2010-04-29

E finalmente è tempo di pic-nic. Se per il fine settimana state pensando a una scampagnata posso consigliarvi una leggera ed energetica insalata con bresaola da servire all'interno di panini semi-integrali, un vero concentrato di energia. I panini ovviamente vanno preparati in casa e con la ricetta che vi do non sarà affatto complicato. La bresaola invece sceglietela bene ricordandovi che spesso le bresaole in commercio sono prodotte, purtroppo, con carni surgelate. Per andare sul sicuro, ed avere un salume gustoso e profumato acquistate da Esperya la Bresaola di Manzo Punta Anca Affettata, noterete la differenza. Ciò premesso so che ognuno di noi condiesce e consuma la bresaola a suo modo, il must è con succo di limone, scaglie di garna e rucola fresca. Altro abbinamento decisamente gradevole è con il pmpelmo. In questa mia insalata la bresaola viene accostata al pompelmo ma anche al grana, alla rucola e alle amatissime noci, che con la loro ricchezza di gusto completano mirabilmente il quadro. E riguardo alle noci ho una precisazione da fare, le ho sempre acquistate in guscio temendo che quelle sgusciate avessero sapore di olio, mi son dovuta ricredere con le noci Noberasco, gustose come appena sgusciate le sto mettendo dappertutto perché con Giulio non ho più neanche il tempo di sgusciarmi due noci.
Per il pane ho utilizzato una farina biologica macinata a pietra che mi ha regalato mia sorella, non aveva neppure un'etichetta e non so darvi indicazioni ma se la trovate acquistatela in caso contrario utilizzate della buona farina integrale.
Ingredienti per 12 panini:
300 g di farina di grano tenero tipo 00
100 g di farina integrale macinata a pietra
12 g di lievito di birra
250 ml di acqua
2 cucchiaini di olio extravergine d’oliva
1 cucchiaino di sale
Sciogliamo il lievito nell’acqua tiepida poi impastiamo con le farine mischiate tra loro, l’olio ed il sale, facendo attenzione a che quest’ultimo non venga a diretto contatto con in lievito. Lasciamo lievitare per un paio d’ore.
Poi sgonfiamo la pasta lavorandola con le dita, formiamo le pagnottine e disponiamole su una teglia foderata di carta da forno. Lasciamo lievitare ancora un’oretta e poi inforniamo in forno al massimo della temperatura, ponendo nella parte bassa dello stesso una ciotola piena d’acqua, per mantenere il giusto grado di umidità.
Per l'insalata:
2 mazzetti di rucola
1 pompelmo
12 fette di bresaola
scaglie di parmigiano reggiano
noci sgusciate
olio extravergine d'oliva
sale
Puliamo la rucola e disponiamola in una ciotola, peliamo a vivo il pompelmo conservandone il succo. Poggiamo su ciascuna fetta di bresaola uno spicchio di pompelmo e chiudiamo a fazzoletto, condiamo la rucola con il succo di pompelmo emulsionato con olio e sale, uniamo le noci, poi le scaglie di grana e i fazzolettini di bresaola.
Per comporre il piatto:
Tagliamo la calotta ai panini e scaviamoli al loro interno, suddividiamo in ciascuno l'insalata preparata avendo cura di mettere in ciascuno un fagottino di bresaola al pompelmo, copriamo con le calotte e serviamo.

2010-04-27


Non nascondo che sono un po' emozionata mentre mi accingo a scrivere questo post. Ho avuto tra le mani diversi volumi con le ricette di chef di fama nazionale e internazionale, volumi patinati, raccolte di alta cucina di questo o quel ristorante in voga ed ogni volta mi sono chiesta dentro di me dove fosse la Calabria, come mai nella mia terra nessuno chef riuscisse ad emergere ad essere creativo e a voler esternare questa creatività in un libro oltre che nel proprio ristorante.
Avevo sentito parlare de La rosa nel bicchiere un agriturismo, ristorante  tipico immerso nei boschi della località Polso di Soveria Mannelli nella nostra Sila. Qualcuno mi aveva riferito che si mangiasse davvero bene ed io avevo annotato il nome del posto nella mia agendina, per ricordarmi di farci un salto appena il tempo fosse stato un po' più clemente. Non immaginavo però che la creatività di Antonio Abbruzzino, lo chef della Rosa nel bicchiere, che riesce a non subordinare il buono al bello, riuscisse a prendere la forma di un bellissimo volume illustrato Cucina Creativa Calabrese per le edizioni Rubbettino. Oggi, il libro tra le mani, posso dire di essere orgogliosa di questa Calabria, fatta di gente che ha come regola principe della propria esistenza il lavoro e chi lavora bene riesce prima o poi ad emergere.
Volevo provare qualcuna delle ricette presentate nel volume, stavolta certo non avrei avuto problemi a reperire le materie prime per quasi ciascuna di esse  - visto che la territorialità sembra essere un imperativo per Abbruzzino -, ho pensato molto ed alla fine ho scelto un piatto simbolo della nostra cucina La pasta china rielaborata da Antonio Abbruzziono, una fantastica preparazione, certo non da giorno lavorativo, che ho ancora un po' rivisto in base alle mie esigenze.
Lo Chef serve questa pasta su una crema di piselli (semplici piselli lessati e frullati con sale, pepe e olio extravergine d'oliva), io invece dei piselli (poiché mio marito non avrebbe certamente gradito) ho preparato la mia crema frullando con olio sale e pepe un cipollotto, una carota, una patata, una costa di sedano e una zucchina cotti con poca acqua, l'accostamento  l'abbiamo comunque molto gradito. Ho sostituito inoltre i maccheroni rigati con dei meravigliosi paccheri ondulati grossi e corposi che hanno ben sostenuto al loro interno il ripieno.
Ma adesso vi do la ricetta sperando che l'autore non me ne voglia per questa iniziativa di diffondere la cultura culinaria calabrese.
Ingredienti per 4 persone:
250 g di maccheroni (o 16 paccheri ondulati o rigati)
100 g di carne trita mista di maiale e manzo
2 uova sode
50 g di soppressata
150 g di provola
100 g di grana grattugiato
250 g di pomodori San Marzano
100 g di cipolla rossa
1 bicchiere di vino Gaglioppo
10 g di basilico
100 g di piselli
150 g di olio extravergine d'oliva
sale e pepe
burro
Rosolare la cipolla con 80 g di olio, aggiungere la carne, rosolare, salare e pepare. Bagnare col vino e lasciar evaporare, aggiungere i pomodori a cubetti e il basilico. Cuocere per circa mezz'ora poi lasciar raffreddare.
Tritare la soppressata, la provola e le uova  sode, unire il miscuglio alla carne cotta.
Cuocere e scolare al dente la pasta, farcirla con l'aiuto di una sacca da pasticciere con la farcia preparata.
Disporre la pasta ripiena in una teglia unta di burro e condire con burro fuso e grana. Infornare per circa 10 minuti a 180°. Servire su una crema preparata con i piselli lessati frullati con l'olio restante, sale e pepe.

2010-04-25


Tante volte ho pensato di condividere con voi la mia cucina, tanto più che quando l'ho scelta (ormai due anni fa) molti di voi amici lettori e colleghi bloggers eravate già qui a condividere con me questa grande passione per il cibo.
Quando ho pensato alla cucina per la mia nuova casa avevo in mente tante idee ma alla fine quasi nessuna (a parte il grande frigo a due ante di cui si intravede un pezzetto sulla destra della foto) è diventata parte del mio piccolo regno perché passando dalle idee ai fatti spesso si verificano notevoli mutamenti.
Il punto di partenza, comunque, sono state le piastrelle che ho voluto a forma di mattoncini, lucide e di un bel color albicocca, volevo poi creare un contrasto tra il lucido delle piastrelle ed i mobili che ho pensato dovessero quindi essere opachi. Avevo pensato al verde tinto, poi al rosso scuro ma quando ho visto questo grigio l'abbinamento è venuto spontaneo e, poichè la venatura del legno rimanda un po' al viola, ho voluto che le sedie lo fossero totalmente.
In sostanza la cucina è l'angolo della mia casa che più adoro ed è per questo che non potevo resistere al richiamo del Giveaway di Fragola & Limone Il Cuore in Cucina.

2010-04-22

Tipico dolce da strada spagnolo il churro è una pastella, simile al bignè, fritta in forma allungata e rigata e poi cosparsa di zucchero semolato o intinta nel cioccolato fuso, me ne sono innamorata leggendo un romanzo che vivamente vi consiglio per i pomeriggi primaverili La bottega dei desideri di Karen Weinreb per Garzanti ed ho voluto cercarne e provarne la ricetta, immaginando che fossero proprio così quelli preparati da Beatriz nel romanzo. Insomma i churros un successo, vanno via uno dietro l'altro e il romanzo -opera prima dell'autrice- un successone, anche le sue pagine scorrono una dietro l'altra senza quasi rendersene conto. 
Un romanzo fatto di donne, Nora la senora e Beatriz la bambinaia, due donne tra loro apparentemente differenti che provengono da mondi completamente opposti ma  che insieme trovano il coraggio di rimboccarsi le maniche fronteggiando le difficoltà.
Il libro, ispirato alla vita reale dell'autrice ha suscitato l'entusiasmo di critica e pubblico conquistando in breve tempo le pagine dei più importanti quotidiani e magazine americani perché come affermato dal New York Times è "Un romanzo di grande attualità che riflette i nostri tempi con intelligenza. Tempi in cui le vere protagoniste sono le donne che con forza reagiscono alla crisi e finalmente si prendono il posto che si meritano".
Comprate il libro e accompagnate la lettura con una padellata di Churros
Ingredienti:
400 g di farina
500 ml di acqua
1 cucchiaino da caffè di lievito per dolci
1 cucchiaino di sale
2 uova
olio per friggere
zucchero semolato e/o cioccolato per completare
Portiamo a bollore l'acqua con il sale, uniamo tutta la farina e il lievito mescolando bene finché si stacca dai bordi. Togliamo dal fuoco e uniamo le uova amalgamandole una per volta. Versiamo il composto in una tasca da pasticciere con bocchetta larga a stella e ricaviamone dei bastoncini lunghi 10-15 cm che verseremo direttamente nell'olio bollente, appena risultano dorati togliamoli e lasciamoli scolare su carta assorbente, poi passiamoli nello zucchero semolato o a metà nel cioccolato fuso.

2010-04-20

Se come me amate il momento del tè non potete non saper fare questi semplici biscotti, di quella buona e fine pasta frolla che sa di burro. Il primo passo per ottenere delle frolle che facciano invidia alla migliore pasticceria della città sta nella scelta del burro. Io ho provato con il 1889 di Fattorie Fiandino.
Per oggi sarà un po' tardi ma per domani pomeriggio riuscirete sicuramente ad organizzarvi ed avrete i vostri bei biscottini da intingere nel tè delle cinque.
Ecco la ricetta:
125 g di burro morbido
125 g di zucchero semolato fine
1 uovo
250 g di farina 00
1 pizzico di sale
zucchero a velo
Montiamo a crema il burro con lo zucchero ed il sale, uniamo l'uovo e poi amalgamiamo all'impasto la farina. Raccogliamo tutto in una tasca da pasticciere (meglio 2 una nell'altra perchè rischiano di rompersi) con bocchetta a stella e formiamo i nostri biscotti su una teglia rivestita di carta forno. Non ci resta che infornare a 180° finché il profumino ci dirà che i biscotti sono pronti. Una volta freddi potremo servirli spolverizzati di zucchero a velo o intinti a metà nel cioccolato fuso.

2010-04-16

Non iniziate a dire che uso prodotti strani, il CaRuBlù DeGust è un formaggio che merita di essere citato.
Definito un formaggio da meditazione, è un erborinato affinato in fave di cacao e rum.
Ovviamente dopo averlo degustato con il rum come consigliato su Esperya non potevo non pensare a qualche accostamento particolare e, l'accostamento è stato più facile del previsto. Ho ripreso la nota del cacao del formaggio e l'ho portata nell'impasto degli gnocchi di semola di grano duro che ho condito poi con il solo fromaggio sciolto con un po' di panna fresca.
Ovviamente il CaRuBlù non lo trovate in tutti i supermercati, nemmeno nei più forniti, allora se volete provare gli gnocchetti ma non siete in vena di ordini on line, utilizzate del buon gorgonzola o altro erborinato, non avranno le note del cacao e del rum ma posso giurare che con il cacao degli gnocchi farà lo stesso un figurone.
Ingredienti per 4
Per gli gnocchetti:
320 g di semola di grano duro
30 g di cacao amaro
350 ml di acqua
sale
Per il condimento:
200 g di CaRuBlù (formaggio erborinato)
200 ml di panna fresca
sale
Scaldiamo l'acqua con il sale e impastiamola con la farina mescolata al cacao. Ricaviamo dall'impasto dei bastoncini di un cm circa e tagliamoli a tocchettidi 2 cm, caviamoli su una tavoletta per gnocchi per farli venire rigati.
Sciogliamo il formaggio con la panna e regoliamo di sale.
Lessiamo gli gnocchetti in acqua bollente salata e condiamoli con la salsa di formaggio.

2010-04-14

La signorina Fiamma, ovvero la simpaticissima Ilaria Mazzarota, ci regala un esilarante libro in cui affronta il tema della convivenza mettendo in luce le differenze tra lei e il suo convivente, le comuni differenze tra uomini e donne. Due cuori e un fornello (convivenza con cucina) è edito da Kowalski  e ve lo consiglio come lettura primaverile - magari al parco sotto l'ombra di un bell'albero - perchè chiunque abbia avuto, abbia o avrà un'esperiena di convivenza non potrà che riconoscersi.
Il libro che, ripeto, è molto ironico, è ricco di consigli pratici "regole di convivenza" per stare bene in due e ricette sfiziose per rendere la vita a due ancora più gustosa.
Tra i riti di coppia che la signorina Fiamma ha inaugurato al suo ingresso nella vita del Convivente viene annoverato il brunch della domenica, la parentesi golosa tra la colazione e il pranzo, ovviamnete insieme al caffè americano e le uova con bacon non possono mancare i French toast che, come afferma l'autrice, sono semplici, veloci e mmmmmmh!
Li ho voluti provare anch'io e dopo averli mangiati ne ho appuntato la ricetta nell'agendina che tengo in cucina, ovviamnete intendo farli e rifarli. Ecco a voi la semplicissima ricetta:
French toast
4 fette di pane in cassetta, 50 g di burro, 2 uova, 150 ml di latte, 4 cucchiai di zucchero, zucchero a velo vanigliato q.b.

Sbattete le uova con lo zucchero, fino a renderle spumose, unite il lattee mescolate. Inzuppate il pane nella pastella e fatelo cuocere, 2 minuti per lato, in una padella nella quale avrete sciolto il burro. Servite cospargendo di zucchero a velo.

2010-04-13


Prima che per le arance sia troppo tardi vi consiglio di provarle in insalata, io le ho sempre preparate semplicemente affettate condite con olio sale e pepe nero con lamelle di pecorino romano.
Stavolta ho provato l'altra famosa versione con finocchio che ho reso speciale con un prodotto di mare, la Suppizzata di Tonno Campisi, una sorta di salame al pepe nero realizzato con le carni del tonno, lo potete trovare presso la bottega Esperya o direttamente sul sito di Campisi conserve. Tuttavia in mancanza di suppizzata (e rispondo a Raffi che mi chiede di consigliare anche sostituti dei prodotti più particolari utilizzati nelle ricette) è possibile completare l'insalata con bottarga di tonno affettata finemente o con delle semplicissime acciughe salate.
Più che una ricetta è un'idea di accostamento, si tratta, infatti, di una semplicissima preparazione in cui ogni ingrediente da il proprio contributo per ottenere un gusto "fuori dal comune".
Ingredienti per 2:
1 arancia
1 finocchio
Suppizzata di Tonno
olio extravergine d'oliva
sale e pepe nero
Affettiamo finemente il finocchio pulito, peliamo a vivo l'arancia ed uniamola alla preparazione aggiungendo anche il succo che fuoriesce durante l'operazione. Saliamo pepiamo e condiamo con un filo di buon olio. Aggiungiamo la suppizzata di tonno a fettine molto sottili.

Prima di lasciarvi vi ricordo che il 15 aprile si chiude il contest Il gusto in un cucchiaio

Mancano solo due giorni, resto in attesa dei contributi dell'ultimo minuto e ricordo a chi volesse partecipare che tutto può finire in un cucchiaio. Pensate ad esempio a quest'insalata che vi ho presentato quanto sarebbe stata carina presentata con appetizer in un bel cucchiaio!

2010-04-09

Mi piace provocare incontri tra eccellenze e stavolta è stato più facile del previsto dacchè l'accostamento l'ho fatto tra delizie piemontesi. La storia di questo piatto (da domenica intendiamoci) nasce così: avevo in dispensa una confezione di Tagliatelle al Barolo di Cascina San Cassiano che di un rosa accentuato ti mettevano appetito al solo guardarle. Pensavo agli accostamenti possibili e più ci pensavo più le immaginavo con dei porcini semplicemente saltati in padella per rispettarne l'aroma. A rendere, però, speciale il piatto ci hanno pensato i formaggi di Fattorie Fiandino, eccellenze piemontesi che ho avuto l'onore di assaggiare nella tranquillità delle mura domestiche (quando si dice la potenza del progresso). E' così che con il Riserva Fiandino stagionato oltre 20 mesi, un tocco speciale di Toma del fra', i porcini (surgelati in sostituzione dei freschi) e le Tagliatelle al vino Barolo è nato in Calabria un piatto che sa di Piemonte e che magari potete completare con un bel bicchiere di Barolo, giusto per restare in  tema.
Ingredienti per 4 persone:
1 confezione da 250 g di Tagliatelle al vino Barolo
200 ml di latte
20 g di burro 1889 Fattorie Fiandino
20 g di farina
100 g di Riserva oltre 20 mesi Fiandino grattugiato (in sostituzione un formaggio grana)
4 piccoli porcini freschi (o in mancanza sugelati)
olio extravergine d'oliva
1 spicchio d'aglio
1 mazzetto di prezzemolo
1/2 bicchiere di vino Barolo
Toma del fra' Fiandino o altro formaggio molle a scelta.
Prepariamo un roux con farina e burro, uniamo il latte e lasciamo addensare, saliamo, pepiamo e uniamo il formaggio grattugiato. Lessiamo al dente la pasta, condiamola con la salsa preparata e disponiamola in una teglia suddivisa in quattro nidi, inseriamo nei nidi dei pezzetti di Toma e passiamoli in forno a gratinare. Intanto soffriggiamo l'aglio intero (andrà poi eliminato) con i gambi del prezzemolo finemente tritati, uniamo i funghi a fettine, sfumiamo col vino, saliamo, pepiamo e una volta fuori dal fuoco completiamo col prezzemolo tritato. Serviamo i nidi gratinati coi porcini ancora caldi.

2010-04-06

Non solo a tavola ma anche nelle letture a primavera si avverte una certa voglia di leggerezza. E chi ha detto che i ricettari oltre che leggeri  non possano essere divertenti e originali?










Due buoni esempi di originalità ce li fornisce l’Editore Liguori con Facecook e Per le mie amiche.
Il primo, di Fabio Fumo, l’ho letto già due volte rincorrendo per casa mio marito per condividere con lui questa o quell’altra ricetta.
Per le mie amiche – Alcune idee per cucinare il pesce – di Alberto C. Federici, devo dire che me lo ha sottratto lui che, amante delle tecnologie più di me, ha trovato pane per suoi denti.
Ogni ricetta del libro, scritta in stile umoristico con la voce dell’autore che simula un settecentesco “precettore d’amabil rito” è corredata da un Matrix code, proprio quei codici a barre formati da piccole celle bianche e nere che ormai si vedono sulle più importanti riviste di informazione. Mediante lettura del codice, attraverso un telefonino dotato di fotocamera o di un PC con webcam permette di collegarsi ad internet per vedere il trailer di un film che l’autore suggerisce come accompagnamento alla preparazione culinaria. Ditemi se non vi pare un’idea originale abbinare un film invece che un vino ad una ricetta!
Ma tornando a Facecook, che racconta sessantanove personaggi e storie sullo sfondo di dosi e ingredienti, voglio invece darvi un saggio e spero che l’autore e l’editore non me ne vogliano.
Che ne dite della classica Farfalle al salmone? Mi raccomando leggete attentamente la ricetta che riporto tal quale al libro.
"Ingredienti:
farfalle 200 g
Burro 50 g
1 spicchio d’aglio
Pomodori pelati 3
Salmone affumicato 100 g
Buccia grattugiata di un limone
Menta sminuzzata q.b.
Attenzione!! Questa ricetta è piena di doppi sensi.
Prendete dal frigo 50 g di burro e adagiatelo in un pentolino con uno spicchio d’aglio a fiamma bassa. Allontanate l’aglio non appena si sarà imbrunito e lanciatelo dalla finestra cercando di colpire l’amministratore del condominio che sta appena passando. Aggiungete 3 pomodori pelati e tritati e rimestate per 5-10 minuti. Grattugiate della buccia di limone e, per ultimo vogliate aggiungere il salmone affumicato tagliato a striscioline insieme alla menta sminuzzata. Unite le farfalle cotte in contemporanea e scolate al dente.
Se non avete trovato alcun doppio senso, dovete aver avuto un’infanzia molto infelice.
Se avete trovato un doppio senso, il vostro medico di fiducia vi consiglierà un quadro ormonale.
Se avete trovato da 2 a 5 doppi sensi, ricordate che è meglio mai più di tre in una giornata.
Se avete trovato più di 5 doppi sensi e siete una ragazza di età fra i 18 e i 25 , mandate il vostro indirizzo e numero di telefono all’autore. Sarete richiamate.

2010-04-02

Per augurarvi Buona Pasqua vi lascio una mia nuova dolce creazione –al salato penseremo dopo le feste- la mimosa di Pasqua un dolce festoso e profumato con i colori tenui della primavera, un pan di spagna farcito con frutti di bosco sciroppati al moscato (quelli di Jada in vendita sul fornitissimo e-shop Deliziando), crema di mascarpone e panna, che ho decorato con ciottoli di cioccolato alla fragola e al cassis realizzati frantumando le speciali uova di La Molina. Effetto ottico sorprendente, mi veniva da usarla per centrotavola tanto era carina.
Ingredienti per una torta di 18-20 cm di diametro
Per il pan di spagna
225 g di uova
150 g di zucchero
150 g di farina
Per la crema:
250 g di mascarpone
200 ml di panna fresca
3 cucchiai colmi di zucchero a velo
Per completare:
2 mezze uova di cioccolato bianco alla fragola e al cassis di La Molina
1 vasetto di frutti di bosco sciroppati al moscato
zucchero a velo
Pan di spagna:
montiamo per 15-20 minuti le uova intere con lo zucchero, aggiungiamo con una spatola la farina setacciata, versiamo in uno stampo e cuociamo a 180° finché risulterà cotto e dorato.
Crema:
montiamo insieme la panna fredda, lo zucchero e il mascarpone finché il composto risulterà sodo.
Montaggio del dolce:
Suddividiamo il pan di spagna in tre strati, tagliamo a cubetti lo strato centrale e teniamolo da parte. Bagniamo il fondo con lo sciroppo di conservazione dei frutti di bosco e cospargiamolo con metà dei frutti, spalmiamo di crema e copriamo con l’altro disco di pan di spagna dopo averlo bagnato con lo sciroppo. Rivestiamo le pareti e la superficie del dolce con la crema restante. Disponiamo sui laterali dei pezzetti irregolari di cioccolato rosa e lilla - alternando i colori - e adagiamo sulla superficie i cubetti di pan di spagna tenuti da parte. Completiamo con i frutti restanti disposti qua e là insieme a qualche pezzettino di cioccolato colorato.
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