Mancia inserita nel pre-conto. Contributo volontario?


La scena è ormai un classico: Estate, località marittima alla moda, locale in auge, cena sublime, atmosfera magica, brezza marina, e poi arriva il conto. Lì, incastonata tra un calice di bollicine e un babà, spunta una voce misteriosa: "Contributo volontario 10%". Un modo decisamente poetico per definire una mancia che Giulio non ha mai chiesto di lasciare, ma che il gestore ha generosamente deciso di offrirsi da solo.

Tra l'imbarazzo di sembrare tirchi e la voglia di non farsi prendere per il naso, la perfezione della serata va all'aria in un secondo.

La questione sposta il confine tra una gentile gratificazione al personale e una specie di "tassa sulla simpatia" applicata di default.


Mancia e contributo non sono la stessa cosa

È proprio questa distinzione a diventare importante quando il cliente riceve il pre-conto e trova una voce aggiuntiva.
Se la somma viene presentata come facoltativa, il consumatore deve poter comprendere chiaramente che non si tratta di un importo necessario per saldare il conto. Non basta chiamarla “contributo volontario”: deve esserci una possibilità concreta di accettarla oppure di non riconoscerla.

La modalità con cui il ristorante presenta quella voce può quindi fare la differenza.

Un conto nel quale la somma è chiaramente indicata, con la possibilità di eliminarla o modificarla prima del pagamento, presenta caratteristiche molto diverse da un importo aggiunto automaticamente senza una spiegazione adeguata.

Vediamo i punti chiave:
  • Nessun obbligo per il cliente: In Italia la mancia  non rappresenta una componente obbligatoria del prezzo di un pasto o di una consumazione, è una scelta, non un precetto religioso né un costo fisso. A differenza del coperto o del servizio (che devono comunque essere indicati a menu), il "contributo volontario" non può essere pre-caricato a sorpresa.
  • Fisco vs Pratica: Le modifiche introdotte dalla normativa di bilancio hanno previsto un regime fiscale agevolato per le mance percepite dai dipendenti di alberghi, ristoranti e altri esercizi della somministrazione

    Questo regime, però, riguarda il modo in cui la mancia viene tassata e non stabilisce che il ristorante possa automaticamente aggiungere una percentuale al conto del cliente. 
La mancia è una somma che il cliente riconosce al personale. In presenza dei requisiti previsti dalla legge, queste somme possono essere assoggettate a un’imposta sostitutiva del 5%, anziché alla normale imposizione Irpef e alle relative addizionali.
L’agevolazione riguarda i lavoratori dipendenti che rispettano il limite reddituale stabilito dalla normativa e opera entro il tetto previsto in rapporto al reddito derivante dalle prestazioni lavorative nel settore.

La mancia può essere raccolta attraverso il pagamento elettronico. In questi casi il datore di lavoro può contabilizzare le somme e procedere alla loro attribuzione ai lavoratori secondo le modalità organizzative adottate dalla struttura. Un sistema tracciabile può consentire, per esempio, di destinare le somme non soltanto al personale di sala, ma anche agli altri dipendenti coinvolti nell’attività del locale.

La normativa fiscale stabilisce quindi come trattare determinate somme dal punto di vista tributario; non introduce, di per sé, un obbligo generalizzato per il consumatore di pagare una mancia.
Il punto decisivo è la Trasparenza
Per essere davvero "volontario", il contributo richiede tre condizioni:
  1. Chiarezza: La voce deve essere distinta e ben visibile dal totale reale.Una voce poco visibile, formulata in maniera equivoca oppure inserita senza spiegazioni potrebbe creare problemi sotto il profilo della trasparenza.
  2. Libertà di scelta: Se il contributo è definito volontario, il cliente deve avere la possibilità effettiva di non corrisponderlo. Azzero, modifico o confermo. Il cliente non deve fare un percorso ad ostacoli sul display o dover supplicare il cameriere per far rimuovere l'importo.
  3. Informazione preventiva:  La possibilità di contestare una somma soltanto al momento del pagamento non equivale necessariamente a una scelta pienamente consapevole.    Il consumatore dovrebbe poter conoscere in anticipo l’esistenza del contributo e le sue caratteristiche, così da decidere liberamente se riconoscerlo.  Sapere cosa si sta pagando prima di posare la carta sul POS, non dopo aver visto lo scontrino.
Indicazioni operative

Per il Ristoratore:
  • Configurare POS e casse lasciando che sia il cliente a scegliere se e quanto digitare, evitando l'effetto "imboscata".
  • Specificare chiaramente che ogni proposta di mancia è facoltativa e modificabile. Una procedura trasparente riduce il rischio che una gratificazione volontaria venga percepita come un costo imposto.
Per il Cliente: 
  • Controllare sempre il pre-conto con attenzione prima di avvicinare il telefono o la carta di credito.
  • Chiedere la rimozione immediata della voce se inserita automaticamente o se non si desidera lasciarla. Senza alcun senso di colpa.

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