2009-07-29


Se vi avanza del buon pane casereccio non buttatelo via ma utilizzatelo per dei crostini speciali. Tagliatelo a fettine molto sottili (quasi un velo) e disponetelo in una teglia, spalmatene la superficie con del profumato pesto genovese mescolato con olio extravergine d'oliva e cospargete ogni fetta di parmigiano grattugiato.
Ponete in forno alla funzione grill e lasciate dorare ma non bruciare i crostini. All'uscita dal forno condite con zucchine e petto di pollo grigliati, tagliati a dadini e conditi con olio, sale, mentuccia fresca ed aglio.
Una ricetta semplice che ha il profumo ed il sapore dell'estate, con la quale ho deciso di partecipare al contest estivo Più pesto per tutti di Sandra in collaborazione con Palati Fini.

2009-07-28

Delle virtù della bruschetta vi ho ampiamente parlato e molti di voi sapranno che nell’Italia meridionale più che il pane per la bruschetta estiva utilizziamo le freselle, una sorta di focaccine che dopo una prima cottura vengono tostate in forno fino a farle diventare croccanti, in alcuni casi tanto croccanti da doverle inumidire con acqua prima dell’utilizzo. Grazie alla cottura doppia questo tipo di pane si conserva molto a lungo.
Si possono realizzare con semplice farina bianca o con farina integrale io ho fatto un misto tra la farina 0 tipo biscotto e la farina di Kamut, entrambe biologiche di Plurimix-point. Anche per le dimensioni fate voi, io personalmente adoro le miniature ed anche in tal caso invece della classica fresa da 18-20 cm di diametro ne ho realizzate di piccoline (10 cm c.a.)
Non mi ero mai cimentata nella realizzazione delle freselle e sono rimasta molto entusiasta del risultato, anche se mi è quasi partito il pollice sinistro durante le operazioni di taglio prima della seconda cottura, ma questa è un’altra storia.
Per 24 freselle occorrono:
300 g di farina 0 tipo biscotto
100 g di farina di kamut
12 g di lievito di birra fresco
250 ml c.a. di acqua
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di olio extravergine d’oliva
Amalgamiamo il lievito con un po’ di farina e acqua appena tiepida, tanta da formare un composto molle. Lasciamolo riposare per 15- 20 minuti finché vedremo le bollicine e inizierà a gonfiare. Uniamolo alla restante farina, l’acqua, il sale e l’olio e lasciamo lievitare fino al raddoppio. Sgonfiamo il composto e ricaviamone 12 pagnottine tonde che passeremo nella farina schiacciandole e ricavandone al centro un foro. Lasciamo lievitare le focaccine ottenute sulla teglia, prima di infornarle alla massima temperatura. Tolte dal forno dividiamo in due metà ogni focaccina tagliandola come per farcirle, rimettiamole in teglia, con la parte tagliata rivolta verso l’alto e poniamole di nuovo in forno a biscottare. Potete farcirle con il pomodoro, l’olio, il sale e l’origano come si usa da noi ma anche con tutto quello che vi viene in mente.
Ovviamente se vi fermate alla prima cottura otterrete delle simpatiche e gustose focaccine da consumare in giornata farcite anch’esse come più vi aggrada.

2009-07-22

Non riesco a capire come mai la mia voglia di panificare è direttamente proporzionale alle temperature. Abbiamo avuto dei giorni caldissimi eppure stavo lì a pensare a pani & co. Vedrete i miei esperimenti! Innanzitutto il pane alle olive, lo adoro ma qua i panifici non è che si sfizino più di tanto, o meglio il pane l’abbiamo buono, direi anzi ottimo in molti casi, però di fantasia ne viene applicata poca, forse è questo il motivo per cui fare il pane non mi pesa affatto, come dire se te lo prepari bene se no mangi quello che il mercato offre.
Avevo un buon barattolino di Olive Taggiasche Denocciolate la Baita, conservate in olio extravergine d’oliva, di bottega Esperya ed ho deciso di provarle così.
Per 12 panini occorrono:
400 g di farina 0
12 g di lievito di birra fresco
250 ml c.a. di acqua
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
½ vasetto (90 g c.a.) di olive taggiasche denocciolate
1 pizzico di zucchero
Olio e acqua per la superficie
Amalgamiamo il lievito a 100 g di farina, lo zucchero e acqua appena tiepida, tanta da formare un composto molle. Lasciamolo riposare per 15- 20 minuti finché vedremo le bollicine e inizierà a gonfiare. Uniamolo alla restante farina, l’acqua, il sale e l’olio e lasciamo lievitare fino al raddoppio. Sgonfiamo il composto ed uniamo le olive, formiamo quindi 12 panini tondi o lunghi a nostro piacere, pennelliamoli con olio e acqua e lasciamoli lievitare ancora sulla teglia, prima di infornarli in forno alla massima temperatura finché risulteranno dorati. Stanno benissimo con tutto ma con la caprese sono insuperabili.

2009-07-20

Una volta sperimentata la base del ciambellone più soffice del mondo di Ady credetemi è difficile farne a meno, inizio a pensare che dia assuefazione. Non riesco a crederci ma sta bene declinata in ogni variante quella soffice e golosa base.
Stavolta ho voluto ricavarne delle tortine alle quali ho aggiunto una confettura di lamponi di
Cascina San Cassiano, le tortine non potevano che risultare morbide, come previsto, e adatte ad una colazione un po’ speciale.
Le dosi le ho ridotte a metà che già ne vengon fuori tante e se non siete troppi a casa meglio rifarle una volta in più per mangiarle sempre fragranti come meritano.
125 g di zucchero
125 g di farina
2 uova piccole
65 g di olio d’oliva
65 g di acqua
½ bustina di lievito
un po’ di rum o altro liquore a scelta
confettura di lamponi
Montiamo le uova con lo zucchero fino a farle diventare spumose, aggiungiamo l’olio, l’acqua, il liquore e poi la farina ed il lievito setacciato. Versiamo il composto nei pirottini da muffin riempiendoli per due terzi, versiamo in ognuno un cucchiaino colmo di confettura mescolando in modo che si amalgami un po’ al composto per un effetto tipo marmorizzato. Infornate a 180° finché dalla prova stuzzichino risulteranno pronte. Se provate fate comunque i complimenti ad
Ady il merito della base è sempre suo.

2009-07-13

Ancora cucina fast se vogliamo goderci le vacanze senza rinunciare al gusto, che poi fast si fa per dire, se uno ha voglia di lavorare e parte dalla pasta sfoglia tanto veloce la preparazione non è, ma se uno invece vuole fare il furbo prende un bel disco di pasta sfoglia di quella già stesa, si risparmia tempo e fatica. Già l’impresa immagino pensiate sia trovare il Sale lavico nero delle Hawaij, lo pensavo anch’io in effetti però poi su Plurimix- point ho trovato quello che cercavo a portata di click come io amo.
E poi avevo ancora della Caciotta Etrusca in frigo e siccome il precedente utilizzo mi era alquanto piaciuto l’ho riproposto in versione croissants. Certo il prosciutto di Parisi l’avevo finito (purtroppo) e quindi non ho potuto ripetere l’accoppiata perfetta ma il risultato era ottimo anche con del buon prosciutto cotto, che se poi si cerca bene i supermercati più forniti hanno dei prodotti niente male vero?
Comunque se vi chiama qualcuno e vi dice che passa prima di cena o se avete litigato con vostro marito e volete fargli trovare un aperitivo speciale, giusto per creare l’atmosfera che predisponga la riappacificazione, questa ricetta fa per voi.
Accendete il forno ad alta temperature e dividete il disco di sfoglia in otto spicchi ponete sopra ognuno un pezzetto di caciotta avvolta in mezza fettina di cotto ed arrotolate lo spicchio su se stesso partendo dalla parte più larga, al centro della quale ella quale avrete praticato un taglietto, ed arrivando in punta. Pennellate i croissants con tuorlo e latte mescolati e cospargete la superficie di sale nero prima di infornare. Il colore e l’aspetto vi diranno quando sono pronti.

2009-07-09

Normalmente quando utilizzo prodotti di eccellenza mi dedico ad uno di essi per volta, giusto per affinare il mio palato ed appagare la mia sete di conoscenza gastronomica, cercando di capirne l’essenza e interpretare gli elementi che lo contraddistinguono rispetto ai prodotti più commerciali. Quello di oggi è stato però un caso eccezionale e non chiedetemi perché, una motivazione non c’è solo che quando ho assaggiato una fettina dello squisito Cotto di Cinta Senese di Paolo Parisi (una vera follia gastronomica) e un pezzetto di Caciotta Etrusca Fresca Il Calanco, ho capito che il matrimonio era perfetto e non poteva essere diversamente tra due prodotti di Esperya.
Mi son tornati alla mente quei casalinghi
Sofficini che in altra occasione avevo trasformato in Quadrotti di formaggio al sesamo ed ho capito che si trattava del giusto impasto per racchiudere in sé questa esplosione di gusto.
INGREDIENTI
Per l’impasto:
1 bicchiere di latte
1 noce di burro
1 bicchiere di farina
1 pizzico di sale
Per il ripieno:
Prosciutto Cotto di Cinta Senese Paolo Parisi
Caciotta Etrusca Fresca Il Calanco
Per la panatura e la frittura:
2 albumi
sesamo
pangrattato
abbondante olio d’oliva per friggere
Portiamo a bollore il latte con il burro, e il sale, aggiungere poi la farina mescolando energicamente finché il composto si staccherà dalle pareti. Lasciamo raffreddare l'impasto, dopo stendiamolo con il matterello in un rettangolo molto sottile, dal quale ricavare dei rettangoli più piccoli.
In ogni rettangolino di pasta avvolgiamo strettamente un pezzetto di caciotta avvolto in mezza fettina di prosciutto cotto, dando all’involucro la classica forma allungata con estremità arrotondate tipica delle crocchette.
Passiamo poi i rollini negli albumi leggermente sbattuti e poi nel sesamo mescolato al pangrattato (o se vi piace di più nel solo sesamo), facendolo aderire bene alla superficie.
Friggiamoli in abbondante olio d'oliva e serviamoli ancora caldi.

2009-07-06

Il finger food è un’arte e su quest’arte è già stato scritto molto, per qualcuno già abbastanza per altri troppo poco. Certo che come tutta l’arte delle miniature conquista sia chi la esercita, sia chi ne fruisce. Personalmente trovo sia più gratificante ideare ed eseguire un finger food che un piatto nel senso più tradizionale del termine. Sarà che le ridotte dimensioni ti permettono di sfruttare ogni ingrediente nella sua pienezza, di ricercare gli elementi più pregiati e di gratificare tanti più palati con uno sforzo ben minore rispetto a quello che si andrebbe ad adoperare per la realizzazione di un grande piatto. Comunque sia il finger food mi diverte come fosse un gioco ed anche questa volta mi sono divertita a preparali ed a gustarli questi golosi panini mignon da aperitivo.
La base è costituita da piccolissimi panini al latte, farciti con Strolghino di Culatello, zucchine grigliate e una spalmata di maionese tartara, un nuovo prodotto di Cascina San Cassiano. Le farce ovviamente possono essere variate secondo i gusti e/o le disponibilità della dispensa per un risultato sempre nuovo e sorprendente.
Per i panini al latte:
250 g di farina 00
125 ml di latte
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di sale
3-4 g di lievito di birra fresco
30 g di burro
burro e latte per la superficie
Per la farcia:
zucchine grigliate a rondelle condite con olio, sale e aglio
maionese tartara
Strolghino di Culatello
Versiamo la farina in una ciotola, uniamo il burro a tocchetti, il latte tiepido nel quale avremo sciolto il lievito, lo zucchero ed il sale facendo in modo che quest’ultimo non venga a contatto diretto con il lievito. Impastiamo e lasciamo lievitare l’impasto per 2-3 ore, fino al raddoppio. Suddividiamo poi l’impasto in 24 piccole palline che posizioneremo su una teglia foderata di carta forno e pennelleremo con burro fuso e latte in parti uguali. Lasciamo lievitare ancora mezz’ora ed inforniamo alla massima temperatura fino a doratura. Lasciamo raffreddare e farciamo ogni panino, dopo averlo spalmato all’interno di maionese, con 2 rondelle di zucchine grigliate e una fettina di Strolghino al centro.

2009-07-01

Torno sull’argomento di ieri, pensavo infatti che tante volte è bello ricevere gli amici in terrazzo, in giardino o magari anche sul balcone di casa (per rispondere a chi diceva di non avere il terrazzo) per un semplice aperitivo.
Tanto più che con questo appellativo oramai si indica quasi una mini cena.
L’happy hour è divertente e permette di godersi i propri ospiti spiluccando qua e là per poi forse uscire, chissà, per un semplice gelato dato che si parte da piccoli bocconi ma alla fine ci si sazia come a cena.
Un classico dell’aperitivo, in special modo estivo, sono le bruschette, declinate nelle loro innumerevoli varianti, con salsine e cremine varie, verdure grigliate o marinate, e chi più ne ha…
Comunque la bruschetta tradizionale vuole il pane abbrustolito, sfregato d’aglio e condito con pomodoro, olio extravergine d’oliva, sale, basilico e, da noi, origano. La adoro in questa tradizionale variante, tanto più che adesso qui in Calabria si trova il migliore origano, anzi è proprio il periodo giusto dell’anno per farne scorta.
Ho reso fighetta però la classica bruschetta ingentilendo la sua presentazione ed il suo gusto, devo dire che mi è venuto in soccorso il Crunchy Rice all’origano de Gli Aironi, che dà quella nota di croccante e profumato al tutto, però se non l’avete pazienza le bruschette sono buone comunque.
Come base consiglio la baguette, meglio del giorno prima, va tagliata a rondelle, pennellata con olio, cosparsa di origano e infornata sotto al grill per renderla croccante.
I pomodori, privati della pelle e ridotti in piccoli tocchetti vanno conditi con uno spicchio d’aglio, dell’olio, sale e qualche foglia di basilico tagliuzzata.
Su ogni base di pane abbrustolita va disposto il pomodoro condito, privato dell’aglio, completando con un altro filo d’olio e il riso soffiato all’origano per richiamare il gusto della base.
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