2007-10-29

Cuocapercaso :- ciao CoCo, come stai?
CoCo: Ciao Cuocapercaso, bene grazie e tu?
Cuocapercaso: bene! Che fai di buono oggi? Raccontami!!!
CoCo: ho una bellissima zucca e pensavo a qualche ricetta con questo ingrediente…non ho che l’imbarazzo della scelta…!!!
Cuocapercaso: Eh si, anche perché con la festa di Halloween che si avvicina tutti i siti di cucina sono saturi di ricette con la zucca ed affini…nostri compresi!!
CoCo: Ah, si! Halloween! Ovunque troneggiano zucche e decori a tema, tutti festeggiano anche da noi questa festa tipicamente americana ma chissà come mai? Questioni economiche-commerciali secondo te?
Cuocapercaso: Anche quelle, sicuramente! Ma anche la “moda” e forse la voglia di festeggiare e di distrarsi di cui si sente il bisogno! Poi, se ci facciamo caso, da noi tutte le festività cristiane sostituiscono quelle pagane! Halloween è la festa cristiana di Tutti i Santi, infatti!
CoCo: si, è vero! Ho letto che in tale data si mescolano più ricorrenze, per i Celti era il Capodanno, l’incontro tra il mondo dei vivi e quello dei morti in cui le porte delle dimensioni ultraterrene si spalancavano e gli spiriti erano liberi di vagare sulla terra unendosi ai vivi. Il 31 ottobre era anche però la notte del Grande Sabba Nero, la notte in cui le Streghe si radunavano invocando le forze della terra e del cielo.
Naturalmente, la Chiesa cattolica cercò di sradicare queste tradizioni trasformando Halloween, come tu esattamente dicevi, nella festa di Ognissanti .
Cuocapercaso: si, ma la “magia” di Halloween non si è mai spenta ed è per questo che la notte del 31 ottobre viene esorcizzata con una festa in cui si usa travestirsi nel modo piu’ strano ed orribile: per ingannare gli spiriti e far credere loro che si è ….morti!!! …E poi c’è l’aspetto culinario! Ci sono tante buonissime ricette da fare per questa occasione, tutte divertenti ed a “tema”!
CoCo: si!!! Potremmo unire la tradizione pagana a quella cristiana e festeggiare anche noi come si deve e, visto che siamo food-blogger impenitenti, potremmo organizzare una bella cena virtuale. Tu prepari qualcosa?
Cuocapercaso: Si… mi piacerebbe fare le Ossa dei Morti…nome un po’ lugubre, ma si tratta di buonissimi biscottini croccanti!! E tu, cosa farai?
CoCo: Bhè allora se tu porti il dolce e io ti faccio trovare un bel piatto caldo che ne dici di Stecconi del Grande Sabba Nero, nome inquietante eh!
Cuocapercaso: Bene,sarà la nostra cena delle streghe!
CoCo: Molto bene Cuoca, mi raccomando la puntualità!
Cuocapercaso: Ok CoCo, mezzanotte in punto, ci sarò! Ah!Ah!Ah! …

Eh Voi? Toc toc?
Si proprio Voi, dietro lo schermo del pc!!
Venite anche Voi a questa cena virtuale? E cosa ci portate di buono?
Vi aspettiamo numerosi!!!



Stecconi del Grande Sabba Nero (di CoCo)






Ingredienti per 4 Streghe affamate:
24 cubetti di carne di maiale (io ho usato il taglio interno della coscia)
16 cubetti di zucca
16 fettine sottili di Lardo di Colonnata
Olio extravergine d’oliva
Sale dolce di Cervia
Pepe nero di mulinello
Polenta a piacere

Avvolgete ogni pezzo di zucca in una fettina di lardo poi alternate in ogni spiedino tre pezzi di carne e due di zucca. Disponete gli spiedini in una teglia unta d’olio, salate, pepate e ponete in forno caldo per 15/20 minuti fino a doratura.
Servite con polenta calda.

Ossa dei Morti (di Cuocapercaso)





Ingredienti:
200 g farina 00
100 g di nocciole tritate
100 g di mandorle tritate
1 albume
200 g di zucchero
cannella mezzo cucchiaino
chiodi di garofano 4 ridotti a pezzetti
Liquore dolce tipo marsala o simile

In una terrina mettere la farina, lo zucchero, le mandorle, le nocciole, i chiodi di garofano ridotti a pezzetti, la cannella, e mescolare. A parte montare a neve un albume ed unirlo agli altri ingredienti. Aggiungere 3-4 cucchiai di liquore fino a che, impastando, il composto sarà lavorabile.
Stendere il composto dello spessore di circa 3-4cm e tagliarlo in rettangolini. Con le dita poi formare delle formine di "ossa": arrotondare le estremità rimpicciolendo il centro. Mettere i biscotti su una piastra con carta forno ed infornare a 170° per circa 25 minuti.


Buon Halloween a tutti!!

Alla cena delle Streghe partecipano anche:

Lenny e Francesca con i Ragnetti golosi per Halloween preparati da Lenny

Roxele con I biscotti di Halloween preparati con la sua piccola

Stefano Buso con La polenta delle streghe

Scribacchini con i loro Zucconi

Mamma3 con le sue Dita mozzate

Witewillow con il Pesto di Zucca

Marcella zenzero con La torta di zucca dall'Equador

Marinella che porta da noi la sua intera Cena delle streghe visto che siamo in tanti nulla ancdrà sprecato!

Aracoco con la sua Zucca malefica

Mimmi con la Zuppa di zucca

Trattoria Muvara con Dolcetto o Scherzetto ... altrimenti che Halloween sarebbe?

Chef Vellino con i Papassini

Cipolla con il suo Risotto viola

Zia Shaghy con la Torta di Halloween

Cuochetta col Tortino di zucca e patate

Roxy con i suoi Gnocchi di zucca con funghi e pancetta

Fabietto e Nico con I calzoni goderecci di Nico

Anna con i Biscotti di zucca

K con la sua Vellutata di zucca e arancia

La maga delle spezie con i suoi Muffin di zucca speziati e glassati

di nuovo Roxele che ha pensato ai ritardatatari con Pasta con la zucca e Risotto con la zucca

Digolò con il Cavolfiore in pastedda con crema di carote e nocciole

Laura con la sua Torta Stregata

Excalibur con la Zuppa di patate e zucca

Imma con il suo divertente Scary Halloween

Peter con la bevande delle Streghe, che in effetti mancavano!!

Dolcetto con la Treccia di Zucca

2007-10-26

Finalmente ho fatto i Blinis, ogni volta che vedevo una foto di queste frittelline, che pare siano di origine russa, mi dicevo devo provare e accumulavo ricette senza mai passare alla pratica.
L'altra volta avevo del buon salmone affumicato (che ogni tanto checchè se ne dica me ne viene voglia e lo devo comprare) così ho pensato a cosa l'abbino? Nordico lui, nordiche loro, ho deciso che si trattava di un matrimonio perfetto e così mi sono messa all'opera.
Le frittelline sono molto semplici e devo dire molto gustose, ricordano un poco i pancake o le crepes come procedimento ma queste sono prettamente salate, ci va il lievito di birra e poi gli albumi montati a neve a parte.

Ingredienti:
100 g di farina 00
200 ml di latte
12,5 g di lievito di birra (o una bustina di quello secco)
1 uovo
1 cucchiaino di sale

Scaldiamo appena il latte e sciogliamo nel liquido il lievito, amalgamiamo alla farina, aggiungiamo il sale e il tuorlo. Lasciamo lievitare per 1 ora circa la pastella ottenuta. Dopo incorporiamo l'albume montato a neve finchè il composto non è liscio ed uniforme.
Ungiamo un padellino con burro e poi procediamo a cuocere le nostre frittelle versando mezzo mestolino per volta. Quando un lato è asciutto rigiriamo e facciamo dorare anche l'altro. Procediamo così fino ad esaurimento della pastella. Serviamo i blinis ancora caldi con salmone affumicato condito con qualche goccia di limone, pepe ed erba cipollina.
Sono delle frittelle deliziose e versatili, sono ottime pure con salumi affettati o formaggi teneri.
Da rifare al più presto.


2007-10-25

Qualche giorno fa sfrecciando con la macchina ho visto lungo la strada un venditore di porcini freschi, per poco non commettevo l'irreparabile, nello stile fragoline di bosco ma ce l'ho fatta a fermarmi senza grossi danni per cui cinque minuti dopo risalivo in macchina con quattro grossi porcini freschi e profumati, combattuta sul loro utilizzo.
Giunta a casa li ho puliti con amerevole cura, ho conservato l'eccedenza e con il più bello e grosso ho fatto la quiche della foto, sapete già quanto adoro i formaggi ed in tal caso ho voluto abbinare del Brìe che ha secondo me già in se un sentore di bosco che ben si sposa col delizioso porcino.

Ingredienti:
1 disco di pasta sfoglia
1 o 2 porcini freschi (dipende dalle dimensioni)
100 ml di panna fresca
1 uovo
1 spicchio d'aglio
250 g di Brìe
olio extravergine d'oliva
prezzemolo
sale e pepe q.b.

Affettiamo i porcini e trifoliamoli in padella con olio e aglio, a fine cottura regoliamo di sale e pepe e cospargiamo di prezzemolo tritato.
Distendiamo la sfoglia in una teglia rivestita di carta da forno, punzecchiamo la base, adagiamovi sopra i funghi, il formaggio a pezzetti avendo cura di distribuirlo bene su tutta la superficie ed infine l'uovo sbattuto con la panna, un pizzico di sale e pepe nero. Ripieghiamo i bordi verso l'interno ed inforniamo finchè la superficie non sarà dorata ed asciutta.
A cena ne ho mangiata mezza, fossi stata sola l'avrei mangiata proprio tutta onestamente.

2007-10-23

La scoperta stavolta non l'ho fatta navigando, sfogliavo Vie del Gusto di Settembre e mi sono soffermata alla pagina di Chiara Corridori "Letti per voi" attratta dalla copertina di un librino grigio e verde che riproduceva esattamente quello che vedete sopra.
Leggo il trafiletto e scopro di aver ignorato quasi imperdonabilmente l'esistenza di una associazione culturale a nome Locali storici d'Italia che porta avanti da ben 31 anni la valorizzazione dei più antichi e prestigiosi locali storici d'Italia in favore del turismo culturale. Scopro per di più che la guida nella quale sono raccolti più di duecento tra caffè, ristoranti, alberghi e anche botteghe che hanno segnato la storia d'Italia si può richiedere gratuitamente telefonando o inviando una mail all'associazione.
Non ho perso l'occasione naturalmente ed appena avuto il libro tra le mani mi sono resa conto di aver ricevuto uno splendido regalo perchè nelle sue 232 pagine si respira il fascino del buongusto e della tradizione storica italiana, leggendo chi ha varcato questa o quella soglia che forse già inconsapevolmente abbiamo più volte oltrepassato si prova un brivido di emozione.
Scoprire che quasi in ogni città d'Italia abbiamo un patrimonio di storia e di cultura così ricco ma allo stesso tempo così facilmente accessibile mi ha entusiasmata al punto tale da decidere di parlarvene.
Ringrazio il Direttore dell'Associazione l'Ing. Guagnini che così gentilmente e celermente me ne ha spedita copia e vi ricordo che la guida è anche on line http://www.localistorici.it/, ma se come me non resistete al fascino del cartaceo richiedetela pure.
Sono degni di nota anche i disegni di Gianni Renna che accompagnano la descrizione di ogni locale e che potete ammirare anche sul sito segnalato.

2007-10-22

Ieri ho stupito la famiglia portando in tavola un dessert di facile esecuzione ma dall'aspetto ricercato e dal gusto dolce e velllutato.
Si tratta di semplici cassatine di ricotta arricchite da pinoli tostati ed Elisir di Zibibbo di Pantelleria una superba gelatina di uve Zibibbo della splendida Pantelleria che ho potuto conoscere grazie alla provvista Bottega Esperya.
Vi dirò la cassatina rimane buona comunque magari irrorandola di miele speziato o di miele di fichi o di mosto cotto però il profumo intenso di uva e caramello che le ha conferito l'Elisir di Zibibbo non credo si possa riprodurre con un altro prodotto.

Ingredienti per 4 cassatine:
300 g di ricotta vaccina freschissima
50 g di zucchero a velo vanigliato
40 g di pinoli tostati
1 cucchiaino di cannella in polvere
2 cucchiai di Rum scuro
1 cucchiaino di acqua di fiori d'arancio
4 cucchiai di Elisir di Zibibbo di Pantelleria
pan di spagna tostato o biscottini per guarnire

Setacciate la ricotta e montatela con lo zucchero, aggiungete due cucchiai di pinoli tostati, la cannella, il Rum e l'acqua di fiori d'arancio ed amalgamente bene tutto. Foderate con pellicola quattro stampini idividuali e suddivitevi il composto di ricotta. Lasciate riposare in frigo per almeno 5/6 ore.
Al momento di servire sformate gli stampini nei piatti, irrorate con la gelatina di uva, cospargete coi pinoli rimasti e poi decorate con rettangoli di pan di spagna passato sotto il grill dopo averlo spolverato di zucchero a velo.
Invitante vero?

2007-10-19

Piccola premessa: anche se non sta certamente arrivando l'estate, prima che il gelo ci avvolga nella sua morsa voglio continuare a mangiare di tanto in tanto qualcosa di fresco e leggero e poi se ci pensate bene presentare queste coppette (che permettono di essere preparate con un discreto anticipo) come antipasto al cenone di Capodanno non sarebbe affatto un'idea da scartare.
Io adoro il pesce affumicato ma oltre al classico salmone o al meno frequente pesce spada non avevo assaggiato nulla anzi per dirla tutta nulla sapevo dell'esistenza del Tonno Rosso Affumicato Campisi che ho scoperto, manco a dirlo, grazie ad Esperya. Pensate che viene prodotto con solo tonno rosso del mediterraneo affumicandolo dolcemente con fumo di legna.
Così ieri sera ho potuto darmi qualche aria da cinque stelle invitando F. a cena e sorprendendolo con questa piccola prelibatezza.
La ricetta è di una semplicità estrema, unica e sola difficoltà per i non avvezzi sta nello svuotare i pompelmi, che poi però è pure divertente farlo, quindi vi consiglio di provare aiutandovi con un coltellino affilato, che permette di staccare la polpa dalla buccia e poi estraendola con l'aiuto di uno scavino o di un cucchiaio, sempre facendo attenzione a non forare l'involucro.

Ingredienti per 2 persone:
2 pompelmi rosa
100 g di Tonno Rosso Affumicato Campisi
1 belga piccola
qualche foglia di radicchio
1 cucchiaio di capperi
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
1 cucchiaio di aceto balsamico
sale rosa dell'Himalaya
pepe nero di mulinello
Affettate il tonno a piccoli bastoncini e mettetelo in una ciotola, aggiungete i capperi e la polpa di uno dei pompelmi (privata della pellicina). Preparate un'emulsione con l'olio, l'aceto balsamico, sale e pepe e versatela nella ciotola del tonno. Tagliate la belga ed il radicchio sottilmente ed amalgametele al tonno condito, riempite con l'insalatina preparata i due pompelmi, irrorate con un filo d'olio ed una macinata di pepe e servite subito.
D'effetto ma di facile realizzazione come vedete.



2007-10-18

Allora abbiamo capito che l'arancio è il colore dell'autunno, e qui state tutti pensando alla zucca. No! Non in questo caso, che per il sorbetto ho utilizzato un altro figlio dell'autunno che ha lo stesso colore della zucca ma è molto più dolce, ebbene signori parlo del caco, il frutto più dolce e gustoso della stagione. Ho scoperto che possiede mille altre qualità benefiche per il nostro organismo, oltre alle classiche vitamine A e C di cui è ricchissimo, è addirittura un tonico per il sistema nervoso e, udite! Udite! Aiuta a combattere lo stress, che non è poco dati i ritmi a cui tutti siamo oggi sottoposti.
Ecco allora un dolce dessert, per una volta non ipercalorico, quel giusto strappo alla regola che ci possiamo concedere senza remore.
Ah! Prima che dimentichi di dirlo la ricetta l'ho scopiazzata da Davide Oldani (su Cucina Italiana) solo che l'ho modificata per esigenze di gusti e dispensa, in pratica il sorbetto è lo stesso ma l'insalata di frutta è meno ricca della sua, sappiate che potete aggiungere banane, pompelmo rosa e se volete anche altro.

Per quattro persone ci occorrono:
400 g di polpa di cachi
40 g di zucchero
1 pera williams rossa
1 mela golden
1 manciata di chicchi d'uva a scelta, anche misti
1 cucchiaio di nocciole tritate grossolanamente
1 cucchiaio di zucchero

Procediamo col sorbetto: basta frullare la polpa dei frutti con lo zucchero e poi passarla in gelatiera per 20 minuti o, per chi come me fa ancora all'antica nel freezer avendo cura di mescolare di tanto in tanto per rompere il ghiaccio.
Per l'insalata di frutta invece sbucciamo e detorsoliamo la mela, detorsoliamo la pera lasciando la pelle (a me piace così per il colore altrimenti si può anche togliere). Saltiamo la frutta in padella con il cucchiaio di zucchero finchè forma una sorta di caramello. Poi dividiamo a due i chicchi d'uva pelati e togliamo i semini, aggiungiamo l'uva alla frutta cotta e suddividiamo l'insalata nelle coppe, mettiamo sopra ognuna una pallina di sorbetto di cachi e poi le nocciole tritate.
Buona! Buona veramente, giuro!

2007-10-16


Oggi è il World Bread Day ovvero il giorno più "panoso" della rete. Ho deciso di aderire anch'io a questo evento del quale troverete maggiori dettagli cliccando sul logo in alto a destra, anche perchè - come chi mi segue già sa - mi piace fare il pane, sperimentarne nuovi impasti, provare le varie lievitazioni. Adoro la lentezza dei ritmi che impone la lievitazione, il profumo che si sprigiona dal pane in cottura senza poi dire che i risultati che si ottengono mi inorgogliscono tanto fa farmi sentire una sorta di "creatore" che dal niente ricava il buono.
La ricetta che voglio postarvi oggi è quella del panbrioche, ma non la brioche dolce, piuttosto un pane morbido briosciato ideale per i tramezzini, semplicemente a colazione con formaggio e miele o per mille altre preparazioni. Non ricordo più chi mi aveva passato la ricetta, sono anni che lo preparo così, vi dico solo segnatevela che a Natale ci tornerà utile e vi dirò poi il perchè.


Panbrioche di CoCo

Ingredienti:
500 g di farina 00
250 ml di latte
80 g di burro morbido
40 g di zucchero
15 g di sale
15 g di lievito di birra fresco
3 tuorli d'uovo

Se avete l'impastatrice usatela pure, io lo impasto a mano perchè mi rilassa sentire la consistenza dell'impasto che si forma oltre che respirarne l'odore.
Intanto scaldate leggermente il latte e sciogliete nel liquido il lievito.
In auna ciotola disponete la farina, in un angolino il sale di modo che non venga a diretto contatto con il lievito, aggiungete il burro a tocchetti, lo zucchero ed il latte, amlgamate ed unite le uova, lavorando per bene l'impasto fino a completo assorbimento di tutti gli ingredienti.
Ponete l'impasto a lievitare nella ciotola coperta da pellicola per due ore. Dopo rimpastate e versate in una grande teglia da plumcake imburrata ed infarinata e lasciate lievitare ancora per un paio d'ore finchè non avrà superato il bordo della teglia, raddoppiando nel suo volume. Infornate a 180° per circa 30 minuti finchè la superficie sarà ben dorata.

2007-10-15


La solita solfa, e non me ne vogliate, si vota per il meme di Fabietto al quale ho partecipato con la ricetta dei Pacchetti di crepes al gelato.
Se volete votare la mia ricetta cliccate qui, c'è tempo fino al 25 ottobre.

2007-10-14

Mia madre si è messa in testa di festeggiare il mio trentesimo con una settimana di ritardo per cui mi sono ritrovata a festeggiare il non compleanno come Alice nel paese delle meraviglie con tanto di regali e torta.
Ma se al pranzo ha pensato la mamma la torta naturalmente spettava a me farla e così ispirandomi alla celebre merendina ho creato la Torta Fiesta goduriosa a dir poco, quasi peccaminosa, una base di pan di spagna imbevuta di liquore all'arancia farcita con uno zabaione al Cointreau (ci voleva il Curaçao ma non mi è stato possibile reperirlo) e mascarpone, coperta di cioccolato fondente.
Bè vi do la ricetta che facciamo prima.
Per il pan di Spagna:
300 g di farina
300 g di zucchero
8 uova
1/2 bustina di lievito per dolci vanigliato

Per la crema:
4 tuorli
4 cucchiai di zucchero
12 cucchiai di Cointreau (o Curaçao)
1 cucchiaino di maizena
250 g di mascarpone
2 dl di panna fresca
2 cucchiai di zucchero a velo

Per la bagna:
300 ml di acqua
4 cucchiaini di zucchero
200 ml di Cointreau (o Curaçao)

Per la copertura:
150 g cioccolato fondente al 70% di cacao
100 g di zucchero a velo
2 cucchiai di panna liquida
4-5 cucchiai di acqua

Mandarino e cedro candito per decorare


Prepariamo il pan di spagna montando a lungo le uova con lo zucchero, aggiungiamo la farina ed il lievito e cuociamo poi in una teglia da 26 cm di diametro a 180° finchè il dolce risulterà asciutto.
Intanto prepariamo uno zabaione cuocendo a bagnomaria i tuorli con lo zucchero, il liquore e la maizena, quando la crema si addensa la leviamo dal fuoco e la lasciamo intiepidire, poi aggiungiamo il mascarpone e solo quando è fredda la panna montata con lo zucchero a velo.
Per la bagna scaldiamo l'acqua con lo zucchero e poi aggiungiamo il liquore.
Quando il dolce è freddo ne ricaviamo quattro dischi, inzuppiamo ciascuno con il liquido preparato e poi farciamo ogni strato con un terzo di crema, copriamo con il quarto disco e mettiamo un poco in frigo a rassodare mentre prepariamo la glassa al cioccolato.
Sciogliamo a bagnomaria il cioccolato con la panna, aggiungiamo lo zucchero a velo e poi l'acqua mescolando finchè il composto non diventa omogeneo, liscio e denso, se occorre aggiungiamo ancora poca acqua.
Poi ricopriamo il dolce con la glassa di cioccolato, righiamo la superficie con i rebbi di una forchetta e decoriamo con mandarino (o arancia) e cedro candito.

Avevo intenzione di fare una foto anche alla singola fetta ma poichè è finita prima che ne avessi il tempo ci dobbiamo accontentare della foto che vedete sopra scattata provvidenzialmente poco dopo aver decorato la torta.


2007-10-12

C'è un piatto, ma più che un piatto possiamo parlare di uno stuzzichino, che prepara normalmente mia madre e manda in visibilio F. parlo delle Polpette di ricotta. Quand'ero piccola io stessa ne andavo matta ed ancora adesso se sono lì non mi so limitare, una tira l'altra come le ciliege. E' una preparazione povera e semplice da realizzare ma provate a presentarla all'ospite più esigente, ne resterà colpito, sempre che ami la ricotta altrimenti non c'è pezza, la Lu si rifiuta pure di assaggiarle con nostra grande gioia perchè così ne restano di più.
Perdonatemi l'imprecisione nelle dosi, ma come tutte le cose tradizionali torna utile il classico "quanto basta" non c'è un metro si fanno e basta aggiungendo qua e togliendo là in base alla consistenza dell'impasto sappiate però che grosso modo è così:

500 g di ricotta
2/3 fette di pane raffermo
2 uova
sale
pepe nero
prezzemolo
1 cucchiaiata di parmigiano reggiano grattugiato
olio extravergine d'oliva per friggere

Sbriciolate accuratamente la sola mollica del pane impastatela poi con le uova sbattute con sale, pepe e parmigiano e la ricotta, aggiungete il prezzemolo e poi formate delle polpette tenendo presente che l'impasto deve reggersi ma non essere eccessivamente duro. Friggete le polpette nell'olio bollente e poi...una goduria.
Ah! Quando amalgamate la ricotta non fatelo in modo eccessivamente omogeneo quando si spacca la polpetta deve qua e la riconoscersi il bianco della ricotta che col calore diventa tenerissima.

2007-10-11

Se c'è ancora chi pensa che tutte le lenticchie sono uguali spero che assaggiando quelle di Colfiorito cambi idea perchè insieme a quelle di Castelluccio sono per me le eccellenze in fatto di lenticchie.
Non è facile trovarle direte voi, al supermercato hanno lenticchie piccole, medie, rosse e giganti senza specificare la provenienza e io vi dico che se usate il computer nulla è difficile basta cliccare qui e nella Bottega Esperya si possono acquistare le squisite Lenticchie di Colfiorito Nardi.
Perchè le lenticchie di Colfiorito sono diverse dalle altre direte? Per prima cosa il sapore vi fornirà la risposta e poi perchè aggiungo sono coltivate in modo naturale senza concimi o diserbanti e ancora perchè sono così tenere che non c'è bisogno di metterle a bagno e in 15 minuti di pentola a pressione le mie erano già pronte.
L'idea della zuppa che ho preparato vi dico che l'ho rubata al grande Davide Oldani, apportando però una modifica alla preparazione, le lenticchie andavano alla fine frullate, ma trattandosi di lenticchie di Colfiorito non ne ho avuto il coraggio ed ho voluto gustarle intere per sentire sotto i denti la tenera consistenza dei legumi.

Ingredienti per 3 porzioni di minestra:
300 g di Lenticchie di Colfiorito Nardi
1 l di brodo vegetale
1/2 cipolla rossa di Tropea
150 g c.a. di zucca gialla
2 uova
olio extravergine d'oliva
timo fresco (in mancanza essiccato)
sale dolce di Cervia
pepe nero di mulinello

Dopo aver lavato le lenticchie mettiamole a cuocere, per 15 minuti dal fischio, nella pentola a pressione insieme alla cipolla tritata, il brodo e qualche fogliolina di timo. In mancanza di pentola a pressione basta far cuocere più a lungo le lenticchie in una normale pentola procedendo allo stesso modo.
Intanto tagliamo la zucca in nove fette rettangolari che arrostiremo in una padella rovente senza condimenti.
A parte battiamo le uova con sale e pepe e ricaviamone una frittatina sottilissima, utilizzando a tale scopo una larga padella unta di olio, di modo che le uova formino uno strato leggero.
Una volta cotta la frittatina avvolgiamola su se stessa e ricaviamone delle tagliatelle.
Impiattiamo la zuppa, arricchendo ogni piatto con tre fette di zucca condita con sale e pepe e le tagliatelle di frittata, decoriamo con qualche fogliolina di timo e un filo d'olio.

2007-10-10


Su Chefbog, che ricordo è stato eletto da Squisito Miglior Blog novità 2007, qualche giorno fa il bravissimo Christian ha pubblicato la ricetta del suo soufflè di Zucca e formaggio, così anch’io mi sono decisa a farlo. Ho modificato impercettibilmente la ricetta ( e lo chef non me ne voglia perché è un mio vizio) ed ecco i miei sufflè il cui risultato mi ha notevolmente soddisfatta.

Dosi per tre soufflè monoporzione:
100 g di zucca gialla già pulita
2 uova
20 g di farina
20 g di burro (più quello che serve ad imburrare gli stampi)
200 ml di latte
2 cucchiai di grana padano
60 g di pecorino fresco a tocchetti
Sale, pepe e noce moscata q.b.

Cuociamo la zucca nel microonde o al forno tradizionale.
Prepariamo una besciamella densa con la farina il burro ed il latte, insaporiamo con sale pepe e noce moscata, aggiungiamo la zucca ridotta a purea e poi i rossi d’uovo ed i formaggi.
Infine montiamo a neve ferma gli albumi ed aggiungiamoli al composto che verseremo subito negli stampi da soufflè già imburrati.
Cuociamo in forno caldo, finché risulteranno gonfi e dorati e serviamo immediatamente altrimenti si sgonfiano.
Attenzione, se utilizzate gli stampini usa e getta, che sono di dimensioni inferiori a quelli da me usati, dividete il composto in quattro porzioni altrimenti rischiereste di rovesciare tutto.

2007-10-09


Domenica poiché - come nessuno ormai può fare a meno di sapere - era il mio compleanno mi sono concessa di non restare ai fornelli ma di rilassarmi in un localino di montagna (no alta collina diciamo) dove il cellulare non ha linea e nessuno può disturbarti.
All’esterno, così a bordo strada, non sembra quasi neppure un ristorante se non fosse per una piccola insegna che reca il nome del locale e dei tavolacci con panche in legno. Appena entrati la sensazione che si avverte accomodandosi ai tavoli è quella di essere a casa, l’ambiente è infatti caldo e rustico con le pareti di pietra scura, gli scaffali carichi di bottiglie e l’accoglienza familiare.
Non c’è carta, è il cameriere che ti espone le portate presenti nel menù, ovvero i primi ed i secondi, perché non vi è dubbio che si debba iniziare con l’antipasto della casa.
Dopo pochi minuti dall’ordinazione il tavolo viene sommerso da una marea di piatti che contengono ogni ben di Dio, prosciutto, guanciale e salumi caserecci, pomodori secchi, peperoni arrostiti, zucchine grigliate e cipolline all’agro, patate e peperoni fritti alla calabrese, e poi ancora la “giuncata” una formaggetta fresca di loro produzione (decisamente degna di nota) e le polpette al sugo, tutto da gustare con il pane caldo preparato in casa.
Tra i semplici primi abbiamo scelto le trofie ai porcini e poi una grigliata mista di buona carne (maiale, salsiccia, pancetta e vitello) con le patate al forno, tutto genuino ed abbondante.
Per finire meritano segnalazione la crema catalana servita nei cestini di croccante al sesamo (di cui vedete la foto scattata male purtroppo) e lo stupendo liquore alla menta prodotto da loro stessi, entrambi da riprodurre quanto prima a casa. Che dire oltre che bisogna tornare dal momento che è sempre più difficile trovare posti così a prezzi decisamente competitivi.
Aggiungo in ultimo che non si tratta di pubblicità, nessuno di loro sa che ne ho parlato, è solo che mi fa piacere una volta tanto che resto soddisfatta di un locale a due passi da casa mia farvi partecipi, si sa mai se capitate da queste parti appuntatevelo pure… Ristorante Le Antiche Mura - Contrada Lungo Strada, 101 - Acri (CS), tel. 0984 917043.

2007-10-08


Come molte vittime del cibo, ho il brutto difetto di accumulare insensate di cibo senza rendermene conto perché con tutte le idee che mi girano per la testa come vedo qualcosa di invitante o che solo potrebbe servirmi forse in una qualche preparazione(chissà quando!) ecco che non posso fare a meno di acquistarlo.
Così mi ritrovo con gli scaffali pieni zeppi di tutto: pasta, farine, cioccolato, zuccheri, sali, canditi e spezie varie e molte volte succede - e non ditemi che a voi non è successo mai - che, nell’attesa di utilizzare l’ingrediente, si arriva alla scadenza senza averne fatto alcunché, rammaricandosi per l’accaduto e promettendosi (senza che la promessa diventi mai realtà) di acquistare solo quello che serve e quando se ne ha realmente bisogno.
Sbirciando nel frigo qualche giorno fa mi sono accorta che le squisite e introvabili foglie d’ulivo inviatemi dalla Compagnia del Cavatappi giacevano inutilizzate su un ripiano e nell’attesa di trovare la ricetta adatta al loro uso andavano inesorabilmente verso la scadenza.
Così mi son detta no! questo non lo posso permettere devo assolutamente gustarmele prima ed ho deciso in estemporanea di prepararle il giorno successivo coi ceci ed i porcini.
Un primo avvolgente ed autunnale oltre che molto armonico nei colori.

Ingredienti per 4 persone:
1 confezione di foglie d’ulivo
ceci secchi
1 fungo porcino
Olio extravergine d’oliva
2 rametti di rosmarino fresco
sale

Dopo aver messo a bagno i ceci per una notte li cuociamo nella pentola a pressione ed una volta pronti scaldiamo un poco d’olio in un tegame con uno spicchio d’aglio, ed un rametto di rosmarino fresco, aggiungiamo il porcino tagliato a fettine sottili, uniamo i ceci cotti e lasciamo insaporire la preparazione, regolando di sale ed aggiungendo un mestolino di acqua di modo che il sughetto non risulti troppo asciutto.
Lessiamo le foglie d’ulivo e condiamole col sugo di ceci e porcini, decoriamo ogni piatto con un ciuffetto di rosmarino.
Anche senza pasta con crostini di pane casereccio ed un filo di olio extravergine d’oliva sopra i ceci coi porcini sono assolutamente da assaggiare.

2007-10-07

Che significa quella candelina rosa su quella micro tortina? CoCo compie 30 anni.
Questa mattina quando mi sono svegliata ho trovato che fuori imperava il diluvio universale, essendo sola in casa ho deciso di autocelebrarmi coccolandomi come io sola so fare ed ecco la tortina della foto che ho “pappato" con la mia solita tazza di thé prima di uscire per uno squisito pranzo in compagnia di pochi eletti. Del pranzo vi parlerò a breve, della tortina vi dico solo che trattasi di semplice pan di spagna inzuppato di fragolino e farcito con confettura di lamponi acquistata in Alto Adige, completa il tutto una cucchiaiata di cioccolato fondente fuso. Vi pare poco???

A me è sembrato un ottimo modo per iniziare una giornata che è continuata ancora meglio.

2007-10-04




Il titolo è un pò complesso ma chi frequenta la blogosfera capisce subito di chi e di cosa sto parlando.
E' raro sapete che copi pedissequamente qualcosa ma ogni tanto non ne posso fare a meno. Quando una ricetta è ben strutturata e corrisponde a quello che in quel preciso momento voglio preparare perchè no?
Mi è già capitato con altre ricette postate da Sigrid il cavoletto ma questa qui proprio quando l'ho letta non ho potuto fare a meno di rifarla. Sarà che io il cardamomo lo tenevo sulla mensola aspettando che venisse il suo turno senza mai trovare una ricetta nella quale mi piacesse introdurlo, sarà che quando vedo paste lievitate, pani dolci e brioche mi si muove una cosa dentro a cui non so resistere, ho voluto proprio provare e quello della foto è il risultato finale. Per la ricetta leggetevi pure l'originale tanto non ho variato alcunché, la prossima volta però voglio provare con altre spezie.


"per 15-20 kanelbullar
per l’impasto
farina 450g
zucchero 100g
latte 250ml
burro 75g
lievito fresco 25g
cardamomo macinato (o pestato, solo i semini) 1 cucchiaino
sale 1/4 di cucchiaino
zucchero a grannella
per la farcitura
burro 50g
zucchero di canna 50g
cannella 1 cucchiaio

Sciogliere il lievito nel latte tiepido. Mescolare la farina con lo zucchero, il sale e il cardamomo (vedete di dosarlo, se è già macinato mettetene un po’ di più, se pestate i semini delle bacche potete usarne anche un po’ di meno), versare il tutto sulla spianatoia ( o nella planetaria), aggiungere il burro fuso e infine il latte e impastare fino a ottenere una pasta liscia ed elastica. Coprire e lasciar lievitare per circa 2 ore (deve radoppiare di volume).
Dopo questo tempo dividere l’impasto in due, e stendere ogni metà in un rettangolo spessomezzo cm. Far ammorbidire il burro della farcia, aggiungere la cannella e lo zucchero e spalmare questo composto sui due rettangoli di pasta, poi arrotolarli senza stringere troppo, in modo da ottenere due salsicciotti. Tagliarli a fette di circa 3cm di spessore, e deporle su una teglia da forno rivestita con carta da forno. Coprire di nuovo e lasciar lievitare per 30 minuti.
Scaldare il forno a 190°, cospargere le briochine di grannella di zucchero e infornare per una ventina di minuti, o finché le kanelbullar siano dorate. Lasciar raffreddare su una griglia."

2007-10-03


La verità è questa quando non so a che "Santo" votarmi in fatto di dolci ecco lì che tiro fuori il rotolo di pasta biscotto farcito. Unica concessione è che non faccio mai un ripieno uguale all'altro.
Stavolta poichè l'autunno mi ha catturata con i suoi sapori ecco un ripieno a base di marron glacé e cioccolato fondente. La ricetta viene dal numero di Dicembre 2006 di A Tavola per chi non avesse in archivio il numero della rivista ve la ridò pari pari.

Ecco cosa ci occorre per prepararlo:
1 rotolo di pasta biscotto (avvolto nel senso della larghezza)
Gli ingredienti ed il procedimento del rotolo di pasta biscotto ve li leggete qua che tanto faccio sempre la stessa, in questo caso potete aggiungere all'impasto un pochino di cannella in polvere che non guasta

sciroppo di rum preparato bollendo in un pentolino 200 ml di acqua con 50 g di zucchero semolato cui aggiungeremo 100 ml di rum

ed infine la farcia:
300 g di crema di marroni vanigliata
6 marron glacé
125 g di cioccolato fondente al 70% di cacao
200 ml di panna fresca
100 g di burro

cacao amaro per decorare

Spezzettiamo il cioccolato, fondiamolo a bagnomaria, togliamo dal fuoco ed incorporiamo il burro a temperatura ambiente, la crema di marroni ed i marron glacé sbriciolati. quando la crema è ben amalgamata aggiungiamo la panna montata.
Spennelliamo il rotolo con lo sciroppo al rum e poi farciamo con la crema preparata. Avvolgiamo il rotolo nella pellicola e lasciamolo in frigorifero per almeno otto ore.
Al momento di servire cospargiamo di cacao amaro.

Per Natale possiamo aggiungere altre decorazioni: dei marron glacé interi, delle foglie dorate etc. in modo da ricavarne un bel tronchetto Natalizio.
Semplice da fare e golosissimo.

2007-10-02



Diciamo che mi sto proprio dando alle preparazioni autunnali, domani magari ci rifacciamo con un dolce, per il momento invece vi posto una ricetta a base di fegato.
Si lo so c'è a chi piace da impazzire e chi invece lo odia. Io sono nella prima categoria e preparato in questa maniera vi garantisco che anche chi non fa normalmente follie per una fetta di fegato dirà "però non è poi male questo piatto".
Potete usare indifferentemente fegato di vitello o di maiale, l'essenziale che la cottura sia fatta alla brace.

Ingredienti per 4 persone:
4 fettine di fegato
6 cucchiai di olio extravergine d'oliva
1 limone
1 mazzetto di prezzemolo
1 peperoncino piccante essiccato
1 spicchio d'aglio
sale q.b.

Arrostiamo il fegato sulla griglia, quando è cotto tagliamo le fettine a striscioline sottili e condiamole con una vinaigrette preparata con l'olio, il succo di limone, il prezzemolo tritato, il peperoncino sbriciolato, un poco di sale e lo spicchio d'aglio, mescoliamo bene e poi eliminiamo l'aglio prima di servire tiepido o freddo accompagnando con crostini di pane casereccio.

2007-10-01


La preparazione di questo piatto sta tutta nel titolo, non c'è nulla di speciale perchè, come spesso dico, quando si usano prodotti di qualità eccelsa non c'è bisogno di preparazioni particolarmente complesse, in questo caso è il Lardo Riserva prodotto a Colonnata dalla Bottega Adò acquistabile su Esperya che caratterizza e da armonia al piatto.
Finora avevo provato molte qualità di lardo, alcune buone altre un pò meno, quello di Colonnata è sorprendente per l'aroma e per il sapore scioglievole e avvolgente all'assaggio come nessun altro. Vi confesso che affettato sottilmente mi piace mangiarlo addirittura senza pane. In questi crostini ho voluto però osare provando a passarlo un paio di minuti sotto al grill del forno, sorprendente anche nella versione croccante.

Per la preparazione della foto ideale da servire come antipasto o finger food ci occorrono:

12 fettine di polenta fredda (basta preparare la polenta nel modo usuale e poi versarla in una teglia da plum cake rivestita di pellicola pressando bene, quando è fredda si sforma e si ricavano le fette)
500 g c.a di bieta saltata in padella con uno spicchio d'aglio un filo d'olio e un poco di sale
12 fettine sottili di Lardo di Colonnata della Bottega Adò

Grigliamo la polenta su una piastra di ghisa da ambo i lati, poi disponiamo le fettine in una teglia antiaderente, suddividiamo sopra la polenta la bieta saltata ed infine il lardo arricciando un poco le fettine. Passiamo due minuti sotto il grill caldissimo togliamo dal forno e cospargiamo di pepe nero macinato al momento prima di servire.
Da gustare davanti al camino acceso accompagnando con un buon bicchiere di vino, quache esperto ci vuole consigliare l'abbinamento giusto?
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