2018-12-05

Mi piace, come dico spesso, scoprire posti nuovi dove mangiare bene ma mi piace allo stesso modo riscoprire i posti noti, quelli che sono lì da sempre o quasi e dove si è sempre fatta buona ristorazione. Stavolta sono andata a Civita per un nuovo percorso del gusto
L'Antico Ulivo è a Civita, uno dei borghi più belli d'Italia, da quasi vent'anni; è un locale di quelli di tradizione, quelli che in questo magnifico angolo di pollino calabrese ti aspetti. Un locale gradevole e curato, pulito e ordinato, in cui trovare la confortante coccola della cucina di tradizione che la signora Patrizia esegue con immutato amore da tanti anni.

Il locale è ubicato in una costruzione di fine ottocento da sempre appartenuta alla famiglia e utilizzata come magazzino di stoccaggio delle olive e delle altre derrate alimentari dell'azienda agricola allora attiva. Bellissimo l'interno con i suoi spessi muri e le volte in mattoni che parlano di passato e meraviglioso, anche in questa stagione, il giardino che permette di godere della casereccia cucina del locale anche quando le temperature salgono.

Noi assaggiamo l'antipasto della casa: crostini con 'nduia e sardella, salumi, pecorino locale con cipolla caramellata, ricottina freschissima con una deliziosa confettura d'uva, olive e un inatteso involtino di verza con cotiche e fagioli. 
I primi d tradizione sono interpretati da Patrizia con sapienza a personalità, apprezziamo le pappardelle ai porcini e non meno di sicuro i maccheroni al ferretto con sugo di cinghiale e ricotta salata.
Il baccalà in umido, pieno di sapore e colori viene servito adagiato su un crostone di pane casereccio. Un intermezzo molto gradito è l'insalata di finocchi, arance e melagrana che ci prepara alle costolette d'agnello arrostite  con contorno di rape e cruschi, davvero de-li-zio-so; buono anche i cacio alla piastra, l'alternativa vegetariana proposta con grazia.
Concludiamo fin troppo satolli con il caffè pronti ad una ritemprante passeggiata in questo bellissimo borgo che ha ancora tanto da raccontare.
L'antico Ulivo Ristorante-Pizzeria
Corso Umberto, 54
87010 - Civita (CS)
Tel. 0981.73333 

2018-12-03

Ho un debole per Jamie Oliver e questo in realtà credo di avervelo detto in più occasioni. Mi piace il suo amore per la nostra terra, mi piacciono i suoi accostamenti, i suoi piatti colorati che fanno subito casa, il suo modo di rendere unico un piatto. Jamie lo seguo da anni e da ogni suo libro mi rendo conto è rimasto qualcosa nella mia cucina.
Anche il nuovo libro Viva l'Italia edito da TEA è davvero fantastico e si presenta ancora una volta come un omaggio alla nostra terra. Splendide foto e ricette da leccarsi i baffi seppure il più delle volte semplicissime da realizzare.Un manuale di squisitezze da consultare ogni giorno della settimana come lo definisce l'autore. Ricette che attingono alla nostra tradizione e che Jamie fa sue attraverso il racconto e l'insegnamento delle nonne d'Italia che ha incontrato in questo gustoso percorso che ci porta alla scoperta o alla riscoperta dei nostri piatti di tradizione. La prima ricetta, che credo mi resterà addosso per lungo tempo, è questa delle uova fritte e mozzarella, appetitose e facilissime da riproporre hanno conquistato la mia famiglia. 
Ecvco la ricetta adattata al mio gusto.
Uova fritte e mozzarella alla Jamie
Ingredienti per 4 persone:
4 uova
4 fette di pane 
1 mozzarella da 100-125 g
aglio
olio peperoncino
basilico
pomodori maturi o pelati di ottima qualità
Scaldare in padella aglio olio e peperoncino tritato (io lo aggiungo alla fine solo per chi gradisce) condire con sale, pepe e basilico, unire i pomodori e una volta disfatti la mozzarella a fette. lasciare spazi vuoti e rompervi dentro le uova. Coprire e cuocere 3-5 minuti secondo il gusto, servire con pane tostato caldo.

2018-11-14

Il percorso di stavolta? Praticamente una sinfonia: Ristorante Sapori d'Opera
A due passi dalla città di Rende, in un luogo dalla vista impareggiabile possiamo godere dell'ottima cucina di Mario Pascuzzi. Il suo locale è fresco, pulito e molto accogliente, la sua cucina una sinfonia di sapori alla quale decidiamo di abbandonarci con voluttà. 

Il menù è aggiornato stagionalmente perché lo chef ci tiene ad utilizzare i prodotti freschi e i suoi piatti sono preparati al momento. Le entreé preannunciano un pasto vario e di buon livello. 
Equilibrato e ben eseguito il tortino di patate con fonduta di taleggio e pancetta croccante. Fresco e leggero  il bauletto di pesce spada marinato con bufala e misticanza di verdure.

I primi sono davvero notevoli, espressi e pieni di gusto sia i tagliolini agli scampetti del Tirreno polvere di zafferano e pinoli che gli spaghettoni con melanzane, salsiccia e scamorza, un primo davvero di stagione che fa pensare alla non lontana Sila, in cui gli ingredienti sono armonizzati con sapienza. 

Buono e delicato, oltre che d'effetto, il turbante di spigola con gamberone su crema di zucca. Non da meno l'arrosto di maiale con prosciutto e funghi su purè di patate, un piatto autunnale completo e gratificante.
I dolci sono da assaggiare: buoni i profiteroles classici ma davvero super la cheesecake alla fragola. Davvero una cucina eccellente quella di Mario e non è da sottovalutare che il locale offre spazio sufficiente (fino a 100 coperti) per i banchetti.

Ristorante Sapori d'Opera
Contrada Padula, 6
87047 San Pietro In Guarano (CS)  
Tel. 0984 1593039 e  3487868757  
mariopascuzzi@alice.it  

2018-11-07


Chi mi segue sa che sono spesso in giro per ristoranti, ho la fortuna di avere una bella rubrica su un quotidiano on line e mi permetto di "consigliare" ai miei lettori i locali che più trovo di mio interesse per un motivo o per un altro. 
Non è facile assolutamente perché il mio in fondo è un giudizio personale e se non critico sarò criticata comunque non è questo che m'interessa, faccio una scelta accurata prima e poi semplicemente raccolto la mia positiva esperienza. La cosa più bella è ascoltare le parole di chi mi accoglie e riceve nel suo locale, ogni storia è un pezzo di un meraviglioso puzzle che vado componendo di volta in volta. Le guide gastronomiche, più o meno famose, poco m'interessano perché ritengo che anche il critico più colto e raffinato non debba permettersi di  distruggere tutto il lavoro, l'impegno e la dedizione che ci sono dietro un piatto. Unica eccezione alle guide gastronomiche l'ho trovata nella guida di Nieva Zanco che mi ha letteralmente conquistata . 
La Consiglieria 2018. Guida gastronomica non convenzionale. Eccellenze divergenti è l'unica guida a mio dire che merita di essere letta  perché differente per davvero. 
Nieva non racconta i piatti per dare dei voti, lei ci racconta i luoghi, le persone e i piatti ed attraverso essi ci racconta l'Italia tutta.

Questa è una guida non convenzionale perché ci offre uno spaccato della nostra penisola fatto di storie, leggende e avvenimenti  ed è anche una guida piacevolissima nella lettura.
Ecco come la descrive l'autrice:
"Qual è il filo conduttore che unisce Niko Romito, Matteo Fronduti, Marco Stabile, Alberto Navari, Filippo Saporito, Davide Botta, Fabio Abbattista, Gianni Tarabini e Franco Aliberti, Roberto Proto, Andrea Berton, Oliver Glowig, Alfredo Russo, Stefano De Lorenzi, Agostino Bilotta, Caterina Ceraudo, Stefano Di Gennaro, Lillino Silibello, Katia Maccari, Marta Grassi, Francesco Baldissarutti, Maurizio Grange, Alfio Fascendini e ancora Nicola Dinato, Riccardo Camanini, Paolo Gramaglia, Pierfranco Ferrara e, infine, Simone Breda, Emanuele Donalisio, Giuliano Lodi, Domenico Iavarone, Mattia Gardini, Daniel Calosci, Augusto Valzelli e Luca Tartaglia? Per me la capacità di queste persone di essere, ciascuna nella 'porzione di cielo' che sottende, emblematiche di una cucina e di una poetica che va oltre i normali standard, delle 'mode'. Eccellenze divergenti."  

2018-10-25

 Il mio ultimo percorso del gusto mi ha portata a Rossano a scoprire il Maqueda e a conoscere i suoi fattivi proprietari.
Una piazza, una città, un bar, luoghi lontani, Maqueda evoca tutto ciò ma è anche un bellissimo e raffinato ristorante che da due anni a questa parte affianca il già noto e ben frequentato bar a Rossano. Gemma e Franco hanno messo il cuore in questo progetto e sono stati fortunati perché il bravo chef fa il resto. Gli arredi sono moderni, tutto è pulito e fresco, regnano l'ordine e l'accoglienza.

La cucina è quella italiana rivisitata in modo da presentarsi meno casalinga e decisamente più gourmet come le mode impongono e come ormai noi avventori desideriamo che sia.
L'esperienza quarantennale dello chef è evidente sin dalla prima portata. Antipasto deluxe il nome che lascia spazio all'immaginazione ed in effetti ci sorprendono con gnocco fritto e salumi, pollo e fagioli allo zafferano, quenelle di merluzzo con carote e crema di rapa rossa.
Ottimo il farro con peperoni e gamberi ma anche il più tradizionale baccalà con pomodorini.
Le alici marinate con zucchine e glassa al balsamico sembrano lì per pulire il palato e concludere gli antipasti e invece sono serviti a metà dell'antipasto per consentirci di proseguire e poter assaggiare anche  il tortino di salmone con patata rossa e semi di papavero, l'inaspettato tortino di polenta con seppia al nero e grana.
 Arriva poi il fondente fiordilatte con speck e la meravigliosa, questa si a chiusura, mousse di ricotta con pistacchi e miele. 
I primi che vanno per la maggiore in questo periodo sono i ravioli con radicchio e speck serviti con burro e salvia arricchiti con foglie di croccante salvia fritta, davvero buoni e decisamente abbondanti come gli spaghettoni con alici fresche, pangrattato e pomodorini.

La tagliata con rucola e grana non possiamo non assaggiarla visto che questo locale è famoso per la carne ed in effetti pure se siamo troppo satolli non ci pentiamo di un solo boccone. Non abbiamo dubbi al momento di scegliere il dolce, assaggiamo il tiramisù preparato personalmente dalla signora Gemma: soffice crema di mascarpone leggera e spumosa oltre che più leggera del consueto mancando di tuorli.

Al Maqueda si sta bene come a casa propria ma sicuramente molto più coccolati. 
Maqueda Restaurant
 Via Cosmo Toscano, 25, 
87067 Rossano, Italia 
Tel. 339 779 6702

2018-10-04

Per Diritto di Cronaca vi presento il BAK &Bros.
BAK &Bros-Il tuo salotto in centro città ho letto da qualche parte, e questo locale sembra davvero il salotto di Benny, Andrea e Kekko, i tre giovani imprenditori che lo hanno creato. Fin dal nome  appare fuori dal consueto. Un locale industial style, giovane, fresco e fattivo come i proprietari. Un locale, caldo e accogliente che si vive dalla pausa pranzo fino a notte fonda, un locale che mi fa pensare a Friends la serie anni '90 che in tanti abbiamo amato. 
Le proposte in menù sono tante, noi vogliamo provare la cucina dato che così bene ci hanno parlato dello chef (Giovanni Scalzo), ma servono anche pizze, focacce e qualche speciale panino gourmet. 
Antipasto a modo mio e bombetta calabrese sono i due antipasti che ci attirano. Il primo è una tartare di Fassona in tre gusti differenti: con mozzarella di bufala, pesto e noci, con crema di pomodori secchi e ricotta salata e con mango e scorzetta di lime, davvero originale, completa e ben eseguita. 
La bombetta Calabrese è nata come risposta alla più nota pugliese ed è lardellata con pancetta e ripiena di pecorino crotonese e 'nduja, una bomba di gusto perfettamente equilibrata dalla verdura con cui è servita.

Tra i primi assaggiamo lo spaghetto del pescatore, spaghetti alla chitarra con le alici fresche e la mollica alla cosentina, arricchiti però da stracciatella di burrata. Ottimi i troccoli cacio e pepe serviti nel goloso cestino di grana.

I secondi sono formidabili: le costine di maiale nero in salsa BBQ e patate fritte con la buccia sono una vera leccornia; più gentile ma altrettanto buono il filetto in salsa al gorgonzola con un contorno di patate 'mpacchiuse che a sorpresa sono arricchite da 'nduja.
 Davvero non ci sarebbe posto per altro ma come resistere al tiramisù servito in modo gradevolissimo in un barattolo di vetro? Non rinunciamo neppure a quello.

Dal 18 ottobre ci saranno le cene spettacolo tutti i fine settimana e sono  certa che si tratterà di serate da non perdere.
Vado via pensando che ancora una volta ho avuto la fortuna di vedere quella luce negli occhi di questi giovani imprenditori, ancora una volta mi auguro di tornare e ritrovare ancora quella luce sempre più splendente.
BAK & Bros
Via Del Tembien - Trav. Corso Mazzini
Cosenza
Tel. 348 524 9993  
https://www.facebook.com/BakCosenza/

2018-09-12

Dopo la pausa estiva ripartono i miei percorsi del gusto e riparto da un luogo storico di Rende: Il Setaccio "osteria del tempo antico" .
Appena fuori dai trafficati viali cittadini dell'attiva Rende, in una vecchia casa a due piani con pavimenti in cotto e travi a vista si trova Il Setaccio. Osteria del tempo antico recita l'insegna ed in effetti suona come una formula magica perché una volta entrati sembra di essere catapultati in un tempo ormai passato. Musica d'antan, qualche oggetto e arredo vintage oltre a molte foto sbiadite alle pareti hanno il potere di rafforzare la magia del luogo. Le foto sono i ricordi dei tanti personaggi famosi (alcuni dei quali non più in vita o in auge) che in un trentennio di attività si sono seduti ad uno dei tavoli e Domenico Ziccarelli, il vulcanico patron dell'osteria,  che ci viene incontro con il suo rassicurante ed accogliente sorriso,  li ricorda tutti e non di rado ripesca nella memoria una delle tante visite che hanno fatto la storia di questo posto.
L'antipasto tipico calabrese non può mancare: ottimo  prosciutto, salumi, formaggi, cipolla caramellata, crocchè e polpette sono accompagnate egregiamente dal buon vino della casa. Un menù non c'è ma ci sono di certo cibi freschi, semplici e sinceri come il sorriso di Domenico. La lagana e ceci non può mancare, così semplice in bianco e così popolare da ricordare davvero i piatti del tempo andato. Più elaborato ma altrettanto schietto e succulento il pacchero con zucca, guanciale e salsiccia arricchito da una profumatissima grattugiata di ricotta affumicata. 
L'involtino di filetto di maiale con caciocavallo in salsa all'arancia attinge sempre al passato ma ce ne restituisce i gusti in elaborazione più moderna. Buono anche il millefoglie improvvisato che lo chef ci tiene a farci assaggiare a chiusura di un pasto che davvero non avrebbe bisogno di altro. Tra le storie di Domenico, i profumi del cibo, la musica del passato e le chiacchiere con gli altri avventori trascorriamo davvero una piacevole serata. 
I prezzi onesti e l'accoglienza garbata non possono che farci ritornare; del resto questo non è un semplice locale è piuttosto un modo di essere e una volta entrati qualcosa ti rimane dentro.
Il setaccio - Osteria del tempo antico
Contrada Santa Rosa, 62 
87036 Rende CS  
0984 152 6454    
https://www.facebook.com/setacciosteria/

2018-09-07

Se pensiamo alla pasta e ceci ci viene in mente il colossale e mai dimenticato piatto di lagane della nonna con tutti i profumi del tempo andato, compreso l'olio fritto con la polvere di peperone. I ceci, come gli altri legumi, sono salute per il nostro organismo, ma le ricette di tradizione tanto leggere non sono e poi, diciamolo chiaramente, hanno tanti fans ma anche tanti detrattori. Si può aggirare l'ostacolo, anche quello legato alle calorie, e consumare più liberamente e frequentemente i ceci facendo ricorso alle culture estere e ad un pizzico di fantasia. Ho ridotto i ceci a crema con sesamo (nel mio caso nero) tostato, olio aglio e limone ed ho utilizzato questa bella cremina, simile all'hummus medio orientale per condire le italianissime pennette. Il risultato mi è piaciuto così tanto da avere voglia di condividerlo con voi.
Ingredienti per 4 persone:
380-400 g di pennette
1 tazza di ceci
olio evo
1/2 spicchio d'aglio
1/2 limone
2-3 cucciai di semi di sesamo
sale e pepe
Frullare i ceci con un po' della loro acqua, l'aglio, il succo di limone, un cucchiaio di semi di sesamo tostati in padella  e qualche cucchiaio di olio fino a formare una crema. Lessare la pasta e condirla con la crema preparata, guarnire con semi di sesamo tostati prima di servire.

2018-08-09

Sono in vacanza al mare ma non posso non postare il mio ultimo percorso del gusto per l'estate. E' un posto di montagna che io e la mia famiglia amiamo tanto ed oggi ho voluto parlarne anche su Diritto di Cronaca.
C'è un posto dove vado a ritemprarmi godendo del sommo piacere del relax e, nonostante il rischio di perdere la mia pace, ho deciso di condividerlo con voi perché la montagna sia d'estate che d'inverno è tutta da scoprire  e la Sila offre davvero tanto. Villaggio Arca in località Fago del Soldato, a due passi dalla nota Camigliatello, è diventato per noi la porta per scoprire queste meraviglie e il luogo dove lasciarci coccolare abbandonandoci  al piacere del cibo. Il ristorante del villaggio è aperto agli esterni tutto l'anno e, che sia agosto, settembre, o anche dicembre vi consiglio di farci una sosta almeno per un pasto.
La cucina è sorprendentemente buona e ricca. Gli antipasti sono completi di ogni ben di Dio.
Salumi, formaggi e sott'oli riempiono già la tavola ma sono solo l'apertura di una sfilata di altri piatti: crocchette, polpette, tortini di verdure, provola e pancetta, patate in vari modi e tante altre bontà seguono. Assolutamente da non perdere le frittelle di baccalà con confettura di fragole e le immancabili bucce di patate fritte servite con miele, vi assicuro creano dipendenza e se avete bambini farete fatica a riservarvi la vostra porzione. 

I primi sono sempre succulenti che si tratti di porcini, di sugo di maiale nero o di altri piatti in stile silano soddisfano sempre  la nostra voglia di mangiare montanaro.

Difficile andare a fondo coi secondi, ottimi gli straccetti di vitello, le scaloppine, il caciocavallo alla piastra ma anche le grigliate di carne. Dopo cotanta abbondanza noi in genere cerchiamo di smaltire passeggiando nei boschi, in questo periodo alla ricerca di qualche piccolo frutto magari.
Cardamone Group srl - Villaggio ARCA
Località Fago del Soldato
San Pietro in Guarano (CS)
Tel. 0984 159 3024 
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