2012-04-30

Muffin di riso con fave e mortadella

Vassoio in rattan Nella Longari Home, piatti dessert linea Nostalgie di Easy life design

Nel mio viaggio alla scoperta dei buoni prodotti d'Italia, vi porto oggi proprio a due passi da casa mia qui in Calabria. Andiamo a scoprire il riso della piana di Sibari coltivato artigianalmente per mantenere inalterate le sostanze organolettiche e nutritive del prodotto, il formaggio Moro prodotto con il latte delle mucche silane e il Magliocco, un vino rosso rubino di spiccata personalità prodotto dall'omonimo vitigno che ha note di fragola e amarena e che ben si abbina ai formaggi, vi porto all'azienda CampoVerde in contrada Ciparsa di Castrovillari che questi ed altri deliziosi prodotti distribuisce.
Ho realizzato con il riso, il Moro, le fave del mio orto e la mortadella (unica concessione extra-regionale insieme al parmigiano!) dei deliziosi muffin da gustare su un verde prato di primavera accompagnati da un calice di Magliocco TenuteFerrocinto.
Ingredienti per 18 muffin:
150 g di riso carnaroli
1 cipolla
1 carota
1 costa di sedano
1 foglia d'alloro
1 chiodo di garofano
2 cipollotti
80 g di burro
250 g di farina 00
2 uova
2 cucchiaini di lievito per torte salate
200 g di latte
100 g di fave sgusciate e sbollentate
150 g di mortadella a dadini
40 g di parmigiano grattugiato
18 cubetti di formaggio moro
sale e pepe
Mettere in una casseruola il riso con la cipolla, la carota, il sedano, la foglia d'alloro, il chido di garofano e un pizzico di sale coprire con il doppio del peso di acqua, coprire il recipiente mettere sul fuoco moderato e lasciar assorbire il liquido. Stufare i cipollotti con le fave in 20 g di burro. Mescolare la farina con il lievito, le uova, il latte freddo e il restante burro fuso, unire al composto il riso freddo, le fave stufate coi cipollotti, la mortadella e il parmigiano, salare e pepare. Distribuire il composto negli stampini foderati con i pirotti da muffin, mettere sopra ognuno un bel dado di formaggio e infornare a 180° per 35 minuti circa, finché la superficie apparirà di un bel dorato e bucando con uno stecchino lo stesso uscirà asciutto.
*Per la ricetta ho utilizzato farina Gran Mugnaio antigrumi di Molino Spadoni e mortadella Felsineo qualità Oro

Muffin di riso con fave e mortadella

Vassoio in rattan Nella Longari Home, piatti dessert linea Nostalgie di Easy life design

Nel mio viaggio alla scoperta dei buoni prodotti d'Italia, vi porto oggi proprio a due passi da casa mia qui in Calabria. Andiamo a scoprire il riso della piana di Sibari coltivato artigianalmente per mantenere inalterate le sostanze organolettiche e nutritive del prodotto, il formaggio Moro prodotto con il latte delle mucche silane e il Magliocco, un vino rosso rubino di spiccata personalità prodotto dall'omonimo vitigno che ha note di fragola e amarena e che ben si abbina ai formaggi, vi porto all'azienda CampoVerde in contrada Ciparsa di Castrovillari che questi ed altri deliziosi prodotti distribuisce.
Ho realizzato con il riso, il Moro, le fave del mio orto e la mortadella (unica concessione extra-regionale insieme al parmigiano!) dei deliziosi muffin da gustare su un verde prato di primavera accompagnati da un calice di Magliocco TenuteFerrocinto.
Ingredienti per 18 muffin:
150 g di riso carnaroli
1 cipolla
1 carota
1 costa di sedano
1 foglia d'alloro
1 chiodo di garofano
2 cipollotti
80 g di burro
250 g di farina 00
2 uova
2 cucchiaini di lievito per torte salate
200 g di latte
100 g di fave sgusciate e sbollentate
150 g di mortadella a dadini
40 g di parmigiano grattugiato
18 cubetti di formaggio moro
sale e pepe
Mettere in una casseruola il riso con la cipolla, la carota, il sedano, la foglia d'alloro, il chido di garofano e un pizzico di sale coprire con il doppio del peso di acqua, coprire il recipiente mettere sul fuoco moderato e lasciar assorbire il liquido. Stufare i cipollotti con le fave in 20 g di burro. Mescolare la farina con il lievito, le uova, il latte freddo e il restante burro fuso, unire al composto il riso freddo, le fave stufate coi cipollotti, la mortadella e il parmigiano, salare e pepare. Distribuire il composto negli stampini foderati con i pirotti da muffin, mettere sopra ognuno un bel dado di formaggio e infornare a 180° per 35 minuti circa, finché la superficie apparirà di un bel dorato e bucando con uno stecchino lo stesso uscirà asciutto.
*Per la ricetta ho utilizzato farina Gran Mugnaio antigrumi di Molino Spadoni e mortadella Felsineo qualità Oro

2012-04-26

Viaggi virtuali

Bowl "Amanpuri" con base collezione Rattan Nella Longari Homecanovaccio e  tovaglioli GreenGate

È tempo di gite fuori porta se il clima dovesse continuare a permettere, in caso contrario il pic-nic si può sempre organizzare a casa, gli ingredienti per una buona riuscita non sono poi troppi. Basta preparare qualcosa di goloso che potrebbe essere consumato ovunque, come la mia soffice treccia di pane farcita di pecorino e pomodori secchi, stappare una buona bottiglia di vino e munirsi di quache libro o o anche una rivista che ci faccia un po' sognare una splendida meta da raggiungere quando la primavera deciderà finalmente di smetterla con i travestimenti da inverno.

In realtà dicono che il tempo resterà sereno per qualche giorno su tutta la penisola quindi perchè non approfittarne per visitare una delle mete proposte nel numero primaverile del trimestrale La Cucina Italiana Viaggi. La Liguria bellissima in primavera, le masserie pugliesi, le golosità catenesi, le cantine del Garda ma anche le bellezze e le golosità di Cornovaglia e Costa Azzurra per chi non vuole accontentarsi delle mete nostrane. Cucina Italiana Viaggi è stata per me una scoperta, una di quelle riviste che ti portano a conoscere il bello e soprattutto il buono del mondo, le tipicità di ogni luogo che ci svelano le caratteristiche del territorio. E in questo periodo in cui posso (causa bambini troppo piccoli e influenze che tardano a lasciarci) viaggiare solo virtualmente riviste come questa mi aiutano a tener duro in attesa di tempi migliori.
Di bello si parla anche ne Il sognatore di Positano il libro di Virginia Attanasio e Stefania Berbenni edito da Cinquesensi, la storia del San Pietro il piccolo albergo più bello del mondo. Una storia da romanzo che vede protagonisti l'hotel, la famiglia dell'autrice Virginia Attanasio e gli spendidi scenari nei quali è incastonata questa piccola splendida perla. Un libro pieno di fascino, ricco di splendide immagini per innamorarsi di Positano e del mase nel quale si specchia.
Ma oggi anch'io prima di lasciarvi la ricetta voglio portarvi a conoscere qualcosa di buono che viene prodotto in Maremma, i formaggi del Caseificio Spadi Enzo. Suo padre Angelo, appartenente ad una famiglia di pastori di Marradi negli anni '40, per amore, si fermò a Roccastrada, un pittoresco paesino medioevale allocato tra Siena e Grosseto. Lì, in una piccola soffitta, portando a braccio secchi di latte, iniziò a produrre deliziosi formaggi che andavano a ruba nel paesino e presto nelle zone limitrofe. Piano piano, man mano che la richiesta e quindi la produzione cresceva, dalla soffitta ci si trasferì in un vero fabbricato e da Angelo nel 1977 la produzione passò sotto la guida del figlio Enzo che sin da piccolo aveva guardato con ammirazione il suo babbo che compiva questa fantastica magia con il il latte. Nel 1997 il Caseificio Spadi, specializzato nella produzione di formaggi di latte ovino e misto bonino/ovino oltre che di ricotta, si è trasferito in un nuovo stabilimento più grande dotato di moderni sistemi di produzione. Tra le delizie prodotte da questo caseificio c'è il Pecorino Toscano D.O.P. che nella versione poco stagionata ho scelto per il mio pane.
Ingredienti:
500 g di farina macinata a pietra
150 g di ricotta fresca
1 uovo,
2 cucchiaini di sale
1 cucchiaino di zucchero
3 cucchiai di olio
15 g di lievito di birra fresco
200 ml c.a. di acqua tiepida
150 g di Pecorino Toscano D.O.P. Fresco
50 g di pomodorini secchi sott'olio
1 tuorlo e 2 cucchiai di latte per spennellare
Disporre la farina* a fontana, unire il sale da un lato e poi al centro lo zucchero, la ricotta,l'olio, il lievito sciolto in acqua e l'uovo appena sbattuto. Impastare per bene il composto finché se ne ottiene una palla liscia che si stacca dalle mani. Porla a lievitare in una ciotola coperta da pellicola per un'ora. Riprednere l'impasto e stenderlo con il materello in un rettangolo ad un centimetro circa di spessore. Rifilare i bordi con un coltello in mdo he lalunghezza sia quella di una teglia da plum-cake (con gli avanzi si possono fare dei panini) Distribuirvi sopra il pecorino grattugiato grossolanamente e i pomodorini tritati a coltello ripiegare l'impasto a tre formando un rettangolo e lasciando il ripieno all'interno. Dividere in due il rettangolo nel senso della lunghezza ed intrecciare i due lati cercando di far capitare il lato aperto con il ripieno nella parte superiore. Adagiare il pane in teglia e spennellarlo con tuorlo e latte. Lasciar lievitare ancora tre quarti d'ora prima di infornare a 200° per 35-40 minuti ponendo alla base del forno una ciotola piena d'acqua per mantenere l'umidità.
* Ho scelto la Petra1 di Molino Quaglia che da al pane un sapore più rustico.
Come vino in abbinamento ho scelto un Rosato Castello di Porcìa 2010, un vino morbido e armonico che per me fa subito primavera.

Viaggi virtuali

Bowl "Amanpuri" con base collezione Rattan Nella Longari Homecanovaccio e  tovaglioli GreenGate

È tempo di gite fuori porta se il clima dovesse continuare a permettere, in caso contrario il pic-nic si può sempre organizzare a casa, gli ingredienti per una buona riuscita non sono poi troppi. Basta preparare qualcosa di goloso che potrebbe essere consumato ovunque, come la mia soffice treccia di pane farcita di pecorino e pomodori secchi, stappare una buona bottiglia di vino e munirsi di quache libro o o anche una rivista che ci faccia un po' sognare una splendida meta da raggiungere quando la primavera deciderà finalmente di smetterla con i travestimenti da inverno.

In realtà dicono che il tempo resterà sereno per qualche giorno su tutta la penisola quindi perchè non approfittarne per visitare una delle mete proposte nel numero primaverile del trimestrale La Cucina Italiana Viaggi. La Liguria bellissima in primavera, le masserie pugliesi, le golosità catenesi, le cantine del Garda ma anche le bellezze e le golosità di Cornovaglia e Costa Azzurra per chi non vuole accontentarsi delle mete nostrane. Cucina Italiana Viaggi è stata per me una scoperta, una di quelle riviste che ti portano a conoscere il bello e soprattutto il buono del mondo, le tipicità di ogni luogo che ci svelano le caratteristiche del territorio. E in questo periodo in cui posso (causa bambini troppo piccoli e influenze che tardano a lasciarci) viaggiare solo virtualmente riviste come questa mi aiutano a tener duro in attesa di tempi migliori.
Di bello si parla anche ne Il sognatore di Positano il libro di Virginia Attanasio e Stefania Berbenni edito da Cinquesensi, la storia del San Pietro il piccolo albergo più bello del mondo. Una storia da romanzo che vede protagonisti l'hotel, la famiglia dell'autrice Virginia Attanasio e gli spendidi scenari nei quali è incastonata questa piccola splendida perla. Un libro pieno di fascino, ricco di splendide immagini per innamorarsi di Positano e del mase nel quale si specchia.
Ma oggi anch'io prima di lasciarvi la ricetta voglio portarvi a conoscere qualcosa di buono che viene prodotto in Maremma, i formaggi del Caseificio Spadi Enzo. Suo padre Angelo, appartenente ad una famiglia di pastori di Marradi negli anni '40, per amore, si fermò a Roccastrada, un pittoresco paesino medioevale allocato tra Siena e Grosseto. Lì, in una piccola soffitta, portando a braccio secchi di latte, iniziò a produrre deliziosi formaggi che andavano a ruba nel paesino e presto nelle zone limitrofe. Piano piano, man mano che la richiesta e quindi la produzione cresceva, dalla soffitta ci si trasferì in un vero fabbricato e da Angelo nel 1977 la produzione passò sotto la guida del figlio Enzo che sin da piccolo aveva guardato con ammirazione il suo babbo che compiva questa fantastica magia con il il latte. Nel 1997 il Caseificio Spadi, specializzato nella produzione di formaggi di latte ovino e misto bonino/ovino oltre che di ricotta, si è trasferito in un nuovo stabilimento più grande dotato di moderni sistemi di produzione. Tra le delizie prodotte da questo caseificio c'è il Pecorino Toscano D.O.P. che nella versione poco stagionata ho scelto per il mio pane.
Ingredienti:
500 g di farina macinata a pietra
150 g di ricotta fresca
1 uovo,
2 cucchiaini di sale
1 cucchiaino di zucchero
3 cucchiai di olio
15 g di lievito di birra fresco
200 ml c.a. di acqua tiepida
150 g di Pecorino Toscano D.O.P. Fresco
50 g di pomodorini secchi sott'olio
1 tuorlo e 2 cucchiai di latte per spennellare
Disporre la farina* a fontana, unire il sale da un lato e poi al centro lo zucchero, la ricotta,l'olio, il lievito sciolto in acqua e l'uovo appena sbattuto. Impastare per bene il composto finché se ne ottiene una palla liscia che si stacca dalle mani. Porla a lievitare in una ciotola coperta da pellicola per un'ora. Riprednere l'impasto e stenderlo con il materello in un rettangolo ad un centimetro circa di spessore. Rifilare i bordi con un coltello in mdo he lalunghezza sia quella di una teglia da plum-cake (con gli avanzi si possono fare dei panini) Distribuirvi sopra il pecorino grattugiato grossolanamente e i pomodorini tritati a coltello ripiegare l'impasto a tre formando un rettangolo e lasciando il ripieno all'interno. Dividere in due il rettangolo nel senso della lunghezza ed intrecciare i due lati cercando di far capitare il lato aperto con il ripieno nella parte superiore. Adagiare il pane in teglia e spennellarlo con tuorlo e latte. Lasciar lievitare ancora tre quarti d'ora prima di infornare a 200° per 35-40 minuti ponendo alla base del forno una ciotola piena d'acqua per mantenere l'umidità.
* Ho scelto la Petra1 di Molino Quaglia che da al pane un sapore più rustico.
Come vino in abbinamento ho scelto un Rosato Castello di Porcìa 2010, un vino morbido e armonico che per me fa subito primavera.

2012-04-20

Teglia di patate e carciofi con tartare di trota e briciole di panettone al chinotto

Terrina collezione Impronte verde di Wald

Lo sapete che con il panettone ormai ci faccio tutto, da quando ho sposato la filosofia di Loison non posso fare a meno di sperimentarne gli usi più inconsueti.
La ricetta di oggi è semplice da realizzare, ha una base di patate e carciofi arricchita da tartare di trota salmonata e briciole di panettone al chinotto che ho scelto per il suo particolare aroma. Il pesce che potrebbe anche esser mangiato tal quale, si tratta infatti della tartare di'ì trota salmonata affinata al miele di Trota Oro, viene appena scottato giusto per amalgamare di più i sapori.
Ingredienti:
2 patate
2 carciofi
1 grossa fetta di panettone al chinotto
tartare di trota salmonata 200g
sale
timo
olio extravergine d'oliva
Pulire e affettare finemente le verdure*, frullare il panettone fino a renderlo omogeneamente grattugiato, ungere la teglia e spolverizzarla con le briciole di panettone disporvi sopra le patate e i carciofi a strati avendo cura di salare, oleare e aromatizzare con timo ogni strato. Infornare in forno a 200° finché le verdure risulteranno cotte e dorate. Solo alla fine distribuire sopra la tartare di trota e il restante panettone e infornare sotto al grill per pochissimi minuti giusto il tempo di dorare il panettone e scottare appena il pesce.


* Per affettare le verdure ho utilizzato Saladino de I Colorati di Ariete, che prestazioni signori! Si ottengono delle fettine sottilissime e regolari.

Teglia di patate e carciofi con tartare di trota e briciole di panettone al chinotto

Terrina collezione Impronte verde di Wald

Lo sapete che con il panettone ormai ci faccio tutto, da quando ho sposato la filosofia di Loison non posso fare a meno di sperimentarne gli usi più inconsueti.
La ricetta di oggi è semplice da realizzare, ha una base di patate e carciofi arricchita da tartare di trota salmonata e briciole di panettone al chinotto che ho scelto per il suo particolare aroma. Il pesce che potrebbe anche esser mangiato tal quale, si tratta infatti della tartare di'ì trota salmonata affinata al miele di Trota Oro, viene appena scottato giusto per amalgamare di più i sapori.
Ingredienti:
2 patate
2 carciofi
1 grossa fetta di panettone al chinotto
tartare di trota salmonata 200g
sale
timo
olio extravergine d'oliva
Pulire e affettare finemente le verdure*, frullare il panettone fino a renderlo omogeneamente grattugiato, ungere la teglia e spolverizzarla con le briciole di panettone disporvi sopra le patate e i carciofi a strati avendo cura di salare, oleare e aromatizzare con timo ogni strato. Infornare in forno a 200° finché le verdure risulteranno cotte e dorate. Solo alla fine distribuire sopra la tartare di trota e il restante panettone e infornare sotto al grill per pochissimi minuti giusto il tempo di dorare il panettone e scottare appena il pesce.


* Per affettare le verdure ho utilizzato Saladino de I Colorati di Ariete, che prestazioni signori! Si ottengono delle fettine sottilissime e regolari.

2012-04-18

Una birra da amare anche all'aperitivo

Vassoio collezione Impronte verde di Wald

Nel mio caso 'na bio è la "biretta" che ho scelto per i miei dolcetti salati, una birra biologica, cruda integrale e non pastorizzata ispirata alle lager tedesche ma caratterizzata dall'aggiunta di farro biologico non maltato delle montagne umbre di Monteleone di Spoleto in provincia di Perugia. Una birra secca, mediamente corposa, asciutta e dissetante, molto rinfrescante, ideale con l'apritivo, ma anche coi fritti e con tutti i piatti delicati.
E' una delle deliziose birre prodotte dal birrificio artigiano romano BIRRADAMARE, che produce "birre con il cuore" e senza compromessi ovvero utilizzando i migliori prodotti disponibili sul mercato, macchinari d’avanguardia servendosi per il controllo chimico di tutto il processo produttivo del CERB - Centro di Eccellenza per la Ricerca sulla Birra dell’Università di Perugia  Amore e passione sono ingredienti imprescindibili di queste "birette". 15 sono i diversi tipi prodotti e tutti molto caratteristici, birra chiara, birra rossa, birra nera ma anche birra alle castagne, per citarne solo alcuni tipi cui si aggiungono le gelatine di birra, un concentrato di sapore da gustare magari con i formaggi
Ma tornando al mio abbinamento so che siete incuriositi da quelli che in foto sembrano cup cake alla crema ma che sono fatti con fave e mortadella piccante e guarniti con cialdine di grana le gustosissime Grok prodotte in tre varianti di gusto che ho scelto per completare i miei pasticcini nel gusto classico.
Mini-cake fave e mortadella
Ingredienti per 36 mini-cake
Per la base:
160 g di fave lessate
120 g di farina 00
30 g di fecola di patate
100 g di burro morbido
40 g di grana grattugiato
1 cucchiaio di latte
1 cucchiaino di lievito per torte salate
3 uova
sale e pepe
Per la crema:
200 g di mortadella piccante
100 g di ricotta fresca
cialdine di grana per guarnire
Frullare le fave fino a ridurle in crema. Montare le fave con il burro morbido per 15 minuti finché non diventano una spuma soffice, unire i tuorli, il latte, la farina, la fecola e il lievito, una presa di sale e una macinata di pepe. Unire gli albumi montati a neve e suddividere il composto in 36 pirottini di carta posti negli stampini da mini muffin. Infornare per 15 minuti circa a 180° (devono risultare dorati) A parte frullare la mortadella con la ricotta, versare il composto in una sacca da pasticciere e formare un ricciolo su ogni pasticcino dopo averne eventualmente pareggiato la superficie. Guarnire con le cialdine.
* Per la realizzazione della ricetta ho utilizzato farina per dolci e sfoglie di Rosignoli Molini specifica per impasti diretti, mortadella Rossa Felsineo, ricotta fresca Fattorie Osella, sacca à poche usa e getta con bocchetta liscia Tescoma

Una birra da amare anche all'aperitivo

Vassoio collezione Impronte verde di Wald

Nel mio caso 'na bio è la "biretta" che ho scelto per i miei dolcetti salati, una birra biologica, cruda integrale e non pastorizzata ispirata alle lager tedesche ma caratterizzata dall'aggiunta di farro biologico non maltato delle montagne umbre di Monteleone di Spoleto in provincia di Perugia. Una birra secca, mediamente corposa, asciutta e dissetante, molto rinfrescante, ideale con l'apritivo, ma anche coi fritti e con tutti i piatti delicati.
E' una delle deliziose birre prodotte dal birrificio artigiano romano BIRRADAMARE, che produce "birre con il cuore" e senza compromessi ovvero utilizzando i migliori prodotti disponibili sul mercato, macchinari d’avanguardia servendosi per il controllo chimico di tutto il processo produttivo del CERB - Centro di Eccellenza per la Ricerca sulla Birra dell’Università di Perugia  Amore e passione sono ingredienti imprescindibili di queste "birette". 15 sono i diversi tipi prodotti e tutti molto caratteristici, birra chiara, birra rossa, birra nera ma anche birra alle castagne, per citarne solo alcuni tipi cui si aggiungono le gelatine di birra, un concentrato di sapore da gustare magari con i formaggi
Ma tornando al mio abbinamento so che siete incuriositi da quelli che in foto sembrano cup cake alla crema ma che sono fatti con fave e mortadella piccante e guarniti con cialdine di grana le gustosissime Grok prodotte in tre varianti di gusto che ho scelto per completare i miei pasticcini nel gusto classico.
Mini-cake fave e mortadella
Ingredienti per 36 mini-cake
Per la base:
160 g di fave lessate
120 g di farina 00
30 g di fecola di patate
100 g di burro morbido
40 g di grana grattugiato
1 cucchiaio di latte
1 cucchiaino di lievito per torte salate
3 uova
sale e pepe
Per la crema:
200 g di mortadella piccante
100 g di ricotta fresca
cialdine di grana per guarnire
Frullare le fave fino a ridurle in crema. Montare le fave con il burro morbido per 15 minuti finché non diventano una spuma soffice, unire i tuorli, il latte, la farina, la fecola e il lievito, una presa di sale e una macinata di pepe. Unire gli albumi montati a neve e suddividere il composto in 36 pirottini di carta posti negli stampini da mini muffin. Infornare per 15 minuti circa a 180° (devono risultare dorati) A parte frullare la mortadella con la ricotta, versare il composto in una sacca da pasticciere e formare un ricciolo su ogni pasticcino dopo averne eventualmente pareggiato la superficie. Guarnire con le cialdine.
* Per la realizzazione della ricetta ho utilizzato farina per dolci e sfoglie di Rosignoli Molini specifica per impasti diretti, mortadella Rossa Felsineo, ricotta fresca Fattorie Osella, sacca à poche usa e getta con bocchetta liscia Tescoma

2012-04-16

Chicchi di caffè

Vassoio collezione Metropolis IVV

Vi posto oggi l'ultima delle tre ricette con le quali partecipo al contest del burro Occelli, è la ricetta creativa ed è quella dove forse avrei dovuto dare il massimo, io ho fatto del mio meglio e se pure la ricetta base di questi dolci è una vecchia ricetta da me già utilizzata per produrre gli originali (le classiche pesche dolci farcite di crema) stavolta gli ho dato una veste nuova sia nella forma che nel sapore. Le palline sono diventate degli ovali e, una volta unite a due a due con la crema e bagnate nel caffè prima di essere rotolate nello zucchero, dei giganti chicchi di caffè. Per la crema all'interno consiglio una ganache di cioccolato bianco aromatizzata con caffè ma se volete una valida scorciatoia vi dico che potete tranquillamente affidarvi alle golosità di Bacco Srl e utilizzare la loro Cremosa al caffé, perfetta per questi dolci
Ingredienti:
450 g di farina 00*
1 bustina di lievito per dolci
175 g di burro morbido
2 uova
la scorza di un limone
200 g di cioccolato bianco
200 ml di panna fresca
1 cucchiaio di caffè solubile
2 tazze di caffè
1 tazza di zucchero semolato per completare
Lavorare a crema il burro con lo zucchero, unire le uova, la scorza di limone grattugiata e poi la farina setacciata con il lievito. Lavorare il composto e formare delle polpette allungate (circa 40). adagiarle sulla teglia e incidere la superficie in verticale in modo da ricreare la classica incisione presente sui chicchi di caffè. Adagiare i biscotti sulle teglie coperte di carta forno, ben distanziatei e infornare a 180°, finché saranno appena dorati, togliere dal forno. Portare a bollore la panna con il caffè solubile, versare il composto sul cioccolato spezzettato e mescolare finché diventa una crema. Farcire i biscotti con la crema unendoli a due a due, passarli nel caffè e poi nello zucchero semolato in modo che se ne ricoprano integralmente. Lasciar asciugare qualche ora prima del consumo.
* invece di farina e lievito ho utilizzato per la ricetta la farina che lievita di Molino Spadoni dove farina e lievito risultano già perfettamente miscelati e dosati.

Chicchi di caffè

Vassoio collezione Metropolis IVV

Vi posto oggi l'ultima delle tre ricette con le quali partecipo al contest del burro Occelli, è la ricetta creativa ed è quella dove forse avrei dovuto dare il massimo, io ho fatto del mio meglio e se pure la ricetta base di questi dolci è una vecchia ricetta da me già utilizzata per produrre gli originali (le classiche pesche dolci farcite di crema) stavolta gli ho dato una veste nuova sia nella forma che nel sapore. Le palline sono diventate degli ovali e, una volta unite a due a due con la crema e bagnate nel caffè prima di essere rotolate nello zucchero, dei giganti chicchi di caffè. Per la crema all'interno consiglio una ganache di cioccolato bianco aromatizzata con caffè ma se volete una valida scorciatoia vi dico che potete tranquillamente affidarvi alle golosità di Bacco Srl e utilizzare la loro Cremosa al caffé, perfetta per questi dolci
Ingredienti:
450 g di farina 00*
1 bustina di lievito per dolci
175 g di burro morbido
2 uova
la scorza di un limone
200 g di cioccolato bianco
200 ml di panna fresca
1 cucchiaio di caffè solubile
2 tazze di caffè
1 tazza di zucchero semolato per completare
Lavorare a crema il burro con lo zucchero, unire le uova, la scorza di limone grattugiata e poi la farina setacciata con il lievito. Lavorare il composto e formare delle polpette allungate (circa 40). adagiarle sulla teglia e incidere la superficie in verticale in modo da ricreare la classica incisione presente sui chicchi di caffè. Adagiare i biscotti sulle teglie coperte di carta forno, ben distanziatei e infornare a 180°, finché saranno appena dorati, togliere dal forno. Portare a bollore la panna con il caffè solubile, versare il composto sul cioccolato spezzettato e mescolare finché diventa una crema. Farcire i biscotti con la crema unendoli a due a due, passarli nel caffè e poi nello zucchero semolato in modo che se ne ricoprano integralmente. Lasciar asciugare qualche ora prima del consumo.
* invece di farina e lievito ho utilizzato per la ricetta la farina che lievita di Molino Spadoni dove farina e lievito risultano già perfettamente miscelati e dosati.

2012-04-12

Torcetti di Saint-Vincent

Piatto, strofinaccio e  nastro GreenGate
Per il contest sul burro Beppino Occelli di cui vi dicevo qualche post fa mi è stata chiesta una ricetta tradizionale, ovvimente nella tradizione calabrese almeno per quanto io ne sappia il burro è uno sconosciuto pertanto ho attinto alla tradizione di un'altra regione e spero a questo punto che i liguri non me ne vogliano dal momento che ho solo voluto fare un omaggio alla loro regione, ricca di sole e mare come la mia, presentando i Torcetti di Saint-Vincent, biscottini che peraltro adoro.
Ingredienti:
250 g di farina 00*
100 g di burro morbido
50 g di zucchero semolato
4 g di lievito di birra fresco
1 pz di sale
Sciogliere il lievito in poca acqua tiepida e impastare con la farina aggiungendo tanta acqua quanto basta a formare un impasto sodo. Lasciar lievitare un'ora, riprendere l'impasto e unire il burro morbido lavorare a lungo l'impasto finché il burro non viene incorporato alla massa. Lasciar lievitare ancora un'ora poi formare dei bastoncini della grandezza di una matita. Unire le estremità formando le caratteristiche ciambelline schiacciate e passarle nello succhero semolato. Disporle sulla teglia ben distanziate e cuocere a 200° per 15 minuti circa, finché risulteranno ben dorate.
*Per la realizzazione della ricetta ho utilizzato farina 00 speciale per pizza di Rosignoli Molini ideale per la produzione di impasti a breve lievitazione.


Torcetti di Saint-Vincent

Piatto, strofinaccio e  nastro GreenGate
Per il contest sul burro Beppino Occelli di cui vi dicevo qualche post fa mi è stata chiesta una ricetta tradizionale, ovvimente nella tradizione calabrese almeno per quanto io ne sappia il burro è uno sconosciuto pertanto ho attinto alla tradizione di un'altra regione e spero a questo punto che i liguri non me ne vogliano dal momento che ho solo voluto fare un omaggio alla loro regione, ricca di sole e mare come la mia, presentando i Torcetti di Saint-Vincent, biscottini che peraltro adoro.
Ingredienti:
250 g di farina 00*
100 g di burro morbido
50 g di zucchero semolato
4 g di lievito di birra fresco
1 pz di sale
Sciogliere il lievito in poca acqua tiepida e impastare con la farina aggiungendo tanta acqua quanto basta a formare un impasto sodo. Lasciar lievitare un'ora, riprendere l'impasto e unire il burro morbido lavorare a lungo l'impasto finché il burro non viene incorporato alla massa. Lasciar lievitare ancora un'ora poi formare dei bastoncini della grandezza di una matita. Unire le estremità formando le caratteristiche ciambelline schiacciate e passarle nello succhero semolato. Disporle sulla teglia ben distanziate e cuocere a 200° per 15 minuti circa, finché risulteranno ben dorate.
*Per la realizzazione della ricetta ho utilizzato farina 00 speciale per pizza di Rosignoli Molini ideale per la produzione di impasti a breve lievitazione.


2012-04-11

Mini-cake del battesimo

Piatto da dessert Collezione cuore Soizick
Il battesimo è quello della mia bambina, Aurelia, che è stato celebrato nella notte della Santa Pasqua e i mini-cake la mia piccola creazione per la mia dolce bambina. Dei piccolissimi cup-cake all'orzo con una crema di cioccolato bianco e dei confetti per decorazione a richiamare l'occasione per la quale ho creato i dolcini.
Per questmi sono dilettata con le decorazioni floreali, nella foto in basso potete vedere una mia composizione di fiori una cascata di piccoli fiori per omaggiare la mia Aurelia (nell'altra foto).
Ecco la ricetta per 24 pasticcini mignon:
125 g di farina
125 g di zucchero
65 ml di olio
65 ml di acqua
1 cucchiaio di brandy
2 uova piccole
2 cucchiai di caffè d'orzo solubile
½ bustina di lievito per dolci
Per la crema:
75 g di cioccolato bianco
150 ml di panna fresca
1 cucchiaino colmo di zucchero a velo
confetti e cuoricini di zucchero per decorare
Montare le uova con lo zucchero fino a farle diventare spumose, aggiungere i liquidi e poi la farina setacciata con il lievito e la polvere d'orzo. Versare l'impasto negli stampi da mini muffin rivestiti con gli appositi pirottini di carta e cuocere in forno a 180° per 15-20 minuti circa.
Intanto sciogliere il cioccolato a bagnomaria con metà della panna. A parte montare la restante panna ben fredda con lo zucchero a velo, unire la panna al composto di cioccolato una volta che lo stesso si sarà raffreddato. Lasciar riposare la crema in frigo e poi utilizzarla per coprire la superficie dei dolcini una volta raffreddati. Guarnire con confetti rosa e confettini di zucchero a piacere.

Mini-cake del battesimo

Piatto da dessert Collezione cuore Soizick
Il battesimo è quello della mia bambina, Aurelia, che è stato celebrato nella notte della Santa Pasqua e i mini-cake la mia piccola creazione per la mia dolce bambina. Dei piccolissimi cup-cake all'orzo con una crema di cioccolato bianco e dei confetti per decorazione a richiamare l'occasione per la quale ho creato i dolcini.
Per questmi sono dilettata con le decorazioni floreali, nella foto in basso potete vedere una mia composizione di fiori una cascata di piccoli fiori per omaggiare la mia Aurelia (nell'altra foto).
Ecco la ricetta per 24 pasticcini mignon:
125 g di farina
125 g di zucchero
65 ml di olio
65 ml di acqua
1 cucchiaio di brandy
2 uova piccole
2 cucchiai di caffè d'orzo solubile
½ bustina di lievito per dolci
Per la crema:
75 g di cioccolato bianco
150 ml di panna fresca
1 cucchiaino colmo di zucchero a velo
confetti e cuoricini di zucchero per decorare
Montare le uova con lo zucchero fino a farle diventare spumose, aggiungere i liquidi e poi la farina setacciata con il lievito e la polvere d'orzo. Versare l'impasto negli stampi da mini muffin rivestiti con gli appositi pirottini di carta e cuocere in forno a 180° per 15-20 minuti circa.
Intanto sciogliere il cioccolato a bagnomaria con metà della panna. A parte montare la restante panna ben fredda con lo zucchero a velo, unire la panna al composto di cioccolato una volta che lo stesso si sarà raffreddato. Lasciar riposare la crema in frigo e poi utilizzarla per coprire la superficie dei dolcini una volta raffreddati. Guarnire con confetti rosa e confettini di zucchero a piacere.