2015-06-30

Ormai pare che la mania del dolce sano abbia preso piede a casa mia, certo per la colazione è bello avere una coccola preparata con le proprie mani, ma più di una volta a settimana è difficile riuscire a preparare una torta e quindi, coperti i primi tre giorni il resto del dolce o lo si regala subito o va a finire dopo il terzo giorno nel pattume anche perché i bambini sono ancora un po' refrattari alla parola sano. Sapevo che una soluzione doveva esserci (alternativa al congelamento) e così mi sono avvicinata con tanta curiosità ed estrema sorpresa per il risultato a quella tecnica che va sotto il nome di "vasocottura" applicabile a tutte le pietanze con diverse modalità di cottura, bagnomaria sul fuoco, forno, bagnomaria in forno. E' una tecnica veloce e molto pratica che consente di ottenere cibi sani e molto gustosi. 
 Mi sono procurata i vasetti adatti, quelli classici della WECK distribuiti da MCM Emballages ed ho provato la torta nel vasetto. Preparata più di una settimana fa giuro di averne gustato, l'ultimo fragrante vasetto questa mattina  a colazione tenendo semplicemente i vasetti chiusi ermeticamente in frigo.
La ricetta che vi do prevede l'utilizzo della farina di mandorle se avete lo scarto del latte di mandorla di cui vi parlavo la scorsa volta è perfetto. Come frutta ho utilizzato le perine estive e le albicocche dei miei alberi ma potete utilizzare pesche, mele, arance, ciliegie secondo la stagione.
Torta di farro e mandorle nel vasetto
Ingredienti:
3 uova
150 g di farina di farro
100 g di farina di mandorle
250 g di zucchero di canna
130 ml di olio di arachidi
130 ml di latte di mandorla (non zuccherato)
30 ml di liquore
1 bustina di cremor tartaro
1 cucchiaino di bicarbonato
albicocche e pere estive o altra frutta a piacere
Montare le uova con lo zucchero, aggiungere i liquidi e poi le farine, il cremor tartaro e il bicarbonato.
Imburrare i barattolini e suddividervi il composto, senza superare la metà del vasetto, aggiungere una perina privata del torsolo o mezza albicocca. Adagiare i vasetti in teglia e cuocerli a 180° per 15 minuti circa. Tappare i vasetti ermeticamente appena fuori dal forno, si creerà il sottovuoto e si manterranno per un bel poco.

2015-06-26

Ebbene si qua siamo sempre in fermento tante idee nuove bollono in pentola e adesso vi invito a prendere un caffè con me così v'illustro l'ultima. 
La classica domanda dell'estate quando si entra nelle case calabresi al pomeriggio è che ti offro? Un caffè? Un latte di mandorla fresco? Ma siccome a me la testa mi frulla sempre ho pensato di unire le due cose per un caffè davvero davvero speciale, molto speciale perché il latte di mandorle l'ho fatto con le mie manine partendo dalle mandorle e non dai preparati, questo caffè poi è davvero speciale perché ve lo offro con degli ottimi mini tartufi d'Alba dolci di TartufLanghe acquistabili su Shop Piemonte: amaretto, cappuccino, nero, bianco, menta, i gusti presenti nella confezione...a voi la scelta.
Per il caffè invece un buon espresso e due cubetti di latte di mandorla ghiacciato vi stupiranno. 
Ed ora che vi ho offerto il caffè vi dico cosa bolle in pentola vi ho accennato a Shop Piemonte, tempo fa ebbi modo in altra occasione di parlarvi di questo negozio on-line e riprendo le mie stesse parole per dirvi che si tratta di una fornitissima enogastronomia on line, uno di quei posti dove perdersi per un po' per gratificarsi con un pacchetto pieno di bontà piemontesi di alta qualità. Quello che volevo comunicarvi è che dal mese prossimo troverete nel mio blog una rubrica in cui utilizzerò un prodotto tipicamente piemontese proveniente dal fornitissimo shop on-line in modo creativo facendolo sposare a qualche ingrediente o a qualche ricetta tipica della tradizione calabrese, quasi un matrimonio tra Piemonte e Calabria. Spero di darvi prova della mia inesauribile creatività oltre che farvi conoscere buoni prodotti piemontesi e ricette ed ingredienti calabresi.
Prima di lasciarvi vi do però la ricetta del latte di mandorla così nel fine settimana provate anche voi a dissetarvi in modo naturale e gustoso. La ricetta proviene dal fantastico libro Dolce senza zucchero di Ivy Moscucci di cui vi ho già parlato, non potevo non farla mia anche perché con le mandorle di scarto si ricava della farina da utilizzare per altre preparazioni per cui non si butta via niente e anzi la prossima volta vi do pure una ricetta per utilizzarla.
Latte di mandorla home made
Ingredienti:
250 g di mandorle
750 ml di acqua
1 pz di sale rosa
sciroppo di zucchero a piacere
Lasciare in ammollo le mandorle in acqua (altra acqua) per una notte, scolarle e frullarle con il sale aggiungendo un po' alla volta l'acqua prevista. Separare il liquido dalle mandorle frullate con un colino. Zuccherare a piacere se si desidera utilizzarlo quale bevanda dolce. Si conserva in frigo fino a tre giorni, in versione ghiaccio molto di più.

2015-06-25

Per il mio ultimo percorso del gusto su Diritto di Cronaca mi sono fermata in un posto a me molto caro. Tengo particolarmente ad essere veritiera nei miei giudizi anche perché posso essere facilmente smentita, per questo stavolta, senza voler esagerare, vi parlo della mia ultima visita nel posto più suggestivo di tutta la costa ionica: il ristorante del Lido Aurora da cui si domina tutto il golfo di Corigliano. Questo è un posto che abbiamo visto nascere e crescere mattone dopo mattone, dal primo baretto sulla spiaggia agli ombrelloni del lido, dai panini a pranzo fino al ristorante- pizzeria curato e ricercato dove bisogna prenotare per accaparrarsi un tavolo durante la stagione e non solo. Al Lido Aurora si mangia fronte mare, tempo permettendo anche sulla spiaggia, e se il clima non lo permette si può comunque godere la vicinanza del mare dalle ampie vetrate della sala ristorante.
Se la splendida location si unisce alla buona cucina di mare e alle fragranti pizze che ogni giorno escono dalla cucina del Lido Aurora capirete che è un posto da vivere dalla primavera all'estate e anche fino all'autunno inoltrato. 
Dicevo che questa non è stata la mia prima visita in questo posto è stata invece piuttosto una conferma dell'emozione che ogni volta questo luogo riesce a darmi.
Tra i ricchi antipasti di mare assaggiamo un piatto freddo di salmone alla senape, gamberoni con cipolle agrodolci, insalta di mare e carpaccio di polpo, un piatto leggero e succulento cui ben si addice un calice di Timpa del Principe Ferrocinto.

Un piatto che legherò indissolubilmente a questa serata è però il risotto (il pregiato riso Acquerello) con liquirizia Amarelli e gamberoni del nostro mare, profumato e cotto a puntino perfetto da gustare con questo scenario.
Anche i tagliolini con gamberetti, zucchine e bottarga sono un piatto azzeccato, delicato e di carattere al contempo. Un tris di involtini di mare (salmone, spada e spatola) ci fa da secondo e chiedendo di concludere con un dolce ci vediamo arrivare dolci a gogo: un tris di semifreddo alla nocciola, chiantilly alle fragole e gelato alla zuppa inglese con croccante...beata indecisione!
Lido Aurora Ristorante Pizzeria
C.da Foggia
87064 Corigliano Calabro (CS)
Tel. 0983851341
http://www.lidoaurora.it/

https://www.facebook.com/pages/Lido-Aurora/328820533815059?sk=timeline

2015-06-23


Tajin e posate Mori Italian Factory, piatti, bicchieri e brocca Ceramiche De Simone decoro Pantelleria
Ebbene mi sono innamorata di un tegame ma più che un tegame o la pietanza in essa cotta il Tajin o Tajine è una vera e propria filosofia. Con questo termine si indica infatti una preparazione di carne e/o verdure in umido di origine nordafricana, marocchina particolarmente, la pentola che da essa prende il nome è in terracotta e si caratterizza per il coperchio di forma conica con un forellino al vertice da cui fuoriesce il vapore durante la cottura. Ecco preparare un tajine è diventare un po' parte di una cultura, le carni vengono cotte a lungo con una miscela di spezie insieme alle verdure acquisendo una tenerezza ed un profumo impareggiabili, i ritmi sono lenti come quelli dei berberi e questo tipo di cottura non ha bisogno di particolari attenzioni, messo lì tutto insieme ci si può rilassare ritrovandosi con un'ottima pietanza dal sapore esotico. 
Io ho preparato un umido di tacchino con zucchine che ho poi accompagnato con del cuscus, un piatto unico e molto gustoso che ho servito su una tavola molto particolare realizzata con le splendide e colorate ceramiche siciliane De Simone su un tavolino basso con una tovaglia che ha il colore del mare.
Ho posto al centro il mio bellissimo tajin della linea Acqua Terre da Fuoco  Mori Italian Factory che ha il privilegio di mantenere anche il calore per diverso tempo, lasciando che ognuno se ne servisse a piacere. Con un piatto così ho scelto un grande Rosso Siciliano il Barone di Serramarrocco  prodotto dall'omonima azienda trapanese con uve pignatello, rara ed antica varietà del territorio trapanese.
"Colore rubino cupo, esaltato dai profumi di frutti rossi e maturi con note di liquirizia, tabacco, cioccolato vanigliato e profumi boisè. La ricchezza estrattiva e la complessità degli aromi balsamici di macchia mediterranea si esprimono al palato, con equilibrio ed armonia grazie ai tannini morbidi che sorreggono il bouquet fruttato in un lunghissimo finale".

L'azienda cui fa capo Marco di Serramarrocco è ubicata nel trapanese in zona particolarmente votata alla coltivazione dei vigneti. La “Vigna di Serramarrocco” con decreto n°61/2010 della Regione siciliana  risulta tutelata come prima vigna a Denominazione di Origine Protetta Erice e della provincia di Trapani. I pregiati vini prodotti dall'azienda sono sei e ognuno di essi ha una storia da raccontare.
Tajin di tacchino e zucchine
Ingredienti per 4 persone:
600 g di sovraccoscia di tacchino
2 -3 zucchine medie
1 cipolla 
1 spicchio d'aglio
olio extravergine d'oliva
spezie miste per tajine (paprika, cumino, zenzero, cannella, curcuma, menta, coriandolo)
sale e pepe
200 g di cuscus precotto
brodo vegetale
Tagliare la carne a pezzetti e condirla con l'aglio schiacciato e le spezie miste, Intanto nel tajin far appassire la cipolla a pezzi non piccoli, aggiungere la carne e alzare un po' la fiamma e quando la carne avrà preso un po' colore unire le zucchine a pezzi e un mestolo di brodo vegetale. Coprire il tegame e lasciar cuocere a fuoco lento per un'ora e mezza almeno, se si dovesse asciugare troppo si può aggiungere brodo. Regolare di sale e pepe e servire con il cuscus gonfiato con il pari peso di brodo e sgranato con altro olio.

2015-06-19

Forchetta Mori Italian Factory, piattino conchiglia  La Porcellana Bianca, tovagliolo Busatti
Per porpora s'intende quel colore rosso intenso che vira al viola. Il Porpora è però anche un delizioso vino de Il Pollenza l'azienda vinicola del Conte Aldo Maria Brachetti Peretti  che nell’ultimo periodo del secolo appena trascorso, ha affiancato con successo l’attività agricola e vitivinicola alle prevalenti attività petrolifere ed energetiche della famiglia, riprendendo così la tradizione familiare del nonno Tebaldo, proprietario terriero e medico veterinario. Il Porpora è uno dei vini di punta dell'azienda marchigiana situata a Tolentino, un rosso intenso e consistente prodotto con uve Merlot e Montepulciano.

Ho voluto "sprecare" un buon bicchiere di Porpora 2011 per impreziosire i miei spaghetti e non me ne sono affatto pentita, il piatto è quello che mi aspettavo perfetto da preparare in pochi minuti portando in tavola con poco sforzo un primo da gourmet.
E' una validissima alternativa all'aglio olio e peperoncino, provate e vedrete, io ho aggiunto del radicchio disidratato della Società Agricola Malbosca ma anche delle striscioline di radicchio fresco o delle olive nere sono perfetti per questa preparazione.
Spaghetti imporporati
Ingredienti per 4 persone:
400 g di spaghettoni
2 bicchieri di vino rosso corposo
aglio e peperoncino*
olio extravergine d'oliva
20 g di radicchio disidratato (oppure un radicchio fresco)
Versare in un tegame capace un po' d'olio (5-6 cucchiai) aglio e peperoncino a piacere e lasciar scaldare senza far friggere aggiungere il vino e lasciar prendere calore, versarvi il radicchio e gli spaghetti appena lascati ammorbidire in acqua bollente salata, non devono cuocere ma solo essere in grado di piegarsi, proseguire la cottura della pasta nel tegame, aggiungendo l'acqua salata della pasta (un mestolo per volta) quando il sughetto si restringe e finché la pasta non sarò cotta, piccante e gustosissima.
* aglio e peperoncino Selezione di sapori Cannamela

2015-06-16

Tessuto Busatti, piatto La Porcellana Bianca
Quante se ne fanno per i figli! Il fatto è che bisogna prenderli per il verso giusto e non sempre anche in tal caso si ottengono i risultati sperati. Ormai tra le attività cuciniere che imprescindibilmente facciamo insieme io e i miei bambini ci sono le pizzette. E si non le pizze ma le pizze monoporzione, in tale forma ne mangiano di più e poi sono perfette per la merenda anche fuori casa. La pizza fa felici davvero tutti, grandi e piccoli e così la nostra cucina diventa sovente campo di battaglia.
Tutti pazzi per la pizza di Sandro Natalini e Anna Laura Cantone edito da Coccole Books è una curiosa e divertente storia sulle origini della pizza. Di sicuro interesse per i bambini come per i grandi le pagine dedicate ai gusti di pizza preferiti nei vari paesi del mondo, non immaginate neppure quante insolite alternative esistono. Le bellissime illustrazioni cui ci ha ormai abituato la Cantone accompagnano i piccoli lettori dalla copertina all'ultima pagina seguendo le divertentissime avventure di Adamo ed Eva, Cleopatra e persino Cristoforo Colombo alle prese con la pizza o meglio con le sue antenate.
Le storie  hanno "poteri magici" e attraverso di esse si può far conoscere ai piccoli il mondo, insegnare le cose della vita e soprattutto farsi ascoltare. Sempre da Coccole Books è stata pubblicata una dolcissima fiaba Casa di nuvole di Sabina Antonelli con illustrazioni di Silvia Crocicchi. Una casa fatta di nuvole dove vivono papà Tempo e mamma Ora, inseparabili come le due parti di uno stesso cuore. La loro bella famiglia è composta da quattro figli: la piccola Aurora, Mezzodì, Tramonto e Sera, ognuno diverso come ogni istante di tempo per ogni giorno che passa. Mi sono emozionata nel capitolo dedicato a Mezzodì in cui si parla di luoghi della terra "dove le mamme non trovano nemmeno un pezzetto di pane secco per sfamare i propri figli" paesi dove "il tempo scorre lentissimo, un istante dura all'infinito e le mamme non hanno niente da dare ai propri figli, indipendentemente dal loro amore per la cucina o per la poesia. Non hanno la possibilità di cambiare le loro vite perché fanno parte dei poveri del mondo, degli esclusi, dei più deboli e indifesi. Sono invisibili ai più e spesso, troppo spesso non possono che scappare, lasciare la propria terra, rinunciare ai sogni e affrontare mille pericoli con un futuro incerto e la speranza nel cuore". Un modo per spiegare ai miei figli cosa sta succedendo accanto a noi...
In Cuciniamo una storia di Maddalena Prini e Nicola Dehmer edito da RED! sono i simpatici Yummies a raccontare gustose storie, ricette e curiosità. Un libro per affrontare con fantasia il rapporto con "nuovi" ingredienti. Il cibo sano non pubblicizzato dai media spaventa un poco i nostri pargoli troppo abituati al cibo industriale, con gli Yummies possiamo provare a scoprire insieme quel che la natura offre. Conoscere la provenienza, la varietà, i benefici e la bontà del cibo sano cucinato con un pizzico di estro lo renderà più amabile e saranno poi i nostri bambini, più responsabili del proprio benessere e rispettosi della natura, ad indicarci uno stile di vita più sano e consapevole. Del resto le storie hanno "poteri magici" come dicevo più sopra. 
Come le storie anche la pizza ha "poteri magici" riesce pure a  far mangiare ingredienti inaspettati anche ai più reticenti Sfruttando l'idea della storia abbiamo realizzato pizzette verdi dedicate a Hulk e quanti buoni spinaci sono finiti dentro, anche Giulio per compiacere uno dei suoi eroi preferiti ha finito per mangiare il suo Hulk realizzato da lui stesso con l'impasto misteriosamente verde di mamma.
Hulk realizzato da Giulio
Pizzette Hulk
Ingredienti:
500 g di pasta per pizza lievitata
100 g di spinaci lessati strizzati e frullati
1 tazza di salsa di pomodoro
aglio
origano
basilico
olio extravergine d'oliva
sale
4-6 piccole zucchine
1 fetta di formaggio Brie
Impastare la pasta lievitata con la crema di spinaci, aiutandosi con un po' di farina formare delle palline e lasciar lievitare ancora mezz'ora stese su un vassoio. Nel frattempo tagliare a rondelle le zucchine e salarle leggermente, condire la passata di pomodoro con aglio, olio, sale, basilico e origano. Stendere le palline ricavandone delle pizzette, condirle con il sugo preparato, le zucchine strizzate tra le mani e qualche tocchetto di formaggio brie. Cuocere in forno riscaldato alla massima temperatura, finché le pizzette prenderanno colore.

2015-06-14

Piattino conchiglia e bicchieri La Porcellana Bianca
C'è una bevanda che si lega in modo indissolubile alle mie estati di diversi anni fa, una bevanda che qui in Calabria conosciamo bene ed amiamo da decenni ma che altrove fino a un po' di tempo fa non se ne conosceva neppure l'esistenza, sto parlando della tradizionale cosiddetta "Gassosa al caffè" una bevanda da gustare molto fredda a base di infuso di caffè, acqua, zucchero e anidride carbonica. Una bevanda che, come dicevo, qui in Calabria abbiamo amato e bevuto per decenni ma che è poi quasi sparita dalla circolazione per riapparire qualche anno dopo, prodotta seguendo incomprensibili leggi del profitto, troppo dolce e poco aromatica, quasi una copia stinta dell'originale.
Oggi invece c'è Moka instinct e davanti a questo coffee drink prodotto da Bevi più naturale S.r.l. con una selezione di 5 varietà di caffè provenienti da tutto il mondo sapientemente miscelate per un gusto armonioso e ricco di suggestioni, mi sono emozionata ritrovando  in gusto proibito delle estati della mia infanzia. Gli ingredienti di Moka instinct sono pochi e naturali ed il gusto rinvigorente e rinfrescante di questa bevanda è destinato a divenire protagonista di questa estate 2015. E' ottima anche come base per originali cocktail io richiamando l'accostamento che più adoro in questo periodo il caffè e le ciliegie di cui parlavo qualche giorno fa, l'ho servita con cubetti di ghiaccio in cui ho incastonato ciliegie fresche, ho accompagnato questa bevanda con uno stuzzichino salato sano e molto gustoso.
Stuzzichini di crepes di ceci e semi di lino
Ingredienti:
1 uovo
50 g di farina di ceci
100 g di latte
sale e pepe
2 cucchiai di semi di lino
Mescolare l'uovo con la farina, salare, pepare ed allungare la pastella con il latte formare le crepes e cuocerle in un padellino unto d'olio, prima che la superficie sia rappresa cospargerla con semi di lino, tagliare a spicchi le crepes e dorarle in forno caldo, servire con l'aperitivo o come spezza fame.

2015-06-11


Ho assaporato profumi e colori tipicamente calabresi nel mio ultimo percorso del gusto per Diritto di Cronaca.
La campagna in questo periodo offre il meglio di sé e il Ristorante Orto della Signora ubicato nell'omonima contrada di Villapiana gode appieno del clima favorevole nel quale è immerso. Siamo arrivati in una giornata di sole e una volta varcata la soglia d'ingresso per ritrovarci in una fresca e arieggiata sala con ampie vetrate non abbiamo sentito alcuno stacco con l'ambiente esterno.
La prima cosa che ci ha stupito è stato proprio questo estremo equilibrio tra l'interno e l'esterno, i colorati fiori stampati sulle tovaglie e quelli freschi nelle boule sui tavoli armonizzavano perfettamente con la vista esterna rendendo l'insieme gradevole e la permanenza molto piacevole anche grazie all'accoglienza calorosa del proprietario Tonio. Il medesimo equilibrio e l'identica piacevolezza d'insieme lo abbiamo ritrovato in ognuno dei piatti proposti.
La cucina della "signora" Irene prevalentemente di mare, prevede un costante abbinamento di verdure ed erbe dell'orto al pescato del giorno. I piatti sono quindi rigorosamente stagionali e seppure il locale dispone di un buon assortimento di vini è il primo in Calabria ad aver adottato la formula b.y.o. che permette di portarsi il vino da casa.
Assaggiamo un hamburger di patate al rosmarino con carpaccio di piovra e olive taggiasche, gustoso e rinfrescante, perfetto per iniziare. Proseguiamo con una tavoletta di baccalà e peperoni arrostiti, un matrimonio gustoso ed accattivante così come l'assaggio di rana pescatrice alla catalana e il freschissimo crudo di spada e gamberi che ci vengono successivamente proposti.
Il flan di porcini e gamberi completato da un gambero al vapore e fiori edibili è una gioia per gli occhi ed il palato.
Tra gli innumerevoli primi, nella preparazione dei quali la cuoca eccelle, assaggiamo degli indimenticabili e cremosi troccoli con crema di fiori di zucca, stracciatella, pistacchi e gamberi.
Una chicca di produzione locale sono i tortelli Maghinardo ripieni con patate, aglio e prezzemolo prodotti da Cuore di Pasta un'azienda che utilizza per le sue paste fresche erbe officinali mettendone in risalto le proprietà benefiche per l'organismo, ci vengono proposti gradevolmente conditi con la dolcissima salsa di pomodoro idroponico.
Un freschissimo filetto di pesce sanpietro ci viene presentato cotto con profumatissime erbe aromatiche e patate novelle.
Posto per il dolce ne resta poco ma non rinunciamo ad assaggiare la fresca bavarese alle fragole.
L'Orto della Signora è un posto adatto a tutti, particolare attenzione è rivolta anche a vegetariani, celiaci ed intolleranti al lattosio, è un ristorante da vivere in tutte le stagioni e anche in occasione di piccoli banchetti, nel periodo estivo è attiva anche la pizzeria che propone pizze a lunga lievitazione anche con farine speciali.
Ristorante Orto della Signora
C/da Orto della Signora
87076 Villapiana (CS)
Tel. 0981505688 – 3294959054

2015-06-09

Tessuto Busatti, alzata La Porcellana Bianca, piatto Easy Life Design
Da quando sono iniziate le ciliegie (quelle del nostro albero) non ho che un chiodo fisso il pensiero che il caffè e le ciliegie  abbiano un gusto affine. Mi spiego...se assaporo una ciliegia e tengo per un attimo in più il nocciolo in bocca sento un retrogusto di caffè. Ho pensato allora che volevo preparare qualcosa che contenesse questi due ingredienti. Ho pensato ad un dolce e siccome è stato di recente pubblicato da Gribaudo un libro estremamente interessante Dolce senza zucchero, 100% cucina naturale e biologica con basso carico glicemico, ho voluto attenermi ai dettami dell'autrice Ivy Moscucci per realizzare qualcosa che fosse adatto anche a chi si porta dietro questo peso.

Il diabete lo conosco bene, nella mia famiglia è molto diffuso come ho detto in altre occasioni e se fino ad oggi il mio pensiero riguardo ai dolci ed altri alimenti ad alto indice glicemico era "mangio oggi che poi domani magari mi accompagnerà il ricordo", dopo questo libro e grazie alla teoria in esso esposta che ha permesso ad Ivy e a suo marito una vita migliore e più sana liberandoli anche di alcune dosi di farmaci penso che cambiare si può. Non ho trovato solo ricette dagli ingredienti impossibili e diete astruse e necessitanti di eccessivi sacrifici ho trovato un modo per ripensare il concetto di dolce con un'attenzione maggiore a sé stessi ed alla propria salute. Ho imparato  che scegliere una cucina naturale priva di ingredienti raffinati significa scegliere il benessere senza rinunciare al gusto. Le settanta ricette del libro sono adatte a tutti non solo ai diabetici, sono ricette contenenti ingredienti con indice glicemico medio-bassi, micro e macronutrienti e fibre. Sono ricette adatte anche ai celiaci o agli intolleranti e allergici a latticini, frumento, soia e altri ingredienti, ma quel che veramente stupisce è che sono tutte ultra golose e non contengono alcuna privazione pur facendo a meno di farine e zuccheri raffinati, grassi idrogenati, soia, coloranti e conservanti artificiali. Ho conosciuto (al momento solo sulla carta) ingredienti di cui ignoravo l'esistenza come lo zucchero e la panna di cocco che sto cercando on line o il gel di psillio che può sostituire le uova in alcune ricette, ho imparato che un'operazione semplice come la chiarificazione del burro lo rende sano e ci evita una privazione. Insomma che dirvi io il mio percorso di sostituzioni l'ho iniziato con questa torta (non sarà ancora proprio come dovrebbe essere ma mi ritengo già soddisfatta) e presto proverò qualche ricetta del libro, e voi che cosa farete per la vostra salute?
Torta naturale di caffè e ciliegie
Ingredienti:
200 g di farina di kamut integrale
110 g di  ghee o burro chiarificato*
150 g di zucchero di canna
1 uovo
1 bustina di cremor tartaro
1 cucchiaino di bicarbonato
2 tazzine di caffè ristretto 100% arabica
500 g c.a. di ciliegie
imburrare generosamente una teglia a cerniera con 20 g del burro, cospargerla con 50 g di zucchero e stendervi le ciliegie denocciolate. Sciogliere il burro restante, montare l'uovo con lo zucchero rimanente, aggiungere il burro fuso, il caffè amaro e poi la farina, il cremor tartaro e il bicarbonato, l'impasto deve risultare quasi una pastella per cui se occorre bisogna aggiungere un po' di acqua tiepida. Versare la pastella sulle ciliegie e infornare a 180° per 35-40 minuti circa, la cottura dipenderà dal forno, la prova stecchino è quella che non sbaglia.
* Per la ricetta del ghee vi rimando alla spiegazione di Ivy Moscucci sul suo blog
 

2015-06-05

Cucchiai Mori Italian Factory
Mangiare fuori casa spesso viene associato al concetto di arrangiarsi e mai si penserebbe che il mangiare fuori casa, sia esso per necessità o per piacere può essere anche sano e molto gradevole.
Mangiare fuori casa è il titolo di un libro di Linda Busato pubblicato da Terra Nuova Edizioni, è un volume che con le sue oltre 100 ricette sane e "trasportabili" mi ha fornito lo spunto per creare anch'io piatti sani e genuini per assaporare dentro o fuori casa il buono che l'orto di stagione ci offre. Si perché oltre ad essere appetitosi i menù proposti nel libro sono vegetariani e salutari  e ci permettono di evitare panini farciti con salse indigeste, piatti precotti ricchi di sale e grassi e quelle insalatone miste in cui si trova di tutto tranne le buone verdure. Pizze, focacce, tramezzini, torte salate e tante ottime salse sono le ricette del libro golose per davvero al di là della "scelta vegetariana".
Il piatto che vi presento oggi ha un punto di partenza La zuppa di Poggio Aquilone biologica dell'Azienda Agraria ALBERTI Guido.

Nelle dolci colline umbre  di Poggio Aquilone la famiglia Alberti guida l'azienda di famiglia che da 60 anni opera nel settore ma, in questi ultimi anni ha avviato con successo un percorso di riscoperta dei sapori della tradizione contadina. Una scelta coraggiosa quella di Guido e Paola Alberti di coltivare i quasi 600 ettari su cui si estende l'azienda come nei tempi antichi, in rotazione e concimati con fertilizzanti organici provenienti dall'allevamento di bovini di razza Chianina. Prodotti sani, gustosi e genuini sono quelli commercializzati con il marchio Azienda Agraria di Guido Alberti e la zuppa biologica di Poggio Aquilone, un mix di farro spezzato, orzo perlato, piselli spezzati e lenticchie, ne è un esempio.
Certo la stagione non è da zuppa e poi una zuppa per un pic-nic non è proprio adatta ma provate a cucinare questo misto di cereali come fosse un risotto con le foglie tenere della zucchine e i loro fiori, mantecatelo con del buon formaggio grana e cospargetelo con zucchine piccolissime a tocchetti prima di metterlo in forno a gratinare con ancora un po' di grana e sentirete che sapore.
Tortino di cereali, legumi e zucchine col fiore
Ingredienti per 4 persone:
200 g di misto di cereali e legumi (farro spezzato, orso perlato, piselli spezzati e lenticchie)
1/2 cipolla
1/2 Kg di zucchinette col fiore e tenerumi
brodo vegetale
sale e pepe
80 g di grana grattugiato
1 noce di burro
olio extravergine d'oliva
Tritare la cipolla e appassirla con poco olio, unire il misto di cereali e legumi e tostarlo appena, aggiungere le foglie e i fiori  di zucchina portare a cottura aggiungendo un mestolo di brodo per volta, mantecare con il burro e metà del grana, disporre la preparazione in una pirofila formando uno strato compatto, disporvi sopra le zucchinette a rondelle e coprire con il restante grana, infornare a 200° finché la superficie apparirà dorata, è buono anche tiepido.
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