Con Chef Luci Vivere di Calabria è meraviglioso, il mio pranzo al Ristorante Leonardo Hotel Guglielmo (CZ)
Conobbi chef Francesco Giuseppe Luci ben dieci anni fa, anno in cui si iniziò a parlare bene di un - fino ad allora anonimo - locale di provincia grazie alla creatività di un giovane chef che aveva iniziato a gestirne la cucina. Chiudevo quella mia prima recensione su di lui con la promessa di seguire le evoluzioni di quello che allora definivo giovane promessa della cucina.
Io lo chef l'ho seguito davvero e negli anni è nato un rapporto di stima reciproco, l'ho seguito a distanza quando era fuori regione gioendo dei suoi successi e da vicino quando, in collaborazione con una nota pizzeria, è arrivato ai due spicchi di Gambero Rosso con i suoi ingredienti scelti con cura e i migliori accostamenti in grado di valorizzare gli eccellenti impasti della pizzeria. L'ho apprezzato nelle collaborazioni con altri chef e pizzaioli del territorio e anche nelle sue iniziative benefiche proposte e realizzate in ELITE, della quale entrambi facciamo parte.
Nell'ambito del mio progetto che mi vede impegnata a raccontare gli associati ELITE andandoli a conoscere nel luogo dove lavorano, sono andata a trovarlo al ristorante Leonardo - che gestisce con altri due soci Antonio Franzè ed Egidio Bencivenni - nello storico Hotel Guglielmo di Catanzaro di proprietà dell'omonima famiglia del noto Caffè Guglielmo.
Hotel e SPA interna sono punto fermo e porto sicuro per chi si ferma nella città tra i due mari. Quel porto sicuro è divenuta allora anche la cucina di Luci nel ristorante che accoglie gli ospiti dell'hotel ma anche tutti coloro che vogliono dedicarsi un momento speciale a tavola.
Luci, da sempre fautore del chilometro giusto, ama l'innovazione e gli accostamente arditi, ma nonostante ciò nei suoi piatti si ritrova sempre in ogni modo il forte legame con il territorio. Ama la sperimentazione e la ricerca ma non dimentica mai il punto di partenza e valorizza sempre le produzioni locali.
Nel suo ristorante sforna pane caldo e grissini per i suoi ospiti, un pane delizioso dalla crosta croccante che ho assaggiato anche in versione agli spinaci e semi.
Stappata una bottiglia di bianco Cantine Statti ci è stato servito il benvenuto dello chef: una pallina di parmigiano, calda soffice e croccante a un tempo, preludio del successivo pranzo. La tagliatella di seppia con cavolo viola marinato a secco mandorle e arancia e la tartare di ricciola con panna acida misticanza e cipolla di Tropea caramellata, due antipasti che con il pane caldo e i grissini avrebbero già fatto pranzo, perfetti negli accostamenti gustativi e anche visivi.
Il successivo risotto con riso della piana di Sibari, gambero rosso e liquirizia è stato un ritorno a casa ed ho particolarmente apprezzato che lo chef ami portare in tavola i prodotti nella nostra area ionica.
Il calamaro fritto a nudo su crema di patate completato da una pioggia di parmigiano il secondo che abbiamo apprezzato per la sua semplicità in grado di esaltare la qualità degli ingredienti
Il dolce iconico che è diventato la firma dello chef ovunque lui vada è il Tirami al sud, un tiramisù rielaborato con il Magliocco non potevamo non assaggiarlo.
Ma come andar via senza Profumo d'estate? Un freschissimo gelato al fieno su biscotto ai cereali e liquirizia, davvero perfetto per chiudere il pranzo, dopo il quale ci è sembrato doveroso assaporare una tazzina di caffè Guglielmo.
Dopo dieci anni posso dire che Chef Luci ha saputo fino ad ora che strada percorrere,
Vivere di Calabria è meraviglioso e quando lo chef non lo dice a parole lo dimostra con i suoi piatti.

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