Cucina, libri, luoghi, moda, lifestyle

2020-01-16

La fantastica signora Maisel mi ha stregata


The Marvelous Mrs. Maisel è stata definita la serie migliore degli ultimi anni, una serie perfetta per altri, io dico semplicemente meravigliosa.

 
Ho appena finito di guardare su PrimeVideo la terza stagione di questa leggera e colorata serie di Amy Sherman-Palladino (quella di Una mamma per amica) prodotta da Amazon e pluripremiata (finora 3 Golden Globe e 16 Emmy Award) e sento l'esigenza d'invitarvi a fare altrettanto.
Ambientata sul finire degli anni '50 la serie è un formidabile quadro della società newyorkese dell'epoca in generale e della condizione femminile in particolare.

I dialoghi  sono serrati ed estremamente ironici, i personaggi (anche quelli di contorno) azzeccati, coloriti al punto giusto. Tutto va alla perfezione in questo serial così ben orchestrato  da sembrare un musical anni 50, le puntate scorrono veloci e ci si ritrova al termine della prima stagione senza neppure accorgersene e  così anche la seconda e la terza che ci lascia però in dubbio con quei nodi ancora da sciogliere. 

Intrattenimento puro grazie a questo vitaminico personaggio che è Midge Maisel, interpretata da Rachel Brosnahan , una superdonna forte e coraggiosa che reagisce con il sorriso e l'ironia agli schiaffi della vita. 
Semplicemente perfetta Midge, bella, elegante, capelli sempre in ordine e battuta sagace ma anche ossessionata dalla mania di perfezione. la signora Maisel ci cattura e ci tiene avvinti  con le mise azzeccate e la lingua sciolta, marvelous.
Aspetto trepidante la quarta stagione, spero non tardi molto. 
Intanto m'ispiro anch'io a lei e mi ritrovo ad indossare capi che ricordano la moda anni '50 frivola, vezzosa e dai colori vibranti che attualizzo con qualche dettaglio stonato come gli anfibi o i jeans.

2020-01-10

La moda del Ramen

Sicuramente avete sentito almeno nominare il Ramen, la zuppa orientale ricca di sapori e profumi, un piatto antico ed estremamente sostanzioso di cui esistono innumerevoli versioni, un cibo di conforto che dal lontano Giappone è arrivato fino a noi ed ha preso piede in molti locali alla moda. La base è un profumatissimo brodo arricchito con zenzero, salsa di soia e miso, che si completa con carne, uova, noodles (i sottili spaghetti orientali di farina e acqua) e cipollotto fresco. Io l'ho preparato a casa ed ho aggiunto anche del funghi, i cardoncelli coltivati che mi ricordano i funghi cinesi, mancava qualcosina nel brodo ma il risultato finale è piaciuto a tutti e allora ve lo racconto.
Ingredienti per 4  
1 l di brodo di manzo
300 g di noodles
4 uova 
2 cipollotti freschi
200 g di filetto di bovino o maiale
200 g di funghi cardoncelli
1 cucchiaio di miso
1 cucchiaino di maizena
2-3 cucchiai di salsa di soia
olio di oliva
1 pezzettino di radice di zenzero
Tagliate la carne a fettine sottilissime e marinatela con olio, un cucchiaio di salsa di soia e la maizena.
versate in una pentola il brodo, unite lo zenzero grattugiato, il miso e un cucchiaio di soia. 
Bollite a parte le uova non più di cinque minuti il tuorlo deve restare leggermente cremoso. 
Saltate la carne in un wok e tenetela in caldo, saltate anche i fughi a fettine con un filo d'olio e l'altro cucchiaio di soia. Cuocete i noodles a parte e divideteli nelle ciotole, aggiungete il brodo filtrato, la carne i funghi e l'uovo tagliato a metà, infine il cipollotto fresco tritato al momento, sentirete che sapore.

2020-01-06

Bilancio dell'Epifania

Bilancio alla fine o all'inizio? Lo fate o lo evitate? Personalmente evito di fare il bilancio sull'andamento generale a fine anno anche perché sistematicamente lo faccio a fine agosto visto che l'anno lavorativo ritengo inizi a settembre; tuttavia all'Epifania il mio bilancio  riguarda le feste trascorse e, quasi ogni anno, ne esco fuori profondamente delusa.
Credetemi a casa mia non conosciamo influenze, febbre e virus fatta eccezione per il periodo di Natale  ed anche quest'anno non ci siamo fatti mancare proprio nulla, febbre, mal di gola, virus mani bocca piedi e pure un dente misteriosamente scheggiato. La mia domanda è sempre la stessa. Perché? La risposta forse l'ho trovata: il Natale, che pur amiamo alla follia e che aspettiamo  trepidanti da novembre, ci stressa troppo e con lo stress le difese immunitarie si annullano e siamo pronti a farci attaccare da virus, batteri e ogni altra catastrofe. Alla fine di tutti i progetti fatti per il periodo di vacanza rimane solo un grande vuoto, qualche inutile mangiata di troppo, qualche rito religioso, pacchi e pacchetti consegnati  qua e là e nulla più davvero. L'anno prossimo ho deciso  scappo...Ma non ditelo a nessuno, non vorrei che la nuvoletta di fantozziana memoria decidesse di seguirmi😉

2019-12-28

Le 3 Forchette Ristorante

A Cosenza in fatto di ristorazione ci sono tante proposte interessanti. 
In pieno centro siamo stati a visitare per Diritto di Cronaca Le 3 Forchette un locale semplice ed estremamente curato che la squisita e calda accoglienza dei proprietari rende speciale.
Nulla è lasciato al caso nell'ambiente così come nei piatti ed accomodarsi ad uno dei tavoli per assaggiare qualche prelibatezza proposta dal giovane e pur competente chef Antonio Totera e dallo staff di cucina diventa un'esperienza godibile a tutto tondo. 

Questo è il ristorante che Dania ha sognato e pensato fino a realizzarlo e in tutto traspare il suo amore per questa attività. 

Assaggiamo un delizioso crudo di tonno rosso con cipolla di Tropea songino e una nota di piccante che ce lo fa amare fino all'ultimo boccone, in accompagno l'insolito e graditissimo pane alle alghe, delizioso. 
Prendiamo poi il polpo arrostito su patata piastrata e la ricciola alla senape in grani cotta a bassa temperatura, due bocconcini davvero deliziosi così come i successivi gamberoni con miele di castagno dove ritroviamo il peperoncino in un contrasto di dolce e piccante che non possiamo non apprezzare. 

Il risotto (rigorosamente riso Acquerello)  con gamberi e lime è un piatto delicato ma estremamente prelibato. 
Decidiamo di passare al dolce: un piccolo cannolo alla siciliana e una millefoglie i frutti di bosco sono le proposte offerte in assaggio. 
Questa serata ci lascia davvero un piacevole ricordo che ci ripromettiamo di ripetere al più presto.

Le 3 Forchette Ristorante 
Via Isonzo 15 - Cosenza
Tel. 0984 152 4963


2019-12-19

E adesso Golosario e golosità

Non arriva il nuovo anno senza nuova agenda e ognuno di noi, sono certa, ha quella del cuore. La mia è diventata Adesso di Paolo Massobrio perché come dice lui stesso nella prefazione la vita è adesso e questa agenda,  vi dico, è un bel modo per scandirne i singoli momenti. 
La apprezzo da anni ma l'edizione Adesso 2020 ha superato le precedenti perché nel formato più piccolo è davvero di facile utilizzo. 
Su questa agenda si appuntano gli "adesso" dei giorni che passano ma è anche una miniera di spunti e di idee per vivere al meglio. Cucina, arte, cultura, cura di sé stessi e dei propri animali, stile, salute e tanto altro. Ogni giorno c'è qualcosa di interessante da leggere e sto facendo fatica davvero a non leggere tutto prima. 

Sempre di Comunica Edizioni il Golosario 2020 giunto alla sua 26esima uscita, sempre più nutrito di luoghi, prodotti e cose buone è davvero la Bibbia irrinunciabile per gli amanti del buon vivere. 1000 pagine di scoperte golose da testare giorno dopo giorno e luogo dopo luogo. Lo spunto perfetto per muoversi attraverso lo stivale fisicamente o virtualmente per assaporarne il buono che c'è ed avere occasione magari di conoscere chi quel buono lo rende possibile e fruibile.
Adesso vi lascio perché ho  ancora biscotti in forno, sto lavorando da due giorni per i più golosi dei regali natalizi. 
La casa è piena di profumi ed io piena di gioia. 
Buon Natale a tutti voi.



2019-12-12

Ristorante Pizzeria Sant'Emilia

Allo scalo di Corigliano sono tanti i locali attivi, ci sono quelli più idonei ad una pausa veloce, quelli per le serate tra amici, per le grandi occasioni e così via. 
Proprio sul corso principale da oltre un decennio c'è il Sant'Emilia conosciuto e apprezzato per le sue pizze ma anche per i suoi golosi taglieri ed i piatti caldi. Un locale perfetto per una sosta post shopping o dopo cinema o per una serata tra amici. 
Un locale che per le sue ampie vetrate e i suoi arredi colorati mi ricorda un po' il salone di una nave da crociera. Un ambiente così luminoso e spazioso che anche da fuori alzando gli occhi alle vetrate del primo piano con i tavoli a vista viene voglia di accomodarsi. 
Noi lo abbiamo fatto per un pranzo informale per Diritto di Cronaca che adesso vi racconto. 
Un tagliere di salumi e formaggi reso speciale dal pane ai cereali caldo prodotto dallo chef, un pane che troviamo delizioso con la 'nduja riscaldata dal fornelletto. Assaggiamo anche salsiccia  e rape e le patate 'mpacchiuse. 
Come primi decidiamo di assecondare la voglia di mare con Linguine alle vongole e Fusilli napoletani con tartufo, gamberi e crema di zucca.
I piatti sono curati e ci ricordano proprio le navi da crociera, peccato che fuori dalla vetrata si veda solo la strada e non il porto. 
Comunque ottima la frittura di paranza nella quale ritroviamo una particolarità: della polvere di pomodoro utilizzata per infarinare, un gusto che da una nota piacevole al freschissimo pesce. 
Chiudiamo con una liquirizia home made e la promessa di tornare, magari con amici, per assaggiare la pizza che fanno anche al metro.
Ristorante Pizzeria Sant'Emilia
Via Nazionale Palazzo al Centro
Corigliano Calabro Scalo (CS)
Tel. 0983 198 6286  

2019-11-28

La Rotonda a Trebisacce (CS)

Mi capita davvero di rado di ritornare a parlarvi di un locale, ma quando capita ne sono orgogliosa perché significa che non solo quel locale mi ha attratto una volta, tanto da avere voglia di consigliarlo ai miei lettori, ma anzi vi ritorno e qualcosa di ancora migliore mi porta a volervene riparlare qui e su Diritto di Cronaca.
Mi trovo oggi a scrivere dopo quasi tre anni dall'articolo precedente di un ristorante storico di Trebisacce: La Rotonda, che domina con la balaustra in mattoni anni 50 del suo terrazzo il tratto più bello del lungomare di Trebisacce.  
Vi dicevo che in questo locale si viene per il pesce e vi confermo che è così ma aggiungo che si viene per il pesce cucinato in modo sublime e servito in un locale sempre al top, rinnovato negli ambienti (inclusa la fornitissima cucina) e negli arredi, elementi che ne fanno sempre più un luogo di eccellenza.   


Giuseppe il proprietario e Loris lo chef, coadiuvati dall'ottimo personale di sala, formano una squadra sempre più coesa e il risultato è un'esperienza godibile sotto ogni punto di vista. 
Vi consiglio di dare uno sguardo attento al menù ma di farvi anche consigliare perché quando si tratta di pesce la materia prima non è tutto ma fa molto. Le proposte dell'antipasto sono tante e tutte da provare ma non fatelo tutto in una volta. Dimenticatevi i piatti misti dove i gusti si confondono o le carrellate da trattoria e soffermatevi sul gusto di ciascuna proposta, ne resterete estasiati. 
Noi abbiamo un po' esagerato pur  chiedendo di ridurre le porzioni di ogni singola portata perché diverse pietanze ci incuriosivano, ma davvero per soddisfare palato e stomaco sarebbe bastato molto meno vista la ricchezza delle preparazioni e la quantità offerta in ogni piatto.

Abbiamo iniziato con una entrée di crema di patate con triglietta, mela verde e sfoglia grezza al pistacchio che come presentazione ci ha introdotti ad un pasto in cui è la cura dei dettagli a farla da padrona. 
Abbiamo proseguito con una cremosa tartare di gambero viola  al tartufo con riduzione al cedro e pane croccante al rosmarino. Ottima anche la tartare di tonno rosso pinna gialla del nostro mare con salsa ponzu (a base di soia) finocchio e riduzione al biondo. 
Non ci siamo fatti sfuggire il salmone disidratato con gradevoli aromi, sfoglie di mela verde e deliziosa burrata. 
Sembrano gusti nuovi a raccontarli ma in ognuno incontriamo i profumi della tradizione che ci è offerta in modo  nuovo ed estremamente piacevole nella successiva insalata di mare leggera e con tutto il sapore del mare così come negli affumicati di tonno e spada preparati dallo chef e serviti con misticanza cipolla fritta croccante e maionese di calamaro. 
Piatti che sono armoniosi nell'aspetto e nel gusto come i tentacoli di polpo in doppia cottura con purè di patate, espresso richiamo alla tradizione, o il fagottino di pesce spada con melanzane e bufala su coulis di pachino e pane al nero di seppia o ancora la sfera di polpo e patate su salsa al prezzemolo e riduzione di melograno. 
Ci ha stupito molto il primo, un piatto che crea un ricordo nella mente di chi lo assaggia, scialatielli piccanti con cozze, crema di pane e limone di Rocca imperiale caramellato, un piatto non ruffiano lo definisce Giuseppe riferendosi al fatto che o conquista al primo assaggio oppure no:  noi lo abbiamo amato perché è semplice e complesso al contempo, riesce ad esprimere forte armonia tra il dolce del limone, il salato delle cozze e il piccante della pasta.
Deliziosi semplicemente i ravioli all'uovo con ripieno di capesante e gamberi su guazzetto di bisque di gamberi, vongole e cozze. 
Ad accompagnare il secondo un vino strepitoso il Pescanera di Ippolito, un greco nero vinificato in rosato, un unicum nel suo genere che riesce a tener testa ad un'altra prelibatezza il baccalà Skrei detto il "miracolo norvegese" perché questo pesce riesce, guidato dall'istinto, a ritornare al luogo d'origine, acquisendo per merito del viaggio una carnosità senza eguali.
Abbiamo chiuso con un dolce espresso fuori menù: millefoglie al pistacchio con fresca crema allo zenzero e cioccolato. L'alternativa proposta sono i golosi dolci della costiera amalfitana che arrivano dalla pasticceria di Sal de Riso o i fruttini di Lancusi.
Un mio personale consiglio è di godervi un locale di questo tipo durante tutto l'anno e non solo ad agosto quando per il moltiplicarsi dell'utenza rischia di non restituirci la magica atmosfera che altrimenti vi si respira.
La Rotonda Ristorante di Pesce - Pizzeria
Via Magna Grecia (lungomare)
87075 Trebisacce (CS)
Tel. 0981 57256

2019-11-19

Empanadas dei miei bambini

Da qualche tempo diciamo che causa impegni di lavoro, figli piccoli, famiglia, interessi disparati e chi più ne ha più ne metta ho appeso al chiodo il cucchiaio d'argento e mi dedico con quotidiano amore alla cucina che piace ai miei amori. Certo il marito è sempre a dieta perché ha rivisto un po' lo stile di vita e quindi i piatti elaborati e gourmet, che tanto amavo sperimentare prima, hanno lasciato il posto a una cucina semplice e spesso ripetitiva dove talvolta trova posto qualcosa di goloso per le nostre cenette sul divano a base di serie Tv e film commedia adatti alle famiglie.
Quando siamo stati in Portogallo i miei figli hanno assaggiato le empanadas che in realtà in origine sono argentine, diciamo una versione semplificata di empanadas che hanno adorato sin da subito e che credo possa far felice anche i genitori dal momento che la spesso odiata carne viene messa all'interno di questi fagottini e mangiata con gusto anche da chi come Aurelia il macinato con lo ama né nel sugo né come base delle polpette che gli altri bimbi adorano.
Ho iniziato a preparare le empanadas solo per loro ma alla fine ho scoperto che quando le faccio la cena sul divano si trasforma in festa per tutta la famiglia e quindi aggiungendo una bella insalata direi perché no...
La ricetta non ha nessuna pretesa di autenticità, la realizzo a modo mio senza seguire alcuna indicazione e invece di perdere tempo all'impasto che poi arrivo a cena stanca e bestemmiante preferisco usare la pasta sfoglia pronta, ecco come si cambia dopo i figli.
Ingredienti per 16 empanadas:
350 g c.a. di macinato di bovino 
1/4 di cipolla
2 cucchiai di passata di pomodoro
1 cucchiaio di paprica dolce
olio extravergine d'oliva
sale e pepe
2 cucchiai di squacquerone (o stracchino in mancanza)
2 cucchiai di grana grattugiato
1 uovo e un po' di latte per spennellare
Tritare sottilmente la cipolla e versarla in padella con un fondo d'olio, unire la carne, la passata di pomodoro, la paprica, sale e pepe e farla asciugare per bene.
Fuori dal fuoco unire lo squacquerone e il grana.
Srotolare i fogli di pasta sfoglia e tagliarne ciascuno in otto quadrati, le empanadas vere sono a mezza luna  ma con i ritagli mi di pasta sfoglia non saperei cosa fare. Su ogni quadrato versare un mucchietto di ripieno. Richiudere a fagotto come un raviolone cinese. Disporre su carta forno, pennellare con uovo e latte battuti insieme e cuocere a 200° in forno caldo fin quando risulteranno ben dorate.

2019-11-07

Officina dei sapori a San Marco Argentano (CS)

Ecco il mio ultimo percorso del gusto per Diritto di Cronaca, tutto per voi. Molti di voi conosceranno il luogo di cui vi parlo in questo mio nuovo percorso del gusto perché è a due passi da casa, perché è un luogo in cui regnano sovrani cortesia e pulizia e perché vi si mangia una gustosissima pinsa anzi una delle prime pinse del nostro territorio. Sto parlando dell'Officina dei Sapori di San Marco dove io stessa ero stata a mangiare la pinsa più di una volta prima di questa ultima visita. 
Ho deciso di parlarvene perché l'Officina dei Sapori è ottima pinsa ma non solo, è anche un  ottimo ristorante nato proprio con l'intento di proporre il nuovo: tanti sfizi, golosi hamburger e carne alla griglia soprattutto. 
Lina la proprietaria, da sempre appassionata di cucina, facendo coppia con uno chef non poteva che decidere di mettere mano al suo vecchio sogno e realizzare un bel ristorante nei locali della vecchia officina di famiglia. E da officina meccanica a officina dei Sapori il passo è stato breve seppure importante. 
Decidiamo per questa sera di vivere questo luogo, già conosciuto e apprezzato, come se fosse nuovo e di assaggiare qualcuno dei piatti più particolari proposti. 
Il cartello che propone il filetto di canguro solletica le nostre papille fin dall'ingresso e al momento di ordinare ci ritroviamo a chiederlo senza alcuna remora ma solo con tanta curiosità.
Nel frattempo assaggiamo un buon tagliere di salumi e formaggi inconsueti dalle nostre parti: ottimo salame, prosciutto ubriaco, mortadella di chianina, filetto di Wagyu e poi ancora formaggio stagionato alla birra, allo zafferano e ragusano, che accompagniamo con fragrante pane appena sfornato e pregiata birra del Monaco calabre di Calabrau. 
Le altre proposte dell'antipasto ci stupiscono ancora: anelli di peperone pastellati e fritti, halapenos ripieni di cremoso formaggio pastellati e fritti anch'essi e fagottini di pasta di patate ripieni di cremoso tuorlo d'uovo. 
Arriva il filetto di canguro, un tipo di carne a sé, rossa e succosa un po' dolce con un pizzico di amaro, che non associamo a nessuna altra categoria nota ma che da sola vale la visita al locale.
Incuriositi dalla pizza con impasto ai cereali che da qualche tempo affianca la pinsa decidiamo di assaggiarla con un condimento gourmet a base di stracchino, salmone, valeriana e pomodori secchi.Forse la pizza batte pure la pinsa...torneremo ancora!
C.da Santa Ciricia, 87018 San Marco Argentano CS
339 393 4190

2019-11-03

Reggio Calabria e le sue bellezze

Voi che fate la prima domenica del mese? Io me vado a zonzo per città d'arte approfittando dell'apertura gratuita di molti musei e siti d'arte (elenco completo su Beni Culturali). Stavolta ho deciso di scendere verso "il più bel chilometro d'Italia", come pare D'Annunzio abbia definito a inizio secolo il lungomare di Reggio Calabria.
 La tappa principe del viaggio doveva essere il Museo Archeologico Nazionale   per poter ammirare dal vivo l'encomiabile bellezza dei Bronzi di Riace ma prima di arrivare a godere della loro magnificenza abbiamo fatto qualche sosta: 

1) Abbiamo ammirato la città e la costa siciliana dalla prospiciente torre del Castello Aragonese
2) Abbiamo visitato il magnifico Duomo, ricostruito ex novo in luogo della precedente cattedrale barocca dopo il catastrofico terremoto che colpì la città nel 1908 e che vanta il primato di edificio religioso più grande della Calabria.

3) Abbiamo passeggiato sul lungomare Falcomatà, ammirato le piante ultracentenarie e i palazzi che vi si affacciano, il monumento ai Caduti e l'Arena dello stretto, senza dimenticare qualche scatto tra le giocose statue di Rabarama inseguendo con l'occhio il "miraggio della Fata Morgana".
4) Ci siamo ristorati con gli ottimi arancini di Arancini...e non solo ricordando anche mangiando che dalla Sicilia ci divide un niente e gustato da Cesare quello che è stato il più buon gelato d'Italia.

Rinunciando alla Pinacoteca Civica del Teatro Cilea, ahimè chiusa di domenica, e all'Ipogeo di Piazza Italia abbiamo concluso con la programmata visita al museo che da sola vale il viaggio. 
Con negli occhi la bellezza dei nostri Bronzi siamo tornati a casa consapevoli - anche stavolta - che il bello è ovunque se chi guarda è in grado di vederlo.