abb generico

2014-04-15

Alzatina La Vecchia Faenza
Cade oggi il primo giorno di Pesach, la pasqua ebraica che si protrae per una settimana. La prima sera è caratterizzata dal Seder (ordine della festa) la cena pasquale che raduna parenti amici e forestieri per la lettura dell'Aggadà (narrazione). Una cena e un rituale prestabiliti come in ogni religione seppure io consideri quella ebraica più di una religione, una cultura, un modo di essere che esige ammirazione e rispetto per tutti coloro che sono riusciti a preservarne intatti "i segni" distintivi nonostante le avversità. La comunità ebraica in Italia è ormai scarna ma estremamente legata alle proprie tradizioni e ritualità anche in cucina. Regole precise dicevo anche a tavola dove tante son le limitazioni, possono essere consumati solo alimenti kasher, cibi adatti ovvero preparati in conformità con le particolari regole alimentari ebraiche. Mi sono fatta molte domande sulla loro cultura e tante risposte le ho ricevute attraverso dei libri di cucina.
 La mia cucina Kasher - Assaggiando qua e là è il libro di Giuliana Giannetti pubblicato da Sovera Edizioni, come suggerisce il sottotitolo raccoglie ricette di tradizione tratte da vari ricettari trovati nelle soffitte e nei cassetti delle varie case di famiglia dell'autrice. Altre vengono da amiche e dai viaggi, fino a Gerusalemme dove la Giannetti si è alla fine trasferita. Ricette che non sono solo una maniera per far da mangiare ma ma per tramandare un mondo. Segreti e trame di vita differenti legate da gesti comuni. Non solo ricette di cultura ebraica nel libro ma anche contaminazioni, classici della cucina tradizionale ed internazionale rivisitati e proposti in chiave kasher.
La mia cucina ebraico romanesca è il libro di Bruna Tedeschi pubblicato da Logart Press. Un manuale di cucina ricco di storia e cultura che si sfoglia con vero piacere grazie anche alle immagini che ci parlano di Roma e dei suoi mercati. E' a Roma che principalmente la comunità ebraica autocnona e il resto della cittadinanza si sono integrati e hanno culturalmente interagito dando luogo a rari esempi di commistione e convivenza tra culture. Espressione di questa commistione è anche la cultura gastronomica, ne sono valido esempio i carciofi alla giudìa. La cucina della comunità ebraica e quella romanesca sono unite dagli stessi poveri ingredienti spesso trattati diversamente così tanto da assumere nuovi sapori. Nel libro Bruna Tedeschi  ci rende partecipi di questo mondo a noi sconosciuto, la ricerca del nuovo attraverso il passato, la ricerca della tradizione attraverso i ricordi di famiglia. Alcune ricette del libro hanno provenienza antichissima e sono vere e proprie "ricette di antiquariato gastronomico" come le definisce lei stessa, altre sono "nuove proposte".
Alcune ricette tradizionali le ho ritrovate in entrambi i volumi, da molte sono stata attratta ma alla fine ho scelto questi semplici e profumati biscotti tipici del periodo pasquale. Ho scelto la versione di mamma Elena riportata dalla Tedeschi più dettagliata nelle dosi e piena di aromi. Mi raccomando il lievito non è una dimenticanza nel periodo di Pesach i lieviti sono banditi dagli alimenti.
Ciambelline per Pesach
Ingredienti:
150 g di zucchero
3 uova
6 mezzi gusci di olio di semi
cannella
scorza di 1/2 arancia
scorza di 1/2 limone
sale 
500 g c.a. di farina 
Disporre la farina a fontana e mettere al centro gli altri ingredienti. Impastare velocemente fino ad ottenere un impasto morbido, modellare i bastoncini e chiuderli a ciambelle. Cuocere in forno a 170° finché risultano appena colorite. Ho completato di mia iniziativa con zucchero a velo.

2014-04-11

Tovaglia Busatti, Piatti, tazzine fiori e bicchieri acqua La Porcellana Bianca, piattini candele Easy Life Design, teiera Laboratorio Pesaro
Ormai ci siamo e voglio che questa Pasqua sia davvero la festa di Primavera, per i colori, i profumi e tutto il bello di cui possiamo e dobbiamo circondarci.
Ho pensato ad una tavola fresca, elegante e tenue come solo la Primavera sa essere: piatti bianchi che richiamano nella forma i fiori, tovaglia in rosa, un po' di verde per i nastri e qualche nota più vivace ma in tono nei fiori, un mix di roselline rampicanti e fiori di campo.

Su una tavola così anche le pietanze devono essere in tema, pasquali sì, magari di tradizione e perché non cedere anche a qualche innovazione?
Su Cucina Naturale di Aprile vi è un intero menu di festa vegetariano e tante variazioni alle ricette classiche. 
Anch'io ho voluto variare un classico dolce in chiave salata e vegetariana. 
La dolce pastiera di grano è diventata salata per un antipasto pasquale gustoso e sorprendente.

Pastiera salata
Eccovi la mia ricetta
Ingredienti per 4 monoporzioni
Per la frolla:
200 g di farina
100 g di burro
1 pz di sale
1 tuorlo
3-4 cucchiai di acqua
Per il ripieno:
150 g di verdure miste (piselli, carote e zucchine)
100 g di ricotta fresca
1 uovo
150 g di grano cotto
1 dl di latte
1 scalogno
2 cucchiai di grana grattugiato
sale e pepe 
Lavorare velocemente la farina con il burro freddo fino a renderla sabbiosa, unire il sale, il tuorlo el'acqua, formare una palla e lasciarla riposare in frigo.
Tagliare a cubetti piccolissimi le verdure, tritare lo scalogno e dopo averlo appassito in un tegame con un filo d'olio e un pizzico di sale, saltarvi il grano già lessato, aggiungere il latte e lasciarlo assorbire mescolando, unire anche la ricotta e scioglierla per bene, aggiungere le verdure tagliare a dadini (delle zucchine solo il verde) e lessate appena, lasciar intiepidire, aggiungere il grana e l'uovo, regolare di sale e pepe.
Stendere la frolla in una sfoglia sottile, foderarvi quattro stampi da crostatine e bucherellare il fodno, distribuire negli stampi l'impasto di grano preparato e completare con i classici bastoncini di impasto ricavati dai ritagli, infornare a 180° per 25-30 minuti, fino a doratura. Servirecon un Fiano di Avellino Villa Raiano.

2014-04-09

Ormai qua si vive per i cuccioli, i loro gusti e i loro giochi cambiano e noi ci adeguiamo. Il gioco del momento è La Fattoria delle forme di Sassi Junior e, acquistata per Aurelia, è diventata il gioco preferito di Giulio e se il libricino con una graziosa storiella sugli animali della fattoria viene lasciato senza capricci alla piccola di casa, che lo ha sequestrato e non lo cede neppure dietro ricompensa, per le formine la questione è più delicata diventando le stesse oggetto di liti furibonde e reiterati dispetti.
Per fortuna poi arriva la mamma e i suoi impasti a placare gli animi, per impasti non intendiamo solo quelli mangerecci ma anche paste modellabili colorate. 
Nel G-baby, il mensile per i piccoli di San Paolo Edizioni, ogni mese nella rubrica Lo zoo di Morbilandia troviamo forme nuove da realizzare. Stavolta mi son dovuta cimentare con il gatto, del resto non c'è fattoria che si rispetti senza gattini che le gravitano attorno.
Quando poi come in questo caso li coinvolgo in cucina si divertono alla grande anche se il coinvolgimento nella preparazione non implica affatto che poi ne apprezzino il risultato, ma quel che è certo io e il papà gradiamo molto e di buttare alla fine non si butta mai nulla. 
Stavolta ho voluto la sicurezza ed ho utilizzato la ricetta dei bagel e soprattutto l'idea delle collane di Miralda Colombo, idea trovata su La forchettina il libro di cui vi ho già detto qualche post fa. Tuttavia se pure le ciambelle sono riuscite col buco ho commesso l'errore di adornarle con sani semini di sesamo ed erbette di Provenza Cannamela
Risultato? Giulio ha rifiutato perfino l'assaggio ma tranquilli erano ottimi e sicuramente li rifarò senza l'ombra di semini per il mio ometto che prima o poi capirà che si perde.
BAGEL
Scatola e tovagliolo Verdiamo
Ingredienti:
300 g di farina manitoba 
200 g di farina 00
½ panetto di lievito di birra fresco 
250 ml di acqua tiepida
1 cucchiaino di sale 
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaino di bicarbonato
1 cucchiaino di miele 
semi di sesamo
erbe di Provenza
Sciogliere il lievito con un cucchiaino di zucchero e due cucchiai di acqua tiepida. Diluire a parte anche il cucchiaino di sale con tre cucchiai di acqua. Mescolare le due farine, aggiungere il lievito e l’acqua con il sale, il cucchiaio di zucchero e il resto dell’acqua, man mano che si assorbe la precedente.
Lavorare l’impasto almeno per una decina di minuti, trasferire quindi la palla ottenuta in una ciotola leggermente unta di olio e coperta. Tenerla in un luogo caldo per un paio d’ore.
Riprendere l’impasto, sgonfiarlo sulla spianatoia e ricavarne tante palline grandi come una noce. Con il pollice praticare al centro un buco di circa un centimetro e mezzo.
Far scaldare un paio di litri di acqua in una pentola con un cucchiaino di bicarbonato e uno di miele.
Quando l’acqua sobbolle, appoggiarvi i bagel un po' per volta: andranno a fondo e poi riemergeranno in superficie. Se non si vuole una consistenza gommosa cuocerli non più di un  minuto rigirandoli una volta
Appoggiarli su un foglio di carta da forno, spolverizzarli con semi ed erbette a piacere e cuocerli in forno già caldo a 200° finché non appariranno ben dorati.

2014-04-07

Piatti ISI Milano, cupola La Porcellana Bianca, tovagliolo Busatti
Quando arriva il periodo pasquale la voglia di panificare sale alle stelle, pani speciali, pani farciti, pani che abbiano il sapore di questa bella festa di primavera. Nella mia cucina non si fa eccezione e preparandomi alle prossime gite fuori porta sperimento i miei pani festivi  con appetitosi ripieni e tanti semini per completare e rendere il risultato più gradevole alla vista e al palato, come in questa ricetta.
Cerco di apprendere dalla tradizione del nostro paese e anche da chi può darmi idee fortemente innovative e lo faccio attraverso i miei amati libri.
Pane toscano è il libro che Ornella D'Alessio ha dedicato a questo delizioso e apprezzato prodotto. Pubblicato da Moroni Editore il libro ci svela i segreti del pane toscano e ci insegna 20 ricette tradizionali per degustarlo al meglio, dalla semplice Fettunta alle zuppe tradizionali del territorio toscano che lo vedono compagno irrinunciabile. Tante eloquenti immagini delle fasi di lavorazione e del prodotto finito arricchiscono il volume che diventa una preziosità da collezionare anche per la prefazione-ricordo di Andrea Camilleri. 
Di respiro internazionale e moderno il libro di Ruth Clemens dedicato all'arte della panificazione Pane & dolci pubblicato da Il Castello stupisce per la varietà delle ricette presentate. Posso affermare senza tema di smentita che ve n'è una adatta ad ogni ora della giornata e ad ogni occasione e sfogliando le pagine del libro la voglia di impastare ed infornare è davvero irresistibile. Spiegazioni chiare e pratici suggerimenti fanno del libro un perfetto manuale in cui trovare anche la spiegazione e la conseguente risoluzione per molti comuni errori.
Non si parla solo di pane ma di tante golose e sane pietanze realizzate con ingredienti che col pane hanno (per me) un fortissimo legame in Papaveri e pistacchi di Maia Beltrame Giacomo Notarbartolo pubblicato da DeAgostini. Un curatissimo volume dedicato a semi e germogli "dal più piccolo, quello di papavero, al più grande, quello di cocco, i semi possiedono tutti insospettate caratteristiche, molto varie e apprezzabili sia dal punto di vista nutrizionale sia sotto l’aspetto organolettico". Spesso li utilizziamo inconsapevolmente sono semi infatti i cereali, i legumi e moltissime spezie ma con questo libro impareremo a dare il giusto valore a ciò che consumiamo diventando consapevoli delle doti di questi ingredienti preziosi per il nostro organismo: anacardi, arachidi, carrube, castagne, cumino, girasole, melagrana, pinoli, quinoa e molti altri trovano posto nel volume che ce ne insegna doti e sapiente utilizzo, compresa l'arte di farli germogliare e di utlizzarli in altre sfiziose maniere.
Girelle di pane alla mortadella e primosale
Ingredienti
Per l'impasto:
300 g di farina*
25 g di olio extravergine d'oliva
130 g di acqua
12 g di lievito di birra fresco
1 cucchiaino di sale
Per il ripieno:
200 g di mortadella**
200 g formaggio primosale
semi dei sesamo nero o altri semi a vostro piacere per completare
Impastare la farina nella quale è stato miscelato il sale con il lievito sciolto nell'acqua tiepida, unire l'olio e, dopo aver formato una palla, lasciarla riposare coperta per due ore. Stendere l'impasto in un rettangolo aiutandosi con il mattarello, cospargerne la superficie di mortadella e primosale tritati non troppo finemente. Avvolgere la sfoglia su sé stessa e ricavarne delle girelle tagliandola in sezioni.
Pennellare la superficie delle girelle con olio e acqua e cospargere di semi.
Lasciar riposare ancora un'oretta e infornare le girelle a 190° per 20 minuti circa finché risulteranno ben dorate.
* Per la ricetta ho utilizzato la nuova farina "Senz'altro" W260 Garofalo  facilmente reperibile al supermercato garantisce davvero ottimi risultati con pizze e focacce.
**La mortadella è ovviamente la Blu di Felsineo delicata ed aromatica.

2014-04-04

Piatti decoro Panarea Ceramiche De Simone, tessuto a righe Busatti
Alcuni piatti vengono fuori così da una semplice conversazione, prendono forma nel nostro immaginario e poi vita tra le mura della nostra cucina, gli diamo quella veste che immaginiamo abbiano e se restiamo soddisfatti del risultato ci piace credere che quella fosse la via giusta, che non vi era altro modo per realizzare quel piatto. 
Questo primo vien fuori da una conversazione che mio marito ha avuto durante la raccolta di asparagi selvatici, con un altro raccoglitore, mi ha raccontato il piatto ed io l'ho realizzato così. Probabilmente non è lo stesso che si prepara a casa dell'"ispiratore" ma io l'ho visto così ed eccomi qua a raccontarvelo. Asparagi selvatici, cozze freschissime e calamarata Schioppi gli ingredienti di questo sorridente piatto di primavera.
Un piatto semplice da preparare che ho voluto valorizzare con una tavola che ne portasse fuori tutta l'allegria. Easy and Chic!
 Come il bellissimo libro di Mariagrazia Picchi Easy Chic pubblicato da Wingsberty House. L'amore per il cibo, l'arte del ricevere recita il sottotitolo e come non aver voglia di far visita alla Picchi sfogliando le pagine del suo originalissimo libro. Le ricette sono facili, accessibili a tutti e presentate con estrema eleganza, le foto invitanti, il sorriso dell'autrice rilassante e le frasi scritte a mano qua e là nel libro decisamente intriganti. Uno squarcio in una vita comune ma non ordinaria, in cui la premura per l'ospite, la cura in ciò che si mette nel piatto e l'attenzione ai piccoli dettagli fanno la differenza. Un libro che non è solo una raccolta di ricette ma una piccola filosofia di vita, quella di Mariagrazia e del suo Salotto culinario, un volume da custodire gelosamente come una vera e propria arma di seduzione.
Per sostenere il gusto di questo piatto, la sapidità delle cozze, il lieve selvatico amaro degli asparagi ho scelto un rosso, un Syrah  delle Cantine Settesoli.
Calamarata con cozze e asparagi selvatici
Ingredienti per 4 persone:
400 g di calamarata o mezze maniche
1 kg di cozze 
1 mazzetto di asparagi selvatici
1 cipollotto
1 spicchio d'aglio
2 cucchiai di passata di pomodoro
olio extravergine d'oliva
sale e pepe bianco
Pulire gli asparagi dalle parti legnose e tagliarequelle tenere a pezzi di due cm circa. Lessarli in acqua salata per pochi minuti.
Pulire le cozze ed aprirle in un tegame coperto. Eliminare i gusci e tenere da parte i frutti e l'acqua filtrata.
Preparare un fondo con l'olio, il cipollotto tritato e lo spicchio d'aglio, aggiungere la passata di pomodoro, gli asparagi e l'acqua delle cozze, lasciar restringere il sughetto aggiungere una macinata di pepe e sale solo se necessario (non dovrebbe servire vista la sapidità delle cozze).
Cuocere la pasta  molto al dente e completare la cottura con il condimento, unendo solo a questo punto le cozze, aggiungendo un po' di acqua di cottura della pasta per far uscire l'amido e rendere cremoso il condimento.

2014-04-02

Ciotolina Easy Life Design, tessuti Busatti, cucchiaio Verdiamo
Gli snack sono un grande problema davvero, specialmente nel tempo libero capita di non riuscire a gestire l'attacco di fame in modo sensato e di ricorrere a poco salubri spezza fame in busta: patatine, noccioline e chi più ne ha più ne metta con notevole aggravio per l'organismo che oltre a grassi e calorie deve far conti con conservanti, glutammato e altre sostanze nocive. Per rompere la fame o come compagni per l'aperitivo consiglio i più classici dei ceci, preparati velocemente e in modo originale. Aglio e Paprika affumicata renderanno i vostri cecini una bomba di gusto.
Certamente avrete voglia di cambiare molte delle vostre abitudini e anche di evitare il consumo di snack ed altri alimenti confezionati se vi dedicate alla lettura del piccolo ma indispensabile Ingredienti pericolosi di Rachel Frély pubblicato da Edizioni Il punto d'Incontro  in cui una sezione è dedicata ai  veleni nel cibo: conservanti, coloranti, aromi artificiali, addensanti, edulcoranti. Mancano (ahime!) i grassi idrogenati ma quelli ve l'assicuro io bene non fanno di certo. Vivere senza veleni è possibile ci dice l'autrice insegnandoci a leggere l’etichetta dei prodotti che usiamo e consumiamo nella quotidianità e aiutandoci a compiere scelte consapevoli.
Se state pensando di omettere l'aglio dalla ricetta che sto per darvi, ripensate la vostra decisione dopo aver letto il libro che vi propongo.
L'aglio tuttofare è una recente pubblicazione Edizioni L'Età dell'Acquario e in esso l'autore Alix Lefief-Delcourt ci svela 1001 segreti di un ingrediente magico per la salute, la casa, la cucina. Dalla sua storia alle eccellenti proprietà mediche che lo contraddistinguono (è efficace contro il mal di testa, le verruche, il diabete, il colesterolo, lo stress, gli stati febbrili, l’ipertensione, la tosse, il raffreddore, la cattiva circolazione...), così come quelle cosmetiche e disinfettanti, nulla viene trascurato nell'esaustivo volume che si presenta come una piccola e piacevole enciclopedia dedicata a questo prezioso bulbo e ai suoi molteplici impieghi. Resterete davvero stupiti di quanto possa esservi utile il suo utilizzo e state tranquilli imparerete anche a minimizzarne alcuni effetti indesiderati.
Snack di ceci paprika e aglio
Ingredienti:
1 tazza di ceci lessati
1 cucchiaino di paprika affumicata
1 spicchio d'aglio
olio extravergine d'oliva
sale
Condire i ceci con l'aglio schiacciato, la paprika e un filo d'olio. Distenderli in una teglia foderata di carta forno e cospargerli di sale. Infornare a 180° finché avranno fatto una crosticina dorata.

2014-03-31

Teira con tazza La Porcellana Bianca, vassoietto in primo piano Lékué, tessuto Busatti
Difficile leggere la parola classico sul mio blog, nessuna ricetta resta com'è e tutto viene rivisitato, ma quella di oggi è la ricetta classica del plum-cake, quello con burro, uvetta e canditi nell'impasto che mi ricorda tanto l'infanzia e di cui mi sono rinnamorata attraverso la raccolta I dolci di Benedetta. Un vero successo editoriale, è arrivata al n.29, la pagina fan Facebook dedicata conta oltre 2200 attivi seguaci  e continua a stupirci ogni settimana per le nuove idee e la generosità degli utilissimi strumenti allegati (spesso sono due gli utensili che si trovano con il fascicolo).
Ma ritornando alla ricetta del plum-cake classico  indovinate un poco? La ricetta l'ho modificata (è più forte di me) cinque uova e 250g di burro mi sembravano troppi per i miei gusti, dalla raccolta ho preso l'idea, il metodo e soprattutto gli stampini in silicone da mini muffin e poi il resto l'ho messo io. Troppo bello fare i plum-cake formato brioscina in casa e visto che mi sono divertita e il risultato vi è piaciuto ve lo racconto. Per le dosi indicate  occorrerebbero 12 stampini ma io ne avevo 6 e con il restante impasto ho fatto un plum-cake medio con un altro particolare stampo Lékué, ha i bordi in silicone e la base in ceramica bianca proprio quella che vedete in primo piano in foto. In pratica tolti i bordi si serve il dolce così come uscito dal forno, davvero una genialata.
Plum-cake classico
 
 Ingredienti: 
250 g di farina 00
200 g di zucchero
100 g di burro
80 g di uvetta
70 g di canditi misti
70 ml di rum
 4 uova
1 bustina di lievito
zucchero a velo per completare
Ammollare le uvette e i canditi nel rum lasciandole immerse per un'ora circa. Tamponarle e passarle nella farina. Anche con una semplice frusta a mano montare le uova con lo zucchero, unire il burro sciolto e poi la farina setacciata con il lievito.Unire le uvette e i canditi al composto e versarlo nello strampo o negli stampi scelti. Infornare a 160° per 50 minuti (se unico stampo) per 30 circa se si tratta di stampini (conviene sempre provare la cottura con uno stecchino. Dopo aver sformato e raffreddato i dolcini spolverizzarli di zucchero a velo e servirli.

2014-03-28

Piatto in foglia di palma Verdiamo, presine Busatti
E' un trucco da chef  il titolo dell'ultimo libro che mi ha incuriosito, lo ha scritto Alessia Vicari ed è pubblicato da Gribaudo. Ne sono rimasta attratta forse perché il sottotitolo recitava 10 tecniche per 100 piatti infallibili e forse anche perché ho pensato che doveva essere scritto in pieno stile Vicari, ovvero accessibile a tutti ed in effetti gli ingredienti della premessa ci sono tutti, il libro è come un percorso tra tecnica, alchimia e creatività ed è perfetto per chi è ama cucinare ma è a digiuno di tecnica. La cucina non è improvvisazione ma una scienza esatta, se si è in grado di far propri i trucchi degli chef si arriverà a portare in tavola piatti eccezionali con uno sforzo minimo. Non avrei mai pensato di poter cucinare un perfetto roast beef utilizzando il microonde e invece grazie al libro ce l'ho fatta. Poi le ricette realizzate con le tecniche acquisite e presentate nel volume sono davvero sfiziose e originali.
Non sempre tutto è come appare, gli chef sono maestri nel compiere magie e leggendo il libro della Vicari mi sono accorta che seppure non volendo qualche magia in cucina la compio anch'io. Siccome friggere non è troppo salutare e neppure mi piace tanto ho scoperto che le patatine si possono "friggere" pure al forno e così crocchette e polpette. Faccio la gioia dei miei bambini e allo stesso tempo mi facilito il compito.
Polpette-spiedino panate e patataine "fritte" al forno
Ingredienti per 4 persone:
800 g di patate
350 g di polpa di pollo (cosce e sovraccosce)
150 g di mortadella
100 g di pane raffermo
2 cucchiai di grana
latte
1 uovo
olio extravergine d'oliva
sale e pepe
2 albumi e pangrattato per la panatura
 Pelare le patate e tagliarle bastoncini, lasciarle immerse in acqua fredda per mezz'ora circa. Asciugarle per bene con un canovaccio e distenderle su una teglia in un solo strato. Irrorare con olio e infornare in forno ventilato a 190°. Rigirare quando inizieranno a fare la crosticina e salare solo alla fine.
Per le polpette-spiedino: ammollare il pane nell'acqua strizzarlo bene ed impastarlo con la carne, la mortadella tritata finemente, il formaggio, l'uovo, sale e pepe quanto basta. Suddividere il composto in 8 parti e dare ad ogni porzione la forma di un salsicciotto, passarli nell'albume e nel pangrattato e dopo averli infilzati ad uno spiedo stenderli in una teglia sopra un foglio di carta forno. Lasciare in frigo per mezz'ora prima di cuocerli irrorando con un filo d'olio in forno insieme alle patatine. 
*Per la ricetta ho utilizzato mortadella LaBlu di Felsineo

2014-03-25

Servizio tè Easy Life Design
Sono tante le motivazioni per cui un dolce si considera il dolce del cuore, ho riflettuto su questo concetto in occasione del contest I dolci del cuore di Dolci a gogo in collaborazione con Wald. Come si legge nel regolamento può essere dolce del cuore:
"Quello della nonna, della mamma, della zia…
Quello che vi ricorda un momento particolare della vostra vita...
Quello realizzato per una persona speciale (mamma, marito, figli, amici)
Quella che amate preparare per voi stesse e per la vostra famiglia come confort food...."
Io considero la base di questo dolce, che è quella del Ciambellone di Ady,  la mia ricetta dolce del cuore perché è quella che preparo senza ricettario e adatto ad ogni esigenza, torte, tortine, ripieni, non ripieni, colazioni, merende, compleanni, bianca, nera con frutta, cioccolato o marmellata. L'ho provata in infinite varianti e mai mi ha tradita, un grazie speciale ad Ady di Diario di una Passione che mi è entrata nel cuore da quando l'ho conosciuta ed a cui va tra l'altro il mio pensiero affettuoso in un momento per lei un po' difficile ed eccovi la mia ricetta in versione cup-cake mimosa alla pera. 
Perfetti e leggeri dolcini per l'ora del tè da gustare sorseggiando una tazza di tè alla vaniglia o al gelsomino, leggendo un buon libro. Io ve ne posso consigliare due che di recente hanno catturato la mia attenzione.
Il colore del tè è il titolo del romanzo di Hannah Tunnicliffe pubblicato da SonzognoUn'atmosfera particolare quella raccontata nel libro in cui una storia di rinascita prende vita da una cucina, quella del Lillian's, la sala da tè in puro stile Parigino che Grace apre nel cuore di Macao per dimenticare il dolore di un figlio desiderato e mai arrivato. Confidenze, ricette, rimpianti e passioni, storie di donne con origini e tradizioni differenti aiutano Grace a guardare alla vita con occhi diversi. Un'intenso profumo di macarons e di altre golosità mi hanno accompagnato nella lettura delle indimenticabili pagine di questo racconto di speranza fino alla realizzazione dei sogni di Grace.
I biscotti di Baudelaire non è un romanzo ma un racconto di vita fatto di ricordi, aneddoti, ricette e sapori della Parigi a cavallo tra le due guerre. E' stato scritto da Alice Babette Toklas e pubblicato negli Stati Uniti nel lontano 1954 con il titolo The Alice B. Toklas Cook Book, ripubblicato oggi da Bollati Boringhieri.
Americana trasferitasi a Parigi ai primi del novecento la Toklas insieme a Gertrude Stein, sua inseparabile compagna, tenne un celebre salotto frequentato dagli artisti dell’avanguardia storica francese e dai letterati statunitensi espatriati: Picasso, Picabia, Matisse, Braque, Fitzgerald, Sherwood Anderson, Hemingway, Thornton Wilder, Paul Bowles e tanti altri. Queste frequentazioni fanno delle memorie, non solo culinarie, raccolte da Alice nel libro un pezzo di storia. Un libro che si legge tuttavia amabilmente con la leggerezza di un romanzo per consultare le ricette e catturare i sapori amati da artisti e scrittori, ma soprattutto per rivivere l'atmosfera bohemienne della Parigi di quel tempo e di un ambiente davvero speciale in cui accentricità e grande arte la fanno da padroni.
Foto dal web che ritrae Alice B. Toklas e Gertrude Stein
A questo punto i miei pasticcini anno perso valore vero? Ma vi assicuro vale la pena provarli tanto più se utilizzate per arricchirli come nel mio caso dadini di Pera picciola sciroppata e Ratafià di pera Picciola di Lombardi &Visconti che hanno conferito al dolce un gusto e un profumo impareggiabili. 
Cup-cake mimosa alla pera
Ingredienti per 18 tortine:
250 g di farina
250 g di zucchero
130 ml di acqua
130 ml di olio di semi
30 ml di liquore alla pera
3 uova
1 bustina di lievito per dolci vanigliato Ar.Pa. Lieviti
per la crema:
2  tuorli
100 g di zucchero
35 g di farina 00
1 bustina di preparato Novacrema Ar.Pa. Lieviti
500 ml di latte fresco
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
per completare:
liquore alla pera
pere sciroppate
zucchero a velo Ar.Pa. Lieviti
Lavorare  con una frusta elettrica le uova con lo zucchero unire i liquidi (olio, acqua, liquore) e poi la farina setacciata con il lievito. Versare il composto negli stampini da muffin e infornare a 180° per 25-30 minuti (fare la prova stecchino prima di estrarli dal forno). Preparare la crema, mescolare tuorli, bustina di novacrema zucchero e farina, allungando il coposto con pochissimo latte. Scaladare il latte restante con la vaniglia ed aggiungerlo mescolando al composto di uova, portare sul fuoco dolc, sempre mescolando fino a far addensare la crema. Raffreddare ponendo la pentola in unaciocola d'acqua fredda continuando a mescolare. Togliere ai dolcini la parte centrale, scavandoli un po' per far posto al ripieno, spruzzare le basi con qualche goccia di liquore alla pera e riempirli di crema, aggiungere qualche dadino di pera e completare con le briciole ricavate tritatndo la parte di dolce eliminata. una spolverata di zucchero a velo ed il gioco è fatto.

2014-03-22

Piatto La Porcellana Bianca, canovaccio Busatti
Mi capita di attraversare delle giornate difficili, di quelle in cui tutto appare complicato e mancano le forze per affrontare le avversità che inevitabilmente si presentano. Sembra (mi rifiuto di credere che sia la verità) che tutto vada contro e che non si possa trovare una soluzione anche per le quotidiane piccole difficoltà. Ultimamente questo stato d'animo lo sto purtroppo vivendo con una certa frequenza, immagino si tratti di stress, interrogo in materia chiunque, dizionari ed enciclopedie comprese, cerco di autoanalizzarmi per capirne di più ma poi arrivo alla conclusione che non è cosa grave visto che riesco a trovare anche qualche momento per sorridere ed occuparmi di cose piacevoli. Questa settimana mi sono imbattuta su Solovirale e quattro risate me le sono fatte davvero con una simpatica raccolta di immsgini che mi sembrava messa lì apposta per me "Non importa quanto male stia andando la tua giornata, sicuramente non sta andando male come a queste persone". Si perchè ci sono alcune notizie simpatiche che spopolano sul web, e sembra proprio che più fanno ridere più si diffondono e diventano famose! Su Youtube poi se ne trovano di ogni genere e dieci minuti di vero spasso li ho passati anche lì con un video di cadute spettacolari che mi ha fatto veramente ridere.
Comunque quando una giornata si presenta con particolari ed evidenti difficoltà il mio porto sicuro resta per fortuna la cucina. Indosso il grembiule (in senso metaforico perché in realtà difficilmente lo uso e me ne pento al momento del bucato) e mi perdo felicemente in una preparazione, meglio se nuova perché l'inventiva e la creatività che occorrono per realizzare un nuovo piatto hanno la capacità di assorbire e neutralizzare ogni avversità. Cibo di conforto per eccellenza sono per me i dolci, gli zuccheri si sa fanno bene all'umore, ma non all'amore e al fisico per cui meglio dirigersi verso piatti che non siano un di più ma solo un modo per risolvere la cena con gusto. Che senso avrebbe una Sacher per dessert dopo essersi accontentati di un insulso toast per cena? Ecco una zuppa confortante, goduriosa, intrigante ed estremamente chic soprattutto se servita in piatti come i miei. Una zuppa comfort-chic per omenti difficili. E' una vellutata di fagioli bianchi la cui realizzazione mi è stata facilitata da un preparato in farina Schioppi che si scioglie nel brodo ed è pronto in pochissimi minuti, l'ho arrichhita con delle code di mazzancolle e dei crostini di pane insaporiti con un delizioso e piccantissimo Curry in polvere Cannamela.
Zuppetta comfort-chic
Ingredienti per 4 persone:
200 g di preparato per vellutata di fagioli bianchi (in mancanza andranno benissimo due tazze di fagioli bianchi già lessati)
500 g di mazzancolle
4 fette di pane casereccio
olio extravergine d'oliva
1 noce di burro
curry extrapiccante
2 rametti di prezzemolo 
1 spicchio d'aglio
sale 
Pulire  le mazzancolle, togliere le teste e il carapace, lasciando solo il codino attaccato, togliere anche l'intestino praticando sul dorso una piccola incisione. Con le teste preparare il brodo aggiungendo un litro circa c.a di acqua, un pizzico di sale, il prezzemolo e lo spicchio d'aglio. Lasciar cuocere il brodo per mezz'ora almeno a fuoco dolce. Preparare la vellutata aggiungendo al brodo filtrato la farina di fagioli bianchi precotta, regolare di sale ed allungare eventualmente con acqua fino ad ottenere la giusta consistenza. Nel caso in cui si utilizzino dei fagioli lessati, passarli al mixer ed allungarli con il brodo di pesce. Tagliare il pane a dadini e rosolarli in padella con il burro, un filo d'olio e un pizzico di curry. Togliere i crostini e aggiungendo ancora un po' d'olio nella padella rosolare le code di mazzancolle a fuoco vivace con un altro pizzico di curry, salare. Suddividere nei piatti la vellutata guarnire con le code di mazzancolle e i crostini di pane, completare con un filo d'olio a crudo.
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