abb generico

2012-03-30

Ciotolina, piattino, spalmaburro e runner collezione Impronte verde di Wald
Mi hanno invitata a partecipare ad un irresistibile contest dedicato al burro, proprio a me che il burro me lo spalmerei pure addosso e per di più il burro per eccellenza quello di Beppino Occelli. Per farlo devo preparare tre ricette che abbiano ovviamente il burro tra i loro ingredienti, una ricetta tradizionale, una ricetta creativa e una ricetta veloce. Oggi condivido con voi la ricetta veloce ma non per questo meno gustosa delle altre.
Si tratta di un burro aromatizzato con mortadella e capperi, io ho scelto la mortadella rossa di Felsineo per dare una nota piccante, in mancanza potrete utilizzare un pizzico di peperoncino, perchè la nota di fuoco ci sta a meraviglia.
Questo burro è ottimo spalmato sul pane croccante e magari caldo o utilizzato per saltare in padella verdure amare come scarole o puntarelle. Io l'ho utilizzato con le puntarelle come vedete in foto e mi ha conquistato.
Ingredienti:
200 g di burro
150 g di mortadella
50 g di capperi sotto sale
peperoncino a piacere
Ammorbidire il burro tenendolo fuori dal frigo per una notte, tagliare la mortadella a brunoise, dadini piccolissimi e scottarla in padella senza alcun condimento fino a renderla croccante, poi asciugarla su carta da cucina. Dissalare i capperi e tritarli, mescolarli con la mortadella al burro. Aggiungere a piacere un pizzico di peperoncino in polvere. Mettere il burro in forma avvolgendolo strettamente in carta forno e lasciarlo raffreddare in frigo per qualche ora prima di tagliarlo a fette ed utilizzarlo.

2012-03-28

Piatto da portata e zuppiera collezione La vie en Rose di Wald
Uno dei dolci simbolo della Pasqua è la pastiera napoletana di cui circolano innumerevoli ricette ed infinite varianti, ma partendo dal presupposto che se non è fatta a Napoli pastiera di sicuro non è, possiamo concederci qualche modifica più o meno evidente alla ricetta base, secondo il nostro gusto o l'ispirazione del momento.
 Tutto è partito da un libro Il grande libro dei dolci di Giuliana Lomazzi edito da Ponte alle Grazie, il libro dei dolci che mancava alla collana Il lettore goloso, un volume che raccoglie oltre quattrocento ricette, tra preparazioni base, ricette della tradizione italiana e straniera, tante ricette regionali. Non vi aspettate un libro con foto accattivanti, di foto non ve ne sono e non se ne sente la mancanza visto che è un tomo come dire scientifico, in cui  oltre alle ricette è racchiusa la storia dei dolci, tanti aneddoti e curiosità, molte indicazioni e consigli per realizzare ottimi dolci secondo quanto prevede la ricetta originale o le tante varianti (che a me piacciono più degli orgiginali) che l'autrice consiglia.
E tra una ricetta e l'altra quasi per magia prendono forma "panorami di tutto il mondo e istantanee di tavole imbandite in giorni di festa che non sarebbero tali senza i loro dolci".
Avevo tra le mani Il grande libro dei dolci appunto, quando leggendo che al posto del grano nella pastiera si può utilizzare l'orzo o il riso ho avuto l'ispirazione l'avrei preparata con il riso integrale che resta sempre un po' croccantino sotto i denti quasi come il grano. E poi visto che stavo modificando mi sono fatta prendere la mano e al posto dei canditi ho messo cioccolato fondente e marmellata di agrumi, la ricotta l'ho lasciata e se no che pastiera è...
Ingredienti
Per la frolla:
 160 g di farina 00
40 g di maizena
1 cucchiaino di lievito
80 g di burro morbido
20 g di olio caldo
100 g di zucchero semolato
1 uovo
Per la farcitura:
200 g di riso integrale cotto
125 ml di latte intero
150 g di zucchero
250 g di ricotta fresca
3 tuorli
1 albume
1 cucchiaio di acqua di fiori d'arancio
1 cucchiaino di vaniglia
la scorza di un limone
40 g di cioccolato fondente
40 g di marmellata di agrumi
Per la frolla:
Mescolare farina, maizena e lievito, unire lo zucchero, il burro con l'olio e infine l'uovo, formare una palla avvolgerla in pellicola e lasciarla riposare per mezz'ora in frigo prima di stenderla.
Per la farcitura:
Cuocere il riso con il latte e la scorza di limone fino a ridurlo in crema, far raffreddare. Montare i tuorli con lo zucchero, unire la ricotta, la vaniglia, l'acqua di fiori d'arancio, la marmellata, il cioccolato tritato, la crema di riso preparata e l'albume montato a neve.
Foderare con la frolla uno stampo imburrato e infarinato, distribuirvi il composto e decorare con le strisce di pasta rimasta, Infornare a 170°finché risulterà pomogeneamente cotta e dorata (ci vorrà più di un'ora). Servire fredda.
*Per la prerparazione della frolla ho utilizzato farina per  dolci e sfoglie di Rosignoli Molini specifica per impasti diretti. Per la farcitura:  riso carnaroli integrale GliAironi,  ricotta fresca Fattorie Osella, Fiordifrutta agli agrumi Rigoni di Asiago e cioccolato fondente al 60% ChocoAlpi in vendita su Store Valtellina

2012-03-26

Coppette linea Confetti di Vetri delle Venezie

Era l'inizio degli anni '60 quando Giorgio Lungarotti intraprese la strada del vino con il suo Rubesco. Oggi l'azienda Cantine Lungarotti, che è gestita al femminile dalle sorelle Chiara Lungarotti e Teresa Severini Zaganelli, festeggia i suoi primi cinquant'anni e se i vini prodotti sono tanti  il Rubesco ne è rimasto il simbolo come Lungarotti è simbolo di Torgiano, il borgo medievale (uno dei più belli d'Italia) che insieme a Montefalco ha reso famosa l'Umbria del vino. L'azienda mantiene forte, come accennavo, l'impronta familiare ma è gestita in modo assolutamente innovativo ed è aperta sempre a nuove esperienze. Moltissime sono le iniziative legate all'enoturismo e alla cultura che l'azienda promuove e porta avanti anche grazie all'assiduo lavoro che Maria Grazia Lungarotti svolge per la Fondazione Lungarotti tanto che al di là degli ottimi vini viene voglia di fare una visita alla Cantina per partecipare ad almeno uno degli eventi promossi dall'Azienda.

E se l'argomento vino inizia ad interessarvi proprio adesso ma non sapete ancora da che lato accedervi e i manuali dedicati all'argomento o gli stessi corsi vi sembrano troppo specifici e difficili per iniziare vi consiglio di iniziare con L'uva nel bicchiere -Guida Gaia ai segreti del vino che Teresa Severini Zaganelli ha scritto pensando ai più giovani. Il libro pubblicato da Gribaudo si articola come una gita virtuale che una scolaresca compie presso le cantine Lungarotti dove la stessa autrice, una delle prime donne che ha intrapreso la professione di enologo, spiega al figlio Francesco ed alla sua classe come nasce il vino, dando risposta ai molti e interessanti interrogativi che i ragazzi, certo più perspicaci di noi adulti, le pongono.
Un modo bello per avvicinare i giovani, ma anche i loro genitori, al mondo spesso sconosciuto dell'enologia. Un libro scritto con la semplicità che solo la profonda conoscenza dell'argomento può conferire. 
Seguendo le indicazioni del libro ho abbinato un Torre di Giano, un Umbria bianco IGT fresco e fruttato con intensi richiami agrumati, ad un'Insalata di seppie e arance la cui ricetta ho "rubato" a Persegani
Ingredienti per 4 persone:
1 Kg di seppie
1Kg di arance
1 costa di sedano
1 carota
1 cipolla
qualche grano di pepe nero
1 bicchiere di vino bianco
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
1 rametto di timo
olio extravergine d'oliva
sale e pepe
Pulite e lessate le seppie con il vino, la cipolla, la carota, il sedano, il pepe in grani e poco sale. Scolatele e tagliatele a striscioline. Pelate a vivo le arance e unitele alle seppie, condite con olio, sale, pepe, prezzemolo e timo.
 

2012-03-23

Piatto linea Sant-Tropez di Laboratorio Pesaro, cucchiaio linea Marchesi di Broggi
In questo post si parlerà di pancia, ventre e trippa e se l'argomento è troppo forte per voi cambiate blog.
Nel piatto c'è pancia che non è trippa ma carne vera e propria di un taglio, meno nobile del filetto sicuramente, che non ha nulla da invidiare ai tagli più pregiati in quanto a gusto.

A proposito di pancia e di tagli meno nobili non posso non pensare alla trippa, lo stomaco dei bovini, che o si ama o si odia. A me in effetti piace cucinata in minestra con patate e alloro ma siccome mio marito è dell'altro versante non la preparo veramente mai ho notato però che ci sono dei veri estimatori, se volete saperne di più il sito si chiama Troppatrippa dove è possibile vedere anche le pubblicazioni dei libri e quaderni di ricette a base di trippa, l'ultimo Ricette col lampredotto che, per chi dell'argomento fosse digiuno, è quella parte di abomaso più vicina all'intestino, la parte più scura ed arricciata che a Firenze è da sempre il cibo di strada per eccellenza.
Dalla trippa il passo al ventre è breve e vi parlo di ventre in senso lato per farvi sorridere Via col Ventre è infatti il titolo di un libro scritto da Mario Bianco ed edito da Compositori.
Per dirla con l'autore Via col Ventre "è un'opera da dare in pasto ai buongustai" che vi troveranno oltre a notizie e consigli utili sul mangiare e bere tante considerazioni, massime, citazioni e battute sull'argomento. E' un libro "scritto tra il serio e l'aceto" che diverte dalla prima all'ultima pagina.
Ma ora la mia ricetta:
 Teneroni (di pancia) di vitello con polenta
Ingredienti per 4 persone:
1 Kg di pancia di vitello in 4 o 8 strisce secondo la grandezza del taglio
1 cipolla bionda
1 costa di sedano
2 carote
1 porro piccolo
alloro
rosmarino
salvia
scorza di limone
olio extravergine d'oliva
2 cucchiai di farina 00
1/2
1 bicchiere di vino bianco secco
sale e pepe q.b.
farina per polenta
Tritare finemente le erbette e la scorzetta di limone. condire con il misto e un po' di sale le strisce di carne, avvolgerle su se stesse e fermarle con spago. Rosolateli a fuoco vivace in un velo d'olio, poi teneteli da parte e aggiungete al fondo le verdure tagliate a dadini e soffriggetele, unite la farina  salate, pepate e aggiungete il succo d'arancia e il vino. Aggiungete al fondo la carne rosolata in precedenza e lasciate cuocere per 2 ore a fuoco moderato (se usate la pentola a pressione basterà un'ora). Preparate intanto la polenta e servitela con la carne e l'intingolo.
A questo piatto voglio abbinare un vino di casa Porcìa un Torre Colombera 2005 un vino intenso e complesso che ben si adatta a piatti sostenuti come quello che vi propongo oggi.


* per la realizzazione del piatto ho utilizzato coltelli ARCOS della linea Alessandro Circiello e farina per polenta istantanea  Polenta Valsugana

2012-03-21


Bicchieri linea Helix di IVV

Che le novità mi piacciono lo sanno ormai tutti quelli che mi seguono. Stavolta ho trovato pane per i miei denti in casa Venchi, grandi rivoluzioni oserei dire a cominciare dal burro di cacao da cucina. Una confezione elegante, dentro tanti quadratini bianchi impacchettat singolarmente, ne ho subito scartato uno ha il profumo e l'aspetto di cioccolato bianco ma la magia si compie in padella, l'ho sciolto e utilizzato come fondo con uno scalogno per brasare due cespi di belga. Di questo burro è incredibile la resa è delicatissimo con tanto gusto e senza nessun retrogusto per di più non ha colesterolo ed ha un punto di fumo altissimo peruna cucina sana ed equilibrata.
Ma siccome a casa Venchi amano almeno quanto me le sperimentazioni hanno pensato di servire coi formaggi le gelatine di frutta (che non ho ancora provato) e con l'aperitivo il cioccolato, hanno realizzato un cioccolato bianco con Pistacchi, Nocciole e Mandorle salate. Io ci avevo pensato già qualche tempo fa con una idea simile ma non avevo pensato di abbinare questo cioccolato all'aperitivo invece ho voluto provare e il risultato è sorprendente, si spezzetta il cioccolato a scaglie come fosse un formaggio e si offre con l'aperitivo preferito. Io ho abbinato un cocktail di Vermouth, bitter e arancia tutto nei toni del rosso.
3 cl di Vermouth rosso
3 cl di bitter rosso
1/2 arancia rossa e ghiaccio
 queste le dosi per ogni bicchiere.

2012-03-17

Vassoietto nero CHS Group
Si il rosso è un po' più chiaro, il verde leggermente più scuro e il bianco non proprio immacolato ma l'idea della bandiera tricolore questo finger food la da ed è questo il mio omaggio di oggi all'anniversario dell'Unità d'Italia. Per realizzarlo pochi e semplici ingredienti. Un sughetto di pomodoro e peperone rosso, un formaggio fresco come la Linea di Fattorie Osella appena piastrato e per concludere un pesto, o meglio l'Ultrapesto di foglie di basilico e rucola della linea Salse al Cubo3 Food&Life
Ingredienti:
4 pomodori pelati
1 spicchio d'aglio
1 cipollotto
1 peperone rosso
3-4 foglie di basilico
Formaggio fresco tipo primosale
pesto per completare
Tritare il cipollotto e soffriggerlo con un filo d'olio e l'aglio, unire i pelati schiacciati e il peperone a pezzetti, salare pepare e lasciar cuocere finché si restringe un poco, eliminare l'aglio, unire qualche foglia di basilico e passare il sughetto al passì* con i fori stretti. Tagliare il formaggio a cubetti e grigliarli sulla piastra. Versare nelle ciotoline un fondo di salsa ai peperoni, adagiarvi sopra il formaggio grigliato e completare con un po' di pesto. Servire caldo.
*Per la realizzazione della ricetta ho utilizzato il Passì de I Colorati di Ariete

2012-03-16

Non m'è avanzato il panettone di Natale (i panettoni di Loison non avanzano) è solo che ho accolto la filosofia del panettone tutto l'anno e ve ne propongo una gradevolissima ricetta. Se poi a voi il panettone è avanzato e lo stavate buttando per far spazio alle colombe provatela lo stesso la ricetta, tanto è semplice! Io ho aggiunto tra i due strati di panettone delle cucchiaiate di Nocciolata Rigoni di Asiago. Se poi vi avanzano dei gianduiotti vanno bene al posto della crema di nocciole e se servite il dolce tiepido con una pallina di gelato alla crema o alla vaniglia non ve ne pentirete affatto.
Ingredienti:
4 larghe fette di panettone tradizionale
50 g di burro
2 uova
150 ml di latte intero
4 cucchiai di zucchero
Crema di nocciole
zucchero a velo q.b.
Sbattete le uova con lo zucchero fino a renderle spumose, unite il latte e mescolate. Inzuppate metà del panettone nella pastella e sistematelo in una terrina da forno imburrata, versate sopra qua e là dei cucchiaini di crema di nocciole e chiudete con l'altro panettone inzuppato nella restante pastella. Se dovesse avanzare la pastella distribuitela sul dolce e infornate a 180° finché non si forma la crosticina dorata. Servite tiepido spolverizzato di zucchero a velo e possibilmente accompagnato con gelato.

2012-03-14

Piatto dessert, tazza e tovagliolino linea Nostalgie di Easy life design
Il nome curioso di questa torta così come la ricetta non sono miei ma di una collega blogger. Sin da quando vidi il suo post lo aggiunsi ai preferiti con l'intento di provare, prima o poi, questa deliziosa e semplice torta. Eccomi ce l'ho fatta ed è veramente una torta criminale perché è tanto tanto buona.
La sua semplicità e neutralità di gusto ne permette infiniti abbinamenti, io dico che è ottima così ma, perché no, anche farcita con una straodinaria confettura, una già pronta direte e sapete che ve ne potrei consigliare qualcuna ma stavolta vi dico di farla voi in casa per riscoprire il gusto delle cose fatte con le proprie mani e tante idee in proposito potete trovarle su un libro speciale che ha il sapore delle cose di una volta Il quaderno delle confetture straordinarie a cura di Elisabetta Tiveron per Kellermann Editore. Un quadernetto pieno di ricette originali e straordinarie (che sta per fuori dall'ordinario) per fare in casa la confettura di pere allo zenzero candito piuttosto che quella di ananas alla menta o ancora di pesche gialle al pepe lungo e via dicendo oltre che tante confetture a base di ortaggi e diverse "cose buone da spalmare". La grafica è quella tipica della collana dei Quaderni di Kellermann, tutto scritto in corsivo con i disegnini sparsi tra le pagine come fosse davvero il quaderno della nonna reperito al fondo di un cassetto.  
Io ho degustato la mia torta sfogliando il quaderno e sognando di rifarla per farcirla con una delle confetture del libro, ho abbinato intanto la mia fetta ad un caffé speciale, il caffè dell'amicizia che in realtà è un caffè che si usa nelle montagne della Valle d'Aosta che viene chiamato così perché si sorseggia in compagnia nella tradizionale grolla dell'amicizia. Come base ho scelto un caffè selezionato da Zago la qualità Mokalibre che ho poi profumato con scorza d'agrumi e arricchito di grappa, un vero toccasana nei freddi pomeriggi invernali.
Torta criminale alla ricotta
Ingredienti:
270 gr di ricotta fresca
200 gr di zucchero
1 limone (la scorza grattugiata e il succo filtrato)
2 uova
1 cucchiaio di latte
2 cucchiai di extra vergine
240 gr di farina 00
1 bustina di lievito per dolci
Lavorare con la frusta la ricotta con lo zucchero e la buccia di limone, finchè diventa liscia e cremosa. Incorporare le uova una alla volta sempre con la frusta, aggiungere il succo di limone, il latte, e infine l’olio. Unire al composto la farina setacciata con il lievito e amalgamare il tutto. Versare l'impasto in una teglia a cerniera imburrata e infarinata e cuocere a 180° per 30-35 minuti.
Caffè dell'amicizia:
4 tazze di caffè
8 cucchiaini di zucchero
4 bicchierini di grappa
la scorza di un'arancia
la scorza di un limone
Preparate in caffè secondo il proprio gusto ristretto o più lungo dolcificatelo bollente con zucchero, aggiungete la scorza dell'arancia e del limone e la grappa.
*Per la preparazione del dolce ho utilizzato ricotta fresca di Fattorie Osella, per la cottura mi sono servita dello stampo a cerniera Keramia di Guardini.

2012-03-12

Voglio iniziare la settimana con un altro piatto al forno stavolta un po' più sostenuto che altrimenti iniziate a pensare che io stia diventando vegetariana. Oggi vi parlo di un piatto giocato sui toni del rosa, dei conchiglioni con mortadella radicchio e formaggio Cadetto di Montebòre, un'altra specialità Vallenostra. La mortadella è la rossa di Felsineo quella punta di piccante la rende davvero speciale.
Ingredienti per 4 persone:
300 g di conchiglioni
1 cespo di radicchio
1 scalogno
150 g di mortadella piccante
150 g di formaggio Cadetto
300 ml di latte
20 g di burro
20 g di farina 00
4 cucchiai di grana grattugiato
1/2 bicchiere di vino bianco
olio extravergine d'oliva
sale e pepe
Fondere il burro in un pentolino unire la farina e poi il latte, lasciar addensare la besciamella e unirvi il formaggio Cadetto grattugiato grossolanamente. Intanto tagliare a dadini la mortadella e a julienne il radicchio. Tritare la cipolla e appassirla in un tegame con un fondo d'olio, unirvi la mortadella a cubetti e lasciar prendere colore, aggiungere il radicchio sfumare con il vino e lasciar appassire nel tegame, unire la salsa preparata al condimento di radicchio e mortadella. lessare al dente i conchiglioni scolarli e disporli in un solo strato in una teglia appena unta, versarvi sopra il composto preparato avendo cura di farne entrare un po' inogni conchiglione. Spolverizzare con il grana e infornare a 180°per 20 mnuti circa finché la superficie apparirà dorata e croccante.
*Per questa ricetta ho utilizzato coltelli  Arcos della linea firmata dallo chef Alessandro Circiello e una padella della linea Bio-Cook di Illa

2012-03-09

Terrina e cucchiaio collezione Impronte verde di Wald
Ricordo ancora quando per il pranzo della domenica ci si riuniva a casa dei nonni con zii e cugini davanti al pollo fritto e croccante di nonna e poi quando, i nonni oramai troppo anziani per sobbarcarsi tale onere,venivano a pranzo da noi. Credo che tale tale rito continui ad avere il suo valore soprattutto oggi quando corriamo tutta la settimana e l'unico pranzo "slow" rimane quello del dì di festa.
A casa mia raramente, confesso, si organizza il pranzo domenicale poiché, memori della vecchia tradizione di famiglia, oggi è la mamma ad accoglierci al suo tavolo sfoderando, per l'occasione, le sue migliori doti culinarie.
A volte preparo qualche pietanza da consumare insieme, spesso il dolce, a volte nulla perché sedendosi a tavola c'è quell'aspettativa del chissà cosa si mangia oggi che rende tutto speciale. 
Il pranzo della domenica è sempre stato un rito anche per lo chef Daniele Persegani - celebre volto del canale televisivo Alice - che ha dedicato all'argomento un meraviglioso libro Il pranzo della domenica edito da Sitcom. Il libro, con cui l'autore si prefigge lo scopo di allietare le nostre domeniche e renderle saporite com'erano le sue da bimbo, contiene tante ricette di festa accompagnate da sontuose e ricche tavole imbandite secondo le indicazioni dello chef perché per la tavola della domenica ci vuole cura, amore per i dettagli e un pizzico di fantasia, giusto per rendere le pietanze ancora più buone, pregustandole con gli occhi. Pranzi a tema in cui piccoli accorgimenti e innovativi dettagli consentono di apparecchiare tavole da sogno e affascinare gli invitati con gusto e originalità. E visto che la Pasqua è alle porte possiamo affidarci a Persegani che ci propone ben due apparecchiature pasquali e tanti golosi e originali piatti.
Idee per il menù della domenica e anche per quello di Pasqua si trovano anche nell'ultimo libro di Luisanna Messeri I menù di Luisanna edito dalla stessa casa editrice che trasuda vitalità e passione come la sua autrice. Tante idee di menù gustosi, una sezione dedicata ai bambini e una ai regali golosi perfetti per tutte le occasioni.
Luisanna racconta che era per lei rassicurante il ripetersi del menu domenicale e piacevole il dilungarsi a tavola lontani dalle ansie di tutti i giorni e ancora oggi il pranzo della domenica è per lei come per molti di noi un rito intramontabile "un'abbuffata d'amore".
Pensando al pranzo del giorno festivo mi viene ovviamente di proporvi un ricco piatto di festa perché di festa sono per me, ma ancor più per mio marito, i primi che vengono gratinati in forno perché la crosticina fa subito festa. Per questo piatto mi sono ovviamente rifatta ad una ricetta del libro di Persegani che ho adattato e modificato secondo le mie esigenze. Nell'originale Ziti in teglia con ragù dell'orto lo chef utilizza gli ziti mentre io ho scelto i Filei un formato di pasta regionale che produce il pastificio Pisani & Pasta, io poi ho omesso la besciamella utilizzando per dare cremosità al piatto della fresca robiola ho aggiunto al soffritto di verdure anche del porro e per completare un leggero strato di sughetto al pomodoro.
Filei gratinati al ragù dell'orto
Ingredienti per 4 persone:
300 g di filei
1 peprone verde
1 peperone rosso
2 zucchine
1 cipolla
1 piccolo porro
1 carota
1 costa di sedano
4 pomodori pelati
1 spicchio d'aglio
basilico
250 g di robiola
60 g di parmigiano
olio extravergine d'oliva
sale e pepe
Tritare la cipolla e soffriggerne una parte con un filo d'olio e l'aglio, unire i pelati e schiacciarli con la forchetta, salare pepare e lasciar cuocere finché si restringe un poco, eliminare l'aglio, unire qualche foglia di basilico e passare il sughetto al passì con i fori stretti. Intanto preparare un soffritto con la cipolla restante la carota, il porro e il sedano a piccoli dadi, unire i peperoni e le zucchine anch'essi a dadini e lasciar rosolare, salare pepare e continuare la cottura finché le verdure saranno cotte ma non spappolate. Lessare la pasta, condirla con metà ragù di verdure e la robiola. Versare la pasta in teglia, stendervi sopra il sughetto di pomodoro, le restanti verdure e il parmigiano grattugiato con gratì. Porre in forno a gratinare finché la superficie apparirà dorata.

Per la realizzazione della mia ricetta mi sono servita degli utilissimi attrezzi I colorati di Ariete inaugurando così una sezione del blog dedicata alla cucina cromatica A tutto colore
Potete anche scaricare il bellissimo ricettario di Simone Rugiati La cucina cromatica

2012-03-07

Vassoio e americano collezione Impronte di Wald
I fagioli sono il vanto di Sarconi e l'azienda Belisario il fiore all'occhiello di tutta la Val d'Agri.
I terreni dell'azienda digradano dal Sirino a oltre 2000 metri d'altezza e si estendono per valli e colline lungo il percorso del fiume Sciaura che con le sue acque fresche e leggere conferisce un particolare gusto ai legumi che vi sono coltivati. I Belisario producono ben venti diversi e pregiati ecotipi di fagiolo con semi tramandati di padre in figlio dai curiosi nomi locali che ne richiamano le caratteristiche: panzaredda, nasieddu, tuvagliedda, maruchedda, munachedda per citarne alcuni. Il rispetto dei metodi tradizionali di coltivazione, il clima e i terreni rendono i fagioli di quest'azienda un prodotto di rara prelibatezza.
I fagioli di Sarconi sono ricchi di fibre, vitamine, amido, sali minerali, ferro, calcio e fosforo e questo loro elevato potere nutrizionale mi ha suggerito di sostituirli alla carne in questo fantastico Hamburger. Per la ricetta ho attinto al libro della Paltrow di cui vi parlavo qualche post fa ma ho italianizzato il gusto utilizzando fagioli di Sarconi e rosmarino per dare sapore. Per arricchire il panino qualche prodotto della mia terra, un po' di pomodorini sott'olio essiccati al sole dell'estate e una fetta di caciocavallo, provate e poi mi fate sapere.
Il fatto di utilizzare meno la carne sostituendola con altri prodotti nutrienti al pari mi sono accorta che non penalizza affatto il gusto, semplicemente è un altro gusto che dobbiamo in qualche modo imparare a conoscere per il bene nostro e dell'umanità e se la vostra preoccupazione, come la mia del resto, è quella di dover fare a meno di tutto il buono della cucina tradizionale, vi dico che le due cose insieme sono addirittura possibili E' stato di recente pubblicato da Sonda La Cucina Etica Regionale. Il libro della giovane Nives Arosio ripercorre in 365 ricette la tradizione gastronomica del nostro paese rivisitandola in chiave vegan, un lavoro meticoloso i cui risultati appaiono, a giudicare delle invitanti immagini, più che soddisfacenti. Molto interessante la sezione iniziale del libro dedicata agli ingredienti vegani, un mondo per noi sconosciuto dal quale apprendere molto per cambiare vita o semplicemente, come piace a me, per avere più occasioni di gioco in cucina.
Tornando ai miei hamburger dimenticavo di dirvi che i panini li ho preparati in casa semplicemente seguendo le istruzioni riportate sulla confezione della farina per pane nero ai 7 cereali di Molino Spadoni, li ho poi arricchiti prima della cottura con semi di girasole. A voi la ricetta degli hamburger vegetariani.
Ingredienti per 4 persone:
4 panini integrali ai 7 cereali
400 g di fagioli di Sarconi lessati
2 cucchiaiate di riso integrale lessato
olio extravergine d'oliva
1 piccola cipolla bionda
1 spicchio d'aglio
1 rametto di rosmarino
farina q.b.
sale e pepe
pomodorini secchi sott'olio
origano
caciocavallo
Tritare la cipolla con il rosmarino e rosolarla con l'aglio schiacciato in un filo d'olio, unire i fagioli e il riso e cuocere per un paio di minuti, regolare di sale e pepe poi schiacciare il composto ottenuto con l'aiuto di uno schiacciapatate o come nel mio caso con un paio di giri di Swizzz cut di Eva collection per renderlo compatto. Suddividere l'impasto in quattro parti e schiacciarlo a mo' di hamburger passandolo nella farina. Lasciare riposare gli hamburger in frigo anche un paio d'ore poi rosolarli da ambo i lati in una padella con altro olio. Tagliare i panini a metà e farcirli con l'hamburger, una fetta di caciocavallo, qualche pomodorino e una spolverata d'origano servire con una fresca insalatina da taglio.

2012-03-05

Piatto dolce e pala linea Impronte verde di Wald
Una volta in Quaresima la Pasqua è davvero dietro l'angolo e quest'anno ho iniziato a pensarci con un po' d'anticipo essendo coinvolta nell'iniziativa Pasqua 2012 di Lindt.
Se penso alla Pasqua della mia infanzia non posso non pensare alla cioccolata, mi era consentito aprire l'uovo appena sveglia e assaggiarne il cioccolato ancor prima di fare colazione, ricordo ancora quella particolare scioglievolezza e rotondità al palato che solo lo spessore sottile dell'uovo pasquale ha. Ancora oggi acquisto almeno un uovo di Pasqua per la mattina della festa, prima di ogni altra cosa devo assaggiarne un pezzetto.
La ricetta che voglio condividere con voi è una torta semifreddo a base di cioccolato bianco e liquirizia con decorazioni di cioccolato fondente.


Torta arabesco di cioccolato bianco e liquirizia
Ingredienti
Per la frolla:
200 g di farina 00*
100 g di zucchero
100 g di burro freddo
2 cucchiai di cacao amaro
1 uovo
Per la mousse al cioccolato e liquirizia:
125 g di cioccolato bianco
2 cucchiai di polvere di liquirizia**
4 tuorli
3 cucchiai di zucchero
3 g di gelatina in fogli
250 ml di panna fresca
Per la ganache di cioccolato bianco:
125 g di cioccolato bianco
125 ml di panna fresca
Per completare:
50 g di cioccolato fondente
1 cucchiaio di zucchero a velo
1 cucchiaio di panna
Preparare la frolla: amalgamare il burro freddo alla farina fino ad ottenere un composto sabbioso, unire lo zucchero, il cacao e poi l'uovo. Lasciar riposare l'impasto in frigo per mezz'ora poi stenderlo a mezzo centimetro di spessore e foderarvi una teglia a cerniera**** ben imburrata e infarinata, bucherellare il fondo e porvi sopra un foglio di carta forno e fagioli da cottura, informare a 180° per 15-20 minuti circa, scoprendo il fondo dopo 10 minuti per far cuocere il fondo uniformemente.
Preparare la mousse, montare i tuorli con lo zucchero e la liquirizia finché non diventano spumosi, unire il cioccolato sciolto a bagnomaria, la gelatina sciolta in due cucchiai di acqua bollente e poi la panna montata amalgamandola al composto con movimenti dall'alto al basso.
Versare la mousse nel fondo di frolla preparato e lasciato raffreddare. Porre il dolce in frigo. Preparare la ganache: portare a bollore la panna e versarla in una terrina con il cioccolato, coprire e dopo 5 minuti mescolare con una spatola finché la cioccolata non sarà completamente sciolta. Versare la ganache sulla torta e porre nuovamente in frigo.
Sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente con lo zucchero e la panna. Versare la crema in un conetto di carta forno e decorare la superficie del dolce con arabeschi.
*Ho usato la farina 00 speciale per dolci e sfoglie di Rosignoli Molini ideale per impasti diretti.
**Io utilizzo la polvere di liquirizia Amarelli.
*** Per la cottura del fondo mi sono servita di uno stampo a cerniera della linea Keramia di Guardini.

La mia ricetta la trovate ovviamente pubblicata nella sezione del sito che Lindt ha dedicato all'iniziativa

2012-03-02

Vassoio linea Sant-Tropez di Laboratorio Pesaro
Ma ve lo immaginate un formaggio a forma di torta nuziale? Esiste e non è certo una mia invenzione ma una tradizione piemontese antichissima che affonda le sue radici già nel XII secolo. Viene chiamato anche il formaggio della Gioconda perché pare che leonardo Da Vinci in persona lo volle come formaggio nel banchetto di nozze organizzato per Isabella D'Aragona sua musa e modella del capolavoro La Gioconda. La curiosa forma si ispira forse alla torre diroccata del castello di Montébore, il paesino piemontese da cui il formaggio prende il nome, ed è ottenuta sovrapponendo robiole di diametro decrescente. E' prodotto con latte crudo misto vaccino per il 75% e ovino per il restante 25%, la stagionatura varia da una settimana a due mesi e stagionandosi la crosta diventa asciutta e rugosa e la pasta all'interno è liscia, bianca e leggermente occhiata. E' un fromaggio latteo e burroso con retrogusto erbaceo e man mano che la stagionatura procede si fanno più evidenti le note ovine. Il Montébore era un formaggio scomparso da quando quarant'anni fa l'ultima produttrice cessò l'attività ma Slow Food  che ne ha fatto un Presidio lo ha resuscitato rintracciando l'ultima depositaria della tecnica di produzione di questo formaggio che ha trasmesso il suo sapere a Roberto Grattone.
Roberto Grattone gestisce la cooperativa Vallenostra  che produce frutti della terra, vino e altre specialità casearie come il Ruè o il Mollana della Val Borbera oltre al Montébore. Vallenostra è anche agriturismo con piatti a base di ingredienti della cooperativa e del territorio ed osteria e organizza attività didattiche con le scuole.
Da una forma semi-stagionata di Montébore ho tagliato delle fette che  hanno arricchito notevolmente il gusto della mia pizza rustica alla parigina che si sa i piemontesi coi francesi hanno sempre avuto a che fare...
La pizza rustica parigna nella tradizione napoletana prevede una base di pasta di pizza un ripieno di pomodoro mozzarella e prosciutto e una copertura di pasta sfoglia. Io la preparo con vari ripieni e stavolta al prosciutto ho voluto aggiungere il Montébore, un po' di Mollana per dare cremosità e qualche oliva
A voi la ricetta:
Ingredienti:
250 g di farina oo*
2 cucchiai di olio
1/2 cucchiaino di sale
8 g di lievito di birra fresco
150 ml di acqua
250 g di pasta sfoglia già stesa
passata di pomodoro condita con olio sale origano e una puntina d'aglio
150 g di formaggio mollana (in mancanza stracchino)
150 g formaggio Montébore
100 g di cotto in una sola fetta
olive verdi denocciolate
olio e origano per completare
Sciogliere il lievito nell'acqua tiepida impastare con farina sale e olio e lasciar lievitare un paio d'ore. Stendere l'impasto in una teglia rettangolare (30x40) e stendervi sopra qualche cucchiaio di passata condita i formaggi, il prusciutto a fiammiferi e qualche oliva denocciolata.
Coprire con la sfoglia avendo cura che sia stesa bene fino ai bordi, sigillare i bordi con una forchetta e forare la superficie superiore. pennellare la sfoglia con olio e cospargerla di origano. Infornare a 200° finché la pizza risulterà ben dorata sopra e sotto. Lasciar intiepidire un po' prima di tagliarla a fette e servirla con un calice di ottima birra, nel mio caso La Edikt1516 Naturtrüb Bier di Zago, una Cuvée di malto cruda con toni di lievito che ben si addice al pomodoro della pizza.
* La farina da me utilizzata è la 00 speciale per pizza di Rosignoli Molini ideale per la produzione di impasti a breve lievitazione, quindi per pizze tradizionali al piatto, al trancio e focacce.
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