2011-11-29

Piatto rettangolare e cucchiaio in porcellana CHS Group
Una volta svezzato il pargolo pensavo che le difficoltà sarebbero andate diminuendo di mese in mese e che dopo il primo anno, introdotti più o meno tutti i principali alimenti, farlo mangiare sarebbe stata una passeggiata. Ecco mi sbagliavo, Giulio ha superato i due anni e tra un paio di mesi mi tocca svezzare anche la piccola Aurelia ma le difficoltà nel fargli accettare i cibi più vari sono in aumento proporzionale con la loro età e la relativa formazione di carattere e gusti propri. Per questo motivo sono sempre alla ricerca di nuove proposte per rendere pranzo, cena o merenda che sia più accattivanti e gustosi che mai.
Il problema dell'alimentazione dei bambini sta a cuore a noi genitori ma mi conforta sapere che in talune realtà della nostra penisola (che mi auguro facciano da traino alle altre) è un fatto caro all'intera collettività e particolarmente agli addetti alle mense scolastiche, mi piace immaginare una mensa scolastica senza bastoncini e sofficini surgelati e scopro che a Bologna (beati loro) è proprio così. Lo scopro grazie ad un simpatico volumetto da cui ho tratto il titolo del post uscito per Editoriale Scienza che racconta l'esperienza delle mense dei nidi d'infanzia comunali del capoluogo emiliano. E scopro perché sono famosi in tutto il mondo per la loro eccellenza: consigli e buone regole per una corretta alimentazione trovano spazio nel libro insieme ad appetitose ricette per tutta la famiglia suddivise tra primi, secondi, contorni e merende  oltre che per stagionalità per rendere piacevole oltre che sano ed equilibrato ogni pasto in compagnia dei nostri figli.
Ed è su questo libro che ho trovato una classica e sempre valida ricetta per l'ora della merenda, quella della ciambella allo yogurt che ho rifatto secondo le loro dosi e che voglio condividere con voi consigliandovi di abbinarla ad una cremosa nutella home made per mandare in estasi anche i più golosi.
Ciambella allo yogurt
300 g di farina 00
200 g di zucchero
3 uova
125 g di yogurt bianco o alla banana
30 g di olio
1 bustina di lievito per dolci
Con un robot da cucina amalgamare tutti gli ingredienti, distribuire il composto in uno stampo per ciambella unto e cuocere in forno caldo a 180° per 40 minuti.
Consiglio di montare gli albumi a parte ed amalgamarli solo alla fine al composto per avere una torta più soffice.
Nutella home made
75 g di nocciole tostate e spellate
100 g di cioccolato fondente
50 g di cioccolato al latte
50 g di zucchero,
50 ml di latte intero
45 ml di olio di semi di arachide
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
Tritare nel mixer le nocciole fino a formare una pasta (se le scaldate un po' prima di frullarle toglieranno più olio e diventeranno più facilmente una pasta), unire lo zucchero e il cioccolato a pezzetti, versate il latte, l'olio e la vaniglia poi trasferite il composto in una bastardella e cuocete a bagnomaria  mescolando senza arrivare al bollore fino a raggiungere la giusta consistenza, conservate la crema in barattolo nel frigorifero.
Di merende "fantastiche" si parla anche in "La scatola di biscotti e..." Storie di draghi, folletti e ricette squisite! scritto da Elisabetta Donato per Lampi di Stampa, ogni storia è un viaggio nell'"isola che non c'è" ed è accompagnata dalla ricetta di una deliziosa merenda da fare e degustare con i propri figli magari nel fine settimana quando tutti riusciamo a trovare qualche momento in più da dedicare agli svaghi coi pargoli.

Per creare giochi in cucina, fare piccoli esperimenti e imparare ad avere dimestichezza tra i fornelli fin dall'età più tenera un simpatico volume di Patrizia Bollo "Giochiamo in cucina" edito da Laboratorio Salani e dedicato ai bambini tra i 7 ed i 15 anni, un bel libro che ci permette di tenerli un po' lontani dai classici ed abusati divertimenti offerti da televisione e computer. Toccare, osservare, annusare, ascoltare, assaggiare, ma soprattutto giocare: ecco la ricetta per abituare i più giovani a conoscere i cibi e a trarne un sano piacere. Immaginate che sapore avrà una fetta di pane e burro con il burro che loro stessi avranno preparato agitando energicamente una bottiglia colma di panna con una biglia dentro?

E quando già i bambini dimostrano un sano interesse per la cucina non potrete fargli mancare Mamma, adesso cucino io! il bellissimo volume di Maria Castellano in collaborazione con le ricette del Gufo per Sime Books edizioni, un libro che immagino già conteso tra genitori e figli perché è così bello con le foto di Stefano Scatà e le illustrazioni di Monica Parussolo oltre ad avere validissime e golose ricette della tradizione italiana.
Ogni sezione del libro è dedicata ad un evento, dal Brunch della domenica al Natale passando per il Pigiama party (che i piccoli adorano) e il Picnic sul prato e contiene anche molti consigli su come apparecchiare la tavola, sul comportamento da tenere mentre si mangia e sulla sicurezza in cucina.
Ultima, non certo per importanza, segnalazione in fatto di libri dedicati all' alimentazione per bambini è rappresentata da Il Cucchiaino di Miralda Colombo per Gallucci editore.
E' un libro che mi è particolarmente caro poichè, avendo seguito spesso con Giulio  i consigli che Miralda generosamente elargisce nel suo blog Il cucchiaino di Alice, mi viene facile sentire familiare. Ha delle splendide illustrazioni della bravissima Cevì che rendono il libro speciale e accattivante per i bambini di ogni età (da 0 ad 80 almeno), dal momento che l'autrice, nella praticità tipica di ogni donna che è anche mamma, non solo ci offre ricette per i bambini dallo svezzamento ai primi anni di vita, ma ci aiuta con piccole modifiche a renderle gustose e gradevoli anche per i palati più esigenti di mamma e papà. In appendice al libro trova posto il dettagliato calendario dello svezzamento che vi assicuro essere indispensabile.
Concludo questo mio escursus tra le più recenti pubblicazioni dedicate ai bambini prendendo a prestito la frase di Janusz Korczak che apre proprio il libro della Colombo
"Dite:
è faticoso frequentare i bambini.
Avete ragione.
Poi aggiungete:
perché bisogna mettersi al loro livello,
abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli.
Ora avete torto.
Non è questo che più stanca.
E' piuttosto il fatto di essere obbligati ad innalzarsi
fino all'altezza dei loro sentimenti.
Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi.
Per non ferirli."

2011-11-26

Il Maiorchino è un antichissimo formaggio siciliano, dal sapore deciso e piccante; le prime notizie circa la produzione di questo pecorino si fanno risalire addirittura al 1600 e viene prodotto tuttora secondo tradizione e solo nel periodo che va da febbraio a giugno. A Novara di Sicilia, nel messinese, si ha un vero e proprio culto di questa tipicità tant'è che ancora oggi è protagonista di una gara che si svolge il martedì grasso e che consiste nel far rotolare forme di questo formaggio attraverso le stradine del centro storico del paese per circa due chilometri, si aggiudica la vittoria la squadra che riesce a portare la forma al traguardo con il minor numero di lanci.
Curiosità a parte ho potuto provare questa prelibatezza grazie al certosino lavoro dell'Azienda dipasQuale Formaggi che dal 1950 seleziona i migliori formaggi siciliani per stagionarli nelle antiche grotte naturali dei propri magazzini e rivenderli nella famosa bottega di Corso Italia a Ragusa e, grazie alle moderne tecnologie, anche via internet in un fornitissimo negozio virtuale per i curiosi del cibo che - come me - amano perdersi tra le eccellenze del territorio.
Insomma io del Maiorchino ne ho fatto una sorta di fonduta e l'ho cosparsa copiosamente sul rotolo preparato con l'impasto degli gnocchi di zucca e farcito con speck per poi passare il tutto in forno a formare una golosa crosticina dorata.
Ingredienti per 4 persone:
350 g di polpa di zucca
250 g di patate
160 g di farina
100 g di speck
1 uovo
4 foglie di salvia
sale e pepe
200 g di Maiorchino
100 ml di panna
200 ml di latte
1 tuorlo d'uovo
Tagliare la zucca a tocchetti e stenderli su una teglia rivestita di carta da forno passarli in forno caldo per 20 minuti circa. Lessare le patate e schiacciarle, unire la polpa della zucca anch'essa schiacciata, la farina, l'uovo, un pizzico di sale, pepe e le foglie della salvia sminuzzate. Stendere sulla spianatoia un foglio di carta forno e rovesciarvi sopra l'impasto, stenderlo in un rettangolo e adagiarvi sopra le fette di speck. Arrotolare l'impasto con l'aiuto della carta, formando un salsicciotto. Lessare il salsicciotto avvolto nella carta in acqua salata per 20-25minuti. Preparare intanto la fonduta: grattugiare con la grattugia a fori larghi il Maiorchino, unire la panna, metà del latte e lasciar sciogliere a bagnomaria. Quando risulterà una crema abbastanza densa unire il tuorlo e mescolare subito, poi allungare la preparazione con il restante latte. Tagliare il rotolo a fette, disporre le fette in teglia un poco sovrapposte dopo averne cosparso il fondo con poca della fonduta preparata, nappare generosamente con la restante crema di formaggio e infornare finché la superficie non risulterà ben dorata. Servire gli gnocchi caldi.

2011-11-24

Calici linea Fantasy di IVV
Tanta superbia, una manciata di gola, un poco di accidia e un pizzico di invidia sono gli ingredienti per realizzare questo fantastico dolce che mi è stato ispirato da una originalissima pubblicazione di Gremese editore dedicata ai peccati capitali. I volumi dell'elegante opera dal titolo La cucina dei 7 peccati, raccolti in un cofanetto viola che già di suo arreda, sono per l'appunto sette, ognuno di essi è dedicato ad un peccato e raccoglie al suo interno le ricette che ce lo evocano. Le preparazioni inserite nei volumi sono rigorosamente di cucina francese e quindi già di loro deliziose e raffinate. I libri sono impreziositi da insolite decorazioni stile tappezzeria e corredate da splendide fotografie.
Non mi ero mai soffermata a pensare al legame che poteva esserci, escludendo la gola, tra i restanti sei peccati capitali e la cucina e non voglio dirvi molto di più perché penso che quest'opera sullo scaffale di un amante della cucina "deve" esserci. Tuttavia vi spiego in poche parole come si lega il mio dessert a quattro dei sette peccati secondo la teoria esposta nei volumi.
1. E' un dolce superbo perchè presentato in questi sontuosi calici riesce a provocare sbalordimento nei commensali e secondo l'autore è proprio la presentazione non banale ma piuttosto originale ed eccentrica a rendere una preparazione superba.
2. E' goloso perché avendo utilizzato per la sua preparazione  ingredienti di qualità (come il panettone all'amarena di Loison e i pistacchi di Bronte per il crumble) rappresenta una soddisfazione per il palato.
3. E' accidioso perché al di là del crumble e delle mele caramellate (due preparazioni semplici e velocissime) non occorre star lì a preparare chissà cosa ma si ha un risultato estremamente sorprendente agli occhi ed al palato.
4. E poiché il risultato è sorprendente direi che il dolce ha la capacità di far diventare verdi d'invidia i vostri ospiti suscitando subito dopo in loro la bramosia di riprodurre il dessert.

Per la preparazione del crumble al pistacchio vi rimando alla ricetta postata qualche mese fa ricordandovi che la preparazione si può preparare in anticipo e conservare in congelatore per essere utilizzata al momento nella quantità desiderata.
Ingredienti per 4 persone:
2 mele golden
2 cucchiaiate di zucchero di canna
1 bicchierino di brandy
4 abbondanti palline di gelato alla crema e pistacchio
4 cucchiaiate di crumble al pistacchio
topping all'amarena per completare
Pelare e detorsolare le mele, ridurle in cubetti e saltarle in una padella antiaderente a fuoco vivace con lo zucchero di canna finchè risultino caramellate. Aggiungere il brandy, fiammeggiare ed attendere che si spenga la fiamma, lasciar intiepidire le mele poi suddividerle. Ricavare da ogni fetta di panettone quattro bastoncini e infilarne due in ogni coppa. Aggiungere il gelato, una spruzzata di topping all'amarena e completare con il crumble. Servire immediatamente.
*Per la cottura delle mele ho utilizzato una padella della linea BIO-COOK di Illa. E se il peccato ci prende la mano e l'accidia è così tanta che alla fine non si ha voglia di star lì a strofinare basta una spruzzata dello sgrassatore Emulsio il Salvambiente e un panno umido a far tornare la cucina splendente come prima per goderci in tutta calma e senza alcuna fretta il dolce preparato.

2011-11-22

Piatto piano La vie en Rose di Wald
E si vede che il mio organismo ha bisogno di cipolle...
Ultimamente la metterei dappertutto anche nel latte, sulla focaccia, con il fegato, con la pasta e così ho provato anche la zuppa di cipolle. E' un piatto caldo e confortante oltre che elegante nell'aspetto ed estremamente goloso; ricordatevi poi che le cipolle, come l'aglio, ci difendono dall'influenza che di questi tempi... Ovviamente per come l'ho preparato non è più un piatto povero dal momento che è arricchito dall'ottimo pecorino fresco  toscano il Pecora Nera Seggiano di casa Brunelli, un formaggio gustoso dal sapore marcato tipicamente toscano che ha dato alla preparazione, insieme al pane casereccio, quello buono di Cerchiara di Calabria, il tocco in più.
Ingredienti per 4 persone:
2 porri
1 cipolla rossa
1 cipolla bianca
1 spicchio d'aglio
5-6 foglie di salvia
1 cucchiaio di farina
brodo di manzo
4 fette di pane casereccio
abbondante pecorino fresco toscano
80 g di burro
sale
Affettare porri e cipolle, rosolarle nella pentola con il burro, l'aglio tritato, un pizzico di sale e la salvia, spolverizzarle con la farina e poi coprire con il brodo, lasciar cuocere finché le cipolle risulteranno disfatte e la preparazione addensata. Tagliare il pane a cubetti e tostarlo sotto al grill, grattugiare (con la grattugia a fori larghi) il formaggio. Versare la zuppa nelle cocotte, sistemare sopra i cubetti di pane e completare con due cucchiaiate di formaggio per ogni cocotte, gratinare sotto al grill per permettere al formaggio di dorarsi.
*Per la cottura della zuppa mi sono servita della comoda casseruola con due maniglie della linea Salento Keravis WhiteStone di Ballarini

2011-11-19

Piatti dessert e tovagliolini linea Nostalgie di Easy life design
Chi non ha mai preparato una torta pere e cioccolato? E' un abbinamento così perfetto che almeno una volta nella vita ciascuno di noi si è cimentato pescando tra la miriade di ricette di cucina una delle innumerevoli versioni di questo apprezzato dolce. Io stessa nel blog ne ho inserite almeno un altro paio di versioni, ma questa si rifà alla classica costituita da frolla, crema e pere come l'ho trovata anche tra le schede di 100% Cioccolato la nuova e forse più golosa scatola della linea Sale in zucca di Magazzini Salani che racoglie 50 ricette deliziose per chi del cioccolato non può proprio fare a meno.
Allora se trattasi di classico perché parlarvi della mia ricetta? Perché qualche innovazione l'ho apportata sia alla frolla che al ripieno, per la frolla ho utilizzato farina macinata a pietra la Petra5 di Molino Quaglia e zucchero di canna bruno qualità Mauritius Muscovado di Bronsugar elemento che ha conferito al dolce un gusto e un profumo insoliliti. La crema invece l'ho realizzata con il preparato per cioccolata in tazza Cioccoloso di Antonelli che ho scelto per la ricetta nel gusto fondente.
Ecco la ricetta
Ingredienti
Per la frolla:
200 g di farina
100 g di zucchero di canna bruno
100 g di burro freddo
1 uovo
1 cucchiaino raso di lievito per dolci
Per la farcia:
2 uova
2 bustine di preparato per cioccolata in tazza gusto fondente
250 ml di latte intero
2 grosse pere abate
2 cucchiai di zucchero di canna bruno
2 cucchiai di rum
cacao amaro per completare
Amalgamare il burro freddo alla farina formando delle briciole, unire lo zucchero, il lievito e infine l'uovo. Formare una palla e porla in frigo avvolta in pellicola per circa mezz'ore. Stenderla poi in un disco e foderarvi una tortiera per crostata facendo un po' debordare l'impasto. Porre la teglia in frigo intanto preparare la farcia. Tagliare le pere a fettine sottili dopo averle pelate e detorsolate. Aggiungere lo zucchero e il liquore. Preparare la cioccolata con le bustine di cacao e il latte, lasciando ben addensare il composto, mescolarvi le uova sbattute. Sistemare le pere sulla base di frolla stesa, versarvi sopra la cioccolata e infornare a 180° per 40 minuti circa, finché comunque la crema si sarà addensata e la frolla risulterà cotta. Servire fredda.

2011-11-17

 
Con i bimbi piccoli e spesso influenzati è difficile muoversi da casa e se pure il tempo per guardare la tv è veramente poco a volte per la sosta forzata, se pur piacevole, dell'allattamento mi ritrovo in poltrona telecomando in mano. In uno dei miei zapping mi sono imbattuta nella replica di un nuovo programma che ho scoperto poi essere in onda ogni venerdì sera su Lei il canale 127 di Sky. Si chiama Cambio Cuoco ed è una sfida tra due famiglie che si scambiano il "cuoco in carica" per un giorno. Il nuovo arrivato dovrà preparare per i suoi ospiti il pranzo della domenica mentre a casa sua sarà l'ospite a dover preparare secondo i propri gusti e le proprie abitudini il pranzo più importante della settimana. Tutto si svolge in due giorni, il primo giorno gli sfidanti, alcuni dei quali autentici personaggi televisivi, fanno la spesa nei loro negozi di fiducia e preparano il dolce che l'indomani porteranno nell'altra casa. Il giorno dopo "gli chef" bussano alla porta della nuova famiglia e preparano per il pranzo le ricette a loro più care. Condividono insieme il pranzo, conoscendosi meglio e a fine serata salutati i propri ospiti i cuochi fanno ritorno a casa per confrontarsi con i propri familiari sulla giornata trascorsa.
Divertente per chi lo fa e divertente per chi lo guarda perché partendo dalla cucina il programma mette a confronto due mondi diversi, diventando un modo per conoscere gli stili di vita, le differenze nella gestione del quotidiano e le abitudini alimentari dei nuclei familiari perché il miglior modo per conoscersi è stare a tavola insieme. Se non ce la fate a resistere fino alla prossima puntata prevista per venerdì 18 alle 21:00 (o in replica sabato alle 12:10 e domenica alle 19:10 sempre su LeiTV) e volete saperne di più su Cambio cuoco collegatevi al sito dedicato oppure alla pagina Facebook di Lei Tv oppure date uno sguardo sul canale Youtube di Cambio Cuoco dove avrete modo di trovare i video le ricette preparate dai "cuochi" nel programma come le golose susumelle al cioccolato che prima o poi dovrò rifare seguendo la ricetta e le indicazioni della simpatica signora Elisabetta.
 Ovviamente mi sono immedesimata ed ho pensato a quali ricette avrei proprosto io in un eventuale cambio cuoco e siccome mi piace molto seguire la stagionalità a tavola penso che avrei certamente, in questo periodo, preparato dei golosi involtini di verza che fanno molto cucina della tradizione e quindi pranzo della domenica.
Involtini di verza alla mortadella
Ingredienti per 4 persone:
8 foglie grandi di verza
100 g di carne bovina macinata
100 g di pane raffermo
200 ml di latte
1 uovo
2 cucchiaiate di formaggio grana grattugiato
150 g di caciotta caprina al pistacchio per farcire
sale
prezzemolo
aglio
1/2 cipolla bionda
olio extravergine d'oliva
200 ml di brodo di carne
Lessare le foglie di verza avendo cura di non romperle, scolarle tenerle da parte. Ammollare il pane nel latte. Tritare la mortadella, unire il pane strizzato, la carne, l'uovo e il grana. Insaporire con sale, prezzemolo e aglio tritati finemente. Ricavare dal composto otto grandi polpette, schiacciarle coi palmi e posizionare al centro di ognuna un pezzo di caprino ai pistacchi, richiudere l'impasto attorno al formaggio dando alla polpetta una forma allungata. Chiudere ogni polpetta nella foglia di verza ottenendo degli involtini. Preparare in un tegame un fondo d'olio con la cipolla tritata, rosolarvi gli involtini da ambo i lati, aggiungere il brodo e continuare la cottura finché il liquido si sarà assorbito e il ripieno risulterà ben cotto.

2011-11-15

Piatto collezione Saint-Tropez di Laboratorio Pesaro
Un po' pizza  e un po' focaccia perchè è l'impasto della focaccia ma è steso più sottile del consueto e farcito prima di essere infornato come una pizza, una bontà da provare ma per la quale vi consiglio di non trascurare la scelta della farina, per la focaccia ho sempre utilizzato metà farina di grano tenero 00 e metà manitoba ma per questa pizza-focaccia ho utilizzato la farina macinata a pietra di Molino Quaglia, la varietà Petra3 ideale proprio per pizza, croissant, grissini, focaccia, crackers e pasta sfoglia ed ho avuto conferma che la qualità fa la differenza. Su questa pizza niente formaggio, sapete quanto io lo adori ma in tal caso data la qualità dell'impasto ed il gusto corposo del condimento non ne ho sentito affatto la mancanza. Imprescindibile invece una bella spolverata d'origano secco a completare l'opera come imprescindibile è,  se l'argomento pizza è di vostro particolare interesse, la partecipazione alla quinta edizione di PizzaUp® il simposio tecnico sulla pizza italiana che l'Università della Pizza® in collaborazione con Molino Quaglia organizza per accogliere nel suo laboratorio pizzaioli provenienti da ogni parte d'Italia che dedicano tre giorni all'approfondimento di temi di interesse per il settore che si terrà dal 21 al 23 di questo mese a Vighizzolo d'Este (PD). Per saperne di più date uno sguardo alla mia pagina degli eventi, troverete la nota stampa. Se poi non siete esperti del settore ma vi interessa partecipare ad un corso sulla panificazione prestate attenzione a quelli organizzati da La scuola del molino, troverete certamente quello che fa per voi. 
Ma adesso la mia modesta ricetta
Ingredienti per 4 persone:
500 g di farina Petra 3
15 g di lievito di birra fresco
350 g di acqua
2 cucchiai di olio
2 cucchiaini da caffè di sale
per guarnire
3 cipolle bionde
65 ml di olio
65 ml di acqua
3 cucchiaini di sale
olio per la teglia
olive taggiasche denocciolate
origano secco
Mescolare in una ciotola la farina e il sale e formare una fontana, versare al centro il lievito sciolto nell'acqua a temperatura ambiente e l'olio: Amalgamare con un cucchiaio senza impastare perfettamente, lasciar riposare dieci minuti, intanto oliare 2 yìteglie da 28 cm di diametro, versarvi sopra l'impasto e stenderlo con le mani formando con le dita delle fossette. Pelare le cipolle, lavarle sotto l'acqua corrente e tagliarle a fette sottili. Mescolare l'acqua con l'olio ed il sale e stendere la marinata sulla focaccia. Distribuirvi sopra le cipolle, le olive taggiasche e l'origano. Coprire con pellicola e lasciar lievitare per circa 2 ore o anche più se la temperatura è fredda. Infornare alla massima temperatura per circa 20 minuti o finché la focaccia risulterà dorata.

2011-11-11

Piatto dessert e cucchiaini linea Patisserie di Easy life design
Se vi sembra una foto già vista avete tutte le ragioni di questo mondo ieri infatti mentre facevo le prove per il post mi è partita la pubblicazione e me ne sono accorta stamattina. Va bene così magari è cresciuta la vostra curiosità di conoscere la ricetta di questa golosa cremina a base di clementine che ho voluto realizzare per proporla in abbinamento al già goloso e profumatissimo Panettone al Mandarino Tardivo di Ciaculli (presidio Slow Food) di casa Loison. Una classica cremina da servire con un insolito panettone.
Se poi vi sembra presto per il panettone tenete da parte la ricetta tra un mesetto è Natale e a dire il vero anche la cremina confezionata per bene in un barattolo decorato può costituire un ricercato e goloso dono per le feste.
Clementine curd
1 dl di succo di clementine
la buccia di 4 frutti
150 g di zucchero
4 uova
100 g di burro
1 cucchiaio colmo di maizena
Grattugiare la buccia delle clementine ed estrarne il succo. Diluire la fecola nel succo. Mescolarvi la buccia ed unire le uova, lo zucchero e il burro a pezzetti. Cuocere a bagnomaria mescolando di continuo finché la crema non si sarà addensata. Ottima da servire anche in versione finger food in piccoli cucchiaio con un cubetto di panettone al mandarino sopra.
*Per la ricetta ho utilizzato maizena de il Molino Chiavazza

2011-11-10

Piatto piano in Kergrès® dipinto a mano sottosmalto collezione Opera Prima di Wald
Si ma un milanese integrale e per di più al salto. Ovviamente non si tratta di un risotto alla milanese integrale nel  senso di originale e non corrotto da influenze varie perché questo sarebbe per me impossibile, essendo calabrese, ma di un risotto preparato con riso carnaroli integrale Gli Aironi. Una volta preparato il riso non vi resta che saltarlo aiutandovi con un coppapasta per dargli la forma tonda e servirlo poi con dei golosi e semplici hamburger preparati in casa con del buon macinato, una punta d'aglio e prezzemolo tritato, vedrete che si tratta di una ricetta irresistibile anche per i più piccoli.
Milanese integrale al salto con hamburger
Ingredienti per 4 persone:
200 g di riso Carnaroli integrale
1/2 cipolla
1 bustina di zafferano
30 g di burro
100 ml di vino bianco secco
brodo di carne
grana grattugiato
olio extravergine d'oliva
250 g di macinato di manzo
prezzemolo
aglio
sale e pepe
Dorare la cipolla in metà del burro, tostarvi il riso, sfumare con il vino bianco aggiungere del brodo e continuare la cottura per 45 minuti circa (i tempi di cottura del riso integrale sono più lunghi) aggiungendo brodo ogni volta che il riso si asciuga. Intanto mescolare al macinato uno spicchietto d'aglio e il prezzemolo tritati, una macinata di pepe e un pizzico di sale. Suddividere l'impasto in quattro polpette e schiacciarle dentro ad un coppapasta per dare la forma di un hamburger. Una volta cotto il riso mantecare con il burro restante e abbondante grana. Ungere d'olio una padella antiaderente suddividere il riso in otto piccole porzioni e dorarle in padella da ambo i lati schiacciandole all'interno di un coppapasta (più sarà il formaggio utilizzato più sarà facile formare la crosticina), cuocere in padella anche gli amburger e servirli tra due dischi di riso.

2011-11-08

Mi hanno chiesto di preparare una ricetta per un progetto nuovo e originale: il primo ricettario Cioccoloso fatto da blogger e diffuso sul web, una ricetta da abbinare ad una tazza di cioccolata calda preparata con il Cioccoloso Antonelli e devo dire che non è cosa facile perché io la cioccolata la prendo così senza nulla, al massimo un pasticcino secco ma non avevo mai provato ad abbinarci qualcosa di più corposo.
Alla fine però ho scoperto che una fetta di goloso rotolo farcito con crema di castagne home made, cocco rapè e banana caramellata non era affatto male per accompagnare una tazza di cioccolata calda al cocco o alla banana. C'è l'imbarazzo della scelta nei preparati Cioccoloso Antonelli. L'insieme vi assicuro è particolarmente gradevole e poi se la cioccolata la fate addensare un po' di più si può servire colata sopra al rotolo come fosse una crema. Una vera goduria.
A voi la ricetta del rotolo mentre la cioccolata non resta che comprarvela.
Roullade dell'autunno esotico
Ingredienti
Per la pasta biscotto:
2 uova grandi
75 g di farina 00
75 g di zucchero semolato
Per la crema di castagne:
200 g di castagne lessate e pelate
250 ml di latte
80 g di zucchero di canna
1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia in polvere
1 cucchiaio di Rum
Per completare:
2 banane
zucchero di canna
Rum
cocco rapè
Montare per 20 minuti le uova con lo zucchero, unire con una spatola la farina setacciata . Versare il composto in una teglia rettangolare foderata di carta forno e infornare a  180° finché il composto si rapprende e la superficie appare appena dorata, sformare su un canovaccio pulito e arrotolare la pasta su se stessa prima che si freddi. Unire in un pentolino il latte, la vaniglia, lo zucchero e le castagne e far bollire finché tutto il liquido si sarà assorbito, unire il rum e frullare a crema.
Sbucciare le banane e tagliarle a tocchetti. Saltarle in padella a fuoco vivace con due cucchiai di zucchero di canna, irrorare con un po' di Rum e fiammeggiare.
Preparare una bagna con 100 ml di acqua 2 cucchiai di zucchero di canna e 4 cucchia di Rum. Bagnare il rotolo con il liquido preparato, farcirlo con la crema di castagne, disporre sopra le banane caramellate e cospargere di cocco. Chiudere strettamente il rotolo e cospargere anche l'esterno di cocco rapè. Avvolgere in pellicola e lasciar riposare in frigo per 2 ore prima di servire con una tazza di cioccolata calda.
* Le castagne ed il cocco grattugiato utilizzati nella ricetta sono di Noberasco, Lo zucchero di canna è la varietà Malawi di Bronsugar.

2011-11-06

Pirofila con coperchio Colì
Non mi pare possibile sono arrivata a novembre inoltrato e non ho postato neppure una ricetta a base di zucca ed ero pure stata invitata da Ramona al contest Ballarini "Con un po' di zucca..." per cui mi sa che è tempo di recuperare e lo faccio con una bella crema arancione che più arancione non si può tanto che è preparata con zucca, carote e lenticchie rosse decorticate ed è insaporita dal gusto della paprika dolce che oltre ad arricchirla in colore le conferisce quella punta di carattere che stempera il dolce degli ingredienti di fondo. Per accompagnarla dei semplici crostini di pane.
Ingredienti per 4 persone:
1 cipolla bionda
2 fette di polpa di zucca
2 carote
4 tazzine di lenticchie rosse decorticate
2 foglie di salvia
1 rametto di rosmarino
1 cucchiaio di paprika dolce
olio extravergine d'oliva
sale
2 fette di pane casereccio per accompagnare
Soffriggere la cipolla tritata con un filo d'olio, la salvia e il rosmarino, unire le carote pelate e ridotte a tocchetti, la polpa della zucca a pezzi e le lenticchie ben lavate sotto l'acqua corrente, aggiungere 2 bicchieri d'acqua una presa di sale e lasciar cuocere a fuoco moderato in tegame coperto per 40 minuti circa. Intanto tagliare il pane a cubetti e porlo in teglia con un filo d'olio, passare in forno caldo finché risulta ben dorato. A fine cottura unire alla zuppa la paprika e frullare il tutto. Se troppo lenta lasciar addensare ancora un po' sul fuoco, in caso risultasse troppo densa con poca acqua o brodo vegetale.
Servire la crema con i crostini di pane preparati.
*Le lenticchie biologiche utilizzate nella ricetta sono di Melandri Gaudenzio
Per la preparazione della ricetta ho utilizzato la pentola antiaderente della linea Salento Keravis WhiteStone di Ballarini .

2011-11-03

 
Piatto piano La vie en Rose  di Wald


 Aspettavo da qualche giorno di sapere il tema del nuovo contest di Rigoni di Asiago ma quando ho letto il titolo mi sono trovata completamente spiazzata, e chi ci aveva pensato ad un risotto con la confettura? Ho riflettuto un attimo e poi ho detto perché no? In effetti nelle confetture Fiordifrutta non ci sono neppure zuccheri aggiunti. Insomma, in dieci minuti la mia ricetta si faceva strada dentro di me e se penso al bosco non posso non pensare ai funghi e se penso alle confetture che meno mi sanno di dolce non posso che rispondere Rosa canina tant'è che una volta la misi in una torta di mele e mi sembrava di aver aggiunto del pomodoro.
Comunque sia ho pensato ad un semplice risotto bianco preparato con il buon riso Carnaroli Gli Aironi che ho gratinato in forno dopo averlo messo in forma e farcito con un delicatissimo pecorino tenero di casa Brunelli il Tuscolo e servito con fette di porcini spadellate con aglio e alloro e la confettura di rosa canina, un gran bel piatto che ha reso una cena speciale.
Con questo piatto voglio partecipare al contest ed ecco a voi la ricetta del mio
Risotto del bosco in forma

Ingredienti per 4 persone
Per il risotto:
350g di riso carnaroli
3 cucchiai d'olio extravergine d'oliva
1 scalogno
1/2 bicchiere di vino bianco
1 l di brodo vegetale
50 g di burro
4 cucchiai di grana grattugiato
4 fette di formaggio pecorino fresco
Per i funghi:
2 porcini freschi
3 cucchiai di olio
2 foglie di alloro
1 spicchio d'aglio
1 gambo di prezzemolo
vino bianco
Per completare:
confettura di rosa canina
4 foglie d'alloro
Tritare lo scalogno e imbiondirlo con l'olio, unire il riso e tostarlo, sfumare con il vino e poi aggiungere il brodo poco per volta, portando il riso a cottura. Mantecare con il burro e metà del grana. Riempire a metà un coppapasta di 12 cm di diametro con il risotto preparato, poggiarvi sopra una fetta di pecorino e riempire fino al bordo con il riso. Sfilare il coppapasta lasciando il riso in forma e procedere allo stesso modo per gli altri tre tortini. Spolverizzare la superficie con il grana restante e infornare a 190° per pochi minuti finché la superficie del riso risulterà appena dorata. Tagliare i porcini a fette e saltarli in padella con l'aglio, l'alloro e il gambo di prezzemolo tritato, sfumare con il vino, eliminare l'aglio e togliere dal fuoco. Scaldare appena la confettura per renderla più fluida.
Posizionare i tortini di riso al centro di ogni piatto completare con le fette di fungo, una foglia d'alloro e la confettura di rosa canina.
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