2007-02-28


Ogni tanto mi capita di inventare una ricettina per far fuori qualche ingrediente indesiderato presente nel mio frigo, qualcosa che non si può più presentare allo stato naturale perchè ormai avviato alla decomposizione (esagero un poco) e che pertanto necessita di una qualche elaborazione per ritornare a nuova vita.

E' il caso della ricetta che vi presento, avevo in frigo due bei porri (di qualche giorno prima) acquistati per la vellutata e non utilizzati per mancanza di tempo ed un bel pezzo di Asiago, di oltre 300 g, la cui parte esterna si era un poco seccata avvolta nella carta oleata.
Così ho preso un bel disco di pasta sfoglia fresca (quella pronta che ci viene spesso in aiuto nei momenti difficili) ed ho elaborato in mezz'ora circa la mia Quiche ai Porri e Asiago.


Puliamo due porri ed affettiamoli a rondelle sottili, rosoliamoli in padella in 50-60 g di burro (o in olio e burro per alleggerire il carico calorico).
Riduciamo a dadini 250 g circa di formaggio tipo Asiago.

Battiamo due uova con un decilitro e mezzo di latte, aggiungiamo due cucchiai di parmigiano grattugiato, sale e pepe quanto basta.
Distendiamo la sfoglia in una teglia, più piccola del diametro della sfoglia, foderata di carta da forno. Bucherelliamo il fondo della sfoglia con una forchetta.
Stendiamoci sopra i porri distribuendoli bene su tutta la superficie copriamoli con i dadini di formaggio e copriamo con il composto di uova.
Pieghiamo i bordi sul ripeno ed inforniamo nel forno preriscaldato fino a quando la quiche non prende un bel colorito dorato.


A casa mia nessuno si è accorto che si trattava di avanzi!

2007-02-27


Avete già capito che amo le sfide culinarie. Nel bellissimo blog http://lapiccolacasa.blogspot.com/ ho scovato una interessante iniziativa. Max propone di lasciare nel suo blog la ricetta di un liquore fatto in casa, con qualche ingrediente locale quindi tipico della zona in cui risiediamo.

Io ho scelto il Liquore di liquirizia, la cui ricetta ho perfezionato dopo vari tentativi.

Non voglio tediarvi continuamente con la liquirizia (ho già postato la ricetta della marmellata) ma ancora per adesso concedetemelo. Vi posto questa ricetta e poi di liquirizia non ne parlo più per un bel poco.

Mettiamo a macerare per 10 giorni, in un vaso a chiusura ermetica, 1/2 litro di alcool a 95° con 100 g di liquirizia pura a piccole scagliette e due belle radici di liquirizia (io uso prodotti Amarelli). Agitiamo il vaso quotidianamente.
Trascorso il tempo indicato separiamo la liquirizia dall'alcool (le radici non le buttiamo le dividiamo a metà e le mettiamo a seccare serviranno per la decorazione delle bottiglie).
Prepariamo uno sciroppo con 500 g di zucchero semolato, 750 ml di acqua e le scagliete di liquirizia scolate dall'alcool. Facciamo sciogliere il tutto a fuoco moderato. Lasciamo raffreddare e poi filtriamo con un colino e aggiungiamo lo sciroppo all'alcool tenuto da parte. Mescoliamo e lasciamo riposare per altri 15 giorni. Poi imbottigliamo ed il liquore è pronto.

La foto che ho aggiunto si riferisce al mio liquore confezionato in versione regalo natalizio.

2007-02-26



Ieri mi sono svegliata con l'idea di preparare qualcosa di buono, semplice e genuino da dedicare alla mia nuova dolcissima nipotina Federica nata lo scorso giovedì.
Così senza prendere in mano alcun ricettario ho deciso di fare i miei classici biscotti di casa:
Biscotti di frolla con marmellata e granella di nocciole.
Per prepararne circa 40 ci occorrono: 400 g di farina 00, 200 g di burro a temperatura ambiente, 200 g di zucchero semolato, 1/2 bustina di lievito per dolci, 3 uova, 150 g c.a. di granella di nocciole e un poco di marmellata di gusto a piacere (io ho usato pesche).
Innanzi tutto impastiamo la farina con il burro finche il composto non diventa sabbioso, aggiungiamo lo zucchero, un pizzico di sale, 2 tuorli ed un uovo intero (teniamo da parte gli albumi). Impastiamo fino ad ottenete un composto omogeneo, liscio e bello sodo. Avvolgiamolo nella pellicola e lasciamolo riposare in frigo per circa mezz'ora.
Ritirariamolo dal frigo e ricaviamone tante palline della grandezza di una noce, schiacciamole leggermente tra i palmi e dopo averle spennellate con l'albume leggermente battuto passiamole nella granella di modo che la stessa ricopra i lati e la parte superiore ma non il fondo.
Adagiamo i biscotti nella teglia imburrata ed infarinata e pratichiamo nel centro una fossetta con un polpastrello. Riempiamo l'incavo così formato con la marmellata ed inforniamo in forno già caldo a 180° per circa 10 minuti. Non collochiamo i biscotti troppo vicini tra loro perchè in cottura tendono ad allargarsi un poco.
Sono ottimi e se chiusi in una scatola di latta si conservano per più di una settimana, qualora dovessero durare tanto.
Dimenticavo a volte uso granella di mandorle e nocciole insieme e volendo si possono utilizzare anche le mandorle a lamelle per la copertura.

2007-02-24

In seguito alla discussione avuta l'altra sera F. mi ha sfidato. Per cinque settimane, ogni sabato dovrò preparargli un primo che abbia come caratteristiche principali la semplicità di ingredienti e la non eccessiva laboriosità nella preparazione. E' cosi che oggi l'ho invitato a pranzo e gli ho preparato una ricettina tipica della Basilicata: Spaghetti con pomodorini ripieni.
Per quattro persone ci occorrono 1/2 Kg circa di pomodorini ciliegia piuttosto piccoli, uno spicchio d'aglio, un ciuffetto di prezzemolo, uno di basilico, un pizzico di peperoncino piccante macinato, quattro cucchiai di pangrattato, quattro di pecorino romano grattugiato, sale ed olio extravergine d'oliva quanto basta.
Dividiamo i pomodorini (già lavati ed asciugati) a metà, svutiamoli dei semini e lasciamoli a scolare capovolti su della carta da cucina . Nel frattempo mescoliamo il pangrattato, il pecorino, le erbette, il peperoncino ed olio quanto basta a formare una poltiglia.
Regoliamo di sale e riempiamo con il composto i pomodorini che disporremo in una teglia con il ripieno rivolto verso l'alto.
Irroriamo con olio e inforniamo finchè non saranno dorati ci vorrà una buona mezz'oretta.
Quando saranno pronti, cuociamo 350 g c.a. di spaghetti e condiamoli con i pomodorini aggiungendo se necessario un poco di olio.
Serviamo supito spolverizzando a piacere con pecorino romano.
I complimenti di F. li ho avuti, la prima prova è stata superata, ne riparliamo il prossimo sabato.

2007-02-23



Ieri sera discutevo di cucina con F, si lamentava perché la mia cucina è sempre in piena sperimentazione e non ricorda un mio primo di suo speciale gradimento, non nel senso che non gli piace quello che preparo o come lo preparo ma soltanto che - poiché è difficile che mi ripeta - non riesce a ricordare in particolare un mio piatto. 
Si parlava di primi ma poiché il discorso ci aveva ormai coinvolti, gli ho domandato se almeno ricordasse un mio dessert. Ha riflettuto un poco ed alla fine mi ha dato una risposta del tutto inaspettata: l'Ananas col gelato. 
Come? Passo ore a volte a creare un dolce speciale per fargli piacere ed alla fine mi dice di preferire uno dei più semplici fine pasto, quello che preparo quando ho ospiti all'ultimo momento oppure quando un pranzo un poco più elaborato mi ha sfiancata al punto tale da non desiderare nuovi esperimenti culinari.
Si, proprio quello l'Ananas flambé col gelato.
Per prepararlo ci vogliono poco più di cinque minuti. La ricetta l'avevo ritagliata anni fa da una rivista femminile per cui non ricordo neppure la fonte, l'ho poi modificata realizzandola diverse volte e come vedrete gli ingredienti non riportano i grammi ma sono misurati ad occhio.
Ingredienti fondamentali sono l'ananas in scatola (al naturale o anche sciroppato) e del buon gelato alla vaniglia o alla crema. Bisogna poi munirsi di una capace padella, zucchero di canna, burro, un paio di foglie di alloro, una bacca di anice stellato, un pezzettino di stecca di cannella ed un bicchierino di rum (o se non lo abbiamo va bene anche il cognac). 
Per le dosi vale questa regola: per ogni persona due fette di ananas, un cucchiaino di burro, un cucchiaio di zucchero di canna (un poco meno se utilizziamo l'ananas allo sciroppo) ed una pallina di gelato.
Sciogliamo il burro nella padella con l'alloro, l'anice e la cannella. Uniamo l'ananas spolverizziamo con lo zucchero ed alziamo la fiamma, bagniamo col rum, infiammiamo (senza farci male) e rigiriamo le fette finché saranno caramellate. 
Dividiamo nei piattini e completiamo col gelato. Si serve immediatamente.
Il contrasto caldo freddo è sorpendente e, a quanto pare, "vi farà ricordare".

2007-02-21

Com'è scritto nel mio profilo sono un'appassionata di cucina, mi piace cucinare e mi piace soprattutto mangiare, non cucino per professione ma soltanto per passione, questo mi porta a nuove e continue sperimentazioni.
In questo blog mi propongo di annotare, come fino ad oggi ho fatto sul mio quaderno, le ricette che sperimento, quelle che copio ai grandi, quelle che rubo alla tradizione e quelle che invento per consumare gli avanzi o perchè in quel dato momento mi va di accostare quei sapori o soltanto perchè ho assaggiato qualcosa di simile da qualche parte.
Mi rammarico soltanto del fatto che raramente sino ad oggi ho fotografato le mie preparazioni.
D'ora in avanti cercherò di arricchire i miei appunti mediante le immagini sperando di fare cosa gradita a chi mi legge ed anche ai miei stessi ricordi.
Avere un blog mi faciliterà spero nel compito di dover trascrivere le mie ricette per parenti, amici e conoscenti. Chi vorrà informazioni dettagliate sulle mie preparazioni potrà attingere da questo diario.
La mia terra, la Calabria, produce spontaneamente una radice dal gusto sorprendente e dalle innumerevoli benefiche proprietà: la liquirizia.
Dal succo estratto da questa pianta si ricavano dei confettini neri e lucidi che tutti abbiamo assaggiato almeno una volta nella nostra vita.
Il gusto particolare di questo prodotto e la sperimentazione dei produttori locali ha fatto sì che, particolarmente in questi ultimi anni, il prodotto avesse un utilizzo sempre più insolito.
Fu così che qualche tempo fa mi capitò di assaggiare una inaspettata delizia "La mermellata di liquirizia".
Curiosa come sono ho deciso di non accontentarmi di acquistarla pronta ed è così che con vari tentativi sono riuscita a metterne a punto una ricetta che oggi voglio trascrivere e che ha già provocato effetti di stupore ed approvazione tra parenti ed amici.
Per preparare la nostra marmellata ci occorrono:
1 Kg di mele gialle (qualità Golden)
800 g di zucchero
1/2 l di acqua
80 g di liquirizia pura a scagliette o cofettini piccoli
Iniziamo la preparazione sbucciando le mele e togliendo i torsoli, pesiamole (devono essere un Kg già pulite) e affettiamole sottilmente in una ciotola.
Intanto mettiamo in una pentola abbastanza ampia lo zucchero con l'acqua e le scagliette di liquirizia finchè si forma uno sciroppo (non c'è da preoccuparsi se la liquirizia non si scioglie completamente, avrà il tempo di farlo fino al termine della cottura).
Aggiungiamo le mele e proseguiamo la cottura per circa un'ora, fino a quando la marmellata non si sarà addensata, quando siamo vicini al termine della cottura frulliamo col frullino ad immersione.
Per provare se la marmellata è cotta al punto giusto ne versiamo una piccola quantità in un piattino e poi col cucchiaio facciamo una riga al centro, se i due lati non si uniscono subito la marmellata si tiene allora è ok, altrimenti proseguiamo ancora un poco la cottura.
A questo punto versiamo la marmellata ancora bollente nei vasetti di vetro ( ne verranno circa quattro), chiudiamo ermeticamente e capovolgiamo su un piano finchè non si raffreddano. Si formerà così il sottovuoto e la marmellata si conserverà a lungo.
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