2015-05-21

Chef Rubio è ormai di fama incontrastata, chi non si è imbattuto almeno una volta restandone avvinto nel suo seguitissimo Unti e bisunti su DMAX? E chi non ricorda la precedente collaborazione con Birra Peroni di cui vi ho parlato quasi un anno fa in occasione dei mondiali di calcio?
Ecco adesso arrivano le nonne chef 2.0 con l’iniziativa “Nonne Do It Better” nata da una nuova (che prevedo già fortunata) collaborazione tra Peroni e Chef Rubio.
Ancora una volta Peroni marchio storico dell'italianità contraddistinto dal valore della passione, dopo il lancio delle nuove Peroni Forte e Peroni Senza Glutine, punta a rafforzare il binomio tradizione e genuinità pure in quest’epoca di alta cucina e chef stellati.
La nuova campagna digital “Nonne do it better” coinvolgerà le nonne italiane e i loro nipoti in un binomio di tradizione e innovazione. L’iscrizione delle nonne al contest, una gara di cucina on line, potrà essere effettuata dai nipoti fino al 30 giugno 2015 tramite Cuore Peroni, la piattaforma loyalty che, dopo aver coinvolto e intrattenuto più di 50.000 persone durante lo scorso anno, giunge alla terza edizione con un restyling generale, nuove sfide e una versione aggiornata dell’app per smartphone pronta ad ospitare il contest “Nonne do it better”.
Per iscrivere le nonne alla gara i nipoti dovranno condividere un breve video che vedrà come protagonista la nonna alle prese con la sua migliore ricetta . Sempre su Cuore Peroni si potranno votare le ricette migliori e partecipare alle sfide che periodicamente verranno lanciate a supporto dell’attività.
La parte divertente della gara vedrà Chef Rubio andare a far visita alle nonne che con la loro passione, avranno raccolto il maggior numero di preferenze dagli utenti e cucinerà insieme a loro. Così le nonne 2.0. saranno protagoniste di un web format a puntate e del ricettario online di “Nonne Do It Better”, mentre i nipoti delle vincitrici riceveranno in regalo tre casse di Peroni Gran Riserva.
Non vi resta che iscrivere le vostre nonne alla gara, partecipare alle iniziative Cuore Peroni e attendere il 20 settembre, giorno in cui conosceremo i nomi della nonne che avranno il piacere di tramandare i propri segreti a Chef Rubio e a tutti i fans di Birra Peroni.
Chef Rubio riconoscente alla nonna che lo ha nutirto con le sue prelibatezze gettando in lui il seme della passione che lo ha portato ad essere uno chef
si dice entusiasta della nuova collaborazione con Birra Peroni perché unisce la tradizione e la passione culinaria attraverso i legami più solidi e ancestrali, quelli che si tramandano di generazione in generazione. Il presupposto rimane la condivisione a tavola a cui si affianca la più moderna concezione di ‘condivisione’ sul web. "Trovo avvincente l’idea di rinsaldare il rapporto nonne e nipoti sia off-line che on-line. Per i nipoti sarà una riscoperta della tradizione, per le nonne una scoperta di nuove consuetudini”.
E visto che non riesco a congedarmi senza ricetta ve ne lascio una infallibile "da nonna direi" un classico brasato di muscolo che in omaggio a Peroni ho cotto con la birra, la doppio malto è perfetta. E' un piatto che fa subito casa servito con un purè di patate, della polenta o un risotto giallo come nel mio caso.
Muscolo brasato alla birra
Ingredienti per 4 persone
600 g di muscolo bovino
1 cucchiaio di farina
1 bicchiere di birra doppio malto
2 cucchiai di concentrato di pomodoro
1 rametto di rosmarino
1 foglia d'alloro
1 cipolla bionda
1 carota
olio extravergine d'oliva
sale e pepe
Tritare la cipolla e la carota rosolarli in un velo d'olio nella pentola a pressione, aggiungere il rosmarino e l'alloro e la carne in unico pezzo passata nella farina, rosolarla a fuoco vivace, sfumare con la birra e lasciar evaporare l'alcool, unire il concentrato di pomodoro, un bicchiere d'acqua e proseguire la cottura a pentola coperta per 45 minuti dal fischio. Al termine togliere il coperchio e far eventualmente restringere il liquido in eccesso avendo cura però di non far asciugare troppo la preparazione. Tagliare la carne a fette e servirla con il fondo passato e magari un risotto giallo o un purè di patate o anche della polenta.
Articolo Sponsorizzato

2015-05-20

E' forse nei dolci che si manifesta più di tutto la passione per la cucina e l'amore per i propri cari. In fondo di passare ore a preparare un dolce non vi è nessuna necessità ma quando lo si fa significa che amiamo davvero quello che stiamo facendo e dimostriamo comunque amore verso chi andrà a fruire del nostro lavoro. Sarebbe così semplice entrare in pasticceria e prendere un dolce già pronto ma in quelli manca l'amore ed il gusto senza questo ingrediente fondamentale rimane penalizzato.
Cinque diversi concorrenti. Una sola passione in comune: cucinare per amore. Un sogno li unisce diventare il degno erede di Kathleen Eaden, denominata «La regina della cucina», autrice di un famosissimo ricettario che dagli anni Sessanta ha ispirato intere generazioni. Ecco gli ingredienti de Il sapore sconosciuto dell'amore, il fortunato romanzo di Sarah Vaughan pubblicato da Garzanti. I cinque protagonisti del romanzo sono tutti convinti sostenitori dell'idea di Ms Eaden secondo la quale cucinare riesce a ridare colore a una giornata grigia. Ed è una fonte inesauribile di felicità. Ma non hanno ancora trovato la ricetta giusta per raggiungerla.
Tra le pagine di questo libro, in cui si respira l'aria della sfida, il potere magico del cibo è in grado di dare nuovo sapore alla vita.
«Ci sono molte ragioni per cucinare: per nutrirci; per regalare un'emozione; per definire noi stessi, e a volte, bisogna ammetterlo, per perfezionare la tecnica. Ma spesso cuciniamo per amare ed essere amati.»

 Dai concorsi culinari virtuali a quelli reali come Bake off Italia Dolci in forno che ha spopolato su Real Time ed ha visto trionfare nella sua seconda edizione la pugliese Roberta Liso.
«La pasticceria è chimica, ma senza passione il sapore non è lo stesso».  Ed è la passione che – assieme a zucchero, cannella, mandorle e agrumi – profuma le pagine del suo libro Dolci nati da un sogno pubblicato da Rizzoli. Non seguo molto la tv per cui ho conosciuto la Liso attraverso le pagine del libro e sono rimasta entusiasta dalla vitalità e dalla passione che caratterizzano le sue ricette. Più di 70, nate sotto il sole della Puglia: dalla fragranza dei lievitati ai sapori stuzzicanti della pasticceria salata, dalla fantasia di biscotti e dolcetti mignon alla creatività di torte di grande effetto. Senza dimenticare basi, creme e glasse gustose da abbinare a piacere.
Tante bontà create per le persone a lei più care da questa ragazza solare e determinata, perfette per regalare (e regalarsi!) momenti di pura delizia.
Il dolce che vi presento oggi rappresenta un mio sogno, mette insieme tutto quello che volevo vi fosse in un dolce di mio gusto: il croccante della sfoglia, la corposità del cioccolato, il morbido del pan di spagna, l'aroma del caffè e la voluttà del mascarpone allo zabaione.
Torta zabaione caffè e cioccolato
Ingredienti
per il pandispagna:
150 g di uova
80 g di zucchero
80 g di farina 00
1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia
per la crema ganache:
100 g di cioccolato fondente
100 ml di panna
12 g di burro
per la crema di mascarpone allo zabaione:
250 g di mascarpone
4 tuorli
4 cucchiai di zucchero
8 cucchiai di marsala secco
per completare:
1 disco di pasta sfoglia fresca
2 tazzine di caffè
cacao amaro
Per il pandispagna montare per 15-20 minuti le uova (pesate senza il guscio) con lo zucchero e la vaniglia. Aggiungere la farina setacciata con una spatola e cuocere a 180° in uno stampo da 24 cm di diametro, finché si asciuga e prende un lieve colore dorato. Srotolare la sfoglia e metterla in una teglia di 26 cm di diametro con i bordi che fuoriescono. Bucherellare con una forchetta e cuocere a 200° fino a doratura. Scaldare la panna fino al bollore e versarla sul cioccolato spezzettato, mescolare fino ad avere una crema liscia ed aggiungere il burro, far rassodare in frigo poi montare con le fruste e versare la crema sulla base di sfoglia, coprire con il pandispagna bagnato con il caffè.
Per la crema di mascarpone allo zabaione lavorare i tuorli con lo zucchero finché diventano chiari e spumosi, unire il marsala e poi portare sul fuoco a bagnomaria continuando a mescolare finché non s'inspessisce e vela il cucchiaio. Unire il mascarpone, lavorando bene la crema. Versare la crema in una sacca da pasticciere e coprire di crema la base di pandispagna. Lasciar raffreddare in frigo per almeno quattro ore poi spolverizzare di zucchero a velo e servire.

2015-05-17

Canovaccio Busatti
Certo essendo sempre in giro ad assaggiare la cucina altrui il gusto non può che affinarsi, contrapponendosi al girovita in estensione. Essendo io ottimista di natura cerco però di vedere il bello e il buono di ogni cosa  e anziché pensare alla prova costume (ahimè! sempre più prossima) mi sento fortunata ad avere la possibilità di assaggiare nuovi piatti e di avere poi la possibilità di creare nuovi accostamenti tra le pareti della mia cucina. Sono tornata sulla liquirizia, la base è sempre l'ottima polvere di liquirizia Amarelli e stavolta l'ispirazione l'ho avuta da un sacchettino di zucca disidratata.
 La Società Agricola Malbosca di Rivanazzano Terme, nell'Oltrepo Pavese produce fragole, frutta e verdura disidratata. Coltivano sui loro terreni, seguendo i principi della lotta integrata, i prodotti che vengono disidratati all'interno del loro laboratorio.
Fragole, mele, minestroni di verdura, zucchine, pomodori, carote, radicchio, peperoni, borragine, zucchine, spinaci, zucca vengono disidratati utilizzando un processo di disidratazione "a freddo" ossia non vengono superati i 40 gradi di temperatura. E' una tipologia di prodotto in continua crescita, sta andando a sostituire il surgelato, sia per la comodità che rappresenta, ma soprattutto per la sua bontà e naturalezza. Ho assaggiato la zucca in questo risotto e l'ho trovata davvero buona, piena di sapore e colore come come una zucca fresca...solo assai più pratica. L'ho utilizzata per un semplice risotto arricchito con pancetta croccante e polvere di liquirizia.Risotto alla zucca con pancetta croccante e polvere di liquirizia
Ingredienti per 4 persone:
360 g di riso Carnaroli
1/2 cipolla bionda
50 g di zucca disidratata
100 g di pancetta stagionata
1/2 bicchiere di vino bianco
brodo vegetale
20 g di burro
olio extravergine d'oliva
polvere di liquirizia
2 cucchiaiate di grana grattugiato
Tritare la cipolla e soffriggerla con metà della pancetta tagliata a  dadini con un po' d'olio, unire la zucca disidratata e il riso, lasciar tostare il riso, bagnare con il vino e poi con un po' di brodo, portare a cottura unendo un po' alla volta il brodo. Alla fine mantecare con il burro e il grana. Tagliare a fettine sottili la pancetta restante e dorarla senza condimenti in un padellino. Disporre il riso nei piatti caldi e completare con qualche fettina di pancetta croccante e una spolverata di liquirizia.
Ho abbinato a questo piatto un Sauvignon Tenuta Luisa un vino molto aromatico che ben si addice a piatti dal gusto deciso e speziato.

2015-05-15

Per I Percorsi del Gusto di Diritto di Cronaca ho fatto sosta a Castrovillari presso La taverna degli ammirati. 
Se cercate un posticino curato, dall'ambiente moderno e rilassante con possibilità di godere la terrazza quando il clima lo permette fermatevi a mangiare alla Taverna degli Ammirati. Sedetevi e scegliete dal vasto menù che varia a seconda della stagione e della disponibilitá delle materie prime reperite in ambito locale oppure lasciatevi consigliare dallo chef ma non aspettatevi grandi abbuffate di antipasti con salumi e formaggi industriali, ogni piatto che esce dalla cucina di Luigi Ammirati ha un suo perché e una sua ragione d'essere. Il locale è piuttosto recente ma la fama dello chef è ben nota non solo a Castrovillari e i suoi piatti più famosi e riusciti lo seguono da tempo.
Luigi Ammirati è uno che vive intensamente la cucina, che sa quel che mette nel piatto e - a costo di risultare poco popolare - sa cosa consigliare ai suoi avventori secondo il momento e la persona che ha di fronte, fidatevi è uno che lavora con le porte della cucina aperte, mostrando a chi si siende ai tavoli cosa fa. I prezzi sono ottimi e fanno di questo gradevole localino un posto molto gettonato oltre che per le cene tra amici anche per le pause pranzo di lavoro.
Abbiamo assaggiato una delicata e gustosa insalata di polpo (perfettamente cotto) con pomodorini idroponici di Sibari.

I fusilli del pastore sono uno dei piatti più richiesti e riusciti ed all'assaggio ce ne spieghiamo la ragione. Un mix di ricotta, scamorza affumicata, rucola e olive nere ne fanno un piatto azzeccato che ci offre un pieno di gusto pur nella semplicità degli ingredienti utilizzati, tutti di facile reperibilità.

La vera bandiera di Luigi Ammirati sono gli Spaghetti al fuoco di Bacco, cotti nel vino rosso, piccanti al punto giusto e completati da olive nere, questo è il piatto che ci da conferma di quanto la cucina di Ammirati sia molto personale e originale, questo è un piatto che è da sempre in carta e non subisce alcuna flessione essendo amato tanto da chi lo prepara quanto da chi lo ordina.

Grigliate e tagliate (di vitello ma anche di culatello di suino) sono i secondi più apprezzati, semplici ma mai banali negli accostamenti. Assaggiamo la tagliata con porcini rucola e frutti rossi, in cui la dolce acidità dei frutti ben contrasta la dolcezza della carne e il sapore dei porcini. Siamo deliziati davanti alla tagliata con noci e verdure, un piatto originale, succulento e perfettamente eseguito.
Assolutamente da provare il cannolo siciliano rivisitato e destrutturato dallo chef, una profumata crema di ricotta vaccina, ricca di canditi e gocce di cioccolato trova il suo giusto completamento nella crocantissima sfoglia preparata secondo la ricetta siciliana.
Non vi offendete se leggete sul menù "Meno siamo meglio stiamo", Luigi Ammirati e sua moglie, due persone davvero squisite, vi accolgono come se foste a casa loro e quando agli ospiti ci tieni sembra giusto e doveroso dedicargli lo spazio e l'attenzione che meritano.
 
La taverna degli ammirati
Via Isonzo, 16
87012 Castrovillari (CS)
Tel. 098122131 – Cell 3408399150
e-mail: lui.ammi@gmail.comTORANTE LA TEVERNA D

 

2015-05-13


Piatto e teiera La Porcellana Bianca, runner Busatti
 
Storie di Cucina de Il Corriere della Sera è arrivato all'uscita n. 16, il libro che trovate in edicola questa settimana è Le relazioni culinarie di Andreas Staikos in cui due vicini si sfidano a colpi di piatti della più saporita cucina greca per conquistare la medesima ragazza. Una storia che scorre piacevolmente tra gli effluvi dei piatti prelibati che nascono sui fornelli di Damocle e Dimitris. Un racconto spiritoso e sensuale scandito da diciassette golosi menù in una guerra fino all'ultimo, amaro boccone.
Le sfide sono sempre stimolanti ma quando si tratta di sfide culinarie il no proprio non lo so dire. Mi hanno proposto di partecipare ad una iniziativa legata ad un nuovo progetto nato dalla collaborazione tra il Bistrot Les Pommes di Via Pastrengo 7 a Milano e Dammann il celebre tè che raccoglie profumi lontani e gusti intensi di culture diverse. Il mio compito era quello di creare un piatto con una delle miscele Dammann, ovviamente non ho saputo dire di no e seppure raramente avevo utilizzato il tè come ingrediente stavolta proprio ho dovuto farlo e ne sono rimasta troppo contenta tanto da pensare già a nuovi succulenti abbinamenti.
Ho scelto il tè Oolong Jujube, un mélange unico di tè oolong scuro con foglie attorcigliate e pezzi di giuggiole disidratate che ricorda nell'aroma la mela caramellata, per marinare la mia lonza ed ho servito l'arrosto con croccanti patate al burro, davvero delizioso.
A voi la ricetta e l'invito a sperimentare, nella vita ogni traguardo - piccolo o grande che sia - impone di superare qualche ostacolo, è il superamento di ogni ostacolo che rende il raggiungimento del traguardo più appagante.
Arrosto di lonza al tè di giuggiole
Ingredienti per 4 persone:
600 g di lonza di maiale in un solo pezzo
2 cucchiai colmi di tè Oolong Jujube + 2 cucchiaini
zucchero
sale e pepe nero
6 patate medie
50 g di burro
olio extravergine d'oliva
Condire la lonza con sale, pepe e zucchero, Massaggiare bene anche i due cucchiai di tè su tutta la superficie, avvolgere in pellicola e lasciar marinare per 3-4 ore. Pulire la carne dalla marinata e tenere la parte le giuggiole, rosolare la carne a fuoco vico con un filino d'olio, rigirandola su tutti i lati.
Intanto preparare una tazza di tè con i due cucchiaini di foglie, mettere l'arrosto rosolato in una teglia, aggiungere le giuggiole tenute da parte e il tè preparato filtrato. Coprire con stagnola e cuocere in forno caldo a 190° per 25-30 minuti.
Pelare e affettare sottilmente le patate, tenerle a bagno in acqua per mezz'ora poi asciugarle e disporle in due strati in teglia condendo ogni strato con sale, pepe e il burro fuso mescolato con olio. Infornare le patate fino a che risultano dorate e croccanti. Affettare l'arrosto e servirlo con il saporito fondo di tè e le patate croccanti.

2015-05-10

Che ci fa una mia torta con un numeretto sopra?
Bè stavolta mi sono divertita davvero a partecipare alla I edizione della gara di torte Dolce Mamma organizzata alla Scuola dei miei bambini.
Il tema erano le torte farcite ed io ho partecipato con una torta semplice e molto gustosa, una base al cacao (quella del ciambellone di Ady) farcita di crema alla liquirizia e coperta di cioccolato bianco con decori di cioccolato fondente, non ho vinto la gara perché devo dire che le mamme sono davvero tutte brave con i dolci ed alcune decorazioni erano davvero perfette come potete vedere dalla foto che ritrae parte delle torte in gara ma ho ricevuto molti complimenti ed alcuni mi hanno chiesto la ricetta che oggi posto con la speranza che venga riprodotta ed apprezzata. 
Non ho fatto in tempo a fotografare l'interno della torta ma posso mostravi quello della precedente medesima preparazione.
Torta alla liquirizia e cioccolato
Ingredienti
Per la base:
250 g di zucchero
250 g di farina
3 uova
130 g di olio di oliva leggero o di semi di arachidi
130 g di acqua
1 bustina di lievito per dolci
30 ml di whiskey
4 cucchiai di cacao amaro
1 cucchiaino di liquirizia in polvere
Per la crema alla liquirizia:
2 uova
50 g di zucchero
125 g di burro
1pizzico di sale
1 cucchiaino colmo di polvere di liquirizia
Per la copertura e la decorazione:
200 g di cioccolato bianco
100 ml di panna
50 g di cioccolato fondente
Per la base: Montare le uova con lo zucchero fino a farle diventare spumose, aggiungete l'olio, l'acqua, il liquore, la farina ed infine il lievito setacciato e il cacao. Versare l'impasto nello stampo da 26 cm e cuocere in forno caldo a 180° per 35- 40 minuti (dipende dal forno) provare comunque con lo stecchino.
Per la crema: frullare le uova intere con uno sbattitore per un paio di minuti. Aggiungere lo zucchero e il pizzico di sale continuando a frullare, mettere il composto sul fuoco a bagnomaria e sbattere sempre finché non risulterà cremoso e facendo attenzione a non far bollire l'acqua.
Levare dal fuoco e continuare a sbattere fino a far raffreddare la crema. A parte montare il burro ammorbidito per 15 minuti fino a renderlo spumoso, aggiungere la polvere di liquirizia e poi unirvi con una frusta a mano la crema di uova preparata in precedenza.

Farcire con la crema la torta tagliata in due in orizzontale dopo averne pareggiato la superficie.
Scaldare la panna e versarla sul cioccolato bianco spezzettato, amalgamare fino a rendere la crema lucida e uniforme, versarla sulla torta e lasciar rassodare in frigo per una mezz'ora poi sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente versarlo in un conetto di carta per decorazione e completare la torta con decori a piacere.
* per la ricetta ho utilizzato polvere di liquirizia Amarelli

2015-05-07

Stoviglie La Porcellana Bianca
Domenica è la festa della mamma ed il regalo più grande per me è davvero semplicemente esserlo. Con i bambini sto imparando tante cose, sto imparando sul campo ad essere genitore e soprattutto a capire che non siamo noi a dare a loro ma loro che quotidianamente ci danno e c'insegnano tanto, loro riflettono i nostri difetti inducendoci a migliorare anche come persone e non solo come genitori. Mi accorgo che davvero osservano tutto e mi conoscono più di quanto io conosca me stessa. I momenti educativi si mescolano a quelli ludici ed  è davvero ogni giorno un piacere sempre più grande essere la loro mamma.
Non sono una mamma con tanto tempo a disposizione ma sono molto presente e cerco sempre anche nel mio caotico da fare di introdurre in loro qualche "pilloletta" di amore per il sapere.
Continuano le nostre scoperte gioco con G-Baby del Gruppo Editoriale San Paolo, non solo il mensile, pur sempre ricco di spunti, ma anche gli speciali dedicati ai giochi. Fiabe in gioco stavolta è davvero "di stagione" con Jack e il fagiolo magico e La principessa sul pisello, due storie che già i miei figli amavano e ai cui personaggi hanno potuto finalmente dare un volto. Fiabe da leggere ascoltare, guardare, disegnare e anche colorare quelle di G-Baby Fiabe in gioco.
Ormai siamo diventati più fattivi...usiamo fogli, forbici e colori a tutto spiano. Giulio che è più grande ama moltissimo e sempre più disegnare (come me da piccola) ecco perché non potevamo proprio farci mancare Il mio primo libro pop up Costruisci il Circo pop up pubblicato da Effigi. Il nostro circo tra colori ed intagli sta prendendo vita pagina dopo pagina con giocolieri, clown, leoni e molto altro ancora!
E' bellissimo seguire con loro una storia per imparare magari le tradizioni di un luogo, lo stiamo facendo con La dolce strada di Veronica Grandetti e Nicola Natili pubblicato da Edizioni Il Leccio; una storia sui dolci tradizionali senesi raccontata attraverso gli occhi della piccola e curiosa Caterina, la nipote di una famiglia di mezzadri che in un percorso sentimentale fatto di famiglia, oggetti, luoghi, personaggi, costumi e modi di dire ci porta alla scoperta di del territorio senese e della sua tradizione dolciaria. Già immagino come sarà bello portarli magari in quei luoghi conosciuti attraverso il libro a scoprire dal vivo quei manicaretti di cui abbiamo letto e che magari abbiamo pasticciato nella nostra cucina con le ricette di cui il libro è fornito.
Non è tutto oro quel che luccica però e anch'io sono una mamma imperfetta che perde la pazienza e a volte viene tiranneggiata dai piccoli da cui non riesce sempre a farsi ascoltare.
Ai genitori stressati che si spazientiscono per nulla consiglio un bel libro edito da BUR Urlare non serve a nulla di Daniele Novara per imparare a gestire i conflitti con i figli, per farsi ascoltare e guidarli nella crescita. Io personalmente ho dei noduli alle corde vocali e dovrei stare in assoluto riposo vocale per cui ho fatto di necessità virtù cercando di imparare da Daniele Novara, uno dei maggiori pedagogisti italiani e massimo esperto di conflitti interpersonali che raccoglie in questo libro riflessioni e indicazioni pratiche per spiegare come imparare a controllare le proprie reazioni emotive e riuscire, con la giusta organizzazione, a farsi ascoltare efficacemente e gestire nel modo migliore i conflitti che quotidianamente si generano con i figli. Tante sono le storie vere raccolte nel suo lavoro di sostegno ai genitori – dai capricci dei piccoli ai dubbi sull’uso delle punizioni, dalla divisione dei ruoli tra madre e padre alle tipiche discussioni della prima adolescenza –da cui parte l’autore per mostrarci la strada per un’educazione basata su regole chiare, organizzazione e una buona comunicazione, che mette i genitori in grado di aiutare i figli a crescere, sviluppando tutte le loro risorse.
A parte l'educazione, argomento sempre spinoso, anche in cucina  penso si possano trovare dei punti di contatto per unire genitori e figli e trasformare l'esigenza dell'alimentarsi in gioco e divertimento.

Ho dei bambini sani, al momento senza intolleranze e/o allergie note, però stavolta ho voluto pensare a quai bambini  (tanti purtroppo) che non possono assumere lattosio ed ho ricreato la ricetta dei dolcetti alla crema e frutta privandoli del tutto di latte e grassi animali, il risultato un dolcino leggero che realizzato in piccolo formato permette di giocare con loro all'ora del tè ottenendo una merenda sana, gustosa e giocosa da condividere.
Le tazze del tè le ho sostituite con un modello largo da caffè per ottenere l'effetto miniatura.
Dolcetti alla crema e frutta senza lattosio
Ingredienti
Per la base:
250 g di zucchero
250 g di farina
3 uova
130 g di olio di oliva leggero o di semi
130 g di acqua
una bustina di lievito per dolci
30 ml di limoncello
Per la crema all'acqua:
4 tuorli
 500 ml di acqua
100 g di zucchero
50 g di farina
la scorza di un limone
Per completare:
Fragole e Kiwi o altra frutta fresca
zucchero a velo
Montare le uova con lo zucchero aggiungere i liquidi e poi la farina setacciata con il lievito, versare il composto negli stampini (se si tratta di piccole formine ne verranno oltre 20)e infornare a 180° finché risulteranno dorati. Intanto preparare la crema, portare a bollore l'acqua con la scorza. Montare i tuorli con lo zucchero, aggiungere la farina e l'acqua un po' alla volta continuando a mescolare. Addensare a fuoco dolce mescolando fino a che la crema risulterà di consistenza soda. Far raffreddare la crema farcire i dolcini e decorarli con la frutta e lo zucchero a velo.
Con la piccola Aurelia condividiamo spesso una tazza di tè o una tisana, con questi dolcini  abbiamo particolarmente apprezzato questa miscela di tè  di La via del Tè. La miscela Romeo e Giulietta è perfetta per i romantici e i sognatori, tè verde con papaya, fragola e petali di rosa dal profumo dolce e fruttato e dal sapore soave e delicato.
Se  l'idea di una merenda speciale vi alletta e  vi trovate magari a Milano approfittate dell'evento organizzato da Gallucci Editore   il prossimo 9 maggio alle ore 17  una presentazione/laboratorio del libro Facciamo merenda! di Miralda Colombo presso la Libreria dei Ragazzi di Milano (via Tadino, 53)
Un laboratorio di cucina durante il quale i bambini che parteciperanno prepareranno la loro merenda insieme a Miralda e a Cecilia Viganò (in arte Cevì, illustratrice del volume).

2015-05-04

Tessuto Busatti, pirofila Wald

Un piatto può nascere da una suggestione, un luogo vissuto, visto o conosciuto anche solo attraverso le pagine in cui è narrato.
Mi sono lasciata assorbire dalla piacevole scrittura di Andrea Zanfi e dal suo "Sicilia. L'Isola e il Mediterraneo. Storie di amori e vini" pubblicato da Salvietti & Barabuffi. Un intreccio narrativo che prende il via tra le stanze di un antico baglio siciliano, ricco di leggende, ricordi e storie dimenticate o mai narrate. Un libro che attraverso le parole e le immagini diventa quasi una dichiarazione d'amore alla Sicilia, l'isola più grande del mediterraneo, protagonista indiscussa di questo pregevole volume. Sicilia intesa sia come terra fertile per l'uomo, che come donna forte e caparbia che cerca di resistere alle avance del suo innamorato Mediterraneo. In mezzo a tutto questo le storie dei produttori vinicoli che con impegno e dedizione - e non senza difficoltà - trasformano i suoi generosi frutti in prodotti esportati e conosciuti in tutto il mondo.
Quando dico Sicilia penso alla norma, un piatto che trasuda Sicilia da ogni poro, un primo che amo e che sempre mi riporta col pensiero alla sua terra d'origine.
Ho preparato una norma ricca e succulenta con gli speciali pennoni del pastificio calabrese Pisani & Pasta e l'ho resa ancora più golosa arricchendola di buona mozzarella  e ricotta salata per passarla poi in forno appena quindici minuti il tempo di far fondere la mozzarella e i sapori tutti tra di loro. 
Pennoni alla norma infornati
Ingredienti per 4 persone:
400 g di pennoni (o anche paccheri)
1 grossa melanzana lunga
400 g di pomodori pelati
1 spicchio d'aglio
olio extravergine d'oliva
basilico
sale e pepe
200 g di mozzarella (fior di latte)
4 cucchiai di ricotta salata grattugiata 
Schiacciare l'aglio e soffriggerlo con un po' d'olio unire i pelati schiacciati, salare pepare e proseguire la cottura fino a far addensare il sughetto, eliminare l'aglio e aggiungere le foglie di basilico spezzettate. Tagliare intanto la melanzana a fdttine e friggerle in altro olio, scolarle ed aggiungerle al sugo preparato, regolare di sale.
Lessare al dente i pennoni condirli con il sugo alle melanzane e la ricotta salata, aggiungere la mozzarella a dadini, versare in una pirofila e infornare per 15 minuti, finché la mozzarella non sarà sciolta.
A questo piatto ho deciso di abbinare un vino siciliano: il Symposio del Feudo Principi di Butera, un rosso prodotto con il 65% di uve  Cabernet Sauvignon, 30% Merlot e 5% Petit Verdot, che si sposa alla perfezione con i piatti della tradizione siciliana

2015-04-30

Stavolta con I Percorsi del Gusto di Diritto di Cronaca mi sono concessa l'eccellenza.
 In un borgo dell'entroterra qual è Morano Calabro nessuno si aspetta di trovare un ristorante in cui si cucina pesce e nessuno si aspetterebbe mai di poter assaggiare una cucina di mare moderna e creativa. L'antico Borgo dello chef Pierlugi Vacca è proprio l'eccezione che conferma la regola.


Un locale classico e raffinato nel cuore del bellissimo borgo di Morano Calabro (CS), uno dei borghi più belli d'Italia. Di questo posto e del suo patron avevo sentito parlare bene ed avevo letto ancor meglio su guide e quotidiani ma finché non mi sedevo ad un tavolo non potevo immaginare che fosse tutto ancor meglio dal vero. 
Qui si servono piatti dai sapori singolari, studiati e ragionati, creativi ed a volte eccentrici ma mai fuori dalle righe, anzi sempre genuini ed attentissimi alla materia prima, specchio perfetto di tutta la passione che Pierluigi Vacca mette nel suo mestiere, la sua arte.
Vastissima la carta dei vini, più di 200 etichette che si arricchiscono di anno in anno e che ben rappresentano tutto il territorio nazionale.
Ci viene servita subito come entrée un'ultima creazione dello chef, una freschissima gelatina di pomodoro e zucchine con frutti di mare che sprigiona in bocca un gusto pieno d'estate facendoci pensare a calde ed assolate spiagge estive.
Come antipasti vi è davvero l'imbarazzo della scelta. L'insalata di pesce stocco e cardoncelli con melograno e gelato all'olio e al bergamotto così come l'insalata di gamberi rosa con fave fresche, pomodorini confit e olio al cedro ci fanno subito capire che ci attendono inconsueti e graditissimi accostamenti. 
Sublime lo sformatino di baccalà e melanzane con crema di peperoni, un piatto di cui non se ne ha mai abbastanza. Notevole e insolito anche il tortino di alici ripieno di lenticchie che ci viene servito su una gustosa salsa di ortiche.
 Il top si raggiunge per me con la tagliatella di seppia marinata all'aceto servita con una mousse al gorgonzola e cono al sesamo, chi mai avrebbe detto che ingredienti tanto diversi potevano tra loro sposarsi così bene?
La calamarata con baccalà, limone e olive taggiasche ci riporta un po' verso la tradizione senza mancare tuttavia di meravigliarci per la ricchezza di profumi mediterranei che da essa si sprigionano.
Il riso di Sibari trova il suo ideale completamento con una crema di piselli, salmone affumicato e polvere di liquirizia. Un gusto rotondo esaltato alla perfezione dall'Efeso di Librandi, un bianco IGT Val di Neto prodotto con uve Mantonico.
Il filetto di tonno scottato alla piastra con con pistacchi,sale grigio e gelato al basilico è semplicemente ineccepibile per gli accostamenti, la cottura e la stessa presentazione.
La mousse al bergamotto con riso croccante al lampone completa nel giusto modo un pranzo senza pari.
L'Antico Borgo offre una cucina che merita una visita di tanto in tanto, anche per provare un solo piatto alla volta magari in sostituzione della consueta uscita per una pizza, come precisa lo chef che ci consiglia di assaggiare volta per volta i nuovi piatti del menù in continua evoluzione. Concedetevi l'eccellenza non ve ne pentirete aggiungo io.
Ristorante L'Antico Borgo
Via Domenico Cappelli 53
87016 Morano Calabro (CS)
Tel. 0981 30002
http://www.ristoranteanticoborgo.com/

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