2011-04-29

Piatto piano in Kergrès® dipinto a mano sottosmalto e americano della collezione Opera Prima di Wald
Raccogliere tutto in un bel cesto da pic-nic, senza dimenticare una buona bottiglia di vino, e immergersi nella natura (tempo permettendo). Questo il mio progetto ideale per un primo maggio da non dimenticare.
Inizierei proprio dalla scelta dei libri, così avete il tempo oggi di fare un giro in libreria. Conoscete ormai la mia passione per i romanzi culinari,  anche leggendo una storia non ho voglia di abbandonare questa mia profonda passione per la cucina. Del resto noto con piacere che negli utimi anni  sono aumentate le pubblicazioni di questo filone letterario, di conseguenza immagino di non esser la sola ad amarli per cui ecco le novità della mia libreria.
Fiordamalfi di Flavia Amabile per La Lepre edizioni, una storia delicata e leggera da assaporare tutta d'un fiato. La storia di un papà che compie una scelta "di donna" abbandona lavoro, città e moglie fedifraga per ritirarsi in Costiera Amalfitana a preparare marmellte di limoni per i turisti e a gestire una sala da tè in un posto dove il tè lo bevono solo i malati. Tra mille vicissitudini, cause per l'affidamento, affari che non decollano e piccoli gialli di pagina in pagina diventano più appassionanti le avventure di Vincenzo e del piccolo Gregorio che si snodano sullo sfondo dei panorami e delle piccole stradine tipiche della Costiera.
Madame Mallory e il piccolo chef indiano di Richard C. Morais edito da Neri Pozza è un romanzo affascinante e fortemente evocativo, un storia fatta di ricordi, i ricordi di Hassan Haji e della sua Bombay e dei profumi che si respiravano al ristorante dei suoi nonni e poi di suo padre cui si mescola un presente fatto di rivalità tra ristoranti dirimpettai, tra la Maison Mumbai in cui gli Haji cercano di ricreare l'atmosfera dei ricordi e l'elegante e pluristellato albergo di Madame Mallory Le Saule Pleureur. Un romanzo ricco di eccentrici personggi, divertenti avventure culturali, ambientazioni vivaci e appetitose ricette descritte minuziosamente. Insomma gli ingredienti giusti per passare qualche ora immersi in piacevole lettura.
Lo chef è un dio di Ilaria Bellantoni per Feltrinelli è dedicato invece a tutte le donne che, come l'autrice, odiano cucinare.
E la cosa suona aabbastanza strana dal momento che è ambientanto nelle cucine di un famoso chef. In questa esperienza fuori dal comune la protagonista sarà guidata dal fantasma di Peg  Bracken sostenitrice della liberazione femminile dalla dittatura domestica e inventrice di centinaia di ricette rapide. Tra tuorli marinati e ravioli ripieni di maionese Ilaria vive trenta giorni ai limiti dell'inverosimile burlandosi forse un po' di questo mondo che prende troppo sul serio ciò che si mette nel piatto.
E ritornando a quello che c'è nel piatto vi lascio la ricetta del mio Ciambellone vegetariano
Ingredienti
Per l'impasto:
25 g di olio extravergine d'oliva
130 g di acqua
12 g di lievito di birra fresco
1 cucchiaino di sale
Per il ripieno:
1/2 pepenone rosso
1/2 peperone verde
1/2 peperone giallo
1 zucchina
1 melanzana viola piccola
3 pomodori pelati
1 spicchio d'aglio
olio extravergine d'oliva
200 g di scamorza
basilico
olio e origano per completare
Impastare la farina nella quale è stato miscelato il sale con il lievito sciolto nell'acqua tiepida, unire l'olio e, dopo aver formato una palla, lasciarla riposare coperta per due ore. Intanto in un wok saltare le verdure tagliate a cubetti con 3-4 cucchiai d'olio e l'aglio. Salare unire i pelati schiacciati e il basilico e portare a cottura.  Stendere l'impasto in un rettangolo stretto e lungo sistemarvi a striscia le verdure e la scamorza a cubetti richiudere la sfoglia  in modo che il ripieno resti all'interno e avvolgerla a ciambella in una teglia apposita unta d'olio. Pennellare la superficie con olio e acqua e cospargere di origano. Lasciar riposare ancora un'oretta e infornare a 190° per 30 minuti circa finché la ciambella risulterà ben dorata. E' ottima calda, tiepida o fredda.
In abbinamento un bicchiere di Malbech,  piacevole e piccantino al palato, da servire anche fresco d’estate, dell' Azienda Agricola Porcìa e Brugnera che vi consiglio di aggiungere al cesto da pic-nic.

2011-04-27

Piatto fondo in Kergrès® dipinto a mano sottosmalto e runner con tovagliolo della collezione Opera Prima di Wald
Terminato il periodo festivo ci accomuna la necessità di disintossicarci se non con cibi leggeri quanto meno con pietanze sane. In tal caso mi affido ai legumi che, con le verdure, sono di loro in grado di costituire pasto completo e perchè il gusto non abbia a mortificarsi qualche fiammifero di speck reso croccante all'ultimo istante e posto a decorazione del piatto non potrà che gratificarci senza rendere vani i buoni propositi di sana alimentazione. Per i legumi mi sono affidata a Melandri Gaudenzio che offre una scelta vastissima di legumi e cereali biologici ed ho preferito per questa zuppa i piccolissimi e gustosi fagioli Azuki verdi detti anche Mungo ricchissimi di proteine e fibre (che in questo periodo ne ho molto bisogno). Dicono siano ottimi anche per i germogli ed è proprio questo il prossimo esperimento che voglio fare.
Ma tornando alla preparazione odierna prima di lasciarvi la ricetta voglio dirvi che ho trovato un modo semplice per risolvere un problema. Quando preparavo zuppe di tal fatta, in particolare quando la pasta va cotta dentro alla minestra e ci sono passati o creme rischiavo sempre che la zuppa mi si attaccasse al fondo, ora con le pentole della linea Salento Withestone di Ballarini ho risolto il problema e credetemi che non lo dico per pubblicità quando mi trovo bene con un prodotto mi piace farvelo sapere.
Un bel trucco l'ho trovato pure per il brodo, io non uso dadi nel modo più assoluto anzi preparo da me normalmente concentrati e riduzioni da utilizzare poi nelle mie preparazioni, mi hanno chiesto però di provare Cuore di brodo Knorr per una ricerca di mercato ed ho accettato perché si tratta di un prodotto senza conservanti e senza glutammato, ne sono rimasta piacevolmente sorpresa di tutte e tre le varianti, verdure, manzo e delicato ed in effetti qualche aiutino in cucina non guasta.
Ma ora la ricetta.
Ingredienti per 4 persone:
200 g di fagioli Azuki verdi
1 l c.a. di brodo vegetale
2 carote
1 cipollotto
2 coste di sedano
2 zucchine piccole
200 g di orecchiette
120 g di speck a fiammiferi
olio extravergine d'oliva
4 foglie di salvia
4 foglie di basilico
2 cucchiai di passata di pomodoro
sale e pepe
Ammollare i fagioli per 5-6 ore poi lessarli nella pentola a pressione per 15 minuti dal fischio. Tritare la cipolla e tagliare a cubetti piccolissimi le carote, il sedano e le zucchine. Imbiondire la cipolla nell'olio unendo salvia e basilico a striscioline, unire la passata di pomodoro e la brunoise di verdure e qualche mestolo di brodo. Regolare di sale e pepe e lasciar cuocere per 15 minuti, unire i fagioli ridotti a purea con il frullatore, allungare con il brodo e versare le orecchiette portando la pasta a cottura. Rosolare lo speck in un padellino e servire la minestra con qualche fiammifero di speck croccante sopra.

2011-04-21

Alzatina con rose di Easy Life design
E voi pensate che io solo per Pasqua mi sia messa lì a lavorare con lo zucchero componendo coccinelle, tartarughe, lumachine, farfalle e fiorellini? Niente affatto. Non è che non ritenga la Pasqua così importante, però si tratta di una ricorrenza - seppur bellissima e colma di significati - non un evento che si verifica un volta sola. Un evento unico può essere invece  l'arrivo di un bimbo o meglio di una bimba. Si, avete capito bene la famiglia di Sale e Pepe quanto basta cresce  e dopo Giulio arriverà tra quattro mesi circa (se tutto va come deve andare) una bimbetta che speriamo sia bella e sana come il fratellino, ecco il buon auspicio del titolo del post.
Ho aspettaato un po' a dirvelo ma volevo cogliere l'occasione degli auguri pasquali per farlo.
Ora però vi parlo dei dolcini che in fondo tanto complessa la preparazione non è, anzi per chi ha un po' di mnualità è un giochetto da ragazzi. La base sono dei muffin alla vaniglia la ricetta e l'idea del cupckes così decorato l'ho trovata su Cucina Gourmet di marzo. Solo che la pasta di zucchero io l'ho utilizzata solo per le decorazioni, che ho integrato con roselline di ostia già pronte, mentre per la copertura ho reso i dolcini più golosi del previsto con le Cremose di Bacco, le golose creme spalmabili siciliane che ho steso generosamente sui muffins  nei gusti di arancia e pistacchio.
Ingredienti per 18 cupcakes
Per i muffins:
250 g di farina 00
250 g di zucchero semolato
250 g di burro
4 uova
140 ml di latte fresco intero
7 g di lievito per dolci
1 baccello di vaniglia
Per completare:
creme spalmabili all'arancia e al pistacchio
fiorellini e animaletti in pasta di zucchero
Montare a crema il burro morbido con lo zucchero fino a ottenere una crema soffice. Aggiungere le uova una per volta mescolando, i semini della vaniglia e infine la farina setacciata con il lievito. Versare il composto negli stampi da muffin  rivestiti con i pirottini di carta riempiendoli a 3-4 della loro altezza. Cuocere in forno caldo  a 180°per 20-25 minuti. Lasciar raffreddare poi coprire con le creme spalmabili e decorare con fiorelli e animaletti realizzati in pasta di zucchero.

2011-04-19

Preparativi per Pasqua a tutto spiano, non so se siete già nella fase semilavorati (preparo e metto via così mi godo la festa) o ancora in quella di prova (che tanto poi alla fine decido in base agli ospiti). Io nei giorni passati qualche prova l'ho fatta ed ho realizzato un primo piatto che mi sembra giusto giusto per la festa o magari se a Pasqua andate sul tradizionale è ok per Pasquetta. Per altre circostanze è meglio evitarlo dal momento che si tratta di un ricchissimo primo, salvo se non si decide di far diventare per 6 quella che io indico come porzione per 4.
E se il piatto è di festa non fate i pigri e le tagliatelle preparatele in casa, con la sfogliatrice  ATLAS 150 WELLNESS COLOR di MARCATO è veramente un gioco da ragazzi.
Per la mortadella affidatevi a chi fa solo mortadelle e scegliete Felsineo, la rustica andrà benissimo per l'occasione.
Tagliatelle soufflè con carciofi e mortadella
Ingredienti per 4 persone
Per la pasta:
3 uova
200 g di farina 00
100 g di farina di grano duro
1 pz di sale
Per il condimento:
4-5 carciofi (secondo le dimensioni)
200 g di mortadella rustica ai pistacchi
100 g di parmigiano grattugiato
1 cipollotto
3 uova
250 ml di latte
25 g di farina
25 g di burro
olio extravergine d'oliva
noce moscata
sale e pepe
prezzemolo
Impastare le farine con le uova ed il sale, lavorare l'impasto e tenerlo a riposo per almeno mezz'ora prima di stenderlo e ricavarne le tagliatelle.
Pulire i carciofi e dopo averne tagliato i cuori e la parte più tenera dei gambi a fettine sottili stufarli in un fondo d'olio insieme al cipollotto finché risulteranno teneri, salare, pepare e unire il prezzemolo tritato.
Sciogliere il burro in un pentolino, unire la farina e poi il latte. Lasciare addensare la besciamella, unire un pizzico di sale,  pepe, una grattatina di noce moscata, il parmigiano e i tre tuorli. Lessare le tagliatelle, condirle con i carciofi e la salsa di uova e besciamella preparata. Montare a neve gli albumi unirli alla pasta e dopo aver ben mescolato versare in teglia e lasciar gratinare in forno caldo a 190° per 15-20 minuti.

2011-04-15

A Pasqua i dolci con la ricotta sembrano quasi d'obbligo per chi non amasse la pastiera (che io invece adoro!) o volesse innovare la tradizione propongo una crostata al cacao farcita di crema di ricotta e ciliegie sciroppate che poi ho realizzato in piccolo formato negli stampini da muffin Guardini.
Per il burro, che dev'essere di qualità, e le ciliegie sciroppate, senza coloranti e conservanti, mi sono rivolta a MagnaParma
Ingredienti per 8 tortini
Per la frolla:
200 g di farina 00 con 1 cucchiaio colmo di cacao amaro
1 uovo
100 g di zucchero
100 g di burro freddo
1 cucchiaino di lievito per dolci
sale
Per la crema di ricotta:
250 g di ricotta freschissima
1 uovo
75 g di zucchero
la scorza di 1 limone
1 cucchiaio di liquore
Per completare:
Ciliegie sciroppate
zucchero a velo
Lavorare la farina con il cacao, il lievito, lo zucchero, il sale ed il burro a tocchetti molto freddo, unire l'uovo e lasciar riposare l'impasto. Intanto preparare la farcia lavorando a crema la ricotta con lo zucchero l'uovo, il liquore (rum, cherry o limoncello) e la scorza di limone tritata. Stendere la frolla sottile e rivestirvi gli stampini imburrati e infarinati. Bucherellare il fondo e adagiarvi sopra alcune ciliegie denocciolate, riempire con la crema di ricotta. Completare con una griglietta di frolla e infornare a 180° per 20 minuti circa (dipende dal forno). Sformare le tortine spolverizzarle con zucchero a velo prima di servirle ben fredde.
In abbinamento un delizioso te al gelsomino Twinings ed è subito primavera.


2011-04-14

Una ricetta veloce da realizzare per dare un senso a questo giovedì in cui il caldo dei giorni scorsi ha lasciato posto ad un clima un po' meno estivo.
Involtini di Mortadella rustica con scamorza, il bello sta nel fatto che non vanno fritti vengono croccanti e gustosi anche nel forno.
La mortadella rustica è quella coi pezzetti di prosciutto ed i pistacchi, io ho attinto da uno dei miei fornitori preferiti, Felsineo ovviamente.
Ingredienti per 4 persone:
12 fette sottili di mortadella rustica
12 rettangolini di scamorza
2 uova
pangrattato
sale e pepe
2 cucchiai di farina
olio extravergine d'oliva
Distendere le fette di mortdella su un piano, posizionare a lato di ognuna la scamorza e avvolgere dopo aver ripiegato sulla scamorza i bordi piccoli, in modo da sigillare dentro il ripieno. Non occorre fermare con gli stecchini ma se proprio non riuscite va bene lo stesso, l'essenziale è ricordarsi di toglierli prima di servire gli involtini. Battere le uova con il sale e il pepe, passare gli involtini dentro alla farina poi nell'uovo e infine nel pangrattato. Sistemare gli involtini ben distesi in teglia rivestita di carta forno e irrorare con  un filo d'olio. Infornare a 200° finché risulteranno ben dorati.
Si possono servire come secondo con una fresca insalata ma sono ottimi anche come stuzzichini per un aperitivo rinforzato.

2011-04-12

Gli agrumi con il cioccolato stanno da dio per cui quando ho assaggiato la crema spalmabile al limone Le Cremose di Bacco non ho potuto che pensare a dei biscotti in cui fosse presente il cioccolato. Il sodalizio l'ho messo in piedi con il Chocaviar 90% di Venchi, ecco se conoscete le comuni gocce di cioccolato immaginatele infinitamente più piccole e di purissimo cioccolato fondente. Per dare quella giusta consistenza croccante ai biscotti li ho spennellati appena fuori dal forno con una glassetta a base di zucchero a velo e succo di limone, rimessi  in forno hanno raggiunto immediatamente il risultato che speravo.
Ingredienti:
200 g di farina per Torte leggere
 (in mancanza 120 g di farina 00 e 80 g si fecola di patate)
100 g di burro
100 g di zucchero
1 uovo e 1 tuorlo (piccole)
1 cucchiaino di lievito per dolci
1 limone
40 g di Chocaviar 90% o cioccolato fondente tritato
Crema al limone per farcire
60 g di zucchero a velo per la glassa
Impastare la farina miscelata al lievito con il burro freddo, unire lo zucchero, l'uovo e il tuorlo, la scorza del limone grattugiata e il cioccolato. Lasciar risposare l'impasto poi stenderlo sottile tra due fogli di carta forno e ricavarne i biscotti con un tagliapasta della forma desiderata. Cuocerli in forno caldo a 180° per 7-8 minuti finché i bordini inizieranno appena a dorare. Nel frattempo preparare una glassa leggera con lo zucchero a velo e un po' di succo di limone. Pennellare di glassa i biscotti appena fuori dal forno e rimetterli nel forno spento per un paio di minuti. Lasciar poi raffreddare e unire due a due con un cucchiaino di crema al limone. Riporre in frigo a rassodare e servire magari con un buon te come l'English Breakfast   di Twinings, il mio preferito da sempre.
* Il vassoietto in ardesia appartiene alla collezione Ardoises di CHS Goup

2011-04-11

Quale immenso dono rappresentano per noi le erbe selvatiche! Ogni anno allo scoccare della stagione primaverile mi rendo conto di quale grande ricchezza spontanea sia presente nei nostri campi. Purtroppo il mio cruccio è sempre lo stesso, conosco così poche delle erbe selvatiche presenti in natura che mi sento immancabilmente male per il mancato utilizzzo di questo immenso e salutare patrimonio. Ogni anno rifletto su questo e penso che mi piacerebbe avere accanto un esperto almeno per una giornata in modo da visitare con lui i campi circostanti e apprendere la nobile arte di conoscere e utilizzare tutte le erbette edibili presenti in zona.
E' stato di recente pubblicato da Ponte alle Grazie per la collana Il lettore goloso curata da Allan Bay un libro di Davide Ciccarese, un esperto di fattorie didattiche e orti urbani, dal titolo Cucinare con le erbe sevatiche. Il libro è qui sulla mia scrivania ed è di estremo interesse, una sorta di breviario da portarsi dietro nelle passeggiate in campagna e  da utilizzare successivmente in cucina come ricettario per il corretto utilizzo delle erbe raccolte. Di ogni erba trattata c'è una scheda con immagine, nome scientifico, nomi comuni, curiosità,  coltivazione, raccolta, conservazione, proprietà  e, come accennavo, ricette per il migliore uso in cucina.
E' un volume ricchissimo che, pur trattando tante specie presenti in natura, ne tralascia purtroppo delle altre e se son presenti cicoria, borragine, tarassaco, cipollaccio, valeriana e via di seguito non ho trovato  alcune delle erbe diffuse qui nella mia zona come ad esempio l'asparago sevatico tanto presente nei nostri campi in questo periodo, quanto utilizzato nella gastronomia locale di primavera.
La mia promessa, con il libro tra le mani è quella di imparare a conoscere ed utilizzare almeno una nuova specie ogni anno, sarei già a buon punto.  
Per voi ho una ricetta con i miei adorati asparagi selvatici che se proprio non riuscite a reperirli potrete sostituire con sparagi coltivati.
E' una ricetta ricca e golosa che merita anche un abbinamento con un buon vino e, per quel principio che vuole l'Italia unita anche  tavola torno ad accostare ad un piatto con ingredienti prettamente locali un vino che viene da lontano un Tai-Lison classico della Società Agricola Principi di Porcìa e Brugnera, un Tocai italico dal gusto pieno e morbido con retrogusto leggermente amarognolo come gli asparagi al quale l'ho abbinato.
Per la preparazione degli gnocchetti di patate ho utilizzto una scorciatoia, il preparato Gnocchi sprint di Molino Spadoni, una speciale farina cui bisogna aggiungere solo acqua per ottenere soffici gnocchi di patate. Il condimento invece è tutto secondo tradizione dalla raccolta degli asparagi alla preparazione del sughetto.
Gnocchetti di patate in salsa di asparagi selvatici gamberetti
Ingredienti per 4 persone
Per gli gnocchetti:
1 kg di patate
300 g di farina 00
1 uovo
(in alternativa 4oo g di farina Gnocchi sprint e 400 ml di acqua)
Per il condimento:
1 mazzetto di asparagi selvatici
1 cipollotto
1 spicchio d'aglio
30 g di burro
1 dl di panna
olio extravergine d'oliva
50 ml di vino bianco Tai-Lison classico
300 g di gamberetti sgusciati
sale e pepe
Preparare gli gnoccheccti amalgamento la farina e l'uovo alle patate lessate e schiacciate e dando poi la forma oppure nella versione sprint amalgamando il preparato con l'acqua e procedendo poi allo stesso modo per formare gli gnocchetti.
Appassire il cipollotto affettato nel burro, unire gli asparagi mondati e tagliati a pezzetti, un pizzico di sale e un goccio d'acqua. Lasciar cuocere, poi frullare con la panna e tenere da parte. Nello stesso tegame versare un filo d'olio e lo spicchio d'aglio, cuocervi i gamberetti, salare pepare e sfumare con il vino. Eliminare l'aglio e unire la salsa di asparagi, saltare poi nel tegame gli gnocchetti lessati prima di servirli.
* In tavola servizio in Kergrès® dipinto a mano sottosmalto e americano della collezione Opera Prima di Wald

2011-04-08

Finché si trovano i carciofi approfittiamone per gustarli in tutte le salse. Oggi in abbinamento con il prosciutto cotto per un primo piatto gustoso ed invitante. E' un piatto semplice da realizzare in cui si richiede soltanto che le materie prime siano buone per ottenere il risultato sperato. Carciofi teneri senza lana se possibile e prosciutto cotto di qualità come quello in vendita su MagnaParma. Della passata di pomodoro inutile che vi dica e non vi dico perché io uso quasi esclusivamente quella preparata in estate da mia madre ma fate attenzione, in commercio ci sono pessimi prodotti ma anche prodotti buoni basta saper scegliere leggendo bene le etichette di ciò che spesso distrattamente buttiamo nel carrello, ecco perché io a fare la spesa ci metto taaaanto tempo!
Ciò premesso andiamo alla ricetta.
Ingredienti epr 4 persone:
400 g di rigatoni
4 carciofi
1 cipollotto
250 g di passata di pomodoro
1/2 bicchiere di vino bianco
olio extravergine d'oliva
sale
pepe nero
Tritare finemente la cipolla e imbiondirla in 3 cucchiai d'olio, unire il cotto tritato a coltello e lasciar rosolare, aggiungere i carciofi ben puliti e tagliati a cubetti, sfumare con il vino, aggiungere la passata di pomodoro, sale, pepe e un bicchiere d'acqua. Lasciar restringere il sughetto e una volta lessati i rigatoni amalgamarli al sugo prima di servirli con una bella spolverata di parmigiano grattugiato.
*Piatto fondo della collezione La vie en rose di Wald

2011-04-05

C'è chi dice che giunta la primavera sia il caso di bandire il cioccolato e i dolci a base dello stesso. Io personalmente anche d'estate una fetta di Sacher se il momento è quello giusto la mangio volentieri.
Questa torta ha una base al cioccolato e burro, una farcia a base di crema di nocciole, quella buona la Nocciolata di Rigoni di Asiago, e panna e una copertura di cioccolato fondente.
Ingredienti
Per la torta:
300 g di farina Torte Leggere Molino Spadoni (in mancanza 200 g di farina 00 e 100 g di fecola di patate)
1 bustina di lievito per dolci
150 g di zucchero
100 g di burro morbido
150 di cioccolato fondente
3 uova
200 ml di latte
Per la crema:
1 barattolo di Nocciolata
100 ml di panna fresca
Per la glassa:
150 g di cioccolato fondente al 70% di cacao
100 g di zucchero a velo
2 cucchiai di panna liquida
4-5 cucchiai di acqua
Nocciole per decorare

Battere i tuorli con lo zucchero ed unire il burro, poi la farina  e il lievito setacciati insieme ed infine il cioccolato sciolto nel latte, poco alla volta. A parte montare gli albumi con un pizzico di sale ed incorporarli al composto con delicatezza. Versare la preparazione in una teglia imburrata e cosparsa di farina e cuocere in forno caldo a 180° per 40-45 minuti. Lasciare raffreddare la torta, tagliarla in due orizzontalmente e farcirla con uno strato di crema preparata mescolando insieme la panna montata e la crema di nocciole. Preparare la glassa sciogliendo a bagnomaria il cioccolato con la panna, aggiungere lo zucchero a velo e poi l'acqua mescolando finché il composto non diventa omogeneo, liscio e denso, se occorre aggiungere ancora poca acqua. Ricoprire il dolce con la glassa di cioccolato e decorare la superficie con qualche nocciola tostata.
*Lo stampo ideale per la ricetta è la tortiera Fiorella da 26 cm di Guardini

2011-04-03

Chi di voi è stato almeno una volta in Liguria sa che quando si parla di focaccia si intende quella focaccia, si quella meravigliosa focaccia al formaggio che solo a  Recco o giù di lì fanno a quel modo. Ogni volta che sono ritornata a casa ho cercato di riprodurla, con esiti ovviamente disastrosi. Ma se oggi ho deciso di parlarvene (senza neppure attendere domani) una ragione ci sarà ed è che finalmente ce l'ho fatta, è lei. Ovvio nella sua versione casalinga ma credetemi se seguite le mie dosi ed il procedimento passo passo (che neppure è complicato) otterrete il risultato sperato, la copia quasi perfetta della mitica Focaccia di Recco. Ho trovato migliaia di ricette di qua e di là, alla fine dividendo, sottraendo e moltiplicando ho ottenuto quella giusta. La foto si riferisce al primo esperimento riuscito anche se  i buchi sopra forse li avevo fatti troppo larghi mentre il secondo e terzo esperimento erano, se si può dire, ancora più PERFETTI tanto da non avere il tempo di fotografarli.
Ora non mi resta che spiegarvela e giuratemi di provarla. Anzitutto procurtevi una bella teglia di rame o, come nel mio caso, di ferro, poi un forno buono, uno che raggiunga temperature abbastanza elevate e infine armatevi di matterello e stendete anche quando la pasta vi sembrerà ormai stesa, il segreto per ottenere quel tutt'uno scioglievole è solo quello, un impasto sottile e tanta buona crescenza racchiusa tra le sfoglie.
Ingredienti:
150 g di farina manitoba
75 ml di acqua
1 pizzico di sale
15 ml di olio extravergine d'oliva
300 g di crescenza
Impastate la farina con l'acqua, l'olio e il sale e ottenuta un palla lasciatela riposare almeno mezz'ora. Dividetela poi in due e stendete ciascuna in un disco sottilissimo, senza paura di romperla, l'impasto è molto elastico e regge bene. Sistemate la prima sfoglia al fondo di una teglia in rame o ferro (30 cm c.a di diametro) unta d'olio. Stendete sopra la crescenza cercando di distribuirla bene, coprite con la seconda foglia e sigillate bene i bordi con le mani. Forate la superficie strappando la pasta con le dita qua e là, ungete anche sopra con un po' d'olio misto ad acqua e infornate alla temperatura più alta che il vostro forno raggiunge. Basteranno pochi minuti per avere una focaccia cotta al punto giusto. Ovvio che a me una intera ce ne vorrebbe ma 300 g di crescenza in una sola volta son quello che sono.
A proposito di focacce...
...mi viene in mente che volevo parlarvi di un bel librino dei Magazzini Salani dedicato all'argomento. Focacce Pizze e dolci è il titolo del libro e racchiude in sè il meglio delle ricette da forno. La focaccia di Recco non c'è, ma quella non vi serve che la ricetta ve l'ho data io, in compenso però ci sono tante belle ricette ideali anche per le prossime festività pasquali e annesse gite fuori porta per le quali questi prodotti sembrano fatti apposta. Ben 44 facili ricette, irresistibili già dalle illustrazioni. Il libro è carino con le sue ricette, le varianti e gli abbinamenti con vino o birra, ma se questo non dovesse ancora bastare la confezione lo è ancor più, è racchiuso in un confanetto che insieme al libro ha un vassioio rettangolare e una paletta in porcellana bianca. Davvero davvero grazioso anche come regalo. E son sicura che a breve vi parlerò della focaccia morbidona al sesamo.

2011-04-01

Oggi una golosità da preparare e gustare nel week-end, delle praline di cioccolato bianco ricche anzi ricchissime e semplici da preparare. Il cioccolato bianco anche quello buono, e in tal caso parlo di Venchi, per me è sempre un po' stucchevole. Cercavo quindi qualcosa che dopo il primo morso ti dicesse ancora e l'ho trovato, anzi in tal caso ti dice poi ancora e sempre più e alla fine ti ritrovi che hai finito il cioccolato e i tuoi fianchi possono far da tavolino; ma questa è un'altra storia, la temperanza è una virtù e bisognerebbe applicarla in ogni cosa.
Insomma ho trovato che aggiungendo delle scorzette d'arancia candite come queste e dei pistacchi caramellati con zucchero e sale come quelli da aperitivo che vi ho presentato qua, si ottiene una pralina di cioccolato da sgranocchiare.
Per 100 g di cioccolato bianco occorrono un paio di cucchiai di scorzette e altrettanti di pistacchi e una volta pronte scorzette e pistacchi non resta che sciogliere a bagnomaria il cioccolato bianco tuffarvi dentro tutto mescolare e versare nelle formine da cioccolatini. Lasciate asciugare all'aria si staccheranno poi con facilità.
*Piatto da dessert in Kergrès® dipinto a mano sottosmalto della collezione Opera Prima di Wald
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