2016-07-21

Eccomi con un nuovo gustoso percorso su Diritto di Cronaca.
Guardia Piemontese è per noi la porta verso il Tirreno…da lì scendendo o salendo lungo la costa meraviglie che si aprono ai nostri occhi e un’altra mentalità d’intendere il turismo rispetto allo ionio. Il borgo di Guardia Piemontese offre una delle più emozionanti viste sul tirreno ed è lo spunto per una gita estiva al di fuori del comune.
Ma una volta giù al mare consiglio di fermarsi per una sosta golosa e rilassante presso il ristorante del Lido Carnevale a due passi dallo scoglio della regina. Se immaginate uno di quei ristoranti che d’estate sono pieni di turisti e d’inverno abbassano le saracinesche vi sbagliate di grosso, questo è un posto da vivere durante tutto l’anno ammirando il mare e il suo mutare stagione dopo stagione nel mentre si degustano i suoi frutti.
Qualunque sia la stagione certamente sentirete stretto il contatto con il mare, l’ambiente è un rustico marino e così i piatti riproducono lo stile del luogo soddisfacendo, al di fuori delle mode fugaci che estati dopo estati si presentano nelle zone costiere, anche i palati più esigenti e  i fedelissimi avventori che si siedono ad uno di questi tavoli. L’accoglienza schietta del sig. Giulio è un tutt’uno con l’ambiente ed i piatti che vengono offerti.

I piatti simbolo sono la polenta ai frutti di mare e il famoso cartoccio di mare, le proposte più gettonate che ovviamente anche noi vogliamo assaggiare. In effetti la polenta presentata così, con tutto il gusto del mare dentro, è un piatto a cui non si rinuncia neppure in un caldo luglio; del resto anche il  cartoccio di linguine per essere al top un giretto in forno è costretto a farlo ma per quel profumo inebriante che si sprigiona all’apertura del cartoccio saremmo disponibili a ben altro, cinque varietà di pesce  accuratamente selezionate e qualche segreto di cucina sono il motivo di tanto successo.

La grigliata mista è diversa dal consueto essendo arricchita da una saporita panure e da gustose verdure grigliate.

La panna cotta ai frutti di bosco è uno dei dolci più richiesti insieme al golosissimo tartufo di Dina con gelato di nocciola e cioccolato. E invece del classico limoncello qui si conclude con un buon cedro prodotto ovviamente nel territorio con i locali frutti.
Ristorante Pizzeria Lido Carnevale
Via  Doria 8
87020 Guardia Piemontese (CS)
098290183
3476705782
info@lidocarnevale.it
https://www.facebook.com/LidoCarnevale/

2016-07-13

Piatto Ceramiche Maroso, runner Busatti
Oggi parliamo di alimenti che fanno tanto tanto bene alla salute, alla vista ed anche al gusto: la frutta e le alici. 
L'utilizzo della frutta nelle pietanze salate l'ho sempre apprezzato e sperimentato con successo soprattutto nelle insalate, ne ho lasciato prova nel blog nel corso degli anni, ecco perché mi sono esaltata quando ho visto questo libro.
Frutta e fiori in cucina di Antonio Zucco edito da Terra Nuova nella collana i Bioricettari è un bellissimo manuale di ricette fresche, gustose ed originali preparate con la frutta ed i fiori, quelli dei prati ma anche quelli delle erbe aromatiche che tutti abbiamo sul balcone, ricette che l'autore arricchisce anche spesso con germogli per avere ancora più gusto e nutrimento. Più di cento ricette vegetariane e vegane alcune anche senza glutine per valorizzare le varietà di frutta tradizionali nel rispetto della stagionalità. Un libro che è un mondo perché ogni ricetta è solo il punto di partenza per crearne e sperimentarne altre e quando c'è da sperimentare io non  mi lascio pregare affatto. A fine volume anche delle preparazioni base utilissime per dare un tocco originale ad ogni preparazione come l'aceto di mele ai lamponi, al miele, alle fragole e al dragoncello; l'aceto balsamico al miele; l'olio al basilico e alla vaniglia; la salsa ungherese alle ciliegie e il guazzetto di rucola.
Altro elemento de
l piatto che vi presento oggi sono le alici, tra i pesci più salutari e benefici oltre che tra quelli più a buon mercato ed a chilometri zero, quanto meno dalle mie parti. Qui il discorso per me è un po' diverso perché io di questi salutari pesci faccio uno scarso utilizzo visto che la mia dolce metà non li gradisce molto. Tuttavia c'è n modo in cui davvero mi fanno impazzire le "povere" alici, marinate ne mangerei quintali e poi in questo periodo si preparano davvero con tanta facilità non dovendo neppure accendere i fornelli.
Nel libro a cura di Andrea Zanfi e Franco Andaloro Sardine e Acciughe di Sicilia edito da Salvietti e Barabuffi si parte dal mito delle stelle trasformate in pesci  per scoprire tutto ma proprio tutto  di questi lucenti e blu abitanti del mare.Attraverso fotografie, racconti, tradizioni e  ricette d'autore per tutti i gusti vediamo sardine e alici svincolate dal ruolo a cui sono state relegate negli ultimi decenni per tornare ad essere protagoniste del mare e di quel dinamismo che oggi contraddistingue e anima il mondo della ristorazione in Sicilia. Restiamo affascinati ed avvinti tra le pagine di questo libro come ci ha abituato Zanfi con i suoi dettagliati e puntuali lavori.
Entrambi i libri in un periodo in cui la voglia di cucinare è poca hanno compiuto il miracolo dandomi nuovi stimoli ed ispirazioni per piatti anche belli da vedere.
Così  partendo dalle alici marinate, che come già dicevo adoro, ho costruito un accostamento con la frutta che mi ha davvero soddisfatta. Ho arricchito il piatto con i fiorellini di basilico, si proprio quelli che nascono in cima alle foglie e che fino a ieri scartavo...ho scoperto un mondo.
Insalata di belga, melone e pesca con alici marinate e briciole di frisella
Ingredienti per 4 persone:
500 g di alici
2 limoni
2 fette di melone 
2 cespi di belga
2 pesche tabacchiera ben sode
olio extravergine d'oliva
sale di Cervia
1 ciuffo di basilico con i fiori
1 frisella integrale
tabasco
Deliscare le alici e dopo averle abbattute il freezer (io le lascio 2-3 giorni) marinarle con sale e succo di limone finché cambiano colore (ci vorrà qualche ora). Scolare il liquido e condire con olio. Intanto affettare finemente la belga ridurre a cubetti il melone e a spicchi le pesche. Disporre frutta e verdura sul piatto, aggiungere qualche granello di sale, le alici e altro olio emulsionato con poche gocce di tabasco. Completare con foglie di basilico a striscioline, fiori di basilico e le briciole di frisella integrale.

2016-07-06

Matrimoni, matrimoni e ancora matrimoni. In questo periodo una festa dietro l'altra e tutte di famiglia per cui impossibile rinunciare. Il risultato è una dieta disordinata che mi costringe a tirare la cinghia nei giorni ordinari, comunque mi sono accorta che le diete più povere possono essere alquanto gustose e se prima all'arrivo dell'estate bandivo i legumi perché abituata a consumarli secondo le ricette di tradizione, decisamente troppo pesanti in estate, adesso mi ritrovo a scoprire nuovi e gustosi modi per preparare ceci, fagioli e lenticchie. Ed eccoci alle lenticchie che preparate come sto per suggerirvi sono perfette anche d'estate, profumate, appetitose e davvero facili da preparare. Io vi consiglio di scegliere lenticchie piccole, quelle di Mormanno e del Pollino tutto sono fantastiche e non hanno nulla da invidiare alle più prestigiose colleghe di Norcia e Castelluccio.
Ingredienti per 4 persone:
250 g di lenticchie
2 pomodori
olio extravergine d'oliva
1 cucchiaio di capperi
1 spicchio d'aglio
origano
basilico
sale q.b.
Lessare le lenticchie senza disfarle. Imbiondire l'aglio con un filo d'olio,i capperi (se grossi tritati altrimenti interi) e i filetti di acciughe. Unire due pomodori a tocchetti privati della pelle e qualche foglia di basilico. Lasciar cuocere qualche minuto e aggiungere le lenticchie già lessate, lasciare insaporire nel condimento, regolare di sale e insaporire con origano prima di servire la zuppetta tiepida con un filo di olio a crudo e una fresella integrale.

2016-06-30

Che ne dite di dare un'occhiata al mio ultimo percorso del gusto su Diritto di Cronaca? Dalla primavera in poi si moltiplicano banchetti ed eventi. Sembra che la voglia di stare insieme e festeggiare esploda non l'arrivo della bella stagione e tutti vanno alla ricerca del luogo giusto, quello in grado di stupire e regalare qualche ora indimenticabile agli invitati oltre che ai festeggiati.

In queste circostanze o solo quando si vuole passare una serata, magari in coppia o anche in famiglia, diversa dal consueto lo scenario è di estrema importanza ed io ho da suggerirvi un locale polivalente e multifunzionale a due passi da casa nostra.
Il locale ideale nelle circostanze di cui alla premessa durante tutto l'anno e godibilissimo nella bella stagione quando il garden ed il piazzale esterno si offrono al meglio.
Il Resort Casino Caruso by White è un luogo ricco di fascino, ubicato nel cuore della piana di Sibari non distante dal mare. Il corpo centrale, residenza estiva dei baroni Caruso di Corigliano, risale alla fine dell'ottocento e i locali una volta adibiti a stalle e rimesse sono stati rimodernati e dotati di ogni comfort ricavandone sala ricevimenti e ristorante da scegliere secondo i propri gusti e le circostanze.
La fama in zona è buona e allora, curiosi, abbiamo deciso di andare a verificare di persona. Come dicevo l'esterno grazie al verde ed all'illuminazione disposta ad arte rende la sosta oltremodo piacevole e noi arrivati in una calda sarata di giugno sostiamo nel giardino ed assaggiamo qualche piatto tra quelli che lo chef è solito preparare. Dopo un'entrée di capesante in salsa di formaggio e semi di papavero, assaggiamo dei gamberi con scorza d'arancia e polvere di liquirizia e un rotolino di salmone marinato con rucola e mozzarella, accostamenti ormai collaudati che non possono non piacere.

I paccheri con il merluzzo mantecato conditi con pachino e basilico fritto sono un piatto gustoso ed estivo. Come secondi ci servono la coda di rospo in crosta di pistacchi e i gamberi lardellati al prosciutto con cilindretti di zucchine al vapore con menta e crema di peperone, piatti ben presentati che sicuramente accontentano i palati dei più. Concludiamo con semplice anguria.
Attenzione per l'ospite e cura nei dettagli sono di casa qui al White e noi lasciamo il posto con l'intento e la promessa di rivederlo in altra stagione magari per vivere una delle rustiche sale con il camino acceso.


Resort Casino Caruso
c.da Donna Isabella , 1
Corigliano Calabro 87064
Tel. 0983.851369
Fax. 0983.851369
Email. info@casinocaruso.it  

2016-06-22

A trovare la cheesecake giusta per me ci ho messo del tempo, quelle che fino ad ora mi piacevano di più erano le crude e in effetti se sottili, non troppo dolci e neppure troppo formaggiose erano le mie preferite anche per quel tipo ho la mia ricetta del cuore e non ne faccio mistero.
Per quelle cotte tutt'altra storia solo a leggere chilate di philadephia mi vengono i brividi poi però per caso ho sentito questa ricetta della Parodi in una replica di una sua trasmissione in tv ed allora mi sono detta che bisognava provare. Ho cambiato i biscotti e le dosi del burro (perché non si reggeva) oltre alla frutta della decorazione che nell'originale erano fragole perché in questo periodo mi sembrava d'obbligo optare per le ciliegie (le ultime che il mercato offre utilizzate solo per decorazione) scegliendo comunque la Fiordifrutta alle ciliegie Rigoni di Asiago. Insomma alla fine se ve ne parlo significa che tutto è andato come doveva e ci terrei che la provaste anche voi tanto si fa in pochissimo tempo.
Piccola nota di chiusura prima della ricetta. Per mio figlio che non ama le marmellate e le confetture dopo lo strato di frutta (cui comunque ho dato una leggera frullata) ho aggiunto uno strato di ganache al cioccolato omettendo le ciliegie fresche, si tratta di un'altra versione ancora più peccaminosa ma se bisogna farsi male ogni tanto ci sta anche questa.
Cheesecake alle ciliegie
Ingredienti
Per la base:
150 g di savoiardi
70 g di burro 
Per la crema:
250 g di ricotta
250 g di mascarpone
2 uova
100 g di zucchero
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
Per completare:
1 vasetto di confettura di ciliegie 
ciliegie fresche e zucchero di canna
Frullare i biscotti, mescolarli al burro fuso e stenderli in una teglia a cerniera (24 cm di diametro) foderata di carta forno. Montare le uova con lo zucchero e la vaniglia, unire il mascarpone e la ricotta, stendere il composto in teglia e infornare a 170° per 40-45 minuti comunque quando la superficie inizierà a dorare. Frullare un po' la confettura (se vi piacciono i pezzi lasciatela com'è) e stenderla sulla superficie del dolce in modo uniforme. Completare con le ciliegie bagnate e intinte nello zucchero di canna. SERVIRE CON UN BUON LATTE DI MANDORLA.

2016-06-17

Il mio ultimo percorso del gusto su Diritto di Cronaca è on line. Stavolta potrei scrivervi una sola parola: andateci. Non per la location, non per il pur simpatico personale, non per fare un'esperienza diversa dal consueto andateci solo per la pizza e possibilmente gustatevela con calma perché la pizza della Mimosa va assaporata dal primo all'ultimo boccone e vi assicuro crea dipendenza. Dopo la prima volta non riuscirete a farne a meno e anche se vi capiterà una serata super affollata con il servizio lento, evenienza che potrete evitare arrivando ad un'ora decente, vi troverete a ripensare a quella pizza anche nei giorni successivi e ad organizzare la prossima serata alla Mimosa.
 Nella bella stagione è piacevole cenare nel giardino con la vegetazione in piena attività ma al di là di questo possono mettervi anche il tavolo nell'angolo più remoto del locale davanti a quella pizza tutto scompare. Gli ingredienti, tutti di primissima qualità, sono scelti dal proprietario personalmente che da tempo immemore fa questo con immutata passione. 
La pizza è di quelle con i bordi alti ma al contrario di molte consorelle non ha quella natura gommosa ma una fragranza che non ha eguali. I gusti sono vari e anche molto fantasiosi in alcuni casi, anche la semplice margherita o la calabrese con la salsiccia sopra sono eccezionali ma se devo consigliarvi qualcosa provate quelle alla mortadella (sia quella con il camoscio d'oro e la mortadella a cubetti che la nuova con crema di pistacchi e mortadella bologna a fette) e non perdetevi neppure quella con bresaola e crema di tartufo. Se siete in compagnia la pizza a metro sarà perfetta per condividere questo piacere ed avere occasione di assaggiare più gusti. E se vi resta la voglia di un altro gusto vi rifarete alla prossima, tanto qui non si può non tornare.
PIzzeria Minosa
Contrada Cardame 22
87064 Corigliano Calabro Scalo (CS)
Tel. 0983 886731

2016-06-14

Cestino ImballoREGALO.com
...Uno tira l'altro. Le ciliegie che pur adoro mi gonfiano e mi provocano acidità di stomaco ma non riesco a farne a meno, anzi ne mangio senza misura vista la breve stagione in cui compaiono. Per i romanzi ho poco tempo davvero, mi stancano la vista e mi fanno perdere di vista le letture "necessarie" ma credetemi se non ne ho almeno un paio iniziati sparsi tra comodino e bagno (cui se ne aggiunge sempre qualcuno in formato digitale sui vari supporti a mia disposizione) mi sento senza una mano. Mi bastano anche cinque minuti disponibili per fare mia una paginetta e sognare un paio d'ore sbracata sul divano ad assaporare di getto le parole dei miei autori preferiti o di qualche new entry che mi fa battere il cuore.
Se parlo di autori preferiti ecco che non posso perdermi nemmeno un'avventura della mia amata commissaria  Lolita Lobosco perché Gabriella Genisi io la preferisco a Camilleri ed al suo Montalbano e quell'aria distesa e un po' dimessa della Bari di oggi che si respira nelle pagine dei suoi romanzi a me "me piace assai". Anche stavolta mi sono lasciata conquistare dalla trama avvincente di Mare nero edito da Sonzogno sedotta dal commissario Lolì, dai suoi tacchi a spillo e dai profumi della sua cucina. Anche stavolta una trama ricca e avvincente cui si aggiungono i dettagli di eventi realmente accaduti e che nessuno ha interesse a raccontare, misteri celati in quel mare Adriatico sinistro e nero che pure i baresi non possono non amare come amico. Mi dispiace solo di averlo letto adesso rinunciando al piacere intenso che mi avrebbe dato leggerlo d'un fiato sotto l'ombrellone.
Altra autrice che è diventata per me imprescindibile è Simonetta Agnello Hornby e così il suo Caffè amaro edito da Feltrinelli l'ho "bevuto" con voluttà lasciandomi travolgere dalla storia ad altro tasso di eros che lega Maria a Pietro nella Sicilia del fascismo. La storia si articola tra la prima guerra mondiale e la fine della seconda in un crescendo di emozioni. Maria in un periodo in cui alle donne era chiesta solo obbedienza e devozione al proprio uomo conosce l'amore carnale attraverso Pietro, il marito che il destino le ha dato, e l'amore vero per Gosuè, fino ad allora quasi un fratello. Accanto alle emozioni la storia vera e dettagliata del fascismo, della guerra e delle leggi razziali. Tra la Sicilia e Tripoli il quadro si compone di pennellate vive e precise, nello stile che che fa della Agnello Hornby una "Grande" autrice.
Dall'autrice rivelazione de Il sentiero dei profumi, la sarda apicultrice Cristina Caboni, La custode del miele e delle api edito da Garzanti, un ro­manzo emozionante e pieno di vita che racconta i territori impervi della Sardegna. Angeli­ca ha un dono speciale conosce le api e sa sempre trovare il miele giusto per tutti. A insegnarglielo è stata Margherita, la donna che le ha fatto da madre durante l’infanzia, quando viveva su un’iso­la spazzata dal vento al largo della Sardegna. Dopo essere stata portata via da lì, Angelica ha chiuso il suo cuore e non è più riuscita a fermarsi a lungo in nessun luogo. Le api sono la casa di Angelica ovunque esse siano. Avvolta dal quieto vibrare delle loro ali e dal profumo intenso del miele che cola dalle arnie, Angelica sa di essere protetta e amata. Insieme a questo intenso e definito personaggio femminile impariamo ad amare le api ed a scoprire un po' del loro mondo. Una storia che ci prende la mano e ci porta dove i nostri sogni possono aprire la porta all’amore.
Magari nel prossimo post una ricetta con le ciliegie che dite?


2016-06-07

Americano Busatti
Ci sono ricette studiate, pensate e meditate, magari provate e riprovate prima di diventare ricette di cui parlare. Poi ci sono ricette che vengono fuori improvvisamente quasi per necessità, necessità di esprimersi in quel dato momento in quella maniera o più prosaicamente necessità di portare in tavola qualcosa di gradevole quando non si hanno idee  o dispensa sufficiente per mettere insieme una tradizionale ricetta. Ecco questi casi di necessità sono la mia forza in cucina e così un giorno avendo fatto tardi a lavoro non disponevo di verdura fresca ma solo di un paio di carote, piselli surgelati e una zucchina (una sola giuro). Avevo un pezzo di carne magra fresca e una vaschettina di ceci di cui Aurelia è una ghiotta consumatrice (che lesso dopo le dovute ore di ammollo e congelo in porzioni). Non molto direte e sicuramente non abbastanza da creare qualcosa da presentare in un blog di cucina che si rispetti, tanto più aggiungo che avevo solo un'ora prima di inventarmi qualcosa e portarla in tavola. 
Questa signori è stata una delle cene più buone degli ultimi mesi e se il merito è in gran parte mio senza falsa modestia anche l'olio buono  Borgoliva Bio Fontanara ha fatto la usa parte che in una tartare non si può certo mettere un olio mediocre.
Per i ceci invece ho attinto invece alla vasta gamma di legumi secchi offerta da Schioppi.
Tartare di carne con verdure croccanti e maionese di ceci
Ingredienti per 4 persone:
500 g di carne di vitello magra e fresca da consumare cruda
1 tazza di piselli 
3 carore
2 zucchine
2 cucchiai di aceto bianco
1 tazza di ceci
1 mazzetto di prezzemolo
1 spicchio d'aglio
1 peperoncino
olio extravergine d'oliva
1 limone
sale e pepe q.b.
Tritare a coltello la carne eliminando nel caso vi fossero nervetti e grasso. Condire con olio, sale, pepe e succo di limone. Lasciar riposare la carne ben coperta in frigo, Intanto tagliare a dadini le zucchine spuntate e le carote pelate, Lessarle separatamente in acqua e aceto, lessare anche i piselli, mantenendo tutte le verdure al dente, Scolare e condire con olio e sale.
Intanto frullare i ceci con un po' della loro acqua di cottura, una puntina di aglio, sale, prezzemolo e peperoncino, aggiungendo olio a filo, fino ad ottenere una cremosa emulsione.Mettere in forma la carne nei piatti e servirla con le verdure croccanti e la maionese di ceci. per chi non ama il crudo potete passare i piatti con la sola carne per qualche minuto nel forno caldissimo, aggiungendo verdure e salsa solo alla fine.


2016-05-31




Quando arriva la primavera mi trasformo in una capretta giramondo. Mi prendono due desideri in modo compulsivo. Il primo è girare per campagne alla ricerca di erbe selvatiche commestibili o aromatiche  per arricchire i miei piatti. Resto sempre attratta da quelle non note ma alla fine raccolgo solo quelle conosciute per paura d'incappare in una intossicazione. L'altro desiderio è quello di andarmene in giro a zonzo per paesi noti e meno noti esplorando la mia regione e quelle limitrofe. Domenica me ne sono finita a Valsinni sulle tracce della poetessa Isabella Morra vissuta cinquecento anni fa. 
Per quanto invece riguarda le campagne ho dovuto un po' accantonare questo desiderio perché fare percorsi impervi coi bambini diventa difficile ma mio marito almeno gli asparagi selvatici quando è stagione non me li fa mancare ed abbiamo scoperto che, visto il loro sapore intenso, meno si elaborano in cucina e più buoni sono. La pasta per eccellenza di questa primavera che volge ormai al termine è proprio questa con gli asparagi di campo arricchita solo da una spolverata di parmigiano grattugiato. I piccoli di casa non gradiscono ma noi facciamo festa soprattutto con le tagliatelle fresche di grano duro un po' più spesse che ne fanno un piatto prelibato. 
Per quanto riguarda i viaggi anche se i borghi più belli qua in zona li abbiamo visti ci ritorniamo volentieri per una passeggiata, una sagra o un evento ma non ci limitiamo solo a quelli scoprendo anche bellezze non note in altri piccoli borghi ormai quasi disabitati del nostro territorio (una piccola puntatina domenica l'abbiamo fatta pure a Canna dove vivono solo 400 anime). Basta avere la curiosità del viaggiatore e imparare ad amare il bello anche nelle sue piccole manifestazioni.
La guida per eccellenza di questo andarsene a zonzo è per noi La Guida dei Borghi più belli d'Italia 2015-2016, la guida della Società Editrice Romana che non ha certo bisogno di presentazione.
 Le “schede” dei singoli borghi sono organizzate per regioni, collocate all’interno di tre aree geografiche: nord, centro e sud/isole. Ogni regione è preceduta da una “copertina” che riproduce una cartina che illustra l’ubicazione dei borghi nell’area regionale.
 Diverse sono le informazioni per comprendere l’essenza intima del borgo, il nome, la storia e il genius loci, vale a dire l’“aura” del borgo, l’atmosfera sentimentale e poetica che solo quel luogo esprime ed è frutto di stratificazioni secolari. Vi è poi la sezione da vedere per conoscere castelli, chiese, palazzi, piazze, opere d’arte e panorami.
La sezione Piaceri e sapori  aiuta invece a conoscere quanto c’è di “bello e buono” nel borgo. Quindi il prodotto caratteristico e il piatto tipico che è possibile richiedere nei ristoranti del posto.
 La sezione eventi riporta le principali manifestazioni, sagre, feste, etc. che si svolgono nel borgo. Presenti anche le schede con le indicazioni di musei e i divertimenti. Arricchisce la Scheda del Borgo anche la presenza di piccoli annunci di produttori, ristoratori e strutture ricettive. 
Alla fine del volume c'è anche l’elenco completo degli artigiani e dei negozi tipici. Davvero il fascino dell'Italia nascosta.
 Ancora più nascosto è però il tesoro di erbe e piante che spontaneamente nascono nell'area del Pollino. Un modo per scoprire anche quelle sconosciute l'ho trovato con un libro che è già stato riposto tra i miei tesori: Piante alimurgiche ed officinali dell'area del Pollino di Luigi Troccoli edito da  Prometeo179 piante che spontaneamente crescono nell'area del Pollino e che possono rappresentare una risorsa per le loro virtù officinali ed i loro usi alimentari. Ben 40 ricette per utilizzare le erbe buone arricchiscono il volume.
Importantissimo il fatto che le foto delle piante sono precise ed accurate (impossibile sbagliare) e che in appendice al libro c'è una sezione dedicata alle piante tossiche o velenose da evitare. Insomma questo libro rappresenta quel che sognavo per imparare una volta per tutte le virtù delle piante spontanee del territorio in cui vivo. 
Una volta che anche voi vi sarete improvvisate caprette giramondo e avrete raccolto i vostri asparagi per questa pasta vi basterà soffriggere uno spicchietto d'aglio in un fondo d'olio buono (senza essere avari), aggiungere gli asparagi puliti dalle parti legnose e tagliati a tocchetti, un pizzico di sale e un bicchiere d'acqua, lasciar restringere il fondo, lessare la pasta ed amalgamarla a cotanta delizia non prima però di aver dato una parziale frullata al condimento. Una nuvoletta di parmigiano sopra farà di questo piatto una vera delizia. Non vi do le dosi perché tutto dipenderà dal vostro raccolto, dal vostro gusto e ovviamente dal vostro buon senso. A presto amici.

2016-05-26

Per I Percorsi del Gusto su Diritto di Cronaca è on line la mia ultima recensione:
“… Un bel giorno Tigella stanca di stare al freddo e immersa nella nebbia incontra Gnocco Fritto e gli dice:”che ne pensi se ci trasferissimo?” e gnocco risponde:”ma noi siamo nati qui dove potremmo mai andare?...e Tigella risponde:”vieni con me, conosco un bel posticino!”
… E fu così che si misero in cammino … Cammina, cammina … Dopo tante ore di viaggio finalmente arrivarono a Castrovillari al vicolo delle clarisse, dove si trovarono tante persone,… Impazienti di conoscerli!”
Inizia così la storia che porta uno spicchio di cucina Emiliana nel cuore della nostra Castrovillari. 

La signora Francesca ha fatto il viaggio al contrario e, modenese di padre e per nascita, ha deciso di venire qui per amore ventiquattro anni fa a vivere nel sole. Certo le tradizioni della terra d’origine non le ha dimenticate e così dopo anni di cene tra amici deliziati da gnocco fritto e tigelle preparate magistralmente ha deciso di estendere la rosa dei fortunati da allietare con queste chicche tipiche della cucina emiliana aprendo un locale in cui, sera dopo sera, ripete il rito per chi voglia aprirsi a qualcosa di nuovo.

Benvenuti al sud è un locale semplice, fresco, pulito e accogliente come solo un’emiliana e un calabrese sanno essere. E’ bello in ogni stagione perché d’estate ci si può rilassare e cenare nel bel cortile e per il resto dell’anno godere delle sale interne ben arredate le cui pareti sono arricchite dalle immagini del carnevale tradizionale di Castrovillari.

Il menù proposto a base di gnocco fritto e tigelle rappresenta un’alternativa valida curiosa e fantasiosa alla classica pizza da cui in effetti non si discosta neppure per il prezzo (con dodici euro a testa vene servito anche il dolce).
Con gnocco e tigelle vengono serviti salumi, creme di formaggi e tanti altri condimenti che possono variare secondo le stagioni: noi assaggiamo il tradizionale friggione modenese ma anche la ‘nduja calabrese, le melanzane a scapece, la crema di asparagi, il patè di olive, la crema di tartufo, una deliziosa crema di tonno e olive taggiasche, l’insalata di pollo con sedano e maionese. Ogni ciotolina che ci viene offerta ha una storia da raccontare, ogni ciotolina è un racconto di questa storia d’amore tra Emilia e Calabria. In alternativa a questi piatti o in aggiunta per gli appetiti più esigenti si può scegliere la tagliata o l’hamburger di chianina ovviamente direttamente dall’Emilia. Noi assaggiamo una succulenta tagliata con un cardoncello arrostito che ricorderemo a lungo. 
Il dolce non poteva che essere così: delle “bolle” fritte da farcire a piacere con nutella e la vellutata crema al limone della signora, una vera “cannarutia” come lei stessa lo difinisce. 
Da ritornarci in compagnia perché è un tipo di cucina che da molto spazio alla convivialità. Su prenotazione anche piccoli banchetti con altri piatti della cucina emiliana.
Trattoria Benvenuti al Sud
Vicolo delle Clarisse
87012 – Castrovillari (CS)
Tel. 098127211 - 3913113708

https://www.facebook.com/Trattoria-Benvenuti-al-Sud-283651781811273/
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