porzioniamo il formaggio e disponiamolo in una teglia, da un panetto di quelli comunemente in vendita verranno fuori due porzioni. Tagliamo i pomodorini e distribuiamoli sul formaggio, aggiungiamo i peperoni a rondelle e le olive. Cospargiamo con una manciata di basilico e/o origano condiamo con olio, sale e pepe. Inforniamo per ca. 20 minuti a 180°C.
E' un piatto di quelli che rifarete, non si diemntica facilmente e risolve il problema secondo veloce e vegetariano.

2009-03-25

E’ da tanto che non accetto l’invito ad un meme, stavolta però sono stata felice dell’invito di Grazia perché si tratta di un meme simpatico a cui rispondo volentieri cercando di darvi qualche informazione su di me.
Il titolo è: Le 5 cose da cui sono dipendente e prima di accingermi a rispondere faccio una piccola premessa non inserirò nelle risposte né mio marito né nessuno dei miei affetti, è un gioco e voglio interpretarlo come tale per cui vi dirò le 5 cose (quasi inutili) senza di cui però non riesco a vivere la mia vita quotidiana
1. Internet: rinuncerei al cellulare, al telefono ed anche al citofono ma non alle e-mail ed al blog;
2. Il minipimer: vi giuro nessuna pubblicità nè palese nè occulta ma ho potuto tastare con mano che mi è impossibile farne a meno quando il mese scorso mi ha inesorabilmente abbandonata, mi sono affrettata a cercare il pezzo di ricambio perché proprio senza non riesco;
3. La carta stampata: scusatemi ma senza riviste e libri non ce la faccio proprio vado come in astinenza e ne ho avuto la prova in crociera dove ho voluto provare a dare uno stacco alla vita quotidiana partendo senza neppure un libro in valigia, risultato… alla prima sosta in Italia non visitavo monumenti ma cercavo un’edicola;
4. Formaggi e latticini: se mi dovesse insorgere un' allergia al lattosio non so come la prenderei, forse arriverei addirittura a pensare di farla finita, la vita non avrebbe più molto senso;
5. La mia solitudine: adoro la compagnia altrui, condividere gli svaghi con le persone care etc. etc. ma ho bisogno di momenti in cui restare sola con me stessa, riposandomi o impegnandomi alla mia maniera senza doverne rendere conto a nessuno.
A chi passo il testimone? Ultimamente sto frequentando poco gli altri blog per mancanza di tempo per cui non so chi lo ha già fatto comunque ci provo:

Se vi va di rispondere ovviamente.

2009-03-23

Non ditemi per favore che è iniziata la primavera che non ci credo visto che i termosifoni vanno ancora a palla e le temperature esterne sono tuttora da cappotto. Io mi consolo come posso, anche a tavola ovviamente, e dopo un periodo di pausa dalle zuppe, invogliata dal clima, ritorno con una gustosissima ed insolita preparazione che mi ha lasciata assolutamente soddisfatta delle scelte effettuate negli accostamenti.
Vi posso dare un consiglio? se avete una casseruola di coccio, tipo quella della foto, usatela per le zuppe, io ero scettica ma il risultato mi ha veramente convinta.
Due parole sulla materia prima me le dovete concedere a costo di sembrare pedante, che poi è la mia caratteristica in cucina. Il salmone affumicato vi raccomando che sia di buona qualità, ce ne vuole giusto una fettina per due e non sarebbe il caso di affidarsi a prodotti economici. I fagioli poi ci vogliono bianchi e piccolini, i miei sono quelli del Purgatorio speditimi da Terrasolis, che qualcuno certo conoscerà perché caratteristici di Colfiorito come le più famose lenticchie, per patate e bieta affidatevi al vostro buonsenso.
Ecco comunque la ricetta di una delle zuppe più saporite che io abbia mai mangiato.
Ingredienti per 2:
1 fettina di salmone affumicato (25-30 g c.a.)
2 mestoli di Fagioli del Purgatorio lessati
300 ml di brodo vegetale
1 patata
1 manciata di bieta
2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
1 cipollotto bianco
Affettiamo il cipollotto e lasciamolo appassire con l’olio in una pentola di coccio, uniamo il salmone a piccoli pezzi, la patata a dadini e la bieta tagliuzzata, irroriamo con il brodo e lasciamo cuocere per circa 20 minuti, finché la patata risulterà tenera, uniamo i fagioli, lasciamo insaporire per 5 minuti ancora. Serviamo a piacere con crostini di pane casereccio.

2009-03-20

Di sardo non ho nulla e la Sardegna la conosco solo in foto eppure amo molti dei loro prodotti, sarà che hanno dei formaggi strepitosi! Le seadas, quelle originali intendo, ho avuto modo di assaggiarle una sola volta eppure mi son rimaste nel cuore. Sarà che il formaggio con il miele si sposa a meraviglia, sarà che il fritto rende tutto estremamente appetibile, sarà che ho comprato un pecorino sardo fresco dal gusto eccezionale, insomma l’altro giorno partendo da queste premesse mi sono ritrovata con una ciotola davanti nella quale impastavo farina e poche altre cose ed il risultato è davanti ai vostri occhi. Le seadas mi sa che son rotonde e che non contemplano l’utilizzo di noccciole ma avevo in dispensa un bel vasetto di nocciole Piemonte IGP con miele di acacia di Cascina San Cassiano che chiedeva a gran voce di essere accostato a del buon formaggio. Questo l’inizio per il resto della storia seguite la ricetta:
100 g di farina 00
1 uovo
13 g di strutto
pecorino sardo fresco
olio d'oliva per friggere
nocciole Piemonte IGP con miele d'acacia
Impastiamo i tre ingredienti, poi lasciamo riposare l'impasto prima distenderlo in una sfoglia sottile. Posizioniamo su metà della sfoglia dei pezzetti di pecorino e copriamo con l'altra metà, ritagliamo la pasta attorno al ripieno in modo da formare dei grossi ravioli tondi o quadri a piacere, con le dosi indicate ne verrano circa 3-4. Friggiamo in abbondante olio e serviamo ancora calde cosparse di miele con nocciole o miele semplice.

2009-03-19

Vi ho mai detto che l’aceto balsamico lo metto dappertutto? Sarà che mi porto sempre nel cuore quei cinque anni modenesi, sarà che come già dissi in altre occasioni un pezzetto di cuore (mia sorella) è ancora lì, nella mia dispensa non mancano mai parmigiano e aceto balsamico. Stavolta però invece che il tradizionale aceto balsamico modenese ho voluto provare, e vi garantisco non ne sono rimasta in alcun modo delusa, il Condimento San Giacomo dell’omonima acetaia di Novellara (RE), preparato tradizionalmente e acquistabile nella mia bottega del cuore Esperya. L’ho abbinato in questa preparazione ad un altro prodotto di cui vi ho già parlato, il Riso Venere Gli Aironi, ma l’insalata di fagiolini ed uova sode che è la base del piatto e va condita esclusivamente con una vinaigrette di olio e aceto balsamico, sta benissimo anche con il riso bianco, la pasta o i crostini di pane. Che poi sarò in controtendenza ma in questo periodo amo le insalate.
Ingredienti per 2 persone:
fagiolini verdi 200 g c.a.
2 uova biologiche
2 tazzine di riso Venere
2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
1 cucchiaio di Condimento San Giacomo (o aceto balsamico)
sale e pepe q.b.
Lessiamo separatamente i fagiolini mondati, il riso e le uova. Uniamo in una ciotola i tre ingredienti. Prepariamo una emulsione di olio, aceto balsamico, sale e pepe e condiamo con essa l’insalata preparata. Va servita a temperatura ambiente.

2009-03-18

Anche oggi ricetta fast, avrete capito che non sto passando troppo tempo davanti ai fornelli però non mi va di rinunciare al gusto o meglio al "bigusto" come in questo caso.
Mettiamo che avete in dispensa un bel barattolino di crema di nocciole di quella buona Amedei, dove le nocciole impiegate per prepararla superano di gran lunga le quantità degli altri ingredienti e che non volete farvela fuori tutta a cucchiaiate davanti alla tv ma, in un impeto di generosità, avete voglia di condividerne il gusto con i vostri cari; mettiamo che avete un bel panetto di pasta sfoglia nel freezer e qualche uovo e del latte nel frigo, la giusta dose per farne un po' di crema pasticcera. Pensate a tutte queste cose insieme e ditemi se non visualizzate già le sfogliatine bigusto della foto.
Ingredienti:
500 g di pasta sfoglia
250 ml di latte
2 tuorli
4 cucchiai di zucchero
2 cucchiai di maizena
vaniglia
1 vasetto di crema di nocciole
zucchero a velo per completare
Stendete la pasta sfoglia ad uno spessore di 7 mm c.a (non troppo sottile) ricavatene dei quadratini e infornateli in forno preriscaldato a 180° finché risulteranno gonfi e dorati.
Preparate la crema montando i tuorli con lo zucchero, unite la maizena e poi il latte bollente nel quale avrete sciolto qualche goccia di vaniglia liquida, lasciate addensare.
olte le sfogliatine dal forno suddividetene ciascuna in tre strati, gli strati si staccheranno quasi da soli basta solo aiutarsi con le mani. Spalmate nello strato inferiore la crema di nocciola, sovrapponete il centrale e spalmate sullo stesso la crema, chiudete con l'ultimo strato e cospargete di abbondante zucchero a velo.

2009-03-17

Uno stuzzichino semplice da preparare e gustosissimo in cui ancora una volta sono i prodotti utilizzati a farne un qualcosa di particolare. Stavolta ho utilizzato le Tume con origano, capperi e pepe rosa di Cascina San Cassiano. Non so se vi è mai capitato di assaggiarle, in caso contrario vi consiglio di rimediare, sono ottime al naturale ed eccezionali ripassate in forno come in questo piatto.
Ho arrostito un peperone e ricavato dallo stesso quattro falde, private della pelle, ho avvolto in ciascuna un pezzetto di formaggio con un cappero e qualche grano di pepe rosa di conservazione, ho fermato gli involtini con appositi spiedi, cosparso appena di olio ed origano ed infornato per 10 minuti in forno già caldo. Non ho molte parole per descrivere il risultato che sinceramente andrebbe solo provato quel che è certo è che si tratta di un’ottima soluzione veloce e pur ricercata in caso di cena fast per ospiti improvvisi … capita no?

2009-03-16

Qualche tempo fa ero stata invitata a partecipare ad un Contest celebrativo dell’inverno "CATTURA QUESTA STAGIONE: INVERNO!" organizzato da Fabietto e sponsorizzato da La Compagnia del Cavatappi che prevedeva, appunto, la realizzazione di un piatto in cui racchiudere questa stagione. Mi è sembrata una cosa difficile perché l’inverno è una lunga stagione ed i suoi sapori tipici sono veramente tanti, però visto che siamo agli sgoccioli e la primavera farà presto capolino ho pensato di dare il mio contributo ed ho scelto un bel primo al forno perché penso che sia caldo e gustoso al punto giusto da poter rappresentare la stagione invernale.
Parlando della stagione in cui si celebra il maiale nel piatto non poteva mancare uno dei prodotti che di esso più apprezzo, la pancetta, non poteva neppure mancare un prodotto dell’orto invernale ed ho scelto il broccolo, ho completato la preparazione con una suadente besciamella arricchita di gorgonzola. Ma tal prelibatezza non potevo sprecarla con una pasta qualunque ed ho usato quindi i mezzi rigatoni del Cav. Giuseppe Cocco, trafilati al bronzo, che potete trovare in vendita su Terrasolis.
Ingredienti per 4:
300 g di mezzi rigatoni Cav. Giuseppe Cocco
1 broccolo
75 g di pancetta dolce
1 spicchio d’aglio
150 g di gorgonzola dolce
250 ml di latte
25 d gi burro
25 g di farina
Olio extravergine d’oliva
sale, pepe e noce moscata
Parmigiano Reggiano grattugiato
Puliamo il broccolo e lessiamo le cimette, ripassiamole poi in padella con un filo d’olio, l’aglio (che poi elimineremo) e la pancetta tagliata a cubetti. Prepariamo un roux con farina e burro, uniamo il latte e lasciamo addensare la salsa, saliamo, pepiamo ed uniamo una macinata di noce moscata. Aggiungiamo alla salsa il gorgonzola e lasciamolo sciogliere. Lessiamo al dente la pasta condiamola con i broccoli e la salsa al gorgonzola, versiamo il tutto in una teglia e cospargiamo di parmigiano. Inforniamo a 190° fino a doratura.

2009-03-12

La farina di ceci è letteralmente venerata in alcune regioni, basta pensare alla cecina toscana o alla farinata ligure o alle panelle siciliane, non esisterebbero senza farina di ceci. Io personalmente la uso poco e spesso ammetto di comprarla e lasciarla poi scadere inutilizzata.
Non è stato questo il caso, l'avevo presa su Mosto e Miele con l'intenzione di farci le panelle ma poi l'ho usata diversamente che sulla confezione stessa c'era una semplice ricetta di frittelle che mi sono divertita a modificare ed arricchire a mio modo.
Ingredienti:
500 g di farina di ceci
10 g di lievito di birra
acqua q.b.
1 rametto di rosmarino
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
100 g di pancetta affumicata
sale e pepe
olio per friggere
Versiamo la farina in una ciotola, uniamo il lievito sciolto in acqua tiepida, il sale, l'olio, il pepe nero, il rosmarino tritato e la pancetta a dadini piccolissimi. La pastella dev'essere piuttosto consistente. Lasciamo riposare il composto per circa mezz'ora poi friggiamolo a cucchiaiate in abbondante olio bollente, sgoccioliamo e serviamo le frittelle ancora calde.

2009-03-11

Che ci volete fare ho la mania del dolce al cucchiaio ed avendo in dispensa una scorta sconsiderata di cioccolato bianco (non so neppure io perché) ho pensato di preparare finalmente una classica e soffice mousse.
La preparazione è semplicissima come questo periodo mi richiede, visto che non posso stare troppo in piedi, però il risultato vi assicuro apprezzabile, io ho completato la mousse con dei frutti di bosco freschi e dei biscottini, nulla vieta però di insaporirla diversamente ad esempio con liquore d’arancia e scorzette di agrumi oppure con scaglie di cioccolato fondente per un tutto cioccolato, a voi la scelta comunque e la ricetta, ovviamente.
Ingredienti per 6
Per la mousse:
125 g di cioccolato bianco
4 tuorli
3 cucchiai di zucchero semolato fine
3 g di gelatina in fogli
250 ml di panna fresca
Per completare:
biscotti tipo pavesini 18 pz
frutti di bosco 150 g
liquore di cassis
Mettiamo a bagno la gelatina in acqua fredda. Fondiamo il cioccolato a bagnomaria. Intanto montiamo i tuorli con lo zucchero, finché saranno chiari e spumosi, incorporiamo il cioccolato fuso e la gelatina strizzata e sciolta in due cucchiai di acqua calda. Montiamo la panna ed uniamola al composto. Versiamo la mousse nelle coppe e lasciamo riposare in frigo per qualche ora. Al momento di servire completiamo con dei biscotti tipo pavesini intinti a metà nel liquore di cassis (ribes nero) e i frutti di bosco.

2009-03-10

Il riso venere lo apprezzo in particolare lessato in insalata possibilmente in abbinamento a pesce e/o crostacei. Così anche stavolta non mi sono mossa più di tanto dalle mie precedenti esperienze, che in effetti sto ancora cercando un modo diverso di degustare il riso nero e accetto ogni proposta.
Intanto vi lascio la mia ricetta che, nella sua semplicità, sono sicura si farà molto apprezzare da tutti in particolare se il riso usato è un riso di eccellenza come il Riso Venere Nero Gli Aironi di bottega Esperya che ho avuto il piacere di assaggiare in questa insalata.
Ingredienti per due:
2 tazzine di riso Venere Gli Aironi
500 g di polpo lessato
1 carota
200 g di fagiolini
2 piccole patate al vapore
1 limone
1 mazzetto di prezzemolo
Olio extravergine d’oliva
Sale e pepe
Tagliamo il polpo in piccoli pezzi, le patate a dadini, la carota pelata a rondelle sottili e i fagiolini sbollentati a pezzetti. Uniamo la scorza del limone e una citronette preparata con il succo del limone, il doppio dell’olio, sale e pepe. Lasciamo insaporire per bene l’insalata e serviamola con il riso venere lessato e condito con un filo d’olio a crudo. E’ un’ottima insalata da portarsi eventualmente anche a lavoro in un comodo contenitore, per mangiare sano e con gusto anche fuori casa.

2009-03-09

Non è da Cocò star lontana dal blog per più di due giorni senza una seria motivazione! E infatti la seria motivazione ci sta...traslochi, traslochi e ancora traslochi. No, non la casa nella quale, come sapete, mi sono trasferita solo ad Agosto e dove spero sinceramente di invecchiare (se non altro per evitare un trasloco) ma lo studio. Credetemi i miei mobili non ce la fanno più a spostarsi con me, la scrivania non credo reggerebbe un prossimo spostamento ed in effetti non ho nessuna intenzione di muoverla più da dov'è adesso. Stiamo bene dove siamo, ottima luce, bella vista e soprattutto niente affitto da pagare che al giorno d'oggi non è poco.
Comunque, date le premesse, un dolcino ci sta proprio, iniziamo allegramente la settimana e per farla occorre l'energia dello zucchero.
Le zuppette sono un dolce semplice, pan di spagna inzuppato farcito di crema, decorato con panna e tagliato a rettangoli. C'è chi racchiude il pan di spagna tra due basi di sfoglia ma quello per me è il diplomatico, la zuppetta, come il nome lascia intuire, dev'essere soffice e non opporre alcuna resistenza quando viene addentata. Pensavo a questo l'altra mattina ancora nel letto e, mezz'oretta dopo, lo sbattitore lavorava per il pan di spagna e io preparavo la crema pasticcera per la farcia.
Ingredienti per 10 pezzi
Per il pan di spagna:
4 uova
150 g di zucchero
150 g di farina 00
vaniglia in polvere 1/2 cucchiaino
Per la crema:
4 tuorli
1/2 l di latte fresco intero
4 cucchiai di maizena o farina
8 cucchiai di zucchero
1/2 stecca di vaniglia
Per completare:
2 tazzine di caffè
1 tazzina di rum
1 cucchiaio di sciroppo di zucchero
panna montata 250 g
ciliegine candite
Prepariamo il pan di spagna montando a lungo (15-20 minuti) le uova con lo zucchero ed unendo alla fine la farina e la vaniglia. Versiamo in una teglia quadrata (lato circa 20 cm) e cuociamo nel forno già caldo per circa mezz'ora, finché comunque risulterà dorato ed asciutto, sformiamo e lasciamo a raffreddare su una gratella.
Prepariamo la crema: montiamo i tuorli con lo zucchero, uniamo la maizena e poi il latte bollente. Poniamo sul fuoco a fiamma medio-bassa e lasciamo addensare mescolando, poi copriamo con la pellicola a contatto e lasciamo raffreddare.
Tagliamo in due il pan di spagna, bagnamo entrambe le metà col caffè e poi con il rum mescolato ad una tazzina d'acqua e allo sciroppo di zucchero. Farciamo la base con la crema e copriamo con l'altro pan di spagna. Copriamo con la panna montata e tagliamo in dieci rettangoli, decoriamo ogni rettangolo con un ciuffetto di panna montata e mezza ciliegina candita. Conserviamo in frigo fino all'utilizzo, il giorno dopo sono ancora meglio.

2009-03-04

Non ho inventato nulla di eccezionale però vi parlo comunque di questa ricetta poiché la pasta ripiena (specie se fatta in casa) è sempre speciale.
Per i ravioli ho ripreso la mia vecchia ricetta e l'ho lievemente e gustosamente modificata affidandomi ad un prodotto di eccellenza, i deliziosi Salami al Barolo di Cascina San Cassiano che hanno conferito alla preparazione un gusto gradevole ed un aspetto raffinato che ho voluto rimancare anche nel condimento.
Per la pasta:
300 g di farina
1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva
1 uovo
sale
Per il ripieno:
6 carciofi con le spine
150 g di ricotta
1 uovo
2 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato
1/2 limone
1 cipolla piccola
1 spicchio d'aglio
1 mazzetto di prezzemolo e maggiorana
3 Salami al Barolo Cascina San Cassiano
olio extravergine d'oliva
sale e pepe
Per il condimento:
olio extravergine d'oliva
1 spicchio d'aglio
2 Salami al Barolo Cascina San Cassiano
2 zucchine piccole
sale e pepe
parmigiano grattugiato
Impastiamo la farina con l'uovo, un pizzico di sale l'olio e un po' d'acqua tiepida, in modo da ottenere una pasta compatta, liscia ed elastica. Formiamo una palla e lasciamola riposare avvolta in pellicola. Puliamo i carciofi, tagliamoli a fettine e immergiamoli in acqua acidulata con succo di limone. Scaldiamo in un tegame 3 cucchiai di olio e facciamo soffriggere la cipolla tritata e l'aglio intero schiacciato, eliminiamo l'aglio ed uniamo i carciofi sgocciolati, saliamo, pepiamo e lasciamo cuocere finché si saranno inteneriti. Tritiamo i carciofi insieme alle erbette (maggiorana e prezzemolo), mettiamoli in una ciotola ed amalgamiamo al composto i Salami tritati, l'uovo e la ricotta, il parmigiano e un po' di pepe nero macinato al momento. Stendiamo la pasta sottile e ricaviamone delle striscie, posizioniamo a distanza regolare dei mucchietti di ripieno, copriamo con un'altra striscia e, facendo attenzione ad eliminare l'aria sigilliamo i bordi e tagliamo con l'aiuto di una formina tagliapasta o di una semplice rotella.
Intanto prepariamo il condimento soffriggendo per qualche minuto, in un fondo d'olio l'aglio intero, i Salami tagliati a fiammifero e la parte verde delle zucchine, eliminiamo l'aglio e regoliamo di sale e pepe.
Lessiamo i ravioli e condiamoli con il sughetto preparato, completiamo con parmigiano.

2009-03-03

La dottoressa mi ha consigliato di non stare troppo in piedi per cui sto cercando di organizzarmi con preparazioni poco laboriose che non sacrifichino però nulla al gusto, che poi le voglie in effetti io le ho sempre avute figuriamoci adesso, povero Fernando che mi deve assecondare!
Questo goloso piatto unico è nato così, avevo avuto una voglia tremenda di tramezzini con tonno e uova (completi di sottaceti e maionese) e mi erano avanzate due fettone di pane per tramezzini quello senza crosta. Di fare altri tramezzini non se ne parlava, che le "schifezze" sono consentite una tantum, quindi che fare del pane avanzato? Ho trovato una gustosissima soluzione al quesito. Avevo un barattolo di
Sugo alla Siciliana Conserve Manfuso di Terrasolis, con olive di Gaeta, capperi di Pantelleria e basilico ed ho pensato di usarlo così.
Ovviamente se non avete questo sugo va benissimo della conserva di pomodoro cui aggiungerete capperi, olive e basilico.
Teglia di pane alla siciliana
Ingredienti per 2:
2 fette grandi di pane per tramezzini
Sugo alla Siciliana Conserve Manfuso
Caciocavallo poco stagionato
origano
olio extravegine d'oliva
aglio
burro
1 cucchiaio di parmigiano grattugiato
1 dl di latte
1 uovo
sale e pepe
Sfreghiamo appena d'aglio le fette di pane solo sul lato interno, cospargiamo di sugo con capperi e olive, spalmandolo bene in modo che penetri nel pane, irroriamo con un filo d'olio e origano e poi stendiamo solo su una fetta il caciocavallo risdotto a fettine sottili, copriamo con l'altra fetta e tagliamo in quattro rettangoli.
Sistemiamo i tramezzini ottenuti in una teglia, leggermente sovrapposti. Sbattiamo l'uovo con il latte, il parmigiano, sale e pepe e versiamolo sul pane di modo che se ne intrida per bene, completiamo con qualche fiocchetto di burro ed inforniamo a 180° finché risulterà dorato.

2009-03-02

Se per iniziare la settimana in modo sano e leggero cercate una buona minestra che sia comunque molto gustosa, fate un giretto dal pescivendolo, comprate un buon pesce e fatevelo sfilettare ( i filetti potrete preparali alla griglia) la lisca e la testa invece finiranno nel brodo. Comprate pure un paio (2-3 ) di pesciolini saporiti, tipo cocci e poi seguite questa mia ricetta, vi assicuro che non vene pentirete, soprattutto se nel brodo ottenuto cucinerete gli Anelli siciliani Pastificio Tomasello di Mosto e Miele.
Ingredienti per 2:
Anelli siciliani (8 cucchiai c.a.)
la lisca e la testa di un pesce medio (va bene un tonnetto, un merluzzo o quello che avete a disposizione)
2-3 pesciolini piccoli interi (cocci, triglie etc.)
1 carota
1 pomodoro piccolo
1/2 cipolla
1 cucchiaino di sale grosso
1 rametto di prezzemolo
4-5 grani di pepe
1 foglia d'alloro
1 pezzetto di peperoncino
1 spolverata d'aglio disidratato
acqua 4 bicchieri
Versiamo tutto nella pentola a pressione, e facciamo bollire per circa 20-25 minuti dal fischio. Poi filtriamo il brodo e uniamo la polpa dei pesci cotta e se vi piace la polpa del pomodoro, facciamo riprendere il bollore e cuociamo la pasta nel brodo.
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