Conosco molti modi per viaggiare e sedersi a una tavola imbandita con sapori di un "altrove" ancora sconosciuto, assaporare la cucina di un altro paese è uno di questi. Credo che il Libano, seppure culturalmente molto differente dalla Calabria, sia climaticamente e paesaggisticamente simile al nostro territorio. Entrambi a tavola mostrano del resto un'incredibile devozione per la terra, il sole e i sapori intensi.
Il pasto da loro è fatto di Meze, una sfilata di decine di piccoli piatti caldi e freddi da condividere. Questo ricorda molto i nostri ricchi antipasti di tradizione ma la cucina libanese rispetto alla nostra ha una freschezza impareggiabile, spezie usate ad arte, limone, menta, yogurt arricchiscono i piatti senza appesantirli.
Andare in Libano in questo periodo storico è a dir poco un azzardo ma la cucina di questo straordinario e sfortunato paese possiamo assaggiarla anche restando qui in Calabria, nell'unico ristorante libanese del sud Italia messo su - tre anni fa - a Settimo di Montalto dal giovane Jamil Fayad con il supporto della sua famiglia. La mamma in cucina e la splendida sorella Sirine in sala, la gradevole accoglienza del patrigno italiano, la musica, le luci, gli odori rendono una cena a "Il Cedro" esperienza e viaggio in una cultura ignota, alla ricerca di similitudini e differenze che inevitabilmente arricchiscono.

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