2014-09-01

Eccomi tornata dalle vacanze carica di voglia di fare e con qualche ricetta già pronta per esservi presentata ma nel mentre mi organizzo eccovi l'ultimo mio gustoso percorso appena pubblicato su Diritto di Cronaca, la mia visita a Le Baccanti di San Marco Argentano
Quando un'attività viene svolta con passione la qualità del risultato è certamente maggiore rispetto a quelli che sono gli standard. Che Alessandro Brusco e sua moglie abbiano una vera passione per il buon mangiare e il buon bere te ne accorgi già fuori del loro locale. Arrivando all'Enoteca Le Baccanti nel cuore di San Marco Argentano intorno all'ora di cena ti accoglie un delizioso profumo di frittelline, uno di quei profumi che da piccola mi accompagnavano la domenica al rientro dalla messa per le vie del mio paese.
E' un profumo di cose buone che viene confermato dal gusto nel momento in cui ci si siede a uno dei tavoli del locale, caldamente accogliente. Lo stile è rustico ma molto curato, pietre ai muri, tavoli in legno impagliati realizzati artigianalmente e alle pareti tanti quadri che variano spessissimo come il menù del ristorante accompagnando l'ospite nel mutare delle stagioni.

Alle Baccanti con gli ottimi vini selezionati dal proprietario sommelier ti servono infatti tutto il buono che la stagione può offrire,
le verdure dell'orto sono magistralmente preparate dal giovane chef sotto l'accurata direzione della proprietaria.
Non troppe manipolazioni, non eccessivi ingredienti ma un gusto strepitoso in ogni singolo assaggio dell'antipasto a conferma che se la materia prima è fresca e non viene maltrattata ma anzi rispettata nel suo essere il risultato sarà percepibile. 



I primi, variano anch'essi secondo quanto disponibile al mercato e così io ho potuto assaggiare degli gnocchi alle melanzane leggermente gratinati con caciocavallo affumicato che avevano il profumo di una giornata di sole estivo. 
La pasta fresca con gorgonzola zafferano e salsiccia mi ha inebriato con i suoi aromi e la ricchezza di gusto. 
Per i secondi grande cura viene messa nella scelta della carne, allevata e macellata come si deve e se bisogna farsela arrivare dalla Francia in attesa che i produttori locali facciano tesoro delle indicazioni e delle richieste di Alessandro non c'è problema quel che è certo che ho assaggiato una tagliata di manzo (nostrano tra l'altro) morbida e succosa difficile da eguagliare come il contorno di patate mpacchiuse con i peperoni (nessun sentore di olio fritto solo il gusto delle verdure).
Per i dolci c'è sempre varietà ma la cheesecake al mascarpone della signora, con qualunque condimento vi venga proposta secondo la stagione, assaggiatela, setosa, suadente e accattivante va via un boccone dopo l'altro.

In attesa che il loro Zeus (hanno iniziato anche loro con orgoglio una piccola produzione di vino) maturi il giusto in bottiglia (pare che a settembre si possa già assaggiare) noi abbiamo scelto un classico Cirò Rosso delle Cantine Lavorata.
E' sorprendente poi che tutta questa bontà venga proposta a prezzi assolutamente competitivi anche in caso di piccoli banchetti senza che vengano in alcun modo penalizzati l'accoglienza e/o il garbo che contraddistingue i piatti presentati.
Occhio anche alla pagina Facebook del locale spesso, soprattutto in occasione dell'inaugurazione di una nuova mostra ospitata dall'enoteca, si organizzano a Le Baccanti delle speciali serate a prezzo molto modico e fisso con musica dal vivo.
Enoteca, Ristorante "Le Baccanti"
Via della Repubblica – 87018 San Marco Argentano, CS
info@enobaccanti.com
Tel: 3931329885- 09841906595

http://www.enobaccanti.com/

2014-08-19

In attesa di tornare con le mani in pasta (sono una che la vacanza la prende sul serio) riaccendendo fuochi e fornelli ecco un mio nuovo percorso del gusto su Diritto di Cronaca. Stavolta mi sono fermata a Trebisacce, alla Trattoria del Sole. Leggete pure
I posti dove si mangia bene e pulito il pesce fresco senza dover accendere un mutuo sono davvero pochi nella nostra zona, il Ristorante Trattoria del Sole di Trebisacce (a due passi dal mare nei pressi della chiesa) è un porto sicuro dove approdare se l'intenzione è quella di mangiare del buon pesce circondati da una rustica eleganza in un ambiente rilassante, coccolati da una calda accoglienza.
 Non picchi di genialità ma classici di tradizione correttamente eseguiti da mano sapiente per assaporare tutto il gusto del pescato del giorno.
Alla Trattoria del Sole nata nel lontano 1970 si va per la cucina di tradizione di pesce ma anche di carne.

 Se avete scelto questo locale per il pesce irrinunciabile iniziare con la carrelata di mare (e quale nome più appropriato) che stupisce per la ricchezza e la freschezza della materia prima di cui la cucina si approvviggiona quotidianamente presso le fornite e rinomate pescherie locali.
 Assaggi di piatti caldi e freddi, dalla richiestissima 'mpepata di cozze, al polpo in insalata, arrostito, con patate, dai moscardini con i fagiolini al più classico e goloso cocktail di gamberi, senza dimenticare la tradizionale sardina con il peperone così come calamari ripieni e cozze gratinate.

Nei primi vasta scelta di piatti marinari ma gli scialatielli allo scoglio bianco e i cavatelli con cozze e fagioli con i loro profumi di olio "buono" che fa da vero ingrediente e non da semplice condimento così come le erbette aromatiche fresche valgono da soli una visita alla Trattoria del Sole. 

Non si sentirebbe neppure l'esigenza di mangiare dell'altro ma come dire di no alla tradizionale frittura mista di merluzzetti, triglie, calamari e gamberi o alle grigliate giustamente proposte. 
Qualche calice di buon vino, nel mio caso il Bianco Frizzante Labella di Librandi, con la sua vivacità aromatica rinfrescherà il pasto che si potrà dire chiuso con un sorbetto al limone o semplicemente con un caffè.
RISTORANTE TRATTORIA DEL SOLE
Via PIAVE 4/BIS - 87075 Trebisacce (CS)
Tel. 0981 51797 | trattoriadelsole@alice.it
https://www.facebook.com/trattoriad?fref=ts

2014-08-02

Nel post precedente vi accennavo qualche novità in arrivo su Diritto di Cronaca il giornale on line epr cui già da tempo curo la rubrica La Ricetta del Sabato
Pensavo ci volesse ancora qualche giorno e invece ci siamo, la nuova veste grafica del quotidiano è on line e così debutto con I percorsi del gusto una nuova rubrica dedicata ai "locali buoni" del territorio in cui vivo e a cui si rivolge il giornale. Con I percorsi del gusto voglio mettere al servizio della comunità la mia esperienza positiva nei locali della zona, un piccolo vademecum per non prenotare nei posti sbagliati, facendo magari una triste figura con i propri ospiti. Vorrei che fosse una sorta di comunicazione tra la domanda e l'offerta, tra chi offre il buon mangiare e chi cerca posti dove mangiare bene e trascorrere piacevoli momenti. 
Debuttiamo alla grande con una pizzeria tipica napoletana in cui ho avuto il piacere di mangiare una delle pizze più buone della mia vita Il Teatro dei Sapori di Castrovillari.
Leggete e fatevi anche voi un'idea.
 Al teatro si fa spettacolo e Il Teatro dei Sapori non fa alcuna eccezione, ogni sera mettono in scena uno spettacolo di pizza.
 Se siete cultori della vera pizza napoletana non potete non fare un salto nella tipica pizzeria di Giuseppe Oliveto che nella parte più antica di Castrovillari, in una vecchia casa a due piani accoglientemente ristrutturata, proprio a due passi dal Protoconvento francescano sede del Teatro Sybaris, delizia quotidianamente i suoi avventori con una pizza che oserei definire uno spettacolo coinvolgente.  Ingredienti di primissima qualità uniti a fantasia e professionalità rendono la pizza de Il Teatro dei Sapori un'esperienza da ripetere.
 
E se nel periodo estivo temete di dovervi rinchiudere in casa non abbiate paura il cortile circondato da vecchie abitazioni con il fascino del tempo andato saprà accogliervi degnamente.
 
Il servizo è particolarmente spartatano, sulle tovagliette in carta trova posto il menu e le massime ispiratrici del locale a sottolineare ancor più che in questa pizzeria non sono i fronzoli che contano ma la pizza, quella vera napoletana - col basilico sopra - a iniziare dalla più semplice proseguendo con quelle in cui tutto l'estro del proprietario pizzaiolo (che non a caso ha avuto innumerevoli riconoscimenti) viene fuori.
Come non parlarvi della Stella del Teatro dei Sapori una pizza stella a otto punte. In ogni punta ricotta e poi porcini, sardina, zucchine, cime di rapa, salame, mozzarella affumicata, gorgonzola, salsiccia per assaporare tutte le stagioni e chiudere con il centro in cui campeggia fresca mozzarella di bufala, prosciutto crudo e scaglie di grana, una vera delizia da gustare in religioso silenzio dopo un adeguato digiuno (difficilmente arriverete alla fine senza dire di non poterne più di cotanta bontà).
Un cenno all'originale Pizza bouquet mi sembra di rigore con salame, pomodorini del piennolo, melanzane, ricotta e rose di prosciutto crudo. Altrettanto insolite e stimolanti la pizza Ciambella 5 gusti, la Golfo di Napoli, le pizze Cannolo, il Fagottino e così via per avere sempre pronta la pizza da ordinare alla prossima visita.
Con la pancia che scoppia sono sicura che avrete ancora voglia di assaggiare i goduriosi scialatielli (palline di pasta di pizza) conditi con Nutella e zucchero a velo, un'irrinunciabile peccato di gola per rafforzare il dolce ricordo della serata. Il prezzo, pochissimo superiore alla media ma decisamemte accessibile, è perfettamente giustificato dalla qualità ma ricordatevi di prenotare rischiereste di tornare indietro con ancora più voglia.
Il Teatro dei Sapori
Via Celio n°1 (Piazzetta Civitanova )
87012 Castrovillari
https://www.facebook.com/pages/Il-Teatro-Dei-Sapori/189012751241143
tel 342 748 6118

2014-07-31

Piatto Ceramiche De Simone, tovagliolo Busatti
Estate dove sei? Ti stiamo cercando disperatamente, ti prego torna vogliamo goderci agosto. Niente, la sto invocando in tutti modi ma la stagione più calda dell'anno non si decide a fare il suo mestiere e così alla vigilia d'Agosto e delle mie vacanze io ci provo comunque a lasciarvi una ricetta da proporre nelle vacanze e qualche consiglio di lettura per i momenti di relax. Per la ricetta la mia fantasia mi ha suggerito un ripieno di melanzane e ricotta per della calamarata da dorare in forno dopo averla passata nel pangrattato aromatizzato, uno stuzzichino croccante da servire magari con del sughetto di pomodoro anche in versione finger food su dei piccoli piattini.
E' diventata ormai consuetudine parlarvi di quanto di buono ho trovato in libreria per poter arricchire la valigia delle vacanze.
Ecco rtengo che al di là di qualche buon ricettario corredato di splendide fotografie per sognare ed organizzare mentalmente tutte le ricette da provare al rientro, poiché grande spazio alla cucina in vacanza non lo dedico mai, mi concentro su storie e romanzi che abbiano in qualche modo magari un legame con la cucina.
Partirei da Fuoco Nemico di Camilla Salvago Raggi edito da Il Canneto, un librino davero tascabile in cui di guerra non si parla ma con il titolo decisamente bellico si fa riferimento invece al fuoco della cucina che l'autrice ha sempre odiato, avete capito bene un libro sulla cucina scritto da un'adorabile signora che candidamente ammette di prediligere patatine fritte e buste di surgelati e nel contempo di collezionare patinate riviste di cucina. La cucina  e le antiche ricette di famiglia sono solo il pretesto per raccontarci la storia di una delle più antiche e aristocratiche famiglie italiane, suo nonno era l'ambasciatore Giuseppe Salvago Raggi, senatore del regno nel 1918. Un racconto affascinante che permette al lettore di calarsi in un modo ormai inesistente.
Racconti veri di guerra quelli di Uomini e pecore di Davide Enia pubblicato da EDT. In ogni piatto la storia della Roma affamata, innamorata e viva della seconda guerra mondiale. Racconti di ieri e di oggi narrati attraverso il memoriale di Ciro, un ragazzo che racconta la sua esperienza di guerra e l'amore che troverà dopo esser passato attraverso di essa. Sullo sfondo la grande cucina romana perché il cibo può salvare la vita.
Una guerra diversa quella narrata dalla giornalista Danila Bonito in  Sogni di Marzapane pubblicato da Edizioni E/O . Il tema del diabete, il dolore di una malattia irreversibile e tuttavia poco nota ai più e forse non molto compresa, la storia di chi ha dovuto imparare a convivere con il nemico. Una lotta continua contro un nemico subdolo, una testimonianza che tanto ha da insegnarci.
Un modo per tentare di comprendere il mondo famminile o per comprendersi con maggiore consapevolezza e per cambiare noi stesse e il mondo come promette il sottotitolo di Sapori e Saperi delle donne di Paola Leonardi con le ricette  e i disegni di Serena Dinelli Dominko pubblicato dall'Editore Iacobelli. Dodici parole chiave, dall'amore alla salute passando per il desiderio e la libertà per citarne solo alcune, parole attorno a cui costruire un dialogo a due e un'autobiografia, quasi una stoffa pregiata fatta delle tante stoffe della vita dell'autrice cucite insieme per arrivare ad essere sè stessa. Racconti, immagini, ricordi ma anche ricette formano un libro prezioso per ogni donna ma anche per ogni uomo che voglia un po' impegnarsi a  comprenderci.
Tre thriller e 16 ricette afrodisiache in 19 sfumature di peperoncino del bravissimo Andrea Gamannossi che ci ha già abituati alle sue surreali e suggestive narrazioni. Il peperoncino simbolo per eccellenza dell'erotismo è il protagonista o comunque la nota accesa e colorita di ogni ricetta raccontata nel libro pubblicato da Mauro Pagliai. Tre racconti noir sono l'ideale accompagnamento di piatti afrodisiaci: Eros e Thanatos per non dimenticare che "una pietanza sconosciuta potrebbe nascondere l'insidia mortale di un veleno".
Un po' di leggerezza e romanticismo non possono mancare nel periodo vacanziero e se parlo di amore Parigi è sullo sfondo come nel nuovo romanzo di Jenny Colgan Un tramonto a Parigi pubblicato da Piemme. Non vi racconto la storia nel dettaglio altrimenti non avrebbe più senso leggerlo, vi dico solo che la voglia di partire per la capitale francese certamente ve la metterà addosso. Un intenso profumo di cioccolato si mescola al fascino delle viuzze della città dove tutto è possibile anche rinascere e trovare la propria strada quando si pensava di non poter più sorridere.
Per le ragazzine in lotta continua con il peso e con i primi problemi da adolescenti una storia che ha tutta la levità di una piuma Meno di niente di Assunta Morrone pubblicato da Coccole e Books. Arricchito dalle fantastiche illustrazioni di Francesca Carabelli è la storia di Lucilla una bambina dall'esistenza complicata che deve fare i conti con i cambiamenti. Un racconto che può aiutare le piccole di casa nei difficili passaggi che la vita di consuetudine impone, un racconto che può aiutare anche le mamme a capire un po' di più gli stati d'animo di queste sconosciute che diventano le nostre bambine nelle fasi di passaggio della loro esistenza.
Se per voi vacanza è solo starvene in giro e mangare nei posti migliori, se avete programmato un viaggio in Puglia mettete in valigia anche I Cento di Bari e Puglia, certamente non finirete in postacci per turisti seguendo i consigli degli autori Cavallito & Lamacchia e Iaccarino pubblicato da EDT. I 15 migliori ristoranti e le 15 migliori trattorie di Bari e in più 70 gite del gusto in tutta la regione. Una guida davvero piacevole da leggere, io me la studio per bene e poi a Settembre vado a provare qualcosa.
Norma da aperitivo 
 Ingredienti:
200 g di calamarata
1 melanzana
250 g di ricotta
1 fetta di pane raffermo
1 uovo
sale
pepe nero
basilico 
peperoncino
1 spicchio d'aglio
1/2 cucchiaino di curry
1 cucchiaiata di ricotta salata grattugiata
olio extravergine d'oliva 
2-3 cucchiaiate di pangrattato aromatizzato con aglio ed erbette
sugo di pomodoro fresco al basilico
Tagliare a cubetti la melanzana e soffriggerla con un po' d'olio, l'aglio (che poi va eliminato), sale, peperoncino e curry.  Amalgamare alla melanzana cotta la ricotta, l'uovo, sale, pepe, ricotta salata, basilico tritato e la mollica di pane sbriciolata. Farcire con il composto la calamarata (o anche mezzi paccheri) lessata al dente e passare la pasta nel pangrattato aromatizzato e disporla in teglia, irrorare con olio e infornare a 200° fino a doratura. Servire come stuzzichino o antipasto con del sugo di pomodoro fresco al basilico.

Non disertate troppo il mio blog e la pagina Facebook durante le vacanze perché dopo La Ricetta del Sabato è in arrivo una mia nuova rubrica su dirittodicronaca.it. Ve ne parlerò di sicuro appena la nuova veste grafica del sito sarà on-line e vi assicurò sarà interessante per molti, anche per chi non ama cucinare.

2014-07-24

Piatto da portata La Porcellana Bianca
Qualche giorno fa mi sono trovata a  rispondere ad un quesito di una collega food-blogger che, avendo abbondanza di alloro, chiedeva come poterlo utilizzare. L'alloro è proprio l'erba aromatica che nella mia cucina non manca mai, ne ho un alberello davanti casa e uno di dimensioni più cospicue davanti alla casa di campagna, non mi preparo la camomilla senza aggiungerne una foglietta e poi non c'è sugo senza alloro, insomma lo uso davvero con tutto e mi piace tantissimo nella ricetta che vado a proporvi oggi, perfetta in ogni stagione e con qualsiasi contorno si porta dietro tutto l'aroma del lauro.
Ma prima di lasciarvi la ricetta, vorrei dirvi ancora che poiché ritengo questi  spiedini una vera prelibatezza ho voluto abbinarli ad un vino altrettanto speciale. 
Un Rosso Toscano prodotto dall'Azienda vinicola Certosa di Belriguardo, un vino che parla al cuore trasferendoci l'immagine di quelle ridenti colline senesi da cui nasce, le zone del Chianti per intenderci, un territorio che tutto il mondo ci invidia per le sue uve Sangiovese. Luoghi apprezzti dicevo, tanto più da chi lì è nato, molti conoscono la passione di Gianna Nannini per il nettare di Bacco ricorderete magari i versi di “Profumo di Brunello":
Foto dal web
«Il profumo del vino è l’odore della terra in cui nasco e rinasco ogni volta che ci torno. Il sapore del vino mi accompagna e non mi lascia, fa parte della vita come il respiro mi fa cantare l’anima, mi fa sentire vicino alla gente, mi fa amare più forte. Il vino è nella radice del mio corpo in movimento, è la sorgente delle note che si aggrappano alla melodia, è l’ebbrezza che ti fa sentire di dove sei in mezzo ai campi di ogni paese. E’ vino quello che è vivo». 
Ecco la Nannini e la passione che mette in tutto ciò che fa hanno reso la sua Certosa di Belriguardo una delle più famose ed apprezzate aziende  della zona (in un luogo in cui si sa, per come già detto sopra, la concorrenza è più che spietata).
Una forza dirompente è quella che viene fuori dai vini come dalle canzoni di Gianna Nannini.
Sangiovese (80%), Syrah e Merlot (per il restante 20%) formano l’uvaggio del Baccano, un vino che somiglia molto a chi lo produce. Godibile, accattivante e vibrante nelle sue essenze mediterranee, il vino ideale per chi voglia “fare baccano”.
Ho scelto questo vino per accompagnare i miei Spiedini di lonza all'alloro
Ingredienti per 4 persone:
20 fettine sottili di lonza di maiale
48 foglie di alloro
pangrattato
origano 
prezzemolo
aglio
150 g di caciocavallo silano stagionato
2 cucchiai di olive verdi schiacciate (calabresi)
1 cucchiaio di capperi
olio extravergine d'oliva
Tagliare igni fettina in due e ungerle con olio. Insaporire il pangrattato con un trito di prezzemolo, aglio e origano. Tritare inl caciocavallo con capperi e olive. Adagiare ogni piccola fetta di carne su un piatto con il pagnrattato, mettervi sopra un po' di composto al caciocavallo e richiudere la carne a involtino. Procedere allo stesso modo epr i restanti 39 involtini. Infilzare su ogni spiedino cinque involtini alternando ciascuo con una foglia di allorro. Cuocere gli involtini in forno ben caldo dopo averli irrorati con un filo d'olio finché risulteranno ben dorati.
. «Il profumo del vino è l’odore della terra in cui nasco e rinasco ogni volta che ci torno. Il sapore del vino mi accompagna e non mi lascia, fa parte della vita come il respiro mi fa cantare l’anima, mi fa sentire vicino alla gente, mi fa amare più forte. Il vino è nella radice del mio corpo in movimento, è la sorgente delle note che si aggrappano alla melodia, è l’ebbrezza che ti fa sentire di dove sei in mezzo ai campi di ogni paese. E’ vino quello che è vivo». Così recita la melodia “Profumo di Brunello”, - See more at: http://www.ilsuonodelvino.it/i-vini-dei-cantanti/640-2/#sthash.3WisGbTo.dpuf
. «Il profumo del vino è l’odore della terra in cui nasco e rinasco ogni volta che ci torno. Il sapore del vino mi accompagna e non mi lascia, fa parte della vita come il respiro mi fa cantare l’anima, mi fa sentire vicino alla gente, mi fa amare più forte. Il vino è nella radice del mio corpo in movimento, è la sorgente delle note che si aggrappano alla melodia, è l’ebbrezza che ti fa sentire di dove sei in mezzo ai campi di ogni paese. E’ vino quello che è vivo». Così recita la melodia “Profumo di Brunello”, - See more at: http://www.ilsuonodelvino.it/i-vini-dei-cantanti/640-2/#sthash.3WisGbTo.dpuf
. «Il profumo del vino è l’odore della terra in cui nasco e rinasco ogni volta che ci torno. Il sapore del vino mi accompagna e non mi lascia, fa parte della vita come il respiro mi fa cantare l’anima, mi fa sentire vicino alla gente, mi fa amare più forte. Il vino è nella radice del mio corpo in movimento, è la sorgente delle note che si aggrappano alla melodia, è l’ebbrezza che ti fa sentire di dove sei in mezzo ai campi di ogni paese. E’ vino quello che è vivo». Così recita la melodia “Profumo di Brunello”, - See more at: http://www.ilsuonodelvino.it/i-vini-dei-cantanti/640-2/#sthash.3WisGbTo.dpuf
. «Il profumo del vino è l’odore della terra in cui nasco e rinasco ogni volta che ci torno. Il sapore del vino mi accompagna e non mi lascia, fa parte della vita come il respiro mi fa cantare l’anima, mi fa sentire vicino alla gente, mi fa amare più forte. Il vino è nella radice del mio corpo in movimento, è la sorgente delle note che si aggrappano alla melodia, è l’ebbrezza che ti fa sentire di dove sei in mezzo ai campi di ogni paese. E’ vino quello che è vivo». Così recita la melodia “Profumo di Brunello”, - See more at: http://www.ilsuonodelvino.it/i-vini-dei-cantanti/640-2/#sthash.3WisGbTo.dpuf

2014-07-21

Posate linea Flash Mori Italian Factory, nastro raso pois ImballoREGALO.com,piatti decoratiEasy Life Design, vassoietto conchiglia Ceramiche Maroso
Il blu e il bianco con qualche tocco di rosso sono i colori che contraddistinguono lo stile marinaro, pensavo a questo quando ho realizzato questa fresca tavola d'estate che ho apparecchiato sul tavolo basso del salotto.
 Tovaglia candida, sottopiatti rossi, piatti stile vintage decorati e bicchieri spaiati in tinta, qualche tocco di pois dato da un largo nastro in raso e grandi cuscini su cui sedersi fanno  pensare al mare di un caldo luglio anche in città, dopo una giornata di lavoro e con la pioggia fuori. 
Anche in tavola ho portato il sole con questi pomodori ripieni di riso alla mediterranea.
Ho sempre pensato che per delle gustose verdure ripiene ci volessero la carne, le uova, il formaggio. Ho capito di sbagliare quando ho preparto questi freschi pomodori ripieni, un pieno di gusto e leggerezza per un pranzo estivo di mare.

Pomodori ripieni di riso alla mediterranea
Ingredienti per 4-8 persone:
8 pomodori tondi
200 g di riso basmati
1/2 peperone rosso arrostito
1/2 peperone giallo arrostito
2 cucchiai di olive taggiasche
2 cucchiai di capperi
4 acciughe sotto sale
olio extravergne d'oliva
aglio
sale  
origano
canovaccio a righe Busatti
Mettere in una pentola il riso  con 300 ml di acqua, un cucchiaio di olio e un pizzico di sale, portare a bollore e cuocere 6 minuti. Coprire e lasciar riposare a fuoco spento per altri 10 minuti. Condire con le olive spezzettate, i peperoni a filetti, le acciughe e i capperi dissalati, olio, aglio e origano. Tagliare la calotta ai pomodori svotarli dalla polpa centrale e dai semi e scolarli su carta da cucina. Riempirli con il riso e poggiarli in una teglia unta d'olio. Cuocere in forno caldo per circa mezz'ora. Servire caldi o anche freddi a piacere.
* Per questa ricetta ho usato olio extravergine d'oliva 100% Italiano Dante

2014-07-17

Quanto abbiamo aspettato questi mondiali sperando che l'Italia arrivasse quanto meno tra i primi! Abbiamo sognato di organizzare aperitivi o dopo cena (vista l'ora in cui venivano trasmesse le partite) o anche cenette tra amici, per esultare insieme o consolarsi a vicenda quando le cose non andavano particolarmente bene. Confesso di non essere una grande tifosa di calcio ma i mondiali fanno eccezione soprattutto dopo le prime fasi eliminatorie, va bé stavolta non è andata proprio così. Continuniamo a divertirci però con Peroni che ha deciso di celebrare la Coppa del Mondo 2014 con una insolita sfida: la Peroni Food World Cup. Otto sono i paesi che partecipano alla sfida Mondiale e le squadre si sfidano a due a due a colpi di fornelli. I due contendenti duellano cucinando e descrivendo uno piatto “street” che rappresenta il loro paese. Le 8 squadre sono state scelte dalle 31 partecipanti, in modo da far partire la competizione dai quarti di finale e sono quindi Inghilterra, Russia, Brasile, Giappone, Spagna, Francia, Costa d’Avorio, Grecia. Alla scelta si è arrivati attraverso tre semplici sfide: lo stappo di Peroni, la rottura delle uova e la preparazione della frittata, si è passati da 32 a 16, poi a 12 e infine a 8. Ad animare la sfida rendendola irresistibile Chef Rubio e guardando il video sicuramente converrete con me
A lui non spetta però il compito di giudicare i contendenti. L'onere di decretare il vincitore spetta infatti ad un'apposita giuria composta da simpatici dipendenti della Peroni.
Se volete sapere di più vi rimando al sito Peroni
Io mi gusto la sfida e vi lascio la ricetta di una golosa frittata di riso ripiena di filante formaggio, quasi un cibo da strada da accompagnare ad una fresca Peroni.
Frittata di riso golosa
Ingredienti per 4 persone:
3 uova
200 g di riso carnaroli
olio extravergine d'oliva
150 g di macinato di manzo
200 ml di passata di pomodoro
1/2 cipolla
1 noce di burro
sale e pepe
150 g di scamorza affimicata
100 g di formaggio grana grattugiato
Tritare la cipolla e appassirla in un fondo d'olio, rosolarvi la carne, salare, pepare, unire la passata di pomodoro e un bicchiere d'acqua, lasciar restringere il sugo. Aggiungere il riso tostato in un tegame senza condimenti e portarlo a cottura aggiungendo un mestolo d'acqua calda per volta (come per il risotto). Mantecare con il burro e il grana, lasciar raffreddare il risotto, unirvi le uova e formare con metà del composto uno strato sottile in una padella unta d'olio e riscaldata, versarvi sopra la scamorza a fette e coprire con il restante riso. Lasciar cuocere la frittata e rigirarla a metà cottura con l'aiuto di un largo piatto. Far dorare dall'altro lato e servire, calda, tiepida o fredda con una buona birra.

Articolo Sponsorizzato

2014-07-15

Piatti ISI Milano, cucchiaio linea Opera Mori Italian Factory
L'essere vegetariani appare spesso ai nostri occhi come un fenomeno moderno che interessa le nuove generazioni, se guardiamo però alla tradizione delle nostre regioni, a quello che realmente le nostre nonne mangiavano ci accorgiamo che di carne se ne consumava ben poca e molto spesso i piatti erano vegetariani nel vero senso della parola, arricchiti magari dopo il "boom economico" con ingredienti provenienti dal mondo animale a riprova del benessere faticosamente conquistato. Visto che c'è questo ritorno alla frugalità e spesso all'essenzialità nella dieta mi piace ricordare quel che eravamo non molti decenni fa.
Le ricette vegetariane della mi' nonna è il libro in cui Fabrizio Baroni ci racconta 89 piatti della tradizione toscana del tutto vegetariani per tenersi in salute e godere tutto l'anno come recita il sottotitolo. Il libro pubblicato da Sarnus è la naturale prosecuzione (per l'autore vegetariano) del successo editoriale Le ricette della mi' nonna uscito nel 2012 e giunto ormai alle quattromila copie e l'anticipo di In cucina con la nonna "veg". Come dicevo la cucina di tradizione toscana, così poi come quella calabrese, è essenzialmente vegetariana trattandosi di cucina povera che ha sempre attinto ai prodotti della terra, pensiamo che l'olio d'oliva è quasi l'esclusivo grasso utilizzato per le preparazioni della nostra tradizione. Nel libro un vero e proprio tripudio di antipasti, primi tra cui la celebre Pappa al pomodoro gustoso e consistente piatto di recupero, ma anche dolci e merende che guardano con favore alla salute dell'organismo rispettando anche il portafogli che in tempo di crisi non guasta mai. 
A proposito di mensa frugale è uscito per Vallardi Il piacere della frugalità di Dominique Loreau L'arte del cibo che rende felici corpo e anima. Un libro che ci educa a un nuovo approccio con ilcibo riprendendo gli insegnamenti della filosofia orientale nell'ambito dell'alimentazione per raggiungere un inaspettato benessere di corpo anima. Semplicemente evitando i consueti errori alimentari (il troppo e male in sostanza) ci accorgeremo che si può davvero vivere meglio. Completano il libro, che vuole essere una guida di crescita personale, semplici e raffinate ricette per riscoprire il piacere della frugalità salvaguadando anche l'ambiente.
Vi lascio la ricetta della Pappa al pomodoro un po' presa dal libro di Baroni, un po' elaborata a mio modo, del resto nella mia ho messo il pane di Cerchiara che qui il pane toscano è irreperibile.
Pappa al pomodoro
Ingredienti per 4 persone:
1 kg di pomodori (maturati al sole)
4 fette di pane raffermo
1 spicchio d'aglio
olio extravergine d'oliva 
brodo vegetale
sale e pepe
basilico
peperoncino e parmigiano a piacere
Schiacciare l'aglio e soffriggerlo appena in un fondo d'olio, aggiungere i pomodori a pezzi (con la pelle) salare, pepare e lasciar cuocere. Quando i pomodori sono ben appassiti, passarli al passaverdure (non al mixer) rimettere la passata sul fuoco aggiungere del brodo vegetale, qualche foglia di basilico e lasciar cuocere, unire il pane sbriciolato con le mani e lasciar addensare. Coprire e lasciar riposare qualche minuto prima di servire con un filo d'olio crudo e basilico, io arricchisco con peperoncino e un po' di parmigiano grattugiato. Una zuppa che ha tutto il sapore dell'estate.

2014-07-11

Finita la scuola il problema di ogni mamma penso sia cosa inventarsi per la giornata dei piccoli di casa? Cosa gli faccio mangiare (due volte al giorno)? Come occupiamo il tempo libero? Fino a che non si parte per le vacanze vere e proprie riempire gli spazi dei più piccoli, tanto più se come me si continua a lavorare e quando si torna a casa non si sa che fare prima diventa davvero un dramma.
Come al solito libri, riviste e fantasia sono i necessari alleati del momento.

Facciamo gelatini per evitare di mangiare solo quelli confezionati e soprattutto per imparare l'attesa che inganniamo leggendo, colorando o giocando con l'inesauribile fonte che è il G-Baby di Edizioni San Paolo.
Abbiamo scoperto un mondo con gli stampini per ghiaccioli, in questo caso nella divertente  forma di animali Martellato, lo yogurt e la frutta fresca diventano in poco tempo gustosi gelatini da assaporare nelle ore più calde. 
Per il pranzo poi la solita pasta al pomodoro la trasformiamo in pizza, un'idea davvero semplice, ispirandoci alle storie lette la condiamo con formaggi strapuzzoni in pieno stile Geronimo Stilton. 

Lo strano caso dei formaggi strapuzzoni è una delle divertenti storie del Topo giornalista che i bambini tanto amano pubblicata da Edizioni PIEMME in una fortunata serie scritta da Elisabetta Dami con lo pseudonimo di Geronimo Stilton.
Nell'Isola di Topazia, Geronimo Stilton si trova stavolta ad indagare insieme al suo amico investigatore Ficcanaso Squitt su una misteriosa fabbrica di formaggi.
Una storia gradevole e accattivante che non vi stancherete di leggere insieme ai bambini.
Il G-Baby quando arriva il periodo estivo si moltiplica, per mia fortuna, e così al ricco numero di luglio con storie, fumetti, progetti e giochi, si aggiunge uno speciale dedicato ai giochi (molto più bello di quei costosi e noiosi libri per le vacanze che ci facevano acquistare a scuola) in cui cimentarsi con penne, colori, forbici e colla per inventare ogni giorno qualcosa di nuovo.
Vi lascio le semplici ricette delle pizzette di pasta e dei gelatini allo yogurt così per stasera la cena è risolta.
Pizza di pasta ai formaggi strapuzzoni
Ingredienti per 2:
100 g di pasta formato tubetti
mozzarella
due cucchiai di grana grattugiato
sughetto di pomodoro preparato con aglio olio origano basilico e pomodoro fresco (frullato)
sale 
olio extravergine d'oliva
Lessare la pasta in acqua salata e condirla con un filo d'olio e in grana. sistemarla su un foglio di carta da forno formando sue mucchietti appiattiti, versarvi sopra il sugo, e la mozzarella e infornare finché la pasta inizierà a formare una dorata crosticina e la mozzarella si scioglierà. Si posso no aggiungere altri formaggi per renderla davvero strapuzzona nel mio caso ho evitato visto che i miei pargoli mangiano pochi ingredienti.
Gelatini yogurt e pesca
Ingredienti per 3 gelati:
50 ml di acqua
1 cucchiaio colmo di zucchero
125 g di yogurt intero all'albicocca
la polpa di una pesca bianca
Frullare tutto insieme e versare negli stampi. Porre in freezer a congelare per 4-5 ore.
Quando poi di caldo non se ne può più, ma non è il caso di questi giorni, un tuffo in vasca risolve il problema.

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