2014-04-30

Cesto pic-nic ImballoREGALO.com, bicchieri piatti e posate con sacchetto di carta Verdiamo, runner Busatti
Se non si pensa a un pic-nic per domani  non si è normali. Scherzo per dirvi semplicemente che il pic-nic è per me l'essenza stessa della giornata relax per eccellenza e primavera è la stagione giusta per godersi il sole in campagna (in estate troppo calda). Ecco allora io averi pensato ad un pic-nic nell'erba in cui gustare pietanze semplici da realizzare e magari un po' ricercate nel gusto insieme a qualche speciale bevanda e Lurisia, a iniziare dalla purissima acqua, di bevande speciali che nulla hanno a che vedere con quelle ordinarie che portano gli stessi nomi, ne offre davvero tante: acqua tonica, succhi di frutta, aranciate, chinotto ma anche birra e gazzosa ed io ho deciso di provare finalmente il francese panaché, un cocktail alcolico realizzato con birra e gazzosa, molto fresco e dissetante adatto ad un pic-nic. Per realizzare questo cocktail basta mescolare bue parti di birra e una di gazzosa e sentirete che freschezza
In un pic-nic che si rispetti bandirei la plastica, poco gradevole alla vista e altamente inquinante e quindi via libera a piatti in foglia di palma e posate in legno Verdiamo così come i bicchieri in carta, tutto compostabile e biodegradabile per non avere neppure il fastidio di dividere i rifiuti a fine giornata.
Ho preparato un pane alle fave con un tocco speziato di Curry piccantissimo e del primo sale con latte di capra, perfetto per il primo maggio. Per dolce una golosa e semplice torta alle fragole.
Del pane alle fave vi lascio la ricetta qui di seguito, quella della Torta alle fragole potete leggervela su Creare in cucina dove è stata pubblicata qualche giorno fa.


Ingredienti:
500 g di farina con manitoba
1/2 bustina di lievito di birra secco AR.PA. Lieviti
200 g acqua
50 g latte
50 g olio
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di sale
1 tazza di fave sgusciate
150 g di formaggio primosale
polvere di curry
Sciogliere nell'acqua mescolata al latte il lievito e lo zucchero. Miscelare le farine con il sale, aggiungere i liquidi e l'olio. Mettere a lievitare in un posto caldo e al riparo da correnti, per circa un'ora e 30 minuti.
Riprendere l'impasto stenderlo in un rettangolo, distribuirvi sopra le fave sbollentate con il sale, il primo sale a tocchetti e spolverizzare di curry, arrotolare il pane su sé stesso e adagiarlo in una teglia da plumcake. Lasciar riposare ancora mezz'ora poi cuocere il pane  in forno caldo a 200° per 40 minuti circa ponendo alla base del forno una ciotola piena d'acqua per mantenere l'umidità.

Con la ricetta del pane alle fave che è perfetto abbinato ai salumi partecipo al contest di Alice"Nel cesto del picnic" del blog La cucina di Esme.

2014-04-27

Piatti La Porcellana Bianca, americano e tovagliolo Busatti
Ideando, preparando e soprattutto degustando questo piatto ho compreso il concetto di lusso a tavola.
Concludere così un pasto o trascorrere un'ora felice sbocconcellando questo pane ricco allo yogurt con Formaggio di Fossa di Sogliano e Luviriata insieme ad un bicchiere di dorato e amabile Verduzzo Friulano Castello di Porcìa non ha prezzo. 
Il pane l'ho fatto io con farina di grano saraceno, yogurt, uvetta e mandorle e nel realizzarlo mi sono divertita a dargli una forma palmata che mi ha concesso di ricavare con facilità i bocconcini che vedete il foto. 
Ma i buoni prodotti che ho scelto di abbinarvi sono leccornie di Romagna che potevo trovare solo presso Luvirie, produttore artigianale di specialità alimentari tratte dalla cucina tradizionale romagnola. 
Il Formaggio di Fossa di Sogliano sul Rubicone è un pecorino puro che viene infossato dopo tre mesi di stagionatura, questo lo rende più pregiato, ricco di profumi e dal sapore soprendente. Delicato e dolce all'assaggio diventa più piccante in bocca lasciando poi un retrogusto amaro, ho trovato che fosse il compagno ideale della Luviriata, non un porodotto tipico romagnolo ma una creazione esclusiva di Luvirie, una dolcezza caramellata che non sazia, a base di pera, zucca, noci e zenzero. Un prodotto che sta benissimo con una vasta gamma di formaggi ma che può essere utilizzato anche semplicemente come confettura e che insieme al Formaggio di Fossa ha  completato in modo sorprendente quel ricco sapore con note dolci del mio pane.
Assaggiandolo è delizioso e sorprendente, perché al primo impatto può sembrare dolce e delicato per poi farsi sempre più piccante lasciando un retrogusto amaro sul palato. - See more at: http://www.luvirie.com/prodotti-tipici-romagnoli/formaggio-di-fossa-di-sogliano.html#sthash.MTSPYLEC.dpuf
Dico semplicemente che a volte vale la pena attraversare tutta la penisola per degustare prodotti così e quando mi capita di farlo...bè so rispondere con ragionevole certezza cosa sia il lusso a tavola.
produzione artigianale di specialità alimentari tratte dalla cucina tradizionale romagnola - See more at: http://www.luvirie.com/prodotti-tipici-romagnoli/formaggio-di-fossa-di-sogliano.html#sthash.aG4QtauE.dpuf
produzione artigianale di specialità alimentari tratte dalla cucina tradizionale romagnola - See more at: http://www.luvirie.com/prodotti-tipici-romagnoli/formaggio-di-fossa-di-sogliano.html#sthash.aG4QtauE.dpuf
Pane ricco allo yogurt
Ingredienti:
350 g di farina 0*
150 g di farina di grano saraceno
100 g di yogurt denso
10 g di lievito di birra
200 ml c.a. di acqua
1 cucchiaino di sale
1 manciata di uvetta
mandorle q.b. 
Sciogliere il lievito in 100 ml di acqua tiepida e aggiungervi 100 g di farina, formando una pastellina. Lasciar agire il lievito per qualche ora, poi miscelare la restante farina con quella di grano saraceno, aggiungervi il sale e poi il lievito preparato, lo yogurt e una bella manciata di uvetta, aggiungere altra acqua in modo da formare un impasto solido. Formare una palla liscia e lasciar lievitare fino al raddoppio in una ciotola infarinata coperta da pellicola. Ricavare dall'impasto dei rotolini e dopo averli tagliati in pezzi da 4-5 cm, arrotondarli tra le mani e attaccarli tra loro a raggiera formando una sorta di "palma". Inserire sopra ogni sporgenza una mandorla e infornare a 200° per 25-30 minuti. Serivre il pane con scaglie di formaggio di fossa e Luviriata.
* Per la ricetta ho utilizzato farina "Senz'altro" W350 Garofalo

2014-04-22

Piatti ISI Milano, canovaccio Busatti
E la Pasqua 2014 se ne va in archivio: tanto da fare, parenti, uscite programmate e non, influenza e acciacchi vari non previsti, altri imprevisti dell'ultimo minuto e nessun attimo per riposare. Ora iniziamo con le feste di primavera, le gite e i pic-nic, rinfreschiamo i menù e leviamo in alto i calici per brindare alla bella stagione. Vi propongo una Tatin con pomodori datterini, olive, feta e profumatissimo origano, una ricetta facile da gustare sotto un portico assaporando i primi raggi di vero sole. In abbinamento ho scelto un Grillo Cantine Settesoli, bianco piacevolmente sapido e persistente con note di fiori d’arancio e sentori di ananas e limone.
Ingredienti:
1 rotolo di pasta sfoglia fresca
300 g c.a. di pomodori datterini
100 g di feta greca
1 manciata di oliveverdi
olio extravergine d'oliva
1 spicchio d'aglio
origano
sale e zucchero
Sfregare il fondo di una teglia (28 cm di diametro) con uno spicchio d'aglio, olearne per bene la superficie, sbriciolarvi sopra la feta e le olive denocciolate a rondelle, allinearvi i pomodorini tagliati a metà e conditi con sale, zucchero e origano, facendo in modo che la parte tagliata si adagi sul fondo. Passare la teglia in forno caldo per 10 minuti circa (i pomodorini dovranno inizare a colorire risultando un po' appassiti). Estrarre la teglia dal forno e srotolare sopra i pimodorini la pasta sfoglia cercando diinserire in basso i bordi. Infornare nuovamente, finché la pasta risulterà gonfia e dorata. Servire la tatin calda o tiepida.

2014-04-18

Regalare dei fiori arricchiti con golosi biscottini al cacao o decorare una tavola pasquale con un centrotavola tutto da gustare potrebbe essere un'idea simpatica. La ricetta è molto semplice e i biscotti possono essere anche un modo per trascorrere un paio d'ore con i bambini di casa.
 Vi lascio la semplice ricetta per realizzare i biscottini centrotavola per Pasqua ed anche un'idea per una tavola meno formale della precedente perfetta per una cena o un pranzo pasquale in famiglia o anche per Pasquetta.
Sulla mia tavola bicchieri acqua La Porcellana Bianca, acqua Lurisia, vino Nero d'Avola Cantine Settesoli
Biscottini centrotavola
Ingredienti:
450 g di farina 00 
50 g di cacao amaro
200 g di zucchero
100 g di burro morbido 2 uova
1 cucchiaio di miele*
1 bustina di lievito
1 pz di sale
Per la glassa:
200 g c.a. di zucchero a velo
per i biscotti: impastare tutti gli ingredienti formando un panetto solido, riporlo in frigo per mezz'ora poi stenderlo con il mattarello in una sfoglia non troppo sottile. Ritagliare con un tagliabiscotti a fiore, a uovo e nelle forme desiderate tanti biscottini anche di misure diverse infilzare ciascuno con uno spiedino di legno e cuocerli a 180° per 10-12 minuti.Amalgamare lo zucchero a velo con qualche cucchiaio di acqua per formare una glassa densa. Versare la glassa in un conetto di carta e decorare a piacere la superficie dei biscotti.
Per la ricetta ho utilizzato cacao amaro, lievito atomico e zucchero a velo Ar.Pa. Lieviti, Mielbio Rigoni di Asiago e farina "Senz'altro" W170 Garofalo.
Ecco la foto di un vasetto che ho regalato.
Per relaizzare vasetti così basta inserire i biscotti con lo spiedino in un vasetto fiorito, coprire il vasetto con una busta di carta Verdiamo e legare il tutto con un fiocco di rafia colorata. BUONA PASQUA A TUTTI e non dimenticate di dare un'occhiata alla mia pagina Facebook, qualche idea dell'ultimo minuto ci scappa sempre.


2014-04-15

Alzatina La Vecchia Faenza
Cade oggi il primo giorno di Pesach, la pasqua ebraica che si protrae per una settimana. La prima sera è caratterizzata dal Seder (ordine della festa) la cena pasquale che raduna parenti amici e forestieri per la lettura dell'Aggadà (narrazione). Una cena e un rituale prestabiliti come in ogni religione seppure io consideri quella ebraica più di una religione, una cultura, un modo di essere che esige ammirazione e rispetto per tutti coloro che sono riusciti a preservarne intatti "i segni" distintivi nonostante le avversità. La comunità ebraica in Italia è ormai scarna ma estremamente legata alle proprie tradizioni e ritualità anche in cucina. Regole precise dicevo anche a tavola dove tante son le limitazioni, possono essere consumati solo alimenti kasher, cibi adatti ovvero preparati in conformità con le particolari regole alimentari ebraiche. Mi sono fatta molte domande sulla loro cultura e tante risposte le ho ricevute attraverso dei libri di cucina.
 La mia cucina Kasher - Assaggiando qua e là è il libro di Giuliana Giannetti pubblicato da Sovera Edizioni, come suggerisce il sottotitolo raccoglie ricette di tradizione tratte da vari ricettari trovati nelle soffitte e nei cassetti delle varie case di famiglia dell'autrice. Altre vengono da amiche e dai viaggi, fino a Gerusalemme dove la Giannetti si è alla fine trasferita. Ricette che non sono solo una maniera per far da mangiare ma ma per tramandare un mondo. Segreti e trame di vita differenti legate da gesti comuni. Non solo ricette di cultura ebraica nel libro ma anche contaminazioni, classici della cucina tradizionale ed internazionale rivisitati e proposti in chiave kasher.
La mia cucina ebraico romanesca è il libro di Bruna Tedeschi pubblicato da Logart Press. Un manuale di cucina ricco di storia e cultura che si sfoglia con vero piacere grazie anche alle immagini che ci parlano di Roma e dei suoi mercati. E' a Roma che principalmente la comunità ebraica autocnona e il resto della cittadinanza si sono integrati e hanno culturalmente interagito dando luogo a rari esempi di commistione e convivenza tra culture. Espressione di questa commistione è anche la cultura gastronomica, ne sono valido esempio i carciofi alla giudìa. La cucina della comunità ebraica e quella romanesca sono unite dagli stessi poveri ingredienti spesso trattati diversamente così tanto da assumere nuovi sapori. Nel libro Bruna Tedeschi  ci rende partecipi di questo mondo a noi sconosciuto, la ricerca del nuovo attraverso il passato, la ricerca della tradizione attraverso i ricordi di famiglia. Alcune ricette del libro hanno provenienza antichissima e sono vere e proprie "ricette di antiquariato gastronomico" come le definisce lei stessa, altre sono "nuove proposte".
Alcune ricette tradizionali le ho ritrovate in entrambi i volumi, da molte sono stata attratta ma alla fine ho scelto questi semplici e profumati biscotti tipici del periodo pasquale. Ho scelto la versione di mamma Elena riportata dalla Tedeschi più dettagliata nelle dosi e piena di aromi. Mi raccomando il lievito non è una dimenticanza nel periodo di Pesach i lieviti sono banditi dagli alimenti.
Ciambelline per Pesach
Ingredienti:
150 g di zucchero
3 uova
6 mezzi gusci di olio di semi
cannella
scorza di 1/2 arancia
scorza di 1/2 limone
sale 
500 g c.a. di farina 
Disporre la farina a fontana e mettere al centro gli altri ingredienti. Impastare velocemente fino ad ottenere un impasto morbido, modellare i bastoncini e chiuderli a ciambelle. Cuocere in forno a 170° finché risultano appena colorite. Ho completato di mia iniziativa con zucchero a velo.

2014-04-11

Tovaglia Busatti, Piatti, tazzine fiori e bicchieri acqua La Porcellana Bianca, piattini candele Easy Life Design, teiera Laboratorio Pesaro
Ormai ci siamo e voglio che questa Pasqua sia davvero la festa di Primavera, per i colori, i profumi e tutto il bello di cui possiamo e dobbiamo circondarci.
Ho pensato ad una tavola fresca, elegante e tenue come solo la Primavera sa essere: piatti bianchi che richiamano nella forma i fiori, tovaglia in rosa, un po' di verde per i nastri e qualche nota più vivace ma in tono nei fiori, un mix di roselline rampicanti e fiori di campo.

Su una tavola così anche le pietanze devono essere in tema, pasquali sì, magari di tradizione e perché non cedere anche a qualche innovazione?
Su Cucina Naturale di Aprile vi è un intero menu di festa vegetariano e tante variazioni alle ricette classiche. 
Anch'io ho voluto variare un classico dolce in chiave salata e vegetariana. 
La dolce pastiera di grano è diventata salata per un antipasto pasquale gustoso e sorprendente.

Pastiera salata
Eccovi la mia ricetta
Ingredienti per 4 monoporzioni
Per la frolla:
200 g di farina
100 g di burro
1 pz di sale
1 tuorlo
3-4 cucchiai di acqua
Per il ripieno:
150 g di verdure miste (piselli, carote e zucchine)
100 g di ricotta fresca
1 uovo
150 g di grano cotto
1 dl di latte
1 scalogno
2 cucchiai di grana grattugiato
sale e pepe 
Lavorare velocemente la farina con il burro freddo fino a renderla sabbiosa, unire il sale, il tuorlo el'acqua, formare una palla e lasciarla riposare in frigo.
Tagliare a cubetti piccolissimi le verdure, tritare lo scalogno e dopo averlo appassito in un tegame con un filo d'olio e un pizzico di sale, saltarvi il grano già lessato, aggiungere il latte e lasciarlo assorbire mescolando, unire anche la ricotta e scioglierla per bene, aggiungere le verdure tagliare a dadini (delle zucchine solo il verde) e lessate appena, lasciar intiepidire, aggiungere il grana e l'uovo, regolare di sale e pepe.
Stendere la frolla in una sfoglia sottile, foderarvi quattro stampi da crostatine e bucherellare il fodno, distribuire negli stampi l'impasto di grano preparato e completare con i classici bastoncini di impasto ricavati dai ritagli, infornare a 180° per 25-30 minuti, fino a doratura. Servirecon un Fiano di Avellino Villa Raiano.

2014-04-09

Ormai qua si vive per i cuccioli, i loro gusti e i loro giochi cambiano e noi ci adeguiamo. Il gioco del momento è La Fattoria delle forme di Sassi Junior e, acquistata per Aurelia, è diventata il gioco preferito di Giulio e se il libricino con una graziosa storiella sugli animali della fattoria viene lasciato senza capricci alla piccola di casa, che lo ha sequestrato e non lo cede neppure dietro ricompensa, per le formine la questione è più delicata diventando le stesse oggetto di liti furibonde e reiterati dispetti.
Per fortuna poi arriva la mamma e i suoi impasti a placare gli animi, per impasti non intendiamo solo quelli mangerecci ma anche paste modellabili colorate. 
Nel G-baby, il mensile per i piccoli di San Paolo Edizioni, ogni mese nella rubrica Lo zoo di Morbilandia troviamo forme nuove da realizzare. Stavolta mi son dovuta cimentare con il gatto, del resto non c'è fattoria che si rispetti senza gattini che le gravitano attorno.
Quando poi come in questo caso li coinvolgo in cucina si divertono alla grande anche se il coinvolgimento nella preparazione non implica affatto che poi ne apprezzino il risultato, ma quel che è certo io e il papà gradiamo molto e di buttare alla fine non si butta mai nulla. 
Stavolta ho voluto la sicurezza ed ho utilizzato la ricetta dei bagel e soprattutto l'idea delle collane di Miralda Colombo, idea trovata su La forchettina il libro di cui vi ho già detto qualche post fa. Tuttavia se pure le ciambelle sono riuscite col buco ho commesso l'errore di adornarle con sani semini di sesamo ed erbette di Provenza Cannamela
Risultato? Giulio ha rifiutato perfino l'assaggio ma tranquilli erano ottimi e sicuramente li rifarò senza l'ombra di semini per il mio ometto che prima o poi capirà che si perde.
BAGEL
Scatola e tovagliolo Verdiamo
Ingredienti:
300 g di farina manitoba 
200 g di farina 00
½ panetto di lievito di birra fresco 
250 ml di acqua tiepida
1 cucchiaino di sale 
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaino di bicarbonato
1 cucchiaino di miele 
semi di sesamo
erbe di Provenza
Sciogliere il lievito con un cucchiaino di zucchero e due cucchiai di acqua tiepida. Diluire a parte anche il cucchiaino di sale con tre cucchiai di acqua. Mescolare le due farine, aggiungere il lievito e l’acqua con il sale, il cucchiaio di zucchero e il resto dell’acqua, man mano che si assorbe la precedente.
Lavorare l’impasto almeno per una decina di minuti, trasferire quindi la palla ottenuta in una ciotola leggermente unta di olio e coperta. Tenerla in un luogo caldo per un paio d’ore.
Riprendere l’impasto, sgonfiarlo sulla spianatoia e ricavarne tante palline grandi come una noce. Con il pollice praticare al centro un buco di circa un centimetro e mezzo.
Far scaldare un paio di litri di acqua in una pentola con un cucchiaino di bicarbonato e uno di miele.
Quando l’acqua sobbolle, appoggiarvi i bagel un po' per volta: andranno a fondo e poi riemergeranno in superficie. Se non si vuole una consistenza gommosa cuocerli non più di un  minuto rigirandoli una volta
Appoggiarli su un foglio di carta da forno, spolverizzarli con semi ed erbette a piacere e cuocerli in forno già caldo a 200° finché non appariranno ben dorati.

2014-04-07

Piatti ISI Milano, cupola La Porcellana Bianca, tovagliolo Busatti
Quando arriva il periodo pasquale la voglia di panificare sale alle stelle, pani speciali, pani farciti, pani che abbiano il sapore di questa bella festa di primavera. Nella mia cucina non si fa eccezione e preparandomi alle prossime gite fuori porta sperimento i miei pani festivi  con appetitosi ripieni e tanti semini per completare e rendere il risultato più gradevole alla vista e al palato, come in questa ricetta.
Cerco di apprendere dalla tradizione del nostro paese e anche da chi può darmi idee fortemente innovative e lo faccio attraverso i miei amati libri.
Pane toscano è il libro che Ornella D'Alessio ha dedicato a questo delizioso e apprezzato prodotto. Pubblicato da Moroni Editore il libro ci svela i segreti del pane toscano e ci insegna 20 ricette tradizionali per degustarlo al meglio, dalla semplice Fettunta alle zuppe tradizionali del territorio toscano che lo vedono compagno irrinunciabile. Tante eloquenti immagini delle fasi di lavorazione e del prodotto finito arricchiscono il volume che diventa una preziosità da collezionare anche per la prefazione-ricordo di Andrea Camilleri. 
Di respiro internazionale e moderno il libro di Ruth Clemens dedicato all'arte della panificazione Pane & dolci pubblicato da Il Castello stupisce per la varietà delle ricette presentate. Posso affermare senza tema di smentita che ve n'è una adatta ad ogni ora della giornata e ad ogni occasione e sfogliando le pagine del libro la voglia di impastare ed infornare è davvero irresistibile. Spiegazioni chiare e pratici suggerimenti fanno del libro un perfetto manuale in cui trovare anche la spiegazione e la conseguente risoluzione per molti comuni errori.
Non si parla solo di pane ma di tante golose e sane pietanze realizzate con ingredienti che col pane hanno (per me) un fortissimo legame in Papaveri e pistacchi di Maia Beltrame Giacomo Notarbartolo pubblicato da DeAgostini. Un curatissimo volume dedicato a semi e germogli "dal più piccolo, quello di papavero, al più grande, quello di cocco, i semi possiedono tutti insospettate caratteristiche, molto varie e apprezzabili sia dal punto di vista nutrizionale sia sotto l’aspetto organolettico". Spesso li utilizziamo inconsapevolmente sono semi infatti i cereali, i legumi e moltissime spezie ma con questo libro impareremo a dare il giusto valore a ciò che consumiamo diventando consapevoli delle doti di questi ingredienti preziosi per il nostro organismo: anacardi, arachidi, carrube, castagne, cumino, girasole, melagrana, pinoli, quinoa e molti altri trovano posto nel volume che ce ne insegna doti e sapiente utilizzo, compresa l'arte di farli germogliare e di utlizzarli in altre sfiziose maniere.
Girelle di pane alla mortadella e primosale
Ingredienti
Per l'impasto:
300 g di farina*
25 g di olio extravergine d'oliva
130 g di acqua
12 g di lievito di birra fresco
1 cucchiaino di sale
Per il ripieno:
200 g di mortadella**
200 g formaggio primosale
semi dei sesamo nero o altri semi a vostro piacere per completare
Impastare la farina nella quale è stato miscelato il sale con il lievito sciolto nell'acqua tiepida, unire l'olio e, dopo aver formato una palla, lasciarla riposare coperta per due ore. Stendere l'impasto in un rettangolo aiutandosi con il mattarello, cospargerne la superficie di mortadella e primosale tritati non troppo finemente. Avvolgere la sfoglia su sé stessa e ricavarne delle girelle tagliandola in sezioni.
Pennellare la superficie delle girelle con olio e acqua e cospargere di semi.
Lasciar riposare ancora un'oretta e infornare le girelle a 190° per 20 minuti circa finché risulteranno ben dorate.
* Per la ricetta ho utilizzato la nuova farina "Senz'altro" W260 Garofalo  facilmente reperibile al supermercato garantisce davvero ottimi risultati con pizze e focacce.
**La mortadella è ovviamente la Blu di Felsineo delicata ed aromatica.

2014-04-04

Piatti decoro Panarea Ceramiche De Simone, tessuto a righe Busatti
Alcuni piatti vengono fuori così da una semplice conversazione, prendono forma nel nostro immaginario e poi vita tra le mura della nostra cucina, gli diamo quella veste che immaginiamo abbiano e se restiamo soddisfatti del risultato ci piace credere che quella fosse la via giusta, che non vi era altro modo per realizzare quel piatto. 
Questo primo vien fuori da una conversazione che mio marito ha avuto durante la raccolta di asparagi selvatici, con un altro raccoglitore, mi ha raccontato il piatto ed io l'ho realizzato così. Probabilmente non è lo stesso che si prepara a casa dell'"ispiratore" ma io l'ho visto così ed eccomi qua a raccontarvelo. Asparagi selvatici, cozze freschissime e calamarata Schioppi gli ingredienti di questo sorridente piatto di primavera.
Un piatto semplice da preparare che ho voluto valorizzare con una tavola che ne portasse fuori tutta l'allegria. Easy and Chic!
 Come il bellissimo libro di Mariagrazia Picchi Easy Chic pubblicato da Wingsberty House. L'amore per il cibo, l'arte del ricevere recita il sottotitolo e come non aver voglia di far visita alla Picchi sfogliando le pagine del suo originalissimo libro. Le ricette sono facili, accessibili a tutti e presentate con estrema eleganza, le foto invitanti, il sorriso dell'autrice rilassante e le frasi scritte a mano qua e là nel libro decisamente intriganti. Uno squarcio in una vita comune ma non ordinaria, in cui la premura per l'ospite, la cura in ciò che si mette nel piatto e l'attenzione ai piccoli dettagli fanno la differenza. Un libro che non è solo una raccolta di ricette ma una piccola filosofia di vita, quella di Mariagrazia e del suo Salotto culinario, un volume da custodire gelosamente come una vera e propria arma di seduzione.
Per sostenere il gusto di questo piatto, la sapidità delle cozze, il lieve selvatico amaro degli asparagi ho scelto un rosso, un Syrah  delle Cantine Settesoli.
Calamarata con cozze e asparagi selvatici
Ingredienti per 4 persone:
400 g di calamarata o mezze maniche
1 kg di cozze 
1 mazzetto di asparagi selvatici
1 cipollotto
1 spicchio d'aglio
2 cucchiai di passata di pomodoro
olio extravergine d'oliva
sale e pepe bianco
Pulire gli asparagi dalle parti legnose e tagliarequelle tenere a pezzi di due cm circa. Lessarli in acqua salata per pochi minuti.
Pulire le cozze ed aprirle in un tegame coperto. Eliminare i gusci e tenere da parte i frutti e l'acqua filtrata.
Preparare un fondo con l'olio, il cipollotto tritato e lo spicchio d'aglio, aggiungere la passata di pomodoro, gli asparagi e l'acqua delle cozze, lasciar restringere il sughetto aggiungere una macinata di pepe e sale solo se necessario (non dovrebbe servire vista la sapidità delle cozze).
Cuocere la pasta  molto al dente e completare la cottura con il condimento, unendo solo a questo punto le cozze, aggiungendo un po' di acqua di cottura della pasta per far uscire l'amido e rendere cremoso il condimento.

2014-04-02

Ciotolina Easy Life Design, tessuti Busatti, cucchiaio Verdiamo
Gli snack sono un grande problema davvero, specialmente nel tempo libero capita di non riuscire a gestire l'attacco di fame in modo sensato e di ricorrere a poco salubri spezza fame in busta: patatine, noccioline e chi più ne ha più ne metta con notevole aggravio per l'organismo che oltre a grassi e calorie deve far conti con conservanti, glutammato e altre sostanze nocive. Per rompere la fame o come compagni per l'aperitivo consiglio i più classici dei ceci, preparati velocemente e in modo originale. Aglio e Paprika affumicata renderanno i vostri cecini una bomba di gusto.
Certamente avrete voglia di cambiare molte delle vostre abitudini e anche di evitare il consumo di snack ed altri alimenti confezionati se vi dedicate alla lettura del piccolo ma indispensabile Ingredienti pericolosi di Rachel Frély pubblicato da Edizioni Il punto d'Incontro  in cui una sezione è dedicata ai  veleni nel cibo: conservanti, coloranti, aromi artificiali, addensanti, edulcoranti. Mancano (ahime!) i grassi idrogenati ma quelli ve l'assicuro io bene non fanno di certo. Vivere senza veleni è possibile ci dice l'autrice insegnandoci a leggere l’etichetta dei prodotti che usiamo e consumiamo nella quotidianità e aiutandoci a compiere scelte consapevoli.
Se state pensando di omettere l'aglio dalla ricetta che sto per darvi, ripensate la vostra decisione dopo aver letto il libro che vi propongo.
L'aglio tuttofare è una recente pubblicazione Edizioni L'Età dell'Acquario e in esso l'autore Alix Lefief-Delcourt ci svela 1001 segreti di un ingrediente magico per la salute, la casa, la cucina. Dalla sua storia alle eccellenti proprietà mediche che lo contraddistinguono (è efficace contro il mal di testa, le verruche, il diabete, il colesterolo, lo stress, gli stati febbrili, l’ipertensione, la tosse, il raffreddore, la cattiva circolazione...), così come quelle cosmetiche e disinfettanti, nulla viene trascurato nell'esaustivo volume che si presenta come una piccola e piacevole enciclopedia dedicata a questo prezioso bulbo e ai suoi molteplici impieghi. Resterete davvero stupiti di quanto possa esservi utile il suo utilizzo e state tranquilli imparerete anche a minimizzarne alcuni effetti indesiderati.
Snack di ceci paprika e aglio
Ingredienti:
1 tazza di ceci lessati
1 cucchiaino di paprika affumicata
1 spicchio d'aglio
olio extravergine d'oliva
sale
Condire i ceci con l'aglio schiacciato, la paprika e un filo d'olio. Distenderli in una teglia foderata di carta forno e cospargerli di sale. Infornare a 180° finché avranno fatto una crosticina dorata.
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