Se c’era un posto dove bisognava assolutamente essere questo weekend, quello era senza dubbio il Parco Archeologico di Sibari.
La terza edizione calabrese del Vinitaly and the City si è chiusa con un boom di presenze. Un successo annunciato, ma non per questo meno travolgente, che ha trasformato la Sibaritide nella vera e propria capitale dell'enologia e della bellezza regionale.
Tre serate indimenticabili in cui storia, cultura e passione per il buon vino e l'ottimo cibo si sono fusi in un'atmosfera magica tra le rovine millenarie del Parco del Cavallo. Migliaia di appassionati, turisti e operatori del settore si sono dati appuntamento per brindare al meglio della nostra terra e non solo.
Per chi non ce l'ha fatta ad essere con noi in questo week end ci sarà una nuova edizione a Reggio Calabria tra meno di venti giorni in un'altro scenario prestigioso, il Lungomare Falcomatà. A bere in compagnia degli amici di Verona pare abbiamo preso gusto, il pubblico reagisce agli stimoli e la Calabria offre di più in un periodo in cui le vendite dei vini registrano un calo, la nostra regione offre qualità e turismo legato al settore vitivinicolo. Le cantine locali hanno dato il meglio di sé anche a Sibari, mettendo in mostra l'orgoglio e la ricchezza dei vitigni autoctoni calabresi.
L'evento è stato grandioso e la sua forza sta nella capacità di raccontare la Calabria a 360 gradi.
Non sto a raccontarvi gli ospiti illustri, i ministri e le alte cariche intervenute, le associazioni coinvolte e i contributi di spessore. L'ARSAC in sinergia con l'assessorato all'agricoltura della regione sta facendo un grande lavoro e questo è tangibile. A Sibari questo week-end c'era tutto quello che si poteva desiderare perché la manifestazione avesse successo e se date uno sguardo al programma ve ne rendete conto.
Io voglio raccontarvi la mia esperienza che non può di certo essere esaustiva dal momento che - pur presenziando a tutte e tre le serate - ho potuto, limitatamente alle forze ed al tempo, prendere parte solo ad alcune delle attività offerte.
Venerdì ho lavorato con l'emozione di chi a sera avrà qualcosa di estremamente piacevole da fare, quella sensazione di festa addosso. Mi sono avviata presto, per me non abbastanza comunque, visto che l'intento era quello di non perdermi nulla di quello che considero ormai davvero l'appuntamento annuale imperdibile nel nostro territorio. Ho evitato file, certo, ma la serata dell'inaugurazione è sempre caotica, quanto meno nella parte iniziale, dal momento che gli arrivi e i saluti delle istituzioni ritardano sempre un po' l'inizio delle attività vere e proprie. Avrete capito che mi scontro con i limiti umani, una volta entrata avrei voluto fare tutto ed assaggiare tutto e invece mi scuso con i produttori cui non ho potuto fare un saluto e con gli chef di cui non sono riuscita ad assaggiare le pietanze, ho dovuto anche stavolta scegliere e la mia scelta è stata quella di dare priorità ai racconti del vino.
Attraverso le masterclass riesco sempre a godere appieno, oltre che dei vini, delle competenze messe al servizio dei sommelier e giornalisti che li raccontano e stavolta, per la serata inaugurale, ho scelto la masterclass dedicata ai rosati e alle donne del vino che sotto la competente guida di Luca Grippo e la presenza di Danila Lento, titolare dell'omonima cantina e vice delegata donne del vino Calabria, mi ha regalato la conoscenza di cinque realtà vinicole differenti e dei loro produttori. Non potevo perdermi però il cooking show di Federica Di Lieto che oltre ad essere una bravissima chef è anche un'ottima comunicatrice, e ci ha letteralmente deliziato con i suoi tagliolini al tartufo De.Co.di Montegiordano, un'espressione di lusso a tavola così come le proposte del maestro gelatiere Francesco Mastroianni di cui ho assaggiato una gradevole proposta di gelato alla clementina. Al Social Garden la sosta è d'obbligo, l'area guidata dai magnifici cinque (Guglielmo Gigliotti, Cristina Raffaele, Valentina Cozmuta, Rachele Grandinetti e Claudia Maremonti) ha regalato anche quest'anno gocce di sapere con tanta simpatia e gradevoli assaggi per conoscere al meglio non solo la proposta vinicola del territorio ma anche gli Spirit (progetto Sun Spirit), abbinamenti di gastronomia e gli oli. Di olio si è parlato diffusamente anche nell' OIl Bar dove si sono succeduti, per le tre sere, assaggi guidati con competenza dai divulgatori ARSAC, approfondimenti sul tema olio, e degustazioni creative. Le performance del bartender Alessandro Porcini hanno catturato la mia attenzione, mai avrei immaginato che l'olio potesse conferire a un cocktail quel gusto e quella densità. Assolutamente da rifare.
Il giorno dopo la masterclass scelta mi ha portata tra le bollicine Venete: il Prosecco raccontato da Luca Grippo, con Carlo Dugo e Karin Meriot del Concours Mondial de Bruxellers ha offerto spunti interessantissimi e ottimi consigli per reperire prodotti di qualità anche nella grande distribuzione. Assaggi qua e là tra i quali appaiono degni di nota il polpo di Antonio Franzè, lo stracotto di maialino di Giacomo Gigliotti ma anche i dolci di Paolo Caridi e la deliziosa pizza fritta di Luciano Sorbillo oltre alle squisite e creative proposte gluten free di Luca Tudda per Amonoglu (il senza glutine buono per tutti) mi hanno accompagnato durante l'evento.
La terza sera la masterclass Zibibbo e Magliocco canino tenuta con professionalità e cura da Marco Sciarrini e Claudia Maremonti mi ha ricordato l'importanza di approfondire la conoscenza di ogni singolo vitigno. E se l'Eroico della Costa Viola e lo Zibibbo di Benvenuto sono state gradite conferme, la mia attenzione è stata catturata dal Goccia d'Oro di Grutteria Vini.
L'evento si è per me concluso con un ulteriore viaggio creativo tra i vitigni calabresi guidato da Rachele Grandinetti sulle note di Lucio Dalla suonate da Riccardo Galimi accompagnate dalla voce di Elisa Brown e da una performance artistica di Anna Drago.
In tutte le serate non ho abbandonato la ricerca del vino da portare nel cuore per quest'anno, ma tolte le conferme come il Centocamere di Barone Macrì, il Donna Giuliana dei fratelli Giraldi, il Coenobium delle suore trappiste di Vitorchiano, il greco bianco di Stragolia, l'Essenzo di Brigante, per citarne alcuni, porterò nel cuore la gioia di aver degustato nello scenario del Parco di Sibari i vini degli amici di Tenuta Macchione.
Il viaggio del vino calabrese non si ferma qui e la prossima fermata sarà quella di Reggio Calabria.

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