Memorie Future in Terra Grecanica: il gusto antico interpretato da Chef Simonluca Barbieri

 



Oggi voglio portarvi con me in un viaggio sensoriale che profuma di storia e di futuro. 

Ho avuto il piacere immenso di partecipare a "Memorie Future in Terra Grecanica", un pranzo esperienziale tenutosi domenica alla  Scuderia Neri di Bova Marina  in un luogo incontaminato nell'area grecanica della nostra regione, l'area più autentica del territorio calabro.

Un evento fortemente voluto da Chef Simonluca Barbieri con l'imprescindibile collaborazione dei padroni di casa, il sig. Pasquale e i figli Tito e Giovanni. Un vero e proprio "racconto" del territorio dove la cucina identitaria ha incontrato la visione innovativa dello Chef Simonluca Barbieri, un'esplorazione dell'area Grecanica attraverso piatti che sanno di memoria, che raccontano la semplicità dei pastori e dei contadini del luogo,  con uno sguardo rivolto alla contemporaneità, piatti accompagnati da sorsi di territorio che sanno anch'essi di memoria e identità territoriale.

L'entrée di benvenuto era davvero originale: su una Chips croccante di Riso Jemma Magisa lo chef  ha servito una fettina di Musulupu, un primosale ovino e caprino che si produce da sempre nel territorio di Bova ed a cui si da la forma in un beneagurante stampo di legno intagliato, il tocco sorprendente era un perlage di Amaro Kaciuto, uno degli amari più noti del territorio. ​Il boccone era accompagnato da un calice di freschissimo Sediciviti Bianco Igt della cantina Altomonte.

​La creatività dello Chef ha brillato in una serie di piccoli capolavori serviti come antipasto, evidente l'omaggio al territorio con una piccola ​Lestopitta (il pranzo del pastore di una volta) farcita con un delizioso raguttino di capretto alla pecorara. Un mini Fluffy Bun farcito con la tradizionale frittatina grecanica è stato l'omaggio alla Scuderia Neri, i cui Bun da farcire a proprio piacimento sono il vanto e l'orgoglio da diverso tempo.

Geniale il mini Magnum croccantissimo avvolto in pampino e costituito da erbette selvatiche che racchiudevano un cuore scioglievole di ricotta di capra. Assolutamente indimenticabile  la Panzanella di stagione con  fave fresche, colatura di pecorino e l'irresistibile Buccularu (guanciale) fatto in casa.

​In abbinamento lo chardonnay Armàconi Bianco Igt di Tenuta Denisi, una emergente realtà del territorio.

Il viaggio è continuato con due primi che celebravano le ricette e i produttori locali:​ la cannarozza del pastificio Cozzolino è stata "risottata" al Rumbè Rosato Igt di Cantina Altomonte e arricchita con ciceri e finocchietto. Lo stesso Rumbè ha fatto da compagno al piatto.

Il Carnaroli di casa Magisa di Sibari è diventato un succulento risotto alla borragine di campo, con sardizzu (salsiccia sbriciolata) e un intenso ristretto di peperoni arrustuti. Lo abbiamo accompagnato con il Prèscia, rosato di uve Merlot di Tenuta Denisi.

Con il secondo mi sono ritrovata a casa dei nonni in un batter di ciglia, il capretto "alla Vutana" con patate nuove al timo ha richiamato in ognuno di noi la memoria del sugo domenicale e la scarpetta è stata la necessaria conseguenza.  Il piatto non poteva che essere  abbinato alla struttura del Melfio di casa Altomonte, l'antico vino del territorio, il rosso Palizzi Igt, un vino che ha struttura, intensità, ricchezza di sentori e sapidità, proprio come il territorio di origine.

Il dolce ci ha sorpresi: un raviolo trasparente di gelatina al Dhelios, un originale e assolutamente naturale digestivo della Bovesìa, nascondeva in un gioco di consistenze una spumosa mousse di ricotta di pecora al bergamotto, ovviamente lo abbiamo accompagnato con il Dhelios. Uno scaddateddo, profumato tarallino locale con ultimo sorso di Amaro Kaciuto completava il piatto quasi a voler chiudere da dove il pranzo era iniziato.

La cucina è memoria, il vino è racconto, la terra grecanica è identità. 

Questo il messaggio di un pranzo che ha valorizzato le eccellenze di realtà come Scuderia Neri in primis, ma anche Magisa, Tenuta Denisi, Vini Altomonte, Pastificio Cozzolino, Spina Santa (Kaciuto) e  Dhelios  secondo le intenzioni dello chef che ha voluto al pranzo i produttori per dare un volto ai prodotti.

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