2011-06-29

Piatti piano e fondo collezione Saint Tropez  di Laboratorio Pesaro
C'è un piatto che prepara sempre mia madre e che mio marito definisce "da lacrima", stupisce perché è un piatto semplice, senza fronzoli e con pochissimi ingredienti la caratteristica è perciò proprio la qualità degli ingredienti con i quali va preparato e il formato di pasta che più gli si addice i fusilloni come quelli di Pisani & Pasta di cui vi parlavo qualche post fa.
Ingredienti per 4 persone:
400 g di fusilloni
6 cucchiai di olio extravergine d'oliva
4 pomodori San Marzano pelati
1 spicchio d'aglio
1 ciuffo di prezzemolo
200 g di fontina
sale e pepe nero di mulinello
Soffriggere l'aglio nell'olio senza farlo colorire e schiacciarvi dento i pomodori, salare, pepare e cuocere pochi minuti a fuoco vivace, unire abbondante prezzemolo tritato. Lessare la pasta e versarla nel tegame del sugo, unire la fontina a cubetti e mescolare bene prima di servire ben caldo con un'altra macinata di pepe e parmigiano a piacere.

2011-06-27


Oggi vi aspettate il piatto "sano" del lunedì? Mi dispiace non ce l'ho. in realtà qualcosa di sano e che aiuta a riflettere ce l'ho ma si tratta di consigli letterari. Avrete certamente già sentito parlare di Michael Pollan e del suo Il dilemma dell'onnivoro. In Italia è uscito per Giunti con il sottotitolo "Cosa si nasconde dietro quello che mangiamo" ed è un documento che definirei "scioccante" in cui l'autore, quasi come fosse un "detective" del cibo ci porta a curiosare dietro le quinte della modena catena alimentare. Cosa si nasconde dietro alle confezioni patinate ben allineate sugli scaffali dei supermercati? Scopriremo tutto leggendo il libro, anche quello che non avremmo mai voluto sapere e se dovesse venirci voglia delle "chimiche" crocchette di pollo in vendita presso McDonald's e simili son sicura che ce la faremo passare perché dopo aver letto l'inquietante libro di Pollan sapremo che, oltre ad avere il doppio del grasso di un hamburger contengono anche fosfato acido di alluminio e sodio, fosfato monocalcico, pirofosfato dell'acido di sodio, lattato di calcio per impedire al grasso della crocchetta di andare a male, dimetilpolisiloxaane, un agente antischiumogeno (sopettato di essere cancerogeno) che viene aggiunto per impedire alla crocchetta  di fare schiuma durante la cottura, ma sapremo anche che per aiutare a mantenere la freschezza del prodotto si spruzza sulla crocchetta TBHQ una forma di butano (il liquido degli accendini) che assunto in piccole dosi può causare nausea, vomito, fischi all'orecchio, delirio, senso di soffocamento, preso in dosi più elevate può portare invece alla morte. Pensate un po' se avete ancora voglia di dire "basta che sia buono"! Ma dopo aver messo a nudo tutto quello che sta dietro a ciò che mangiamo l'autore non ci lascia certo brancolare nel buio ci accompagna invece, con i suoi graditi ed autorevoli consigli a trovare una soluzione per mettere nel piatto cibo degno di esser chiamato tale. Insomma un volume imprescindibile che chiunque dovrebbe conoscere e che anzi, lasciatemelo dire, dovrebbe diventare materia di studio a scuola perché per iniziare a nutrirci bene non è mai troppo presto.
Se magari vi pare un po' "crudo" avvicinare i vostri figli alla materia con il trattato di Pollan sarà più semplice farlo con il libro Cosa mangio oggi? - Impariamo a mangiare tutto e in modo sano - di Mario Becciu e Anna Rita Colasanti edito da San Paolo per la collana Genitori no Problem.
Il volume è dedicato a tutti i genitori che, preoccupati per l'uso sconsiderato di merendine, pizzette e snack da parte di bimbi e adolescenti, desiderano non arrendersi davanti alla difficoltà di alimentare i propri figli in modo sano. Conoscere come la pubblicità influenza le scelte alimentari di tutti, ma soprattutto dei più piccoli, ci aiuterà certo a modificare, ricorrendo alla creatività e alla fantasia, quel che non va.

Parlando di cibo sano non posso non fare cenno al nuovo libro di Marco Bianchi che, dopo il successo de I Magnifici 20 (3 edizioni in 8 mesi) tenta il bis con Le ricette dei Magnifici 20 - I buoni piatti che si prendono cura di noi - sempre per Ponte alle Grazie, Collana Il lettore Goloso. E se nel primo libro l'autore,  ricercatore che da anni studia l’impatto delle diverse sostanze sulle nostre cellule, ci insegnava con quali alimenti "prenderci cura" di noi stessi, in questo nuovo libro, senza svestire mai i panni di scienziato e per rispondere forse alle richieste dei lettori, propone la sua ricetta di benessere abbinato al piacere della tavola offrendoci oltre 200 ricette di piatti che "si prendono cura di noi".
Un vero ricettario che permette, grazie alle ricchissime appendici, anche a chi non ha avuto modo di leggere il primo libro  di capire e conoscere quali sono gli alimenti e le sostanze salutari. Un volume con il quale divertirci a sperimentare per stare bene in cucina  e mangiare sano.

2011-06-23

Piatti piano e fondo collezione Saint Tropez  di Laboratorio Pesaro, tovaglietta in tessuto impermeabilizzato Creativitàvola
Quello che vi presento oggi è un piatto estivo molto gustoso e completo perché composto di ben due preparazioni che possono essere servite anche autonomamente, mi piaceva però l'idea di servire il risotto con la melanzanina nel piatto e poi la melanzanina diventa in se quasi un secondo da assaporare dopo il risotto. Certo anche solo il risotto è ottimo magari servito con dei filetti di buccia di melanzana fritti e le melanzanine ripiene danno il meglio di sè con una insalatina di pomodoro, aglio, olio e tanto basilico. Gli ingredienti principe del piatto sono, oltre alle melanzane gli ottimi formaggi di Brunelli. Per mantecare il risotto ho scelto la delicata caciotta di latte misto Flaminia e del Pecorino Romano dop grattugiato mescolato a grana. Per il ripieno delle melanzane Pecorino Romano dop grattugiato e per decorare dei delizioni, nell'aspetto e nel sapore, cuoricini di pecorino (non sono bellini?).
Ingredienti per 4 persone
Per il risotto:
360 g di riso carnaroli o vialone nano
olio extravergine d'oliva
1 l di brodo vegetale
1/2 cipolla
2 melanzane ovali
150 g di caciotta mista tipo Flaminia
2 cucchiai di Pecorino Romano dop grattugiato
2 cucchiai di grana
1 ciuffo di basilico
Per le melanzane ripiene:
4 piccole melanzane
4 cucchiai di Pecorino Romano dop
2 fette di pane morbido per tramezzini
2 tuorli d'uovo
olio extravergine d'oliva
4-6 foglie di basilico
sale e pepe
Per decorare cuoricini di pecorino e basilico fresco
Togliere la calotta alle piccole melanzane e scavarne la polpa con l'aiuto dell'apposito attrezzo, avvolgere la polpa a tocchetti e gli involucri di melanzana  in fogli di alluminio, dopo averle salate e unte d'olio e infornare a 200° per 20 minuti circa. unire alla polpa, cotta e tritata, i tuorli, il pecorino grattugiato, il pane ben sbriciolato, sale, pepe e il basilico a striscioline. Farcire con il composto ottenuto le 4 melanzanine e infornarle di nuovo per altri 10 minuti a 200°.
Per il risotto pelare le melanzane e ridurne la polpa a tocchetti, irrorare con sale e olio, avvolgere in alluminio e infornare a 200° per 20 minuti circa. Tritare la cipolla, rosolarla in un fondo d'olio, unire il riso e tostarlo, aggiungere man mano il brodo caldo e portare a cottura, alla fine unire la polpa di melanzana, la caciotta, il pecorino e il grana. Servire con le melanzanine ripiene dopo aver decorato i piatti con cuoricini di pecorino e ciuffetti di basilico.

2011-06-20

Piatto piano e fondo linea Evolution e bicchiere Guy Degrenne Mambo di CHSGroup
Al lunedì il piatto sano fatemelo passare, ormai sto entrando nell'ottavo mese di gravidanza e quindi devo pensare a tenermi in salute più che mai. I legumi sono dei veri alleati per la nostra salute ma pensavo fosse un po' un sacrificio consumarli con questo caldo. Niente di meno vero, ho scoperto che anche in insalata danno il meglio. Ovvio qualche attenzione in più va riposta nel momento in cui vengono lessati, se non si conosce perfettamente il tempo di cottura del prodotto consiglierei di non utilizzare la pentola a pressione per evitare di ritrovarvi con una crema di legumi che in insalata non ci sta granché.
Comunque sia una volta ammollati (se necessario) e lessati i legumi non resta che completarli secondo la ricetta, il proprio gusto e l'ispirazione del momento. Come base dell'insalata ho scelto un misto di fagioli e ceci con farro di Melandri Gaudenzio, vi dirò che avrei mangiato il prodotto anche solo lessato con un filo d'olio crudo ma l'ho abbellito e arricchito con pochissimi altri ingredienti.
Ingredienti per 4 persone:
250 g di fagioli misti ceci e farro secchi
2 cipollotti rossi
1 peperone verde
2 pomodori costoluti
1 mazzetto di timo
sale e pepe
olio extravergine d'oliva
Ammollare secondo le indicazioni e lessare i legumi. Sbollentare per pochi minuti il peperone ridotto a cubetti in acqua con un cucchiaio di aceto. Quando i legumi sono freddi, unirvi il peperone, i pomodori a spicchi e i cipollotti a rondelle sottili. Condire l'insalata con olio, sale, pepe nero e timo sfogliato.

2011-06-17

Piatto da dessert Collezione cuore Soizick
Ammetto di essere ancora un po' frastornata per la presentazione del progetto Gente del Fud, ma oggi ho deciso di non restarmene più mollemente adagiata sugli allori e di ricominciare a parlare di ricette, che questo è prima di tutto un blog di ricette non dimentichiamolo!
Ho rifatto la mia fantastica torta crumble e stavolta ve ne voglio parlare perché vale la pena provarla qualunque sia il ripieno scelto, nel mio caso un'ottima confettura biologica Fiordifrutta ai cranberry (mirtilli rossi di palude) di Rigoni di Asiago.
Ingredienti
Per la frolla:
200 g di farina
100 g di zucchero
100 g di burro freddo
1 uovo.
Per il ripieno:
1 barattolo di confettura ai cranberry
Per il crumble:
110 g di farina
110 g di zucchero semolato fine
90 g di mandorle macinate
90 g di burro
zucchero a velo per completare
Preparare la pasta frolla lavorando velocemente la farina con il burro a tocchetti, unire lo zucchero e l’uovo. Stendere il composto in una teglia imburrata e infarinata rivestendo il fondo e i bordi per 2 cm circa. Coprire con la confettura. Preparare il crumble lavorando con un mixer la farina, le mandorle, il burro e lo zucchero. Disporre il composto, che risulterà grumoso, sulla superficie del dolce senza compattarlo. Infornare a 180° per 40 minuti circa finché la torta risulterà ben dorata. Cospargere di zucchero a velo prima di servire.
* Per la frolla ed il crumble ho utilizzato farina 00 di grano tenero Molino Chiavazza, per il crumble ho scelto mandorle sgusciate Noberasco

2011-06-14


Una veduta della Costiera dal Crowne Plaza Hotel

Ancora una volta chi legge e non sa di che parlo pensa che io con l'inglese abbia proprio dei problemi, in effetti non sbaglia ma - problemi di lingue a parte - stavolta l'errore è voluto come potete osservare nel marchio creato per l'occasione da Garofalo.
Io al settimo mese di gravidanza
 con il grembiule Gente del Fud

Erano due mesi circa, ovvero da quando ho avuto una strana, quanto gradita, convocazione per un non meglio precisato evento dal nome piuttosto curioso che mi lambiccavo il cervello alla ricerca di quale fosse il significato di questo slogan.
Il mistero mi è stato svelato il un indimenticabile fine settimana nella penisola sorrentina, a Castellammare di Stabia durante il quale ho visitato lo stabilimento Garofalo a Gragnano, ho conosciuto lo staff dello storico pastificio,  ho visto e conosciuto di persona quasi tutti gli altri 79 food-bloggers selezionati ed ho capito di appartenere anch'io alla Gente del Fud.
E' come se Garofalo, con questo invito a far parte del Suo ambizioso progetto, in cui Fud sta un po' per Food e un po' per Sud, mi abbia finalmente svelato chi sono e ne sono felice ed oltremodo entusiasta.
Il progetto, che consiste in una mappatura dei migliori prodotti culinari italiani e non, vedrà noi bloggers selezionati impegnati alla realizzazione di questa enciclopedia virtuale del cibo, partirà da settembre e sarà forse più facile spiegarvelo in corso d'opera.
Per il momento lascio un grazie per la magnifica accoglienza allo staff Garofalo e un saluto particolare ai bloggers che con me hanno condiviso l'emozione e l'orgoglio di far parte di un grande progetto. Non mi dilungo oltre perché se volete saperne di più vi basterà cliccare sulla pagina Facebook di Pasta Garofalo su Luciano Pignataro WineBlog o su uno degli altri blog partecipanti, alcuni dei quali hanno certamente delle doti da reporters più spiccate delle mie.
Io invece, crogiolandomi ancora un po' nell'emozione provata, vi  lascio le parole di Massimo Menna, Amministratore delegato del Pastificio Garofalo: "La Gente del Fud pensa ancora che impegnarsi a fare la cosa giusta sia più importante di vincere. Il Bello, l'Arte, il Buono e il Sapere sono privilegi rari, da sostenere: unisciti al nostro tavolo. La Gente del Fud sono io, siamo noi".

2011-06-10

Sottopiatto in rattan Nella Longari Home, tovaglietta in tessuto impermeabilizzato Creativitàvola
Come forse avrete notato dalla locandina sulla destra anch'io, con il mio enorme pancione, partecipo all'evento Gente del Fud  organizzato per questo fine settimana da Pasta Garofalo. In attesa di farvi un resoconto dell'avvenimento e per non correre il rischio di lasciarvi con l'amaro in bocca vi lascio con un dolce.
Fresco e delicato è un budino che non richiede alcuna cottura in forno. La ricetta viene da Cucina Italiana dov'era accostato ai lamponi io l'ho servito con amarene, le ottime amarene Fabbri che tutti conoscete.
Ma non mi perdo oltre in chiacchiere perché ho ancora la valigia da preparare...
Ingredienti:
300 g di latte
200 g di panna
150 g di zucchero
60 g di farina di riso
8 g di gelatina in fogli
5 tuorli
savoiardi
1/2 baccello di vaniglia
1 noce di burro
Posizionate al fondo di uno stampo a cerniera (18-20 cm di diametro) i savoiardi e bagnateli con lo sciroppo di amarene
Portate quasi ad ebollizione il latte con la panna e mezzo baccello di vaniglia. Mescolate i tuorli con 100 g di zucchero e la farina di riso, unite il liquido caldo filtrato e riportate sul fuoco finché la crema si addenserà. Intanto fate caramellare i 50 g zucchero restanti con il burro. Unite alla crema preparata la gelatina ammollata e strizzata  e il caramello. Versate il budino sui savoiardi e lasciate rassodare un paio d'ore in frigo prima di servire con le amarene e il loro sciroppo.
* Per la farina di riso mi sono affidata a Molino Chiavazza

2011-06-08


Piatto piano La vie en Rose e americano  di Wald
L'ennesima ricetta con zucchine? Ebbene si ma che ci volete fare le zucchine sono come le patate così neutre che si abbinano praticamente a tutto ed io con tutto le adoro. Ancora una volta le ho farcite stavolta senza pane o pangrattato ma con un composto morbidissimo quasi una crema a base di ricotta fresca di pecorapecorino romano, quelli di Brunelli, legati da besciamella e uova arricchiti da mortadella che ho poi gratinato in forno e servito su una crema di piselli ottenuta con la farina istantanea della linea Farinpiù di Melandri Gaudenzio. Per rendere l'insieme più goloso e richiamare il gusto del ripieno qualche rondellina di ghiandine (le mini-mortadelle di Felsineo).
Ingredienti per 4 persone:
2 zucchine
1 uovo
80 g di mortadella
2 cucchiaiate di ricotta
100 ml di besciamella
2 cucchiai di pecorino romano grattugiato
olio extravergine d'oliva
sale e pepe q.b.
1 busta di farina istantanea di piselli
600 ml c.a di brodo vegetale
1 bustina di ghiandine (mortadelline mignon)
Tagliare in tre tronchetti ogni zucchina e lessarli per pochi minuti. Tagliare ogni tronchetto in due e cavarne la polpa con uno scavino. Frullare la polpa delle zucchine con la mortadella, la ricotta, l'uovo, il formaggio grattugiato e la besciamella, regolare di sale e pepe e farcire con il composto le 12 barchette di zucchina. Disporre in teglia le zucchine, irrorarle con un filo d'olio e gratinarle a 200° per 15 minuti circa, finché appariranno dorate.
Preparare la crema di piselli sciogliendo la farina con il brodo. In ogni piatto disporre tre cuccchiaiate di crema di piselli, disporre sopra ognuna una barchetta di zucchina e decorare con le ghiandine tagliate a rondelle e rosolate a fuoco vivace senza condimenti.

2011-06-06

Piatto piano collezione Saint Tropez  di Laboratorio Pesaro, tovagliolo fiume bianco in cotone e poliestere Creativitàvola
Dopo quattro giorni di vacanza al mare riprendo la mia quotidianità anche a tavola perché quando si è a riposo, si sa, si tende sempre un po' ad esagerare e non so affatto resistere a tale tipo di tentazioni.
Così oggi con la ripresa della normalità cerco di farmi del bene anche a tavola e voglio fare del bene anche a voi parlandovi di questa insalata tutta salute del lunedì.
Ingredienti semplici di facilissimo reperimento e procedimento più che semplice.
Ingredienti per 4 persone:
200 g di riso rosso
300 g di filetti di merluzzo o altro pesce bianco
1 mazzetto di erbe aromatiche fresche (prezzemolo, origano, timo, rosmarino)
1 spicchio d'aglio
4 zucchine piccole
olio extravergine d'oliva
sale e pepe q.b.
Tritate finemente le erbette (con l'aiuto di uno SwizzzCut come quello di Eva collection sarà oltre tutto estremamente divertente) e rivestitene i filetti di pesce. Posateli su un piatto e cuoceteli al vapore per un paio di minuti circa. Lessate il riso e cuocete le zucchine al vapore, condite il riso e le zucchine con olio, sale, pepe, l'aglio (che andrà poi eliminato). Unite il pesce e mescolate bene prima di servire.
E' un piatto leggero, completo e molto gustoso e se  vogliamo renderlo anche speciale basterà stappare una buona bottiglia di vino per accompagnarlo, io vi consiglio uno Chardonnay Friuli Grave DOC come quello prodotto dalla Società Agricola  Principi di Porcìa e Brugnera che ben si accosta a piatti leggeri a base di pesce.

2011-06-01

Piatto piano in Kergrès® dipinto a mano sottosmalto della collezione Opera Prima di Wald

La Festa della Repubblica, che ricorre domani, assume particolare importanza nell'anno del 150° anniversario dell'Unità d'Italia.
Il Quirinale, che domani dovrebbe come di consueto per il 2 giugno essere aperto al pubblico, ha il suo indubbio fascino e per me - che amo osservare il mondo partendo dalla tavola - non può che costituire un regalo immenso il volume pubblicato per la ricorrenza dell'Unità d'Italia dalla Accademia Italiana della Cucina. I menù del Quirinale è un vero documento storico che ripercorre nelle sue oltre 200 pagine, ricche di immagini, 150 anni di storia attraverso i menù che sono stati serviti ai 15 Capi di Stato che si sono succeduti al Palazzo del Quirinale. Da Vittorio Emanuele II a Giorgio Napolitano è bellissimo scoprire, sfogliando le pagine del libro, le particolarità e i gusti di ciascuno, il cerimoniale e il protocollo dei pranzi di Stato, il prezioso vasellame e le sale utilizzate a seconda delle occasioni.
Poiché - come accennavo- il libro parte da Vittorio Emanuele II, primo Re dell'Italia Unita, non possiamo non pensare a chi attivamente l'ha realizzata l'Italia Unita. Garibaldi amava i cibi semplici ma sapeva stare alla tavola del Re con una disinvoltura che solo i grandi hanno in sè.
E' particolarmente interessante rivivere l'Unità d'Italia sul piatto e lo possiamo fare attraverso Garibaldi, il libro scritto da Germana Militerni Nardone per Guida editori . Osservando la quotidianità e i comportamenti alimentari dell'eroe dei due mondi, con l'inevitabile intrecciarsi della sua vita a quelle di Anita, ma anche di Cavour e Vittorio Emanuele II, ripercorriamo in modo inconsueto la storia della nostra Patria. Ovviamente l'autrice si è prodigata di inserire anche le ricette per riprodurre, magari in casa e ai nostri giorni, quel che l'eroe più amato dagli italiani amava gustare tra un combattimento e l'altro.
Ritornando alla festa di domani, vi ricordo che è giovedì e questo dà modo, magari ai più fortunati, di organizzare una breve vacanza o almeno una gitarella fuori porta. Se così è vi lascio la ricetta di una focaccia morbidona farcita. L'idea della forma l'avevo acquisita da un libro di cui vi ho parlato qualche tempo fa ma la ricetta è tutta mia, per l'impasto ho utilizzato la base del pan brioche che a tutto si adatta e che anche stavolta ha svolto egregiamente il compito cui era destinato, per il ripieno invece ho girato l'Italia, soffermandomi nel bolognese alla Felsineo per la mortadella rustica e un po' più giù nel Lazio al caseificio Brunelli per un Formaggio misto Settecolli Alibrandi. Per guarnire e dare più gusto alla focaccia i semi di girasole biologici di Melandri Gaudenzio.
Ingredienti:
500 g di farina 00
250 ml di latte
80 g di burro morbido
40 g di zucchero
15 g di sale
15 g di lievito di birra fresco
3 tuorli d'uovo
1 tuorlo e un po' di latte per spennellare
semi di girasole per completare
150 g di mortadella rustica
150 g di formaggio molle misto pecora e mucca
Scaldate leggermente il latte e sciogliete nel liquido il lievito. In una ciotola disponete la farina, in un angolino il sale di modo che non venga a diretto contatto con il lievito, aggiungete il burro a tocchetti, lo zucchero ed il latte, amalgamate ed unite le uova, lavorando per bene l'impasto fino a completo assorbimento di tutti gli ingredienti. Ponete l'impasto a lievitare nella ciotola coperta da pellicola per due ore. Poi sgonfiatelo e ponete 1/3 dell'impasto al fondo di uno stampo a bordo alto per panettone (meglio quelli in carta usa e getta). Disponete sopra l'impasto metà della mortadella e del formaggio che nel frattempo avrete ridotto a cubetti. Dal restante impasto ricavate delle palline (10-12) e farcitene ognuna con parte del restante ripieno. Adagiatele sul ripieno una accanto all'altra, meglio se resta un po' di spazio tra l'una e l'altra poiché lieviteranno ancora. Pennellate la superficie con uovo e latte battuti insieme e cospargete abbondantemente con i semi di girasole. Lasciare lievitare ancora un'oretta e poi informate a 190° finché il pane risulterà ben dorato e asciutto all'interno alla prova stecchino.
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