2015-09-01

Agosto significa per me mare, sole, famiglia, relax e tante buone letture ecco perché ad agosto scrivo poco. Tra i libri dell'agosto appena trascorso ce n'è uno che porterò nel cuore in particolar modo.
Si tratta di una pubblicazione dell'Editore Rubbettino: Ti ho vista che ridevi, il secondo libro del collettivo Lou Palanca composto da Fabio Cuzzola, Valerio De Nardo, Nicola Fiorita, Maura Ranieri e Monica Sperabene. Mi incuriosiva il titolo, il fatto che fosse scritto a 10 mani e ovviamente la trama. E' una storia insolita e reale che ne racchiude tante, le tante storie di quelle donne calabresi che negli anni sessanta si avventurarono verso il Piemonte per sposare i contadini delle Langhe rimasti soli dopo che le contadine piemontesi avevano preferito trasferirsi in città per lavorare in fabbrica e trovare la propria emancipazione. Donne semplici in fuga da una vita difficile verso un'altra vita (che forse non lo era meno) ma era l'unica possibile. Le premesse affinché il libro mi entrasse nel cuore c'erano tutte  e dopo averlo letto non posso che invitarvi a fare altrettanto per cercare di capire anche voi un po' della mia Calabria.
Non è un libro strettamente legato alla cucina ma ditemi un po' voi in quale libro oggi non vi sia almeno un riferimento culinario. In Ti ho vista che ridevi si parla di Calabria e di Langhe, di Slow Food e di vini Piemontesi e tra le citazioni culinarie non potevo restare indifferente alla pasta con la 'nduja anzi alla tijana di pasta al forno con piselli, insaporita alla 'nduja che pare si chiami pasta Principe di Piemonte e che attendo di andare a gustare nel ristorante che viene citato nel libro, così come spero di andare presto nei luoghi di cui si parla per farli un po' più miei assaggiando magari qualche piatto tradizionale.
Se la cucina calabrese incuriosisce un po' anche voi vi consiglio un altro testo dell'editore Rubbettino Calabria Golosa una raccolta di ben 200 ricette di cucina tradizionale a cura di Ottavio Cavalcanti. Vi ho trovato molto della cucina tradizionale di casa mia e molto altro ancora, come le  schede dettagliate dei prodotti, molte ricette di piatti a me ancora sconosciuti che si preparano in altre zone di questa impervia terra che mi sono accorta di amare sul serio e che sono felice di non aver abbandonato.
Nel frattempo io vi ho preparato una tijana di pasta con i fagioli (che di piselli non è stagione), la 'nduja e il caciocavallo silano, calabrese abbastanza che dite?
Tijana di pasta con fagioli, 'nduja e caciocavallo silano
Ingredienti per 4 persone (dosi calabresi):
500 g di maccheroni freschi al ferretto
1 tazza di fagioli freschi o secchi già cotti
1 piccola cipolla di Tropea
olio extravergine d'oliva
4 cucchiai di passata di pomodoro
1 cucchiaiata di 'nduja
150 g di caciocavallo silano
sale
Tritare la cipolla e stufarla in un tegame di coccio con l'olio, e la 'nduja, aggiungere i fagioli, la passata di pomodoro, un pizzico di sale e un paio di mestoli d'acqua calda. Portare a cottura  i fagioli. Lessare i maccheroni e aggiungerli al sugo di fagioli preparato, grattugiare il caciocavallo sulla superficie, utilizzando una grattugia a fori larghi e infornare a 200° fino a che il formaggio formerà una dorata crosticina.
Reazioni:

Tijana di pasta con fagioli, 'nduja e caciocavallo silano

Cocò 2015-09-01 Media Voti 5,0 su: 1

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