Wine Experience immersiva alla grotta di Baronè: quando il vino racconta il territorio meglio di ogni oratore
Ho scoperto che un'esperienza enogastronomica presso la cantina Magna Graecia a Spezzano della Sila è una vera e propria esperienza immersiva che riflette la filosofia di Vincenzo Granata che unisce la precisione tecnica dell'essere ingegnere alla passione per le radici calabresi, da vero viticoltore.
Vincenzo ha ereditato un diamante grezzo: una passione - quella del nonno - per il vino, il suo ettaro di vigna e la sua cantina nella roccia 'a grutta i barone' dove si vendeva il vino sfuso. Vincenzo gli ettari vitati li ha portati a 22, alcuni nel parco nazionale della Sila a Spezzano della Sila,dove si trova il vigneto storico "Gaudio", altri a Frascineto nel Parco del Pollino, dove risiede l'azienda operativa. Da queste vigne ricava solo 60 mila bottiglie all'anno perché non bada ai numeri, i Vini Magna Graecia sono poesia e ti raccontano il territorio meglio di qualunque oratore, seppure l'arte del raccontare non difetti affatto all'Ing. Granata.
La linea Gaudio (dal nome del vigneto del capostipite) e la linea Baronè (soprannome storico della famiglia) hanno in comune la dedizione di Vincenzo Granata per il suo lavoro, ogni vino è un gioiello prezioso che nasce prima nella mente del titolare e poi, dopo prove e attese a volte molto lunghe, viene messo a punto e consegnato all'utente finale solo quando è in grado di raccontare la sua storia. Storie sempre originali, innovative e territoriali quelle dei Vini Magna Graecia, storie che abbiamo conosciuto ieri a tavola mentre Vincenzo ce le illustrava in abbinamento ad eccellenti bocconi "di territorio".
La sorpresa fin dal primo sorso di Baronè bianco, un sorprendente Pecorello in purezza, che abbiamo apprezzato con la locale "pitta chi sard" e uno scioglievole guanciale ma anche con la più elegante Tartare di podolica con agrumi servita come antipasto.
Il tortino di patate della Sila con cuore di caciocavallo su fonduta di porcini ci ha lasciato assaporare il Gaudio rosato da Magliocco Dolce e Merlot che in versione rosso annata 2020 abbiamo poi degustato in abbinamento alla pasta e patate alla silana con fonduta di locale pecorino. Il maialino CBT con riduzione di Giarnaccia e agrumi ha trovato il suo compagno ideale nel Baronè rosso, Guarnaccia in purezza annata 2016 che fa botte e acciaio prima di portare in bottiglia la sua armoniosa ricchezza.
La vera sorpresa però l'ho avuta da Zephiros, un Magliocco Dolce passito le cui uve appassiscono a sole e vento della nostra Sila che abbiamo apprezzato con la tradizionale pitta 'mpigliata e del cioccolato fondente.
Difficile venir via da tanta accoglienza, da una degustazione presso Magna Graecia ne esci grato e più consapevole del territorio ospitante, con una incontenibile voglia di raccontare ad altri la "bellezza" conosciuta e assaporata.


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