2007-07-31


Praticamente ho solo dato nuova forma ai crackers di Adina.
Come dicevo nel commento che ho lasciato nel suo blog ho aggiunto alla ricetta base (che prevede 250 g di farina impastati con 8 cucchiai di olio extrafìvergine d'oliva e acqua tanta da formare un impasto solido) anche una noce di lievito madre, ho lasciato riposare qualche ora l'impasto e poi l'ho steso col matterello ricavandone dei biscottini di forma tonda che ho bucherellato, pennellato di olio ed acqua e cosparso di fior di sale integrale e origano.
A metà impasto come suggeriva Adina ho aggiunto un cucchiaio di paprika.
Il risultato è quello che vedete in foto, il gusto niente a che vedere con le cose finte comprate.
Da rifare per gli stuzzichini e gli aperitivi, cambiando magari anche i gusti e le forme.

2007-07-30


Appena ho visto il barattolo dell' uva caramellata inviatomi dalla Compagnia del Cavatappi ho subito pensato: "con questo ci devo fare un dolce", tra l'altro c'era pure un pieghevole allegato dove dava pure dei consigli di utilizzo.
Alla fine però ho aperto il barattolo e mi è sembrata troppo buona per subire delle manipolazioni al chè ho deciso che la utilizzerò su creme e gelati e così siccome ho fatto una bella crema al cioccolato bianco ho subito deciso di servirla con l'uva.

Ingredienti per la crema al cioccolato bianco:

100 g di cioccolato bianco

1 tuorlo d'uovo

1 cucchiaio di zucchero

100 ml di latte fresco

150 ml di panna fresca

1 pezzetto di baccello di vaniglia

Montiamo il tuorlo con lo zucchero ed intanto portiamo a bollore il latte con la vaniglia. Mescoliamo poi il latte con l'uovo e poniamo di nuovo sul fuoco, come per fare una crema inglese, fino a quando il composto velerà il cucchiaio, ci vorranno circa 10 minuti.
Versiamo poi la crema sul cioccolato spezzettato e dopo aver bene amalgamato la mettiamo a raffreddare in frigo. Montiamo la panna e poi la crema di cioccolato fin quanto la vedremo bella gonfia. A quel punto incorporiamo la panna montata. Possiamo poi suddividere la crema in quattro tazzine o bicchierini di vetro, decorando la superficie con l'uva cramellata.
Naturalmente potete decorare con quel che più vi aggrada, ma l'associazione con l'uva mi è piaciuta molto.



Ma chi l'avrebbe mai detto che tutti quei prodotti cosiddetti di nicchia che mi vedono sovente impegnata in una estenuante ricerca presso botteghe e gastronomie di ogni dove potevo trovarle tutte concentrate in un'unica bella bottega dove risulta peraltro facile facile fare acquisti?
Ebbene si, gente ho fatto la scoperta dell'acqua calda: alle mie botteghe preferite si aggiunge Esperya dove posso reperire con estrema facilità - dal momento che per acquistare non mi devo proprio allontanare dalla mia scrivania - eccezionali prodotti per compiere sempre nuovi esperimenti culinari. Sono presenti su Esperya circa 800 specialità alimentari in grado di rappresentare la tipicità italiana.
E poi non mi dite ( e qui parlo agli amici che mi leggono di frequente) ma dove li troviamo tutti gli ingredienti per fare le ricette che posti nel blog?
Su Esperya. E non hanno scuse neppure i fannulloni dato che solo il mouse bisogna muovere ed il corriere, in tempi brevissimi, busserà alla vostra porta recapitandovi le delizie ordinate senza alcuno stress.

2007-07-27


E chi lo dice che l’anguria è buona solo a fine pasto? Ma l’avete mai provata in versione salata? Avete mai provato a servirla con la carne?
Bè, la ricetta di oggi sono sicura che stupirà i “benpensanti” come mio padre che si è rifiutato categoricamente di assaggiarla ma vi assicuro che l’effetto è sbalorditivo e, anche per chi non ha mai osato tanto, stuzzicante.
Diciamo che si tratta di una ricetta per i curiosi del gusto, l’ho reperita in uno dei miei soliti ritagli di riviste, forse veniva da un numero estivo di Grazia, l’ho modificata un poco per vizio innato di non lasciare mai le cose come stanno ed eccola a voi pronta per essere sperimentata.
Ingredienti per 4 persone:
1 petto di pollo di c.a. 500-600 g
1 cucchiaio e mezzo di miele millefiori Apemax di M. Sgambato
3 cucchiai di salsa di soia
3 cucchiai di olio extravergine d’oliva
1 cucchiaio di aceto balsamico
1 spicchio d’aglio
1 grossa fetta di anguria
1/2 limone verdello
2 cm di radice di zenzero fresca
Sale e pepe di mulinello q.b.
Dividiamo il petto di pollo in due grossi pezzi, poniamolo in una ciotola con il miele, la salsa di soia, metà olio, l’aglio schiacciato, un po’ di sale e pepe.
Lasciamo marinare per almeno tre ore (in questo tempo per quanto mi riguarda ho messo la ciotola in frigo e sono andata allo studio).
Prendiamo poi una padella (mi raccomando non troppo grande altrimenti rischiate di bruciare il fondo di cottura) la scaldiamo per bene sul fuoco e poi vi rosoliamo il pollo da ambo i lati, bagniamo poi con la marinata e continuiamo la cottura coprendo la padella con un coperchio, prima di spegnere aggiungiamo l’aceto e mescoliamo ancora un poco.
Intanto mentre il pollo cuoce, puliamo l’anguria dalla scorza e dai semi e la tritiamo a coltello, poniamo in una ciotola condiamo col succo di limone, con l’olio rimasto, la radice di zenzero grattugiata, sale e una macinata di pepe.
Serviamo il pollo tagliato a fettine sottili col suo fondo di cottura e la salsa fredda all’anguria.
Decisamente ok.

Ve lo dicevo io che La Compagnia del Cavatappi aveva una sorpresa per i food-blogger, eccola in foto: un bel pacco di prodotti che mi sono scelta liberamente:
Aceto di mele della Val di Non dell'Azienda Agricola Manicardi
Marmellata di peperoncini piccanti dell'Azienda agricola Sciarra Anna
Miele millefiori Apemax di Massimo Sgambato
Uva caramellata intera di Divi Conserve
Foglie d'ulivo del pastificio Lucania Pasta
E che vi devo dire ancora se non Evviva la Compagnia del Cavatappi
A breve vi posterò qualche gustosa preparazione con i prodotti indicati.

2007-07-25


Tra i pesci più strani in commercio secondo me c'è la razza, non ha proprio la forma di un pesce e quasi quasi neppure il sapore, ha carni bianchissime e al posto delle lische degli ossicini bianchi e teneri che formano un reticolo tra la parte superiore e quella inferiore della polpa.
E' comunque un pesce che si presta a molte interpretazioni una tra queste è la Razza ai pinoli, ricetta che vi propongo oggi, molto gustosa se pure non troppo elaborata. Non è una preparazione di mia invenzione, viene da una di quelle raccolte a fascicoli della Fabbri mi pare fosse Facilmente pesce, di quelle raccolte delle quali mi capita di prendere un paio di numeri che poi ritrovi tra i ricettari dopo secoli di abbandono e dai quali comunque esce fuori sempre almeno una ricetta da fare e rifare poi sempre.


Per 4 persone:
600 g di razza
2 limoni
farina bianca q.b.
40 g di burro
3 cucchiai di pinoli
3 cucchiai di olio
1 cucchiaino di aceto balsamico
1 cucchiaio di brodo di pesce
Sale, pepe e prezzemolo q.b.

Preparazione: Laviamo ed asciughiamo la razza, mettiamola in un piatto, saliamo, pepiamo e spruzziamo col succo di un limone, passiamola poi nella farina e rosoliamola in padella col burro.
Mescoliamo l'olio, l'aceto, il brodo e il succo dell'altro limone, uniamo i pinoli spezzettati e un po' di sale.
Trasferiamo il pesce già rosolato in un piatto da portata e irroriamolo con la salsa preparata e un poco di prezzemolo spezzettato. Portiamo subito in tavola accompagnando con una insalatina.

N.b. Al posto della razza si possono usare altri pesci, mia sorella ha provato col pesce spada ed il risultato è stato soddisfacente.

2007-07-24

Domenica siamo stati a pranzo al mare da Bice e quando si è in compagnia inutile dirlo si esagera sempre un poco per cui la sera, essendo sola soletta a mangiare davanti alla Tv, mi sono preparata un bel piatto freddo, esattamente quello che vedete in foto.
Ingredienti per una porzione:1 zucchina media1 manciata di valeriana o songino
1 pezzetto di parmigiano reggiano
1 cucchiaio di pistacchi sgusciati e tostati
1 cucchiaio d'olio extravergine d'oliva
1 cucchiao di aceto balsamico
sale rosa e pepe nero

Affettiamo sottilmente la zucchina ricavandone dei nastri che griglieremo sulla piastra ben calda.
Una volta pronti li disponiamo su un piatto formando una sorta di reticolo quadrato, spolveriamo di sale.
Affettiamo poi il parmigiano con un pelapatate in modo da ricavarne dei sottili petali, mescoliamoli alla valeriana e sistemiamola a mucchietto sulle zucchine. Saprgiamo sopra i pistacchi leggermente spezzettati ed irroriamo con una vinaigrette preparata con l'olio, l'aceto, un poco di sale e pepe.
Accompagnata con un paio di grissini preparati in casa è un'ottima entrèe per un pranzo estivo.

2007-07-23



Con questa canicola seppure la voglia di cucinare per quanto mi riguarda resta immutata, ciò che latita è proprio la voglia di mangiare cose troppo elaborate, per cui le insalate e la frutta la fanno da padrone sulla nostre tavole estive.

Insalata non significa però piatto scialbo da dieta ed allora via alla fantasia ed ecco la mia interpretazione dell' Insalata di pollo al pompelmo di Annalisa Barbagli apparsa sul numero di giugno di Gambero Rosso nella sezione cucina di casa.

Ingredienti per 4 persone:

400 g circa di fettine di petto di pollo

1 avocado

1 pompelmo rosa

150 g di insalatine da taglio (nel mio caso valeriana che mi piace troppo)

3 cucchiai d’olio extravergine d’oliva

aceto balsamico

vino bianco

salvia

sale rosa e pepe nero

Una volta lavata ed asciugata la carne la rosoliamo in padella con un filo d'olio, insaporiamo con sale e pepe e sfumiamo con un poco di vino.

Lasciamo raffreddare la carne e poi tagliamolaa fettine sottili.

Peliamo a vivo il pompelmo e con un coltelliino portate a vivo gli spicchi. Sbucciamo l’avocado e tagliamolo a dadi. Laviamo ed asciughiamo le insalatine e allarghiamole in un piatto da portata. Disponiamo su un piatto la portata prima le insalatine sopra in orfine casuale il pompelmo e l'avocado ed al centro le fettine di pollo a raggiera come in foto.

Preparate un'emulsione con due cucchiai d’olio, uno di aceto balsamico, sale e pepe.

Distribuiamola sull’insalata e mescoliamo solo dopo averla portata in tavola.



2007-07-20

Oggi niente ricetta perchè incuriosita e divertita dalle risposte altrui ho deciso di rispondere anch'io al meme 4x4 lanciato da Cuochi di Carta
4 dei miei cibi preferiti
gnocchi di patate in tutti i modi
formaggi tutti ma proprio tutti
cioccolatini ripieni
carpacci di pesce
4 cibi che non mangerei mai e poi mai
proprio che non mangerei mai le formiche (in alcune zone le mangiano) il resto non mi spaventa

4 cose che faccio quando navigo su internet
innanzi tutto la posta

poi il blog
poi cazzeggio un poco nella blogosfera
in ultimo cerco quello che mi serviva
4 impieghi che ho svolto nella vita
faccio l'avvocato e prima di questo veri impieghi non ne ho mai avuti ho sempre fatto la studentessa

4 films (o almeno 4) che potrei rivedere almeno altre 4 volte
Speriamo che sia femmina
Parenti serpenti
La casa degli spiriti
Frida
Mediterraneo
basta và anche se ce ne sono altri
4 trasmissioni o serial che guardo
bè posso ormai dire che guarderei, chi riesce a guardare più la televisione?
Desperate Housewives
Una mamma per amica

Sex and the city
e poi tutte le tramissioni che parlano di cucina e viaggi (escluse quelle brutte)
4 posti in cui vorrei essere in questo momento
Francia del nord

Alto Adige (ma ci vado a breve)
A riposo magari alla casa di campagna a leggere Vie del Gusto per sognare di andare a visitare tutti i bei posti di cui parla
4 persone che mi farebbe piacere rispondessero a questo meme
tutti quelli che passano dal mio blog ed anche i miei amici che tanta fatica fanno a lasciarmi un commento.

2007-07-19


Ho sempre pensato che la liquirizia andasse a nozze col cioccolato, qualche giorno fa mi telefona mia sorella e mi dice di aver provato la mia marmellata di liquirizia spalmata in una semplice torta al cacao con copertura di cioccolato bianco e di esser rimasta stupefatta dall'accordo tra i due sapori, così ho preso spunto da quanto lei mi diceva ed ho creato i miei Accordi di cioccolato e liquirizia.

Per la base al cioccolato ci occorrono:

200 g di farina

100 g di fecola di patate

150 g di zucchero

100 g di burro morbido

150 di cioccolato fondente

3 uova

200 ml di latte

1 bustina di lievito per dolci

Per la farcitura e la glassa:

1 vasetto di marmellata di liquirizia

150 di ciccolato fondente

80 g di zucchero a velo

5-6 cucchiai di acqua

40 g di cioccolato bianco

Preparazione:

Sbattiamo i tuorli con lo zucchero ed uniamo il burro, poi la farina il lievito e la fecola setacciati insieme ed infine il cioccolato sciolto nel latte, poco alla volta.

A parte montiamo gli albumi con un pizzico di sale ed incorporiamoli al composto con delicatezza.

Versiamo la preparazione in una teglia rettangolare già imburrata e cosparsa di farina e cuociamo in forno caldo a 180° per 40-45 minuti.

Lasciamo poi raffreddare, tagliamo in due orizzontalmente e farciamo con la marmellata copriamo e poi tagliamo il dolce a rettangolini.

Prepariamo la glassa scaldando l'acqua con lo zucchero ed unendo il cioccolato fuso nel microonde, amalgamiamo bene il composto e se risulta troppo denso uniamo ancora poca acqua.

Versiamo su ogni trancio di dolce un pò di glassa lasciandola colare lungo i lati.

Adagiamo poi i dolcini nei pirotti di carta e disegnamo su ciascuno una chiave di violino con il cioccolato bianco fuso aiutandoci nell'operazione con un cono di carta da forno col foro piccolo.

Resta inteso che se non vi fate la marmellata in casa il dolce lo potete sempre fare dato che l'Amarelli commercializza un'ottima marmellata di liquirizia.

2007-07-18


Di paste golose con condimenti freddi ce ne sono una infinità e a me piace provare sempre nuovi accostamenti così nella miriade di ritagli di ricette che ho conservato ho scovato questa ricettina che vi dirò mi ha molto soddisfatta. Nella versione originale non erano previsti i pomodorini secchi io li ho aggiunti perchè oltre al fatto che si sposano perfettamente con le olive e la ricotta conferiscono al piatto quella nota di colore essenziale a far subito estate.

Per 4 persone ci occorrono:

320 g di gnocchetti sardi

150 g di ricotta di pecora stagionata

100 g di olive piccanti

10/12 pomodori secchi sott'olio

un mazzetto di erba cipollina

olio extravergine d'oliva

sale e pepe verde

Cuociamo la pasta, sciogliamo lo zafferano con due cucchiai dell'acqua di cottura della pasta e versiamolo sugli gnocchetti mescolando bene con diamo con qualche cucchiaio d'olio e poi uniamo le olive denocciolate tagliate a filetti, i pomodorini (già lavati ed asciugati) e la ricotta (meno due cucchiaiate per la decorazione) tagliati a julienne.

Regoliamo di sale e pepe e poi dividiamo nei piatti cospargendo con la ricotta tenuta da parte e l'erba cipollina tagliata a bastoncini. Semplice, gustosa e d'effetto ideale per un pranzo o una cena estiva.

2007-07-17


L'altro giorno ho rifatto il pane col levito madre che avevo conservato, ormai viene fuori una cosa eccezionale. A parte questo, quando sono andata a rinnovare il lievito mi sono ricordata che, come racconta mia nonna, in epoca antica usavano la crosticina che si formava sul lievito conservato per la realizzazione di frese, taralli e focacce dopo averla ammollata con l'acqua e così, dato che aveva un odore così gradevole ho deciso di fare la stessa cosa seppure di crosta non poteva parlarsi dato che io il lievito l'ho conservato in frigo coperto da pellicola.
Mi sono ricordata di aver appuntato da qualche parte la ricetta dei famosi grissini dello chef Nicola Cavallaro di cui ha parlato anche Cavoletto nel suo blog, ho preso spunto da lì ed ho realizzato i miei grissini con lievito madre al papavero.
Ingredienti:
400 g di farina 00
100 g di farina 0 o di manitoba
100 g di olio extravergine d'oliva
un panettino di lievito madre (in mancanza 20 g di lievito di birra)
8 g di sale
acqua q.b.
semi di papavero blu
Preparazione: Sciogliamo il lievito in un bicchierino di acqua appena tiepida ed impastiamo con le farine, l'olio ed il sale, aggiungiamo eventualmente ancora acqua finchè il composto si staccherà dalle mani. Formiamo una palla e lasciamola riposare in una ciotola coperta da pellicola per qualche ora, finchè sarà raddoppiata (se usiamo il lievito di birra ci vorrà molto meno).
Trascorso il tempo necessario stendiamo la pasta con l'aiuto di un matterello in una striscia e ricaviamone dei bastoncini di 12-15 cm di lunghezza e 2 cm c.a. di larghezza e spessore. Rotoliamo sul piano di lavoro ciascun bastoncino in modo da allungarlo e fargli prendere la forma cilindrica classica del grissino. Pennelliamoli con acqua e rotoliamoli nei semi di papavero. Disponiamoli in teglia, lasciamoli riposare ancora mezz'ora e poi cuociamoli in forno molto caldo fino a doratura.
Al posto del papavero possiamo usare sesamo oppure rotolare i grissini nella semola di grano duro o cospargerli di fior di sale.
Sono piaciuti tanto a tutti e li rifarò presto (questo per chi ancora non li ha assaggiati).

2007-07-16

Evviva sono ritornata in me e così ieri non ho potuto resistere alla tentazione di portare in tavola un dolce dalla golosità quasi imbarazzante per il periodo in cui siamo, tuttavia grassi a parte - che purtroppo non mancano in questa preparazione - il gusto è fresco e delicato e se consumato in piccole dosi, dopo un pasto non eccessivamente pesante, questo dolce si può preparare anche in estate.
La ricetta l'ho creata io per cui non vi fidate, naturalmente scherzo, ieri eravamo in sei a tavola e non ho visto una briciola di dolce nel piatto di nessuno per cui posso ritenermi soddisfatta.
Per una questione estetica si potrebbe utilizzare del pan di spagna al posto dei savoiardi, si potrebbe decorare il dolce con del cacao amaro o una copertura di cioccolato, io l'ho voluto lasciare in purezza proprio per non appesantire la preparazione.
Ingredienti:
250 g di mascarpone
80 g di zucchero
2 uova
90 g di cioccolato fondente
1 bicchierino di Vov o altro liquore all'uovo
savoiardi o pan di spagna
Esecuzione:
Montiamo i tuorli con lo zucchero, aggiungiamo il mascarpone mescolando fino ad ottenere una crema soffice e delicata. Montiamo intanto a neve gli albumi ed uniamoli alla crema di mascarpone.
Riponiamo metà della crema in un'altra ciotola ed aggiungiamo il cioccolato fuso al microonde o a bagnomaria.
Nella crema rimasta aggiungiamo due cucchiai di Vov.
Rivestiamo con la pellicola una teglia da plum cake e ricopriamone il fondo ed i lati con i biscotti o con fette di pan di spagna. Spruzziamo leggermente col liquore rimasto e poi disponiamo le due creme a strati, prima la scura poi la chiara. Ricopriamo ancora di biscotti e poi sigilliamo con pellicola e teniamo in frigo fino al momento di servire (meglio una intera notte).
Prima di portare in tavola leviamo la pellicola e capovolgiamo il dolce su un piatto, tagliamo a fette e serviamo subito.

2007-07-13

Il piatto che ho preparato oggi è quello che suole definirsi un piatto unico, io aggiungerei un pranzo o una cena completa. E' semplicissimo come preparazione ma d'effetto nella presentazione, basta aggiungere una fresca macedonia o un gelato e il pasto è completo.
Sembrerebbe un piatto vegetariano, non lo è ma può diventarlo facilmente eliminando il prosciutto dal ripieno delle zucchine.
Si può utilizzare del riso Basmati o Thai ma io ho preferito un mix di cereali per intenderci quello della linea C'è di Buono della Pedon che si cuoce velocemente come il riso, e per lasciare integro il sapore ho preferito la cottura pilaf.
Andiamo alla preparazione vi dò le dosi per due persone:
2 tazzine di cereali
250 g di piselli surgelati
1 cipollotto
1 noce di burro
2 zucchine verdi
1 uovo
80 g di prosciutto cotto
2 cucchiaiate di ricotta
la mollica di una fetta di pane casereccio
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
olio extravergine d'oliva, sale e pepe nero q.b.
Laviamo e spuntiamo le zucchine, poi dividiamone ognuna in due cilindri e lessiamole per qualche minuto. Una volta scolate scaviamone la polpa con l'aiuto di un coltellino o di uno scavino. Teniamo gli involucri da parte e tritiamo la polpa, aggiungiamo la mollica di pane, il prosciutto tritato a coltello, il parmigiano, la ricotta e l'uovo, regoliamo di sale e pepe. Formiamo quindi un impasto omogeneo col quale farciremo le zucchine.
Sistemiamo le zucchine in una teglia con un filo l'olio e un poco d'acqua e facciamole cuocere in forno. Intanto mettiamo ad appassire il cipollotto tritato in un padellino con il burro, aggiungiamo i piselli ed un poco d'acqua e lasciamo cuocere a fuoco dolce finchè saranno teneri, saliamo e pepiamo.
In un'altra padella sistemiamo i cereali con il doppio di acqua (4 tazzine) e un pizzico di sale, copriamo e lasciamo cuocere.
Quando tutto sarà pronto disponiamo nei piatti seguendo l'ordine della foto, sotto i cereali, sopra i piselli e a lato le zucchine.
E' un piatto che gratifica molto il palato.

2007-07-12


Ecco il panino che manca all'appello nel pdf "Voglia di panini" di Cavoletto.
E' una variante del mio panino gourmet:
Spalmare le due metà di un panino alle noci con un buon formaggio tenero (io ho usato stracchino), adagiarvi sopra una fetta di speck e poi qualche fogliolina di rucola o valeriana.
Un panino freschissimo.

Volete preparare dei biscottini di frolla montata molto gustosi da servire col caffè o perchè no col the o col cappuccino? Eccovi la ricetta. Il bello è che si mantengono decisamente a lungo gragranti e profumati come il primo giorno.

Ingredienti:

150 g di burro morbido

150 g di zucchero a velo vanigliato

1 cucchiaio di caffè in polvere sciolto in due cucchiai di acqua

2 uova

300 g di farina 00

mandorle a scaglie q.b.

Lavoriamo bene il burro a crema, aggiungiamo il caffè, lo zucchero setacciato e le uova continuando a mescolare. Poi aggiungiamo la farina ed amalgamiamo bene.

Una volta pronto l'impasto lo versiamo in una tasca da pasticcere con bocchetta a stella.

Spremiamo il composto su una teglia rivestita di carta da forno formando delle piccole conchiglie. Decoriamo con le mandorle a lamelle e poi inforniamo a 180° per 10-12 minuti finchè prenderanno colore.


2007-07-11


Non affrettatevi a farmi i complimenti la ricetta di oggi non è mia l'ha preparata Lenny, un'appassionata come me di cucina che segue fedelmente il mio blog.

Nell'attesa che lei decida di aprire il suo blog le ho proposto di postare questa sua bellissima creazione che a dire il vero mi ha lasciata senza parole e che riproporrò alla prima occasione, magari per il mio compleanno che cade in periodo di vendemmia.

Vi riporto la sua ricetta dei tartufi così come me l'ha mandata, è naturale che potete personalizzarla come volete magari utilizzando un'altra ricetta di tartufi oppure utilizzando la stessa ricetta per comporre un altro disegno.

Certo che l'idea è geniale mi diceva Lenny di averla presa su un'enciclopedia della cucina e di averla poi modificata.

RICETTA

Nel grappolo di uva i chicchi sono realizzati con dei tartufi al cioccolato e le foglie sono delle vere foglie di vite ricoperte di cioccolato.

Tartufi al cioccolato

Ingredienti

100 gr cioccolato fondente

200 gr cioccolato al latte

50 gr burro

1,25 dl panna

25 gr zucchero

1/2 bustina vanillina

3 cucchiai di rum

Per guarnire cacao amaro

Preparazione

Tritate il cioccolato fondente e quello al latte. Portate ad ebollizione in un tegamino 1 dl di panna con il burro, lo zucchero e la vanillina stemperata con la panna rimasta.Togliete il recipiente dal fuoco, unite i due tipi di cioccolato, fate riposare il composto per qualche minuto, poi fate sciogliere completamente il cioccolato, mescolando. Versatelo in una terrina, lasciatelo raffreddare e aggiungete il rum.

Quando il composto inizierà a rapprendere, lavoratelo un poco, quindi fatelo rassodare. Distribuitelo a mucchietti su un foglio di carta da forno e metteteli in frigorifero per un’ora.Togliete i tartufi dal frigorifero, arrotolateli rapidamente con le mani, rotolateli nel cacao amaro.

Foglie:

Adagiate una foglia di vite su un foglio di carta forno e ricoprirla con il cioccolato fuso e, quando questo comincia a solidificare, tracciate con l'aiuto di uno stuzzicadenti, le nervature della foglia.

A solidificazione avvenuta, cospargetela con un pò di cacao. Dopo aver realizzato i tartufi, comporre il dolce adagiando sul piatto le foglie di cioccolato, disegnando accanto dei piccoli filamenti di cioccolato per rappresentare i viticci.

2007-07-10


Eccomi qua con una nuova ricetta di pane, vi sembro in crisi di astinenza da dolci? Non è vero proprio sabato ho rifatto la Sacher, se la volete vedere guardate il post del 16 aprile, ho sotituito la vecchia foto con la nuova, che se non è eccezionale - dato che la Sacher sembra odi farsi forografare - è almeno più chiara della precedente.

Ma torniamo al pane...

Una volta fatti sti lieviti uno li deve pure utilizzare se no poi vanno a male e quindi ecco un nuovo esperimento Nodini all'aglio e prezzemolo. Un pane particolare da gustare solo o accompagnandolo a del pesce marinato o a quanto fantasia vi suggerisce.

Ingredienti per 12 panini:

500 g di pasta di pane

4 cucchiaini d'olio extravergine d'oliva

2 cucchiaini di prezzemolo tagliato finemente

1 spicchio d'aglio privato dell'anima e tritato

olio e fior di sale integrale quanto basta.

Amalgamiamo all'impasto l'olio, il prezzemolo e l'aglio e poi ricaviamo 12 palline. Stendiamo ciascuna pallina a bastoncino ed annodiamo ogni bastoncino.

Sistemiamo i nodini in teglia pennelliamo la superficie di acqua ed olio e cospargiamo di fior di sale, lasciamo riposare almeno mezz'ora e poi inforniamo finchè saranno cotti e dorati.

Volendo si può anche dare la forma di un panino però il nodino è così simpatico.

2007-07-09


Eh si è periodo che proprio la carne non mi va o se mi va la preferisco cotta nel più semplice dei modi, in padella e via.

Il pesce invece è più sfizioso, naturalemente mi vengono in mente mille cose da preparare ma poi c'è sempre l'impatto deludente col banco del pescivendolo che non è che abbia tutta sta varietà, quindi ci arrangiamo con quello che il mercato offre.

Così con mamma l'altra sera abbiamo preparato questi involtini che a dir la verità riescono a fare la loro bella figura seppure preparati semplicemente e con ingredienti di facile reperibilità.

Ingredienti per 4 persone:

24 alici fresche

24 gamberi

24 fette di zucchine grigliate

sale rosa dell'Himalaya

pepe nero di mulinello

un limone

olio extravergine d'oliva

prezzemolo.

Puliamo le alici, delischiamole e teniamole da parte. Sgusciamo e puliamo i gamberi poi avvolgiamone ognuno con una fetta di zucchina.

Poniamo in rotolino sopra l'acciuga e arrotoliamola a formare un involtino che fermeremo con uno spiedo. Ripetiamo l'operazione con gli altri pesci, infilzando poi gli involtini a due a due come in foto.

Una volta pronti li gligliamo e, dopo averli sistemati in un piatto li irroreriamo con una salsina preparata sbattendo insieme olio, limone, sale, pepe e prezzemolo.

Più semplice di così...


2007-07-06


Ricettina Club Sale&Pepe di Luglio semplice semplice e naturalmente che ha a che fare col pane. Come poteva essere diversamente in questo mio periodo di intensa panificazione?
Non vi metto le dosi agli ingredienti perchè la cosa è estremamente soggettiva, dipende dalla misura dei vostri triangolini e dalla fame che avete.
Ingredienti:
pasta di pane (fatta in casa o comprata fate voi)
filetti di acciughe sott'olio
caciocavallo silano dop (la ricetta prevedeva le mozzarelline io ho dato quel saore in più)
olio per friggere.
Stendiamo la pasta già lievitata, con il matterello, ricaviamone dei quadrati. Sopra ognuno mettiamo un pezzo di caciocavallo (o una mozzarellina) ed un filetto d'acciuga.
Chiudiamo a trinagolo e friggiamo nell'olio bollente.
Da leccarsi i baffi e non c'è bisogno di elencare le varianti a cui si presta il ripieno.

2007-07-05


Premetto che io la chiamo Insalata di pasta alla greca, però non sapendo in effetti cosa ne possano dire i greci di questa mia iniziativa ho deciso di aggiungere un "quasi" politically correct, per la serie nessuno mi può obiettare nulla.

Andiamo alla ricetta che è meglio.

Ingredienti per 4 persone:

300 g di pasta corta

3 pomodori

1 mazzetto di rucola

4 cucchiai di olive nere (meglio se greche)

1 confezione di Feta greca

olio extravergine d'oliva

sale

Lessiamo la pasta al dente, tagliamo la feta a cubetti, aggiungiamo le olive, la rucola sminuzzata ed i pomodori privati dei semi e ridotti a cubetti.

Condiamo con olio (cinque/sei cucchiai sono sufficienti) e un pò di sale.

L'insalata è pronta, ottima anche da consumare in spiaggia.

2007-07-04


Ed eccomi qua giunta al mio centesimo post.
Come vedete dalla foto ce l'ho fatta ecco il pane preparato col lievito madre.
Che ne dite della mia creatura?
Ho seguito fedelmente le istruzioni di http://fareilpane.free.fr/Testi/lievitomadre.htm ed alla fine sono giunta al risultato sperato. Il pane è venuto bene ed ha soprattutto il profumo del pane di una volta, peccato solo che l'ho cotto al forno elettrico, con la cottura a legna avrebbe dato il meglio di sè.
Ecco le indicazioni per ottenere prima il lievito madre e poi il pane della foto:
Lievito madre
In un barattolo versare una parte di farina integrale ed una di farina o con un pizzico di zucchero ed acqua tale da ottenere una pastella liquida. Mescolare mattino e sera per 3-5 giorni tenendo il barattolo alla temperatura di 20-25°C. Quando il miscuglio fa molte bolle (a tale scopo consiglio di non riempire il barattolo ma lasciarlo mezzo vuoto) e prende fermentazione se ne butta via metà e si ricostituisce il volume equivalente con farina 0, acqua e un pò di zucchero, la consistenza deve essere un pò meno fluida della precedente. Dopo 6-12 ore il miscuglio deve fare molte bolle ed essere raddoppiato di volume. Si butta via metà contenuto e si ricostituisce il tutto senza zucchero, si lascia lievitare e si ripete l'operazione ancora una volta. A questo punto il lievito è pronto (o dovrebbe esserlo!). Si conserva tre giorni a temperatura ambiente col coperchio postao sul barattolo, 1 settimana in frigorigero nella parte meno fredda (8°C). Dopo 3 giorni o 1 settimana (in base alla conservazione scelta) si rinnova buttandone via metà e aggiungendo farina e acqua.
Pane
Al mattino rinnovare il lievito madre (sostituendo metà composto con farina e acqua come nell'ultimo passaggio del procedimento sopra) e si aggiunge mezzo cucchiaio di zucchero. Ripetere l'operazione la sera, senza lo zucchero e lasciarlo a temperatura ambiente. Qualora non dovesse lievitare ripetere qualche volta in più l'operazione di rinfresco.
Il mattino seguente aggiungere 100 g di acqua di fonte, 1/2 cucchiaio di zucchero, 140 g di farina 0. Coprire non ermeticamente e lasciare raddoppiare. La sera aggiungere 1200 g di farina 0 (o altra a scelta) diminuendo la dose a 1000 g se il lievito non sembra molto attivo, 600-700 g di acqua, 30 g di sale, 1 cucchiaio di zucchero grezzo.
Si procede a questa operazione aggiungendo al lievito madre l'acqua mescolata con lo zucchero, quando il composto è fluido e presenta bollicine si aggiunge la farina . Si impasta bene per circa 15 minuti, avendo cura di ottenere un impastoelastico e non troppo appiccicoso. Incorporare il sale e riporre l'impasto in una terrina spolverizzata di farina. Coprire con un telo umido e lasciare lievitare tutta la notte (20-25°C 6-8 ore, 15°C 12-15 ore c.a.). Poi formare i pani tenendo da parte un pezzo di impasto( la madre) per risostituire il lievito. Lasciare riposare le forme di pane 1-2 ore o anche più prima di infornarle alla massima temperatura, ponendo nel forno una ciotola con acqua per avere la giusta umidità.

2007-07-03


Un classico della pasticceria: i biscottini di pasta di mandorle, da noi si chiamano Dolcetti alla mandorla e spesso sono rigati (fatti con la siringa con bocchetta a stella) con una ciliegina rossa o verde sopra, altre volte hanno una mandorla o un chicco di caffè o una scorzetta d'arancia candita.
Io li ho fatti con la mandorla che in cottura diventa croccante e quindi molto appetibile.
La ricetta l'ho presa a prestito dal solito e bravissimo Walter Pedrazzi su Cucina italiana, mia madre li fa con l'albume montato a neve e lo zucchero semolato, questi invece mi sembrano ulteriormente semplificati, da fare all'ultimo momento, tant'è che in una mezz'ora tra preparazione e cottura sono già belli e pronti.

Ingredienti per 20 dolcetti:

200 g di farina di mandorle
150 g di zucchero a velo
1 cucchiaio di fecola di patate
2 albumi
20 mandorle (o 10 ciliegine candite) per decorare

Accendiamo il forno a 180° e intanto amalgamiamo la farina di mandorle con lo zucchero a velo setacciato e la fecola, uniamo i due albumi leggermente sbattuti.
Versiamo il composto in una tasca da pasticcere con bocchetta liscia o a stella e poi formiamo 20 ciuffetti su una teglia ricoperta di carta da forno.
N.B. Se il composto risulta troppo molle si può aggiungere un poco di farina di mandorle, se troppo sodo un po' di albume. La consistenza deve essere tale che il composto passi attraverso la sacca ma resti a mucchietti solidi dopo spremuto.
Sopra ogni dolcino sistemiamo una mandorla o mezza ciliegina candita poi inforniamo per circa 10 minuti. Devono prendere un leggero colore dorato senza scurirsi troppo.
Sforniamo ed attendiamo che si raffreddino prima di posizionarli in un piatto.

2007-07-02


Ebbene signori, oggi ritengo che con questa focaccia posso fare invidia ai genovesi (bè mo non esageriamo). Diciamo semplicemente che una focaccia soffice e gustosa come questa non l'avevo ancora fatta.
Il punto di partenza è sempre la biga di cui parlo nella ricetta delle Lingue di suocera, la differenza però è che in questa focaccia non viene aggiunto altro lievito, il suo punto di forza è solo la lunga lievitazione.
Quindi diciamo che al mattino prepariamo la nostra biga.
Alla sera prendiamo il panetto (che sarà molto lievitato) e vi aggiungiamo mezzo chilo di farina tipo 0, due cucchiaini di sale ed acqua quanto basta a formare un impasto di pane.
Prima di metterlo a lievitare stacchiamone una pagnottella e conserviamola in frigo in un barattolo (la prossima volta non ci sarà bisogno di preparare la biga (il punto di partenza sarà questa pagnottella) la useremo entro una settimana.
Poniamo l'impasto preparato a lievitare in una ciotola coperta di pellicola.
Fatto ciò andiamo pure a dormire domani penseremo alla focaccia.

Focaccia soffice:
200 g di impasto lievitato
300 g di farina
2 cucchiaini d'olio extravergine d'oliva
un cucchiaino di sale
latte 1,5- 2 dl circa (dipende dall'impasto)
olio, acqua e fior di sale integrale per la superficie.

Uniamo la farina, l'impasto lievitato l'olio, il sale ed il latte ed impastiamo bene. Il composto deve essere morbido ma si deve reggere, il latte deve essere tiepido, non caldo altrimenti i lieviti si distruggono.
Lasciamo lievitare il composto per un paio d'ore poi stendiamolo in teglia (una grande e due piccole) leggermente unta ad uno spessore di un centimetro e mezzo circa. Pennelliamo con acqua e olio e cospargiamo di fior di sale.
Lasciamo riposare ancora mezz'ora e poi inforniamo finchè sarà ben dorata.
Si può consumare semplice al posto del pane o farcita a mò di panino. Una delizia.
La prossima volta voglio farla con la farina integrale che ne dite?
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