2014-05-30

Piatti bianchi, ciotoline e bicchieri in cellulosa Ecobioshopping
Colore a tutto spiano per questa tavola dedicata ai più piccoli, non è mai troppo presto per insegnargli a curare i dettagli, un po' di ricercatezza e chiccheria per divertirsi ad apparecchiare insieme una tavola sulla quale poter gustare i piatti che più preferiscono.
Complice una scatola gioco della collana Barbie  Lisciani Giochi Scuola di Cucina Barbie con tanti dolcetti e ricette in stile Barbie e molte attività creative per decorare la tavola ho deciso che il tema sarebbe stato a lei ispirato, ho accostato al fuxia l'arancio per un sorprendente effetto vitaminico che ai bambini piace oltre misura.
Come centrotavola abbiamo realizzato dei fiori in carta con lo stelo di cannuccia che abbiamo inserito in un secchiello di latta arancione. L'idea è del G-Baby di Maggio che suggeriva la realizzazione delle rose (con tanto di stelo e vasetto in carta) per la festa della mamma. Noi abbiamo preso qualche scorciatoia, i bimbi sono piccoli e io tanta pazienza non l'ho più da parecchio tempo, ma alla fine il risultato è stato gradevole.
Abbiamo utilizzato gli stampini fuxia per biscotti della scatola di Barbie come segnaposto e decorazione per la tavola, ai piatti in cellulosa abbiamo abbinato piatti in porcellana arancione perché anche i piccoli devono fare attenzione ed abituarsi ad utilizzare stoviglie da grandi, i bicchieri li abbiamo inseriti in cestini di latta colorata arancione e fuxia, via libera ai tovagliolini in carta visto che i bambini di tovaglioli ne sporcano parecchi. Nella foto che segue i miei aiutanti sorridono soddisfatti pronti a degustare il banchetto a loro destinato.
La pizza a cuore con cuore di wurstel (idea presa dal libro gioco di Casa Lisciani di cui vi ho detto) è il piatto principale.Per la ricetta della pizza fate pure riferimento alla ricetta base, per il wurstel a cuore basta tagliarlo in verticale lasciandone un centimetro attaccato e piegarlo al contrario fermandolo con una stecchino che eliminerete dopo la cottura. I wurstel in questa forma sono perfetti anche con un uovo al centro come suggeriva il libro su Barbie.
 Non manca un goloso dessert a base di pacake alla crema di nocciole realizzato con la ricetta e gli stampini fiore e stella del n. 33 de I dolci di Benedetta la raccolta Fabbri Publishing di cui vi ho già detto diverse volte. Ho scelto una ricetta del n. 11 dell'opera perché non contenendo zucchero permette di farcire i pancake anche con condimenti salati.
Pancake con crema di nocciole
Ingredienti:
170 g di farina 00
300 ml di latte fresco intero
1 uovo
50 g di burro
1 cucchiaino di lievito chimico
1 cucchiaino scarso di bicarbonato
1 pz di sale
crema di nocciole per completare
Setacciare farina, lievito e bicarbonato in una ciotola, unire il burro sciolto, l'uovo, il sale e gradatamente il latte fino a formare una pastella senza grumi. Cuocere in un tegame unto versando un mestolino per volta nello stampino scelto (o anche senza stampino) girando la "frittella" appena rassodata per dorarla da ambo i lati. Servire con crema di nocciole o semplicemente con zucchero semolato.
Se pensate che non sia una buona mamma a viziare con un menù così i miei pargoli sappiate che non gli preparo ogni giorno tutte queste cose e neppure gli apparecchio la tavola  in questo modo, questo voleva solo essere un gioco e poi tranquilli quanto meno Aurelia ha preferito di gran lunga le fragole ai pancake...lei è una vera golosa di "natura".

2014-05-28

Pirofila termica con coperchio Mori Italian Factory, piatto Ceramiche Maroso, canovaccio Busatti
Come vi dicevo nel post precedente io e mio marito abbiamo deciso di mettere la testa a posto (almeno a tavola): cibi sani, senza troppi grassi e in quantità modeste. Ora però almeno la domenica qualche piccola coccola ce la vogliamo concedere. Ho scoperto che le lasagne sono un piatto unico eccellente che si può declinare in tante varianti, anche meno grasse di quel che solitamente conosciamo, con notevoli vantaggi anche per lo spirito. 
E' essenziale si sa gratificare anche lo spirito e il cibo ha questa eccellente funzione, le nostre preferenze alimentari sono determinate da molti fattori, soprattutto psicologici e socio-ambientali.  
Conoscere il significato e l'origine dei cibi può essere molto importante, ho trovato particolarmente gradevole un libro sull'argomento pubblicato da Sovera Edizioni Una Psicologa in cucina di Carla Nuti. Si può cucinare per noi stessi come autogratificazione. Cucinare per gli altri con varie finalità (quali trasmettere affetto, rafforzare legami sociali e familiari); cucinare in compagnia per rafforzare un'intimità amichevole o per scambiare ricette e rafforzare le nostre conoscenze culinarie. Le finalità strettamente psicologiche legate al cibo sono: confortante (in situazioni stressanti pasta, pane, biscotti e torte possono migliorare il tono dell'umore rievocando situazioni piacevoli o calore domestico); simbolico (ad esempio il latte che richiama l'amore materno, la carne rossa associata a passioni, rabbia e aggressività il cioccolato segno di lusso e ricompensa); sessuale (cibo e matrimonio vanno d'accordo persino nel lessico, infatti si dice consumare).  Nel libro sono raccolte ricette di varie regioni d'Italia tutte accompagnate da una nota di storia e curiosità relative alla preparazione. Non manca la ricetta delle Lasagne romagnole con tanto di nota sulla besciamella ma la nostra ricetta di oggi è altra storia.
Le lasagne di primavera che vi propongo oggi sono davvero ricche di verdure e presentano il vantaggio di dare un forte senso di sazietà appagando anche la vista. Le verdure che ho scelto, piselli, zucchine, carote e cipollotti per il sugo, dolci di loro natura risultano gradite anche a molti bambini (escluso Giulio che anche frullate le riconosce). Ho aggiunto delle polpettine di carne di tacchino e prosciutto cotto e tanta buona mozzarella per rendere il piatto ancora più appetitoso eliminando la besciamella.
Leggevo su Cucina Naturale di Maggio che i piselli contengono vitamine, ferro e acido folico aiutano quindi a contrastare la stanchezza di primavera e sono efficaci contro l'intestino pigro. Se poi vi disturba sgranarli e dover gettar via tutti quei baccelli statevi tranquilli se cotti con del porro e poi frullati danno vita ad un'ottima vellutata ricca di sali minerali come consiglia la rivista. Se la vellutata non è nelle vostre corde anche degli sfiziosi cake pops se ne possono realizzare con la ricetta di Cucina Naturale. Non tralasciate poi le virtù dei cipollotti  che stimolano le difese immunitarie per la ricchezza di vitamnine B e C e aiutano a controllare i livelli di glicemia nel sangue. A proposito di carote e di altre verdure c'è poi un articolo utile ad avvicinare i piccoli al mondo vegetale senza i soliti discorsi sulla sana alimentazione (chissà se prima o poi anche Giulio capitolerà).
Lasagne di primavera
Ingredienti per 6 persone
Per il sugo:
olio extravergine d'oliva 
2 cipollotti freschi
1 spicchio d'aglio
1 barattolo di passata di pomodoro
basilico
sale e pepe
Per le polpette:
200 g di carne di tacchino macinata
100 g di prosciutto cotto
1 uovo
1 fetta di pane bagnata nel latte
sale e pepe
2 cucchiai di formaggio grana 
aglio
prezzemolo
Per completare:
2 zucchine verdi
1 tazza di piselli freschi 
2 carote
12 sfoglie fresche per lasagne
300 g di fior di latte
1 bicchiere di latte
4 cucchiaiate di grana grattugiato
Preparare le polpette: Amalgamare la carne con il prosciutto, il pane, l'uovo, il formaggio grattugiato, unire una puntina d'aglio grattugiato e il prezzemolo tritato. Regolare di sale e pepe e formare tra i palmi delle piccole polpette. Preparare il sugo: appassire aglio e i cipollotti in un fondo d'olio, unire la passata di pomodoro, un bicchiere d'acqua e lasciar cuocere a fuoco dolce finché il sugo si restringerà, aggiungere qualche foglia di basilico, salare e pepare. Unire le polpette e mezzo bicchiere d'acqua, far restringere il sugo. Frullare la mozzarella (fior di latte) con il latte.
Tagliare a dadini il verde delle zucchine e le carote pelate, lessare le verdure separatamente in acqua bollente salata per pochissimo tempo (devono restare croccanti)
Sul fondo della teglia versare un po' di sugo e crema di mozzarella. Coprire con uno strato di sfoglia, mozzarella, dadini di verdure, sugo con polpettine e formaggio grana, proseguire così per altri tre - 4 strati al amssimo. Infornare la lasagne per 25-30 minuti, finché avrà formato una bella crosticina e servire calda.
Con questo piatto dal risultato piuttosto gustoso un bicchiere di Cabernet Sauvignon sisiliano delle Cantine Settesoli alla fine ce lo siamo concessi.

2014-05-27

Con un blog di cucina i problemi di sovrappeso (salvo se non vi piace soltanto fotografarli i piatti) prima o poi vengono fuori e soprattutto per noi che stiamo molto tempo seduti davanti ad un monitor (e nel tempo libero in cucina o a tavola) il girovita si allarga quasi senza rendercene conto! Degusta di qua, assaggia di là, alla fine la taglia aumenta. Per evitare che l'allargamento avvenga a dismisura occorre un'alimentazione bilanciata (con qualche strappo alla dieta per esigenze di blog) e un po' di movimento. Io ritengo che di movimento, in casa, con due piccini ne faccio, se non abbastanza, di sicuro tanto. Il problema in realtà si pone per mio marito, che però, con molta determinazione, da un paio di settimane ha deciso di rispolverare la sua attrezzatura da palestra e riprendere l'attività fisica con cadenza quotidiana.
La vita da sportivo necessita di molta energia, carboidrati e grassi nelle giuste proporzioni e proteine, per permettere il mantenimento e la crescita della massa muscolare.. Per chi pratica attività fisica regolare è ancora più importante assumerne ogni giorno le giuste quantità. Non devono mancare minerali come calcio e vitamine per reintegrare quelli persi durante l'attività fisica.
Ovviamente, il problema ricade su di me, che mi devo occupare dei pasti dosando al meglio quello di cui ha bisogno, senza mai dimenticare che il menù dello sportivo dev'essere completo di nutrienti e facilmente digeribile. Allenarsi a stomaco pieno non è consigliabile ed è quindi importante che i pasti principali siano non troppo vicini all’allenamento. Inoltre, è opportuno fare spuntini leggeri e spezzafame che diano energia immediata per gli esercizi. Per lo spuntino ho scelto Danio Snack di DANONE, ricco in proteine e povero di grassi, che può aiutare chi pratica attività sportiva ad assumere con gusto e leggerezza i nutrienti necessari per il work-out.
Danio, in seguito al suo esclusivo processo di colatura del siero e all’utilizzo di un quantitativo doppio di latte è naturalmente ricco di proteine: basti pensare che il 20% delle calorie che contiene derivano da proteinead alto valore biologico (in quanto contengono tutti gli aminoacidi essenziali di cui l’organismo ha bisogno). Danio Snack è povero di grassi e quindi perfetto anche per chi è attento al proprio peso, perché se è vero che anche i grassi sono importanti nella dieta, perché forniscono energia e contribuiscono a numerosi processi metabolici e cellulari dell’organismo, è pur vero che è meglio evitare di farsene una scorta! Gli sportivi più di tutti devono assumere proteine e aminoacidi essenziali nelle giuste quantità ogni giorno per far si che la massa muscolare si accresca.

Nell’alimentazione dello sportivo le proteine dovrebbero essere presenti sia nei pasti che precedono l’ allenamento che in quelli che lo seguono. Una dieta corretta, che sia idonea a distribuire il fabbisogno di energia e nutrienti nei diversi momenti della giornata, si compone di 3 pasti principali e 2 spuntini. Ora, risolta la questione spuntino, con Danio Snack, capirete che a me rimangono da organizzare nel modo giusto i restanti pasti...
Che fatica ragazzi! Menomale che alla fine un Danio Snack scappa anche per me! :P

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2014-05-23

Pirofila La Porcellana Bianca, Tessuto Busatti
Ancora le fave si trovano e se come me avete poco tempo a disposizione vi suggerisco una succulenta ricetta, di facilissima realizzazione che permette di essere sfruttata in due maniere differenti, una ricetta per due piatti sostanzialmente. Brasato di muscolo con le fave, perfetto come base e condimento per un fantastico risotto. E siccome sul piatto, che ho già detto essere semplice, non voglio oltre soffermarmi, alla vigilia di Cantine Aperte (a proposito date un'occhiata a quelle che aderiscno alla manifestazione è sempre molto interessante far visita ad un produttore) mi soffermo sul vino che l'accompagna.
Ho scelto un vino simbolo della regione Puglia: il Negroamaro, un rosso piacevole e di corpo, prodotto dall'omonimo e autoctono vitigno salentino in questo caso dalla Masseria Altemura, un'azienda del gruppo Casa Vinicola Zonin che annovera in sè ben 10 tenute distribuite su tutto il territorio nazionale per preservare la tradizione vitivinicola di igni area e permetterne la conoscenza in tutto il mondo. La Masseria Altemura sorge in un luogo magico nel cuore della penisola salentina, una terra dal carattere mediterraneo in cui Gianni Zonin ha individuato  il potenziale progetto di contribuire alla rinascita della vitivinicoltura pugliese. Viti che affiancano ulivi secolari ed un copus di edifici restaurato con materiali originali fanno della Msseria un luogo di ricercata ospitalità e un fiore all’occhiello tra le aziende agricole della Puglia.
Piatti La Porcellana Bianca, tovagliolo Busatti
Il piatto, anzi i piatti ce li abbiamo e il vino anche. O ra, se vi mancano gli argomenti da sciorinare a tavola provvedo anche a quelli. Noi italiani siamo l'unico popolo che adora parlare di cibo almeno quanto mangiare e spesso facciamo le due cose insieme. 
Ci interroghiamo sull'origine degli alimenti (ed è cosa buona) e sulla storia di ogni piatto. Quelle conversazioni di fine pasto, briciole d'intelligenza, così come quelle briciole che prima del dessert venivano raccolte (e non buttate), sono state raccolte in un libro per non disperderle. Un libro che ha il sapore di una vivanda gustosa e piacevole da accompagnare alla "bevanda calda dell'intelletto". La cucina dei numeri primi di Giovanni Ballarini pubblicato da Orme Tarka con prefazione di Massimo Montanari è un libro sui mille segreti della cultura del cibo. Molto da apprendere dalle sue pagine: antiche consuetudini spesso ormai perdute, tante etimologie. Storie di cibi e frivolezze di cucina mirabilmente narrate.
Il genio del gusto di Alessandro Marzo Magno pubblicato da Garzanti ci racconta invece come il mangiare italiano ha conquistato il mondo. La nostra cucina ha accolto nel tempo ingredienti da tutto il mondo, li ha reinventati e li ha fatti propri costruendo intorno al cibo una cultura originale e una identità collettiva. Chi avrebbe mai detto che la pizza, la pasta, il caffè e il cornetto non hanno origini italiane? Eppure è così, ecco il genio della cultura gastronomica italiana, assorbire l'esotico mescolarlo al casalingo e ridarlo al mondo in versione nuova del tutto personale, imponendosi come sinonimo di qualità, benessere e autenticità. Tante sono le scoperte che farete leggendo questo libro in cui vi sono narrate storie di innovazione e coraggio imprenditoriale tutte italiane.
Brasato di muscolo con le fave 
Ingredienti:
1-1,2 kg di muscolo bovino
2 cipollotti
1 tazza di fave sgusciate
salsa di soia
olio extravergine d'oliva
Legare il muscolo e rosolarlo in un fondo d'olio, unire i cipollotti affettati e lasiar appassire, aggiungere la salsa di soia (mezzo bicchiere circa) e 1 bicchiere d'acqua e lasciar cuocere per due ore circa, rabboccando d'acqua se dovesse asciugare troppo. Quando manca mezz'ora aggiungere anche le fave, assaggiare e aggiungere eventualmente ancora un po' di salsa di soia che farà da sugo. Quando è pronta affettare la carne e servire con l'intigolo e le fave. 
Con l'avanzo di carne e intingolo si può preparare un ottimo
Risotto al brasato di muscolo con le fave
Ingredienti per 4 persone:
2-3 fette di muscolo brasato con l'intingolo di fave e cipollotto
160 g di riso carnaroli
brodo di carne
1 noce di burro
parmigiano grattugiato
Tostare il riso in un tegame senza aggiungere condimenti, unire la carne a tocchetti e l'intingolo del brasato con le fave avanzate, aggiungere brodo un mestolo alla volta e portare così a cottura il risotto. A fuoco spento mantecare con burro e abbondante parmigiano grattugiato.

2014-05-21


In Calabria siamo un po' abituati a piegare la testa, a piangerci addosso, a dire che se qualcosa non si riesce a fare come si vuole la colpa non è nostra ma di chi ci circonda, ammetto i nostri difetti e gioisco quando mi accorgo che qualcuno invece la testa la alza e fiero punta un obiettivo e cerca in ogni modo di raggiungerlo.  
Saracena è un piccolo paese dell'entroterra cosentino, non uno di quei bellissimi borghi che pur abbiamo ma un luogo ordinario con qualche bella chiesa, una straodinaria natura che diventa insuperabile salendo verso il Piano di Novacco e qualche mostro dell'edilizia nato negli anni in cui l'abusivismo era di casa ma, vuoi o non vuoi, Saracena ha sempre fatto parlare di sé e continua a farlo. E' un paese con picchi di genialità, si produce un Moscato Passito unico divenuto presidio Slow Food, annovera tra i suoi cittadini  gente capace e caparbia che ha dato il meglio in diverse discipline e mercoledì scorso ho avuto finalmente la fortuna di conoscere Gennaro Di Pace, il saracenaro che forse sta più di tutti facendo parlare di sé in questo periodo. Gennaro è un apprezzato chef di 29 anni che ha creduto in un progetto e lo ha realizzato insieme alla sua giovane compagna Rossana Gallo aprendo il suo ristorante proprio in una "vinella" del suo paese dopo un lungo peregrinare per il mondo dove lo ha portato la sua sete di conoscere il "mestiere". 
 Entrando all'Osteria Porta del Vaglio si ha come la sensazione che lo spazio e il tempo si annullino, l'atmosfera è rilassante, i toni soft e la musica jazz accompagna il servizio scandendo l'ordine dei piatti, essi stessi brani ben orchestrati. Un connubio perfetto tra la cucina che esalta la materia prima, in maggioranza di provenienza locale, e le opere d'arte di Claudia Zicari disseminate ovunque nell'ambiente. 
La passione di Gennaro Di Pace per la sua arte la riconosci nei dettagli: l'accoglienza riservata all'ospite, il pane e i grissini (anche alla liquirizia) sfornati ogni giorno, il burro d'olio lievemente aromatizzato al limone e rosmarino che viene servito con il pane caldo, la cura con cui cerca accostamenti inconsueti e l'attenzione che ritrovi nella presentazione di ogni piatto. 
Le materie prime sono accuratamente scelte dallo chef e variano di volta in volta così come la carta che si adegua al susseguirsi delle stagioni privilegiando prodotti ecosostenibili e di stagione, niente primizie e nessuna specie a rischio, preparazioni accurate che valorizzano ogni ingrediente appagando parimenti la vista e il palato.
 Ho assaggiato il Polipo al pistacchio su crema di ceci con polvere di pancetta e olive con un bellissimo fiore d'erba cipollina al centro e un insuperabile profumo d'olio calabrese, unione tra terra e mare, un riuscito matrimonio di gusto e sapidità.
 Mi sono felicemente inebriata del gusto complesso e ricercato di un Tortino di semolino con porcini scottati, salsa alla senape grezza e Moscato di Saracena e riduzione di aceto balsamico e miele di fichi.
 Sono rimasta colpita dai toni pieni e decisi di un piatto di Paccheri aglio, olio e polvere di peperone dolce con alici scottate e briciole di pane al nero di seppia.
Ho assaporato quasi con ingordigia la rotondità e delicatezza di gusto degli gnocchi di patate su crema di piselli e curcuma con polvere di piselli.
Ho gustato con una sorta di devozione la tenerezza e l'esatta mescolanza di dolcezza e acidità di un Filetto di manzo podolico al pepe verde e magliocco. Lo stesso vino  Tenute Ferrocinto annata 2012 che ha egregiamente accompagnato la cena.
Mi sono infine lasciata coccolare dal piatto dei desserts belli a vedersi, buoni da mangiare, perfettamente presentati che ho degustato secondo il suggerimento della cucina partendo dal Biancomangiare alle mandorle e crema di limoni con mandorle croccanti, proseguendo con il Semifreddo di formaggio e fragole su crema di yogurt con croccante di biscotti al burro e gelatina di fragole, concludendo con la Marquise al cioccolato nero e caffè con crema inglese e meringa.
Quando entri all'Osteria Porta del Vaglio il tempo si ferma dicevo e ti dimetichi dove sei, accorgendoti che sei stato davvero bene quando quella dolce fatina che è Rossana dopo il dessert ti chiede se gradisci il caffè e ti trovi, senza neppure saperlo, a rispondere di no per conservare ancora un po' in bocca il gusto del dolce appena assaporato. 
Stavolta insisto andateci anche se considerate Saracena fuori mano, non vi pentirete davvero di aver vissuto un'esperienza unica.
OSTERIA PORTA DEL VAGLIO
vico I° S. M. Maddalena
Saracena - Cosenza
0981 1904655
340 8712279

2014-05-16

Impazza la moda del cake design e purché vi sia pasta di zucchero ogni occasione è buona per festeggiare. Io a dire il vero non mi sento molto portata per questo tipo di pasticceria ma vi dirò è difficile davvero tenersene fuori perché ovunque se ne parla e pensate un po' c'è addirittura un festival dedicato. Si terrà a Roma dal 31.05 al 02.06 il Cake Design Italian Festival, ovviamente non manca all'evento Silikomart con la sua linea Wonder Cakes e poiché se si muovono loro le cose le fanno davvero per bene il 2 giugno dalle 14:00 presso il loro stand potrete trovare nientemeno che il mitico Renato Ardovino, il Re del Cake Design. Un appuntamento irrinunciabile per tutti i Cake Lovers!
Per il battesimo della figlia di amici mi sono un po' cimentata con l'arte del cake design anche se in versione semplificata ed ho realizzato il centrotavola di biscotti decorati che vedete in foto che ho arricchito con nastri e fiori veri, un vero successo di non difficile esecuzione (se ci sono riuscita io andate sul sicuro). 
Ho seguito la ricetta che avevo già utilizzato per i fiori di frolla dei bambini, che non cambierei davvero per nulla al mondo visto che si ottengono biscotti leggeri, profumati e gustosi, e poi con la pasta di zucchero in un solo colore è stato davvero semplice fare il resto.
Biscotti decorati
Ingredienti:
500 g di farina 00
200 g di zucchero
100 g di burro morbido
2 uova
1 cucchiaio di miele*
1 bustina di lievito
1 pz di sale
Per la copertura ai marshmallow:
150 g di marshmallow rosa e bianchi
300 g c.a. di zucchero a velo
3-4 cucchiai d'acqua
glassa reale per completare
per i biscotti: impastare tutti gli ingredienti formando un panetto solido, riporlo in frigo per mezz'ora poi stenderlo con il matterello in una sfoglia non troppo sottile. Ritagliare con i taglia biscotti delle forme scelte tanti biscottini (io ho  voluto fiori, biberon e cuori) infilzare ciascuno con uno spiedino di legno e cuocerli a 180° per 10-12 minuti. Sciogliere in tegame dal fondo spesso le caramelle con l'acqua, unire fuori dal fuoco lo zucchero a velo (circa il doppio del peso delle caramelle)  fino a che diverti un impasto modellabile. Stendere la pasta di zucchero con il matterello e ritagliare le formine con i taglia biscotti usati per le basi. Per attaccare le forme di pasta di zucchero  ai biscotti utilizzare un po' dei glassa, decorare con la glassa bianca ogni singolo biscotto. 
* Ho utilizzato Mielbio di Fiori Rigoni di Asiago, zucchero a velo e lievito atomico AR.PA. Lieviti
N.B. Se si vuole comporre il centrotavola basterà infilzare i biscotti dopo averli decorati con un fiocchetto in una base di polistitolo posta in una ciotola decorando il bordo con fiori freschi infilzati in un anello di spugna da fiorista bagnata. Io ho rivestito la ciotola con foglie e decorato con nastri rosa.

2014-05-15

Piatti e tazza con fiori Easy Life Design, tessuti Busatti

Cerimonia o tè chic con le amiche? Battesimo, comunione, nascita o matrimonio? Qualunque sia l'evento da festeggiare ecco delle tortine alle mandorle crema e ribes nero da trasformare nell'aspetto e nei colori secondo l'occasione.
L'idea mi è arrivata da I dolci di Benedetta, proseguo infatti con l'interessante raccolta Fabbri Publishing che in ogni uscita si occupa di un tema differente afferente al mondo dolce rendendo praticamente impossibile non cimentarsi viste le dettagliate spiegazioni e gli strumenti messi a disposizione in allegato ai fascicoli. 

Solo che siccome sono una curiosona creativa e i fatti miei non me li faccio mai, (mai che replicassi una ricetta così come la trovo salvo costrizione) ho deciso che il kit di taglia biscotti quadrati allegati al n.32 dell'opera dedicato alla merenda avrebbe dato il meglio di sé per delle tortine a piani da regalare, servire all'ora del tè o donare agli ospiti come ricordo di un ricevimento.
Con lo stesso impasto delle tortine ho realizzato anche una ciambella che ho rifinito come le tortine con pasta di zucchero rosa e completato con un fiori freschi inseriti in un contenitore con spugnetta e posti al centro del dolce. 

Tortine alle mandorle crema e ribes nero
Ingredienti
Per la base:
150 g di farina
100 g di mandorle pelate
250 g di zucchero
3 uova
50 ml di burro fuso
80 ml di olio
130 ml di acqua
30 ml di cognac
1 bustina di lievito per dolci*
Montare le uova con lo zucchero fino a farle diventare spumose, unire il burro fuso e raffreddato e l'olio, l'acqua e il liquore, infine la farina setacciata con il lievito e le mandorle ridotte in farina . Versare il composto negli stampi e cuocere a 180°. Il tempo è molto variabile perché dipende dalla forma scelta per relaizzare le tortine a piani occorrerà versare l'impasto in una teglia da biscotti ben unta e infarinata in uno strato che non superi il centimetro, per la ciambella utilizzare un piccolo stampo a ciambella, per le tortine stampi da muffin e così via.
Per la crema:
2 tuorli 
1/2 litro di latte 
100 g di zucchero 
35 g di farina 
25 g di burro 
1 pz di sale
vaniglia
1 bustina di preparato Novacrema (in assenza altri due tuorli)
Scaldare il latte con la vaniglia. Mescolare i tuorli con lo zucchero, la farina e la bustina di preparato Novacrema, aggiungere il latte mescolando e portare la crema sul fuoco. Una volta che la crema risulterà densa, unire il burro e mescolare.
Per la pasta di zucchero:
200 g di marshmallow
400 g c.a. di zucchero a velo
4-5 cucchiai di acqua
coloranti alimentari
Sciogliere in tegame dal fondo spesso le caramelle con l'acqua, unire fuori dal fuoco lo zucchero a velo (circa il doppio del peso delle caramelle) e il colorante fino a che diverti un impasto modellabile. Stendere la pasta di zucchero con il matterello e utilizzarla a piacere.
Per completare:
1 vasetto di confettura di ribes nero
100 g zucchero a velo, succo di limone ed albume per la glassa reale
Tagliare i dolcini e farcirne ogni strato con crema e confettura di ribes. Coprire tutta la superficie con pochissima crema spalmata bene e rivestirla con la pasta di zucchero. Aggiungere un po' d'albume montato e qualche goccia di limone allo zucchero a  velo fino ad ottenere un glassa densa, versarla in una siringa per decorazioni con beccuccio fine e completare i dolcini con le decorazioni preferite, si possono aggiungere fiori (veri o di zucchero), ciliegie candite, mandorle a lamelle etc.
Per la ricetta ho utilizzato zucchero a velo, lievito vanigliato e Novacrema AR.PA. Lieviti; confettura Fiordifrutta Ribes Nero Rigoni di Asiago.
 Anche il formato muffin è perfetto per questi dolcini e se scegliete colori tenui per la pasta di zucchero che li ricopre l'effetto sarà assicurato.

Che m'inventerò con le formine per pancake allegate al n.33 de I dolci di Benedetta o con  i successivi? Sono curiosa anch'io di scoprirlo.

2014-05-12

Porcellane La Porcellana Bianca, tovaglia Busatti
Maggio è il mese delle cerimonie...tra rose e colori di primavera via libera a matrimoni, comunioni, battesimi. Certo rivolgersi a ristoranti e catering è sempre una gran comodità piuttosto che allestire da soli in casa un ricevimento. I tempi moderni ci portano a delegare ma quanto erano belle quelle feste che le nostre nonne e le nostre mamme erano capaci di realizzare tra le mura domestiche! Con l'aiuto di qualche suggerimento si può anche oggi creare una festa da ricordare per pochi invitati o comunque se non organizzare completamente il ricevimento quanto meno dedicarsi a qualche particolare. 
 E' bello in occasione di un matrimonio allestire un buffet di supporto a casa dei genitori per accogliere gli ospiti prima della cerimonia così com'è ancora in uso da noi o limitarsi alla realizzazione di qualche decoro, anche i segnaposto eventualmente. Per il battesimo e la comunione si può osare con un buffet casalingo o realizzare  semplicemente qualche decorazione per la tavola e anche qualche dolcino da offrire agli ospiti anche se il ricevimento non si svolge a casa. In questo e nei prossimi post voglio darvi qualche idea facile e bella per far felice qualche persona cara.

Una cosa è certa prima di ricevere assicuratevi che la casa sia pulita e ordinata e se non sapere proprio da dove iniziare non dovete scavare nella storia tra i manuali di "applicazione tecnica" delle vostre mamme,
 basterà fare un salto in libreria ed acquistare Detto Fatto. La casa stanza per stanza di Caterina Balivo pubblicato da Rizzoli e Rai Eri. Non so se conoscete il format di Rai2 Detto Fatto presentato dalla Balivo i suggerimenti offerti in trasmissione con chiari tutorial sono tanti ma gli imperdibili sono stati racchiusi in un indispensabile volume. Caterina Balivo, con l’aiuto dei tutor del programma ci insegna nel libro come nel programma a cavarcela nella vita quotidiana e a risparmiare mettendo in campo manualità, creatività e praticità, per risultati sorprendenti al di là di ogni aspettativa. Stanza per stanza progetti di fai da te, economia domestica e giardinaggio  spiegati passo passo e corredati da foto e chiare illustrazioni.
Per le future spose anche quando non ci si può permettere una vera wedding planner, che molto spesso costa meno di quanto si pensi, può essere davvero utile qualche manuale a tema come Wedding Planner? Si, lo voglio! per avere i preparativi sotto controllo, farsi un'idea chiara di quello che sarà il lavoro di organizzazione e pianificare per tempo cerimonia  e ricevimento per non fare le cose alla carlona. 
Scritto dalla nota wedding planner Cinzia Sabatini pubblicato da Sovera Edizioni racconta i successi e i segreti dei suoi matrimoni. Realizzare un matrimonio perfetto non è da tutti anche perché le variabili sono davvero tante ma organizzarsi a dovere evitando di tralasciare ogni singolo particolare può davvero fare la differenza rendendo le nozze indimenticabili non solo per gli sposi ma anche per ogni singolo invitato. Magari poi leggendo le storie del libro e guardando le meravigliose foto del volume vi cerrà davvero voglia di dedicare parte del badget a una brava wedding planner.
E' vero che il bianco e il crema restano sempre i classici intramontabili per il matrimonio ma ditemi voi se qualche pennellata di rosa come sulla tavola che ho allestito e qualche dettaglio in verde non sono assolutamente adorabili.
E se il matrimonio dev'essere tradizione anche i dolci da servire lo devono essere, bignè zuccherati e zuppa inglese anche per i loro fantastici colori non dovrebbero assolutamente mancare così come confetti, magari di diverse qualità visto che adesso in commercio se ne trovano di svariati tipi e perché no delle eleganti gelatine di frutta (nude mi raccomando) in tenui colori .
Vi lascio comunque la ricetta della zuppa inglese che ho completato con meringa e mandorle a lamelle.
Zuppa inglese meringata
per la crema gialla:
2 tuorli
1/2 litro di latte
100 g di zucchero
35 g di farina
25 g di burro
1 pz di sale
vaniglia
1 bustina di preparato Novacrema AR.PA lieviti
per la crema al cioccolato:
 100 g di cioccolato fondente 70% di cacao
2 tuorli
1/2 litro di latte
100 g di zucchero 35 g di farina
1 pz di sale
1 bustina di preparato Novacrema AR.PA lieviti
vaniglia
per la meringa:
4 albumi
pari peso di zucchero semolato
1 pz di sale
per completare:
savoiardi o pan di spagna
1 bicchiere di alkermes
2 cucchiai di zucchero liquido
50 g di mandorle a lamelle 
Le creme si possono realizzare insieme unendo entrambe le dosi di ingredienti e poi suddividerle alla fine per il tocco finale.  Scaldare il latte con la vaniglia. Mescolare i tuorli con lo zucchero, la farina e le bustine di preparato Novacrema, aggiungere il latte mescolando e portare la crema sul fuoco. Una volta che la crema risulterà densa levarne mezza dose e porla in un'altra ciotola, aggiungere il cioccolato fuso a bagnomaria, alla metà restante di crema unire il burro. 
Preparare la bagna unendo al iquore lo zucchero e altrettanta acqua. Bagnare i savoiardi con la bagna di alkermes e formare il primostrato in una ciotola di vetro o nei bicchierini, coprire con la crema gialla, formare un secondo strato di biscotti inzuppati e coprire con la crema al cioccolato. Montare gli albumi con metà dello zucchero e il sale aggiungere gradatamente l'altro zucchero finché la meringa risulterà soda e lucidissima, distribuirla sul dolce, guarnire con le lamelle di mandorla (meglio se tostate) e stabilizzare la meringa con un caramellizzatore a fiamma.

2014-05-09

Piatto da portata ovale La Porcellana Bianca
Oggi voglio portare a tavola la primavera, lo voglio fare per le mamme, suocere, nonne e in alcuni casi anche zie, dedicando loro una ricetta a base di uova, un secondo diverso dal solito. Le uova alla scozzese sono delle uova sode rivestite di pasta di salsiccia, panate e fritte. Siccome qui da noi la salsiccia ha grana piuttosto grossa e per la presenza di peperone e peperoncino gusto abbastanza deciso, ho voluto sostituirla con un impasto di carni condito secondo il mio gusto.
 Del piatto ho detto abbastanza ora non mi resta che darvi la ricetta ma prima voglio parlarvi del vino che ho scelto di degustare con questo piatto e che fa bella mostra di sé su questa tavola di primavera dai colori tenui che ho arricchito solo con dei fiori freschi.
Il Leuchtenburg Kalterersee è un rosso giovane, vivace ed equilibrato, elegante, morbido e avvolgente al palato, facilmente abbinabile risulta straordinariamente bevibile col suo bouquet fruttato che parla delle terre d'origine. 
E' prodotto in quel di Caldaro, dall'azienda simbolo della nota località altoatesina:  Erste+Neue, è la prestigiosa cantina nata nel 1986 dall'unione tra la vecchia Cantina Sociale di Caldaro “Erste” e la Nuova Cantina Sociale di Caldaro “Neue” (fondate rispettivamente nel 1900 e nel 1925), la perfetta simbiosi tra storia e innovazione.Ed il vino prodotto dall'azienda  con infinita passione racconta la storia e l'entusiasmo che i produttori mettono nel loro lavoro, come dire un pezzo di storia in ogni bottiglia.
Uova alla scozzese
Ingredienti per 4-6 persone:
6 uova sode
350 g di macinato di maiale
150 g di macinato di bovino
2 uova
2 cucchiaiate di farina
2 cucchiaiate di pangrattato
aglio
salvia
sale e pepe
olio per friggere
Mescolare le due carni e condirle con una puntina d'aglio e qualche foglia di salvia tritate, sale e pepe. Sgusciare le uova e rivestirle con la carne macinata, basta formare sei polpette, schiacciarle e rivestirvi l'uovo, passare le uova nella farina poi nelle uova (o solo albumi se volete alleggerire) battute con sale e pepe e infine nel pangrattato.
Friggere in abbondante olio e servire con una fresca insalatina. Le uova si possono panare anche il giorno prima lasciandole poi in frigo e distese in un contenitore fino al momento di friggerle.
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