2010-11-29

Ammetto che se sento dire Persia la mia fantasia vola lontano alle fiabe di quando ero bimba, principesse, odalische coperte di veli, storie da Mille e una notte. Tutto sembra così lontano dall'odierna regione dell'Iran eppure quella era l'antica Persia, una terra ricca di tradizioni anche a tavola come ho potuto apprendere da La cucina persiana il libro di Chiara Riccarand edito da Ponte alle Grazie nella collana Il lettore goloso. Da buona lettrice golosa mi sono fatta rapire da questo affascinante libro in cui si racconta la tavola delle antica tradizione classica senza dimenticare la cucina dell'odierno Iran che racchiude in sè secoli di storia. Una cucina raffinata, complessa, non eccessivamente speziata, che predilige cotture semplici in modo da esaltaree il valore e le caratteristiche di ogni singolo ingrediente. Ho voluto ovviamente provare anch'io una delle ricette proposte dal volume e la mia scelta è caduta su un piatto a base di riso.
L'utilizzo del riso nella Persia antica pare si debba a Dario il Grande che nel XVI secolo ne introdusse la coltivazione, oggi è uno degli alimenti più consumati dagli iraniani che lo abbinano a tantissime pietanze. Certo anche le varietà impiegate sono tante ed il più facile da reperire qui da noi è il basmati, prima di cucinarlo va lavato e fatto riposare in acqua tiepida salata per qualche ora.
Kalam polo (Riso con cavolo)
Ingredienti per 4 persone:
500 g di riso basmati
1 kg di cavolo cappuccio
olio
1 cipolla grossa
450 g di carne di manzo o agnello a dadini
1 cucchiaio di curcuma
1 cucchiaino raso di cannella
2 cucchiai di passata di pomodoro concentrata
sale e pepe
Affettate sottilmente il cavolo e fatelo appassire in un tegame con sufficiente olio. A parte soffriggete la cipolla affettata fnemente, unite la carne e quando sarà insaporita e avrà cambiato colore unite il cavolo, salate e speziate. Coprite con acqua calda e cuocete lentamente a fiamma bassissima con il coperchio finché la carne non è cotta. Nel frattempo lessate il riso a metà cottura. Poi disponete  in un tegame dal bordo alto uno strato di riso su un fondo d'olio, uno di carne e cavolo, poi ancora riso. Alternate gli ingredienti completando con uno strato di riso. Coprite il tegame e continuate la cottura a vapore per 40 minuti circa irrorando con un po' d'acqua se il riso dovesse seccarsi.
Note italiane: io ho usato carne di tacchino (quella avevo disponibile) e una volta preparato il tegame l'ho messo in forno coperto continuando lì la cottura. Comunque sia è un piatto fantastico che rifarò anche con altri tipi di carne e verdura.

2010-11-26

Non mi dite che avrei dovuto avvertirvi prima che a Torino questo fine settimana c'è Golosaria? La segnalazione dell'evento l'ho inserita da giorni sulla mia pagina dedicata agli eventi. Quest'appuntamento non l'avrei voluto proprio mancare stavolta. E' da un po' che vorrei fare un giretto nella splendida Torino e non faccio altro che rinviare e perdermi tante belle occasioni. Ma adesso non è proprio momento e da qui posso solo consolarmi con il Golosario di Paolo Massobrio che, vi assicuro, con le sue oltre 1000 pagine piene zeppe di indirizzi di produttori di cose buone, botteghe e boutique del gusto, cantine, ristoranti e oleifici non è affatto poco. Un vero e proprio  libro cult, la mia "bibbia" come ormai  simpaticamente la definisce mio marito vedendomela spesso sotto il braccio,  del resto conoscete il mio amore per le prelibatezze e trovarne di nuove accanto alle già conosciute e sempre apprezzate è per me una gran gioia. Se poi il viaggetto a Torino ve lo concedete, a prescindere da Golosaria non può mancare nel vostro bagaglio  l'edizione 2011 della GuidaCriticaGolosa al Piemonte che raccoglie il meglio dell'enogastronomia piemontese, ligure e valdostana. Sempre di Comunica edizioni e sempre curata da Paolo Massobrio è Adesso 2011, la ricca agenda, o meglio il libro per la famiglia, che vi accompagnerà come il Golosario per tutto l'anno 2011 e che costituisce secondo la mia opinione uno dei più bei regali per il prossimo Natale, colma di pccole nozioni di saggezza popolare e di tante novità. Allora Buon week-end a tutti e se partecipate all'evento che vi ho segnalato fatemi sapere com'è andata.

2010-11-25

E si, i più informati ormai lo sanno che il quarto giovedì di novembre si festeggia il ringraziamento in America e anche in Italia molti ristoranti si sono organizzati per l'occasione perché stiamo facendo nostra anche questa festa e non mi stupirei se tra qualche anno anche in Italia dovessimo iniziare a costruire i forni più larghi per fare in modo che il tacchino del ringraziamento ci entri comodamente. Io però voglio guardarla diversamente e vi dico che se anche trattasi di una festività estera ben venga se si tratta di una buona occasione per sedersi in compagnia di amici e parenti intorno ad una tavola ben imbandita. Ecco perchè non voglio che sfugga l'occasione e, seppure il ringraziamento capita in settimana tra i vari impegni di lavoro che non ci consentono di passare la giornata ai fornelli, siamo in fondo sempre in tempo per inventarci una cenetta diversa dal solito da condividere con i nostri cari.
Se lo accettate allora vi lascio qualche suggerimento per imbandire una tavola -italiana eh!- con tante golosità che in qualche modo ricordino il ringraziamento americano, tacchino, zucca, gusti dolci abbinati al salato non devono mancare. Il tacchino per ovvie esigenze lo riduciamo ad una dadolata, invece della pasta serviamo una crema di zucca abbinata a del panettone (che ormai si trova ovunque) e al posto del dolce serviamo del formaggio con dei fichi caramellati.
Cena per il Ringraziamento
Invece della presentazione in tazza potete optare per delle piccole fondine e il panettone piuttosto che a stella potete farlo a dadini, giusto per rendere la prearazione meno natalizia
C'è il tacchino e c'è la zucca ma tutto in formato famiglia moderna, cottura veloce e niente sprechi, ottimo anche solo per due
Per questa ricetta se proprio andate di fretta va bene anche la pasta fillo comprata o della pasta sfoglia, per il formaggio vi consiglio un buon caprino a latte crudo ma se non lo trovate andate pure con un brie o un camembert e per i fichi caramellati, se non li avete preparati l'estate scorsa, non vi preoccupate sostituiteli con una buona composta o confettura a vostro gusto o con altri frutti caramellati vedrete che ben presentato il piatto avrà comunque il suo successo.
Ovviamente se siete proprio in vena di festeggiamenti con il caffè offrite dei pasticccini, magari dei golosi Bignè al cioccolato o dei cioccolatini meglio se preparati con le vostre manine come i Cioccolatini al Cointreau.
 Prima di chiudere qualche consiglio per la tavola, se vogliamo che l'occasione sia percepita come speciale, via libera ad una bella tovaglia di fiandra bianca (che tutti abbiamo nel cassetto), piatti e bicchieri del servizio buono che fanno sempre ricorrenza  e delle candele (non profumate mi raccomando) per riscaldare l'ambiente, un mazzolino di fiori infine non guasta mai al centro della tavola.
Buon ringraziamento a tutti!

2010-11-23

La mortadella nel panino è per me uno di quei gusti perfetti, di quelli che mi ricordano le buone merende della mia infanzia. Certo negli anni ho scoperto che dire mortadella è troppo generico, non tutte infatti sono uguali ci sono quelle più grasse, quelle più aromatiche, quelle col pepe, quelle con il pistacchio, a ciascuno la sua insomma e anch'io ho trovato la mia preferita, sin dai tempi in cui abitavo a Modena è la Felsineo perchè la qualità non è un'opinione e alla Felsineo sanno bene come produrre le mortadelle. La Blu è gustosa, profumata, appetitosa, la vera mortadella tradizionale bolognese. Il gusto si affina con l'esercizio del buon mangiare e per me adesso pane e mortadella non basta più, ho trovato che se si aggiunge un po' di stracchino o di mozzarella e della scarola saltata in padella il sapore è completo.
Ma visto che le cose mi piace farle per bene l'altra sera mi sono concessa uno speciale sandwiches con gli ingredienti appena citati solo che al posto del panino ho realizzato delle piccole piadine sottilissime e sfogliate, quelle che so fare io con la ricotta nell'impasto al posto dello strutto. Se non mi credete provate, gli ingredienti sono tutti facilmente reperibili e per la realizzazione niente di complicato, se ci riesco io con Giulio attorno figuriamoci voi.
Ingredienti per 6 sandwiches
Per le piadine:
150 g di farina 0
1 cucchiaio di ricotta
1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva
1 pizzico di sale
acqua q.b.
Per farcire:
12 fettine di mortadella
250 g di stracchino
1 scarola riccia
3 cucchiai di olio
1 spicchio d'aglio
sale
Amalgamare alla farina l'olio, la ricotta, il sale e acqua q.b. a formare un impasto sodo che si stacca dalle mani. Lasciarlo riposare per mezz'ora. Intanto tagliare la scarola a piccoli pezzi dopo averla ben lavata e saltarla in padella con l'olio e l'aglio, regolare di sale. Dall'impasto preparato ricavare 18 piccole palline e stenderle con il matterello in dischi sottilissimi. Scaldare il testo o una padella antiaderente (quella per crepes va bene) e e cuocervi i dischetti preparati (3 per volta) rigirandoli quando iniziano a gonfiare. Farcire due dei dischi con stracchino, una fettina di mortadella e un po' di scarola, sovrapporre i due strati farciti e chiudere con il terzo. Procedere in questo modo fino ad esaurimento degli ingredienti. Le piadine si possono anche preparare in anticipo cuocendole senza dorarle e completare la cottura appena prima di farcirle.

2010-11-21

Oggi non è venerdì, nè tanto meno venerdì Santo ma per darvi questa bella ricetta non potevo aspettare  il fine settimana. Si fa in un batter d'occhio ed è la ricetta di Piotta ( si quello che cantava  Super Cafone), viene dritta dritta da un nuovo libro di cucina, il primo libro di ricette che ho visto in mano a mio marito, non potevo credere ai miei occhi ma, lui amante della musica, come poteva resistere al richiamo di un volume pieno zeppo di ricette di cantanti scritte da loro stessi a mano.
Si chiama Mi scrivi la ricetta? I grandi della musica italiana in cucina di Maria Tea Carpinelli per B.C. Dalai editore ed è un libro buono oltre che bello perchè nato per sostenere il progetto idrico di AMREF e Rezophonic di Mario Riso nella regione del Kajiado, fra le più aride dell'Africa Orientale. E sposare la causa conviene sul serio perchè il libro ripaga di ogni centesimo speso. Ci troverete tutti i grandi, ma proprio tutti da Franco Califano con la sua panata a Luca Carboni con le penne al frigo quasi vuoto, ma non mancano neppure i dolci e le insolite ricette come l'acqua di rubinetto leggermente fredda di Caparezza, un libro tutto da sfogliare, leggere e sperimentare. Io ho iniziato proprio dalla ricetta di Piotta perché mi è sembrata irresistibile oltre che semplice da realizzare.In un padellino con un filo d'olio scottare il salmone tagliato a dadini. A parte soffriggere la cipolla tritata con l'olio e il peperoncino, unire i pomodori privati della pelle e dei semi (l'autore li voleva passati ma io li ho messi a pezzetti), unire in ultimo il salmone.


Amatriciana Venerdì Santo
Ingredienti per 2 persone:
200 g di mezze maniche
150 g di pomodori maturi
100 g di salmone affumicato
1/4 di cipolla bionda
1 pezzetto di peperoncino
olio extravergine d'oliva
sale
prezzemolo
In un padellino con un filo d'olio scottare il salmone tagliato a dadini. A parte soffriggere la cipolla tritata con l'olio e il peperoncino, unire i pomodori privati della pelle e dei semi (l'autore li voleva passati ma io li ho messi a pezzetti), unire in ultimo il salmone.

Lessare la pasta al dente e mantecarla con il sugo preparato. Servire cosparsa di prezzemolo tritato.

2010-11-18

La carne di bufalo del consorzio AL.B.A. avevo avuto occasione di assaggiarla solo una volta e pure magistralmente cucinata nell'ambito di una degustazione a Paestum. Di tempo ne era trascorso ma io non mi ero più avvicinata a quel tipo di prodotto un po' per la difficoltà di reperimento un po' per il timore di non saperla cucinare. Ora che su Esperya è facile trovare la carne di bufalo del Consorzio Alba anch'io mio sono voluta cimentare ed il risulatto mi è alquanto piaciuto. Il taglio scelto era il controfiletto con cui ho realizzato degli spiedini profumati all'alloro che dopo la cottura hanno conservato tutta la succulenza tipica di questa prelibata carne. La ricetta è molto semplice e ve la lascio si sa mai che anche voi vedendo la carne di bufalo abbiate voglia di provare ma non il coraggio di sperimentazioni ardite. Piccola nota tecnica: per la cottura ho utilizzato una semplicissima padella antiaderente di quelle nuove di Pedrini con il rivestimento interno in ceramica che nel pieno rispetto dell'ambiente e delle proprietà organolettiche degli alimenti assicurano  la croccantezza cui il classico antiaderente ci ha abituato.
Ingredienti per 4 spiedini:
4 fettine non troppo sottili di controfiletto di bufalo Consorzio Alba (500 g c.a.)
1/2 bicchiere di marsala secco
olio extravergine d'oliva
4 cucchiai di pangrattato
1 spicchio d'aglio
sale
pepe nero
14 foglie di alloro
Tagliare ogni fettina in due e porle a marinare per mezz'ora con il marsala e due foglie d'alloro. Passarle nell'olio e poi nel pangrattato cui avrete mescolato l'aglio schiacciato, sale e pepe nero. Avolgere i pezzetti di carne su se stessi e infilzarli a due a due agli spiedi intervallandole con foglie di alloro. Scaldare la padella e dopo averla appena unta d'olio cuocervi gli spiedini da ambo i lati. Servire caldi con un contorno di verdura.

2010-11-16

 Avete capito vero di quale torta sto parlando? Quella tutto cioccolato e burro dove si aggiunge solo un cucchiaio di farina e che rimane scioglievole anche dopo la cottura. Esattamente quella, proprio quella che appena tagliata va via come una scatola di cioccolatini. Ecco ho scoperto che è una ricetta antichissima che fece la sua comparsa nei ricettari di fine ottocento quando il cioccolato iniziò ad esser venduto in tavolette, pronto all'uso per la realizzazione di ottimi dessert. La fonte di questa scoperta un piccolo e prezioso libricino, Il Gusto che fa parte della collana SENSI di RED! edizioni. Un viaggio virtuale alla scoperta del gusto nell'arte, nella storia e nel territorio, un viaggio che attraversa il tempo e lo spazio per sperimentare gusti diversi o scoprire sapori dimenticati. Il volume di Elena Maria Bajetta è curatissimo anche nel design con riproduzioni grafiche di quadri e manifesti pubblicitari dei tempi andati. Dopo la prima parte dedicata alla teoria del gusto l'autrice, sotto la guida autorevole del Ministero per le politiche agricole, si diverte a suggerirci "alcuni piccoli peccati di gola...e i luoghi dove scontarli" accompagnandoci in un affascinane viaggio attraverso la nostra Italia. Tutto ciò in pochi centimetri di libro.
Tornando al dolce vi ricordo che è facilissimo prepararlo basta pesare due uova poi utilizzare pari quantità di zucchero, burro e cioccolato, aggiungendo solo un cucchiaio di farina.
Ingredienti:
2 uova (circa 1230-130 g)
120-130 g di cioccolato fondente (almeno al 60% di cacao)
120-130 g di zucchero
120-130 g di burro
1 cucchiaio di farina
Sciogliere a bagnomaria il cioccolato, unire il burro e una volta che lo stesso è ben sciolto ed amalgamato lo zucchero e i tuorli, unire poi un cucchiaio di farina e gli albumi montati a neve. Versare il composto in una teglia (meglio se foderata di carta forno) e cuocere a 150° per 15-20 minuti secondo lo spessore. Non lasciarla cuocere oltre se no brucia.

2010-11-12

E dalle con questa quattro quarti direte! In realtà ci sono rimasta molto male quando qualche post fa vi ho lasciato una gustosa variante della quattro quarti chiedendovi suggerimenti e sperimentazioni in merito alle possibili varianti ed ho trovato un solo commento che mi diceva sostanzialmente che tutte le varianti sono buone. Lettori fissi? C'è nessuno? Pare che siete 133 eppure nessuno di voi mi ha saputo dare la sua alternativa, sarebbe bello raccogliere tutte le proposte qualora ve ne fossero, io oggi vi do un'altra  variante per la colazione o il the del fine settimana, la preferita di mio marito che con mele, uvetta e pinoli ricorda un po' la torta della nonna. Io la metto in una teglia più grandina di modo che resti sottiile perché a Fernando piace così.
Quattro quarti della nonna
Ingredienti:
2 uova (120 g)
120 g di farina
120 g di zucchero
120 g di burro morbido
2 cucchiaini di lievito per dolci
1 pz di sale
2 cucchiai di uvetta ammollata nel rum
2 mele golden 
1 cucchiaio di zucchero di canna
2 cucchiai di rum
2 cucchiai di pinoli
zucchero a velo
Sbucciare e tagliare a fette sottili le mele, cospargerle con lo zucchero di canna e il rum. Montare il burro con lo zucchero finché diventa spumoso, aggiungere le uova, il sale e poi la farina e il lievito. Versare il composto nella teglia imburrata e infarinata e distribuire sulla superficie del dolce l'uvetta asciugata, le mele ben disposte a raggiera e i pinoli. Cuocere in forno preriscaldato a 180° per 25 minuti. Prima di servire spolverare la superficie di zucchero a velo. Si può servoie anche con della crema inglese.

2010-11-10

Succede che a volte ti vergogni di te stessa e del tuo egoismo, a me è capitato giusto lunedì quando in un ormai raro momento di pausa bighellonavo tra i blog amici e su Cosa ti preparo per cena? ho scoperto qualcosa che mi ha lasciato impietrita. Viviana ha perso il suo cucciolo, Samuele il piccolo coetaneo del mio Giulio qualche giorno fa ha lasciato questa terra ed i suoi genitori per volare in cielo a fare l'angioletto tra gli angeli. Non posso pensarci senza che le lacrime solchino il mio viso, è un boccone amarissimo da digerire e non posso guardare il mio bambino senza rivolgere un pensiero al sorriso di Samuele che non c'è più ed ai suoi genitori di cui posso solo immaginare il dolore. Sono due giorni che non penso ad altro e il post di oggi lo dedico proprio a Viviana, è un mio virtuale invito a pranzo in cui voglio preparare per lei e suo marito un piatto caldo e confortante.
Trucioli di mais con salsiccia e zucca
Ingredienti per 4 persone:
250 g di Trucioli di mais o altra pasta a piacere
2 salsiccette fresche
1 fetta di zucca gialla
1/2 cipolla bionda
olio extravergine d'oliva
172 biccchiere di vino bianco
1 cucchiaio di semi di finocchio
4 cucchiai di formaggio grana
sale e pepe nero q.b.
Tagliare la zucca a cubetti e dopo averla disposta in una teglia passarla in forno a 170° per 15 minuti. Tritare finemente la cipolla, rosolarla in un fondo d'olio con metà dei semi di finocchietto, unire la salsiccia spellata e sgranata e lasciar rosolare a fuoco vivace, sfumare con il vino bianco unire la zucca cotta in forno, amalgamare bene e regolare di sale e pepe. Intanto lessare la pasta al dente e terminarne la cottura nel condimento aggiungendo qualche ccchiaiata di acqua di cottura, unire tre cucchiai di grana e mantecare, servire decorando i piatti con i semi di finocchio e il grana restanti.
I trucioli di mais Maranello che ho utilizzato per la preparazione sono prodotti dall'azienda De Tacchi in vendita su Delixeat, ovviamente potete utilizzare qualunque tipo di pasta o anche della polenta.

2010-11-08

Suvvia chi di voi non si sofferma mai a guardare almeno un po' La prova del cuoco? Io penso che tutti sentiamo Antonella Clerici e i suoi collaboratori quasi come gente di famiglia ed anche se in effetti pensiamo che la simpatica Antonella non abbia alcuna competenza in fatto di cucina quasi non possiamo fare a meno di sentirci attratti dal suo ultimo (che poi sarebbe in pratica il primo dal momento che gli altri portavano la sua firma ma non avevano nulla di suo) libro di cucina.
Le riceette di Casa Clerici - edito da Rizzoli con Rai Eri - invoglia all'acquisto sin dalla copertina, quadrettata come una tovaglia col sorriso di Antonella in primo piano e il rosso che fa subito cucina. Poi la curiosità cresce se si inizia a sfogliare il volume, scritto in corsivo come un diario o un vecchio quaderno di ricette, pieno di foto personali dell'autrice oltre che dei piatti presentati, infarcito di note e post-it. 
Insomma siamo sinceri se l'avesse scritto un anonimo il libro non credo sarebbe ai vertici delle classifiche di vendita, pur se ricco di buone ricette (in particolare quelle "regalate" all'autrice dagli chef della prova del cuoco) ma dal momento che è scritto da lei, personaggio pubblico amato dai più non può non mancare nella nostra libreria e tra una ricetta e l'altra, alcune veramente invitanti e originali oltre che facili, non mancano le ricette che Antonella osa definire simpaticamente "a prova di scimmia" e, vi sembrerà strano, proprio una di quelle superfacili ho voluto provare per dimostrare a chi non sa cucinare e si nasconde dietro questo baluardo che per far sentire accolti i propri ospiti a volte basta poco e se un dolce non lo sappiamo proprio fare compriamo pure del semplice gelato ma presentiamolo con un tocco di ricercatezza, sarà comunque un successo.
Il gelato al fior di latte a casa mia non manca mai proprio perché consente innumerevoli manipolazioni, risultando alla presentazione sempre diverso (nelle crepes con il cioccolato, sulle mele al forno, sulla macedonia di frutta, fra due biscotti di pan di spagna etc. etc.) e dopo aver provato questa semplice ricetta diciamo che invece di una vaschetta ne terrò due di scorta.
Gelato mantecato
Ingredienti:
1 vaschetta di gelato fior di latte
2 cucchiai di caffè macinato (io ho usato quello solubile perché si amalgama meglio)
2 cucchiai di cognac
linge di gatto (o altri biscottini a piacere)
Far ammorbidire qualche minuto il gelato poi versarlo in una ciotola unire il caffé e il cognac e lavorarlo con un cucchiaio di legno finché diventa spumoso. Servirlo in coppette guarnito con un paio di biscottini.
Se non è a prova di scimmia questa!

2010-11-05

Le ricette con la zucca tra ottobre e novembre di ogni anno invadono il web e penso che ne abbiate ormai abbastanza, tuttavia non posso non parlarvi di questo particolare antipasto in cui il dolce della zucca, semplicemente arrostita sulla piastra, sposa alla perfezione il carattere del Canestrato Sardo Saraceno, un formaggio realizzato con latte di pecora impreziosito da un 10% di latte caprino, che ho reperito su Esperya e ho voluto panare con nocciole e friggere, giusto per non farci mancare niente, prima di servirlo con la zucca e un tocco di Cotognetta una confettura di mele cotogne e zafferano prodotta da Croco e Smilace, un antipasto insolito che potete reinventare come più vi aggrada, con un formaggio diverso, con pere al posto della zucca, con confetture e mostarde a vostro piacere.
Ingredienti per 4 persone:
8 fettine di zucca
8 fette di Canestrato Sardo Saraceno
2 cucchiai di farina bianca
4 cucchiai di pangrattato
2 cucchiai di granella di nocciole
1 uovo
sale dolce di Cervia
pepe
olio extravergine d'oliva
Cotognetta o confettura di mele cotogne con zafferano

Arrostire la zucca sulla piastra appena oleata, salare, pepare e tenere da parte.Passare le fette di formaggio nella farina, poi nell'uovo battuto con un pizzico di sale e un po' di pepe nero e infine nel pangrattato mescolato alla granella di nocciole. Dorare le fette di formaggio panato in un fondo d'olio e servirle ancora calde, con l zucca e la confettura di mele cotogne e zafferano.

2010-11-02

Non so da voi ma qui il clima è proprio da 2 novembre, piove a dirotto, in casa è buio come fosse notte e se posso (vediamo come si mette la giornata) mi tengo Giulio al calduccio senza mettere il naso fuori di casa. In queste condizioni cosa c'è di meglio di una bella e calda zuppa. Normalmente le preparo con quello che ho sotto mano arricchendole di volta in volta secondo le disponibilità della dispensa. Stavolta però ho voluto per bene seguire una ricetta perchè mi aveva attratto particolarmente, l'ho tratta da Assaggenda 2011 di Anna Colarossi, la nuova agenda tascabile di Sinnos che ci propone zuppe dal mondo per tutto il prossimo anno oltre a curiosità e ricette tradizionali di feste italiane e non. Un'agenda diversa illustrata sapientemente da Monica Auriemma che ci fa compiere "l'assaggiro del mondo in  365 giorni", nel formato tascabile è comodissima da portare sempre con sè e tirar fuori anche per ingannare il tempo, magari quando si è in fila alle poste o dal medico, anche se non ha molto spazio per scrivere dato che i giorni della settimana trovano posto in un'unica pagina, del resto è l'agenda del tempo libero.
Insomma leggiucchiando le ricette ho trovato questa calda e cremosa minestra: e dato che mia madre aveva lessato i cannellini e me ne aveva riempito un contenitore ho deciso di non perdere tempo e di provarla subito.
Prima di darvi la ricetta devo aggiungere che da essa ho ricavato anche la pappa per Giulio, è bastato cuocere tutti gli ingredienti insieme senza soffritto iniziale e aggiungere alla fine la sua pastina e l'olio crudo per avere una ricettina for baby in linea con la stagione. 
Pasta e fagioli con broccoletti
Ingredienti per 4 persone:
240 g di maltagliati (io ho usato piccolissimi gnocchetti rigati)
800 g di fagioli cannellini già lessati
150 g di broccoletti
50 g di sedano
50 g di cartoa
50 g di cipolla
1 patata media
150 g di pomodoro a pezzi
aglio
salvia
rosmarino
1,5 l di brodo vegetale
olio extravergine d'oliva
Preparare un soffritto con sedano, carota e cipolla tritati, 2 cucchiai di olio e uno spicchio d'aglio, (io ho unito anche la salvia e il rosmarino). Aggiungere il pomodoro, unire la patata pelata e tagliata a cubetti, i broccoletti a cimette e metà dei fagioli, aggiungere il brodo e cuocere per 12 minuti dal bollore, frullare tutto e poi riportare ad ebollizione, aggiungere la pasta e far cuocere, unire i restanti fagioli e servire con salvia, rosmarino (se non li avete messi prima) e olio crudo.
Ora la versione baby
Pasta e fagioli con broccoletti for baby
Tritare un po' di cipolla con mezza carotina e una costina piccola di sedano, aggiungere un niente di aglio, una fogliolina di salvia e qualche ago di rosmarino tritato, un  pomodorino pelato e privato dei semi, una patatina pelata e ridotta a cubetti, due cimette di broccoletti e una bella cucchiaiata di fagioli cannellini lessati, coprire con acqua e lasciar cuocere per circa mezz'ora poi frullare tutto, unire due cucchiai di pastina e portare a cottura, servire con un cucchiaio di olio extravergine crudo e un cucchiaino colmo di parmigiano.
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