2014-12-20

Se avete voglia di assaggiare la cucina tradizionale calabrese in un ambiente caldo da vecchia trattoria di paese dovete assolutamente conoscere La Trattoria Al Casello da Giovanni a Rossano Scalo, il mio ultimo percorso del gusto su Diritto di Cronaca.
A volte si va a mangiare fuori per sentirsi a casa, nel senso che si ha voglia di uscire di casa per ritrovare quei sapori e quel calore capaci di farci rivivere quel che non c'è più. I piatti cari di una nonna, di una mamma o di una zia cucinati davvero secondo tradizione li possiamo ancora trovare alla piccola Trattoria Al Casello da Giovanni Villella a Rossano Scalo. I pochi tavoli con le classiche tovaglie a quadretti, la luce soffusa delle lanterne e l'estrema cordialità di Giovanni rendono questo posto inimitabile. Parlare della trattoria e non parlare del suo giovane e amabile proprietario risulta impresa impossibile perché la trattoria è lui e il suo sorriso ed i suoi modi gentili conquistano da quando si varca la soglia. Gli avventori qui non sono clienti ma amici e Giovanni ti fa sentire tale anche la prima volta che vai a mangiare da lui.
I piatti variano secondo il giorno e secondo la disponibilità del mercato e il menù viene annotato su una grande lavagna che con il disegno della città di Rossano impreziosisce e caratterizza l'ambiente, ma quel che accomuna il tutto è la semplicità e la genuinità. Da Giovanni si viene per mangiare i piatti di una volta e così nell'antipasto della casa abbiamo trovato patate e peperoni, cotiche e fagioli, sardella, frittelle in vari modi e bieta saltata con il peperone secco. 

Quando ti chiede le preferenze sul vino, anche se è presente un discreto numero di etichette, non puoi che rispondere quello della casa perché a casa della nonna ti senti e quel gusto vuoi ritrovare. Giovanni senza perdersi in preamboli ti illustra quel che la cucina offre come quando arrivi a casa e la mamma ti dice ti ho preparato questo o quello ma ogni piatto che viene fuori da quella cucina è un concentrato di gusto e tradizione.
Gli spaghetti tagliati con le rape conditi secondo l'uso con olio aglio e peperone rosso in polvere sembrerebbero un piatto scontato ma conquistano con con quei toni amaro-piccanti. Cucchiaio dopo cucchiaio ti ritrovi a finire la scodella e ad avere voglia di controllare la pentola per verificare se ce n'è ancora. La pizzaiola è un tripudio di gusto con il rosso dei pomodorini e il verde dei peperoni che formano un tutt'uno in un delizioso sughetto profumato, aromatico e "morbido" per cui la scarpetta diventa imprescindibile. 
Naturale concludere in questo periodo con un paio di mandarini presi lì dal cestino sul tavolo, un dolce casalingo o uno dei più sofisticati e freschi dessert di Tagliaferri come quello al pistacchio che abbiamo assaggiato noi. Resta spazio solo per un liquore della casa...finocchietto, liquirizia o cos'altro voi scegliate resterete soddifatti così come del conto davvero modesto.
Trattoria Al Casello da Giovanni
Via Sant'Angelo
87067 Rossano Scalo (CS)
Tel. 329/6129097

2014-12-19

Le ricette per il pranzo di Natale certamente non mancano nel mio blog e sul web tutto anzi forse ce ne sono davvero troppe, qualunque piatto decidiate presentare, ve ne do uno nuovo nel prossimo post, ricordatevi di avere molta cura nei dettagli. Meglio cibi semplici ben presentati e una tavola ben allestita. L'idea di questa tavola l'avevo lanciata l'anno scorso sulla mia pagina Facebook ma per il blog è nuova, non ne avevo parlato per mancanza di tempo e anche perché mi sembrava mancasse qualcosa.
Certo le candeline sui calici rovesciati fanno il loro effetto su una tavola quasi totalmente bianca ma  quest'anno ho realizzato il centrotavola perfetto per questa tavola e per le feste natalizie in generale.
 La tavola si sa è sempre ingombra di pietanze per cui difficilmente si riesce a far posto ad un centrotavola di grandi dimensioni. Avendo io il lampadario che cade proprio al centro del tavolo ho pensato di realizzarne uno sospeso. Fa da decorazione per tutto il periodo natalizio e funge da centrotavola all'ora di pranzo. Cosa ne dite? Basterà procurarvi dei rami spogli, lasciati al naturale o verniciati, nel mio caso in argento, e poi sbizzarrirvi come volete con i colori e i decori.
A me piace molto l'aria eterea di questa bianca tavola ma se amate i colori più decisi rispetto al bianco argento e lilla da me scelti sbizzarritevi pure e mandatemi le foto. 

2014-12-17



Piatto La Porcellana Bianca, cestini sullo sfondo ImballoREGALO.com
Non pensavo di riuscirci ma la cosa mi frullava in testa da tempo, da quando lessi che in Giappone con i fagioli Azuki preparano una crema dolce spalmabile tipo la nostra marmellata di castagne. Ho poi trovato i fagioli Azuki rossi nello shop Sapori Gourmet ma non avevo la ricetta. In una recente pubblicazione di Edizioni Età dell'Acquario ho trovato anche quella ed il cerchio finalmente si chiude.
Il grande libro delle ricette senza lattosio e proteine del latte di Marica Moda è stato scritto dall'autrice per necessità, visto che a un certo punto della sua vita ha dovuto rinunciare al latte, ma devo dire che ha reso un grande servigio un po' a tutti visto che le intolleranze e - ahimè! - anche le allergie al lattosio sono aumentate in modo esponenziale. Quando si scopre di dover fare a meno di alcuni alimenti ci si sente spiazzati e in difficoltà, bisogna praticamente reinventare la propria vita ed è quello che ha fatto l'autrice del libro e che ci insegna a fare attraverso le pagine di questo ricco e completo volume. Moltissimi alimenti contengono latte, lattosio, siero di latte, latte in polvere o derivati, sia come ingredienti effettivi che come conservanti naturali. Chi deve rinunciarvi si sente di fronte a una scelta comunque svantaggiosa: mettere in pericolo la salute o cambiare radicalmente in peggio la qualità della vita. In realtà, una situazione che all’inizio può mettere in grave difficoltà può trasformarsi in un’occasione per rinnovare la propria idea di cucina e per acquisire maggiore consapevolezza riguardo agli ingredienti che utilizziamo ogni giorno. Dopo un’interessante introduzione sulle intolleranze e le allergie alimentari, su come riconoscerle e viverle serenamente, con molti utili consigli per chi si trova ad affrontare una dieta (e una vita!) tutta nuova l'autrice si sofferma sulle ricette che non contengono latte e suoi derivati. A prescindere dall'assenza del lattosio, per me fortunatamente non essenziale, ho trovato al suo interno tantissime ricette stuzzicanti e appetitose – tra antipasti, primi, secondi, contorni, dressing e dolci –, per intolleranti non solo al lattosio ma anche al glutine, per i vegani e per tutti coloro che condividono la loro vita e le loro scelte, ma non vogliono rinunciare ai piaceri del palato. Anche senza il latte, la cucina può restare una fonte di soddisfazione e di gioia. 
 
Tra le tante ricette del libro ho scelto questa della marmellata di Azuki che cercavo da tempo immemore con cui si realizzano i Mochi daifuku giapponesi, dei dolci tipici nipponici e con cui io ho invece realizzato dei golosi e profumati tartufi visto il periodo natalizio, regalo perfetto per l'amica intollerante o per quella salutista, magari con l'aggiunta del libro di cui vi ho detto.
Marmellata di Fagioli Azuki
Ingredienti:
200 g di fagioli azuki rossi
300 g di zucchero semolato
vaniglia e rum (aggiunti da me)
1 pz di sale
Lavare i fagioli in acqua corrente per 3 volte e buttate via l’acqua ogni volta, poi metterli in ammollo in una terrina, coprendoli con dell’acqua per una notte. Il giorno dopo, versare i fagioli con la loro acqua in una pentola e farli bollire per 10 minuti, quindi scolarli dall’acqua e rimetterli nella pentola. Aggiungere altra acqua coprendoli di 2 volte il loro volume e versate 200 g di zucchero. Cuocerli a fuoco medio fino a quando avranno raggiunto la consistenza di una marmellata e nella pentola sarà rimasta poca acqua, quindi aggiungere un pizzico di sale, un cucchiaino di vaniglia e due cucchiai di rum. Frullare con un frullino ad immersione e dopo aver invasato conservare in frigo.
 
Tartufi di fagioli Azuki e mandorle
Ingredienti:
2 cucchiaiate colme di crema di fagioli Azuki
2 cucchiai di cacao amaro
100 g di mandorle tostate
cacao amaro per rotolarvi i tartufi
Tritare le mandorle ed amalgamarle con il cacao e la marmellata di Azuki formare le palline e passarle nel cacao amaro.

2014-12-15

Da Caffè Vergnano mi hanno chiesto di realizzare un cadeau natalizio goloso a mia scelta (es: biscotti, mini panettone, cioccolatini, cupcakes, ecc..) a base di Caffè Vergnano.
Non potevo rifiutare proprio in questo periodo che cucina e regali a casa mia vanno a braccetto.
Ho scelto qualcosa di semplice e facilmente confezionabile e traspotabile dei biscotti a base di cioccolato, aromatizzati al caffè e con delle golose nocciole tritate. Sono i classici biscotti che preparo in diverse varianti, questa ne è una nuova anche nell'aspetto li ho fatti a bon bon inseriti prima della cottura nei pirottini di carta perché non perdessero la forma.
 
Per la confezione sceglierei una scatola trasparente e un bel fiocco decorato come quello di Imballoregalo che ho in effetti utilizzato. Il cadeau si potrebbe completare con una lattina natalizia di Caffè Vergnano da degustare con i biscottini.
Ma siccome la mia mente lavora sempre trovo che risulti molto carino abbinare un dono di questo tipo ad un libro sul cioccolato che ne richiama l'ingrediente principale, penso in questo momento a Il Piccolo Libro di Chocolat di Joanne Harris. Sarà perché ho amato Chocolat, sarà perché la Harris ha comunque sempre il suo fascino, saranno quei tartufini sull'alzata in copertina o il formato del libro o le splendide foto che corredano il volume facendo aumentare l'acquolina pagina dopo pagina. Quel che è certo è che il libro pubblicato da Garzanti mi ha fatto innamorare e trovo che non possa mancare nella libreria di ciascun cioccolatodipendente del mondo.
Bisccottini cioccolato caffè e nocciole
Ingredienti:
225 g di cioccolato fondente (almeno al 70% di cacao)*
100 g di farina 
2 uova 
65 g di zucchero 
45 g di burro 
1 tazzina di caffè ristretto
100 g di nocciole tostate
1/2 cucchiaino di lievito per dolci
1 cucchiaino di caffè in polvere
un pizzico di sale 
zucchero a velo per completare 
Sciogliere a bagnomaria o al microonde il cioccolato con il burro e il caffè. Lavorare con la frusta le uova con lo zucchero finché diventano spumose, aggiungere il composto di cioccolato e poi la farina, il lievito e il sale. Unire le nocciole tritate. Porre l'impasto a rassodare in frigo, poi formare delle piccole palline, passarle nello zucchero a velo e sistemarle in piccoli pirottini su una placca da forno. Infornare a 180° per 12-13 minuti.
*Per la realizzazione dei biscotti ho scelto il cioccolato dello chef al 72% dei cacao dei Fratelli Gardini

2014-12-14


Piatto La Porcellana Bianca, telo in organza rosso ImballoREGALO.com
Il Natale è anche e soprattutto festa dei bambini e questo lo sento ancor più da quando ne ho per casa. Fare con loro e per loro preparativi ed addobbi mette gioia a prescindere dai risultati ed in realtà anche se mandano a monte ogni mia idea di ordine e perfezione mi rendono davvero felice e senza di loro nulla sarebbe così bello.
I libri dedicati ai piccoli a casa nostra ci sono sempre ma nel periodo natalizio si moltiplicano oltre misura. Quest'anno siamo stati conquistati da una nuova pubblicazione di Coccole Books. L'Ufo di Natale è il titolo della fantastica storia di Daniela Valente con le illustrazioni di Sandro Natalini e come potrete immaginare si tratta di un racconto davvero originale, un sogno avventura che vive un bambino nella notte più magica dell'anno. Tra alieni, bambini e regali i vostri bambini potranno vivere insieme a Sandrino una magica e indimenticabile avventura.
Se i vostri bimbi sono più grandi e cercate una storia che faccia riflettere sulla problematica dell'integrazione dello stesso editore Il sapore amaro delle arance scritto da Sandro Natalini e illustrato da Tommaso Nava. Narra in modo adatto ai più giovani, prendendo le mosse da un fatto di  cronaca, una storia al margine dal retrogusto amaro, che ruota intorno a questo piccolo sole arancione, che è buono per fare le spremute, le marmellate e le bibite frizzanti senza però dimenticare la spesso difficile realtà di chi con una paga bassissima e in condizioni purtroppo inumane ci permette di poterlo gustare.
Il club dei cuochi segreti di per Editoriale Scienza è una bellissima storia per imparare la natura e il buon cibo. Le avventure di Luca e dei suoi cuginetti Mimma, Federico e Pepe e gli insegnamenti-gioco dei loro simpatici nonni presso cui tutti insieme trascorrono le vacanze, sono certa conquisteranno anche i vostri piccoli. Tra scorribande all'aria aperta, club segreti e golose ricette impareranno il rapporto con il buon cibo, che è prima di tutto rapporto con la natura, attraverso il susseguirsi  delle stagioni in modo divertente e giocoso, come si conviene alla loro età.
Non perdetevi neppure i tutorial di Ci provo gusto, la collana di Editoriale Scienza di cui fa parte il libro di cui vi ho appena parlato, davvero imparerete tanti modi semplici ed originali per creare nuovi modi di giocare con i vostri bambini.

Alberelli spennellati da Aurelia
Ora veniamo alla ricetta, qualche giorno fa ho condiviso su Facebook un link i cui si parlava di idee fast per i preparativi natalizi, dai tovaglioli ad alberello, ai cup cake renna, passando per le piadine alberello e il pane a forma di Babbo Natale, come resistere a questo richiamo. Lo stesso pomeriggio ho impastato del pane al latte e olio, quello soffice soffice che piace ai bambini e subito abbiamo riprodotto a nostro modo l'idea trovata sul web. Non usate coloranti per il cappello come consigliano, ma della buona passata di pomodoro, sarà meno rossa ma sicuramente più naturale e gustosa.
Le dosi che vi do sono perfette per il Babbo Natale, il piccolo Babbo Natale della foto in basso realizzato con soddisfazione e orgoglio da Giulio e gli alberelli spennellati con cura di pomodoro, origano e parmigiano dalla piccola Aurelia. Se avete dubbi sulla realizzazione non esitate a contattarmi per qualsiasi chiarimento.
Babbo Natale di Giulio
Pane di Babbo Natale
Ingredienti:
750 g farina 0
300 g acqua
75 g latte
20 g di lievito di birra
75 g olio
2 cucchiaini da caffè di zucchero
2 cucchiaini da caffè di sale

Sciogliere nell'acqua mescolata al latte il lievito e lo zucchero. Miscelare le farine con il sale, aggiungere i liquidi e l'olio. Mettere a lievitare in un posto caldo e al riparo da correnti, per circa un'ora e 30 minuti.
Riprendere l'impasto, sgonfiarlo, suddividerlo a metà e poi una delle metà ancora in due. Con le metà più piccole potete fare la faccina di Babbo Natale e gli alberelli. Con la parte più consistente la faccia di Babbo Natale. Bisogna creare un ovale irregolare e poi un altro ovale da cui ricavare la barba intagliando la parte inferiore ed arricciandola armoniosamente attorno al viso. Con un altro pezzettino d'impasto ricavare un triangolo con la fascia per cappello e con due palline una più grande dell'altra il pon pon e il naso, due olive  saranno gli occhi. lasciar lievitare ancora mezz'ora e poi infornare a 200° finché il pane sarà gonfio e dorato. Le foto non sono il massimo perché i bambini e anche i genitori avevano fretta di assaggiare.
La farina di grano tenero che abbiamo utilizzato per la ricetta è la 0 biologica di Girolomoni di cui presto vi parlerò.

2014-12-11


Amo leggere i libri in cui in qualche modo la cucina ha un ruolo ma ogni tanto amo "distrarmi" restando attratta da "casi letterari". 
Mi è successo di recente con L'educazione di Angelica il caso letterario firmato Angelica B. e pubblicato dalla Newton Compton, certo quel cup cake della copertina lascerebbe intendere un contenuto diverso ma quelle rosse ciliegine dicono ben altro ed in effetti ben altro si dice nel libro. Il tema centrale è l'educazione alla vita e in particolare al sesso della giovanissima Angelica, timida, appassionata e poco amata ragazzina. Ho seguito con vera passione dalla prima all'ultima pagina le vicende di Angelica e la sua sete d'amore. In realtà il dolce in copertina un significato ce l'ha eccome dal momento che l'autrice oltre che giornalista di design e arte contemporanea è anche un'esperta cuoca.
Di questa sua passione per la cucina e per i dolci al cioccolato, che di loro danno l'idea del lascivo, ce ne da saggio in un elegante e curato volume che vuole essere quasi una prosecuzione, o meglio un completamento, del romanzo.
 I dolci segreti di Angelica è un peccaminoso manuale di cucina in cui ci vengono svelati trucchi e ricette per riuscire a prendere gli uomini per la gola (sempre qualora gli espliciti ed esaustivi metodi utilizzati da Angelica nel romanzo non dovessero bastare). Più di 200 ricette golose, seducenti, irresistibili e ovviamente al cioccolato perché come dice Angelica il cioccolato, in fondo, è la più sexy, la più intrigante e la più deliziosa droga legale che esista al mondo. I nomi delle ricette, suddivise secondo le occasioni per le quali risultano idonee, si rifanno a famosi titoli di film e canzoni. Prelibatezze che catturano lo sguardo, l'olfatto e che seducono definitivamente i sensi. Davvero una coppia di libri immancabili sotto l'albero di Natale.
Una collega blogger con "i dolci nella mente" è Patrizia De Angelis che ha appena visto pubblicare da Giramondo Gourmand Editore il suo primo libro dedicato naturalmente ai dolci. Dolce...mente il titolo del libro in cui i dolci sono suddivisi per stagione. Tra i tanti dolci proposti, dolci d'altri tempi rivisti in chiave moderna e irrinunciabili dolci al cioccolato come quelli in copertina. Il libro è corredato di strepitose fotografie che rendono impossibile al lettore rimanere con le mani in mano. Tutto bello, fattibile e possibile come resistere al richiamo di Patrizia?
Ispirata da Angelica e da Patrizia anch'io ho voluto tentare il mio esperimento di dolce lussurioso rigorosamente al cioccolato e se si parla di cioccolato la qualità deve venire prima di tutto così ho scelto il cioccolato della Cioccolateria Artigianale dei Fratelli Gardini di Forlì. Con il cibo hanno avuto sempre a che fare loro, nipoti di fornai e figli di pasticcieri hanno voluto dedicarsi alla lavorazione artigianale del cioccolato iniziando nel 1987 con un piccolo laboratorio artigianale (L'Artigiano appunto) in quel di Forlì. Da allora di riconoscimenti e successi i fratelli Gardini ne hanno avuti tanti ma mai hanno dimenticato che il motore di tutto è la loro forte passione. Sperimentano, ricercano e stupiscono con insoliti abbinamenti offrendo sempre nuove emozioni.
 Ammaliata dal loro cremino all'amarena così come dalle loro praline all'olio Brisighello e sale dolce di Cervia, ho scelto il cioccolato dello chef nella variante al 72% di cacao per la mia torta cioccolatino che ho inserito nel budino al cioccolato. Per accompagnare il mio dolce il più classico degli abbinamenti una confettura extra Biodelizia all'albicocca di VIS che ho reso più "adulta" e fluida frullandola con l'aggiunta di whiskey.
Budino Cioccolatino
Ingredienti per 8 porzioni
Per la torta cioccolatino:

2 uova (circa 120-130 g)
120-130 g di cioccolato fondente (almeno al 70% di cacao)
120-130 g di zucchero
120-130 g di burro
1 cucchiaio di farina
Per il budino:
1 busta di preparato per budino al cioccolato*
500 ml di latte
Per completare:
8 cucchiaiate di confettura extra di albicocche
8 cucchiai di whiskey
Sciogliere a bagnomaria il cioccolato, unire il burro e, una volta che lo stesso è ben sciolto ed amalgamato, lo zucchero e i tuorli, unire poi un cucchiaio di farina e gli albumi montati a neve. Versare il composto in una teglia (meglio se foderata di carta forno) e cuocere a 150° per 15-20 minuti secondo lo spessore. Non lasciarla cuocere oltre se no brucia.
Preparare il budino sciogliendo il preparato con il latte. Una volta addensato suddividerlo in otto stampini d'alluminio inumiditi, senza arrivare all'orlo. Ritagliare otto quadratini dalla torta (con il resto vi gustate un caffè) e metterli negli stampini, facendoli affondare nel budino. Lasciar rassodare in frigo. Al momento di servire Frullare la confettura d'albicocche con il liquore, suddividerla in otto ciotoline e sformarvi sopra il budino cioccolatino. Per rendere il cuore morbido consiglio dieci secondi appena di microonde.
* Ho utilizzato il preparato per budino al cioccolato AR.PA Lieviti


2014-12-09

Runner Busatti, piatto Ceramiche De Simone
Mi sono sempre cibata di erbe spontanee, ricordo mia nonna e poi mia madre raccogliere e portare a casa erbe prelibate, ognuna di esse utilizzata secondo tradizione, di alcune ho avuto modo di parlarvi in precedenti occasioni, di altre ancora no forse per paura che non possiate replicare le ricette con facilità per difficoltà nel reperire le materie prime, quel che è certo è che io davanti ai libri che parlano di queste ricchezze spontanee resto sempre e comunque rapita col grande rammarico di non averle assaggiate ancora tutte e con l'insana paura di non riuscirci mai, di sbagliare nel riconoscerle (l'ignoto del resto fa sempre paura). Tuttavia non rinuncio al mio ambizioso progetto di conoscere e imparare la natura e, quanto meno con lo studio, cerco di fugare i dubbi e le incertezze trovando il coraggio di portare in tavola "erbe nuove". Questo piatto è un mix di vecchio e nuovo, le erbe utilizzate sono le mie preferite le bietoline spontanee che crescono nelle nostre campagne ma nulla vieta di utilizzare cicorie (se ne amate il gusto amarognolo) o altre erbe spontanee. Le ho volute accostare ai ceci, al buon pane casereccio, e ad un olio eccellente che ho scelto meticolosamente come faccio ogni volta che la ricetta è di semplicità estrema.
 Ho scelto il Blend di Terre di Grifonetto di  Leccino, Moraiolo e Frantoio, fruttato erbaceo intenso, ampio e avvolgente. E' dotato di ricchi sentori vegetali di cardo e carciofo. Un olio dall'amaro spiccato che si intreccia al piccante deciso e crescente prodotto da una società agricola giovane ubicata in terra umbra, sulle colline del lago Trasimeno, che ha raggiunto già grandi risultati affermandosi per l'eccellenza dei suoi prodotti. Il nome si rifà alla tragedia di Grifonetto Baglioni protagonista della cinquecentesca  strage dei Baglioni che ha ispirato Raffaello nella realizzazione del famoso dipinto Deposizione di Cristo. La celebre opera è rappresentata anche sulle raffinate confezioni utilizzate dall'azienda a ricordarci la preziosità del contenuto abbinata ad un packaging altrettanto prezioso.
Erbe spontanee in tavola è il libro di Annalisa Malerba pubblicato da Sonda. E chi meglio di una che di cognome fa Malerba poteva parlarci di malerbe, erbacce, incolti, piante infestanti o come siete solidi chiamarle? In realtà per l’agricoltura biologica sono «erbe accompagnatrici», con un ruolo imprescindibile. Le erbe spontanee hanno mille proprietà sono belle e profumate, oltre che saporite. Nel libro si parla diffusamente di amaranto, equiseto, erba cipollina, menta, ortica, papavero, pratolina, tarassaco e violetta; ma anche centocchio, consolida, falsa ortica, farinello, parietaria, porcellana e rovo. Un libro ricco di informazioni botaniche, storiche e nutrizionali oltre che fitoalimurgiche. Ci viene insegnato a riconoscerne foglie, steli, boccioli e fiori da raccogliere, conservare e soprattutto cucinare, secondo stagione. La caratteristica del libro è che si tratta di ricette 100% vegetali. Si spazia dal salato al dolce, con accostamenti di consistenze e profumi insoliti. Piatti senza glutine e crudisti per comprendere ancora una volta che in natura c'è tanto gusto.
Erbacce è il titolo del libro di Serenella Amadori e Nino Costa pubblicato dall'Editrice Effequ.
Anche qui si parla di 'piante vagabonde', che possiedono impensati poteri culinari e hanno una storia profondissima. Erbe, frutti e fiori spontanei vengono raccontate e catalogate, per poi utilizzarle in numerose ricette, adatte anche alla cucina vegetariana, macrobiotica, vegana o gluten free. Il punto di partenza è lo stesso dell'altro libro ma in realtà qui il tema centrale sono le ricette, che incuriosiscono e spingono all'approfondimento della conoscenza di quelle piante. Le erbacce dagli impensati poteri culinari e dalla storia profondissima sono quelle della Maremma secondo l'esperienza e i ricordi degli autori del libro.
Un mix di gusto e tradizione nel piatto che ho realizzato, un piatto vegetariano a dir poco fantastico che vi consiglio vivamente per alleggerire un po' il carico calorico nelle sere di intervallo tra una cena festiva e l'altra.
Bruschette selvatiche
Ingredienti per 4 persone:
4 fette di pane casereccio
1 tazza di bietole selvatiche lessate
1 tazza di ceci lessati
olio extravergine d'oliva
sale
aglio e peperoncino*
paprika affumicata
Saltare la bieta in un tegame con olio, aglio sale e peperoncino.
In un altro padellino scaldare altro olio con aglio, peperoncino e un cucchiaio di paprika, aggiungervi i ceci e scaldarli. Abbrustolire il pane, poggiare le fette nei piatti, distribuirvi sopra la bieta e poi i ceci, completare con un filo d'olio crudo.
*Ho utilizzato paprika affumicata della linea Spezie e aglio e peperoncino della nuova linea  Selezione di sapori Cannamela.
Prima di chiudere il post visto che la fine dell'anno s'avvicina, se non avete ancora scelto l'agenda che possa accompagnarvi nel nuovo anno avrei un consiglio per voi, fate una scelta consapevole e scegliete la Vegagenda 2015 Sonda, oltre ad essere comoda e delle giuste dimensioni anche per la borsa vi accompagnerà con le sue riflessioni verso una vita migliore. Il tema dell'anno sono i cuccioli...il nostro futuro. Un insolito oroscopo segno per segno e un inserto di ricette vegane completano l'agenda.
Non posso consigliarvi l'Assaggenda perché per il 2015 non è stata stampata e onestamente vi dico che mi mancherà essendo stata la mia compagna di viaggio in molte esperienze di vita, posso però invitarvi a regalare e regalarvi il calendario interculturale 2015 di Sinnos. Quest'anno il titolo è un anno verde e le 12 ricette illustrate e raccontate provenienti da tante parti del mondo sono tutte vegetariane. Vi assicuro che quando vi abituerete ad averlo alla parete di casa ogni anno sentirete come un richiamo e non riuscirete più a farne a meno conservando gelosamente anche le copie degli anni precedenti, proprio come faccio io. E ricordate ogni due calendari acquistati direttamente da Sinnos, un libro in regalo a sorpresa e nessuna spesa di spedizione.

2014-12-04

Stavolta nel mio peregrinare in nome del gusto ho scovato davvero una chicca. La recensione è stata pubblicata oggi su Diritto di Cronaca.
Raffinatezza, gentilezza e cura per chi entra caratterizzano questo piccolo locale nel centro di Cosenza. All'Antica Locanda dal povero Enzo si lavora con serietà, organizzazione e dedizione come in una danza dell'accoglienza della quale si ha presagio prima di varcare la soglia. 
Chi arriva deve bussare per essere degnamente accolto in un ambiente elegante e caldo dove l'ospitalità è la prima cosa che ti colpisce, sottofondo musicale di jazz, sorriso del personale e qualche coccola di benvenuto (un calice di vino e un piccolo amuse-bouche) ti mettono subito a tuo agio quale preludio di una serata che si farà ricordare.
La carta è ricca tanto da farci venir voglia di assaggiare quasi tutto e varia al mutare delle stagioni. Ed i effetti i piatti che ci vengono presentati hanno il sapore, i profumi e i colori dell'autunno. Iniziamo con un tortino di patate e porcini adagiato su una crema di primosale. 
Proseguiamo con un carpaccio di manzo con generosa grattugiata di tartufo del Pollino, segue un tortino di porcini con cuore di patate viola su crema di cicorietta selvatica e dressing di pomodoro.
Ma quel che ci scalda davvero il cuore è un piatto che nel menù viene chiamato Transumanza e di cui sembra davvero un ricordo: un piccolo hamburger di podolica al dolce latte con uovo di quaglia e tartufo nero del Pollino.
Concludiamo gli antipasti con un crostone al lardo di Colonnata con miele di fico dottato. Anche ai vini viene riservata grande cura ed attenzione ed in effetti scegliamo di farci guidare dal personale nell'accostare i vini ai piatti degustati, del resto qui si può visto che il servizio al calice va per la maggiore.
Le lune ripiene alla zucca rossa mantecate al burro chiarificato di liquirizia e impreziosite da croccantezze di guanciale e primosale con polvere di patate vitellotte sembrano un quadro d'autore che quasi si ha dispiacere di rovinare, ma il dispiacere dura poco per lasciare spazio alla voluttà visto il gusto pieno, rotondo e insolito, in cui il dolce e il salato si rincorrono in un gioco d'amore.

La tagliata di razza podolica accompagnata da perfette patate 'mpacchiuse profumate d'origano e una fetta di poricno grigliato sono l'esempio perfetto di un piatto ben equilibrato.
Il petto d'oca è servito con con arancia e condito con un sale particolare (tanti sono i sali diversi in carta) e germogli e la guancia stracotta alla liquirizia con le patate sottocenere sembra un piatto d'altri tempi vestito di nuovi abiti quasi a volerci ricordare la buona cucina di una volta.

I dessert sono ben costruiti. Stupisce il marshmallow ghiacciato con chantilly alla nocciola e velluto di ananas, originale nel gusto e nella presentazione e poi la pasticceria intelligente che sfrutta il dolce naturale presente negli ingredienti come la mousse di marroni senza zucchero con gelato all'alloro, crumble ai tre cioccolati, gelatina al magliocco e spugna al pistacchio. Ma non è da meno neppure la piramide ai fichi con bignè farcito e crumble al cioccolato.
Al termine della cena si ha la certezza che tutto, dall'ambiente al personale passando per i piatti (i veri protagonisti) siano i tasselli di un mosaico ben incastrati tra loro. Si raccomanda solo di prenotare al resto pensano loro.
Antica Locanda dal Povero Enzo
Via Montesanto 42 – 87100 Cosenza
Tel 098428861 pikkiogroup@libero.it861
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