2013-09-06


Tovaglioli Easy Life Design
Vecchiarelle, vissinielli, crispedde o come volete chiamarle è certo che si tratta dello street food per eccellenza del mio territorio. Non vi è fiera o manifestazione culinaria del cosentino in cui non vi sia un pentolone di olio e qualche signora affaccendata a friggere queste deliziose e semplicissime ciambelle. Nature o con l'acciuga oppure (come più le amo) in versione dolce rotolate nello zucchero vanno gustate calde calde quasi scottandosi la lingua per assaporarne in pieno la fragranza.

Stavo sfogliando Street Food Ricette da tutto il mondo per italiani curiosi il libro di Florasol Accursio e Giorgio Gabriel pubblicato da Terre di Mezzo Editore in cui sono riportate fedelmente a quanto annuncia il sottotitolo le ricette di tantissimi cibi di strada in uso in tutto il mondo quando riflettendo sulla varietà e diversità dei cibi proposti nel libro mi sono interrogata su quale fosse quello che meglio rappresentava il mio territorio.
Come si legge nell'introduzione del libro "Non esiste Paese che non abbia il suo cibo di strada, quello che spesso si mangia in fretta, di solito con le mani (e che forse proprio per questo sembra ancora più buono), quello che non sempre è facile e veloce da preparare, ma sicuramente si mangia in un lampo. Variano gli ingredienti, i profumi e le spezie, mutano la latitudine e la lingua in cui grida il venditore per chiamare la gente ad assaggiare la sua specialità. Quello che non cambia è il gusto di mangiare in piedi, in mezzo alla gente, mentre si festeggia, si cammina, si balla, si lavora, o si fa una cosa qualunque che viene piacevolmente interrotta da un languorino che non si può ignorare".
Le vecchiarelle sono esattamente questo qui da noi. Erano in origine preparate solo nel periodo natalizio, poi per le festività di qualche santo, per qualche felice ricorrenza ed infine come ho detto in apertura ogni volte che al turista si vuole dare un saggio di quelli che sono i cibi tradizionali calabresi.
Vecchiarelle
Ingredienti:
500 g di farina
1/2 cubetto di lievito di birra
olio extravergine d'oliva
1 cucchiaino di sale
acqua q.b.
olio per friggere
zucchero semolato a piacere
Sciogliere il lievito nell'acqua tiepida, unire la farina, il sale, 3-4 cucchiai di olio, lavorare bene aggiungendo ancora un po' d'acqua per ottenere un impasto omogeneo e morbido (più morbido che per la pizza) lasciar lievitare fino al raddoppio, sgonfiare l'impasto e lasciarlo nuovamente lievitare fino al raddoppio, poi con le mani unte d'olio staccare un po' di pasta per volta e forando il centro con le dita ricavarne delle ciambelle. Friggerle fino a doratura via via in olio bollente aiutandosi con il manico di un mestolo per evitare che il foro si perda.
Per friggere è ottimo l'olio d'oliva ma se le volete di gusto più neutro e leggero provate Olio Cuore particolarmente indicato per la preparazione di fritture.
A proposito di Street Food vi segnalo Bread Religion, la manifestazione organizzata da Accademia del Pane, Molino Quaglia e Rolling Stone che si terrà l'8 settembre a Este (Pd) e avrà come protagonista il prodotto street food per eccellenza: il panino.Si potranno gustare 15 panini d'autore CON PRODOTTI DI STAGIONE E NUTRIZIONALMENTE CORRETTI proposti da chef, panettieri e pizzaioli provenienti da tutta Italia. Per conoscere il programma della giornata, iscriversi agli eventi e vedere l'elenco di tutti i partecipanti: www.accademiadelpane.com
Reazioni:

Vecchiarelle, lo Street Food calabrese

Cocò 2013-09-06 Media Voti 5,0 su: 1

4 commenti:

Daniela ha detto...

Se sono fritte bene, sono gustosissime. Mi piace molto la versione dolce, tutto quello zucchero...mmmmmmm :)
Buon fine settimana

Ely ha detto...

Adoro leggerti.. adoro i tuoi consigli letterari e le ricette che proponi! E che voglia di assaggiare una vecchiarella :D Un abbraccione!

Pierangela ha detto...

Che meraviglia mia cara Concetta....

CoCò ha detto...

Cara Piera di queste non se ne ha mai abbastanza vero, lpaltra sera le abbiamo fatte piatte con mamma e farcite come pizzelle con sughetto parmigiano e basilico, una goduria

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