2014-09-30



Probabilmente è perché lo sto leggendo con il cuore, più certamente perché c'è il cuore di chi lo ha scritto dentro ma posso affermare senza averne terminato la lettura e senza tema di smentita che Calabria in cucina è il più bel libro della collana dedicata alle regioni dall'editore SIME Books e certamente uno dei libri più belli in assoluto dedicati alla cucina calabrese. 
Tradizione, cultura e profonda conoscenza dell'argomento caratterizzano ogni singola parola che Valentina Oliveri, autrice del volume, ha posto tra le sue pagine. Lei non la conosco ancora personalmente ma da quel che seguo nella sua pagina facebook L'Elibelinde Cibo  Cultura è una calabrese DOC che il cuore lo mette davvero in tutto quello che fa. Un libro in cui tra immagini fortemente suggestive e parole ho ritrovato la mia vita e le tradizioni, soprattutto quelle di quando ero bambina. 
Un documento da custodire gelosamente e da regalare a tutti i calabresi nostalgici delle loro origini (sono molti gli "emigranti") e anzi direi a tutti gli italiani per fargli conoscere questa regione un po' misteriosa e chiusa, impervia come le sue montagne  e amara come le sue piante che ha dato - pare - il nome all'intera penisola italiana.
Non ho parlato delle 80 ricette del volume ritenendo superfluo dirvi che la nostra tradizione, fatta principalmente di prodotti della terra, olio d'oliva e pane offre tante sorprese che vi lascio il piacere di scoprire tra le pagine del curato volume. Piatti dimenticati e piatti sconosciuti anche a noi stessi calabresi, che come in ogni regione anche in Calabria vi sono varianti e differenze per ogni diversa zona del territorio, ma anche piatti che consumiamo nella quotidianità senza renderci a volte conto che sono il nostro patrimonio gastronomico.
Tra le ricette che nel libro sono raccontate ci sono le melanzane alla parmigiana o la parmigiana di melanzane che dir si voglia. La Oliveri, che giustamente la definisce un piatto unificatore della tradizione meridionale, nel volume ne presenta una versione morbida cotta sul fornello (e a me sconosciuta) che utilizza quale condimento per dei goduriosi paccheri a cui manca solo la parola.
La mia nonna e le persone anziane del mio paese nella parmigiana mettevano anche l'uovo sodo, come nel timballo di pasta tradizionale, così è per me la parmigiana tradizionale sia essa di melanzane o zucchine. E siccome la cucina calabrese è alla fine una cucina di economia ho immaginato questo piatto di fine stagione preparato con quel che resta dell'orto estivo, non solo melanzane e zucchine (le più bruttine e un po' grossine lasciate per distrazione sulla pianta) ma anche profumati peperoni arrostiti alla brace come per consuetudine si faceva tra agosto e settembre sfruttando il fuoco del pentolone che serviva a sterilizzare le bottiglie della salsa di pomodoro appena preparata.
Ecco tutti questi profumi nella mia Parmigiana di fine stagione
Ingredienti:
1-2 melanzane 
1-2 zucchine
2 peperoni arrostiti e spellati
4 cucchiai di farina
2 cucchiai di pangrattato
olio per friggere
300 g di caciocavallo
100 g di formaggio grana stagionato
2 uova sode
1 kg di pomodori da sugo
olio extravergine d'oliva
1 spicchio d'aglio
sale e pepe
basilico
Affettare sottilmente le zucchine e le melanzane, passarle nella farina mescolata al pangrattato e friggerle in abbondante olio bollente. Soffriggere l'aglio in un fondo d'olio unirvi i pomodori pelati a pezzetti, salare, pepare e lasciar cuocere, profumare con basilico e passare il sughetto al passa verdure. Versare al fondo della teglia un po' di sugo, disporvi uno strato di zucchine, melanzane e peperoni a filetti ancora sugo, caciocavallo a cubetti e grana, proseguire così fino ad esaurimento degli ingredienti (tre strati dovrebbero essere sufficienti) completare l'ultimo strato solo con sugo e abbondante grana e infornare a 180° per circa 20 minuti.

2014-09-26

Piatto piano fiore La Porcellana Bianca, cestino giallo e nastro giallo pois  ImballoREGALO.com
Settembre in effetti è un ibrido, per più di metà mese è ancora estate poi inizia l'autunno ma spesso il clima va al contrario più fresco nella prima metà del mese e con punte di caldo estivo quando è già autunno. Insomma questa variabilità si riflette anche a tavola ed io personalmente cerco di approfittare di tutto il mese per godermi un po' il terrazzo e quando il sole lo permette per pranzare (a cena il clima rinfresca molto) fuori.
Quando parlo di pranzi e cene all'aperto viene in automatico per me pensare ai finger food di qualsiasi natura essi siano. Non posso farci nulla ma il cibo da gustare in punta di dita si abbina perfettamente, nel mio immaginario, agli spazi aperti e ai tempi necessariamente rilassati di un pasto consumato fuori dalle mura domestiche, che sia pic-nic o buffet, brunch o cena in piedi qualche goloso stuzzichino che non richiede posate farà davvero piacere a tutti.
Se vi mancano le idee vi suggerisco una chicca da cercare in libreria, il nuovo libro di Viviana Lapertosa Finger food all'italiana edito da Vallardi. Non per dire ma la cuoca della porta accanto è davvero una garanzia ed il libro non deluderà neppure le aspettative dei più esigenti (ed io lo sono molto). Ricette della tradizione riviste in un'estetica raffinata com'è nello stile dell'autrice. Spulciando tra le pagine nelle oltre 200 ricette sono sicura che troverete sempre quello che fa per voi, ogni ricetta è composta da più preparazioni che mi diverto a ricomporre tra di loro per creare sempre nuovi accostamenti, lo guardo, lo rileggo da ogni angolazione e mi ispira sempre nuove cose, poi devo chiudere se no starei sempre in cucina.
La tavola di oggi parla ancora d'estate con  i nastri a pois e i piatti gialli, ma in effetti quei toni di verde della tovaglia sono già un preludio dell'autunno. In pieno gusto autunnale anche il mio finger food d'apertura: panini alle castagne con formaggio, miele e mortadella al tartufo.
Piatto portata Villa dei Fiori La Porcellana Bianca
Vi starete chiedendo dove la trovo una prelibatezza come la mortadella al tartufo, vi rivelerò un indirizzo imperdibile per tutti gli amanti di questo tubero. T&C Tentazioni è davvero una tentazione irresistibile per il palato e con lo shop on-line è davvero comodo e meno caro di quanto immaginiate approvvigionarsi di Tartufo di Acqualagna: mortadella, olio al tartufo, tartufo essiccato, sott'olio etc, etc.
Se proprio la mortadella non l'avete il mio finger food fatelo lo stesso con mortadella comune e date il gusto del tartufo con un filino d'olio al tartufo che probabilmente avete in casa
Panini alle castagne con miele, formaggio e mortadella al tartufo
Panini:
200 g di farina bianca 0
50 g di farina di castagne
1 cucchiaio di olio
10 g di lievito di birra
acqua
Impastare il tutto formando un panetto morbido ma solido e lasciare lievitare un paio d'ore, poi sgonfiare l'impasto con le mani,  formare palline non più grandi di una noce e lasciare lievitare ancora mezz'ora, prima di infornare
nel forno caldissimo avendo cura di riporre sul fondo del forno una ciotola colma d'acqua per mantenere l'umidità
Occorrono poi per farcire i panini:
caciotta
miele di castagno
mortadella al tartufo
Tagliare in due i panini e farcirli con una fettina di caciotta e mezzo cucchiaino di miele di castagno*, scaldare appena (nel forno caldo ma spento) qualche minuto e completare infilzando sul panino con uno stecchino un cubetto di mortadella al tartufo.
Ho deciso di abbinare a questo mio prelibato finger food un Pinot nero il Brugherio di Marchese Adorno, un vino elegante e di bella struttura, dal sapore ampio ed avvolgente.

2014-09-23




Prosegue il mio viaggio nei luoghi del mangiare bene. Stavolta per I percorsi del gusto di Diritto di Cronaca mi sono fermata a Corigliano Scalo presso Il Guazzetto un ristorante prevalentemente di mare.

Quando varchi la soglia del Guazzetto, ti accoglie il sorriso di Luigi Turano chef e patron del locale, un tipo diretto che ti guarda negli occhi cercando di capire cosa ti può "dare". Luigi ama il suo mestiere e la sala e te ne accorgi già dopo averci scambiato appena una battuta. Lui adora cucinare, sperimentare, provare, accostare, ma anche mangiare e ti trasmette subito quella sua positività tanto da non desiderare altro che affidarti a lui per la scelta del menù.
 
Al Guazzetto, un ambiente in cui ordine e pulizia la fanno da padroni, si viene per gli antipasti che è riduttivo definire tali dal momento che già da soli fanno cena e non sto esagerando, tanti assaggi di pesce ben studiati e ben presentati.
Sei piatti freddi e sei caldi, ma se amate il crudo il numero delle portate sale anche a diciotto chicche che inneggiano al mare in tutte le sue forme e che evidenziano la tanta ricerca che c'è dietro, nel reperire la migliore materia prima e nel prepararla con cura e dedizione.
Anche la comune sardina al peperoncino al Guazzetto è un tripudio di gusto condita con cipolla e olio come tradizione vuole.



Molto gradevole l'insalata di pesce spada con pomodori e rucola, ma anche la semplice insalata di mare.



Assolutamente da provare l'insalata di ceci e cozze con grana e aceto balsamico, e anche le alici marinate al pepe rosso. Un'esperienza da ripetere il crudo di tonno e pesce spada, così come i gamberi da condire a proprio gusto con i diversi sali che vengono presentati in tavola o con la salsa di soia.

L'ostrica è un tuffo nel mare e il tortino di riso nero con salmone marinato con zucchero e finocchietto un piatto molto equilibrato.
Golosi i bocconcini di pesce spada fritti e serviti con salsa tartara, inebriante già solo il profumo del baccalà alla calabrese così come quello dei calamari all'arancia che ricordano i profumi del Natale.
 Si sciolgono in bocca i gamberi alla crema di noci e pinoli, i calamari ripieni di frutti di mare in vellutata di lenticchie o gli involtini di pesce spada alla siciliana. I piatti del Guazzetto sono in continua evoluzione e difficilmente a distanza anche solo di un paio di mesi vi verrà presentato l'antipasto allo stesso modo, quel che è costante è la qualità e l'estro dello chef, non
è inconsueto che arrivi un piccolo pensiero dalla cucina (nel nostro caso un assaggio di polpo con aceto e aromi mediterranei) creato in estemporanea per accontentare una cliente esigente.
Il vino che accompagna le portate è un Monte Re 1958, il Bianco Tondo della Tenuta Belmonte, un'altra scoperta del nostro territorio.
Alla fine vorresti solo un sorbetto ma lo chef ti sorprende consigliandoti le linguine al limone e frutti di mare dal gusto delicato e fresco "come un sorbetto", come dargli torto?

Innovazione, ricerca e gusto caratterizzano la cucina di questo locale che vivamente vi consiglio anche per i prezzi assolutamente nella media.
Ristorante "Il Guazzetto"
Via San Francesco D'Assisi, 84– 87064, Corigliano Scalo CS
Tel: 0983 889109 3400935999

https://it-it.facebook.com/pages/Ristorante-Il-Guazzetto/176770999139565

2014-09-21

Piatto La Porcellana Bianca, tessuti Busatti
Sono davvero pochi quelli a cui non fa gola il cioccolato, io lo adoro in purezza ma anche nei dolci non mi dispiace. Ho scoperto che oltre ad esser buono il cioccolato è anche ricco di virtù.
Le virtù del cioccolato è il libro di Franck Senninger pubblicato da Edizioni Il Punto d'Incontro, un tascabile in cui sono racchiuse davvero tante utili informazioni sul cibo degli dei. Tante son le ricerche scientifiche condotte a livello mondiale su quello che è il terzo prodotto nella scala delle esportazioni e tanti sono i benefici che sono venuti fuori nel corso di queste ricerche. Magari saprete già per esperienza diretta che combatte lo stress e stimola il cervello ma avreste mai detto che abbassa la pressione del sangue, combatte i reumatismi e svolge un'azione antiossidante? Questo e molto altro scoprirete tra le pagine del libro ma attenzione che sia vero cioccolato con  solo burro di cacao e senza grassi idrogenati perché provocano davvero tanti danni all'organismo.
 La Torta Sacher resta per me l'apoteosi del cioccolato ma devo dire che questo speciale alimento si fa apprezzare molto anche in altre dolci preparazioni. Ecco un dolce senza cottura in cui il cioccolato viene accostato alle arachidi, grasso ma non troppo vista l'assenza delle uova e tanto tanto goloso.
Semifreddo al cioccolato e arachidi caramellate
Piatto foglia e portatovaglioli La Porcellana Bianca, tovagliolo Busatti, cucchiaino Mori Italian Factory, vassoio e teiera Easy Life Design,
base:
140 g biscotti al cacao 
70 g di burro salato
crema:
100 g di arachidi caramellate
125g di mascarpone
100 g di panna
50 g di zucchero a velo
copertura:
100 g di cioccolato fondente
100 ml di panna
biscottini e arachidi caramellate per decorare
Rivestire con pellicola le pareti di un anello da 18 cm poggiarlo su un piatto, sciogliere il burro e aggiungervi i biscotti finemente tritati, formare una base compatta e di spessore regolare nello stampo preparato. Mettere in frigo. Frullare finemente le arachidi caramellate, montare la panna con il mascarpone e lo zucchero a velo, amalgamarvi la polvere di arachidi e versare la crema nello stampo. lasciar riposare in frigo per una notte. sformare il dolce e decorare i bordi con dei biscottini. Scaldare la panna e versarla sul cioccolato spezzettato amalgamare finché la ganache risulterà omogenea, versarla sul dolce, decorare con arachidi caramellate.

2014-09-18

 
Piatto La Porcellana Bianca, tessuto Busatti
Siamo quasi in prossimità di vendemmia che occupa in lungo e in largo tutta la nostra penisola, vi propongo allora un modo fresco, semplice e gustoso per festeggiarla con i frutti settembrini abbinati al prosciutto, nel mio caso il Fiocco di Prosciutto Terre Ducali, racchiusi in una piadina biologica con farina di farro Artigianpiada e guarniti con aceto balsamico e scaglie di parmigiano.
Una ricetta che guarda un po' all'Emilia Romagna direte ma che certamente vi verrà voglia di abbinare a un rosso calabrese dopo aver letto le storie di Vini di Calabria di Rosario Branda pubblicato da Rubbettino Editore. Storie (minime) di uomini, donne, loghi e uve recita il sottotitolo. Storie di vini, etichette e famiglie che hanno dedicato la vita alla terra ma anche di uomini che solo in tempi recenti, ricchi di speranze e di nuove idee si sono avvicinati a questo mondo. Centoquattordici etichette per raccontare una regione, la sua terra, i suoi profumi ma anche il sudore di chi ha deciso di trarne frutto. Ed io che sempre ho trascurato i vini della mia terra mi trovo adesso a scoprire le eccellenze del posto dove vivo e mi accorgo che di belle realtà ne stanno nascendo davvero tante, ci sono le conferme di Tenute Ferrocinto, IGreco, Librandi, Feudo San Severino ma guardo con estremo favore anche l'Acino, Vignaioli del Pollino o Casa di Nilla. Insomma ho trascorso questi ultimi mesi senza perdere l'occasione di degustare quanto di buono in fatto di vini la Calabria produce e non ho intenzione di fermare qui il mio viaggio. Intanto vi lascio la mia quasi ricetta di oggi.
Piadina della vendemmia
Ingredienti per 4 persone:
4 piadine
20 g di prosciutto crudo
2 fette di melone giallo
4 fichi settembrini
12 acini di uva mista (bianca e nera)
olio extravergine d'oliva
sale
aceto balsamico
40 g di parmigiano in scaglie
Tagliare a tocchetti il melone e i fichi, a metà gli acini d'uva asportando i semi, condire l'insalata con sale, olio e aceto balsamico.
Scaldare le piadine e arrotolarle a cono, disporvi dentro le fette di prosciutto e poi l'insalata di frutta, completare con le scagliette di parmigiano.

2014-09-15

La scuola ricomincia e i nostri bambini hanno bisogno di più attenzioni, settembre segna sempre un nuovo inizio e porta con sé tanti buoni propositi, forse più che gennaio. Guardare i bambini iniziare un nuovo ciclo scolastico inevitabilmente mi porta a riflettere sulla loro crescita, sulla qualità di ciò che mangiano e anche sul tempo che trascorriamo insieme. Sono una mamma molto impegnata colma di sensi di colpa ma quando mi confronto con altri capisco che il fatto di farmi tante domande e gli stessi sensi di colpa mi aiutano un po' ad essere migliore perché se pure ho poco tempo da dedicargli per il gioco cerco quanto meno di renderlo più di qualità possibile.
Non ci facciamo mai mancare la nostra scorta mensile di G-Baby Edizioni San Paolo giusto per sapere sempre da dove iniziare quando ci si vuole avvicinare o magari pur avendo pochi minuti prima della nanna non si vuole rinunciare a una storiella, una filastrocca o un breve fumetto da leggere e/o guardare insieme.
Anche il numero di settembre è ricchissimo di contenuti come potete vedere dal sommario e il grappolo d'uva della rubrica meraviglie di carta lo faremo senz'altro in occasione della vendemmia.
Come dicevo pur avendo pochissimo tempo alle loro cose ci voglio pensare personalmente e visto che i loro compleanni cadono ad agosto, quando causa vacanza non sono in grado di preparagli le torte che vorrei, tento di organizzarmi comunque con semifreddi o "torte assemblate" da realizzare facilmente senza l'uso di forno e fornelli perché le torte di pasticceria sono così anonime nel gusto che difficilmente vi ricorro. E fino a qua ci siamo ma ora vi devo spiegare come mai nel titolo del post ho scritto alla maniera di Chiara.
 Chiara è una bambina che adora preparare dolci senza forno, fornelli, elettrodomestici e soprattutto senza l'aiuto di un adulto. E' così appassionata di pasticceria Chiara che ha perfino un club con le amiche dove si assaggia e si discute delle sue creazioni. La storia di Chiara è diventata un libro  Chiara Pasticcera scritto dal suo papà  Alessandro Corallo e pubblicato da Falzea Editore. Nel libro sono raccolte 54 ricette tutte bellissime e golose partorite dalla fantasiosa mente di questa bimba speciale. 
E' un libro da gustare davvero assaporando la gioia di vivere che Chiara riesce a trasmetterci.
L'idea della mia torta è quella della mattonella matta di Chiara solo che l'ho resa torta di compleanno con l'aiuto di un anello da pasticceria e una decorazione esterna fatta di wafer, cioccolatini e confettini di zucchero colorati.
Ma ora andiamo alla ricetta anzi alla non ricetta perché in effetti occorrono biscotti e wafer già pronti, panna, mascarpone, nutella, cioccolatini e confettini di zucchero.
Torta assemblata per bambini
Ingredienti:
1 confezione di biscotti al cacao
1 tazza di latte e caffè
250 g di mascarpone
300 ml di panna fresca
50 g di zucchero a velo
1 barattolo di nutella
wafer, cioccolatini e confettini per decorare
Montare 200 g di panna con il mascarpone e lo zucchero a velo. Bagnare i biscotti con latte e caffè e formare 4 strati alternandoli con la crema preparata e della nutella fatta colare col cucchiaio in un anello di 24 cm di diametro. Montare la restante panna con due cucchiai di nutella e spalmarla sulla superficie e i lati del dolce tritare un po' di wafer al cioccolato e con le briciole ottenute rivestire i bordi della torta. Decorare la superficie con cioccolatini (nel mio caso frutti di mare) e confettini colorati.

2014-09-11

Ciotola Ceramiche Maroso, runner Busatti
Qualche post fa accennavo alla mia ultima passione per le conserve. Restando al mare circa un mese non ho certo il tempo di mettermi tutti i giorni ai fornelli ecco allora che pesce, formaggio e anche carne preparata e conservata in anticipo mi hanno sostenuto molto nel mese di agosto. Il coniglio è una carne molto delicata e versatile, è perfetto in ogni stagione. Cercavo la ricetta per il coniglio in agrodolce, tipica siciliana, quando mi sono imbattuta nel tonno di coniglio, tradizionale antipasto piemontese. E' stato amore a prima vista e al giorno dopo armata di tutti gli ingredienti mi sono cimentata in questa golosa preparazione di cui vi lascio la ricetta.
Il Tonno di coniglio è perfetto sui crostini ma costituisce un ottimo ingrediente per ricche insalata e anche per le crocchette di patate cui conferisce un gusto particolare.
Tonno di coniglio
Ingredienti:
1 coniglio intero
2 litri d'acqua
1 cipolla
2 carote
2 coste di sedano
3-4 chiodi di garofano
erbe aromatiche (rosmarino, timo, salvia)
sale grosso
Olio extravergine d'oliva
3-4 spicchi d'aglio
pepe nero in grani
10-12 foglie di salvia
Preparare un brodo con l'acqua, la cipolla, i chiodi di garofano, le carote il sedano, le erbe aromatiche e il sale, cuocervi il coniglio intero, ben pulito, per un paio d'ore. Lasciarlo raffreddare nell'acqua di cottura. Disossare il coniglio e condirlo con l'aglio a pezzi, qualche grano di pepe, la salvia e dell'olio. Mettere la carne nei vasetti (3-4) e coprire con olio extravergine d'oliva. Chiudere e sterilizzare i vasetti cuocendoli in acqua per 45-60 minuti. Lasciarli raffreddare in acqua prima di conservarli in frigorifero anche per 5-6 mesi.
Crocchette di tonno di coniglio
Ingredienti:
2 patate lesse
200 g di tonno di coniglio sgocciolato
1 uovo
2 cucchiai di grana grattugiato
sale e pepe
2 albumi
pangrattato per la panatura
olio per friggere
Schiacciare le patate e mescolarle alla carne sgocciolata dall'olio di conservazione e tritata con il coltello, aggiungere un uovo, il grana, sale e pepe. Formare delle palline  passarle nei due albumi leggermente battuti con la forchetta e nel pangrattato. Friggere in abbondante olio finché risulteranno ben dorate.
* Per questa ricetta ho utilizzato Olio extravergine d'oliva 100% italiano Dante e per la frittura delle crocchette Olita degli Oleifici Mataluni

2014-09-08

Vassoi pasticceria La Porcellana Bianca, tessuti Busatti

Era da tanto tempo che a inizio settimana non vi proponevo un dolce, ed è abbastanza tempo che non vi propongo un dolce così curato e studiato, ecco il frutto del riposo, dopo un mese di vacanza il cervello è più attivo e la pazienza in pasticceria da sempre i suoi frutti.


I nuovi stampi da marsigliese di Silikomart, i fichi freschi della mia terra e un vasetto di Zenzero candito Luvirie Riccione che con il suo piccantino ben si addice a carni e formaggi ma anche alla dolcezza del fico, sono stati il pretesto per creare questo dolcino che mi ha soddisfatto, nell'aspetto e ancor più nel gusto.
La ricetta base è quella dei financier francesi ma al posto delle mandorle ho utilizzato le nocciole. Con le nocciole volevo fare dei Baci di dama, dolcetti della tradizione piemontese, ma alla fine la creatività ha vinto
Financier alle nocciole con mascarpone, fichi e zenzero caramellato
Ingredienti per 10 dolcini
Per la base:
100 g di zucchero a velo
70 g di burro
60 g di nocciole
40 g di farina
4 albumi
Per la crema:
125 g di mascarpone
100 g di panna
25 g di zucchero a velo
Per completare:
10 fichi freschi
zenzero caramellato
Sciogliere il burro in un padellino cuocendolo fin quando diventa dorato, lasciarlo riposare in una ciotola fino a raffreddarlo. Frullare le nocciole con lo zucchero a velo e la farina, aggiungere alle polveri il burro e gli albumi lavorati con la frusta finché diventano schiumosi (non vanno montati a neve). Versare il composto negli stampini e cuocerli a 170° (forno ventilato) per 15 minuti circa.
Montare panna, mascarpone e zucchero a velo, versare la crema in una sacca da pasticcere e riempire il centro dei dolcini, completare con spicchietti di fico e zenzero caramellato.
Per la ricetta ho utilizzato zucchero a velo Ar-Pa. Lieviti

2014-09-05


Piatto conchiglia La Porcellana Bianca, cucchiaio Mori Italian Factory, canovaccio Busatti
I cereali nelle insalate sono davvero buoni il farro ad esempio è perfetto per una Insalata estiva a base di farro e verdura. Anche l'avena decorticata si presta molto bene ma la mia sfida culinaria dell'estate è stata l'utilizzo dei legumi in modo alternativo, si perché fanno bene, sono buoni ma vengono spesso utilizzati solo per zuppe e minestre e quindi d'estate se ne fa un uso certamente più limitato. Nelle insalate rendono davvero bene ma fino ad oggi mi ero limitata al più classico degli accostamenti tonno e fagioli, magari nella varietà rossi o bianchi di Spagna. Bene ho scoperto che i ceci danno dei risultati spettacolari nelle insalate o anche saltati con le spezie per accompagnare verdure, carne o pesce. 
Dovendo raccontarvi un'insalata che è davvero un gioiellino di gusto, non posso non legare il mio racconto al nuovo caso editoriale firmato SAGEP, Insalata da Tiffany è il titolo del volume a cura di Alessandra Gennaro che tenta di replicare il successo de L'ora del paté e raccoglie le insalate dell'MTchallege. Le insalate come dimostra il libro con le sue svariate ricette sono ormai tutt'altro che semplici contorni.
Dalla Belle Epoque con le ricette dei grandi Escoffier, Herbodeau, Pardini, Poupart e altri apprezzati cuochi prendono il via le ricette raccolte nel libro. Insalate che con i loro colori e sapori sono l'emblema della joie de vivre della Belle Epoque ma che vengono rivisitate da colleghi bloggers secondo il gusto e le tendenze contemporanee divenendo vere gemme di bontà.
Le immagini che arricchiscono il libro lo rendono davvero un volume prezioso, da collezionare e se Insalata da Tiffany è schizzato al settimo posto nella top ten dei bestseller di cucina su Amazon in sole 12 ore dalla pubblicazione una spiegazione dobbiamo pure darcela.
 L'insalata che vi propongo io non ha molti colori e restando in tema di preziosi possiamo dire che ha il colore dell'ambra ma è così ricca di gusto che dovevo assolutamente parlarvene.
Gli ingredienti sono semplici e facilmente reperibili: avena decorticata lessata, ceci saltati in padella con polvere di curry e baccalà ammollato e poi arrostito sulla bistecchiera per essere infine condito con aglio, olio e prezzemolo.
Insalata di avena, ceci al curry e baccalà arrostito
Ingredienti per 4 persone:
250 g di avena decorticata
500 g di ceci lessati
600 g di baccalà spugnato
1 cucchiaio di curry in polvere
1 spicchio d'aglio
olio extravergine d'oliva
sale
prezzemolo
Lessare l'avena in acqua salata e condirla con olio. Saltare i ceci con un filo d'olio, un pizzico di sale e la polvere di curry. Arrostire il baccalà e dopo averlo sbriciolato  condirlo con olio, sale, aglio  e prezzemolo. Disporre alla base del piatto l'avena, aggiungere i ceci ed infine il baccalà dopo aver eliminato l'aglio.

2014-09-02

Piatti Cartaffini
Quando sono al mare cucino molto meno che a casa ma ricevo molto di più. E' bello approfittare del periodo delle vacanze per rivedersi e ritrovarsi con amici e parenti ma nessuno dev'essere per ciò sacrificato, anche chi come me adora stare ai fornelli non vuole rinunciare alla mattinata adl mare per dedicarsi al pranzo. Basta organizzarsi e trovare i piatti giusti. Il must dell'estate che volge al termine sono state le mie conserve (formaggio, carne e pesce in barattolo) perfette per allestire un antipasto in un batter di ciglia, ma anche qualche primo gustoso e veloce per accontentare tutti. 
Quella che abbiamo battezzato la mia pasta dell'estate prevede prosciutto crudo, zucchine, pomodoro fresco e basilico e il risultato è stato sempre azzeccato. Ve ne voglio lasciare la ricetta perché è perfetta anche in città e con qualche modifica (che sto giùà mettendo a punto) anche nel prossimo autunno
La pasta dell'estate
Ingredienti pe 4 persone:
400 g di pasta corta (ma ci stanno benissimo anche spaghetti, linguine, gnocchi freschi)
1 cipolla rossa
2 zucchine verdi
150 g di prosciutto crudo in una sola fetta
3-4 pomodori
olio extravergine d'oliva
sale e pepe
basilico
Tritare la cipolla, affettare a spicchi le zucchine e ridurre il crudo a cubetti piccoli, rosolare il tutto in un fondo d'olio a fiamma vivace, aggiungere i pomodori privati della pelle e tagliati a tocchetti, sale, pepe e basilico spezzettato con le mani. Saltare nel condimento la pasta e servirla a piacere (ci sta bene) con del formaggio grana.
Ho abbinato un Fiano di Avellino Villa Raiano, fresco e sapido al contempo.
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