2010-06-21

Profumo di Sicilia in questo delizioso Millefoglie di cannolo e in tre altrettanto deliziosi libri di cui vi voglio parlare.
Vicolo Puccini e Io riesco a vederci il sole sono editi da Navarra
Nel primo, di Claudia Sottile, sono raccolti dodici ricordi d'infanzia cui sono collegate altrettante ricette, ricordi lievi e delicati che una nipotina affezionata ha della sua nonna e del prezioso tempo trascorso in sua compagnia nell'appartamento di Vicolo Puccini a Palermo. Mamma Pinù, la nonna protagonista del racconto, ci viene descritta nel suo ambivalente ruolo di nonna maestra di vita e dell'arte culinaria siciliana. Racconti di vita quotidiana che visti attraverso gli occhi di una bimbetta di appena dieci anni hanno il sapore di una magica avventura.


Io riesco a vederci il sole è una raccolta di ricette di dolci che l'autrice Antonella Sgrillo, titolare del ristorante di Palermo "Il Mirto e la Rosa" e appassionata di poesia oltre che di cucina,  ha voluto abbinare ad alcuni versi di poesia.
Ventitrè dolcissime ed originalissime ricette che mischiano innovazione e tradizione, corredate da altrettante splendide fotografie che arricchiscono in modo mirabile il volume. Una vera poesia per occhi e palato.
Una lettura calda e coinvolgente è invece quella de L'Assaggiatrice di Giuseppina Torregrossa per Rubbettino Editore, in cui i profumi della cucina siciliana ed il calore delle sue terre si legano indissolubilmente all'erotismo, senza falsi moralismi.

Protagonista del romanzo è Anciluzza una donna che, abbandonata senza preavviso dal marito, inizialmente spaventata dal presente e dal futuro che l'attende, reinventa se stessa riscoprendo la sua sensualità.
 Il racconto è arricchito da ricette della tradizione isolana a sottolineare l'imprescindibile legame tra sesso e cibo. "Quando ho un uomo che mi guarda, mi aggiro nella cucina come su un palcoscenico, i miei gesti sono calcolati, rallentati; ogni movimento è un invito, una promessa; non parlo, le parole rappresentano un ostacolo. Lascio che il corpo si abbandoni all'arte culinaria, e lo spazio che mi separa da lui si riempie piano piano di odori, del rumore dell'olio che frigge, di vapore. Sono con lui, su di lui, sotto di lui, vicino, senza aver fatto nessun passo, ma solo grazie al cibo, un ponte teso tra me e lui".

Ho voluto anch'io fare un omaggio alla Sicilia e a queste tre donne, autrici dei libri di cui ho parlato che così bene me ne hanno fatto sentire l'odore, rielaborando un classico della tradizione siciliana il cannolo che è diventato una sorta di millefoglie arricchita alla sommità da Ciliegie in fine crema cacao di Cascina San Cassiano, lievemente alcoliche, fortemente peccaminose.
Millefoglie di cannolo
Ingredienti per 6
Per la sfoglia:
75 g di farina
1/2 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaino di aceto di vino bianco
15 g di strutto
1 cucchiaino di cacao amaro
1 albume
vino Marsala secco q.b.
sale
olio per friggere
Per il ripieno:
190 g di ricotta freschissima ovina di ottima qualità
85 g di zucchero
35 g di arancia candita
35 g di gocce di cioccolato fondente
50 g di granella di pistacchi
1 vasetto di ciegie in fine crema cacao Cascina San Cassiano
Impastiamo la farina con lo zucchero, l'aceto, lo strutto, il cacao, un pizzico di sale, l'albume e Marsala quanto basta a formare un bell'impasto che si stacchi dalle mani. Lasciamolo riposare in frigo avvolto da pellicola per due ore circa, poi stendiamolo abbastanza sottile, ricaviamo12 dischetti con un tagliapasta festonato come questi di Plurimix-point di 10 cm c.a.  e friggiamoli in abbontante olio finché risulteranno ben dorati, poi sgoccioliamoli su carta assorbente.
Prepariamo il ripieno lavorando a crema la ricotta con lo zucchero, uniamo i canditi e il cioccolato. Versiamo il composto in una tasca da pasticciere. Sistemiamo in ogni piatto un dischetto di pasta, stendiamo sopra un po' della crema preparata, cospargiamo di pistacchi tritati, copriamo con l'altro dischetto e la restante crema, completiamo con una cucchiaiata di crema al cacao con le ciliegie e ancora pistacchi.
Reazioni:

Profumo di Sicilia

Cocò 2010-06-21 Media Voti 5,0 su: 1

3 commenti:

Acquolina ha detto...

no, è troppo! troppo buono... e calorico... pazienza :-D

chamki ha detto...

Non sono una che ama i dolci ma a un cannolo così non potrei resistere!
Ciao!

CoCò ha detto...

@Acquolina l'ho detto è peccaminoso
come il libro della Torregrossa
@Chamki beata te che non li ami i dolci io mangerei anche una semplice zolletta di zucchero pur di sentire in bocca il dolce e sono a rischio diabete

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