2016-02-09

Vassoio La Porcellana Bianca, cucchiaino Mory Italian Factory
"Il buongiorno si vede dal mattino", "il mattino ha l'oro in bocca" luoghi comuni? Antichi miti da sfatare? Niente affatto si tratta di massime veritiere, sicuramente corrispondenti a realtà se le leggiamo dal punto di vista dell'alimentazione. 
La prima colazione è il pasto più importante della giornata e tutti lo sappiamo o almeno lo abbiamo sentito dire, ma sappiamo che veramente la prima colazione incide sulla nostra salute, sul nostro umore e sul nostro benessere? E facciamo in modo che sia il pasto più sano ed equilibrato della giornata? Forse no perché pare che, nonostante i potenti e moderni mezzi di conoscenza, si tratta del pasto più trascurato e frettoloso che facciamo nell'arco della giornata. Le scuse sempre le stesse: poco tempo a disposizione, mancanza di appetito in quella fascia oraria etc.etc. ma se sentite che è il momento di cambiare  non lasciatevi sfuggire L'oro in bocca La salute comincia dalla prima colazione di Patrizia Bollo, edito a Vallardi un libro che dispensa consigli, strategie, ricette e menù per affrontare in modo più grintoso le giornate, vedrete che tornerà anche il sorriso sulle labbra e gli eventi della giornata riuscirete a viverli in modo differente. Essendo scritto da una dietista golosa il libro ha delle ricette davvero appetitose e tanti menù divisi per stagioni ed occasioni. Troverete di sicuro quello che fa per voi. 
Ora premesso che quest'anno San Valentino arriva di domenica potrebbe essere l'occasione per preparare al vostro amore una colazione specialissima da servire magari a letto senza dimenticare neppure in un giorno di festa che bisogna iniziare nel modo gusto e con un certo equilibrio la giornata. Al di là delle ricette del libro, facendo miei gli insegnamenti dell'autrice e soprattutto "Una dieta è globalmente sana quando procura benessere sia al corpo sia allo spirito" o ancora "La prima colazione dovrebbe, tra l'altro, riuscire a rendere più piacevole il nostro risveglio, come una carezza" ricordo a me stessa, prima che a voi, che la migliore colazione è costituita da una fonte proteica (latte o yogurt o  legumi, uova, formaggi) e poi pane o altri cereali meglio se integrali e frutta fresca anche eventualmente spremuta o frullata. 
In un giorno speciale tuttavia possiamo concederci qualche prelibatezza in più e dico che con la ricetta che vi propongo, una ricetta strepitosa ed estremamente semplice per delle specialissime crostatine che potrete preparare il giorno prima, alla fine non mi discosto poi molto dall'idea di sana colazione. Si legge nel libro:"Teniamo presente invece che una fetta di pane con burro e marmellata è più sana e nutrizionalmente più equilibrata della maggior parte di merendine e biscotti nonché di quei cereali per la colazione carichi di additivi, grassi di pessima qualità e zuccheri".
Amore di crostatine
Ingredienti per 18 crostatine:
100 g di farina 0
100 g di farina di mais fioretto
100 g di zucchero 
70 g di burro
30 g di olio
1 uovo
la scorza di un limone
1 cucchiaino di lievito per dolci
70 g di mandorle a lamelle
confettura o marmellata a piacere**
zucchero a velo per completare
*Ho utilizzato farina 0 biscotto di Plurimix-point

Mescolare farine, lievito e zucchero, aggiungere la scorza di limone, l'uovo e l'olio con il burro ammorbidito. Formare una palla ricavare 18 palline (tipo una noce) e poggiarle negli stampi da muffin imburrati e infarinati. All'impasto restante (poco meno di 2/3) unire le mandorle a lamelle. Schiacciare le palline negli stampi e punzecchiarne il fondo, porre al centro di ognuna un cucchiaino di marmellata e sbriciolarvi sopra il composto alle mandorle. Infornare a 180° fino a doratura. Servire con una spolverata di zucchero a velo.

2016-02-04

Vassoio La Porcellana Bianca

Vi avevo promesso una nuova chicca prima di Carnevale? Ed eccomi qua. Tralascio un po' i fritti, che poi per me le chiacchiere vincono su tutto, e propongo dei biscotti con un cuoricino di vetro colorato realizzato con le caramelle. Sono semplici da fare e piacciono ai bambini e poi la settimana prossima è San Valentino e potrebbero essere davvero carini per una romantica colazione insieme all'amato/a.
Prima della ricetta parliamo d'amore, lo sapevate che il gatto killer si è innamorato? Il protagonista è sempre lui Tuffy, perfetto rappresentante del mondo felino, indipendente e sornione, egoista e combina guai, acuto osservatore del mondo, creato da Anne Fine e illustrato da Andrea Musso. Le storie di Tuffy, Gatto Killer, pubblicate da Sonda, piacciono come i miei biscotti ai bambini e agli adulti, perché uniscono humour e tenerezza, ingenuità e acume e parlano di quella forma di amicizia tutta particolare che lega gli umani ai gatti e viceversa. In Gatto Killer è innamorato sono l’amore e la gelosia a cacciare nei guai il gatto killer in un’avventura ad alto tasso di dispetti, sputi e... batticuore! Non vi resta che leggerlo o regalarlo a chi amate, sono sicura che Tuffy conquisterà anche il vostro cuore.
Biscotti con il cuore di vetro
Ingredienti:
500 g di farina 0*
200 g di zucchero di canna
100 g di burro morbido
1 cucchiaio di miele 
1 bustina di lievito
3 uova medie
1 pz di sale
Per completare caramelle dure di vari gusti e zucchero a velo
Mescolare farina, zucchero, lievito e sale impastare con il burro, le uova e il miele. Formare un panetto solido e lasciarlo riposare mezz'ora in frigo. Stendere l'impasto a 4 mm di spessore e tagliare con un taglia biscotti quadrato, incidere su ogni biscotto un cuoricino con una formina a cuore piccola. riempire il buchetto con le caramelle frantumate. Infornare a 180° per 10-12 minuti.
*Nel mio caso farina 0 biscotto di Plurimix-point
Con i cuoricini ritagliati ho fatto delle piccole ghirlande che ho riempito con le caramelle ottenendo altri originali biscottini. Buon Carnevale a tutti.

2016-02-02

  Carnevale è prossimo e se tornate indietro nel mio blog qualche idea valida da proporre o riproporre la trovate sicuramente. Se vogliamo rifarci ai classici non devono mancare chiacchiere, castagnole e altre frittelle dolci.
La ricetta delle chiacchiere di Carnevale la trovate ovunque e io stessa ve la diedi in versione salata o dolce al forno. Quest'anno vi do la ricetta delle castagnole classiche.
Castagnole
500 g di farina 00
2 uova
150 g di zucchero semolato
50 g di burro
succo di arancia
zucchero a velo
1 bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale
olio per friggere*
Impstare farina, zucchero, uova, lievito, sale e burro ammorbidito, aggiungendo un po' di succo d'arancia, l'impasto dev'essere morbido ma non troppo molle. formare una palla e lasciar riposare un poco. Tagliare l'impasto a pezzetti e formare tante palline. Friggere le castagnole in olio bollente finché risulteranno gonfie e dorate. Asciugarle su carta assorbente e poi spolverizzarle di zucchero a velo prima di servire.
* Ho utilizzato olio Olita degli Oleifici Mataluni.
Ma siccome non si vive di soli classici vi do anche un'idea biscottosa per le feste dei bambini. Semplici frollini al cioccolato infilzati allo spiedo insieme gli adorati marshmallow (le caramelle a cuscino dice Aurelia).
Spiedini di biscotti
Ingredienti:
450 g di farina 00
50 g di cacao amaro
200 g di zucchero
100 g di burro morbido 
2 uova
1 cucchiaio di miele
1 bustina di lievito
1 pz di sale
Per la glassa:
200 g c.a. di zucchero a velo
marshmallow per completare
Per i biscotti: impastare tutti gli ingredienti formando un panetto solido, riporlo in frigo per mezz'ora poi stenderlo con il mattarello in una sfoglia non troppo sottile. Ritagliare con un tagliabiscotti tondo, a cuore o nelle forme desiderate tanti biscottini infilzare ciascuno con uno spiedino di legno e cuocerli a 180° per 10-12 minuti. Amalgamare lo zucchero a velo con qualche cucchiaio di acqua per formare una glassa densa. Versare la glassa in un conetto di carta e decorare a piacere la superficie dei biscotti. Infilzare su ogni spiedo con il biscotto due o tre caramelle.
Ma se vi resta il dubbio su come apparecchiare per una serata tra amici suggerisco di dare vita a tutto quel che di colorato trovate in casa: piatti, bicchieri, tovaglie e tovaglioli non in tinta l'uno con l'altro formeranno un tutto armonico. 
Questa in foto è la tavola che ho allestito sabato in occasione di una pizzata con amici, nel mio caso il punto forte sono i piatti Mangiallegro di Ceramiche De Simone, del resto con un nome così sono perfetti per le tavole di Carnevale e ricordate comunque di dare spazio alla fantasia.
Non escludo qualche nuova chicca prima di Carnevale.

2016-01-29

Tutti abbiamo i nostri autori del cuore quelli che più di altri riescono a trasmetterci emozioni, una di queste è per me Ruth Reichl, il critico gastronomico forse più conosciuto al mondo. Mi piace il suo modo di descrivere il cibo e in ogni singola parola sento amore e passione profonda per questo argomento. La parte più tenera e Confortatemi con le mele sono stati i primi romanzi che mi hanno avvicinato al genere gastronomico e da allora non ho smesso più di seguirla. Ho già letto il suo ultimo lavoro Squisito! in realtà il suo primo romanzo edito da Salani "Billie lascia la sua casa in California per presentarsi a Squisito!, la rivista di cucina più famosa di New York, dove ha ottenuto un posto di segretaria. Viene accolta dalla variopinta redazione del magazine e l’ambiente del food la seduce subito. Poi Billie ha un dono particolare, un talento che non può passare inosservato, soprattutto se sei circondato da cuochi esperti e gastronomi dal palato fine. Quando la rivista chiude improvvisamente, Billie sceglie di rimanere in redazione da sola per rispondere alle richieste dei lettori. Ed è così che, in una stanza segreta, scopre una lettera indirizzata settant’anni prima al celebre chef e giornalista di Squisito! James Beard. Da quella lettera prende il via il suo viaggio alla ricerca di una ragazza di tanti anni prima, un viaggio che sarà un nuovo inizio." Al di là della trama di per sé affascinante e ricca di sorprese mi ha colpito nel racconto la delicatezza della narrazione e il punto di vista, vi dico che è uno di quei libri a cui ti affezioni e giunta alla fine senti quel senso di vuoto, vorresti vi fosse un seguito per non lasciare i personaggi o magari bere una pozione magica per dimenticare e ricominciare tutto da capo provando la stessa emozione.
Gennaio volge al termine ed io vi parlo del mio nuovo accostamento tra Calabria e Piemonte, stavolta un bel filetto di suino nero di Calabria ha sposato una Cognà da mosto d'uva tipicamente piemontese prodotta da Fonterosa e in vendita su Shopiemonte.com.
Del risultato non posso non parlarvi. La carne tenerissima, così preparata, si è arricchita di un sorprendente gusto aromatico grazie alla cognà che ho aggiunto al già gustoso fondo di cipolle e mele.
Squisito filetto di suino nero con mela, cipolla e cognà da mosto d'uva
Ingredienti per 4 persone:
500  g di filetto di suino 
1 cipolla bionda
1 mela dalla polpa compatta e acidula
1/2 bicchiere di vino bianco secco
2 cucchiai di cognà di mosto d'uva
olio extravergine d'oliva
2 cucchiai di amido di mais
sale e pepe
Tagliare a fettine sottili la carne e infarinarla con l'amido di mais. Affettare la cipolla e anche la mela senza la buccia. Rosolare con un filo d'olio la mela e la cipolla, salare pepare e aggiungere un po' d'acqua, lasciar asciugare e poi rosolare nel fondo a fuoco vivace la carne, quando avrà preso colore sfumare con il vino ed aggiungere la cognà. Amalgamare per bene e servire.

2016-01-27

Tessuto Busatti
Quando vado in giro per locali mi piace molto chiacchierare con chi ha scelto la cucina per mestiere. Con la mia rubrica I Percorsi del Gusto ne ho spesso occasione e vi dico che difficilmente me la lascio sfuggire; mi piace sentire le loro storie, i loro desideri e le strategie che mettono in campo per avere successo e se spesso trovo persone preparate che sanno il fatto loro altre volte mi capita di conoscere persone che hanno le mani fatate in cucina eppure non riescono ad applicare le giuste strategie digitali per avere il successo che meritano.
 Questi miei incontri hanno reso irresistibile per me Ingredienti di Digital Marketing per la ristorazione un libro di Luca Bove e Nicoletta Polliotto pubblicato da Dario Flaccovio, mi è venuta voglia di conoscere questo mondo e di trasmettere magari qualcosa di utile a chi incontro. Si tratta del primo libro in Italia dedicato al marketing nella ristorazione. Anche se il volume è stato scritto proprio per chef, ristoratori, pizzaioli e manager di catene ristorative trovo sia molto interessante per chiunque graviti attorno al mondo cucina per trovare consigli di comunicazione e scoprire idee e spunti di vendita e marketing.
Chi gestisce un ristorante e chi ci lavora frequentano probabilmente il web molto meno dei loro clienti, ecco perché agli autori, entrambi esperti nella materia, è  venuto in mente di fornire  gli strumenti per aggiornarsi, essere competitivi e diventare Digital Chef, proponendo la propria ricetta personale del successo online.
Astuzie per ottenere successo ne conosce di sicuro Chef Rubio, sempre sul pezzo davvero, del resto come possono non piacere la sua spontaneità e immediatezza.
Io continuo a restare affascinata da Le ricette di Unti e Bisunti  in edicola con La Gazzetta dello Sport. Siamo al termine delle uscite tematiche, sono in edicola i numeri dedicati a Uova e formaggi, e il ventesimo Dolci e biscotti ma si va oltre le previsioni con successivi otto numeri dedicati alla cucina regionale ed europea, davvero da non perdere.
Io intanto nella ricetta di oggi omaggio le uova e se non lo faccio con una frittata, lo faccio con una carbonara un po' sui generis a dire il vero con broccoli e prosciutto crudo invece della classica pancetta ma vi assicuro tanto gustosa.
Carbonara con broccoli e prosciutto
Ingredienti per 4 persone:
400 g di rigatoni
1 broccolo verde 
120 g di crudo in unica fetta
2 uova
100 ml di latte
4 cucchiai di grana
olio extravergine d'oliva
pepe nero
Dividere il broccolo a cimette e lavarlo per bene. Affettare il prosciutto a bastoncini e rosolarlo con un filo d'olio. Sbattere le uova con il latte, il pepe e il formaggio grattugiato. lessare i rigatoni aggiungendo in cottura le cime di broccolo. Scolare la pasta e saltarla nel tegame con il prosciutto e la crema di uova, aggiungendo un po' d'acqua di cottura della pasta per formare la cremina.

2016-01-25

Di pizze buone qua in zona ce ne sono alcune ma la vera pizza napoletana quella vera certificata dall'ANVP l'ho assaggiata solo nel mio ultimo percorso del gusto, leggetemi su Diritto di Cronaca.
 Luca Tudda è un ragazzo di 24 anni ma tanta determinazione, professionalità e decisione sono davvero cosa rara non solo per la sua età. A’mmasciata, la sua pizzeria aperta da un anno allo scalo di San Marco Argentano ha ottenuto il riconoscimento dell'Associazione Verace Pizza Napoletana (AVPN) che promuove e tutela in Italia e nel mondo la 'vera pizza napoletana'. Sono solo tre le pizzerie calabresi che possono fregiarsi di questo titolo e oltrepassata la soglia di A’mmasciata si sente di essere entrati in una “buona pizzeria” della città partenopea.
A iniziare dalle pareti rosse che nei decori rimandano al grande Totò passando per i pomodorini del piennolo appesi nell’area del forno fino, fino al forno stesso che è quello tradizionale napoletano. La sala è molto ampia e i tavoli non sono accatastati l’uno sull’altro rendendo piacevolissima la sosta. L’accoglienza degli arredi rispecchia quella di Luca il proprietario-pizzaiolo che già guardandoti sembra sapere quel che vuoi e l’offerta della pizzeria è in continua evoluzione per soddisfare la più vasta clientela. Le birre alla spina sono di quattro qualità diverse e tutte di altissimo livello, anche per le altre bibite la scelta è ampia e si possono trovare delle chicche di cui altrove neppure si sente parlare, la Fanta all’uva o alla fragola oppure la Coca cola alla ciliegia per dirne solo alcune. I prodotti caseari e i dolci tradizionali napoletani arrivano freschi quotidianamente direttamente dai produttori.

Per iniziare prendiamo il fritto misto, ricchissimo antipasto di tradizione napoletana (crocché zeppoline, San Ferdinando, polpette di ricotta, frittatina di pasta e provola affumicata fritta) tutto davvero gustoso e preparato al momento. Per la pizza la scelta è vasta ma, volendo rispettare la tradizione, assaggiamo una margherita autentica con mozzarella di bufala, pomodoro san marzano e tanto basilico, ed autentico è il profumo oltre che il sapore della vera pizza napoletana che ti avvolge dal primo all’ultimo spicchio.
 La lasagna è un tripudio di fiordilatte, salame e ricotta. Si tratta di pizze in cui il fattore emozionale è fortissimo e ne restiamo stregati fino all’ultimo morso. 
Spazio per il dolce ne resta poco ma come rinunciare ad assaggiare un classico tortino al cioccolato dal cuore caldo e un meno classico ma freschissimo e leggero cheese cake vegano e senza glutine. Si, non l’ho detto prima ma qui è possibile mangiare anche pizza e dolci vegani e senza glutine per venire incontro alle esigenze di tutti. 
Anche gli amanti del tango argentino troveranno soddisfazione in questo locale, al lunedì sera in sala si tengono infatti lezioni di ballo per la gioia dei partecipanti e di chi invece vuole solo mangiare una pizza gustando anche un insolito intrattenimento.
A’mmasciata Pizzeria
Cimino. C/o Centro Acquisti Il corso, di fronte Centro Comm. La Torre 
87018 - San Marco Argentano (CS)
Tel. 09841716620 - 3331167456 



2016-01-21

Se mi dicono mascarpone io penso immediatamente al tiramisù, seguono però nella mia mente mille altre ricette golose perlopiù dolci e simili al tiramisù. Quando mi hanno chiesto di preparare una ricetta con il mascarpone Mila la mia mente è corsa al tiramisù e pensavo già di farlo in versione alla liquirizia (un giorno ve ne parlerò) solo che il mio istinto è stato subito bloccato da una frase scritta sul regolamento "Prego non inviare ricette per il tiramisù". Questa frase ha reso la sfida più interessante e invece di pensare ad un altro dolce mi son detta che se tiramisù non doveva essere avrei proposto una ricetta salata, per la precisione dei golosi panini al tartufo nero con una crema gialla di tuorli sodi, mascarpone e zafferano che ho guarnito con prosciutto crudo home made. Ditemi un po' se non sono perfetti per un buffet magari per una festa di Carnevale.
A voi e a Mila la mia ricetta augurandomi di vederla in un loro ricettario.
Ciambelline di pane al tartufo con crema gialla e prosciutto
Ingredienti
Per le ciambelline:
300 g di farina 0
15 g polvere di lievito madre
110 g acqua
30 g latte
2 cucchiai di olio al tartufo
1 cucchiaio di scaglie di tartufo nero (anche secco o conservato)
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di sale
Per la crema gialla:
4 tuorli d'uova sode
100 g di mascarpone
50 g di burro 
1 bustina di zafferano
sale
prosciutto crudo per completare
Preparazione
Mescolare il lievito alla farina, aggiungere il sale e lo zucchero e poi i liquidi, impastare a lungo e porre a lievitare in una ciotola coperto da pellicola. Suddividere in 12 pezzi l'impasto e formare delle palline, bucarle al centro e porle a lievitare in uno stampo per ciambelline, in mancanza anche direttamente in teglia (verranno solo meno regolari). Lasciar lievitare ancora mezz'ora e poi infornare in forno caldo alla massima potenza finché risulteranno cotte e prenderanno colore.
Lavorare a crema i tuorli sodi con il mascarpone ed il burro lasciato ammorbidire a temperatura ambiente, unire la polvere di zafferano e un pizzico di sale. Quando la crema sarà soffice inserirla in una sac à poche e farcire le ciambelline di pane, guarnire con il prosciutto a liste sottili.
La crema gialla di questa preparazione è ottima anche come farcia per gli albumi sodi.

2016-01-19

Ci sono molti modi per conoscere un paese e se la Gran Bretagna è di vostro interesse consiglio di affidarvi ad un grande travel writer come Bill Bryson che, pur essendo nato in America la Gran Bretagna la conosce con i suoi pregi e i suoi difetti, come le proprie tasche e ce ne dà saggio nel suo Notizie da un'isoletta pubblicato da TEA. Può esser visto come una guida di viaggio ma anche un diario, in realtà è un racconto di vita ma è pur sempre un viaggio in Gran Bretagna e nelle sue bizzarrie. Una miscela di humour, curiosità e rara sensibilità che si legge davvero con piacere. Un viaggio di sette settimane, zaino in spalla e cartina alla mano, dalle bianche scogliere di Dover a John O'Groats, la località più a nord della Scozia per salutare la Gran Bretagna, il paese che per  vent'anni lo ha ospitato. Un viaggio di commiato che, con sguardo attento e vivace, diventa una felice istantanea della Gran Bretagna. Un libro in cui sono sapientemente mescolati irresistibile humour, insaziabile curiosità e rara sensibilità.
Quando parlo di Gran Bretagna, specie se la giornata è grigia e piovosa mi viene voglia di tè, ma non all'italiana sorseggiato di fretta e per lo più quando non si sta bene, mi viene voglia di tè rilassato accompagnato da golosi manicaretti dolci oppure salati o, come in questo caso, una via di mezzo da preparare in poche mosse e godersi magari in piacevole compagnia.
Il punto di partenza erano una mela rossa, una piadina sfogliata artigianale Artigianpiada e un vasetto di confettura di more di rovo  dell'Agricola Si.Gi. il risultato è quello della foto ed ora vi spiego come ottenerlo.
Piadina dolce con mele e confettura di more
Ingredienti:
1 piadina sfogliata
2 cucchiai di latte
1 cucchiaio di zucchero di canna
1 noce di burro
1 mela rossa 
1 cucchiaio di mandorle tritate
1 vasetto di confettura di more di rovo
Pelare e affettare sottile la mela, rosolarla in un tegame con lo zucchero e il burro (tenendone da parte un poco), unire anche le mandorle. Mettere la piadina su un foglio di carta da forno e dopo averla bagnata con il latte disporvi sopra le mele e un paio di cucchiai di confettura piegare la piadina su se stessa e chiuderla nel foglio di carta forno. Infornare per 10 minuti, togliere la carta forno ungere la superficie con il burro ed infornare per altri cinque minuti. Servire guarnendo con altra confettura.

2016-01-15

Gennaio sta correndo via alla velocità della luce e arrivato febbraio siamo subito a Carnevale e San Valentino, ora glissando un po' su Carnevale (ci ritorneremo senz'altro) incomincio a darvi qualche idea per una cenetta a due, che tanto per organizzarsi non è mai troppo presto. Vi starete chiedendo da dove mi arriva questa voglia di "coppia", diciamo che un romanzo rosa sul mio comodino non manca mai specie se ha in qualche modo a che fare con la cucina.
Stavolta mi sono fermata presso la casa editrice Tre60 ed ho scelto per voi due romanzi molto rilassanti.
La dolce tentazione dell'amore è la nuova dolce storia d'amore di Donna Kauffman che ci ha ormai abituati a romanzi ad alto indice glicemico. Un intrigo d'amore appassionante che prende vita sulla piccola e incantevole isola di Sugarberry tra glasse, creme e morbidi impasti e non senza qualche colpo di  scena. Una di quelle storie leggere e mielose nelle quali ogni tanto vale la pena immergersi per estraniarsi e disintossicarsi un po' dalla vita reale. Non mancano alla fine le dolci ricette dell'autrice.
Barcellona mi amor è l'ultimo romanzo di Melinda Miller pseudonimo dietro cui si cela una coppia italiana che da tempo vive in Inghilterra. Si sono conosciuti in aeroporto, si sono innamorati a Londra, si sono sposati e poi hanno deciso di raccontare una storia d'amore simile alla loro con un pizzico di fantasia in più nel romanzo London in love che tanto successo ha avuto. Ora ci riprovano con una storia che profuma di tapas e sangria ambientata nell'incantevole capitale catalana, narra di un amore che il destino fa iniziare proprio nel giorno della festa degli innamorati Sant Jordi che a Barcellona si festeggia il 23 aprile. Enrique, giornalista, grande gourmet che recensisce ristoranti firmandosi con uno pseudonimo e Paloma proprietaria della libreria Bésame Mucho sono i due protagonisti di questo brillante romanzo che ci farà esclamare Barcellona mi amor!
Il piatto che vi propongo è un antipasto (volendo può fare anche da secondo freddo dipende dalle porzioni e dalle stagioni) non ha bisogno di preparazioni lunghe ma solo di una scelta accurata della materia prima è una tartare di carne che propongo in abbinamento a degli squisiti grissini dalla forma particolare realizzati con il medesimo impasto di pane delle ciotoline di cui vi ho parlato qualche post fa, una combinazione che piace molto a mio marito.
Carne tartara con grissini all'orzo e semi di lino
Ingredienti
Per il pane:
200 g di farina di orzo*
200 g di farina di frumento 0
250 ml di acqua
1 cucchiaio colmo di lievito madre secco
2 cucchiai di semi di lino
1 cucchiaio di olio
1 cucchiaino di sale
Per la carne tartara:
400 g di filetto di vitellone
1 limone
sale 
pepe
olio extravergine d'oliva
2 cucchiai di senape
1 cucchiaio di capperi di Pantelleria**
2-3 cetriolini all'aceto
Preparare l'impasto del pane mescolando le farine, i semi, il sale, il lievito e aggiungendo olio e acqua. Lasciar lievitare l'impasto al raddoppio e poi stenderlo a rettangolo. Tagliarne strisce di circa un centimetro e arrotolarle tra le mani facendole diventare bastoncini, dare la forma desiderata in teglia. Lasciar riposare ancora e cuocere in forno caldo alla massima temperatura finché prenderanno colore.
Tritare la carne con il coltello dopo averla abbattuta in freezer per qualche ora. Condire con sale, pepe, olio, succo e scorza di limone, senape, capperi e cetriolini tritati. Lasciar risposare in frigo un paio d'ore prima di servire. Con l'aiuto di un coppapasta dare la forma desiderata alla carne, accompagnare con i grissini e a piacere con cetriolini e senape.*Farina di orzo e farina 0 sono quelle di Plurimix-Point**Capperi della Cooperativa dei produttori di Capperi di Pantelleria

2016-01-12

Piatto Ceramiche De Simone
A volte la cucina è necessita ma molto spesso è invece ricordo, amore, passione che viene da lontano e ognuno di noi, sono certa, sarebbe in grado di raccontare qualcosa di originale magari legato alla cucina o alle cucine della propria infanzia. Molti li hanno scritti questi ricordi, facendone anche dei ricettari e io trovo che questi libri in cui si parla di vita vissuta valgano molto più di un romanzo avventuroso e spesso attingere ai ricordi altrui ci porta a fare un viaggio interiore anche in noi stessi scavando nel profondo e traendone magari ricordi che si credevano persi per sempre. 
Ci prova Barbieri a raccontarci le cucine della sua vita in Via Emilia Via da Casa edito da Rizzoli e mi sono divertita molto a leggerlo sempre più incuriosita pagina dopo pagina, grazie anche alle bellissime illustrazioni di Maria Cremonini ed alle fotografie che lo arricchiscono.
Dall’infanzia emiliana ai viaggi intorno al mondo fino al successo in tv: un’autobiografia per ricette e racconti di uno chef senza frontiere. “Cucinare per gli altri è un’emozione, significa farli entrare nella tua intimità: ai fornelli bisogna potersi sentire completamente a proprio agio". Le ricette che Bruno Barbieri ci mette a disposizione in questo libro sono le più significative della sua vita ma allo stesso tempo sono alla portata di tutti per preparare piatti davvero speciali. 
Per Contrasto Books è uscito  Storie in cucina  Ricordi, racconti e ricette di Caterina Stiffoni con fotografie in bianco e nero di Gianni Berengo Gardin che immortalando fornelli, tavole imbandite e cibo conferiscono al libro il fascino di altri tempi.
Dalle vecchie cucine di famiglia alle ricette in tempo di guerra, dalla Parigi dei grandi chef alle medine del Marocco fino ai palazzi indiani: 40 storie, oltre 80 ricette e 10 menu raccontano la passione dell'autrice per la cucina. Un libro articolato come un lungo viaggio alla scoperta di nuovi sapori, dove ogni luogo diventa ancora più indimenticabile se legato a un piatto o a una ricetta speciale, oppure a fantasie e piccoli racconti ispirati al cibo. In tutto ciò l'autrice ha trovato spazio per  un prezioso manuale che raccoglie e suddivide le ricette in antipasti, primi piatti, secondi, contorni e dolci e propone 10 semplici e versatili menu tematici.
Invece Laura Bolgeri in La memoria del gusto Conversazioni sull'impronta del cibo edito da Cinquesensi ci racconta i ricordi culinari di cinquanta personaggi famosi, mettendoli insieme quasi come fossero davvero a tavola a raccontare di sé senza barriere di tempo e di spazio. Per capire la bellezza di questo libro vi trascrivo un estratto della prefazione di Antonio Bozzo che meglio non lo poteva spiegare:
"Facciamo finta di avere una bacchetta magica, o molta fantasia, e immaginiamo una grande tavolata di una cinquantina di persone, anzi di una cinquantina di personaggi. Non teniamo conto degli inganni del tempo: alla nostra tavola gigante saranno seduti uomini che mai hanno mangiato insieme, ce ne saranno addirittura alcuni che questa vita di gioie e dolori l’hanno già lasciata. Non importa, all’immaginazione la realtà fa un baffo. Eccoli tutti seduti, con lo sguardo felice: ognuno sta per assaporare il suo piatto della memoria, il cibo che ha lasciato dentro lo spirito un calco, un gusto che a ricordarlo, a riportarlo alla bocca, riaccende una storia personale, per tutti unica anche se qualche volta tipica di un periodo storico e di una parte d’Italia". Credo di aver acceso la vostra curiosità abbastanza.
Ora passiamo a un mio piatto, uno dei tanti che al momento di degustarlo ha riportato alla mia memoria ricordi sopiti. le zuppe della mia infanzia erano così semplici e assai gustose e non mancava mai un bel crostone di pane, magari abbrustolito al fuoco del camino.
In questo caso è una spigola all'acqua pazza un po' modificata ed arricchita ecco perché l'ho chiamata la spigola impazzita.
La spigola impazzita
Ingredienti per 4 persone:
2 spigole da 1/2 Kg circa
1 spicchio d'aglio
1 bicchiere di vino
2 patate
2 pomodori
1 cucchiaio di capperi
olio extravergine d'oliva
20 olive
1 rametto d'origano
1 mazzetto di prezzemolo
1 peperoncino
pane casereccio raffermo
In una capace padella versare il vino, due bicchieri di acqua, lo spicchio d'aglio schiacciato, un filo d'olio, i gambi di prezzemolo, il rametto di origano, le patate pelate a fette e i pomodori pelati e tagliati a pezzetti, portare a bollore e unire i pesci eviscerati e desquamati. A metà cottura unire le olive e i capperi e completare la cottura, Pulire i pesci dalle lische ricavandone solo la polpa, suddividerla nei piatti e unire anche il resto del fondo, completare con prezzemolo tritato e pane raffermo bruschettato.
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