2011-03-30

Vi sembrerà strano che dopo un piatto prettamente primaverile torni quasi sui miei passi presentandovi un piatto dai toni e dai sapori più caldi, ma la primavera è così tipicamente indecisa che in effetti anche in cucina non si può che riflettere questa sua caratteristica. Poi  basta variare il contorno per dare subito alla pietanza un sapore più fresco.
La carne adatta alla preprazione è la lonza di maiale o il filettino ben battuto, per farcirla un buon prosciutto, io ho scelto la Spalla Cotta di San Secondo di MagnaParma, un po' di salvia e il Gran Kinara delle Fattorie Fiandino (in mancanza un buon grana o parmigiano non troppo stagionato. Le verze tagliate a striscioline sottili le ho stufate con un po' di cipolla e dello stesso prosciutto per richiamare il sapore del ripieno.
Ingredienti per 4 persone
Per la carne:
16 fettine sottilissime di lonza di suino o filetto
8 fettine di Spalla cotta di San Secondo
8 foglie di Salvia
8 fettine sottili di formaggio grana
2 cucchiai di farina 00
sale e pepe nero
olio extravergine d'oliva
1/2 bicchiere di vino bianco
Per il contorno:
1 verza piccola
50 g di Spalla cotta di San Secondo
2 cucchiai di passata di pomodoro
1/2 cipolla bionda
olio extravergine d'oliva
sale e pepe nero
Stendere bene metà delle fettine su un piano di lavoro, posizionare sopra ognuna una fetta di salame, 1 fogliolina di salvia e una fettina di formggio, coprire con le restanti ferrine di carne. Sigillare i bordi con degli stecchini di legno e passare la carne da ambo i lati nella farina. Rosolare la carne in un filo d'olio, salare, pepare e sfumare con il vino. Lasciar assorbire il liquido di cottura fin quando si formerà una salsina densa.
Per il contorno: Tritare la cipolla e  imbiondirli in un fondo d'olio, unire il prosciutto tritato anch'esso e la passata di pomodoro, poi la verza a striscioline, salare, pepare e lasciar cuocere a fuoco medio a pentola coperta per almeno mezz'ora  unendo dell'acqua in cottura se occorre.
*Il piatto tondo da portata e il runner appartengono alla collezione Opera Prima di Wald
* Anche per questa ricetta ho utilizzato le padelle della collezione Salento WhiteStone di Ballarini 

2011-03-28

La settimana non è iniziata nel migliore dei modi con Giulio che ha una bruttissima influenza accompagnata da febbre alta e varie, appunto per questo occorre qualcosa che ci aiuti a tirarci su. Qualcosa di confortante che abbia però già il sapore di primavera. Questo compromesso l'ho trovato con una semplice vellutata di porri e piselli che ho ingolosito abbinandole degli spiedini di mortadella e pane grigliati. Quelle che infatti in foto potrebbero sembrare wurstel sono mortadelline snack, le Ghiandine di Felsineo, che ho scoperto esser ancor più buone, se possibile, dopo un breve passaggio di griglia.
Ingredienti per 4 persone
Per la vellutata
2 porri
1/2 kg di piselli sgranati
50 g di burro
2 cucchiai di farina 00
brodo vegetale
sale
pepe nero
Per gli spiedini:
Pane casereccio
burro
24 mini mortadelle (in mancanza dei rettangolini di mortadella)
Pulire ed affettare a rondelle i porri, evitando la parte più verde. Sciogliere il burro in una pentola e unire i porri, rosolare e aggiungere la farina, tostare un po' e poi unire i piselli sgranati, allungare con il brodo vegetale e portare a cottura, frullare con un frullatore ad immersione, unendo ancora brodo se necessario. Regolare di sale e pepe. Togliere la crosta al pane e imburrarlo da ambo i lati, rioavarne dei tocchetti e infilzarli agli spiedi alterdoli con le mortadelle facendo in modo che le facce imburrate restino all'esterno. Tostare gli spiedini su una griglia calda e servirli con la vellutata.
*Piatto piano e coppetta a goccia in Kergrès® dipinto a mano sottosmalto appartengono alla collezione Opera Prima di Wald
La Torta Pendente - http://latortapendente.blogspot.comCon questa ricetta partecipo alla raccolta  In punta di Spiedi del blog La Torta Pendente categoria Primi

2011-03-25

Ogni famiglia ha le sue ricette tradizionali e in quasi tutte da qualche parte c'è un quadernino dalla grafia più o meno curata in cui una o più donnine zelanti, nonne, mamme o zie che fossero, hanno appuntato nel corso degli anni in modo preciso o piuttosto sommario ricette o frammenti di esse che con il tempo sono diventate patrimonio di famiglia.
Le Ricette di nonna Roberta di Roberta Bellesia per la collana Gargantua &Pantagruel di Aliberti editore da giusto la sensazione di aver messo le mani su uno di quei quadernetti d'altri tempi. Un quaderno a righe ingiallito dal tempo, cui mancano solo le macchie della cucina per esser completamente credibile, che in bell'ordine reca, suddivise per portata, le ricette di questa nonna che ci apre le porte della sua cucina permettendoci di sentirne i sapori e respirare gli odori di quei piatti che con amore condivide con i suoi cari.
Di ben altro rango Il Credenziere del Castello di Porcìa, Euro92 Editoriale Pordenone, un autentico patrimonio di tradizioni dell'antica e nobile famiglia dei Principi di Porcìa e Brugnera che Guecello di Porcìa e Brugnera, curatore dell'opera oltre che erede della dinastia, condivide generosamente con noi riportandoci ai tempi in cui con maggiore calma e la dovuta importanza si onorava il buon vivere oltre che il buon mangiare. Oltre alle ricette, raccolte nel tempo dalle donne di casa Porcìa e da esse tramandate a figli e nipoti nel libro trovano posto utilissimi e ancora attuali consigli su come imbandire e decorare la tavola.
Alcune foto di famiglia arricchiscono ulteriormente il libro conferendogli un fascino senza tempo.
Prendono invece il sapore di un racconto i ricordi di Roberto Barbolini che nel suo Ricette di Famiglia, Garzanti libri, tra il romanzo e il ricordo ci porta alla scoperta di una famiglia, dei suoi usi e sapori che si fondono coi sentimenti e la buona cucina.
Da un taccuino di fine '800 in cui sono raccolte le ricette del repertorio di famiglia, tra pranzi e spuntini, prendono le mosse le vicende di una famiglia, che, genrazione dopo generazione, bizzarria dopo bizzarria, attraversa oltre un secolo di storia d'Italia che si evolve insieme ai sentimenti e agli affetti degli indimenticabili personaggi del romanzo.

Ed ora non mi resta che lasciarvi una ricetta, un dolce visto che siamo a ridosso della domenica. Non è una ricetta di uno dei libri, non è neppure una ricetta della mia famiglia ma l'ho inserita in questo contesto perchè ha il sapore dei tempi andati come i libri che vi ho presentato.
 Crepês alla pesca e amaretto
Ingredienti:
2 uova
80 g di farina
20 g di zucchero
160 ml di latte
4 amaretti
50 g di burro
4 cucchiai di zucchero di canna
8 cucchiai di acqua
120 ml di liquore all’amaretto
cacao amaro per completare
Mescolare le uova con la farina e lo zucchero, diluire con il latte ottenendo una pastella. Lasciar riposare la pastella per un quarto d’ora circa e poi formare 12 piccole e sottili crêpes versando in un padellino imburrato un mestolino per volta di pastella. In una padella capace sciogliere il burro, con lo zucchero e l’acqua passare le crepês una per volta nella padella farcendole all’interno con un cucchiaio di confettura di pesche e un po’ di amaretto sbriciolato, richiudere a fazzoletto e posare in un piatto. Quando le crêpes sono tutte farcite sistemarle di nuovo nella padella in unico strato, irrorarle con il liquore all’amaretto inclinare la padella sulla fiamma affinché l’alcool prenda fuoco. Appena la fiamma si spegne servire le crêpes cosparse di cacao amaro.
* Anche per questa ricetta è perfetta la padella della collezione Salento WhiteStone di Ballarini

2011-03-23

Un secondo di carne goloso, sano e facile da realizzare con pochi e semplici ingredienti come ci piace in questo periodo che di tempo per la cucina ce n'è veramente pochino. Io per contorno vi ho abbinato dei finocchi affettati finemente e conditi con sale olio e aceto balsamico ma anche un bel purè di patate ci starebbe bene.
Filettino di maiale alle nocciole
Ingredienti per 4 persone:
600 g di filetto di maiale
50 g di farina 00
1 bicchierino di cognac
olio extravergine d'oliva
sale e pepe q.b.
Tagliare il filetto in fettine sottili e batterle con il batticarne per appiattirle ulteriormente e renderle più tenere.
Tritare le nocciole con la farina. oleare un po' la carne e passarla nel trito di nocciole e farina in modo che vi aderiscano per bene. Rosolare la carne in una padella antiaderente (ideale la padella della collezione Salento WhiteStone di Ballarini )con un filo d'olio appena, salare, pepare e irrorare con il cognac. lasciar assorbire il liquido e servire le fettine ancora calde.
*I tessuti e il piatto piano sono di Wald

2011-03-21

Le paste aromatizzate sono ottime anche semplicmente con olio crudo, tuttavia quando si riesce a fare dei buoni abbinamenti con esse è tutto da guadagnare, il piatto assume una ricercatezza e cura che difficilmente con una pasta neutra si ottiene. Quello che vi presento oggi è un primo piatto particolarmente riuscito seppure mi stava per costare un dito che mi so no parzialmente affettata con il minipimer nel tentativo di tritare insieme i funghi con il salame, molto meglio utilizzare il tritacarne a manovella. Detto ciò aggiungo che l'accostamento è venuto quasi per gioco mettendo insieme prodotti della medesima provenienza il fornitissimo negozio virtuale MagnaParma dove ho trovato eccezionali prodotti tipici di Parma e di tutta Italia.
Ingredieneti per 4 persone:
4 cucchiai di parmigiano reggiano stagionato 36 mesi
1/2 bicchiere di vino bianco secco
4 cucchiai di olio extravergine d'oliva
1 spicchio d'aglio
latte q.b.
Ammollare i funghi con latte e acqua poi strizzarli e tritarli finemente con il salame. Schiacciare l'aglio e soffriggerlo con l'olio, unire il trito di salame e funghi preparato e rosolare per pochi minuti, unire il vino e qualche goccio di liquido utilizzato per l'ammollo dei funghi (ben filtrato) , aggiungere il parmigiano grattugiato in modo da formare un'emulsione. Lessare i bigoli al dente e ultimare la cottura nella padella con il con il condimento preparato.
*I tessuti e il piatto fondo sono di Wald

2011-03-19

Il mio augurio ideale a tutti i papà che tanti sacrifici e tante rinunce quotidianamente compiono per i propri figli e che meritano tutto il nostro affetto e la nostra comprensione.
Per festeggiare ho scelto una torta di carattere, la torta Tiramisù che in questo giorno speciale dedico a tutti loro.
Facile da preparare come un tiramisù ma di aspetto certamente più gradevole.
Ecco a voi la ricetta con un solo appunto, per il caffè affidatevi alle eccellenze sentirete la differenza: per la mia torta ho scelto la varietà Guatemala della linea Puro 100% arabica di Caffè Milani, il caffè della famosa Antigua, dolce e fruttato dal carattere suadente.
Torta Tiramisù
1 pan di spagna (26-28 cm di diametro)
5 uova
500 g di mascarpone
10 cucchiai di zucchero
2 bicchieri di caffè
2 cucchiai di cognac
cacao amaro e biscottini per completare
Se volete preparare in casa il pan di spagna trovate la ricetta che utilizzo io qui, altrimenti acquistatelo già pronto per rendere il dolce proprio fast.
Montare  i tuorli con metà dello zucchero ed unire il mascarpone con delicatezza in modo da non smontare il composto. A parte montare gli albumi a neve fermissima con il restante zucchero ed unirli con una spatola al composto di mascarpone preparato.
Suddividere il pan di spagna in tre strati e dopo aver bagnato il primo con il caffè mescolato al cognac coprirlo con 1/3 della crema e proseguire allo stesso modo con gli altri strati avendo cura di disporre l'ultimo strato di crema in ciuffetti regolari con l'aiuto di un sacco da pasticceria con bocchetta a stella (io utilizzo il maxi sacco decoratore di Pedrini). Cospargere la superficie con cacao amaro, disporre dei biscottini lungo il bordo esterno della torta e fermare il tutto con un bel nastro. La vostra torta regalo è pronta per esser gustata dopo qualche ora di frigo.

2011-03-16

E finalmente siamo arrivati al 150° anniversario dell'Unità d'Italia, in realtà se ne parla ormai da un po' ma i festeggiamenti avranno il clou domani, data simbolo dell'Italia unita.
Tanti sono i piatti simbolo dell'Italia ma se vogliamo richiamare i colori della nostra bandiera non piuò che venirci in mente la semplice caprese con il rosso del pomodoro, il bianco della mozzarella e il verde del basilico, italiana nell'aspetto oltre che nel gusto. Io la caprese l'ho trasformata in un primo piatto e quale formato avrei mai potuto scegliere se non gli spaghetti con cui gli stranieri identificano la nostra nanzione? I miei spaghetti li ho preparati in casa con il trucco, la ATLAS 150 WELLNESS COLOR di MARCATO con il suo accessorio per gli spaghetti alla chitarra e li ho voluti verdi aggiungendo all'impasto il basilico che, oltre a dare colore ha conferito gusto e profumo alla pasta, li ho conditi con i più semplici degli ingredienti, dei pomodorini appena saltati in padella con olio e aglio e fiordilatte frullato con un filo d'olio. Più italiano di così!
Spaghetti tricolore
Ingredienti per 4 persone
Per la pasta:
3 uova
1 mazzetto di basilico
olio extravergine d'oliva
sale
Per il condimento:
500 g di pomodori piccadilly
200 g di fiordilatte
sale
olio extravergine d'oliva
1 spicchio d'aglio
Frullare il basilico con un filo d'olio e preparare l'impasto con le farine, le uova, un pizzico di sale e il basilico frullato, aggiungere se occorre un goccio d'acqua e una volta ottenunto un impasto sodo e liscio, lasciarlo riposare almeno per mezz'ora. Stendere poi l'impasto con l'aiuto della sfogliatrice non troppo sottile (al 3 va benissimo) passare poi le sfoglie attraverso l'attrezzo per gli spaghetti alla chitarra.
Lavare i pomodorini tagliarli a pezzi e saltarli in padella velocemente con un filo d'olio e lo spicchio d'aglio, che andrà poi eliminato. Frullare il fiordilatte con un filo d'olio. Lessare gli spaghetti e condirli con i pomodorini e la crema di mozzarella. A piacere si può aggiungere del peperoncino.

2011-03-14

Da quando è nato Giulio è passato appena più di un anno e mezzo eppure ne abbiamo fatta di strada insieme. Sicuramente non immaginavo che i bimbi crescessero così in fretta e non pensavo che a quest'età già si sarebbe divertito a giocare con gli impasti. Del resto da quando è nato mi ha visto spesso all'opera e per i bambini imitare i genitori e sperimentare con le proprie mani è importantissimo. All'età di Giulio maneggiare anche un semplice impasto di acqua e farina può esser molto divertente. Quando poi sono un pochino più grandi possiamo iniziare sul serio a creare con loro qualcosa di commestibile.
Se alla cucina insieme ai più piccoli non avete ancora avuto il coraggio di accostarvi, un modo simpatico per farlo è regalargli un bel libro di cucina adatto alla loro tenera età.
Ho trovato particolarmente gradevole Fiabe in cucina edizioni La Coccinella un volume adatto ai piccoli dai 3 ai 5 anni che, oltre alle ricette più buone ispirate alle fiabe più belle d'ogni tempo, si completa con un simpatico grembiulino impermeabile a forma di coccinella (che non sono ancora riuscita a far indossare a Giulio) e un grazioso mattarello dalle misure adeguate alle manine dei cuccioli che dovranno utilizzarlo (e che Giulio ha subito fatto suo seppur utilizzandolo in maniera impropria come certamente riuscirete ad immaginare). Ogni ricetta il libro richiama una famosa fiaba (che con l'occasione potrete andare a leggere o a rileggere ai bambini) ed ogni pagina ha un cursore che, tirato verso l'alto, permette di cambiare le immagini presenti sulla pagina. Un libro "magico" che trasporta il piccolo lettore nel momdo della fantasia, che stimola la creatività suggerendo anche simpatici modi per costruire paesaggi e personaggi con frutta e verdura.
Per i bimbi più grandi (dai 7 anni) Cuochi col sale in zucca di E. Bussolati e F. Buglioni per Editoriale Scienza, un gustoso e ricchissimo manuale per assaporare il mondo dei cibi e scoprire i trucchi e i segreti della cucina Anche in esso un grembiulino da completare con qualche taglio e pochi punti per iniziare a divertirsi ancor prima di entrare in cucina. Un libro colorato e copiosamente illustrato con ricette, giochi ed esperimenti da realizzare, insegna che il piacere di cucinare inizia con la conoscenza dei cibi e i cicli delle stagioni. Il volume educa i lettori ad utilizzare i cinque sensi curiosando tra i mille profumi, colori e sapori che la natura offre, insegna ad accostare gusti diversi per realizzare piatti buoni da mangiare e belli da vedere dando anche suggerimenti per portarli in tavola in modo appropriato.
Sempre per i più grandicelli (dai 6 ai 10 anni) Assaggiando il mondo a cura dell'Ucodep di Bolzano per Sinnos editrice, un libro realizzato con il finanziamento della Provincia autonoma di Bolzano e la collaborazione dell'Istituto Pedagogico di ricerca, sperimentazione ed aggiornamenti educativi. Con testo bilingue italiano e tedesco è il racconto dei viaggi di Cosimira una simpatica talpa cui piace "conoscere i luoghi anche con lo stomaco". Al seguito di Cosimira i piccoli lettori saranno trasportati in modo coinvolgente in Tibet, Sri Lanka, Ecuador, Camerun e Alto Adige alla scoperta della cucina e quindi della cultura dei popoli che vi abitano per apprezzarne in pieno le diversità oggettive.
Intanto che acquistate almeno uno dei libri che vi ho consigliato se volete sondare le capacità culinarie dei bambini di casa vi lascio una ricetta, un dolce a prova di bambino, una crostata soffice per cui bastano pochissimi ingredienti e ancor meno saper fare, per realizzarlo occorre però un ingrediente "magico" seppur di facile reperibilità la miscela Torte pronte di Molino Spadoni che contiene farina, lievito e zucchero nelle giuste dosi e permette quindi con l'aggiunta di ingredienti freschi di realizzare dolci gustosi con il minimo sforzo.

Crostata soffice dei bambini
Ingredienti:
350 g di miscela Torte Pronte Molino Spadoni + altri 50 g c.a.
1 uovo grande
100 ml di latte
100 ml di olio
la scorza di 1 limone
1 barattolo di confettura a piacere
Mettere i 350 g di miscela in una ciotola, grattugiarvi sopra la scorza del limone, mescolare insieme l'uovo con il latte e l'olio e versarlo sulla farina. Amalgamare bene con una forchetta e versare il composto in una teglia da 28 cm imburrata e infarinata tenendone un po' da parte per i bastoncini. Versare sull'impasto la confettura spargendola per bene e poi, aggiungendo all'impasto tenuto da parte la miscela restante (per renderlo più sodo) formare i bastoncini e porli sulla crostata, infornare a 180° finché la crostata risulterà dorata e cotta.
Per rendere più semplice sformare il dolce è perfetto lo stampo da crostata con fondo smontabile di Guardini.
Con la ricetta e i segreti di cui vi ho fatto partecipi il risultato è garantito, un dolcetto ideale per la colazione o la merenda che noi adulti possiamo gustare, dopo aver rimesso in ordine la cucina (impresa che potrà sulle prime sembrarvi disperata) davanti ad un'ottima tazza di Lady Grey Tea di Twining's, un tè nero dal leggero e delicato aroma di agrumi, rilassante e corroborante allo stesso tempo.

2011-03-10

Avete fretta come me? Se la risposta è si vi  lascio una ricetta facile, bella, buona da preparare al volo e gustare con calma davanti a una bella tavola apparecchiata per bene (come a noi piace) perché se pure il tempo è poco i dettagli non vanno mai trascurati.
Ci occorrono dei bei carciofi non grandi, ma piuttosto piccoli e teneri, del timo fresco e dell'ottimo Prosciutto di Parma, come quello in vendita da MagnaParma, per completare la preparazione.
Siccome tra gli ingredienti base della ricetta c'è il timo e proprio stamattina ho ricevuto l'invito al contest Cucinando con...le erbe aromatiche colgo la palla al balzo e, prima che passi la data utile per partecipare, invio questa mia semplice ricetta.
Carciofi al timo con Prosciutto di Parma
Ingredienti per 4 persone:
8 carciofi
1 limone
1 spicchio d'aglio
1 mazzetto di timo
4 cucchiai di olio
sale, pepe
8 fette di Prosciutto di Parma
Mondare i carciofi lasciando parte del gambo ed eliminando l'eventuale peluria interna senza romperli, strofinarli con il limone e disporli in una casseruola che li contenga tutti appoggiati in verticale, unire l'olio, lo spicchio d'aglio intero, il timo sfogliato e un po' d'acqua, sale e pepe nero. Lasciar stufare a pentola coperta finché i carciofi risulteranno teneri. Servirli avvolti nelle fette di prosciutto con pane tostato.
N.B. La casseruola adatta alla ricetta che vi ho presentato è la 20 cm con coperchio in vetro della collezione Salento WhiteStone di Ballarini realizzata con Keravis WhiteStone un rivestimento antiaderente innovativo e tecnologicamente avanzato, unico, forte e resistente. Un passo oltre la ceramica che ormai tutti conosciamo.

2011-03-07

E già! Carnevale, Festa della donna, festeggiamenti per l'Unità d'Italia, Festa del papà, ricorrenze sovrapposte o appena una dietro l'altra. Insomma se poco poco ci piace far festa questo mese le occasioni non mancano.
La festa della donna non mi è mai piaciuta granché forse perchè la associo ai noti festeggiamenti balordi di donne represse che senza divertimenti osceni e spogliarello a fine serata che festa della donna è? Ma se in effetti dimentichiamo tutto ciò può essere una bellissima occasione per festeggiare tra amiche, due chiacchiere insieme, un bicchiere di buon vino e qualche piatto appetitoso.
Un modo simpatico per riunirsi senza formalità è una bella fonduta in cui intingere a piacere del buon pane e accompagnare con altre prelibatezze.
Che poi se serata ad alto tasso di relax e godimento dev'essere è si può sempre chiudere con una bella fonduta di cioccolato dove intingere tutte le golosità che la vostra mente riesce a suggerirvi. Questa potrebbe essere la mia serata peccaminosa ideale per l'8 marzo.
Vi lascio la mia ricetta per la fonduta che non è preparata con fontina ma con formaggio Asiago pressato e Pecorino Sardo Maturo Moro del Logudoro di MagnaParma e, giusto per fare le cose bene, come a me piace, vi lascio pure la ricetta del pane semintegrale che non è arricchito con sole noci, ma con un mix di frutta secca biologica, noci, uva sultanina, nocciole, anacardi e mandorle, il Wellness mix di Noberasco, ottimo anche da sgranocchiare semplicemente.
Fonduta al pecorino
ingredienti:
50 g di Asiago pressato
50 g di Pecorino Sardo Maturo Moro del Logudoro
1 dl di panna fresca
1 dl di latte
1 tuorlo
Tagliare l'Asiago a cubetti e grattugiare non troppo finemente il Pecorino. Sciogliere i formaggi con la panna ed il latte a bagnomaria, quando la massa risulta omogenea unire il tuorlo e mescolare bene, aggiungere a piacere del pepe nero.
Pane  alla frutta secca
Ingredienti per 12 pagnottine:
300 g di farina di grano tenero tipo 00
100 g di farina integrale
12 g di lievito di birra
250 ml di acqua
2 cucchiaini di olio extravergine d’oliva
1 cucchiaino di sale
4 cucchiai di mix di frutta secca  con uvetta
Sciogliere il lievito nell’acqua tiepida poi impastare con le farine miscelate tra loro, l’olio ed il sale, facendo attenzione a che quest’ultimo non venga a diretto contatto con in lievito. Lasciar lievitare per un paio d’ore.
Sgonfiare la pasta lavorandola con le dita, aggiungere la frutta secca e ricavarne 12 palline.
Disporre  le pagnottine realizzate su una teglia foderata di carta da forno. Lasciar lievitare ancora un’oretta e poi infornare in forno al massimo della temperatura, ponendo nella parte bassa dello stesso una ciotola piena d’acqua, per mantenere il giusto grado di umidità.
*La coppetta e il piatto piano in  Fine Bone China appartengono alla linea La vie en rose di Wald

2011-03-04

E' Carnevale vero? Quindi via libera ai dolci fritti e per l'occasione vi voglio parlare di un dolce tipico della mia terra, le chinulille dei tortelli dolci farciti nei modi più vari (mostrda dolce, confetture, crema di nocciole etc.) che a casa mia farciamo rigorosamente con noci e miele.
E se festa dev'essere non può mancare il brindisi per il quale ho scelto un vino che viene per me da lontano un Verduzzo Friulano Amabile, un vino intenso e armonico, della  Società Agricola Principi di Porcìa e Brugnera che ho utilizzato anche nell'impasto delle mie chinulille calabresi in omaggio, federalismo a parte, al 150° anniversario dell'Unità d'Italia. La ricetta prevede l'uso di farina 00 e lievito per dolci ma utilizzando la Farina che lievita di Molino Spadoni i due prodotti sono già miscelati nella giusta dose. Se poi volete agevolarvi ancora un po' il lavoro le noci sgusciate di Noberasco e la sfogliatrice ATLAS 150 WELLNESS COLOR di MARCATO al posto del mattarello faranno al vostro caso così come hanno fatto al mio.
Chinulille con noci e  miele
Ingredienti:
350 g di farina
2 cucchiaini di lievito per dolci
130 g di zucchero
2 uova
65 ml di olio extravergine d'oliva
65 ml di Verduzzo Friulano Amabile o altro vino dolce
100 g di noci sgusciate
200 g di miele di acacia
la scorza di un limone
olio di oliva per friggere
zucchero a velo per decorare
Mescolare lo zucchero alla farina setacciata con il lievito, formare la fontana e rompervi al centro le uova, unire l'olio e il vino e impastare fino ad ottenere una palla piuttosto morbida. Stendere in una sfoglia non troppo sottile, eventualmente aiutandosi con un po' di farina sul piano da lavoro. Ricavare dei dischi con un tagliapasta e farcirli con le noci tritate a coltello e mescolate con il miele e la scorzetta di limone grattugiata. Richiudere i tortelli con un altro disco di pasta, sigillando bene i bordi. Friggere in olio abbondante e decorare con zucchero a velo prima di servire con un buon bicchiere di Verduzzo Friulano Amabile Principi di Porcìa.

2011-03-03

Oggi è giovedì grasso per cui risulta ufficialmente aperto il Carnevale, via libera allora per qualche giorno a fritti, coriandoli e stelle filanti. Io le stelle filanti, (di canditi però) le ho messe sul dolce, una giocosa torta al cioccolato semplice da realizzare per la quale ho utilizzato lo stampo fettexfette Forme Golose Guardini che dandoti la torta già porzionata permette di farcirla secondo i gusti di ciascuno. Io però stavolta l'ho farcita tutta con  marmellata biologica di arance amare Fiordifrutta Rigoni di Asiago per richiamare poi il gusto dei canditi di copertura. La ricetta prevede anche una bustina di lievito per dolci ma utilizzando la Farina che lievita di Molino Spadoni, non occorre aggiungere il lievito che è già comodamente miscelato all'impasto.
Ingredienti
Per la torta:
uova 3(c.a.200 g)
burro pari peso delle uova
cioccolato fondente pari peso delle uova (nel mio caso cioccolato Venchi metà al 75% di cacao e metà al 50%)
farina che lievita (o farina 00 + una bustina di lievito) pari peso delle uova
zucchero pari peso delle uova
1 barattolo di marmellata di arance
Per la decorazione:
zucchero a velo
3 arance
400 g di zucchero
450 ml di acqua
Preparare le scorze candite per l decorazione: tagliare la scorza delle arance (senza la parte bianca) con un rigalimoni ricavandone delle strisce quanto più lunghe possibili. Lessarle in acqua per 30 minuti. Preparare lo sciroppo con l'acqua e lo zucchero e versarvi le scorze lessate, insieme al succo delle arance. Lasciar cuocere per circa venti minuti mescolando spesso. Tenere la parte le scorzette, intanto preparare la torta. Pesare le uova e poi procedere alla pesata degli altri ingredienti. Sciogliere a bagnomaria o al microonde il cioccolato con il burro. In una bastardella battere a mano le uova con lo zucchero, unire il burro sciolto con il cioccolato e poi la farina  con il lievito. Versare il composto nella teglia e infornare a 180° finché la torta risulterà cotta alla prova stecchino, 25-30 minuti o di più in base alla teglia scelta. Una volta fredda sformare la torta e farcire le fette con la marmellata di arance, ricomporre il dolce sul piatto e dopo averlo cosparso di zucchero a velo decorarlo con le stelle filanti di canditi.

2011-03-01

Non so se non dar peso alla cosa o vergognarmi per il mio comportamento, forse è meglio fare pubblica ammenda per la mia "riprovevole condotta". Ho tanti di quegli impegni e così tanta voglia di fare che ne prendo sempre di nuovi senza rendermi conto se poi ce la faccio a gestire tutto o meno. Anche stavolta ero partita bene ma mi sono persa in corso d'opera, come vi siete persi voi adesso in questo mio discorso senza capo nè coda. Non sono impazzita ma volevo parlarvi di una bella collaborazione che ho avviato qualche mese fa con il sito di una carissma persona che conosco da un po' di tempo e che mi sono persa per strada. Il mio contributo a VinoCalabrese, un sito dedicato al vino della mia regione e agli eventi che vi ruotano intorno, doveva esser quello di curare la parte riguardante le ricette. In pratica avrei dovuto inviare delle ricette della mia terra rimaneggiate magari a mio modo come sono solita fare, poi però succede (e a me succede sempre più spesso) che le buone intenzioni non sono accompagnate dal tempo sufficiente per farle diventare fatti e  restano intenzioni per molto, tant'é che di ricette ne ho mandate pochissime e poi silenzio da un paio di mesi (ma a proposito com'è che sta volando via il 2011?) Oggi quindi non pesco dal mio archivio ma invio a Giovanni una ricetta creata appositamente per i lettori di Vino Calabrese e giacché ci sono la lascio anche a voi, un po' di gusti calabresi in tema con la stagione in corso che pare non voglia più lasciarci. E' una ricetta a bese di broccoletti (i broccoli di rapa come da noi son detti o friarielli come li chiamano a Napoli) e salsiccia, l'abbinamento principe delle nostre tavole invernali.
Sformato di pane broccoletti e salsiccia
Ingredienti per 4 persone:
1kg c.a di broccoletti
2 salsicce
4 fette di pane raffermo
2 uova grandi
2 bicchieri di latte (300 ml c.a.)
olio exravergine d'oliva
sale
aglio
peperoncino
Pulire i broccoletti e lavarli per bene, scolarli e soffriggerli in padella con olio, aglio e peperoncino, salare e lasciar cuocere mescolando di tanto in tanto seza aggiungere acqua ma coprendo se necessario il tegame fin quando risulteranno teneri. Intanto tagliare il pane a dadini e irrorarlo con le uova battute con latte e un pizzico di sale in modo che se ne imbevano. In una pirofila unta d'olio sistemare metà del pane sul fondo, distribuire sopra i broccoletti e la salsiccia sgranata, coprire con il pane restante, irrorare con un filo d'olio e infornare a 200° finché lo sformato risulterà dorato. Si possono realizzare anche le mono-porzioni ma ovviamente la teglia grande fa più festa.
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