2016-04-26


Anche io ho approfittato di questo week-end lungo per ritagliarmi uno spazio fuori con la mia famiglia e dei carissimi amici. Ho avuto la fortuna di apprezzare meravigliosi luoghi della splendida Puglia come l'imponente e un po' sinistro Castel del Monte e Trani con le sue bellezze mozzafiato, ho avuto la gioia di prendere parte a Federicus, uno dei più attesi eventi che si ripetono annualmente con sempre maggiore successo in quel di Altamura e di ripercorrere idealmente la vita del grande imperatore Federico II di Svevia. 
Ho avuto il piacere di alloggiare in un luogo meraviglioso come l'Agriturismo Murà gestito da persone ospitali e molto gradevoli che hanno reso ulteriormente piacevole la nostra permanenza. 
Al ritorno però c'è sempre quella voglia di casalinghitudine che mi prende e ad apprezzare quel che ho nella mia quotidianità fatta di lavoro, appuntamenti ad incastro, casa, bambini, impegni a volte rinviati e sogni sempre in sospeso con quella consapevolezza in più di aver regalato alla mia vita nuove esperienze e ricordi che si sommano a quelli in precedenza acquisiti facendo di me quel che sono. 
Casalinghitudine è una parola molto diffusa nella  lingua italiana, la troviamo in ogni dizionario con il significato di condizione della casalinga ma ovviamente può assumere e di fatto assume sfumature diverse. Nel mio caso intendevo dare alla parola il significato che ricorda o evoca il piacere di vivere nelle mura domestiche e non certamente della condizione di chi sente i lavori domestici come limitazione alle proprie aspirazioni. Quel che è certo che Clara Sereni che coniò questa parola nel 1987 dandola come titolo a un suo libro di grande successo non intendeva certo dare al termine una connotazione negativa. 
Comunque la s'intenda la parola è fortemente diffusa così come la fama del libro che le ha dato i natali e che ha il merito di aver portato le ricette a pieno titolo nella letteratura italiana, divenendo esso stesso un classico.
Un romanzo fatto di ricordi, di ricette, di riflessioni, scandito dal trascorrere dei decenni. A distanza di quasi trent'anni dalla sua prima edizione, ritroviamo Casalinghitudine in libreria riedito da Giunti con una prefazione in cui l'autrice ne ripercorre la gestazione e la nascita e, con immutato interesse, ci sorprendiamo a rileggerlo quale ritratto unico e originalissimo del nostro Paese, che Clara Sereni ha potuto tratteggiare raccontando di sé e della sua generazione attraverso il cibo. 
Il vero successo del libro dicono stia in questo perché in effetti in esso il cibo diventa un vero e proprio linguaggio extra-verbale, capace di creare legami e di esprimere sia affetti, sia disamori. Secondo me il vero successo è invece nella possibilità che ha ogni donna di riconoscere sé stessa o comunque una parte della propria vita in un ricordo o in una ricetta dell'autrice.
Ora vi lascio...la ricetta nel prossimo post e nel cuore una nuova tappa (stavolta a due passi da casa) da aggiungere al mio percorso. 
Leggete la pagina eventi e se vi va partecipate anche voi  sabato 30 aprile ‪#‎invadisanlorenzobellizzi‬


Reazioni:

Voglia di Casalinghitudine

Cocò 2016-04-26 Media Voti 5,0 su: 1

0 commenti:

Subscribe to RSS Feed Follow me on Twitter!