2012-05-30

Piatto  CHS Group, posate linea Gualtiero Marchesi di Broggi, Calice linea Fantasy di IVV

Il sidro o vino di mele che dir si voglia è tipico e molto diffuso oltralpe, in Italia è invece una rarità tanto che alla soglia del 35° anno di vita non avevo ancora avuto occasione di provarlo. L'ho fatto con un prodotto italiano e ne sono rimasta favorevolmente impressionata. Maley nel cuore della Valle d'Aosta e precisamente nel comune di Brissogne a 900 m s.l.m. produce dell'ottimo sidro, una bevanda fresca invitante poco alcolica e molto firzzante ricchissima di profumi che per secoli è stata presente sulle tavole di tanti villaggi alpini. Ho assaggiato il Jorasses methode traditionnelle, un vero e proprio metodo classico con sei mesi di elevage, prodotto dalla sola mela raventze proveniente dalla coltivazione di piante secolari nel solo villaggio di Seissogne ad oltre 1000 m nel comune di St. Marcel (Ao), ideale a tutto pasto e soprendente per la sua complessa aromaticità. Ho provato anche il Mont Blanc, prodotto secondo il metodo ancestrale con le due differenti e complementari mele del Monte Bianco, un prodotto più semplice ed immediato ma non per questo meno rilevante dal punto di vista del gusto. Ho utilizzato proprio il Mont Blanc per realizzare una cremina molto aromatica che ho servito d'accompagno al mio roast beef appena appena rosolato in un velo di burro di cacao. Ho servito la carne con semplici patate lesse al prezzemolo e accompagnato il pasto con lo stesso sidro, credetemi irresistibile per amanti della carne e del buon bere quali siamo io e il mio coniuge.
Roast-beef alla crema di sidro
Ingredienti per 4 persone:
600 g di roast beef preparato secondo la classica ricetta
30 g di burro di cacao da cucina*
300 ml di sidro
2 foglie d'alloro
1 cucchiaino di pepe nero in grani
100 g di polpa di patata
150 g di polpa dimela
olio extravergine d'oliva
sale
Porre la mela e la patata in una pentola, unire il pepe, l'alloro e coprire con il sidro. Portare a cottura evitando che asciughi eccessivamente. Eliminare il pepe e l'alloro e frullare il composto aggiungendo olio e filo fino ad ottenere una emulsione omogenea e densa ma non eccessivamente, regolare di sale. Tagliare il roast beef freddo a fettine di mezzo centimetro circa di spessore. Sciogliere il burro in padella e rosolarvi le fettine di roast beef per pochi istanti giusto il tempo di dare colore evitando che cuociano all'interno. Servire la carne con la salsa e volendo delle patate lesse condite con olio aglio e prezzeolo tritato. Annaffiare con fiumi di sidro.
* Per scottare il roast-beef è perfetta una padella della linea Bio-cook di Illa, il burro di cacao da cucina è la novità di casa Venchi

2012-05-28

Si partecipo ad un web contest ma non voglio vincere. Se io volessi vincere avrei scelto una ricetta dalla grafica accattivante e invece partecipo con questa ricetta rustica che in foto non rende poi molto perché voglio partecipare con una ricetta buona, ma buona per davvero anche se non troppo bella. Il web contest è Pomì d'Autore e la ricetta non può non avere il pomodoro tra i suoi ingredienti. Avrei partecipato con gli spaghetti al  sugo, perché sono quanto di più goloso seppur semplice si possa realizzare con la conserva di pomodoro ma siccome sono una food blogger devo fare la creativa ed ho pensato che di altrettanto goloso c'è solo questa ricetta dove, per avere un risultato di livello, bisogna servirsi di ingredienti di primissima qualità. Le passate Pomì lo sono e se non ci credete con il sistema Pomìtrace potete sapere tutto di ogni singola confezione, il pane mi raccomando dev'essere casereccio, quello di Cerchiara di Calabria è perfetto. Per il formaggio, qualcosa di fresco e dal gusto non troppo deciso, io ho scelto un buon pecorino fresco  Brunelli, il Centocelle fa giusto al caso  per completare ho voluto aggiungere qualche tocchetto di salame piccante e in Calabria non abbiamo che l'imbarazzo della scelta in materia, in tal caso ho scelto una buona soppressata di Calabria DOP prodotta da un'azienda che è fiore all'occhiello del nostro territorio, la Madeo.
A voi la ricetta per 4 persone:
1/2 Kg c.a. di pane casereccio a fette 
Passata di pomodoro
250 g di formaggio fresco di pecora 
150 g di soppressata calabra DOP piccante
origano
olio extravegine d'oliva
aglio
50 g di burro
2 cucchiai di grana grattugiato
2 dl di latte
2 uova
sale e pepe
Imburrare una teglia e formare uno strato di fette di pane non troppo spesse (1 cm circa). Sfregare appena d'aglio le fette di pane solo sul lato superiore, cospargere di passata di pomodoro spalmandolo bene in modo che penetri nel pane, salare, irrorare con un filo d'olio e origano e poi stendere sopra uno strato di fettine di formaggio, ditribuirvi la soppressata tagliata a fiammiferi, coprire con altre fette di pane, condirle nuovamente come lo strato precedente ma non aggiungere la caciotta. Sbattere l
e uova con il latte, il grana, sale e pepe e versare il composto sul pane di modo che se ne intrida per bene, completare con qualche fiocchetto di burro ed infornare a 180° finché risulterà dorato.
Se poi mi volete votare non mi offendo anzi...

2012-05-27

Non è che io sia mai andata via ma molti di voi l'hanno pensato, in realtà due settimane fa si è abbattuta sul mio blog una piccola catastrofe e spiegavo tutto nel primo post di questo periodo di "sordina". In pratica tra i miei innumerevoli impegni e scadenze ne ho dimenticata una quella di rinnovo del mio dominio e per soli 10 $ senza nessun preavviso mi sono vista sfumare il mio sito davanti agli occhi o meglio il mio blog c'era ancora sulla pagina gratuita iniziale http://saleepepequantobasta.blogspot.it ma a saperlo erano veramente in pochi. Tutti gli altri digitando il mio indirizzo web si sono ritrovati una pagina che non corrispondeva all'indirizzo digitato. Insomma dopo due settimane di trattative l'ho spuntata, ho riacquistato il mio dominio a un prezzo non propriamente modico ma sostenibile ed eccomi tornata a riaggiornarvi sui progressi della mia cucina.
Oggi non vi lascio ricette perché avete cinque post arretrati da leggervi e spero che tornerete di nuovo tutti a seguirmi perché domani la nuova ricetta ci sarà.
Ah! Il prossimo 30 marzo mi scade il dominio se per favore qualcuno me lo ricorda qualche giorno prima evito di dover pagare di nuovo il riscatto ai rapitori.

2012-05-25

Come dicevo nel post precedente con Giulio, che ha quasi tre anni, iniziamo sul serio a divertirci in cucina perché in fondo ce la sto mettendo tutta per appassionarlo a quel che io amo, non lo costringo a fare nulla perché so che otterrei l'effetto contrario ma saggiamente dissemino per casa libri e giochi ad hoc di modo che quando ne ha voglia sappia come avvicinarsi all'argomento.
Ballarini, nell'ambito del progetto Cucinando s'impara promosso in collaborazione con l'ANDID per valorizzare i temi della corretta alimentazione e dell'eco-sostenibilità ambientale, ha creato per i piccini dei kit per "giocare" in cucina.
Nel kit Torte e biscotti c'è il grembiulino che vedete indossato in foto dal mio pargolo, un mattarello e una tortiera a cerniera con doppio fondo a misura di bambino, tre formine per biscotti, un vasetto di confettura di albicocche per cimentarsi subito e il poster con le ricette e le informazioni utili all'alimentazione dei piccoli.
Ovviamente come accennavo anche i libri aiutanto tantissimo.
Tra i libri che fanno al mio caso non posso non parlarvi del nuovo Ucci Ucci Fiabe da cucinare e da colorare di  Donatella Lippi edito da Sarnus. Mi è subito piaciuto perché è un libro da raccontare, imbrattare e pasticciare insieme. Raccoglie ricette costruite liberamente traendo spunto dai piatti di fiabe famose, rilette in chiave gastronomica e poi, per non smettere di giocare neppure a fornelli spenti, per ogni fiaba e ricetta ci sono anche i disegni da colorare per stimolare appieno la fantasia dei bambini.
Tante storie da leggere e ricette per preparare piatti da mangiare a "Tinchitè" nel libro di Annamaria Piccione per Verbavolant. Mangiamo a Tinchitè il curioso titolo dove la strana parola sta per mangiare più che a crepapelle. Non è affatto difficile innamorarsi di questo libro riccamente illustrato da Eva Suman e abbandonarsi ai racconti di Nonna Sicilia lasciandosi trasportare in un mondo incantato fatto di storie, leggende e insegnamenti reconditi.
Ma se io cerco di trasmettere il mio hobby ai bambini cosa fanno quelli che cucinano per professione? La risposta  me l'ha data lo chef Paolo Bodon con il suo Stasera cucino con papà! di Trenta editore. Un libro ricco di tenere foto della piccola Camilla con il suo papà e ricette sane e gustose "da cucinare insieme" ripercorrendo tutte le tappe "golose" della giornata di ogni ragazzo: dalla colazione al pranzo, passando per la merenda, la cena e se non bastasse anche lo spuntino serale con gli amici.
Proprio nel libro di Bodon ho trovato interessantissimi spunti per creare con Giulio. La pizza è uno dei suoi alimenti preferiti come lo è di molti bambini e, come giustamente suggerisce l'autore "può diventare un ottimo mezzo per nutrirsi di cereali alternativi" ed è così che invece della farina di grano tenero si può utilizzare la farina di farro. Io per rendere la pizza ancora più appetitosa ho steso l'impasto e ne ho ricavato dei dischetti da farcire a piacere ma pensando ai tagliabiscotti del kit Ballarini di cui vi parlavo ritengo che anche una pizza farfalla, gatto o coniglietto farebbe la sua bella figura...si può provare, quel che è certo i bimbi impazziranno dalla gioia al solo pensiero.

Ah! vi lascio la ricetta della pizza di Farro di Bodon
600 g di farina di farro biologica
360 g di acqua
2 g di lievito
10 g di sale
Disporre la farina a fontana in una bacinella, unire al centro l'acqua tiepida e lievito, unire il sale. Impastare bene  fino ad ottenere una palla, porla a lievitare in un luogo tiepido. Quando l'impasto avrà raddoppiato ilsuo volume si può procedere a stenderla nella teglia unta d'olio e aggiungere il pomodoro, la mozzarella, l'origano e altri condimenti a piacere. Infornare a 250° per 15 minuti circa.


2012-05-22

piatto, ciotolina e cucchiaino GreenGate

Mi sono resa conto che allo svezzamento di Giulio vi parlavo dei miei esperimenti con le pappe, non così con la piccola Aurelia e vi assicuro ci sarebbe molto più da dire con lei. Decisamente apprezza molto più del fratello il buon cibo, almeno per il momento e credetemi che con i bambini facile non è non si sa mai come prenderli e poi cambiano gusti di giorno in giorno così il piatto che ieri adoravano improvvisamnete oggi non è più di loro interesse.
Io, avendone due di bambini, sono alla continua ricerca di "novità" e mi sono appena imbattuta in un bel libro di Silvia Bargigli edito da Alcyone.

La pappa al pomodoro è il titolo e raccoglie 50 ricette per far mangiare tutti i bambini del mondo. Il gioco è nel piatto recita il sottotitolo ed infatti basta sfogliare qualche pagina del libro per rendersi conto che è proprio così.
L'autrice che scrive anche il blog http://www.lapappaalpomodoro.com/ ricorda nell'introduzione che "anche l'occhio vuole la sua parte" ed io vi ricordo che ciò è vero per tutti ma particolarmente per i bambini perché bisogna prima incuriosirli per pretendere che poi assaggino senza fare storie. Così a volte basta qualche fogliolina messa ad arte a galleggiare su una zuppa di legumi per far si che vostro figlio la mangi o utilizzare una formina fantasiosa per rendere appetitoso un risotto, una frittatina o delle verdure. Ma fintanto che Aurelia sarà in grado di gustare la pappa al pomodoro e le altre ricettine presenti nel libro, io vi lascio la ricetta della pappa dolce di pera riso e ricotta, ideale per la cenetta dei più piccoli, può essere riciclata per la merenda dei più grandi magari ben fredda aggiungendo qualche goccia di cioccolato prima di servire.
Ingredienti per 1 porzione
1 pera matura
1 cucchiaio di riso*
1 cucchiaio di ricotta
Pelare e detorsolare la pera tagliarla a dadini, unire il riso, coprire con acqua e lasciar cuocere finché il riso risulterà disfatto. Togliere dal fuoco unire la ricotta e frullare fino a rendere il composto una crema omogenea. Servire tiepida.
*Ho utilizzato per la ricetta il riso qualità Baldo Superfino prodotto nella Riserva San Massimo esclusivamente con sementi certificate.
La prossima volta vi parlo dei progressi di Giulio in cucina, adesso iniziamo a divertirci sul serio...

2012-05-21

Runner e piatto collezione Opera Prima di Wald

Intanto, sempre più vicina alla risoluzione del problena dominio vi ricordo che è possibile continuare a leggere il mio blog collegandosi ahttp://saleepepequantobasta.blogspot.it.
Ora vi chiederete di cosa voglio parlarvi visto che il titolo del post di oggi è tutto un programma, il fatto è che ho avuto il finesettimana per pensarci e quindi è venuto carino. Il calabrese è un bel moro piastrato, in realtà il formaggio di cui vi ho già parlato qualche pagina indietro che ho grigliato e servito con una golosa caponata alla siciliana.
E visto che di verdure si parla colgo l'occasione per parlarvi di un bel libro di Editrice Compositori che raccogne ben 70 ricette a base di vedure. Cavolo che design è il suo originale titolo che trova ragione nel fatto che pur trattandosi di semplici piatti a base di verdure sono raccontati graficamente da esperti designer che si sono messi in gioco per realizzare questo splendido libro impreziosito da una introduzione di Filippo La Mantia in cui si legge"Il cibo ...ti deve dare la sensazione che sia replicabile, ti deve divertire come un bambino, lo devi guardare, annusare, inghiottire e soprattutto ti deve lasciare un buon ricordo dentro". Riporto questa frase perché è esattamente la sensazione che ho provato nel realizzare questo piatto, è una ricetta semplice e replicabile, mi ha divertito la preparazione delle verdure e il suo sapore mi ha lasciato un buon ricordo dentro. Le ricette di caponata sono tante, anzi immagino che ogni famiglia abbia la sua, nel libro di cui vi ho detto c'è la caponata Italia di Playdesign, che racchiude in se ingredienti provenienti da tutta Italia e la trovata mi pare geniale ma nella mia ho mantenuto fede alla tradizione, o almeno tale era l'intento, e non ho aggiunto peperoni.
Ingredienti per 4 persone:
1 kg di melanzane violette
500 g di cipolle
500 g di pomodori maturi
2 coste di sedano
100 g olive verdi in salamoia
1 cucchiaio di capperi sotto sale
½ bicchiere di aceto di vino bianco
1 cucchiaino di zucchero
olio extravergine d'oliva
4 foglie di basilico
sale
4 fette di formaggio moro per accompagnare
Tagliare le melanzane a cubetti , cospargerle di sale e lasciarle nello scolapasta per mezz'ora, poi friggerle in olio abbondante. Intanto lasciare appassire in poco olio le cipolle pulite e affettate finemente, unire i pomodori sbucciati, privati dei semi e tagliati a dadini, aggiungere il sedano a striscioline e poi le olive denocciolate e affettate e i capperi dissalati e strizzati. Lasciar cuocere finché il pomodoro risulta disfatto, unire il basilico e poi le melanzane fritte e scolate dall'olio. Irrorare con l'aceto e spolverizzare con lo zucchero, mescolare e lasciar sfumere l'aceto, servire tiepida con le fette di formaggio grigliate da ambo le parti.
* per tagliare le verdure ho utilizzato coltelli Arcos della linea Alessandro Circiello, per la cottura una padella in alluminio con rivestimento antiaderente linea Hotel di BergHOFF Italia

2012-05-17

Vassoio e tovagliolo collezione Opera prima di Wald
Permangono i miei problemi di dominio, in realtà hanno rapito il mio dominio e mi hanno chiesto pure il riscatto, adesso vediamo cosa si può fare intanto vi ricordo che è possibile continuare a leggere il mio blog collegandosi a   http://saleepepequantobasta.blogspot.it/ . A parte ciò la mia voglia di cucinare e di parlarvi di cibo resta immutata ed oggi vi faccio conoscere un pane da colazione, il pane al miele ideale anche per le merende dei piccini. Io ho utilizzato il miele di arancio Rigoni di Asiago, una vera bontà naturale che ha dato un profumo speciale al dolce.
Ingredienti:
350 g di farina macinata a pietra*
1 bustina di lievito per dolci
1 cucchiaino di bicarbonato
300 g di miele
250 ml di latte acidulato con due cucchiai di succo di limone
1 uovo grande leggermente sbattuto
2 cucchiai di olio d'oliva
1 cucchiaino di sale
Mescolare la farina con il lievito, il bicarbonato e il sale. Sbattere a parte l'uovo con il latte acido, il miele e l'olio. Versate il composto sulla farina e mescolate brevemente per amalgamare. Versate nello stampo da plumcake (di 23x11) e infornate a 180° finché risulterà dorato e cotto internamente alla prova stecchino.
*Per la realizzazione della ricetta ho utilizzato la farina PETRA5 di Molino Quaglia

2012-05-15

Piatto da portata collezione La vie en Rose di Wald
Avete idea di cosa possa succedere se dimenticate di rinnovare il vostro dominio alla scadenza? Io l'ho dovuto imparare a mie spese e così per soli 10 dollari non versati a scadenza il mio dominio è congelato e digitando l'indirizzo del mio blog vi appare una pagina vuota. Volevo rassicurarvi in merito perché pare che con una piccola penale io me la possa cavare e tra qualche giorno o forse solo tra qualche oraa tutto tornerà alla normalità. Tuttavia nel frattempo vorrei ricordarvi che all'indirizzo gratuito di google http://saleepepequantobasta.blogspot.it il mio blog è visibile, cercherò di trasmettervi il mio messaggio unitamente alle mie scuse con ogni mezzo a mia disposizione, pensate solo che ho attraversato qualche oretta di panico prima di capire cosa fosse accaduto. Per ringraziarvi della vostra pazienza e comunicarvi che a casa di CoCò si continua a cucinare vi posto una ricetta di carne con un contorno primaverile, una ricetta semplice ma sempre gradita gli involtini di carne con ripieno di mortadella e caciotta di pecora, la Trasteverina di Brunelli, che ho voluto accompagnare con un contorno di fave e piselli stufati con cipolla.
Ingredienti per 4 persone
Per gli involtini:
8 fettine sottili di vitello
4 fette sottili di mortadella*
8 rettangolini di caciotta di pecora
1 cucchiaio di farina
½ bicchiere di vino bianco secco
1 noce di burro
olio extravergine d'oliva
sale e pepe
Per il contorno:
300 g di fave fresche sgranate
300 g di piselli freschi sgranati
1 cipollotto
brodo vegetale
olio extravergine d'oliva
sale e pepe
Distendere una fettina di carne ben battuta su un tagliere posarvi sopra mezza fetta di mortadella e un pezzetti di caciotta, richiudere i lembi laterali sul formaaggio e avvolgere la carne ad involtino, fermarla con uno stuzzichino e rpocedere allo stesso modo con le altre fettine di carne. Passare gli involtini nella farina, rosolarli velocemente nel burro sciolto con un filo d'olio e solo al momento di servire sfumare con il vino, salere e pepare. Affettare finemente il cipollotto e appassirlo in padella con poco olio, unire fave e piselli e lasciar cuocere aggiungendo un mestolo di brodo, verso fine cottura regolare di sale e pepe, lasciar restringere il brodo prima di servire.
*La mortadella utilizzata per la ricetta è la qualità Oro di Felsineo

2012-05-09

Piatto frutta, vassoio e pala dolce collezione Impronte verde di Wald

Ho approfittato delle ultime bietoline dell'orto e di un vasetto di golosa (per me le preparazioni a base di formaggio lo sono sempre) crema al Castelmagno firmata L'Ostal, l'azienda di cui vi parlavo nel post precedente, per realizzare una succulenta millefoglie salata. 
Per la base ho utilizzato pasta sfoglia pronta...una ricetta fast per chi ha poco tempo ma tanta voglia di mangiare bene. In assenza della crema di Castelmagno va benissimo una fonduta home made che potete preparare secondo queste mie indicazioni con i formaggi che più gradite
Ingredienti per 4 persone:
1 rotolo di pastasfoglia pronta
100 g di pancetta affumicata a cubetti
300 g di bieta sbollentata
1 vasetto di crema al Castelmagno
1 spicchio d'aglio
olio extravergine d'oliva
sale e pepe
scaglie di grana per completare
Ricavare dalla sfoglia tre rettangoli, bucherellarli e cuocerli in forno a 200° fino a doratura. In una padella dorare la pancetta con un filo d'olio e l'aglio in camiciunire la biete, salare, pepare e lasciar insaporire.
Scaldare la crema di formaggio e procedere al montaggio del piatto, posizionare sul fondo un rettangolo di sfoglia, distribuirvi sopra un terzo delle verdure con la pancetta (dopo aver eliminato l'aglio) e un terzo della salsa, proseguire allo stesso modo con gli altri due strati, arricchire l'ultimo strato con scaglie di grana a piacere
* per la realizzazione del piatto ho utilizzato una padella della linea BIO-COOK di Illa.


2012-05-07

Alzata collezione Il Giardino Segreto IVV, bicchierini finger food Atmosfera Italiana
Vi va di venire con me in Valle Grana? È una vallata alpina (delle Alpi Cozie), è la valle delle leggende e ai suoi piedi si estendono principalmente campi di mele, di pere madernassa, cotogne, susine, kiwi, piccoli frutti, ciliegie e albicocche; sono i frutti di L'Ostal una piccola azienda agricola biologica che lavora rispettando le regole della natura proprio come tanti anni fa faceva il nonno di Ivo il proprietario. Il profumo dei frutti di questa valle l'ho respirato aprendo le loro conserve, il loro gusto l'ho assaporato mangiando le confetture di L'Ostal, potete farlo anche voi adando a trovarli perché l'Ostal è un posto amichevole dove poter trascorrere magari una giornata da contadino assaporando il gusto dei tempi andati.
La confettura di albicocche, che ho utilizzato in questa mia preparazione ha il sapore di quelle albicocche maturate al sole ed è fatta di sola frutta (un'altissima percentuale di frutta) e zucchero.
L'ho utilizzata in purezza - perché la cottura le avrebbe tolto qualcosa - in questo dessert che ricorda un po' la mitica sacher, una crema di mascarpone al cioccolato, arricchita da confettura di albicocche riccioli di cioccolato fondente e pezzetti di colomba (la tradizionale di Loison) caramellati. Anche del pan di spagna potrebbe andar bene o un biscottino ma credetemi i canditi della colomba arricchiscono ed enfatizzano ancor più il gusto finale.
Se siete cioccolatodipendenti come me amerete questo dolce e se di ricette al cioccolato non ne avete mai abbastanza non riuscirete a fare a meno dell'ultimo nato in materia. L'originalissimo Puro cioccolato di Magazzini Salani, 30 ricette 100% cioccolato veloci e facili da preparare racchiusi in un libretto dalla curiosa forma di tavoletta di cioccolato per "fondere dal piacere" già sfogliando il libro.
Piccoli desserts di cioccolato e albicocca
Ingredienti per 12 bicchierini:
250 g di mascarpone
2 uova freschissime
4 cucchiai di zucchero
100 g di cioccolato fondente*
confettura di albicocche
200 g di zucchero per il caramello
12 pezzetti di colomba tradizionale
riccioli di cioccolato per completare
Preparare il caramello sciogliendo lo zucchero con qualche cucchiaio di acqua, quando avrà un colore ambrato immergervi i pezzetti di colomba affinché se ne rivestano, porli sulla carta forno ad asciugare. Preparare la crema: montare i tuorli con lo zucchero finché diventano chiari, unire il cioccolato sciolto a bagnomaria e infine gli albumi montati a neve senza smontare il composto, Suddividere la crema nei biccchierini scelti, aggiungere un cucchiaino di confettura di albicocche, un tocchetto di colomba caramellata e i riccioli di cioccolato per completare.
* per la realizzazione del dolce ho utilizzato cioccolato Venchi

2012-05-03


La connessione tra madre e figlia in cucina e pressocchè imprescindibile. Ogni madre tende a trasmettere il proprio sapere culinario alle figlie e seppure le figlie, da bimbe spessissimo interessate all'argomento attraversano quasi sempre quella fase refrattaria in cui non solo rifiutano l'origine ma addirittura la contestano e ne prendono le distanze, prima o poi ritornano all'ovile e cercano di recuperare il tempo perduto (spesso purtroppo quando la genitrice non c'è più) scandagliando ogni centimetro del logoro quaderno di cucina di mamma. Mi fa piacere vedere al contrario collaborazione tra madre e figlia e ne ho avuto di recente due buoni esempi che hanno favorito in me queste ed altre riflessioni.
Il mestolo magico è un libro scritto da Maria Teresa Sponza D'Agnolo ed edito da Tecniche Nuove e mi ha favorevolmente impressionata vedere che a corredo dell'opera dell'autrice, che ha trascritto nel libro il suo quaderno di cucina, sono state inserite le foto piuttosto originali scattate dalla figlia Alessandra. Ci sono ricette di tutto il mondo modificate nel corso del tempo dall'autrice secondo il gusto familiare, non c'è spirito di ostentazione nè voglia di seguire alcuna moda in questo libro che riesce pertanto benissimo nell'intento di trasmettere il piacere di portare in tavola vivande diverse e e ben curate per "ravvivare una cena quotidiana o per fare qualcosa di nuovo (o di vecchio) per gli amici".
Un'opera a quattro mani anche Cucinare in famiglia



Ricette tra rime e fornelli di Antonietta & Maddalena Curti
   per Graphe edizioni, in cui la mamma ha svolto il compito di scrivere le vecchie ricette di famiglia curando la sezione dedicata ai "grandi" mentre alla figlia è toccato l'originale compito di metterne alcune in rima dedicandole ai "piccini". Divertente trovare una descrizione in rima della zuppa inglese o della torta di mele. Il libro si propone di stimolare la fantasia dei lettori tanto è vero che volutamente non vi sono immagini dei piatti: "tra i fornelli la fantasia deve essere maestra e a nostro avviso non va né ingabbiata, né orientata alla semplice emulazione di una foto".

Ricette di famiglia, delle famiglie delle due autrici, l'una parigina Laetitia Carrega d'Ormesson l'altra fiorentina Cristina Cantini, sono raccolte nel libro pubblicato da Polistampa Menu per 4 stagioni dall'eloquente sottotitolo Invenzioni gastronomiche e divagazioni culinarie tra Firenze e Parigi. Le ricette del libro, precedute da un saggio di Enrico Colle sull'arte di imbandire la tavola, sono suddivise per stagioni "rielaborate e adattate ai gusti e alle esigenze di oggi" ed accompagnate dai consigli di Cristina e Laetitia che le ahnno volute condividere con noi.
Sfogliando questi libri riflettevo sul rapporto tra la mia cucina e quella della mia famiglia e di mia madre in particolare. È innegabile che avendola vicina io tenda ad innovare o meglio a fare dell'altro che le cose buone della tradizione le prepara egregiamente lei ma mi rendo conto che se questi piatti li voglio trasmettere ai miei figli me ne devo interessare maggiormente ma tendo ad voglio aallontanare questo momento perché mi piace sentirmi figlia davanti a un piatto du maccheroni al ferretto preparato dalla mamma secondo tradizione o davanti ad una torta alla crema, farcita con la "sua" crema perchè mamma pur essendo brava in tutto eccelle in alcune cose e la crema pasticcera preparata da lei è una di queste, la ricetta è la stessa che uso io ma quando la prepara lei è più buona.  


Non nascondo che quando devo affrontare preparazioni più complesse in cui mi divido le fasi in vari momenti delego a lei la preparazione della crema. Per questa brioche che vi presento oggi invece la crema l'ho fatta da me e devo dire che era pure più buona del mio solito forse per merito del mio splendido tegame in ghisa smaltata di BergHOFF Italia del quale mi sono servita per preparalo, il fondo spesso ed il calore ben distribuito mi hanno permesso di ottenere un ottimo risultato che ho utilizzato per questa brioche che dicono chiamarsi angelica e che ho farcito di crema e meravigliosi frutti assortiti il Berry mix di Noberasco composto da goji barries, cranberries, uva sultanina, uva verde,uva golden, ciliegie che non necessitano di ammollo essendolo già abbastanza ma che ho voluto tenere un pò in ammollo nel rum per conferirgli un certo aroma.

Tegame BergHOFF Italia, tessuto GreenGate

Ingredienti:
250 g di farina 00
125 g di latte tiepido
8 g di lievito di birra fresco
un pizzico di sale
20 g di zucchero
40 g di burro morbido
2 tuorli
1tuorlo e 2 cucchiai di latte

crema pasticcera: 2 tuorli, 2 cucchiai di farina, 4 cucchiai di zucchero, mezza stecca di vaniglia, 250 ml di latte
100 g Berry mix e 1 dl di rum per completare
Versare la farina in una ciotola, unire lo zucchero, il sale e il burro, poi il latte tiepido nel quale sarà stato sciolto il lievito e i tuorli leggermente sbattuti. Impastare bene e lasciare lievitare l’impasto coperto fino al raddoppio. Porre a bagno i frutti nel rum allungato con poca acqua calda e preparare la crema. Sbattere i tuorli con lo zucchero, unire la farina e poi il latte portato a bollore con la vaniglia incisa per il lungo, mettere sul fuoco e lasciar addensare la crema. Trascorso il tempo necessario al raddoppio dell'impasto versarlo sulla spianatoia e stenderlo con il matterello in un rettangolo spalmarlo di crema e cospargerlo con i frutti ben asciugati. Arrotolare l'impasto lasciando il ripieno al suo interno poi tagliare in due il rotolo nel senso della lunghezza e intrecciarlo formando una ciambella. Per questa operazione consiglio di lavorare già sulla piastra del forno rivestita di carta forno onde evitare di dover trasferire dopo la ciambella rischiando di rovinarla. Spennellare la suprficie con latte e tuorlo sbattuti insieme e infornare a 200° per 40 minuti circa ponendo alla base del forno una teglia con poca acqua per creare un ambiente umido.


*Per la realizzazione della ricetta ho usato farina macinata a pietra qualità Petra5 di Molino Quaglia specifica per dolci. La carta forno di cui mi servo è quella riutilizzabile di Tescoma che vedete anche in foto.

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