2015-11-30

Ebbene fino a una decina di anni fa le castagne erano per me semplicemente frutta secca da consumare bollite o come caldarroste in un brevissimo periodo dell'anno, ricomparivano infornate sulla tavola natalizia e poi basta più. Se avessi detto a mia nonna che potevano essere un ottimo condimento per la pasta o la carne si sarebbe messa sicuramente a ridere, si perché qui non è tradizione e ,siccome a me le tradizioni a tavola  mi piace sovvertirle, da quando cucino io ho iniziato ad assaggiare le castagne in diversi modi, attingendo magari anche alle tradizioni di quei luoghi in cui le castagne hanno nutrito e sostentato intere generazioni di popoli fornendo quell'apporto calorico necessario alla vita quando altro, ahimè, non c'era.
In questa mia ricerca e ricostruzione storica mi sono imbattuta in una preziosa pubblicazione di Stampa Alternativa Il riccio d'oro di Mariella Groppi e Antonella Sabatini e come scrive Andrea Camilleri nella lettera d'apertura del libro "non è solo un ricettario di cucina, perché la seconda parte dedicata alla storia della castagna nei secoli, arricchita da aneddoti, memorie e tradizioni, si legge con autentico godimento e stupore". Non posso che convenire con tali affermazioni avendo già definito il libro come prezioso. Le ricette, ben 250, spaziano dagli antipasti al  dolce senza dimenticare pani, sciroppi e conserve e poi ricette antiche. Davvero un libro imperdibile.
Difficile trovare dei frutti più versatili e nutrienti. Tutta la creatività 100% vegetale per spaziare dal dolce al salato nel  libro  fotografico Castagne di Linda Louis  edito da Sonda . Facili da trasformare in fiocchi, in farina e latte, ma anche in confettura, per preparare pani, focacce e biscotti, oltre che pasta, minestre e vellutate, contorni e dolci. Senza dimenticare i prelibati marron glacé che finalmente vi preparerete in casa seguendo le istruzioni contenute nel libro. Potrete inoltre conservarle, così da averle sempre a disposizione, essiccate o sciroppate. 
Io nonostante tutte le ricette a base di castagne a disposizione ne ho creato una mia, ho voluto realizzare un pesto di castagne profumatissimo con  aglio e molto rosmarino (ingredienti perfetti per controllare la pressione arteriosa) perfetto anche semplicemente per condire la pasta per una scelta vegetariana ma che ho invece utilizzato per arricchire un controfiletto bovino sormontato da una fettina di scamorza, che ho servito con una insalata di rucola e qualche funghetto sott'olio home made.
Carne rossa, rucola, rosmarino, prodotti del bosco...mi sa che ne è venuto fuori un piatto afrodisiaco. E si cari, se pensate che afrodisiaco sia legato per forza a tutto ciò che è esotico, date un'occhiata a Le ricette d'amore della nonna di Andrea Gamannossi per Sarnus. 45 piatti afrodisiaci per scoprire una Toscana "calda" e inaspettata in grado di fornire molti prodotti stimolanti per l'eros. Piatti di tradizione modificati a dovere e ribattezzati con fantasia per aggiungere malizia e quel tocco di mistero idonei a stimolare i sensi. E se la mia ricetta volessimo denominarla Filetto del desiderio ai sapori del bosco scopriremmo, ne sono certa, che ha un gusto diverso. Bello a volte giocare coi piatti inventando anche nomi fantasiosi e magari maliziosi  per affrontare un eccitante percorso di sapori, odori e colori, come suggerisce il libro che abbia un prosieguo al di fuori della tavola aggiungo io.
Tanta toscanità anche nell'ultimo libro di Fabio Picchi, chef-filosofo, noto ai più per le sue apparizioni televisive, fiorentino doc che in Firenze. Passeggiate tra cibo e laica civiltà edito da Giunti racconta la sua Firenze. Una guida sentimentale ed emotiva al cibo e all'arte della città, intessuta di ricordi, passione, storie, gusto. Passeggiate appassionate e appassionanti nel capoluogo toscano con una guida d'eccezione per scoprire l'anima di locali, personaggi, negozietti, monumenti, piazze, musei, viuzze, civaini, trippai, caffè. Fuori dai circuiti turistici. 10 punti che rendono Firenze irresistibile per un fiorentino e 10 punti che la rendono irresistibile a chi fiorentino non è, compongono la narrazione cui sapientemente Picchi intreccia ricette. Un libro che è anche un racconto per immagini grazie alle splendide foto del canadese James O’Mara che segue l’autore nel suo girovagare ed è capace di vedere Firenze con i suoi occhi. Numerosi interventi di Stella Rudolph, storica dell’arte di origine inglese da anni trapiantata a Firenze approfondiscono le tante opere d’arte che l’autore passa in rassegna nei suoi percorsi. Un libro semplicemente bello di quelli che di tanto in tanto torna la voglia di sfogliare e magari rileggere. "Nascere e vivere in una città dai mille padri è la fortuna della mia vita, come può essere di chiunque arrivi, per un giorno o mille, in questo meraviglioso, poetico, romantico luogo”
Con questa ricetta ho scelto di servire un Barbera d'Asti 2013 Collina del Prete Fratelli Pavia.

Filetto del desiderio ai sapori del bosco
Ingredienti per 4 persone
Per il pesto:
100 g di castagne bollite e sgusciate
1/2 spicchio d'aglio
1 cucchiaio di mollica di pane bagnata e strizzata
1 cucchiaio di aghi di rosmarino fresco
2 cucchiai di grana grattugiato
olio extravergine d'oliva
sale
per il piatto:
4 fette di filetto o controfiletto
4 fette di scamorza*
1 vaschetta di rucola fresca
4 cucchiaiate di pesto di castagne
funghetti sott'olio
olio extravergine d'oliva
sale
aglio
Condire la carne con aglio e olio. Preparare il pesto: frullare le castagne con la mollica, gli aghi di rosmarino tritati, il grana, olio (mezzo bicchiere circa), l'aglio tritato e un pizzico di sale, aggiungere acqua calda se dovesse risultare troppo asciutto ma la consistenza dev'essere pastosa e non fluida. Scaldare una piastra e rosolare la carne da ambo i lati, mettere le fette su una teglia (salare a piacere), aggiungere sopra ognuna una fetta di scamorza e una cucchiaiata di pesto di castagne, infornare sotto al grill per pochissimo tempo finché la scamorza inizierà a fondere. Servire su un letto di rucola decorando con qualche funghetto e un giro d'olio a crudo.
* Per la ricetta ho utilizzato scamorza bianca del Caseificio Giordano

2015-11-29

Arriva dicembre e ci prepariamo al Natale e ai regali, il primo lo riceveremo in edicola martedì primo dicembre con il Corriere della Sera. Si chiama Food Issue il nuovo progetto curato dalla redazione Cucina, attivo su tutte le piattaforme del sistema e dedicato alla grande tradizione del cibo, fatta di rito e sapienza, amore per gli ospiti, menù armoniosi e atmosfera. Contenuti ulteriori (ricettario completo, foto di backstage, storie dei fotografi) saranno via via pubblicati sul canale Cucina.corriere.it e sulla Digital edition del Corriere della Sera.
Tema di questo primo Food issue è il pranzo all’italiana.
Sei le tavole (più una sul cibo 3.0) scelte per rappresentare sei filosofie del “mangiare all’italiana” legate alla territorialità e immortalate da grandi fotografi (Beppe Brancato, Stefania Giorgi, Francesca Moscheni e Oddur Thorisson).
Ognuno di questi sei capitoli comprende: la tavola, una grande immagine della tavola imbandita con i piatti scelti a comporre il menù; il racconto, una storia d’autore densa di suggestioni e ricordi; il ricettario, con le indicazioni, illustrate da Felicita Sala, per preparare due dei piatti presentati nel menù; il commento dello chef, con l’interpretazione e i trucchi di cuochi come Massimo Bottura, Antonino Cannavacciuolo, Alfonso ed Ernesto Iaccarino, Paolo Lopriore, Davide Oldani e Niko Romito. Chiude lo speciale la dispensa, un focus su alcuni degli ingredienti e dei prodotti utilizzati.
Tavola delle feste di Francesco Piccolo.
Tavola di campagna di Rosita Missoni.
Tavola di città dello scienziato appassionato gastronomo, Edoardo Boncinelli.
Tavola melting pot del regista Ferzan Özpetek.
Tavola del Sud del musicista Salvatore Accardo.
Tavola di montagna di Deborah Compagnoni.
In questo week-end del 28 e del 29 novembre, spazio alle foto dei lettori con le tavole imbandite: tutti sono invitati a partecipare, utilizzando l’hashtag #scattalatuatavola e raccontando a @Corriere.it e @CucinaCorriere il proprio pranzo all’italiana.
Io che sto già pensando alla prossima tavola natalizia vi lascio con una semplice immagine che rappresenta per me il pranzo di natale in famiglia quei pranzi in cui i commensali erano numerosi (zii, nonni, cugini, fidanzati e ospiti vari), in cui le sedie e i bicchieri di un unico servizio magari non bastavano per tutti ma si aggiungeva comunque qualcosa di diverso cercando di dare comunque alla tavola quell'aspetto ordinato che diventava immediatamente festoso con l'arrico dei commensali e delle tradizionali pietanze di festa . La foto che ho scelto risale a una vigilia di qualche anno fa ed è stata scattata a casa dei miei.

2015-11-26



Per il mio ultimo percorso del gusto su Diritto di Cronaca sono stata al Ristorante Pizzeria C'era una volta. Sulla strada che da Mirto sale verso il paese di Crosia s'incontra una torre d'avvistamento costruita nel lontano 1450 allo sbarco dei saraceni, è la Torre del Giglio e se salite su vedrete che all'antica costruzione è stato aggiunto un nuovo corpo che comunque ben armonizza con la costruzione preesistente e all'interno c'è un ristorante dagli ambienti rustici e molto accoglienti.


Se siete già stati al C'era una volta ritornateci perché dallo scorso settembre c'è aria nuova in cucina, il giovane chef Filippo Maiaru sarà certamente in grado di soddisfare i palati più esigenti. La cucina del C'era una volta offre i classici rivisitati con un po' di estro, io vi consiglio di non seguire il menù ma di affidarvi allo chef.

Ha sempre gustose idee da proporre e adesso ve ne do un saggio, sono sicura che avrete voglia di andare, tanto più che la location è molto bella ed è perfetta anche per banchetti fino ad un centinaio di persone (numeri che raddoppiano quando in estate si sfruttano le terrazze esterne).


Ciò che mi è piaciuto di questa cucina è l'assoluta armonia di sapori e colori di ogni piatto. Abbiamo assaggiato una golosa triglia lardellata su crema di zucca con porro fritto, proseguito con un carpaccio di gambero bianco con purea di cipolla rossa. Il cappuccino di totani con olio verde e crostini è buono per davvero e anche il trancio di salmone su letto di spinaci con riduzione al Barolo e pepe rosso è molto originale.

I bucatini ai ricci di mare e zucca gialla sono un'esplosione di gusto, sublimi nella loro complessa succulenza. Per secondo un gustoso bauletto di branzino con ripieno di patate e una semplice insalata di rucola.
Una cucina particolare quella di Filippo, ne abbiamo la conferma nel dolce "Merenda di una volta" pane olio e zucchero reinterpretati con estrema eleganza, su una crema al latte piccoli crostini di pane all'olio con caramello. Davvero da provare...bisogna ritornare anche per la pizza.
Ristorante Pizzeria C'era una volta

Via Torre del Giglio
Mirto Crosia (CS)
tel: 0983.530718 cell: 331.9399262

2015-11-23

Eccomi qui con l'appuntamento di novembre del Progetto Calabria Piemonte in collaborazione con  Shop-Piemonte ed eccomi ancora con una ricetta in cui unisco un prodotto piemontese, in tal caso una Fonduta di cioccolato di Davide Palluda ad una ricetta tipica del mio territorio, rivisitata com'è mia consuetudine e presentata in altra veste. In Calabria apprezziamo i gusti semplici e le frittelle dolci per eccellenza sono le vecchiarelle di cui vi ho già parlato, pasta cresciuta fritta e servita con zucchero semolato. Ho rivisto la ricetta della tradizione, ho reso l'impasto più fluido e l'ho cotto (evitando la frittura) nella cialdiera per waffles ottenendo dei cuori che ho passato nello zucchero semolato e servito con la fonduta. I miei figli hanno apprezzato questa ricca, seppure semplice, merenda.
A voi la mia gustosa ricetta.
Ingredienti:
500 g di farina *
1/2 cubetto di lievito di birra
olio extravergine d'oliva
1 cucchiaino di sale
acqua q.b.
zucchero semolato e fonduta di cioccolato a piacere
Sciogliere il lievito nell'acqua tiepida, unire la farina, il sale, 3-4 cucchiai di olio, lavorare bene aggiungendo ancora un po' d'acqua per ottenere un impasto omogeneo e fluido (senza esagerare)  lasciar lievitare fino al raddoppio, poi scaldare la piastra per waffles unta d'olio e cuocere le frittelle un mestolo per volta. Passare nello zucchero semolato e completare con la fonduta.
 

2015-11-20

Tovagliolo Busatti
Di bambini vi parlo sempre (come potrei non farlo essendo mamma di due tesorini) ma nella giornata internazionale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza non posso non farlo con un pensiero speciale per tutti quei bimbi che sono purtroppo, ancor oggi, privati dei diritti fondamentali.
Ritengo che in una società cosiddetta civile non ci debba esser bisogno di convenzioni per tutelare i minori che sono il futuro stesso della società ma, ahimè, oggi più di ieri troppo spesso i diritti degli innocenti sono calpestati da chi avrebbe il dovere di proteggerli. Fatta questa premessa vi invito in questa giornata particolare a ritagliarvi uno spazio per i vostri figli o per altri bambini a voi vicini, assecondandoli nelle loro attività e partecipando al gioco o comunque trovando un altra forma per stare insieme, a fine giornata sarete più ricchi di sicuro.
Leggere una storia e cucinare magari qualche manicaretto con loro sono delle ottime idee per stare insieme specie se il tempo  non è favorevole e fuori non si può stare. Vi do qualche suggerimento mi sono fermata in casa Panini ed ho trovato delle cosine molto interessanti.
Giulio Coniglio, il tenero personaggio di Nicoletta Costa, è molto amato a casa mia, visto il nome comune con il mio bambino sin da piccolo a Giulio sono stati regalati libri del simpatico coniglietto.
Le ricette di giulio coniglio però ci mancava proprio ed abbiamo scoperto che di fantasia Giulio, Gelsomina, Ignazio, Tommaso, l'esperta cuoca oca  Caterina e tutti gli altri amici ne hanno da vendere per tutte le portate e le occasioni e soprattutto in fatto di dolci visto che intero libro dedicato ai dolci è stato di recente pubblicato in aggiunta al primo ricettario.
  Entrambi i libri di Nicoletta Costa sono pensati per i bambini e realizzati a loro misura, affinché li possano leggere e "giocare" in cucina.  Le dolci ricette di giulio coniglio contiene ricette semplici ed originali suddivise per tema: da quelle ispirate alle fiabe classiche a quelle per le occasioni speciali o per le feste di Natale da preparare ovviamente insieme alla renna Renata.
Abbiamo poi scoperto le tradizioni culinarie d'Italia nelle dieci storie di La fiaba è servita Cibi incantati dall'Italia di Luigi Dal Cin. Fiabe straordinarie dove l’elemento magico del cibo sprigiona meraviglia e stupore ma anche profumi e sapori per raccontare le radici delle tradizioni italiane. Nelle fiabe ritroviamo cibi tipici della penisola − come il limone, il rosmarino, le zeppole e la pizza − e si vedono scenari, personaggi e ambientazioni in cui ci riconosciamo perché fanno parte della nostra memoria collettiva.
Le suggestive illustrazioni sono state affidate alla sensibilità
di dieci donne italiane che le hanno interpretate con il proprio stile.

Insomma alla fine i miei figli, suggestionati a dovere da una delle fiabe del libro, volevano le frittelle di Barba Zucòn e la mamma se l'è inventate senza starci troppo a pensare, delle golosissime frittelle di riso che si possono rifinire con zucchero a velo e arricchire ancora con dell'ottima gelatina come quella di mele di Si.Gi., davvero una goduria per il palato di grandi e piccini.
Frittelle di Barba Zucòn
Ingredienti:
100 g di riso superfino
1 bacca di pepe lungo indonesiano
1 uovo
250 ml di acqua
100 g di burro
 150 g di farina
100 g di zucchero di canna
sale
olio d'oliva per friggere*
zucchero a velo e gelatina di mele per completare**
Portare a cottura il riso in abbondante acqua non salata con la bacca di pepe lungo pestata. Portare ad ebollizione l'acqua con il burro ed un pizzico di sale e versare a pioggia la farina mescolando di continuo per circa 10 minuti, spegnere e lasciare intiepidire il composto prima di aggiungere l'uovo, lo zucchero e il riso scolato dall'acqua di cottura. Ricavare dall'impasto tante palline. Allungarle e schiacciarle tra i palmi e friggerle in abbondante olio finché saranno dorate, sgocciolarle su carta assorbente. Servire le frittelle cosparse di zucchero a velo e gelatina di mele.
* Ho utilizzato gelatina di mele dell'Azienda Agricola Si.Gi.
** Ho fritto con olio Olita degli Oleifici Mataluni

2015-11-17

La cucina di Jamie Oliver è per me essa stessa comfort food, anche i suoi piatti da 15 minuti per dirne una risultano alla fine piatti extra-golosi, vere coccole per il palato. Immaginate allora cosa può esser un libro scritto da Jamie sull'argomento.
Comfort food di Jamie Oliver è un libro bellissimo edito da TEA Libri che ti vien voglia quasi di addentare per le tantissime ricette gustose e molto soddisfacenti per il palato e l'anima. "Questo bel librone contiene, ve lo garantisco, le mie ricette più gustose e di maggiore soddisfazione legate al fantastico mondo del comfort food. L'ho scritto per celebrare il piacere del cibo e la gioia di preparare piatti superbuoni per dimostrare il proprio amore, per risvegliare un ricordo o riaccendere un'emozione, per concedersi una trasgressione ogni tanto, per riunire un gruppo di amici e portare in tavola un po' di felicità. Sono piatti famosi, classici delle cucine del mondo, carichi di buon umore e di sorrisi, compresi quei dolci pazzeschi e vergognosamente buoni... Spero con tutto il cuore che troverà un posto anche a casa vostra. Love, Jamie" 
Ho sempre sentito parlare ad esempio di Porridge ma quando penso che si tratta di una pappa dolce di fiocchi d'avena cotti nel latte me ne passa la voglia. Il porridge d'autore di Jamie (il suo primo ricordo culinario d'infanzia legato ai nonni) è goloso ed invitante quanto la torta al cioccolato delle grandi occasioni o il pollo fritto come al sud, per citare solo due delle invitanti ricette proposte nel libro. Questo del resto è il successo di Jamie Oliver e questo è quello che mi fa correre in libreria quando c'è un suo nuovo libro. Porta in tavola la felicità recita il sottotitolo di COMFORT FOOD e io vi dico regalate la felicità, un libro così è il regalo ideale per il prossimo Natale. 
I comfort food di Jamie li scoprirete nel libro, dei miei ne sapete qualcuno ma le zuppe sono a casa mia sempre e comunque cibo confortante ecco perché oggi ho scelto di ragalarvi questa gustosa ricetta di lenticchie. Resterete davvero stupiti. Io l'ho servita con un bocconcino di bufala e una piadina  condita con olio origano e polvere di peperone per richiamare il gusto della zuppa. Davvero un piatto mediterraneo e confortante. 
A Zuppe e minestre è dedicato anche il numero 9 della collana Le ricette di Unti e Bisunti raccontate da ChefRubio in edicola dalla scorsa settimana con il Corriere dello sport, un volume prezioso per conoscere le zuppe della tradizione Italiana presentate con la consueta succulenza che caratterizza ChefRubio.
Prima della ricetta mi rimane un ultimo appunto sul vino che ho scelto per questa mia preparazione. Continuo ad esplorare il Piemonte e mi fermo stavolta dai Fratelli Pavia dove scelgo un Grignolino d'Asti , un vino rosso DOC, molto apprezzato per le sue caratteristiche particolari e per il suo bouquet fine ed intenso, perfetto con ogni tipo di antipasto, ed in particolare con piatti leggeri, carni bianche e formaggi freschi.
L'Azienda dei Fratelli Pavia è un'azienda di tradizione essendo alla terza generazione di viticoltori, sin dal 1901 la famiglia Pavia coltiva vigneti all’estremo lato meridionale del Monferrato, nel comune di Agliano Terme nella zona definita come il triangolo d’oro della Barbera d’Asti. La conduzione di di tipo famigliare consente ancora oggi all'Azienda di controllare in modo completo il ciclo di produzione, dal vigneto alla cantina. L’intera lavorazione, dalla potatura alla vendemmia, è realizzata a mano. Questo garantisce una produzione limitata di vini di grande carattere e di altissima qualità, elementi che mantengono inalterata la centenaria tradizione di famiglia di esperienza e competenza nella produzione del vino.
Zuppa di lenticchie ai profumi mediterranei
Ingredienti per 4 persone:
350 g di lenticchie piccole
1/2 cipolla
1 spicchio d'aglio
2 cucchiai di passata di pomodoro
50 g di prosciutto crudo magro
1 cucchiaio di capperi
1 cucchiaino di polvere di peperone rosso
1 cucchiaino d'origano
olio extravergine d'oliva
sale
Per completare:
4 bocconcini di bufala*
2 piadine**
olio extravergine d'oliva***
polvere di peperone rosso e origano
Tritare la cipolla e i capperi, ridurre a cubetti anche il prosciutto, schiacciare l'aglio e soffriggere il tutto con un filo d'olio, aggiungere la passata e le lenticchie, allungare con acqua e lasciar cuocere senza aggiungere sale. Alla fine aggiungere gli aromi (origano e polvere di peperone) e regolare di sale.
In una padella calda scaldare le piadine, condirle in superficie con olio, origano e polvere di peperone e tagliarle a striscioline. Servire la zuppa nelle ciotole con un bocconcino al centro e le striscioline di piadina calda.
*  Ho utilizzato bocconcini di latte di bufala del Caseificio Giordano
** Nel mio caso piadina fresca all'extravergine Artigianpiada
***Ho utilizzato olio extrevergine d'oliva Terre Antiche Dante

2015-11-13

Libri del concorso "...Per mangiarti meglio", borsina feltro ImballoREGALO.com
La mia passione per la cucina cerco di trasmetterla anche ai miei piccini, ma mentre Aurelia è sempre lì a darsi da fare Giulio vive un momento di completo disinteresse per l'argomento tranne quando è il momento delle storie che molto spesso a casa nostra sono in tema. Sono sempre lì a chiedrmi di leggergliene di nuove poi quando arriva il momento della sperimentazione ognuno da a suo modo un contributo (Auri nella preparazione e Giulietto nella degustazione).
Una filastrocca, una fiaba o una poesia al giorno, tutte a tema culinario e con l'intento di educare alla buona alimentazione non ce le facciamo mancare. Racconti originali, filastrocche divertenti, poesie in rima ci accompagnano scandendo i nostri momenti quotidiani insieme, vengono tutti dai libri "...Per mangiarti meglio!" in cui sono raccolte le partecipazioni all'omonimo concorso organizzato dall'associazione TraccePerLaMeta  con il patrocinio della Regione Lombardia e EXPO Milano 2015. Il concorso era diviso in due sezioni una individuale e una per le scuole (primaria, secondaria e alcune classi di scuola materna) e ne sono usciti sei libri, tre per sezione, tutti vertenti sul tema della corretta alimentazione. Bellissime dicevo le fiabe e le filastrocche sia della sezione individuale che dell'altra. Interessantissimo il volume 3 della sezione individuale  Educare alla salute attraverso il cibo di Roberta die Noia ed Elisabetta Macorsini. Ricchissimi anche i due volumi della raccolta dedicati alle ricette, tutte appetitose e da provare. Non ci resta che allacciare il grembiule e proseguire.
Appetitose e da provare anche le ricette di Pronto in favola di Mauro Padula e Pasquale Di Bari pubblicato da Sperlig & Kupfer
Ricette buone da mangiare, belle da vedere, facili da preparare. Tantissime preparazioni sane e nutrienti, dolci e salate, che faranno ingolosire i più piccoli, perché sono preparate nel loro linguaggio: quello della fantasia. Auri resta incantata perdendosi tra le pagine di questo bellissimo libro. La panna cow, la sogliola dei pirati, le spume dei folletti: più di 50 ricette riunite in menu tematici (dai mostri ai supereroi, dalle fiabe alla vecchia fattoria) da cui prendere ispirazione per la tavola di ogni giorno o anche per organizzare feste… da favola. Nel libro sono indicate inoltre le varianti per le intolleranze, le ricette base, i consigli antispreco, le versioni superveloci, oltre che foto passo a passo e idee per decorazioni sane e naturali. Abbiamo reinterpretato i gufetti che nel libro erano di pasta matta e infilzati su spiedo, noi li abbiamo riprodotti con pasta di pizza e per il ripieno abbiamo scelto le gustose salsiccette bianche (con carne di pollo) di cui i miei bimbi sono golosi e un po' di scamorza, nella versione originale c'era carne macinata e carote ma che vi posso dire nemmeno nei gufetti l'arancione lo vogliono i miei figli.
Ingredienti:
250 g di pasta per pizza
2 salsicce bianche con pollo
100 g di scamorza bianca
mandorle per decorare
Sgranare le salsicce e cuocerle in padella senza condimenti, mescolare con la scamorza tritata*.
Stendere la pasta e ricavarne dei cerchi di 10 cm. Farcire metà dei dischi con il composto e coprire con i restanti. Dai ritagli di pasta ricavare dei dischetti, bucarli al centro e farne gli occhietti, mettere una mandorla per becco e intagliare a semicerchio i lati. Cuocere in forno caldissimo, finché appariranno dorati.
*Per la ricetta ho utilizzato scamorza bianca Caseificio Giordano

2015-11-11

Canovaccio Busatti
Sfido chiunque a trovare colori più belli di quelli dell'autunno, quest'insalata mi sembrava alla fine la tavolozza di un pittore che aveva appena dipinto un dolce paesaggio dai tenui colori. Delicata nell'aspetto ed anche nel gusto questa buonissima insalata la cui particolarità sta nella cottura della carne di coniglio che vi ho aggiunto, tenera al punto da sciogliersi in bocca con un facilissimo e semplice stratagemma applicabile anche al petto di pollo.
Sarà il periodo di stress, sarà l'alimentazione in cui di consueto non mi privo di nulla ma ho scoperto di avere la pressione alta allora, prima di ricorrere a farmaci e nell'attesa di fare tutti gli esami del caso, sto adottando una dieta povera di sodio e grassi prediligendo frutta e verdura, carni bianche, optando per alimenti cucinati in modo semplice. Questa è una ricetta perfetta per gli ipertesi essendo composta da lattuga, melagrana che tra le innumerevoli benefiche proprietà ha anche quella di tenere sotto controllo la pressione arteriosa, noci ricche di omega3 al pari del pesce e petto del coniglio (quello tenuto da parte nella ricetta precedente) cotto "senza fuoco". Per condire solo olio extravergine d'oliva di qualità eccelsa e qualche goccia di aceto ai frutti di bosco.
E sull'olio voglio proprio dirvi qualcosa perché non l'ho scelto a caso, ho voluto per questa mia insalata un olio speciale che potesse valorizzarla al meglio.
L'olio extravergine d'oliva che ho scelto nasce nel cuore del Chianti (non viene buono solo il vino in quelle zone) nell'azienda della famiglia Pruneti.
Da oltre un secolo l'Azienda Agricola PRUNETI coltiva i propri terreni a San Polo in Chianti. Il prodotto più importante è sempre stato l'Olio Extravergine di Oliva, a cui si sono affiancati, in seguito, l'Iris o Giaggiolo (richiesto dalle più importanti e famose profumerie francesi), il Vino e lo Zafferano.
La raccolta delle olive viene effettuata in maniera manuale o con agevolatori meccanici al giusto punto di maturazione. L’estrazione, che ovviamente avviene soltanto attraverso procedimenti meccanici, è effettuata rigorosamente a freddo (sempre sotto i 27°C) sia per esaltare tutti i profumi ed i sapori dell’olio, sia per mantenere intatte le sue componenti salutistiche. Anche l’imbottigliamento, a basso impatto ossidativo, viene effettuato soltanto in seguito all’arrivo della richiesta, in modo da poter garantire la massima qualità ed una lunga e corretta conservazione del prodotto.
Il risultato finale è un olio da raccontare, ho scelto la varietà "leggero" per questa mia insalata, indicato per pesce e verdure bolliti o cotti al vapore; eccellente come condimento per carni bianche.
In caso di ipertensione il consumo di alcool è sconsigliato ma se non avete di questi problemi vi consiglio un abbinamento strepitoso con un altro vino di casa Pico Maccario, il Monferrato Estrosa
Insalata di coniglio tenerissimo con noci e melagrana
Ingredienti per 4 persone:
2 petti di coniglio
1/2 cespo di lattuga romana 
12 noci
1 melagrana
olio extravergine d'oliva
aceto ai frutti di bosco
sedano, carota e cipolla 
sale 
Portare a bollore una pentola d'acqua leggermente salata e arricchita  con sedano carota e cipolla. Al bollore tuffarvi i petti di coniglio, chiudere con il coperchio e spegnere il fuoco. Lasciare immersa la carne finché l'acqua non si sarà raffreddata. Estrarre la carne e affettarla. Lavare la lattuga e tagliarla a striscioline, disporla al fondo del piatto, aggiungere le noci, i chicchi della melagrana e le fette di coniglio. Emulsionare l'olio con un po' d'aceto e sale (a piacere), condire con la vinaigrette l'insalata.

2015-11-08

Ogni volta che la zia mi regala un coniglio ho il problema di come cucinarlo, io lo mangerei in tutti i modi ma farlo digerire alla mia famigliola mi porta sempre qualche problemino. Stavolta però ho trovato una ricetta che ha messo d'accordo un po' tutti e a dire il vero la buona salsa che ne è venuta fuori mi fa dire che di certo non solo la carne di coniglio ma anche altre carni come pollo e maiale daranno il meglio in questa preparazione. La foto non è perfetta, il colore non è particolarmente fotogenico ma vorrei vi fosse un modo per trasmettervene il gusto. Ottenuta l'ottima ricetta avendo ancora un paio di melanzane giacenti in frigo ho deciso di farne uno sformatino d'accompagno. Mi mancava solo un vino buono con cui servirla.
Mi sono rivolta alla Cantina Pico Maccario  in Monferrato scegliendo un delizioso Piemonte rosato DOC Lavignone rosato ottenuto da uve 100% Barbera. Un vino che vale la pena assaggiare come del resto il loro barbera Lavignone rosso e anche il bianco Estrosa di cui vi dirò nella prossima ricetta. 
La cantina Pico Maccario nasce nel 1997 a Mombaruzzo su una proprietà di 70 ettari di vigneto nel cuore della DOCG Barbera d’Asti. Fin dall’inizio è condotta dai fratelli Pico e Vitaliano Maccario che per età e attitudine personale scelgono di farne un modello di modernità, sia nella gestione della vigna che nella produzione dei vini. Una curiosità sul  perché è stata scelta la rosa come logo aziendale: 4500 piante di rose a clone unico hanno la duplice funzione di indicare il punto iniziale di ogni filare e di segnalare in anticipo, come da tradizione, le malattie che di lì a poco potrebbero cogliere le viti. Dicono che la presenza delle piante di rosa rende la passeggiata tra i filari Pico Maccario un’esperienza da vivere e io non vedo l'ora di poterci andare di persona. Nel frattempo cerco di coglierne i profumi dai loro deliziosi vini.
A proposito di coniglio ed altri animali da cortile vi ricordo che è in edicola con il Corriere dello Sport il numero 8 di Le ricette di Unti e Bisunti raccontate da ChefRubio  dedicato a Maiale pollame e animali da cortile, sicuramente impareremo molto sulle ricette tradizionali.
Coniglio in salsa allo yogurt e capperi con sformato di melanzane 
Ingredienti per 4 persone
Per il coniglio:
1 coniglio (escluso il petto) 
1 vasetto di yogurt greco
1 cipolla bionda
1 cucchiaio di farina 
brodo vegetale
olio 
sale e pepe
1 cucchiaio di capperi sotto sale*
Per lo sformato di melanzane:
2 melanzane lunghe
1 spicchio d'aglio
timo
1 albume
2 cucchiai di grana
100 g di ricotta fresca**
1 cucchiaio di pangrattato
olio extravergine d'oliva
sale e pepe
Per il coniglio:
Tritare la cipolla e con un fondo d'olio soffriggervi il coniglio a pezzi (io non metto il petto), unire i capperi dissalati, pepare e aggiungere un paio di mestoli di brodo, mettere il coperchio, abbassare la fiamma e cuocere per un'ora evitando che asciughi troppo (aggiungere in questo caso altro brodo o acqua). Togliere il coniglio e tenerlo da parte, aggiungere al fondo di cottura la farina e lo yogurt e lasciar addensare, passate a piacere la salsa al mixer prima di servirla insieme al coniglio. 
Per lo sformato di melanzane:
dividere le melanzane in due intagliarne la polpa e  condirle con aglio e timo, metterle in teglia oleata con la parte tagliata rivolta verso il basso e cuocerle per mezz'ora in forno caldo Prelevare la polpa cotta con un cucchiaio, frullarla con l'albume, il grana la ricotta e il pangrattato. Regolare di sale e pepe, mettere negli stampini oleati e cuocere a bagnomaria in forno fino a che risulteranno compatti e appena dorati in superficie. 
* io utilizzo i gustosi capperi di Pantelleria
** ho utilizzato la ricotta fresca del Caseificio Giordano


2015-11-05


Il mio ultimo percorso del gusto su Diritto di Cronaca.
Il nome del locale è la semplice traduzione in inglese del cognome del proprietario Danilo Fiore. Oltrepassata la soglia si viene accolti in ambiente molto caldo e spazioso in stile etnico, dove ogni dettaglio risulta curato le tende in stampa animalier sono in tono con le sedie le applique statua, gli specchi e le suppellettili sono coordinate.
Sarà questo calore sarà la spontanea accoglienza del proprietario e del personale, saranno i piatti gustosi ed abbondanti, sarà la ricchezza della cucina di pesce proposta oppure la lunga lievitazione della pizza realizzata con farine del Molino Vigevano certo è che questo ristorante aperto da poco tempo è schizzato in vetta a tutte le classifiche locali per gradimento del pubblico per cui non mi restava che fare anche da Flower una mia esperienza gustativa.  Abbiamo mangiato bene davvero e bevuto ancor meglio se si può con l'ottimo Alicante 2014 di Cataldo Calabretta un rosato limpido e sincero in cui si sente (anche dopo aver bevuto il secondo bicchiere) che non vi sono trattamenti chimici.
L'antipasto di mare è ricco e ci viene servito con la focaccia realizzata con l'impasto ai cereali della pizza, davvero buona. E' ricco di assaggi: dal gamberone in pasta kataifi al raviolo di ananas marinato al limone farcito con cocktail di gamberi, dalla polpetta di patate e tonno rivestita di mandorle a scaglie all'insalata di gamberetti e a quella di tonnetto, e si completa con i crudi di spada e tonno ma, strano a dirsi, quel che più mi ha colpito è stato il gusto dell'insalata di mare e non le cose più elaborate. 
Non elaborato ma ben eseguito e succulento al punto giusto il piatto di spaghettoni fantasia di mare, pasta preparata dallo chef con farina speciale 1 Molino Vigevano condita con tutto quel che il mare poteva offrire, un buon piatto davvero così abbondante che fa già pasto da solo, tanto che abbiamo poi deciso di dividerci una tenera tagliata di tonno, irrinunciabile in questo periodo dell'anno. Come dicevo questo è un locale che va apprezzato per la semplicità e ne usciamo soddisfatti con in bocca il buon sapore di erbe dell'amaro Flower prodotto per loro da un'azienda seguendo le indicazioni di un'antica ricetta del nonno di Fiore. Da assaggiare certamente anche la pizza.
Ristorante Pizzeria Flower
via Rosmini 14
87064 Corigliano Calabro (CS)
Tel. 0983 200252 - 346 3701344
https://www.facebook.com/flowerwinebar/?fref=ts


2015-11-03

Oggi una ricetta semplice, molto appetitosa ed estremamente confortante perfetta per queste sere d'autunno, magari in abbinamento ad un buon bicchiere di rosso. Insieme ai broccoli ho voluto aggiungere dei piselli e nel fondo appena un po' di salame piccante che conferisce quel certo non so che, ma il segreto di questo risotto è la scamorza affumicata artigianalmente del Caseificio Giordano che ho voluto utilizzare per completarlo, non vi è aggiunta di burro né di altri formaggi e vi assicuro è perfetto così. 
Come vino ho scelto un ottimo Cabernet Franc di Tenuta Luisa che va a braccetto con piatti saporiti. Insomma un'idea per  cena davvero niente male.
Risotto affumicato ai broccoli e piselli
Ingredienti per 4 persone:
360 g di riso di Sibari (carnaroli)
1/2 cipolla bianca
1/2 spicchio d'aglio
80 g di salame piccante 
olio extravergine d'oliva
1 cucchiaio d'aceto bianco
brodo vegetale
1/2 kg di cime di broccolo verde
1 tazza di piselli
150 g di scamorza affumicata
Tritare finemente la cipolla e schiacciare l'aglio, appassirli in una capace pentola con un filo d'olio e il salame a piccoli pezzetti (coriandoli) aggiungere i broccoli e i piselli e lasciar insaporire. Unire il riso e tostarlo per bene, Sfumare con l'aceto e poi aggiungere un mestolo per volta il brodo bollente portando il riso a cottura. Alla fine regolare eventualmente di sale e completare con i dadini di scamorza affumicata.
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