2008-10-31

Ovviamente dolcetto! E se il dolcetto è goloso come quello di cui vi parlo oggi ancora meglio.
Premetto che la ricetta l'ho adottata da un pò di tempo dalla Mercante di Spezie che ha sua volta l'ha attinta dal libro di Jennifer Joyce Small Bites e l'ha provata anche in versione ripiena. Piacciono da impazzire a tutti quelli che amano il cioccolato (forse bastava dire a tutti vero?) perchè sono veramente cioccolatosi e fondenti e così i biscotti fondenti al cioccolato a casa mia sono diventati semplicemente i
Biscotti di Lory.
Stavolta riconosco che sono venuti ancora meglio del solito, vuoi per il forno nuovo, vuoi perchè ho usato la Farina biscotto di Plurimix-point, una farina a basso W (poco tenace) ed a basso assorbimento di liquidi quindi adatta per i prodotti da forno che devono risultare friabili, vuoi perchè come aroma ho usato la Vaniglia Bourbon del Madagascar in polvere, sempre di Plurimix-point, buona come la stecca ma più pratica da usare.
Il risultato, insomma, mi ha così entusiasmato che ho deciso di parlarne...Certe meraviglie vanno condivise.
Biscotti di Lory
175 gr di cioccolato fondente spezzato
175 gr di farina di frumento 0 biscotto di Plurimix-point
1 cucchiaino di lievito in polvere
2 uova
150 gr di zucchero
60 gr di burro
Vaniglia Bourbon del Madagascar in polvere (1 cucchiaino da caffè)
125 gr di mandorle tritate
60 gr di zucchero a velo
Fondiamo il cioccolato e il burro a bagnomaria, lasciamo intiepidire.
Montiamo le uova con lo zucchero per circa 2 minuti, continuando a sbattere incorporiamo il cioccolato, la vaniglia, la miscela di farina e lievito, in ultimo le mandorle.
Copriamo la terrina elasciamola riposare in frigo per 30 minuti.
Preriscaldiamo il forno a 170°, foderiamo una teglia con carta da forno.
Formiamo con l'impasto tante palline e rotoliamole nello zucchero a velo.
Disponiamole sulla teglia e cuociamole per 12-15 minuti finchè l'esterno risulterà compatto e il centro ancora morbido.
Lasciamo raffreddare per 5 minuti e poi trasferiamo i biscotti su una gratella dove finiranno di asciugarsi.

2008-10-30

Pensavate che fossero finite le ricette con la zucca? No di certo! Anzi, credo di non conoscere un ortaggio più versatile della Cucurbita maxima. Di questo però siamo tutti consapevoli e, infatti, Soleluna ha deciso di organizzare una raccolta delle nostre ricette con la zucca.
Non potevo ovviamente mancare, partecipo quindi con un primo piatto goloso e consistente seppure dal gusto estremanete delicato
Rosette alla zucca e ricotta con pancetta affumicata

Ingredienti per 6-8 porzioni:
sfoglia per lasagne fresca
400 g di ricotta
1 uovo
1 Kg c.a. di zucca
Parmigiano Reggiano
700-800 ml di latte
50 g di farina
50 g di burro
100 g di pancetta affumicata a cubetti
sale pepe e noce moscata

Tagliamo la zucca a fette e disponiamola in una teglia, inforniamo finchè risulterà ben asciutta. Poi frulliamola con la ricotta, sale, pepe, noce moscata e parmigiano (4-5 cucchiaiate), uniamo l'uovo ed amalgamiamo bene.
Prepariamo un roux con burro e farina, uniamo il latte e lasciamo addensare la salsa besciamella.
Stendiamo il composto alla zucca sulle sfoglie per lasagne (che devono essere sottilissime). Arrotoliamo le sfoglie e tagliamole a trancetti che disporremo in teglia, su un letto di bescamella, a mò di rosette l'una accanto all'altra. Versiamo sulle rosette la restante besciamella, la pancetta e abbondante parmigiano ed inforniamo finchè risulteranno ben dorate.

2008-10-28

Il nome della ricetta di oggi vi farà forse sorridere ma a volte i piatti nascono così un po' per gioco e, forse, proprio questo è il bello della cucina.
La zuppa è un pò calabra per la presenza della piccantissima 'nduja e un pò messicana perchè a base di fagioli neri. Che poi in effetti c'è un trait d'union tra le due cucine: l'uso, a volte sconsiderato, del piccante.
E' una ricetta di semplice esecuzione ma prima di presentarla a tavola accertatevi che i vostri commensali amino le pietanze infuocate.
Ah! ho deciso di partecipare, con questa zuppa, alla raccolta Zuppe e Minestre promossa da
Cristina, per i dettagli vi rimando a lei
Ingredienti per 2:
1 tazza di fagioli neri messicani
1/2 cipolla rossa
1 rametto di rosmarino
2 cucchiai di salsa di pomodoro
due cucchiaiate circa di 'nduja
sale grosso di Cervia
olio extravergine d'oliva

Io preparo spesso le zuppe con la pentola a pressione per cui il procedimento rimanda all'utilizzo della detta. Tuttavia se avete intenzione di cuocerla in modo tradizionale aumentate il tempo di cottura procedendo allo stesso modo.
Poniamo a bagno i fagioli per una notte. Al momento di cuocerli laviamoli sotto l'acqua corrente e poniamoli nella pentola a pressione con una tazza di acqua e un cucchiaino di sale. Lasciamo cuocere per 10 minuti dal fischio. Poi apriamo la pentola e scoliamo i fagioli dall'acqua di cottura. Nella stessa pentola rosoliamo la cipolla con un filo d'olio, il rosmarino, la salda di pomodoro e la 'nduja, uniamo i fagioli ed un'altra tazza d'acqua. Copriamo la pentola e lasciamo cuocere per altri 10 minuti dal fischio. Alla fine regoliamo di sale e se occorre lasciamo restringere un po' il brodo.
Possiamo servire la zuppa con crostini di pane casereccio.

2008-10-27

Della pasta Mancini avevo già sentito parlare (riviste di settore in particolare), per le varietà di grano duro che vengono utilizzate per la sua produzione, per la trafila al bronzo e l'essiccazione lenta e a bassa temperature, ma stavolta quello che mi ha convinto all'acquisto è stato il nome del formato. Tuffoli mi era così simpatico che non ho potuto fare a meno di ordinarlo da Esperya immaginando di ricevere a casa chissà quale strana invenzione. Ho constatato che si trattava di un paccherone rigato spesso e resistente, come piace a me, così non ho potuto che immaginarlo ripieno. Per la farcia nulla di complicato solo della buona ricotta fresca, speck e noci. Una bella doratura in forno e poi una crema di panna e parmigiano per servirli.
Ingredienti:
15-16 Tuffoli Mancini
200 g c.a di ricotta vaccina fresca
80 g c.a. di speck
7-8 noci
1 tuorlo d'uovo
sale e pepe nero
Parmigiano Reggiano
Olio extravergine d'oliva
1 noce di burro
1,5 dl di panna fresca
Lessiamo la pasta al dente e intanto prepariamo la farcia. Frulliamo la ricotta con lo speck e le noci, uniamo il tuorlo e regoliamo di sale e pepe.
Farciamo col composto i Tuffoli e disponiamoli in verticale in una teglia unta d'olio. Cospargiamo di parmigiano e inforniamo per 10 minuti circa coprendo eventualmente la teglia con un foglio di alluminio per non farli diventare troppo croccanti. Intanto sciogliamo in un padellino il burro, uniamo la panna ed abbondante parmigiano (4 cucchiaiate almeno). Appena la crema si sarà addensata versiamola a specchio sul piatto ed adagiamo sopra i tuffoli caldi.

2008-10-24

Che dite iniziamo già a pensare a qualche regalino dolce per il prossimo Natale o sembra troppo presto?
In realtà un pò prestino è, ed in effetti questi tartufi li possiamo preparare senza ricorrenza, però li ho infiocchettati pensando di portarli alla raccolta This is a present for you di Bicece, che ci invitava a dare suggerimenti anche sulla possibile confezione del goloso pacchetto.
Questi tartufi li vedo proprio bene in un sacchetto trasparente legato con un bel fiocco rosso che fa tanto Natale. La ricetta non è altro che un'altra variante della base dei Tartufini magici rielaborata ancora una volta a modo mio.
Per 20 tartufi c.a.:
125 g di savoiardi
62 g di burro ammorbidito
40 g di zucchero semolato
1 tuorlo d'uovo
2 cucchiai di Rum scuro
20 nocciole tostate
50 g di cioccolato gianduia
50 g di cioccolato fondente al 70% di cacao
riso soffiato nocciolato
Passiamo i biscotti nel mixer riducendoli in polvere. Mettiamoli con lo zucchero in una ciotola, aggiungiamo il burro e lavoriamo con una forchetta (o con le mani) per ottenere un miscuglio omogeneo.
Incorporiamo il tuorlo d'uovo e il Rum.
Lasciamo riposare l'impasto in frigo poi formiamo delle palline collocando una nocciola al centro di ognuna. Fondiamo i due tipi di cioccolato e rivestiamone i tartufi che rotoleremo subito nel riso soffiato nocciolato in modo che se ne ricoprano integralmente.

2008-10-23

Ci sono dei libri dei quali ti innamori solo a guardare la copertina, altri che ti attraggono per il nome. Nel caso in questione per questo libro edito da Raetia la scintilla è scoccata per entrambi i motivi e l'innamoramento si è trasformato in amore quando ho avuto il volume tra le mani ed ho potuto ammirarne la curatissima grafica oltre che scoprire l'origine della celebre manifestazione da cui il libro prende il nome. Le foto sono a dir poco spettacolari e comprendono anche alcune immagini di panorami mozzafiato di quella regione che adoro e che va sotto il nome di Alto Adige. Perchè la Dispensa di Fiè si tiene ogni anno (da ben 31 anni) a Fiè lallo Sciliar (Bolzano) nel mese di ottobre, mentre io ne parlo infatti è in corso la trentunesima edizione.
Nel libro sono stati raccolti i capolavori culinari che ogni anno gli albergatori di Fiè propongono ai cultori della tavola tirolese che ivi si recano per gustarli.
Non potendo andare di persona (per quest'anno s'intende) a gustare la raffinata cucina di Fiè, ho portato a casa mia un pò di montagna preparando questo gustoso e delicato piatto dal nome bizzarro. Sembrerebbe anche in tema con la prossima celebrazione di Halloween, ve la propongo allora con doppio significato.
Nella ricetta originale è prevista la farina di segale (io avevo solo quella integrale di segale e quella ho usato) se la trovate raffinata però usate quella che a giudicare dalla loro foto i tortelli dovrebbero esser più bianchi.
Tortelloni della Strega
Per la sfoglia:
200 g di farina di frumento
150 g di farina di segale
50 g di semola di grano duro
1 pugno di passato di patate (una patata circa)
2 uova
1 cucchiaio di olio
sale
ev. acqua tiepida
Per il ripieno:
400 g di funghi di bosco misti
1/2 cipolla
1 spicchio d'aglio
1 cucchiao di burro
prezzemolo
sale e pepe
farina
1 tazza di brodo di carne
100 ml di vino bianco
Per condire:
parmigiano
burro
prezzemolo
Tritiamo l'aglio e la cipolla e soffriggiamoli nel burro per qualche minuto insieme ai funghi tagliati a fettine. Insaporiamo con sale e pepe, cospargiamo di farina, aggiungiamo il vino e poi il brodo. Lasciamo asciugare e poi tritiamo a mano.
Impastiamo le farine con la patata, le uova, l'olio, un pizzico di sale e, se occorre, dell'acqua tiepida. Lasciamo riposare l'impasto per 10 minuti, poi tiriamo la sfoglia e ricaviamone dei dischetti di 6-8 cm che farciremo con un cucchiaino di trito di funghi ciascuno. Sigilliamo bene i bordi. Lessiamo i tortelloni nell'acqua bollente. Condiamoli con burro noisette e parmigiano, guarniamo con prezzemolo e serviamo subito.

2008-10-22

Torno sul coniglio dato che, come sapete, amo le sue tenere carni. Dato che vi ho già dato un suggerimento circa l'utilizzo delle lombatine mi sembra il caso di parlare anche delle cosce che sono ottime semplicemente arrostite ma che si prestano a innumerevoli varianti. Poichè la senape ha per me sapore d'autunno (sarà il colore non so...) ho pensato, facendo mia una ricetta firmata Cucina Italiana, di abbinare il coniglio alla fantastica salsa che si ottiene dai semi di questa pianta.
Per due:
due cosce di coniglio
Senape di Digione
1 noce di burro
brodo si carne
latte
sale e pepe q.b.
Spalmiamo la carne, precedentemente lavata ed asciugata, con un sottile strato di senape e lasciamola marinare per circa quattro ore. Poi rosoliamola in una padella con il burro, bagnamola con il brodo caldo, uniamo un bicchiere di latte caldo e cuociamo a casseruola coperta per circa un'ora, aggiungendo brodo se occorre. Quando il sughetto si sarà rappreso serviamo la carne con il fondo di cottura accompagnando con un'insalata.

2008-10-21

Si si! Non avete capito male la Regina ha un aglio tutto speciale e se riflettete un poco capirete che per esser chiamato così deve avere qualcosa di speciale ed infatti la particolarità è che di aglio non si tratta. Si chiama così una speciale erba che cresce sulle Dolomiti a 2.200 m di altitudine.L'Aglio della Regina è un’agliacea aromatica di cui si raccolgono solo le inflorescenze che non hanno il sapore forte dell’aglio. Il gusto è decisamente delicato, ed il sapore richiama l’asparago e il muschio. Si abbina ai funghi, ai formaggi, ai salumi ma la sig.ra Eleonora, che lo produce, lo preferisce sulle patate lesse ed io ho voluto imitarla servendolo proprio con le patate al vapore per contorno a semplici gamberi grigliati, un filo d'olio e una spolverata di sale dolce di Cervia completano il semplice e gustoso piatto. Ovviamente l'Aglio della Regina lo potete trovare nella bottega Esperya, e dove se no?

2008-10-20

Cosa avete fatto nel fine settimana? Io tantissime cose, sono stata nei boschi per castagne, ho pulito casa, sono stata fuori con amici, ho preparato qualche dolcino ed ho impastato tanto...Si diciamo che tra venerdì, sabato e domenica Fernando mi ha beccato spesso con le mani in pasta. In effetti un motivo c'è. In settimana mi è arrivato un bell'ordine da Plurimix-point e, insieme a tante cosine simpatiche di cui avrò certamente modo di parlarvi in seguito, c'erano le loro farine biologiche. Pensate che, come mi spiegava la sig.ra Rosa Maria, loro di Plurimix per essere sicuri della qualità delle loro farine scelgono i grani direttamente dai produttori e poi producono e confezionano le farine loro stessi, una vera garanzia di qualità! Solo che poichè non tutte le farine sono uguali ho deciso di prendere confidenza con loro ed ho iniziato i miei esperimenti con la Manitoba utilizzandola per un impasto che conosco bene: la pizza. La manitoba è una farina "di forza", detta anche americana perchè prodotta con grano coltivato in Canada, da ottimi risultati in impasti a lunga lievitazione (brioches, panettoni, ciabatte) e come rinforzante di farine deboli per pizze ed altri impasti lievitati. Dopo due tentativi ho trovato la combinazione che cercavo e siccome non potevamo cenare per l'ennesima volta a pizza, ne ho fatto delle mini pizzette che abbiamo golosamente fatto fuori nel tardo pomeriggio di sabato, con un cocktel, guardando un film.
Per 12-14 pizzette:
75 g di Manitoba
175 g di farina di grano tenero 00
1 noce abbondante di lievito naturale o biga ottenuta a partire dal lievito di birra come spegavo qui
150 ml c.a. di acqua tiepida
1 cucchiaino di sale
1 puntina di zucchero
1 cucchiaio di olio
Per farcire:
passata di pomodoro
mozzarella
capperi
acciughe
prosciutto cotto
origano
olio extravergine d'oliva
Prepariamo l'impasto lavorando energicamente le farine con l'acqua, il lievito, l'olio, il sale e lo zucchero, lasciamola lievitare a lungo anche 3-4 ore in una ciotola coperta con un foglio di pellicola. Poi ricaniamone delle palline e disponiamole schiacciate a mò di pizzetta sulla teglia unta. Versiamo sopra ognuna la passata di pomodoro, un filo d'olio, la mozzarella e poi a scelta il prosciutto oppure i capperi e le acciughe. Inforniamo in forno caldissimo finchè le pizzette risulteranno dorate sopra e sotto. I gusti possono essere infiniti io ho preparato questi due semplicissimi ma non poniamo limiti alla fantasia.

2008-10-17

Torno sulla zucca con una ricetta che ho trovato su A Tavola di questo mese e che ho subito fatto mia proponendola ai miei amici in una recente cena dal sapore e dai colori autunnali.
Io l'ho servita in queste coppine Oriental Style con la pancetta croccante sopra, sulla rivista veniva messa in piccoli bicchierini con la pancetta croccante a fettine infilata a metà nella spuma, in un modo o nell'altro è deliziosa. Come consigliavano l'ho abbinata a fette di focaccia semplice tipo genovese, nel mio caso la focaccia soffice di cui già vi ho dato la ricetta.
Per la spuma:
400 g di zucca gialla (meglio mantovana)
60 g di porro
olio extravergine d'oliva
2 tuorli d'uovo
100 g di pancetta affumicata
sale e pepe q.b.

Rosoliamo dolcemente il porro tagliato a fettine con due cucchiai di olio, uniamo la zucca a dadini e lasciamo cuocere per 15 minuti circa. Consiglio di coprire la pentola senza aggiungere acqua perchè la zucca ne fa già da sè. Una volta cotta, regoliamo di sale e pepe e lasciamo intiepidire. Poi frulliamo con il frullatore ad immersione, uniamo i tuorli e cuociamo per 6 minuti a bagnomaria, finchè diventerà una crema spumosa. Versiamola nelle coppine, decoriamola con la pancetta rosolata in un padellino e cospargiamo di pepe nero.
3rd World Bread Day hosted by 1x umruehren bitte aka kochtopf
Arrivo in ritardissimo alla terza edizione della
giornata mondiale del pane, ma credetemi non me la sentivo proprio di mancare tanto più che, come ho già avuto modo di dire in più occasioni, mi piace fare il pane, affondare le mani negli impasti, sentire il profumo che si sprigiona dal pane in cottura.
Senza contare che quando litigo con Fernando o sono tesa per qualcos’altro impastare è un ottimo metodo per scaricare la tensione.

Ho deciso di partecipare con i Panini soffici alla ricotta di cui vi avevo già parlato e vi avevo dato pure la ricetta ma ho scelto di proporli per il World Day of Bread 2008 perchè sono stati i più amati del 2008, rifatti tantissime volte in più forme ed abbinamenti
INGREDIENTI
Le dosi sono per 24 panini mignon oppure 12 di forma un pò più grande
500 g di farina 00
2 cucchiaini di sale
1 cucchiaino di zucchero
3 cucchiai di olio extravergine d'oliva
15 g di lievito di birra fresco
200 ml di acqua tiepida
150 g di ricotta
1 uovo
Per completare:
1 uovo
2 cucchiai di latte
semi a piacere (papavero, sesamo, lino, girasole, etc.)
Disponiamo la farina a fontana, in un angoletto scaviamo una fossetta e versiamo il sale, al centro mettiamo lo zucchero, la ricotta, l'olio, il lievito sciolto nell'acqua e l'uovo appena sbattuto, amalgamiamo tutto con una forchetta poi impastiamo con le mani finché il composto si stacca formando una bella palla liscia. Poniamolo a lievitare in una ciotola posta in luogo asciutto coprendo con pellicola per un'ora, poi sgonfiamo l'impasto con le mani e formiamo delle palline che disporremo su una teglia coperta di carta da forno. Mescoliamo l'uovo con il latte e pennelliamo la superficie dei panini, cospargiamo con i semini e lasciamo lievitare ancora per tre quarti d'ora.
Cuociamo in forno caldissimo per circa 20 minuti, finché la superficie risulterà ben dorata.
Sono ottimi sia in abbinamento al dolce che al salato.

2008-10-15

E' una settimana all'insegna del dolce, quello di oggi è un dolce che sa di autunno (come poteva essere diversamente) , di cose buone e sane. E' un dolce ricco che può essere ulteriormente arricchito servendolo con una buona crema inglese.
La base è una brisée profumata e croccante in cui al posto dell'acqua ho usato il buon Moscato di Saracena avuto in dono dalla sig.ra Antonia dell'Azienda Diana, e per la farcia niente zucchero ma solo frutta e dell'ottimo Miele di Arancio Rapisarda, commercializzato da Esperya
Ingredienti per 5-6 crostatine
Per la Pasta brisée al Moscato:
225 g di farina 00
140 g di burro
1 pizzico di sale
1 cucchiaio di zucchero a velo
Moscato di Saracena q.b.
Per la farcia:
4-5 mele profumate
noci
Miele di Arancio Rapisarda
datteri
Prepariamo la base impastando velocemente burro, zucchero, sale e farina aiutandoci con qualche cucchiaiata di moscato, meglio freddo in modo da ottenere un impasto solido che si lavori facilmente. Lasciamolo riposare in frigo per circa mezz'ora poi stendiamolo con l'aiuto del matterello fino ad uno spessore di 5-6 mm e rivestiamo con la sfoglia ottenuta gli stampi da crostatina. Bucherelliamo la base e copriamola con fettine di mela, versiamo sopra ognuna un cucchiaino di miele, distribuendolo bene sulle mele, cospargiamo con noci e datteri ridotti a pezzetti. Formiamo sopra il ripieno la classica gratella da crostata ed inforniamo a 180° finché risulteranno ben dorate. Servite tiepide queste crostatine danno il meglio.

2008-10-13

Iniziamo la settimana in dolcezza. Perchè mai saranno magici questi tartufi, vi starete chiedendo? Nessun mistero vi assicuro è solo che per realizzarli ho utilizzato l'impasto di una delle Torte magiche, la Delizia alle noci di cui vi avevo già parlato, che per l'occasione è diventata alle mandorle e si è vestita di cioccolato bianco e cocco.
Ma eccovi la ricetta, da fare anche nei ritagli di tempo.
Per 20 tartufini c.a.:
125 g di savoiardi
62 g di burro ammorbidito
40 g di zucchero semolato
40 g di mandorle frantumate
1 tuorlo d'uovo
2 cucchiai di caffè molto forte
100 g di cioccolato bianco
farina di cocco
Passiamo i biscotti nel mixer riducendoli in polvere. Mettiamoli con lo zucchero in una ciotola, aggiungiamo il burro e lavoriamo con una forchetta (o con le mani) per ottenere un miscuglio omogeneo. Incorporiamo il tuorlo d'uovo, le mandorle e il caffè. Lasciamo riposare l'impasto in frigo poi formiamo delle palline che passeremo nel cioccolato fuso a bagnomaria e subito nella farina di cocco in modo che se ne ricoprano integralmente.

2008-10-09

Precisina, che è sempre tanto cara, aveva indetto un bel concorso sulla pizza, Pizza Gourmet appunto, solo che Cocò sbadata come solo lei può essere in questo periodo, ha lasciato passare il termine senza inviare alcuna ricetta. A concorso scaduto però voglio comunque dedicare a Precisina la mia pizza gourmet che ho creato ispirandomi alla ricetta di un primo piatto d'autore di cui vi ho già parlato qualche post fa. Ah! Di guanciale non ne avevo più ma la pancetta ci stava comunque da dio.
E poi mi sono accorta che dopo quasi due anni di blog non vi ho ancora lasciato la ricetta della mia pizza, mi sembra arrivato il momento di farvi partecipi di questo mistero.

Gli ingredienti sono per una pizza grande (per due) però una volta che uno la prepara moltiplica le dosi e chiama gli amici, non credete sia meglio che mangiarla da soli?
Per la base:
250 g di farina (mista tra 00 e manitoba)
125 -150 ml di acqua tiepida (non di rubinetto)
1 cucchiaino di sale
1 puntina di zucchero
1/8 di lievito di birra (circa 3-4 grammi)
1 cucchiaio di olio
Per il condimento alle cipolle:
2 cipolle di Tropea
1 cucchiaio di capperi
olive taggiasche
2 foglie di alloro
guanciale o pancetta
olio extravergine d'oliva
sale
scamorza
origano
Prepariamo l'impasto lavorando energicamente la farina con l'acqua nella quale avremo sciolto il lievito, l'olio, il sale e lo zucchero, lasciamola lievitare a lungo anche 3-4 ore in una ciotola coperta con un foglio di pellicola.
Intanto riduciamo le cipolle a fette e rosoliamole dolcemente in una padella con un filo d'olio e l'alloro, saliamo.
Stendiamo la pizza in teglia mezz'ora prima di cuocerla, distribuiamo sopra le cipolle cotte, le olive, i capperi, la pancetta a fettine sottili (che diventeranno croccanti in cottura), la scamorza e una spolverata di origano, inforniamo nel forno riscaldato alla massima potenza finchè risulterà dorata sopra e sotto. Va mangiata calda ed in compagnia mi raccomando.

2008-10-08

Il titolo della ricetta è complesso ma, vi assicuro, sta tutto lì perchè in effetti la preparazione non è poi così complessa. Mantengo la mia promessa di parlarvi di zucca e quale abbinamento migliore della salsiccia e dei funghi? Stavolta ho voluto esagerare ed accostarla ad una salsiccia insolita che non appartiene alla mia zona, dove le salsicce le facciamo con il peperoncino ed i semi di finocchio, ma che è altrettanto gustosa e forse più delicata. La Salsiccia di Suino al Chianti è Toscana come tradisce la presenza del vino utilizzato e la produce l'arcinota Macelleria Falorni, io l'ho avuta grazie ad Esperya ed è arrivata fresca ed integra come se l'avesse insaccata il macellaio qui all'angolo.
Ingredienti per 6:
Conchiglioni di pasta 150 g c.a.
4 Salsicce di Suino al Chianti
200 g c.a. di formaggio Asiago
1 Kg di zucca a pezzetti
450 g di misto funghi (anche surgelati se non li trovate freschi)
rosmarino
1 cipolla rossa di Tropea
olio extravergine d'oliva
600 ml di latte
50 g di burro
50 g di farina
noce moscata
1 spicchio d'aglio
sale e pepe nero di mulinello
parmigiano grattugiato
Prepariamo un trito di cipolla e rosmarino poi soffriggiamolo in un velo d'olio, uniamo la salsiccia granata e lasciamola rosolare un pò. Uniamo la zucca, copriamo il recipiente e lasciamola cuocere per 15-20 minuti, finchè toccandola con la forchettà diventerà una poltiglia. Regoliamo di sale e pepe. Prepariamo la besciamella: tostiamo farina e burro uniamo il latte e lasciamo addensare, un pizzico di sale e noce moscata. Saltiamo i funghi ridotti a fettine in una padella con altro olio e aglio, sale e pepe.
Lessiamo i conchiglioni al dente e poi scoliamoli e passiamoli sotto l'acqua fredda per bloccare la cottura, separiamoli per evitare che si attacchino tra di loro e farciamoli uno ad uno con il composto di zucca cui avremo aggiunto l'Asiago sminuzzato.
Sul fondo di una capace teglia, che possa contenere i conchiglioni in un solo strato, versiamo 1/3 della besciamella, adagiamo sopra i conchiglioni, distribuiamo sugli stessi la restante besciamella, i funghi e il parmigiano. Inforniamo finché risulteranno ben dorati.

2008-10-06


Ho iniziato a scrivere questo diario virtuale anche per mettere fine alla miriade di foglietti con ricette volanti sparse tra mille quaderni e raccoglitori, è successo però che a quasi due anni dall'inizio di quest'avventura, i foglietti non sono spariti ma si sono moltiplicati.
E' difficile ricordare a mente anche le ricette più collaudate, perchè a volte passa tempo tra una preparazione e l'altra, d'altro canto non sempre si può avere il computer a portata di mano, allora le dosi o il procedimento scarabocchiati da qualche parte tornano sempre utili.
Ammetto però di esermi evoluta e di avere colto al volo l'occasione del fine settimana piovoso, per trascrivere il contenuto dei miei foglietti volanti sul mio nuovo taccuino Memoniae di Quo Vadis, La mia cucina, con la copertina di un bell'arancio acceso che si intona molto con le piastrelle della mia nocva cucina, un vero gioiellino che è diventato già il mio amico inseparabile. Sto già pensando di prendere anche i miei Fine Settimana, i miei Viaggi etc., ma intanto mentre trascrivevo la ricetta della crostata la voglia di prepararla si è impossessata di me e per sfizio l'ho preparata in piccolissime formine, con confettura di uva spina decorando la superficie con una bella mandorla pelata e dello zucchero a velo. Buon inizio settimana a tutti!

2008-10-03

L'autunno è arrivato e da oggi voglio iniziare a postare qualche ricetta dedicata al colore arancio che più amo di questa stagione: la zucca.
Se cercate nel mio archivio troverete gnocchi, lasagne, zuppe 1 2 3, soufflè e spiedini a dimostrazione che trattasi di vero amore. Non poteva mancare un goloso stuzzichino, diciamo anche un antipastino di facile esecuzione e di sicuro risultato.
Sigaroni di fillo con zucca e paprika
Ingredienti:
1 confezione di pasta fillo
1 grossa fetta di zucca
100 g di crescenza
olio extravergine d'oliva
paprika
1 spicchio d'aglio
sale e pepe
Fior di sale al coriandolo
Tagliamo la zucca a fettine e sistemiamola in una teglia che passeremo in fornofinchè la zucca risulterà ben disidratata. Una volta compiuta questa operazione raccogliamo la polpa della zucca e saltiamola in padella con un filo d'olio e l'aglio, regoliamo di sale e pepe ed aggiungiamo la paprika (un cucchiaio circa). Amalgamiamo al composto anche la crescenza. Spennelliamo un foglio di fillo con dell'olio stendiamo su un lato una striscia di farcia, ripieghiamo sul ripieno i bordini esterni e poi arrotoliamo tutto il foglio di pasta attorno al ripieno. Procediamo così fino ad esaurimento degli ingredienti. Alla fine spennelliamo i sigari ottenuti con altro olio e cospargiamoli con il Fior di sale. Inforniamo finché risulteranno dorati e croccanti.

2008-10-02

La mia grande piassione per i formaggi mi porta a ricercarne sempre di nuovi. Consistenza, stagionatuura, odore, forma ed anche il nome catturano di volta in volta la mia attenzione. Strachitunt è un nome abbastanza particolare tanto che quando l'ho visto in Esperya non ho potuto fare altro che ordinarlo. Appartiene ovviamente, come la radice del nome suggerisce, alla famiglia degli "stracchini" così chiamati perchè prodotti con il latte di vacche stanche, "strache" in bergamasco, perchè di ritorno dai pascoli di alta quota. Il "tunt" invece sta ad indicare la forma cilindrica di questo formaggio.Il gusto deciso ha note forti di sottobosco che ho visto ben abbinate alla frutta secca ed in tal caso le noci, ancora profumate di bosco, che adoro.
Da qui alla gustosa teglia di lasagne che vedete in foto il passo è stato breve.
Ingredienti per 4:
300 g c.a. di Strachitunt Taddei
Sfoglie fresche per lasagne
500 ml c.a. di latte
40 g di burro
40 g di farina
sale e pepe
noce moscata
Parmigiano Reggiano grattugiato
8 noci
Prepariamo la besciamella: tostiamo la farina nel burro sciolto, aggiungiamo il latte, un pizzico di sale, una macinata di pepe e una grattugiata di noce moscata e lasciamo addensare. Se la besciamella dovesse risultare troppo densa la allunghiamo con un pò di latte di modo che la sfoglia cuocia poi lentamente in forno. Aggiungiamo alla besciamella, il formaggio tagliato a piccoli pezzetti e componiamo la lasagne sovrapponendo le sfoglie coperte di besciamella arricchita, noci spezzettate e parmigiano grattugiato. In tutto formeremo quattro strati chiudendo con il condimento. Inforniamo a 200° per circa mezz'ora, fino a quando la lasagne risulterà ben dorata.
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