2010-02-25

...e una EMME. Veramente il nome per esteso del piatto doveva essere Ziti al Pane grattugiato con Pomodorini secchi, Pecorino romano e Melanzana solo che per non farla lunga ho pensato di utilizzare per il titolo le sole iniziali degli ingredienti.
Che sugo ci fate con i fantastici Ziti di Garofalo? la Genovese senz'altro, ma oltre a quella? Mia suocera ci fa un ricco timballo da  gratinare in forno ed io invece li ho visti così con le melanzane, che anche se stagione non è ogni tanto mi finiscono tra la spesa. Il pane grattugiato aromatizzato con i pomodori secchi come vi dicevo l'altra volta e poi dorato in padella con un filo d'olio e il Pecorino romano li ho visti il giusto complemento per dare sapidità al piatto.
Ma forse non è il caso di dilungarmi più di tanto che di piatto semplice  e di brevissima esecuzione trattasi per cui.
Ingredienti per 2:
180 g  di Ziti Garofalo
1 fetta di pane raffermo ben essiccato
4-5 pomodori secchi
olio extravergine d'oliva
1 spicchio d'aglio
1 melanzana piccola
2 cucchiai di Pecorino romano
sale dolce di Cervia
3-4 foglie di basilico
Frulliamo il pane con i pomodori ottenedo un pangrattato aromatizzato. Doriamolo in un padellino con un filo d'olio senza farlo annerire e teniamolo da parte. In una padella con olio e aglio doriamo le melanzane ridotte a cubetti con la pelle. Lessiamo gli ziti spezzati in acqua bollente salata e poi condiamoli con la melanzana e il basilico spezzettato. versiamo la pasta nei piatti e cospargiamola con abbondante pane dorato e Pecorino romano grattugiato al momento.

2010-02-23

Abbiamo assistito spesso e continuiamo ad assistere ad accese diatribe sulla possibile definizione della cucina italiana; abbiamo sentito dire che non esiste, che l'Italia è fatta di cucine regionali, che in effetti più che di cucina regionale si deve parlare di cucina locale e così via.
Adesso finalmente possiamo avere la soluzione ai nostri interrogativi e riconoscerci magari anche, come a me è capitato, nel concetto di "Cucina Nazionale Italiana" secondo i dettami de "Il manifesto della cucina nazionale italiana" di Martino Ragusa.
Nel libro, pubblicato da Aliberti editore in collaborazione con CIR Food, oltre che le linee guida per la definizione della cucina nazionale italiana ed al Decalogo, troviamo un ricco ricettario di ben 170 ricette nelle quali, ogni italiano, sia esso proveniente dall'arco alpino o da Lampedusa, può riconoscersi.
Il metodo è semplice in ogni ricetta sono accostati prodotti tra loro distanti, le ricette regionali sono rilette in chiave contemporanea e le tecniche locali sono utilizzate in maniera trasversale. Queste le premesse per una cucina neo-tradizionale e glocale. Prodotti di nicchia provenienti da territori anche molto distanti tra loro sono accostati in una ricetta favorendo in tal modo la loro valorizzazione e circolazione sul territorio nazionale.
E' una cucina molto vicina al mio modo di fare cucina e chi mi legge sa quanto io sia poco campanilista ed ami piuttosto ricercare ed accostare tra loro in preparazioni sempre innovative prodotti provenienti da diversi luoghi del territorio nazionale.
Il libro ha grande formato, belle foto in linea con le tendenze attuali e ottimi suggerimenti su dove reperire on-line i prodotti più insoliti, ogni ricetta ha inoltre il suo accostamento ideale col vino.
Ma chi volesse saperne di più può collegarsi al sito Il Giornale del Cibo dove può anche sottoscrivere  il manifesto  e fornire il proprio contributo alla formazione del ricettario mediante l'invio di proprie originali ricette conformi al manifesto della cucina nazionale italiana.
Io voglio contribuire con una conserva la cui ricetta è già nel mio blog ed alla quale vi rimando Composta di cipolle di Tropea al balsamico di Modena,  più trasversale di così!

2010-02-21

Per festeggiare i tre anni del mio Sale e Pepe quanto basta ho pensato di indire anch'io la mia prima raccolta. Ce ne ho messo - penserete - ad organizzarne una! In effetti torto non avete, però mi piacciono le cose fatte bene ed ho sempre pensato di non essere all'altezza, non che adesso lo sia ma mi sono proprio buttata avendo avuto una folgorazione.
Mi piacerebbe fare una raccolta di ricette dolci e salate che occupino lo spazio di un cucchiaio, una raccolta che stimola molto la fantasia. Non so se è stato già fatto qualcosa di simile nel web, probabile di si tante sono le raccolte presenti; io ve la propongo comunque e allora largo alla fantasia. Ovviamente la più interessante riceverà un piccolo premio un pacchetto assaggio di prodotti Cascina San Cassiano, tanto ve li ho esaltati sti prodotti che mi pare giusto darvi saggio di quanto affermo.
Per lanciare la raccolta ho creato io stessa un cucchiaio che, vi posso assicurare, si fa ricordare e per la cui realizzazione ho utilizzato ovviamente dei prodotti Cascina San Cassiano, una Vellutata di peperoni al pecorino e dei pomodori secchi.
Il cucchiaio con carattere
Ingredienti per 12 cucchiai:
Vellutata di peperoni al pecorino
filettino di maiale (12 cubetti)
2 fette di pane raffermo ben essiccato
8-10 pomodori secchi
2 albumi
12 rondelle di peperone
sale e pepe
olio extravergine d'oliva
erbette per decorare
Frulliamo il pane con i pomodori ottenedo un pangrattato aromatizzato. Passiamo i cubetti di carne nell'albume appena battuto e poi nel pangrattato. Friggiamoli in abbondante olio e mettiamoli ad asciugare su carta assorbente. Intanto grigliamo le rondelle di peperone su una piastra oleata e teniamole da parte. Versiamo in ogni cucchiaio un po' di vellutata di peperoni e pecorino, poggiamo sopra un cubetto di carne dorata, la rondella di peperone e le erbette per decorazione (origano, maggiorana, timo a piacere). Il nostro finger-food al cucchiaio è pronto.
Ma ora veniamo alle regole del contest:
1) E' riservato ai soli bloggers;
2) Si partecipa mediante la creazione e pubblicazione nel proprio blog di una ricetta (dolce o salata), corredata da foto, presentata in un cucchiaio (di qualunque forma e/o materiale);
3) Ogni partecipante dovrà richiamare nel post dedicato al contest questa pagina del mio blog mediante l'inserimento del bannerino dedicato (che trovate nella colonna di destra);
4) Possono partecipare ricette già pubblicate ma che rispondano ai requisiti della raccolta e non abbiano partecipato ad altre raccolte o concorsi;
5) La partecipazione si formalizza inserendo nei commenti al seguente post il link alla propria ricetta;
6) Termine massimo per l'invio delle ricette è il 31/03/2010;
7) Tra i partecipanti verrà scelta la ricetta migliore e il suo autore riceverà un pacco premio di prodotti alimentari Cascina San Cassiano.
Allora non vi resta che dare largo alla vostra fantasia e creare un goloso cucchiaio per Sale e Pepe quanto basta.
Ecocucina partecipa con Mousse di cavolini al cucchiaio
Al cibo commestibile partecipa con Duo di crema con baguette
Spizzichi & bocconi partecipa con Insalata di mare al cucchiaio
Dolci a gogò!!! partecipa con Cioccolato in polvere per tazza
Lovely Cake partecipa con Cucchiaio tris di sapori
Cuocapercaso partecipa con Arrosto alle mele
La zuppa di bottoni partecipa con Conchiglioni ripieni
Qualcosadirosso partecipa con Le uova di "Frate Indovino"
Passioni e cucina partecipa con Trippa in umido
La cucina di qb partecipa con Fichi ai gamberoni e Cucchiaini di baccalà e MaisMarano (o Biancoperla)
Molly in cucina partecipa con Una farfalla sublime
Una finestra di fronte partecipa con Caponatina di carciofi con asparagi selvatici
Vegan Kitchen partecipa con Crema di Melanzane Sardo/Triestina
Saltando in padella partecipa con Antipasto di gorgonzola e pere
Logicerrima partecipa con Il cucchiao fondente con crema pasticciera banana e cocco
Gustosamente  partecipa con Tzatziki al cucchiaio con boccioli di prosciutto cotto e olive

2010-02-17

Breve premessa per la ricetta di oggi.
Avevo letto del contest di dEleciouSly  
e mi andava di partecipare con qualcosa di nuovo e goloso sul serio che rispondesse ai requisiti ovvero "GODURIOSO, non troppo pasticciato, cremoso, da chiudere gli occhi e perdercisi" che avesse come ingrediente obbligatorio il cioccolato, quanto mi sono ricordata di aver visto in TV il grande Luca Montersino preparare dei bicchieri al cioccolato e zabaione. Non sono andata a cercare la ricetta ma ho sfruttato la sua idea interpretandola con i miei ingredienti e le mie ricette, ecco come sono nati questi golosi bicchieri. Hanno una base di panna cotta al cioccolato, uno strato di torta soffice al cioccolato imbevuta appena di Marsala e una crema chantilly allo zabaione, completata da scaglie di cioccolato fondente.
Ingredienti per 6 bicchieri
Per la panna cotta al cioccolato:
50 g di cioccolato fondente
200 ml di panna fresca
50 ml di latte fresco intero
2 cucchiai di zucchero semolato
4 g (2 fogli) di gelatina
Per la torta al cioccolato:
50 g di farina 00
50 g di burro morbido
50 g di zucchero
50 g di cioccolato fondente
2 uova
1 cucchiaio di latte
Per la crema chantilly allo zabaione
2 tuorli
4 cucchiai di Marsala secco
2 cucchiai di zucchero
1 cucchiaino di maizena
200 ml di panna fresca
2 cucchiai di zucchero a velo
Per completare:
Marsala e sciroppo di acqua e zucchero per la bagna
scaglie o riccioli di cioccolato fondente
Mettiamo a bagno la gelatina e intanto portiamo a bollore il latte con la panna, lo zucchero e il cioccolato tritato. Quando il composto è ben omogeneo leviamolo dal fuoco ed uniamo la gelatina ben strizzata. Suddividiamo il composto nei bicchieri e poniamo in frigo a rassodare.
Prepariamo il dolce al cioccolato: montiamo a crema il burro con lo zucchero uniamo le uova battute col latte e il cioccolato fondente fuso a bagnomaria. Uniamo la farina e stendiamo il composto in una piccola teglia imburrata e infarinata. Cuociamo a 180° per cica 25 minuti. lasciamo raffreddare e tagliamo a cubetti. Versiamo sopra ogni panna cotta dei cubetti di dolce al cioccolato e bagnamoli con Marsala allungato con uno sciroppo di acqua e zucchero. Per la crema:lavoriamo i tuorli con lo zucchero finché diventano spumosi, uniamo la maizena e poi il Marsala. Poniamo sul fuoco a bagnomaria finché il composto risulterà denso velando il cucchiaio. Lasciamo raffreddare completamente meglio in freezer. Solo quando la crema sarà freddissima uniremo la panna e lo zucchero a velo montando bene il composto. Trasferiamo il composto ottenuto in una sac à poche con bocchetta liscia e colmiamo con essa i bicchieri. Completiamo con scaglie o riccioli di cioccolato e serviamo il dolce ben freddo.

2010-02-15

riciclo pane Il titolo del post di oggi è tutto un programma. Ovviamente per capirmi dovrete seguirmi nel discorso che sto per farvi. Ho sempre amato utilizzare gli avanzi perchè penso che stimolino fortemente la creatività permettendoci di portare in tavola nuove e originali preparazioni, con il vantaggio che partendo da un prodotto, come dire, "semilavorato" ci agevoliamo spesso il lavoro.
Per tale motivo ho subito pensato che avrei trovato interessante "Avanzi popolo" di Letizia Nucciotti ed. Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri solo leggendo il sottotitolo del libro L'arte di riciclare tutto quello che avanza in cucina. Storie, ricette e consigli. Avrete già sentito parlare del libro che sta in effetti, e a giusto titolo, raccogliendo ottimi consensi ma io, non avendo avuto modo di leggere il primo libro dell'autrice "L'antichef", non potevo immaginare che fosse così geniale. Le ricette e le idee di riutilizzo che ci fornisce, in stile pulito, semplice e molto comunicativo, sono particolarmente utili e azzeccate ma le storie o meglio i ricordi che sono disseminati qua e là nel libro lo rendono un volume indispensabile di quelli che sulla mensola della libreria ci restano poco tanto è piacevole averlo tra le mani.
Mi sono soffermata con particolare attenzione sul capitolo dedicato al riutilizzo del pane poichè, esclusi i soliti crostini ed il pangrattato, mi capita a volte, mio malgrado, di darlo alla pattumiera e questa ovviamente è una cosa che non sta bene. Questa la prima premessa, cui dovete aggiungere una spettacolare Treccia di Bufala Campana DOP del caseificio Serra giuntami a casa per via Esperya, una voglia smisurata di mozzarella in carrozza e tanti interrogativi da parte mia "e se evitassi il fritto?" "E se invece del pancarrè utilizzassi quelle fette di pane casereccio raffermo?" "E se quello sformato di formaggi prosciutto e pane raffermo della Nucciotti lo reinterpretassi a mio modo?". Ne sono nati dei croccanti sformatini che per ingredienti e vagamente per gusto ricordano la mozzarella in carrozza che ho chiamato ironicamente Ricordo di mozzarella in carrozza.
Se vi va di provare prendete nota degli ingredienti:
2 grosse fette di pane casereccio raffermo
1 uovo
1 bicchiere di latte (150 ml c.a)
Mozzarella o Treccia di Bufala Campana DOP
4-5 filetti di alici sotto sale
sale e pepe nero
olio extravergine d'oliva
origano
Tagliamo le fette di pane a quadratini sottilissimi e immergiamoli nel composto preparato con latte, uova, sale e pepe, di modo che se ne imbevano. Imburriamo due cocotte e sistemiamo sul fondo di ognuna uno strato di pane ammollato. Distribuiamo sopra il pane, le fette di mozzarella e i filetti di alici già puliti dal sale. Copriamo con il restante pane lasciando la superficie ben increspata, quindi senza schiacciare in dentro gli angoli delle fettine. Irroriamo con un filo d'olio e una spolverata di origano, se piace. Inforniamo a 200°C fino a completa doratura.

2010-02-12

Immaginate dei tagliolini all'uovo con il rosmarino fresco nell'impasto? Una pasta profumatissima e saporita già di suo che potete preparare a casa con un po' di impegno o acquistare già pronta da Cascina San Cassiano. Una vera golosità che non è poi così difficile abbinare ad un altrettanto gustoso condimento. La vedrei benissimo con un fondo d'arrosto ma la morte del rosmarino per me è con la zucca e la pancetta affumicata.
Da questa associazione è nato un appetitoso primo che, qualora foste alla ricerca di un'idea per la cena di San Valentino, farebbe proprio al caso vostro.
Non è una ricetta particolarmente laboriosa e può essere preparata in anticipo lasciando al momento finale la sola cottura della pasta (2 minuti appena). Se poi volete fare tutto, ma proprio tutto in anticipo, preparate prima la pasta conditela con la pancetta e della besciamella e versatela in piccoli stampi - magari a forma di cuore - da gratinare e servire poi sulla crema di zucca.
Ingredienti per 2:
180 g di tagliolini al rosmarino
2 fette di zucca gialla (circa 3 etti)
1 scalogno
80 g di pancetta affumicata
olio extravergine d'oliva
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
sale e pepe
Affettiamo lo scalogno e versiamolo in un fondo d'olio, uniamo la zucca pulita e tagliata a piccoli dadi e lasciamo cuocere coperta, non occorre aggiungere acqua perchè già di suo la zucca ne produce, saliamo, pepiamo e una volta cotta frulliamo la zucca con il parmigiano. Teniamo da parte la cremina. Intanto rosoliamo la pancetta a cubetti con pochissimo olio. Lessiamo i tagliolini condiamoli con la pancetta e serviamoli in piatti riscaldati nei quali avremo adagiato a specchio la crema di zucca. A piacere si può aggiungere del parmigiano grattugiato.

2010-02-09

Oggi mi va di condividere con voi un po' di onesta cucina. Sicuramente se rivolgo ai lettori la domanda "Che pasta usate nel quotidiano?" o "Qual è la pasta che regolarmente comprate al supermercato?" molti risponderanno Pasta Garofalo, la risposta è questa perchè chi frequenta il mio blog ama mangiare almeno quanto chi lo scrive e chi lo scrive adora i prodotti di qualità soprattutto se venduti al giusto prezzo. Per me però Garofalo era solo pasta, spaghetti nella loro elegante confezione trasparente con caratteri corsivi in nero o le allegre confezioni della Giostra dei bambini. Non sapevo però che Garofalo amasse così tanto i consumatori dei suoi prodotti da spingersi oltre, a ricercare per loro altri prodotti che condividessero con Garofalo la passione, la competenza e l'amore per il gusto. Da qui nasce la collaborazione di Pasta Garofalo con Slow Food Campania per sostenere il progetto delle Comunità del cibo della rete di Terra Madre in Campania. Detta collaborazione ha dato vita al secondo DOC, una composizione di Delizie di Onesta Cucina, tutte da scoprire, che in numero limitato Garofalo mette in vendita per i suoi più affezionati consumatori, per i cultori del gusto, per tutti quelli che acquistandolo vogliono fornire il loro contributo, si perché Garofalo aspetta i sinceri commenti e i suggerimenti di chi ha deciso di accostarsi a questa iniziativa.
Nel pacco oltre agli ottimi prodotti: pasta, legumi, olio, pomodori e peperoncino, anche un meraviglioso e utilissimo coltello in ceramica, un vero e proprio oggetto di culto di cui già non riesco a fare a meno.
Ho provato alcuni dei prodotti del pacco e come al solito la pasta Garofalo da il meglio di se nelle ricette più semplici che permettono di apprezzarne appieno il gusto.

Ecco a voi quindi le mie Fettucce con seppie e piselli Non ci sono dosi perchè le ricette semplici non hanno bisogno di pesi e misure ma solo di buoni prodotti e tanto buon gusto.
Per due basterà una seppia, una manciata di piselli, uno scalogno, sale, pepe, prezzemolo e del buon olio extravergine d'oliva come il Monocultivar Carpellese del DOC II. Io ho abbinato le fettucce Garofalo ma anche linguine, spaghetti e vermicelli staranno benissimo con questo condimento.
Dopo aver pulito e tagliato finemente lo scalogno e qualche gambo di prezzemolo lasciamoli appassire in padella con un filo d'olio, uniamo i piselli, sale e pepe e cuociamo per 15-20 minuti aggiungendo un po' d'acqua alla volta. Quando i piselli sono quasi cotti uniamo la seppia a listerelle completa dei suoi tentacoli, lasciamo sul fuoco un paio di minuti e poi spegnamo unendo il prezzemolo tagliuzzato. Lessiamo le fettucce in abbondante acqua salata e condiamoli con il sugo preparato e magari un giro d'olio a crudo.

2010-02-05

Premetto che nessuna delle mie nonne si chiama o si chiamava Sofia, ma nonostante ciò il nome del dolce non è di fantasia, qualcuna credo dovesse pur essere questa nonna Sofia per il pasticciere di casa Bertelli.
La ricetta del dolce viene, infatti, dal ricettario Dolci Bertelli di Curcu & Genovese, una miniera di ottime idee e validissime ricette della storica pasticceria trentina Bertelli.
L'attuale pasticciere è Andrea Collina un marchigiano, pasticciere da sempre che è stato scelto dallo stesso Ennio Bertelli quale depositario di una tradizione familiare quasi centenaria. E Andrea Collina il suo mestiere lo conosce bene. Ce ne accorgiamo già solo sfogliando il volume di cui vi parlo che racchiude in sè il meglio della pasticceria di Andrea Collina e di Bertelli.
E' un invito a "peccare" dalla prima all'ultima pagina e le spiegazioni sono così dettagliate che è impossibile sbagliare. Ho iniziato da questi golosi e semplici dadetti al cioccolato e noci ma ho intenzione di provare se non tutto quasi, alla faccia del diabete e del colesterolo. Ovviamente non vedo l'ora di visitare di persona la pasticceria per assaggiare gli "originali".
Mi sembra giusto lasciarla pure a voi sta ricettina e dato che è venerdì sono sicura che molti la proveranno, dato che si fa in un batter d'occhio ed è l'ideale per accompagnare un the o anche un caffè.
Ingredienti:
50 g di farina 00
50 g di burro morbido
50 g di zucchero
50 g di cioccolato fondente
50 g di noci spezzettate
2 uova
1 cucchiaio di latte
Montare il burro con lo zucchero, le uova e il latte. Aggiungere il cioccolato fondente fuso a bagnomaria e mescolare bene, unire la farina e le noci spezzettate. Versare il composto in una teglia ben imburrata e infarinata (di cm 20 x 20) a formare uno strato di un centimetro. infornare per circa 25 min a 180°. Poi sformare e tagliare a dadini di due centimetri di lato e spolverizzare di zucchero a velo.

2010-02-01

Di libri sulla cucina di Montalbano pare ne siano stati scritti tanti, del resto leggendo uno qualsiasi dei romanzi della saga del Commissario, non si può fare a meno di imbattersi nella descrizione, nel simpatico dialetto utilizzato dall'autore, di una qualche pietanza consumata e amata da Montalbano, tant'è vero che gli arancini tipici siciliani sono ormai divenuti gli arancini di Montalbano, mutuando l'appellativo dal titolo di una delle storie a lui dedicate. Del resto tanta dedizione all'argomento ha una sua motivazione, pare che Camilleri faccia mangiare al suo amato personaggio quel che lui, per età e problemi di salute, non può più, quasi come continuare a mangiare ogni golosità con la sola fantasia. Ma perchè, nel vasto panorama della letteratura sull'argomento, sciegliere proprio il saggio culinario scritto da Cetta Berando per Giancarlo Zedde editore? In effetti ad esser totalmente sincera gli altri volumi non li conosco ma conosco questo e, se già il nome dell'autrice è una garanzia, vi basti sapere che leggendolo mi sono divertita quasi come leggendo un libro di Camilleri, molti sono i passi riportati dai libri dello scrittore e passo dopo passo non vi nascondo che sentivo l'acquolina crescere.
Nella seconda parte del volume sono invece riportate le ricette dei piatti descritti, piatti della tradizione siciliana rivisitati da un cuoco locale, molti i piatti di pesce, ma non mancano gli arancini, i dolci e perfino le granite.
So che magari non è stagione ma vi lascio volentieri la ricetta della granita di limone, inserita -a giusto titolo- tra le ricette goduriose. Essendo periodo di agrumi, si sa mai che vi venga la voglia di provare.
Granita di limone
1 bicchiere di succo di limone
2 bicchieri di zucchero
4 bicchieri di acqua

Sciogliete lo zucchero nell'acqua tiepida, unite il succo di limone e mettete in freezer a solidificare rimestando di tanto in tanto per evitare che diventi un blocco ghiacciato. Consigliano di servire con pastigliette di zucchero alla violetta!
Subscribe to RSS Feed Follow me on Twitter!