2007-09-29

Tutto ha inizio con un regalo che mi hanno fatto: questo fantastico esemplare di Cucurbita maxima

me la sono guardata, fotografata e studiata per quasi una settimana pensando a cosa farne e rimandando forse un poco il momento della decisione per tenerla lì ancora un poco finchè non è arrivato a casa mia un bel pezzo di Raschera dop della bottega Esperya allora non ho avuto più esitazioni.

Il Raschera è un antico formaggio piemontese, precisamente del cuneese prende il nome dall'omonimo lago, ha una forma particolare quasi a parallelepipedo con pasta morbida a occhiature irregolari che si scioglie in bocca. Quello di Esperya viene dal Caseificio Persia, tra Saluzzo e Bra, ha sapore solido e persistente con una gradevole tendenza al mandorlaceo. Questo tipo di formaggio ben si presta alla preparazione di gustose e sapide fondute.Così ho pensato perchè non unire le due cose arricchendo la preparazione con un altro ingrediente tipico dell'autunno il porcino.

Ne è venuto fuori un meraviglioso primo di cui vi lascio la ricetta

Gnocchi di zucca ai porcini su fonduta di Raschera Dop

Per gli gnocchi occorrono:

600 g di zucca cotta al vapore, 200 g di patate lesse, 200 g di farina 00, 2 cucchiai di Parmigiano grattugiato, 1 pizzico di noce moscata

Per il condimento ai porcini:

2 funghi porcini freschi (o in mancanza una manciata di porcini essiccati), 1 spicchio d'aglio, 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva, 1 foglia d'alloro, vino bianco, pepe nero, sale aromatico di Cervia, un rametto di prezzemolo, 20 g di burro

Per la fonduta di Raschera Dop:

200 g di formaggio Raschera privo della crosta, 150 ml di latte, 20 g di burro, un tuorlo d'uovo, 2 cucchiai di acqua fredda

Prepariamo gli gnocchi impastando tutti gli ingredienti, raccogliamo poi il composto in una sacca da pasticcere fino al momento di cuocerli.

Intanto affettiamo sottilmente i funghi (o ammolliamo quelli secchi in acqua e latte), in una capace padella scaldiamo l'olio con l'aglio, aggiungiamo l'alloro ed i funghi, sfumiamo con del vino bianco, saliamo e pepiamo. Quando i funghi saranno cotti, spegnamo il fuoco ed aggiungiamo il burro e il prezzemolo.

Intanto prepariamo la fonduta sciogliendo a bagnomaria il Raschera con il latte e il burro. Togliamo dal fuoco ed amalgamiamo il tuorlo, rimettiamo sul fuoco per circa dieci minuti finchè la preparazione non si addensa, tolto il pentolino dal fuoco aggiungiamo due cucchiai di acqua fredda e teniamo in caldo la preparazione.

Mettiamo a bollire l'acqua per gli gnocchi che lasceremo scivolare nella pentola direttamente dalla sacca, come vengono a galla li prendiamo con un mestolo forato e li versiamo nella padella dei funghi, procediamo così fino alla fine.

Saltiamo poi gli gnocchi col condimento di funghi per due minuti a fuoco vivace.

Disponiamo in ciascun piatto un mestolino di fonduta, sistemiamo sopra gli gnocchi e completiamo con una manciata di prezzemolo tritato.

Esperienza da ripetere senza alcun dubbio!

2007-09-27

Non ho ancora capito quale sia veramente il titolo di questo meme, nè quante persone esattamente mi hanno invitata dal momento che quando si risponde bisogna invitare altre otto persone, ringrazio tutti Tulip, Roxy, Dolcetto e chiunque altro mi abbia invitato o abbia intenzione di farlo.
Leggere le risposte degli altri mi è piaciuto tanto spero valga la stessa cosa per le mie, questi meme aiutano a conoscerci meglio e poi è divertente sbirciare nella vita altrui altrimenti il successo di Grande Fratello & co. non si spiegherebbe.

1. REBECCA ovvero lei:

la mia dolce nipotina, una baby gourmet, di due anni e otto mesi. Per lei sono zia CoCo con l'accento sull'ultima o, questo è il motivo per cui ho scelto CoCo come pseudonimo.

2. MESTIERI Da piccola dicevo di voler diventare Papa (si Pontefice), credo che la colpa però fosse di mio padre che ha sempre creduto troppo nelle mie possibilità. Poi volevo diventare Presidente della Repubblica, poi mi sono alquanto ridimensionata ed ho deciso di fare l'avvocato e questa è stata la mia irrevocabile scelta.

3. PASSIONI Ho studiato pianoforte per diversi anni ma non suono più da tanti altri; disegnavo e dipingevo praticamente su tutto ma non prendo più in mano matita o pennello. Spero di non dover dire un giorno: "avevo un blog di cucina ma non mi avvicino più ai fornelli!"

4. AMORE Il mio cuore è impegnatissimo, da dodici anni ho accanto una persona speciale con cui ho superato una valanga di difficoltà e fasi alterne, spero di sposarlo l'anno prossimo.

5. SOGNI Ho tanti sogni da realizzare. Uno per tutti? Scrivere un libro, solo che non ho ancora trovato cosa dire, un giorno...forse.

6. CIBO Amo i cibi particolari, gli ingredienti che scatenano la mia fantasia culinaria. Se vado in un posto non posso fare a meno di tornare carica di generi alimentari, tanto meglio se si tratta di prodotti mai assaggiati e quando qualcuno mi fa un regalo mangereccio mi ha conquistata.

7. TIMIDEZZA Sembro sfacciata e sicura di me, ma temo sempre di non piacere agli altri, poi se penso alle telecamere sto male non ce la farei ad andare in Tv ed infatti non ho neppure il coraggio di postare una mia foto (ma non sono un mostro sono normale giuro).

8. VIAGGI Amo viaggiare (e a chi non piace!) e ritengo che l'Italia sia tutta da scoprire, piena di posti da vedere, conoscere e gustare grandi città o minuscoli borghi, luoghi ai più sconosciuti. Il mio sogno però resta la Francia, vorrei visitarla in lungo e largo.

Ecco una parte di me, passo la parola a chiunque legga questo post ed abbia voglia di rispondere.


Qualche post fa la bravissima Ady di Diario di una Passione pubblicava la ricetta della famosa ciambella dei 7 vasetti che tutti credo conosciamo e qualora vi fosse tra noi chi non l'ha mai sperimentata è invitato a farlo presto che non sa cosa si perde in caso contrario.
E' una base semplice, sana e leggera che viene sempre bene e si presta ad essere arricchita in mille modi diversi tanto che mi verrebbe voglia di indire un meme per scoprire quante varianti siamo capaci di creare con questa base.
Non occorre la bilancia dal momento che l'unità di misura è il vasetto dello yogurt ed è così semplice che anche i bambini possono provare a farla da soli.
Io stavolta l'ho arricchita con le mele (le ultime due del carico Alto Atesino) ed ho usato al posto del solito olio, l'olio di semi d'uva consigliatomi da mio cugino per la leggerezza che conferisce ai dolci.

A voi la ricetta:
1 vasetto di yogurt bianco
2 vasetti di zucchero
3 vasetti di farina
1 vasetto di olio di semi d'uva (o quello che voi preferite Ady usa quello di riso io anche quello d'oliva)
1 bustina di lievito vanigliato per dolci
3 uova
aromi o altri ingredienti a piacere (nel mio caso solo due belle mele golden e un pò di zucchero semolato, quando faccio la versione semplice invece aggiungo solo la scorza di un limone grattugiata)

Montiamo a neve gli albumi con un pizzico di sale. A parte sbattiamo i tuorli con lo zucchero e lo yogurt, aggiungiamo l'olio e la farina setacciata col lievito, in ultimo incorporiamo gli albumi montati a neve.
Sbucciamo, detorsoliamo e tagliamo ogni mela in quattro spicchi.
Da ogni spicchio ricaviamo un ventaglietto tagliando lo spicchio a fettine sottili senza arrivare in fondo. Disponiamo in una teglia rettangolare gli otto spicchi intagliati dopo averli passati nello zucchero semolato e versiamo sopra il composto preparato. Inforniamo a 180° per 30-40 minuti dipende fallo spessore. Quando la faccio a ciambella viene più alta con le mele ho scelto una teglia più larga per non farle affondare completamente.

Una strana versione di questo dolce è quella che preparo con la marmellata di mirtilli, trattengo dalla dose indicata un poco di zucchero ed aggiungo un vasetto di marmellata di mirtilli. Il risultato è una ciambella viola che sembra un dolce stregato ideale per far divertire i bambini durante la preparazione.

2007-09-26

Prima che le pesche non si trovino più mi pare il caso di lasciarvi la ricetta della Torta diplomatica alle pesche, preparata non a caso per la festa di diploma di mia cugina Tina (diplomatica-diploma) e per l'occasione agghindata di verde. Premetto che a fare tutto tutto, questo dolce presenta un procedimento lunghino considerando che io son partita dalla pasta sfoglia, passando per il pan di spagna e giungendo alla crema pasticcera ed alle pesche sciroppate in casa, però - e questo lo diciamo a bassa voce - se qualcuno vuole provare con le scorciatoie faccia pure, almeno la pasta sfoglia si può comprare già pronta in rotoli, non così forse per il pan di spagna (che non ne ho mai trovato uno decente pronto) oppure la crema e le pesche che fatte in casa sono tutta un'altra cosa.

Ingredienti:
500 g di pasta sfoglia in due rotoli
1 Pan di Spagna preparato con 4 uova, 150 g di zucchero, 150 g di farina, 1/2 bustina di vanillina
crema pasticcera per cui utilizzeremo 500 ml di latte, 4 tuorli, 8 cucchiai di zucchero, 4 di farina, 1/2 baccello di vaniglia
pesche sciroppate da preparare con 1Kg di pesche, 300 g di zucchero, 300 ml di acqua, 3 rametti di menta, 1 limone non trattato
zucchero a velo q.b.

Stendiamo ciascun rotolo di sfoglia in una teglia intagliamo qua e là con la punta di un coltello, pennelliamo le sfoglie di acqua e cospargiamo di zucchero a velo, inforniamo fino a doratura.
Intanto prepariamo il pan di spagna montando per 15/20 minuti le uova con lo zucchero ed aggiungendo, solo quando il composto risulterà gonfio e spumoso la farina e la vanillina. Mettiamo in teglia rettangolare e cuociamo in forno già caldo per evitare che smonti.
Passiamo poi alle pesche che prepareremo secondo le indicazioni della zuppa inglese alle pesche. mentre le basi e le pesche si raffreddano possiamo preparare la nostra crema secondo il metodo consueto, montiamo tuorli con zucchero, aggiungiamo farina e poi a filo il latte nel quale avremo fatto bollire la vaniglia, poniamo sul fuoco finchè non si addensa.
Quando è tutto pronto passiamo a comporre il dolce: prima di tutto occorre pareggiare le sfoglie ed il pan di spagna che devono risultare della medesima dimensione.
Posizioniamo su un vassoio una sfoglia copriamo con metà della crema e delle pesche sciroppare a fettine, disponiamo sopra il pan di spagna, bagnamolo per bene con lo sciroppo di cottura delle pesche filtrato, facciamo ancora uno strato di crema e pesche e chiudiamo con l'altra sfoglia. Quando il dolce sarà freddo cospargiamo di abbondante zucchero a velo.
Le pesche danno quel gusto in più è naturale però che il diplomatico è eccezionale anche senza avendo cura in tal caso di bagnare il pan di spagna con Alkermes o altro liquore a piacere.

2007-09-25


Qualcuno ha detto che la mia è una cucina semplice, quasi di recupero. Bè! In effetti se ci penso, escluso qualche tentativo più o meno riuscito (dipende dai gusti) di emulare i grandi chef, la mia è e resta una cucina "di casa" fatta di semplici cose alla portata di tutti perchè in fondo mangiamo tutti i giorni e tutti i giorni è bello portare in tavola qualcosa di diverso che gratifichi sì la vista ma che abbia poi soprattutto il potere di appagare il palato. Qualcosa che sia capace di dare gioia, seppur effimera, non solo a chi prepara ma anche a chi - suo malgrado per colpa o per destino - si trova a degustare.

In questi semplici esperimenti culinari, che metto in pratica giorno dopo giorno tra le occhiatacce di mia madre e i sorrisetti di qualcun altro, non potevo esimermi dalll'utilizzare uno dei prodotti cardine della tradizione calabrese: i pomodori secchi.

Qualora tra voi ci fosse chi non li ha mai assaggiati e neanche sentito parlare vi spiego in poche parole cosa sono e come si preparano. Quando il sole è ancora caldo, in genere nel mese di agosto, le massaie calabresi preparano i pomodori da essiccare al sole: basta dividere i freschi pomodori - qualità San Marzano possibilmente - in due metà longitudinali salarli e stenderli poi su un graticcio ad asciugare al sole avendo cura di portarli in casa dopo il tramonto e di riesporli col nuovo giorno. Una volta secchi si lavano con acqua calda e si asciugano. Si condiscono poi con olio, mentuccia fresca e aglio e si sistemano poi nei vasi di vetro , pressandoli e coprendo poi fino al bordo con altro olio.
Si gustano con tutto ciò che si vuole salumi, carne arrosto o con delle semplici uova al tegamino.
Io ho pensato di farne del pesto che può a sua volta essere utilizzato per infinite altre preparazioni. L'ho provato semplicemente sui crostini di pane, ci ho condito la pasta aggiungendo delle foglioline di basilico fresco e considerando che era buono in tutti i modi alla fine ho trovato che farne delle focaccine, come quelle che vedete in foto, fosse la trovata più azzeccata.

Il pesto di pomodori secchi lo preparo così:
20/25 pomodori secchi sottolio
5 filetti d'acciuga
1/2 spicchio d'aglio
30 g di pinoli tostati
1 dl circa di olio extravergine d'oliva
qualche foglia di basilico.

Frullare tutto insieme, se sembra secco aggiungere ancora poco olio. Si conserva in frigo chiuso in un barattolo di vetro anche per più di un mese.
Per le girelle al pesto invece prendiamo della semplice pasta di pane, stendiamola a rettangolo col matterello, spalmiamola di pesto di pomodori secchi, arrotoliamola e tagliamo a fette di due centimetri circa. Disponiamo in teglia cospargiamo di origano e lasciamo lievitare una mezz'oretta prima di cuocere in forno caldo.
Nulla di più semplice e casalingo.

2007-09-24


In una delle mie giornate a tutta pasta ho prodotto una quantità industriale di tagliatelle all'uovo, spesse e rustiche proprio come piacciono a me. Caso ha voluto poi che mi imbattessi in una montagnola di borlotti freschi da sgranare.
Per completare il quadro mi mancava solo un altro ingrediente, ho pensato alla pancetta, ho pensato ai funghi, alla zucca ma alla fine ho scelto le cozze per dare quel sapore in più alle mie tagliatelle. Purtroppo non sono riuscita a trovarle fresche e mi sono accontentata delle cozze surgelate, però vi do la ricetta come Dio comanda ovvero con le cozze fresche.

Le tagliatelle le preparo semplicemente impastando farina e uova intere (un uovo a persona dovrebbe dare la giusta dose di tagliatelle).

Ecco il procedimento per il ragù di terra e mare per 4 bocche da sfamare
1/2 kg di fagioli borlotti freschi
1 costa di sedano
1 carota
1/2 cipolla rossa
1 spicchio d'aglio
1 kg di cozze col guscio
1 dl di vino bianco
prezzemolo
dragoncello (anche essiccato)
olio extravergine d'oliva
sale e pepe

Dopo aver sgranato i fagioli, lessiamoli finchè risulteranno teneri (10/15 minuti per quelli freschi). Intanto tagliamo a piccoli cubetti il sedano, la carota e la cipolla, che faremo appassire in 4 cucchiai d'olio ed un mestolo di acqua calda.
Puliamo le cozze raschiando il guscio e facciamole aprire in un tegame col vino, 1 spicchio d'aglio, un pò di prezzemolo tritato ed una macinata di pepe nero.
Fatto ciò estraiamo i muscoli dalle valve (lasciandone qualcuna intera per decorazione) e lasciamo ridurre il liquido di cottura ancora un poco.
Aggiungiamo alle verdure i fagioli lessati e il liquido delle cozze filtrato, cuociamo altri cinque minuti, poi raccogliamo metà del condimento nel bicchiere del mixer e frulliamolo a crema. Rimettiamolo in padella insieme ai fagioli interi ed uniamo le cozze ed il dragongello.
Lessiamo la pasta e saltiamola in padella col condimento ed un mestolo di acqua di cottura della pasta, prima di servire completiamo con prezzemolo e pepe nero.

2007-09-23


Oggi a casa mia giornata di vendemmia per cui tutti in campagna ad oziare, bere e mangiare al profumo del mosto.
E se il buongiorno si vede dal mattino oggi effettivamente la gornata è partita bene, con una colazione sana ed energetica: pane di castagne preparato in casa, ricotta fresca e miele millefiori con una tazza del mio amato thè inglese. Una colazione autunnale, ristoratrice.

Vi lascio la ricetta del pane, al resto pensateci voi oltre alla ricotta lo vedrei bene con del lardo affettato sottilmente, da accompagnare con un buon bicchiere di vino, non a colazione magari!

Per una piccola pagnotta occorrono:
160 g di farna bianca 0
40 g di farina di castagne
10 g di lievito di birra
80 g di acqua
Se avete il lievito madre usatene, come nel mio caso, una noce al posto del lievito di birra e raddoppiate i tempi di lievitazione.
Impastiamo il tutto e lasciamo lievitare un paio d'ore, poi sgonfiamo l'impasto con le mani, diamo la forma (pagnotta lunga o quattro pagnottine) e lasciamo lievitare ancora mezz'ora.
Inforniamo nel forno caldissimo avendo cura di riporre sul fondo del forno una ciotola colma d'acqua, lasciamo cuocere finchè il pane risulterà cotto e dorato.
Una volta freddo ricaviamone delle fette sottili e gustiamolo con ricotta e miele come in foto.
Quale modo più sano di iniziare la giornata?

2007-09-21


L'altro giorno sul sito di Cavoletto si discuteva sull'utilizzo della pentola a pressione.
Bè! devo ammettere anch'io non ho mai avuto un felice rapporto con la medesima. Sarà quel fischio, sarà che se ne raccontano di storielle su scoppi e simili, non sono mai stata una grande fan di questo "infernale aggeggio" finchè come dicevo l'anno scorso per partecipare ad un concorso ho fatto il coraggio a quattro mani - come si dice - e l'ho utilizzata, il risultato è stato il mio risotto gorgonzola e noci che ha partecipato ed anche vinto un premio al detto concorso.
In pratica però non è cambiato quasi niente ed ogni volta che mi metto a fare un minestrone o una zuppa parto ore prima e sto lì a mescolare come fosse una pozione magica.
In seguito alla detta querelle però ed alla mia voglia crescente di zuppe ho deciso di ritentare e così in 20 minuti totali avevo la mia bella Crema di patate al bacon da rifare perchè veramente gustosa.

Ingredienti per due persone:
4 patate di media grandezza
1 porro
50 g di bacon
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
1 cucchiaio di passata di pomodoro
sale e pepe nero q.b.

Rosoliamo il bacon nell'olio insieme al porro nella pentola senza il coperchio, aggiungiamo poi le patate pelate e ridotte in pezzi, la passata di pomodoro e 3 bicchieri di acqua. Chiudiamo la pentola, all'emissione del fischio abbassiamo la fiamma e lasciamo cuocere per 15 minuti.
Spegnamo lasciamo abbassare la valvola e poi apriamo la pentola. Col frullino ad immersione frulliamo il tutto, non proprio a crema omogenea ma lasciando qualche pezzetto più grosso. Regoliamo di sale. Dividiamo nelle fondine cospargiamo di pepe e serviamo ancora calda con pane carasau o crostini a piacere.

E' uno di quei cibi di conforto che in questo periodo fanno proprio al caso, da provare anche con i porcini invece del bacon.

2007-09-19


Avviso ai lettori:il blog sta prendendo una brutta piega, ad alto contenuto glicemico direi.
Ma il fatto è che per caso ho creato i muffin più buoni che io abbia mai mangiato.
Inutile fare i modesti, visto il profumino che emanavano è stata dura all'uscita dal forno aspettare che fossero freddi per addentarne uno.
C'erano due banane che stavano per andare al Creatore ed una tavoletta di cioccolato modicano alla cannella che non mi decidevo ad aprire da mesi prossima alla data di scadenza così ho fatto di necessità virtù, mi son detta al massimo butto il prodotto finito ma di gettare due ingredienti tanto buoni senza aver nemmeno provato ad utilizzarli non se ne parla proprio.
Ed ecco qua la ricetta che rifarò senz'altro acquistando appositamente gli ingredienti che servono alla sua realizzazione

270 g di farina 00
30 g di cacao amaro
150 g di zucchero
100 g di burro fuso
1 bustina di lievito per dolci
1 bicchiere di latte
1 uovo
1 pizzico di sale
100 g di cioccolato modicano alla cannella
2 banane mature

Mescoliamo l'uovo con il latte, lo zucchero e il sale aggiungiamo la farina setacciata con il cacao e il lievito, poi il burro liquefatto e lasciato intiepidire.Infine il cioccolato ridotto a pezzetti piccoli col coltello e le banane sbucciate e schiacciate con la forchetta. Amalgamiamo bene tutto e poi suddividiamo il composto in dodici stampini da muffin.
Cuociamo in forno caldo a 180° per 25-30 minuti (è sempre meglio provare con lo stecchino di legno).
Lasciamo raffreddare (meglio allontanarsi dalla cucina per non pensare all'odore) e poi gustiamo in santa pace.

2007-09-18


Raccolgo l'invito di Fabietto e partecipo al Meme "Il mio cavallo di battaglia" da lui indetto.
Da quando Fabietto me l'ha proposto ho pensato costantemente alla ricetta da postare perchè in effetti non ho un vero e proprio Cavallo di Battaglia dal momento che vario sempre le ricette, anche quelle che mi vengono bene bene.
C'è però una ricetta dolce - che in origine era di mia zia - a cui ricorro spesso, in particolare quando ho ospiti, voglio fare bella figura ed avendo già lavorato a lungo per la cena o il pranzo non ho molto tempo da dedicare al dolce.
Parlo delle crepes col gelato, piegatele come volete, metteteci qualunque gelato dentro, aggiungete frutta, canditi, mandorle, nocciole o pistacchi, l'essenziale è che non manchino tre ingredienti: Crepes, gelato e cioccolato fuso.

Per preparare le crepes ecco la ricetta base:
125 g di farina
30 g di zucchero
3 uova sbattute
250 ml di latte
2 cucchiai di rhum
1 pizzico di sale

Preparare la pastella, lasciarla riposare un poco e poi formare le crepes sottili (ne verranno 10-12 dipende dal padellino che usate).

Una volta pronte le crepes, al momento di servirle adagiamole sui singoli piatti e farciamole con una porzione di gelato, in questo caso ho usato nocciola ma va bene qualunque gusto.
Chiudiamo le crepes a pacchetto, a fagotto, a mezzaluna, a ventaglio o come ci suggerisce la fantasia.
Sciogliamo del buon cioccolato fondente e nappiamo le crepes un istante prima di servirle.
Come vedete non hanno veramente nulla di speciale eppure posso giurare di non aver mai visto nessuno lasciarmele nel piatto.

2007-09-17


Ma partecipo anch'io a Premio Blog Cafè 2007? Pare proprio di si!
Se chi mi legge, e mi apprezza un poco, mi vuole votare nelle novità 2007 ne sarò molto lieta ( o meglio gli sarò grata a vita).
Per votare dovete solo aggiungere il vostro commento in questo post.
Grazie!

2007-09-16


Ieri era uno di quei pomeriggi in cui avevo bisogno di fare qualcosa di manuale che mi aiutasse a gettare alle spalle una settimana di lavoro particolarmente intensa e così mi sono ritrovata a fare ravioli. Volevo provare un ripieno diverso e non essendomi preparata per l'evento ho sfruttato quello che avevo in casa.
Il tonno e le patate non mancano mai neppure nelle dispense meno fornite (questo non è però il mio caso) e così ho creato un piatto prelibato con una spesa davvero irrisoria.
Dal ripieno al condimento non c'è nulla di speciale, salvo una polverina dorata che porta il nome di Bottarga di Tonno grattugiata Campisi proprio quella che è entrata a casa mia per merito di Esperya e che ha conquistato nella mia personale dispensa un posto da protagonista.
Le dosi dei ravioli sono per 6 persone e tanti eravamo oggi alla tavola della domenica nella mia casa in campagna.

Per la sfoglia:
3 uova
farina 00 q.b.
Per il ripieno:
2 patate medie
360 g di tonno all'olio d'oliva
sale e pepe q.b.
Per il condimento:
12 cucchiaio di olio extraverdine d'oliva
2 spicchi d'aglio
12 cucchiai di pangrattato
6 cucchiaini di Bottarga di Tonno grattugiata Campisi
6 rametti di origano essiccato

Innanzi tutto prepariamo il ripieno.
Lessiamo le patate in acqua fredda per 30-40 minuti. Tolte dal fuoco le peliamo ancora calde e le passiamo allo schiacciapatate raccogliendole in una terrina, aggiungiamo il tonno sgocciolato e poi regoliamo di sale e pepe.
Impastiamo poi le uova con la farina, tanta farina quanta ne occorre a formare un'impasto bello sodo che si stenda facilmente con la nonna papera.
Stendiamo l'impasto in una sfoglia sottilissima, un poco alla volta per evitare che secchi durante la lavorazione, disponiamo la farcia a mucchietti con l'aiuto di una tasca da pasticcere e poi sigilliamo con un'altra sfoglia, facendo attenzione ad eliminate l'aria attorno al ripieno. Tagliamo con un dischetto tagliapasta i singoli ravioli. Se poi volete usare la macchinetta che fa i ravioli fate pure a me piace farli uno ad uno perchè mi rilassa di più e vengono pure meglio.
Fatti tutti i ravioli possiamo congelarli distesi su un vassoio ed utilizzarli il giorno dopo o quando ci pare oppure mettere su l'acqua e cuocerli subito.
Il condimento si prepara in due minuti, praticamente mentre la pasta cuoce.
Scaldiamo l'olio con l'aglio sbucciato e schiacciato, aggiungiamo il pane grattugiato e mescolando spesso facciamo dorare. Spegniamo un poco prima che sia dorato perchè altrimenti il pane diventa scuro ed amaro, aggiungiamo la bottarga e poi condiamo con questo sughetto i nostri ravioli. Serviamo guarnendo ciascun piatto con un rametto di origano.
Devo aggiungere che è stato un successo?

2007-09-14

Per la serie noi non siamo egocentrici mi sono auto-invitata al meme Parliamo di me che ho trovato sul blog di Nightfairy dal mometo che trovo carino dirvi qualcosina di me.

Qual’è il tuo stato di famiglia?
fidanzata storica

In che data è il tuo compleanno?
7 ottobre

Vivi in città o in campagna?
In un piccolo paese di nemmeno cinquemila anime

Che lavoro fai o hai fatto?
Dopo una vita da studentessa faccio, ahimè, l'avvocato

Hai delle allergie?
Sicuramente al polline ma è cosa recente per cui non ho ancora fatto le prove

Qual’è il tuo odore preferito?
pane caldo ma anche zucchero caramellato rum vaniglia e mille altri odori buoni

Ti piacciono i dolci?
Sono il mio grande peccato

Quali sono i tuoi gusti culinari?
Gli accostamenti strani mi incuriosiscono, ma spesso mitigo un poco questa mia tendenza se no nessuno mangia. Una cosa a cui non so rinunciare è il formaggio

Quale genere di musica ti piace?
Jazz, classica ma anche la commerciale dipende

Quale è il tuo colore preferito?
Rosso denza dubbio

Quale è la tua stagione preferita?
L'autunno è la mia stagione ci sono nata

Collezioni oggetti?
Salsiere

Quale rivista leggi?
Si tante Cucina Italiana, Vie del gusto, A tavola, Gambero Rosso,e poi varie

Sei abbonato/a ad una rivista?
Attualmente solo Vie del gusto e A tavola

Quale è il tuo stile nel vestirti?
Classico-Casual

Pratichi un’attività manuale?
Cucina, ricamo ed ormai ogni tanto pittura

Qual’è la tua materia preferita?
Materia in che senso? materiale o scolastica?

Qual’è il tuo animale preferito?
Mi piaccioni i cavalli e mi fanno simpatia le tartarughe

Quali sono i tuoi svaghi?
Lettura, cucina, viaggi

Come arredi gli interni della tua casa?
Moderno ma con qualche nota di classico, molto bianco e dei tocchi di colore, proprio adesso ho casa in costruzione

Hai una lista di regali in linea?
Questa non l'ho proprio capita comunque se si tratta di regali una lista c'è sempre pure lunga

Un dettaglio in più?
Odio l'ignoranza è alla base dei mali del mondo

2007-09-13


Ho capito finalmente perchè si chiama così questa torta, quando l'addenti ha il potere di portarti nell'alto dei cieli e non chiamatemi per ciò blasfema. Fatela e poi giudicate.
Sarà pure che stavolta era proprio quello che volevo ma mi è garbata proprio assai e tra l'altro non ho neppure visto che strada ha fatto, sono riuscita a farci colazione una sola mattina e poi non ce n'era più.
I misteri della vita!
La ricetta è quella di PANEANGELI e la crema invece viene da un ricettario dell'Alto Adige.

Ingredienti per la torta:
4 uova
150 g di zucchero
1 fialetta di aroma limone
1 pizzico di sale
100 g di farina 00
100 g di amido di frumento
1/2 bustina di lievito per dolci
100 g di burro

Per la crema invece:
250 ml di latte
1 bustina di zucchero vanigliato
1 presa di scorza di limone grattugiata
1 pizzico di sale
2 tuorli d'uovo
60 g di zucchero
30 g di farina
2 fogli di gelatina (4 g)
1 cucchiaino di Rum
200 ml di panna fresca montata

Infine zucchero a velo per decorare la torta.

Andiamo a prepararla.
Iniziamo a montare i tuorli con 4 cucchiai di acqua bollente, aggiungiamo gradatamente 100 g di zucchero, l'aroma limone e il sale, sbattendo finchè non otterremo un composto cremoso. Aggiungiamo la farina setacciata con l'amido e il lievito, il burro fuso e poi le chiare montate a parte con lo zucchero restante. Versiamo il composto in una teglia rettangolare non molto grande e cuociamo a 180° ciraca per 30-40 minuti.

Intanto prepariamo la crema: portiamo ad ebollizione 200 ml di latte con lo zucchero vanigliato la scorza di limone ed il sale. mescoliamo il latte restante con i tuorli , lo zucchero e la farina poi aggiungiamo al composto il latte bollente e riportamo sul fuoco, si addenserà subito in 1-2 minuti. Spegnamo ed aggiungiamo la gelatina ammollata in acqua fredda e strizzata. Lasciamo raffreddare mescolando di tanto in tanto e poi uniamo la panna montata ed il Rum.
Una volta che la torta è pronta la dividiamo in quattro strati. Su tre strati suddividiamo la crema preparata e sull'ultimo cospargiamo di zucchero a velo. Tagliamo poi il dolce in tranci e procediamo lentamente all'assaggio, meglio se davanti ad una tazza di the fumante.

2007-09-12


Incominciano ad arrivare i primi tonnetti pescati lungo le nostre coste. Le dimensioni non sono proprio quelle regolamentari ma mi sono comunque cimentata con la sfilettatura.
Dopo aver raggiunto il risultato sperato ho marinato i filetti con pompelmo rosa, limone, olio, sale, pepe e basilico e li ho lasciati riposare fino a sera.
Al momento di servire ho arrotolato i filetti a mò di bocciolo e, dopo averli disposti al centro dei piatti, ho irrorato con un filo di olio extravergine d'oliva aromatizzato all'origano e timo.
Ho completato i piatti decorando con dei fagiolini lessati e conditi con olio sale ed aceto balsamico ed un ciuffetto di basilico che non guasta mai.
In questo momento vi state chiedendo ma come le da le ricette questa qua senza dosi e senza nulla, quanto limone? Quanto pompelmo?
Regolatevi così per 100 g di pesce:
il succo 1/2 pompelmo rosa e di 1 limone
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
3/4 foglioline di basilico sminuzzate
1 pizzico di zucchero
sale e pepe
Mescolate tutto e coprite con la marinata il pesce tagliato a fettine sottili. Lasciate riposare in frigo finchè il pesce apparirà biancastro, quasi cotto.
Che ne dite di un pranzo che inizia così? Che suggerimenti mi date per le portate successive?

2007-09-11

Ho approfittato degli ultimi scorci d'estate, anche se mi dispiace ammetterlo, per mettere in cantiere un buon ragù di verdure accostando però alle melanzane e zucchine tipicamente estive dei funghi come presagio dell'imminente autunno.
Ho condito con questo profumato sugo dei malloreddus sardi e completato poi il tutto con il fondente sapore della Ricottina al fumo di ginepro Parco Produce, non vi spaventate per il nome altisonante dal momento che si tratta di delizia a portata di tutti visto che è acquistabile nella fornitissima bottega Esperya.

Gli ingredienti sono per quattro persone:
320 g di malloreddus o gnocchetti sardi
2 melanzane bianche medie
1 zucchina
1 manciata di funghi
4 pomodori perini maturi
2 cucchiai di passata di pomodoro
1 spicchio d'aglio
1 mazzetto di basilico
olio extravergine d'oliva
sale e pepe q.b.
1 ricottina al fumo di ginepro Parco Produce

Andiamo alla preparazione: innanzi tutto puliamo le verdure, tagliamo a tocchetti la zucchina e ed una melanzana, riduciamo a fettine sottili anche i funghi.
Soffriggiamo l'aglio nell'olio, togliamo l'aglio ed aggiungiamo le verdurine, lasciamo saltare in padella qualche minuto poi uniamo i pomodori privati della pelle e dei semi tagliati a cubetti. Aggiungiamo la passata di pomodoro, regoliamo di sale e pepe e facciamo restringere il sugo a fuoco lento per 10-15 minuti. A fine cottura aggiungiamo qualche foglia di basilico.
Intanto tagliamo l'altra melanzana a fettine di 3-4 millimetri e grigliamole alla griglia elettrica o sulla bistecchiera di ghisa. Una volta pronte condiamole con olio, sale e basilico e teniamole da parte.
Grattugiamo con la grattugia a fori larghi la ricottina e teniamo anch'essa da parte.
Lessiamo gli gnocchetti poi, condiamoli col ragù preparato e suddividiamo nei piatti sul fondo dei quali avremo sistemato armoniosamente delle fettine di melanzana grigliata. Completiamo con la ricottina ed una fogliolina di basilico. Il piatto è pronto.

2007-09-08

In ricordo di una delle tappe del mio viaggio, Saint Vincent, ho preparato i Torcetti al burro che sono un pò la bandiera della famosa Ville du casino.
Li ho preparati secondo la ricetta che io conosco, so che l'originale prevede l'utilizzo del lievito di birra in polvere e dell'acqua, quella che ho utilizzato io invece è più frizzante, infatti ci si mette la birra.
E' una ricetta di estrema semplicità ed i torcetti col thè vanno proprio a nozze per cui se aspettate ospiti e volete preparare qualcosa di carino senza stressarvi troppo avete trovato la ricetta che fa per voi.

Ingredienti per 20 biscotti circa:

250 g di farina 00
125 g di burro a tocchetti
60 ml di birra
1 cucchiaio di zucchero bianco
1 tazza di zucchero di canna

Impastiamo velocemente la farina con il burro, lo zucchero bianco e la birra. Una volta ottenuto un'impasto omogeneo lasciamolo riposare avvolto in pellicola per mezz'ora. Poi lavoriamolo ottenendo dei bastoncini di 10-15cm, i cui estremi congiungeremo nella classica forma a goccia dei torcetti. Pennelliamoi torcetti con acqua e rotoliamoli nello zucchero di canna.
Inforniamo poi in forno caldo a 180° per 12-15 minuti, verso la fine della cottura pennelliamo d'acqua i torcetti ancora una volta perchè si dorino.

2007-09-07


Con questa preparazione ho voluto far rivivere una delle minestre più buone che ho assaggiato in vita mia, me l'hanno servita la prima sera che sono arrivata in Alto Adige e mi ha subito colpita al cuore così mi son detta appena tornata la rifaccio ed infatti eccola qui.
La base è un buon brodo, vegetale o di carne a vostro piacere, sempre tenendo conto che se di carne si può servire il lesso come secondo accompagnato da salsa verde e verdurine di contorno e si risolve il pranzo in un sol colpo. Il mio stavolta era un brodo vegetale.

Ingredienti per due persone:
Brodo vegetale o di carne
3 uova
100 g di formaggio (Emmental e Caciocavallo o Fontina o altro)
50 g di prosciutto cotto
sale e pepe nero
olio extravergine d'oliva
Parmigiano Reggiano

Sbattiamo le uova con sale e pepe, poi aggiungiamo formaggio e prosciutto a cubetti.
Ungiamo d'olio una teglia rettangolare o quadrata e versiamo al suo interno il composto di uova. La dimensione della teglia dovrà esser tale che la frittatina abbia uno spessore di uno e mezzo/due centimetri.
Inforniamo finchè la frittata sarà dorata.
Lasciamo raffreddare e poi tagliamo a dadini.
Dividiamo nei piatti, copriamo con il brodo bollente ed una spolverata di parmigiano grattugiato e serviamo subito.
A mamma è piaciuta particolarmente anche se la mia frittata si è stracciata un poco avendola tagliata ancora calda, va bè capita ero rientrata tardi dallo studio.

2007-09-06



Del mio viaggio non vi ho ancora raccontato una delle esperienze gastronomiche più emozionanti, l'ingresso al Café Sacher di Innsbruck dove ho potuto finalmente degustare l'originale Torta Sacher.
L'ambiente è molto elegante in perfetto stile Sacher ed entrandovi sembra che il tempo sia fermo a un secolo e mezzo fa.
Le cameriere vestono di nero con la crestina e il grembiulino bianco muovendosi con eleganza e discrezione tra i tavoli di marmo, quasi a non voler disturbare il ristoro degli avventori.
La torta è eccellente e viene servita, come all'Hotel Sacher di Vienna del quale porta il sigillo su ogni fetta, con un ciuffo di panna montata.
Ho potuto constatare con una punta di malcelato orgoglio che la mia ricetta rimanda molto all'originale dalla quale differisce un poco nella glassa che ho trovato più solida e zuccherina.
Non c'era posto per assaggiare le altre delizie di cui era pieno il banco, ho rimandato tutto alla prossima visita.

In questa foto eccomi intenta a versare la panna nel caffè mentre la mia fetta di torta giace in trepida attesa davanti ai miei occhi.


Qui a lato invece una vetrina del Café sacher dove è possibile acquistare oltre alle torte, nelle classiche confezioni in legno, numerosi gadget a marchio Sacher.

In basso una veduta del centro di Innsbruck ripresa dalla Torre Civica che ne permette una vista a 360°.



2007-09-05


Dopo le magnifiche colazioni che facevo in Alto Adige non nascondo che rassegnarmi alla tazza di latte con biscotti o cereali mi causa una fatica indicibile.
Ecco allora la mia colazione consolatoria, riservata solo a momenti speciali, è quella che mi preparo ogni tanto di sabato o domenica quando rallento i tempi e mi concedo qualche coccola in più.
L'ho trovata su un vecchio numero natalizio di Gourmet la più bella rivista di cucina che purtroppo non esce più in Italia da qualche tempo.

Ecco gli ingredienti:
2 uova
2,5 dl di latte
350 g di farina
2 cucchiaini di lievito in polvere
1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
60 g di burro
un pizzico di sale
sciroppo d'acero

Battiamo le uova finchè diventano chiare, aggiungiamo il latte, la farina, il lievito, il bicarbonato ed il sale, continuando a mescolare finchè la pastella non risulti omogenea.
Versiamo il composto, un mestolo alla volta, in una padella calda e leggermente inburrata.
Voltiamo i pancacke quando il bordo sarà asciutto e cuociamoli sall'altro lato.
Serviamoli caldi, sovrapposti, irrorati con sciroppo d'acero.
Io li accompagno a una tazza di caffè lungo ma anche col thè sono buoni.

2007-09-04


Un giorno, prima di partire per il mio viaggio, mentre ero rilassata in spiaggia riflettevo sui possibili usi della pasta per sofficini e ne sono usciti questi Quadrotti di formaggio al sesamo.

Non c'è nulla di più semplice da fare eppure gli ospiti ai quali li ho preparati ne sono rimasti estasiati.
Ingredienti:
impasto base per sofficini
formaggio a piacere
albume d'uovo
sesamo
olio per friggere

Dopo aver preparato l'impasto base dei sofficini stendiamolo con il matterello in un rettangolo molto sottile, dal quale ricavare dei rettangoli più piccoli.
In ogni rettangolino di pasta avvolgiamo strettamente (come per incartarlo) un pezzetto di formaggio a piacere, io ho usato del caciocavallo tenero perchè ha un gusto molto delicato e normalmente piace a tutti.
Passiamo poi i quadrotti così ricavati nell'albume leggermente sbattuto e poi nel sesamo, facendolo aderire bene alla superficie.
Poi friggiamoli in abbondante olio extravergine d'oliva e serviamo ancora caldi.

Hanno un che di etnico e chic, niente male veramente anche per gli ospiti più esigenti.



2007-09-03

Nella vacanza appena conclusa ho avuto occasione di assaggiare dei dolci che definire meravigliosi è poco, chi è stato in Alto Adige sa che la varietà e la qualità della produzione dolciaria della zona sono elevatissime.
Un classico del Sud Tirol è lo Strudel di mele, io ho rivisitato questo dolce, nella forma e nel ripieno, attingendo alla memoria di un vecchio numero di Cucina Italiana ed apportando - come di consueto - le mie ulteriori modifiche.

Ingredienti per 12 mini-strudel:
150 g di farina
50 g di strutto
1 uovo
1 pizzico di sale
3 cucchiai di acqua fredda
300 g di fichi freschi bianchi e neri
40 g di burro
30 grammi di mandorle tostate spezzettate
2 amaretti di Sassello (e qui c'è un'altra zona del mio viaggio)
zucchero a velo
olio per friggere
Impastiamo la farina, lo strutto, il sale e l'uovo, aggiungiamo poi l'acqua e lavoriamo bene l'impasto che risulterà elastico.
Laciamolo riposare coperto per mezz'ora ed intanto sbucciamo i fichi e riduciamoli a pezzetti, aggiungiamo gli amaretti sbriciolati, le mandorle ed il burro fuso ed amalgamiamo bene.
Stendiamo la pasta in un rettangolo molto sottile dal quale ricaveremo dodici strisce. Al margine di ogni striscia poniamo un pò di ripieno poi, piegando e ripiegando più volte la striscia a triangolo, chiudiamo il ripieno al suo interno.
Possiamo poi friggere i nostri triangoli. A fine cottura vanno cosparsi di zucchero a velo e serviti ancora caldi.
Al posto delle madorle la ricetta originale prevedeva i pinoli e gli amaretti non erano di Sassello.
Qua in basso vi lascio una foto scattata in Val Senales dalla finestra dell'Oberraidlhof l'hotel che ci ha gradevolmente ospitato.




2007-09-01


Ed eccomi tornata dalle mie due settimane di vacanza.
Come leggete nel titolo del post la mia è stata una vacanza un pò girovaga, a dir la verità le regioni che ho toccato sono state parecchie ed i posti visitati faccio fatica a ricordarli, sappiate però che cercherò di sforzarmi dal momento che tutti e dico proprio tutti meritano almeno un cenno.
Siamo andati via in auto io ed F. e la prima tappa di due giorni l'abbiamo fatta a Roma a ricordare i vecchi tempi, da lì ci siamo spostati prima a Bracciano - dove abbiamo visitato il Castello Orsini Odescalchi all'interno del quale fino a novembre è possibile ammirare la splendida mostra “COSTUMI A CORTE” della Sartoria Farani - e poi ad Anguillara Sabazia.
Il giorno dopo ci siamo fermati in Umbria nella bellissima Spoleto e poi - facendo tappa a Modena per la notte - siamo ripartiti alla volta dell'Alto Adige, nella Val Senales, dove ci siamo fermati per cinque giorni tra Certosa e Madonna di Senales.
Fermati per modo di dire...da lì ci siamo spostati in visita a Bolzano, Lagundo, Merano dove abbiamo in particolare ammirato oltre alla cittadina con i suoi portici sempre affollati anche il Touriseum ed i giardini di Castel Trauttmasdorff.
Abbiamo fatto una puntatina anche a Vipiteno e dal momento che eravamo lì perchè non varcare il confine? Siamo stati così anche in Austria a visitare la città di Innsbruck.
Lasciato l'incantevole Sud Tirol, con un discreto carico di provviste locali, ci siamo diretti in Lombardia alla volta di Gardone Riviera sul Lago di Garda dove non potevo non andare dato che era mio grande desiderio visitare il Vittoriale degli Italiani l'ultima dimora del grande Gabriele D'Annunzio.
Da lì abbiamo raggiunto Novi Ligure in Piemonte dove abbiamo fatto tappa a casa di parenti per altri tre giorni e da dove ci siamo spostati in Valle d'Aosta a visitare il Forte di Bard, Aosta e Saint Vincent e poi in Liguria dove da Camogli siamo partiti per una gita in battello alla volta di San Fruttuoso dove si visita la famosa Abbazia e Portofino.
Prima di sera siamo passati a fare un saluto a Genova ed il giorno dopo eccoci belli "freschi" - una parola grossa ormai - ripartire alla volta di Modena dove abbiamo riposato (veramente riposato) per altri due giorni prima di ritornare in Calabria.
Bè che dire di posti meravigliosi ne ho visti parecchi nei giorni trascorsi fuori e di delizie gastronomiche locali ne ho assaggiate almeno altrettante ed alcune sono torate a casa con me.
Nei prossimi giorni foto e dettagli oltre a qualche esperimento culinario che rimandi ai luoghi delle vacanze.
Nella foto una veduta di Portofino che mi pare si commenti da sè.
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