2010-03-30

Piccola premessa. Quest'anno avevo deciso di non comprare colombe per Pasqua onde evitare il problema smaltimento delle stesse nel dopo festa, visto che si fa fatica a finirle tanto sono sempre mediocri le colombe del supermercato.
Ma il problema è, l'ho capito solo ora, che le colombe non sono tutte uguali, possono essere uguali gli stampi di cartone che si utilizzano per la cottura ma il prodotto che ci sta dentro no di sicuro.
Si fa presto a dire Colomba, consiglio quindi di fare molta attenzione a quello che si porta a casa.
Io ho portato a casa Loison e ne sono veramente felice, una classica in versione mini da mezzo chilo, comoda se si è in pochi e non si vogliono avere avanzi; una con crema di limone, sublime per dirla con un solo aggettivo e una Veneziana Classica, con la quale spero (dico spero perchè è difficile che arrivi alla data) di fare colazione la mattina di Pasqua.

Con franchezza quindi le colombe di Dario Loison, che non hanno certo bisogno delle mie presentazioni, sono di quelle che rifiutano le manipolazioni, semplicemente perché sono buone così. Ma siccome l'altra sera m'era venuto lo schiribizzo di un dolcino speciale ho creato delle barchette di cioccolato fondente che ho farcito con una crema di mascarpone e panna e completato con dadetti di colomba classica saltati in padella con un velo di burro e flambati con un po' di rum.
Un dolcino buono, facile da realizzare che per il pranzo di Pasqua possiamo rielaborare ricorrendo a delle mezze uova di cioccolato come involucro del dolce sicuramente più belle e comode delle barchette che ho realizzato io.
Ingredienti per 6 porzioni
6 barchette o mezzi gusci di cioccolato fondente
250 g di mascarpone
200 ml di panna fresca
3 cucchiai di zucchero a velo
6 fettine di colomba tradizionale con uvetta e canditi Loison
1 noce di burro
1 bicchierino di rum
Montiamo la panna fredda con lo zucchero e il mascarpone e suddividiamola nei gusci di cioccolato, teniamo in frigo fino al momento di completare. Tagliamo la colomba a cubetti e saltiamola in padella con  il burro sciolto, versiamo il rum e flambiamo inclinando la padella, quando la fiamma si spegne suddividiamo i cubetti caldi e croccanti sulla crema di mascarpone  e panna, serviamo subito.

2010-03-29

Quando ho dato la data ultima (31/03) per la mia raccolta Il gusto in un cucchiaio non avevo tenuto conto che cadesse proprio nella settimana santa quando tutti siamo impegnati per i preparativi di Pasqua e Pasquetta.
In virtù di ciò ho deciso di concedere una proroga per consentire la partecipazione al contest al maggior numero di bloggers.
Il concorso scade il 15/04/2010 aspetto i vostri contributi.

2010-03-26

Di pasticci in cucina ne ho combinati tanti fin ora,  ma non  mi ero mai dedicata alla decorazione di un uovo di Pasqua, anzi -a dirla tutta- la cosa mi spaventava.
Quest'anno però la storia è diversa ho il mio pulcino a cui dedicare l'uovo decorato per cui quando ho sentito dell'iniziativa Decora la tua Pasqua con Caffarel ho deciso di partecipare ed il risultato è nella foto.
Ho creato un prato di granella di pistacchi e un vasto cielo azzurro come quello che auguro di incontrare al mio batuffolo nella sua vita, con qualche nuvola si ma di quelle soffici e delicate che rendono il cielo (e quindi la vita) più interessante, ho completato il quadro con pulcini, fiori e una colombina che vola alta nel cielo. Questo è il mio uovo ora vado ad inserirlo su Made in Kitchen.

2010-03-23


Era da tanto che volevo provare a pralinare le nocciole, finalmente ci sono riuscita e anzi ho fatto di più. Li vedete quei croccatini in basso avvolti nelle cartine bianche? Ecco di tratta di nocciole pralinate rivestite di cioccolato fondente ed avvolte nel cacao amaro. Una vera tentazione! le ho incartate singolarmente perchè altrimenti facevano la fine delle ciliegie. Invece così scartandole uno dopo l'altra c'è la possibilità di rendersi conto di quello che si sta facendo. Ve ne lascio la ricetta, perché vi voglio troppo bene e per pasqua è carino offrire qualcosa preparato da noi magari potete avvolgerli in cartine dai colori pastello per un effetto a tutta primavera.
Le nocciole che ho utilizzato sono quelle di Noberasco, semplici nocciole al naturale, non tostate, non trattate ma solo sgusciate.
Nocciole pralinate:
1 tazza di nocciole
1 tazza di zucchero
1 tazza di acqua
Versate tutto in una capace pentola e portate a bollore, poi mescolate con un cucchiaio di legno finché lo zucchero si rapprenderà attorno alle nocciole.
Una volta raffreddate, se riuscite a resistere alla tentazione di farle fuori tutte potete coservarle in un vaso di vetro a chiusura ermetica o preparare i croccantini per i quali occorrono:
nocciole pralinate
cioccolato fondente
cacao amaro in polvere
Basta sciogliere il cioccolato a bagnomaria, tuffarvi una per volta le nocciole e rotolarle nel cacao amaro.
Una volta asciugate possono essere confezionate singolarmente o conservate in un barattolo di vetro.

2010-03-18

Giulio, come potete vedere, cresce bene. Tra qualche giorno compirà il suo settimo mese, ha iniziato con le pappe e sembra molto gradire la nuova e più varia alimentazione. Certo adesso che sono mamma inizio a pensare alla  difficoltà di conciliare il mio nuovo ruolo con il lavoro, Giulio ancora tutto sommato è piccolo e lavorando in proprio, a mio rischio e pericolo, posso permettermi ancora di dedicargli gran parte della giornata. Penso però che appena il "lasagnetto" sarà un po' autosufficiente il tempo che potrò dedicargli sarà molto di meno, considerati gli impegni lavorativi e tutto il resto.
Oggi sono riflessiva e sto pensando a tutte le mamme che vivono la mia stessa situazione, immagino che chi come noi non possa stare con i propri cuccioli ventiquattr'ore su ventiquattro debba essere più attenta alla qualità del tempo che dedica ai figli.
Non riempiamo sti poveri bambini di regali materiali ma regaliamogli il nostro tempo, ogni tanto facciamo uno strappo alla regola, rinunciamo a qualche obiettivo sul lavoro, a vedere la casa linda e in perfetto ordine e dedichiamoci completamente a loro.
Un modo carino per passare un po' di tempo insieme ai bambini è cucinare con loro, impastare e spignattare ci unisce a loro, li rende felici e ci rasserena.
Mi rivolgo alle mamme lavoratrici oggi spegnetelo un po' prima quel PC davanti a voi, fate un salto in libreria e acquistate uno dei libri che sto per consigliarvi, poi tornate a casa sedetevi comodamente in poltrona coi bambini, leggetegli una storia, lasciate che siano loro a prendere confidenza col testo e le immagini e poi magari spostatevi in cucina e coinvolgeteli preparando qualcosa di speciale insieme a loro.
Per una volta non badiamo alla farina qua e là, perché se anche un po' si sporca non c'è gioia più grande di vedere la felicità rifelssa negli occhi dei nostri bambini. Senza contare che se vogliamo tirar su dei buongustai dobbiamo avvicinarli alle gioie della buona tavola sin da piccoli.
Ho trovato dei volumetti molto interessanti e nell'attesa di poter con Giulio assaporare le gioie di cui vi dicevo mi accontento di sentire l'effetto che questo passatempo fa sulla mia nipotina e, credetemi, è davvero magico.



INDOVINA CHI VIENE A MERENDA edito da Leonardo Publishing e illustrato dalla bravissima AnnaLaura Cantone è una storia sospesa tra la realtà e la fantasia in cui la bambina protagonista si ritrova a mangiare con i personaggi delle fiabe classiche che hanno gusti un po' diversi da quello che abbiamo sempre creduto, pensiamo solo al lupo di Cappuccetto rosso che è addirittura vegetariano. Il libro è scritto in versi (i testi sono di Giacomo Gazzola) e le ricette, che invogliano ad un'alimentazione sana seppur golosa, sono tutte riproducibili.
TROPPO BUONO! Tante ricette per tutta la famiglia, a cura di Chiara Stancati con illustrazioni di Francesca Rossi per Lapis edizioni , è un vero manuale di cucina per grandi e bambini, nelle oltre cento pagine che lo compongono, dispensa ricette, varianti, preziosi consigli, spiritose presentazioni e piatti speciali per ogni occasione da festeggiare. E' diviso in quattro sezioni: la prima dedicata agli impasti base; la seconda di ricette sfiziose e genuine con cui i grandi possono stupire i bambini ogni giorno; la terza con piatti da preparare e decorare insieme e poi l'ultima dedicata proprio ai piccoli con ricette facili, decorazioni e lavoretti originali per arricchire i piatti e la tavola. Senza dimenticare che il volume, consigliato dal nutrizionista, applica il "metodo dei colori" per imparare a mangiar bene divertendosi.

Di Edizioni Gribaudo è invece PICCOLI CUOCHI cucinano per mamma e papà un magico ricettario dedicato a tutti i piccoli cuochi che voglio preparare fantastici piatti senza forno e fornelli, ovviamente le splendide illustrazioni spiegano in modo chiaro i passaggi da effettuare per non sbagliare la realizzazione dei piatti. Seguendo Polpetta e Cipollino, aiutati dal fido Babà, ogni bimbo potrà facilmente trasformarsi in un esperto chef.

E per i più grandi, che vorremmo a torto subito adulti, due fantastici libri di Nuove Edizioni Romane: un classico di Roberto Piumini IL CUOCO PRIGIONIERO, e una novità AVVENTURE IN CUCINA Ricette per ridere di Emanuela Da Ros.
 Il primo narra la vicenda di Totò Sapore, il cuoco che riesce ad uscire di prigione inventando un cibo "tondo come il mondo...dei colori della terra e del cielo...caldo come inferno e profumato come paradiso". La storia che ha ispirato il famosissimo film d'animazione, è riproposta in un elegante volume illustrato da Cecco Mariniello.
Avventure in cucina è invece un libro "doppio", in cui la storia narrata, ricca di gustosi imprevisti è l'occasione per far conoscere ai ragazzi alcune basi dell'arte culinaria, i capitoli sono suddivisi dall'antipasto al dolce. Il volume è arricchito dalle illustrazioni di Gloria Francella.

2010-03-15

Una nuova delizia di onesta cucina. Rovistando nella dispensa mi sono imbattuta nelle cicerchie dei Campi Flegrei del DOC II di Garofalo e in un pacco di occhi di lupo Garofalo, ho pensato che si trattasse del matrimonio perfetto, bastava aggiungere l'elemento "frizzante" e il piatto sarebbe stato un successo. Così è stato , quel certo non so che l'ho dato con le cozze e mio marito ancora parla della perfezione di quel piatto.
Che legumi e cozze stessero bene insieme si sapeva per cui ero certa di non poter sbagliare.
Ingredienti per 4 persone:
200 g di occhi di lupo o altra pasta corta
4 mestoli di cicerchie lessate
1/2 l di brodo di pesce
1 costa di sedano
1 carota
1/2 cipolla
1 spicchio d'aglio
1 ciuffetto di prezzemolo
300 g di cozze surgelate
1/2 dl di vino bianco
olio extravergine d'oliva
sale e pepe
Tritiamo carota, sedano e cipolla e prepariamo il soffritto con l'olio, uniamo le cicerchie lessate e il brodo di pesce, lasciamo ben insaporire, regoliamo di sale e poi passiamo con il frullatore ad immersione finché la zuppa diventerà una crema. A parte in un fondo l'olio, con aglio e i gambi del prezzemolo tritati, insaporiamo le cozze, uniamo il liquido di conservazione filtrato e sfumiamo con il vino bianco, leviamo l'aglio, saliamo, pepiamo e aggiungiamo il prezzemolo tritato. Nella crema di cicerchie, eventualmente allungata con acqua, cuociamo la pasta. Suddividiamo la minestra nelle quattro fondine e completiamo con le cozze.

2010-03-12

Credetemi, non so come e non so perchè ma per me è periodo di nocciole, le sto provando in ogni variante e ve ne accorgerete ben presto.
Il dolce che vi propongo per questo week-end è uno di quelli facili e velocissimi da preparare utilizzando, come ho fatto io, qualcosina di già pronto ovvero i Cioccolotti Giacobbe, una sorta di amaretti morbidi dove le mandorle sono sostituite da nocciole e cacao, che in questo periodo su Esperya troviamo pure con lo sconto del 15%.Il completamento ideale di nocciole e cacao trovo sia il caffè, è da questa idea che è nato questo piccolo dolce.
Poi se consideriamo le ridotte dimensioni del dolce nessuno potrà dirvi di no, l'ideale per concludere un pasto domenicale senza penalizzare eccessivamente la linea.
Per la crema alle nocciole ho utilizzato la Pasta di Nocciole Piemonte IGP di Plurimix-point
Ingredienti per 10 bicchierini:
10 Cioccolotti
2 tuorli
250 ml di latte intero
2 cucchiai di pasta di nocciole Piemonte igp
4 cucchiai di zucchero
2 cucchiai di maizena
1 dl di panna fresca
2 ucchiai di zucchero a velo 
2 tazzine di caffè ristretto
cacao amaro e nocciole per decorare
Montiamo i tuorli con lo zucchero, uniamo la maizena e poi il latte bollente. Portiamo a cottura mescolando sul fuoco basso. Alla fine uniamo la pasta di nocciole e lasciamo raffreddare coprendo con pellicola a contatto. Montiamo la panna con due cucchiai di caffè e lo zucchero a velo e versiamola in un sac à poche. Posizioniamo un biscottino alle nocciole in ogni bicchiere, bagnamo con il caffè restante e copriamo con la crema alle nocciole, completiamo con la panna al caffè creando dei motivi decorativi. Decoriamo con la nocciola e il cacao amaro. Serviamo ben freddo.

2010-03-10

Ricette(quasi) dimenticate di Patricia Roaldi per RED! Edizioni. Solo a sentire il nome di questo libro vien voglia di averlo, immagini che nasconda chissà quali segreti e devo dire che le aspettative non sono andate deluse , vi si possono trovare tante gustosissime ricette "in via d'estinzione" che permettono anche di riciclare gli avanzi di cucina.
In questo scrigno di ricette di altri tempi, tra un Vino di sambuco, un Bukezir e delle sfigliolate, ho trovato la formula giusta per realizzare la mia amata ricotta salata.
Non vi nascondo che già avevo provato a farla senza ricetta ma se ancora non avevo parlato del risultato un motivo ci dev’essere, salata come non mai e pertanto immangiabile.
Con la ricetta del libro invece è perfetta sia dopo 5-6 giorni se si vuol gustare ancora morbida, sia oltre se si vuole grattugiare, io per conservarla e lasciarla essiccare ancora di più l’ho semplicemente avvolta in carta da forno e riposta nel frigo.
Ecco la formula e mi raccomando provatela:
1 kg di ricotta di pecora, romana, grassa
35 g di sale fino
Stendiamo un panno di lino o cotone lavato senza ammorbidente. lasciamoci cadere sopra la ricotta senza toccarla e senza aprirla o spaccarla. Spolverizziamo tutte le superfici con il sale usando il panno per girarla sui vari lati e senza mai toccarla con le dita. Arrotolare il panno e conservare il pacchetto appoggiato su un piatto nella parte bassa del frigo. Dopo 12 ore cambiamo il panno, poi cambiamolo ogni 24 ore. Dopo 4-5 giorni è pronta da mangiare.

2010-03-08

Una ricetta il cui risultato mi ha particolarmente gratificata e che nasce da una sensazione. Assaggiando il Lou Bergier, una Toma a latte crudo e pasta pressata prodotta da Fattorie Fiandino con il metodo Kinara che prevede l'utilizzo di caglio vegetale (Cynara cardunculus) ottenuto da fiori che crescono spontanei in montagna, ho sentito un retrogusto di nocciola, ho pensato allora all'abbinamento con le selezionate nocciole Noberasco. Ho tostato e ridotto in farina le nocciole e poi, complice il delicatissimo Burro 1889 da panne riposate di Fattorie Fiandino, ho trasformato le nocciole e la farina in una brisèe sfogliata che ho completato con pezzetti di Lou Bergier e pera. Enutile aggiungere che un filo di miele dopo aver appena intiepidito le sfogliette condite, rende la preparazione il completamento ideale di una cena speciale per chi, come me, ama i desserts a base di formaggio.
Ingredienti:
Per la  brisèe sfogliata alle nocciole:
150 g di farina 00
100 g di nocciole tostate
150 g di burro freddo
80 g di acqua fredda
sale
Per completare:
Formaggio Lou Bergier
pera
miele
nocciole e pere disidratate per decorare
Riduciamo in polvere le nocciole tostate, per facilitare l'operazione poniamole in freezer per un'oretta.
Prepariamo la brisèe amalgamando velocemnete il burro freddo a tocchetti con la farina, le nocciole in polvere e un pizzico di sale, uniamo l'acqua fredda e formiamo un panetto rettangolare. Lasciamo l'impasto a riposare in frigo per mezz'ora poi stendiamolo in un rettangolo grande e pieghiamolo a tre ponendo l'impasto in freezer per dieci minuti. Ripetiamo l'operazione per tre volte poi stendiamo la sfoglia e ricaviamone dei dischi con un coppapasta di 10 cm.
Cuociamo le sfogliette in forno caldo a 200° finché risulteranno ben dorate. Tagliamo il formaggio e le pere a cubetti. Posizioniamo un disco nel piatto, cospargiamolo con formaggio e pere, copriamo con un'altra sfoglia e poi di nuovo con pere e formaggio, ripetiamo un'ultima volta l'operazione lcon una nocciola intera. Prima di servire passiamo le torrette così composte in forno per due minuti appena, serviamo irrorando con miele e decorando a piacere con fettine di pera disidratate nel forno a microonde.

2010-03-05

Ma quanto mi piace chiacchierare di libri con voi. Se poi la chiacchierata è fatta a ridosso del week-end mi piace ancora di più perché so che vi metto addosso quella certa voglia di fare un salto in libreria a cercare questo o quel volume da godervi comodamente in poltrona tra una tazza di thè e qualche pasticcino appena sfornato. Oggi allora giusto un paio di suggerimenti dei quali son sicura difficilmente riuscirete a fare a meno

 Come non restare travolti dalla simpatia di Luisanna Messeri? A chi non sarà capitato, almeno una volta, di vedere una puntata delle tre serie del Club delle Cuoche? Ebbene la cucina casalinga e all'apparenza approssimativa di Luisanna ha dato vita al suo secondo libro Il Club delle Cuoche 2 Idee di menù davanti alla tivvù.
E se siete un po' malati di serie televisive, partite di calcio ed eventi vari, dalle Olimpidi a Sanremo e compagnia bella, non potrete fare a meno di acquistare il volume edito da Sitcom per preparare meravigliose cenette ai Vs amici da gustare davanti alla TV e, sia ben inteso, come afferma l'autrice la tivvù è solo "l'escamotage elettronico per inserire armoniosamente il cibo nella nostra frenetica vita, e per trovare un'ennesima occasione divertente per mangiare, e bere, insieme a qualcuno che ci sta simpatico".
Un modo simpatico ed originale per affrontare l'argomento cibo, "il lato dolce della vita"come ama definirlo la Messeri. La grande Luisanna si conferma ancora una volta campionessa di allegre chiacchiere, quel che importa in effetti non è la ricetta in sè ma le idee golose ed originali per realizzare serate indimendicabili.

 
Un altro libro che merita una speciale menzione in questo spazio che dedico alla "lettura golosa" è Cucina creativa in Alto Adige, edizioni Raetia . Come non desiderare una fuga verso quei luoghi incantati raffigurati nelle splendide immagini che arricchiscono il volume? E come non programmare, in occasione della stessa, una sosta al ristorante Kuppelrain dopo aver dato un'occhiata alle accattivanti ricette proposte dal libro?
Ma se dovete per il momento - come me - solo sognare la detta fuga, il libro, un vero e proprio omaggio alla Val Venosta, potrà molto aiutarvi magari inducendovi a ricreare nella vostra cucina quegli odori e quei sapori che in tempi migliori potrete degustare in loco. Se poi qualcuno di voi ha già avuto la fortuna di sedersi a un tavolo del Kuppelrain il libro lo aiuterà sen'altro a prolungarne il dolce ricordo.

Concludo l'excursus con un libro che dal titolo apparirebbe un po' fuori stagione, ma che così non è ed i cinefili alla lettura riconosceranno immediatamente che il titolo del volume Le ricette del Pranzo di Ferragosto, Fandango Libri, si rifà al film -grande successo di critica e pubblico - di Giovanni Di Gregorio. Nel volume le quattro indomite protagoniste del film, suddividendosi i piatti per portate, ci svelano i loro consigli culinari. Il regista, che simpaticamente nel libro è definito Gianni il bevitore, ci suggerisce anche il vino adatto ad ogni portata. Il volume, corredato da numerose foto del film non potrà che spingerci a cercare anche il DVD per vedere o rivedere il film magari in compagnia davanti a un menù composto con le ricette suggerite dalle attrici.

Buon Week-end ai lettori di Sale e Pepe quanto basta.

2010-03-02


Ricevo di continuo inviti a racccolte a tema, concorsi, eventi dedicati alla gastronomia etc. A volte riesco a partecipare ma molto più spesso salvo la pagina nei preferiti e mi ricordo dell'"evento" solo dopo la scadenza. Stavolta, non so come rispondo il giorno dopo, a volte il caso fa miracoli e mi trovavo giusto in fase di preparazione di questo insolito gelato quando ho ricevuto l'invito dal Forum di GialloZafferano per "L'ingrediente del mese" che per marzo è appunto lo zafferano. Per cui ho deciso di prendere la palla al balzo. Ora in due parole vi dico come nasce l'idea di questo gelato. Da Croco e Smilace ricevetti un po' di tempo fa una tavoletta di cioccolato bianco con lo zafferano, bè l'accoppiata vi dico che è sorpredente; ho pensato di trasformarla in un gusto per il mio gelato artigianale cui ho dato la forma di palline che ho rivestito con lamelle di mandorle tostate a smorzare il dolce dell'interno, un dessert facilmente riproducibile anche senza il cioccolato bianco allo zafferano basta infatti utilizzare del buon cioccolato bianco aromatizzando il latte utilizzato per il gelato con una buona presa di zafferanno in stimmi, ovviamente per il risultato finale è importante la qualità delle materie prime impiegate.
Ecco la ricetta del Gelato al cioccolato bianco e zafferano
Ingredienti:
250 ml di latte intero
150 ml di panna fresca
3 tuorli d'uovo
100 g di zucchero semolato
50 g di zucchero a velo
1 presa di maizena
2 fogli di gelatina (4 g)
100 g di cioccolato bianco e una presa di zafferano in stimmi ( oppure 100 g di cioccolato bianco allo zafferano)
mandorle a lamelle
Portiamo a ebollizione il latte con lo zafferano (se usiamo il cioccolato allo zafferano non c'è bisogno di effettuare questa operazione). Mettiamo nel congelatore le fruste e il recipiente per la panna e ammolliamo la gelatina in acqua fredda.
In una casseruola dal fondo spesso battiamo i tuorli con lo zucchero semolato finché il composto diventa chiaro. Aggiungiamo la maizena (giusto un pizzico) e diluiamo col latte.Uniamo il cioccolato tritato e  facciamo rapprendere il composto a fuoco moderato finché sarà leggermente addensato ma senza farlo bollire (come per la crema inglese). Togliamo dal fuoco e sciogliamo dentro la gelatina ben strizzata. Nel recipiente freddo montiamo la panna con lo zucchero a velo finché risulterà semi montata. Incorporiamo la panna alla crema, mettiamo tutto in un recipiente rotondo di plastica o acciaio (vi consiglio una bastardella in acciaio inox) e mantechiamo con una frusta a mano ogni 15 minuti fino al completo congelamento. Formiamo con il porzionatore per il gelato delle palline e lasciamole ben rassodare in freezer stese su un vassoio. Tostiamo le lamelle di mandorla in un padellino mescolando di continuo e al momento di servire il gelato passiamo ogni pallina nelle mandorle tostate di modo che se ne rivesta completamente.
E visto che le raccolte non vengono mai da sole con questa golosa ricetta partecipo anche a "ORO nel PIATTO. 1000 e una ricetta con lo ZAFFERANO", la raccolta di Federica.

2010-03-01

I maccheroni sono il formato di pasta corta per eccellenza, "la loro forma -come afferma Claudio Nobbio nel suo Maccheroni a mezzogiorno- li rende più comodi da mangiare rispetto agli spaghetti" ed in effetti i maccheroni meritano l'elogio che l'autore ne ha voluto fare in questo simpatico volumetto illustrato da Sergio Staino ed edito da Dario Flaccovio. Le ricette raccolte nel libro sono semplici da realizzare, sfiziose e adatte sia ai giorni lavorativi che a quelli festivi. Io ho scelto di riprodurne una che già conoscevo e preparavo di tanto in tanto, una delle ricette last minute da me preferite, adatta ad un qualunque lunedì, che ho valorizzato con i gustosi maccheroni Cavalieri  in vendita su Deliziando, uno splendido negozio on line dove reperire questa ed altre squisitezze.
Maccheroni alle acciughe
Ingredienti:
500 g di maccheroni
8 filetti di acciuga salata
120 g di olio extravergine d'oliva
prezzemolo
sale e pepe
Lavate, pulite, dissalate in acqua i filetti di acciuga (io in effetti questo non lo faccio perchè mi pare vada via il loro buon sapore, mi limito ad asciugarli però con carta assorbente). Tagliateli a pezzetti, metteteli in un tegamino con olio, a fuoco basso, finché siano disfatti e buttate dentro, alla fine, abbondante prezzemolo tritato grosso. Con questa salsa condite la pasta cotta al dente. Aggiungete direttamente su ogni piatto una manciata di pepe.
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