2008-05-29

Strano perchè ha la forma di un mini-babà invece che di un muffin? O piuttosto strano perchè ho utilizzato lo strano nell'impasto?
Molti non avranno ancora capito di cosa sto parlando, altri invece (i piemontesi della zona di Bra sicuramente) avranno capito il gioco di parole perchè per loro strano non è solo un aggettivo per definire qualcosa di diverso dall'usuale ma è anche il nome che hanno scelto per un formaggio dalla forma a pagnottella, un formaggio dall'aspetto "strano" appunto, prodotto dal Caseificio Persia con latte crudo di mucca, che ho avuto la fortuna di conoscere grazie ad Esperya. Ha il profumo di fieno fresco, un sapore compatto, pastoso, con delicati aromi di yogurt, dolce ed equilibrato che ho accostato proprio allo yogurt nella preparazione di questi golosi muffin a cui ho voluto, per gioco, conferire la strana forma a funghetto tipica del babà.
Proprio qualche giorno fa parlavamo con Anti dei cakes salati allo yogurt, ha provato la ricetta della sette vasetti versione salato e riferiva di averla trovata più leggera dei soliti cake, le ho promesso una ricetta ancora più leggera che ho personalizzato con Lo strano ma che nella versione originale prevedeva del semplice grana grattugiato. Fate voi, le varianti comunque sono sempre ben accette.
Ingredienti per 10 piccoli muffin
120 g di farina 00
2 cucchiaini di lievito per torte salate
70 g di Strano (o altro formaggio grattugiato)
1 uovo
125 g di yogurt
1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva
timo e sale
Sbattiamo l'uovo con lo yogurt, uniamo l'olio, le foglioline di timo tritate e poi versiamo il composto liquido sulla farina setacciata con il lievito, e un pizzico di sale. Amalgamiamo per bene ed uniamo il formaggio, che ho grattugiato grossolanamente con la mandolina. Versiamo negli stampini da muffin (io ho usato le formine per mini-babà in silicone di Silikomart) ed inforniamo in forno ben caldo per 20 minuti circa, poi sformiamo con delicatezza dagli stampini.

2008-05-27

Da giorni ho sulla scrivania un libro di cui voglio parlarvi si chiama Caffè in Cucina di Debora Bionda e Carlo Vischi, edito da Gribaudo nella collana Il Gusto in partnership con Lavazza. Una vera è propria celebrazione del caffè realizzata con la collaborazione di 24 Grandi Chef dai nomi altisonanti come Igres Corelli, Davide Scabin o Antonio Cannavacciulo, per dirne soltanto alcuni.
Da giorni lo sfoglio, soffermandomi sulle meravigliose immagini cercando, tra le 48 ricette d'autore contenute, una da preparare.
Piatti insoliti e ricercati come il Croccantino al foie gras con gel di caffè di Massimo Bottura o Il cubo tonnato di Nicola Batavia o ancora le Tagliatelle ai frutti di mare croccanti con marmellata al caffè.
Ma la realtà è che non mi sento all'altezza di nessuno di questi piatti e per alcuni di loro non so neppure dove reperire gli ingredienti giusti e poi penso al confronto, non posso riprodurre una ricetta magistralmente creata ed eseguita da Enrico Crippa, piuttosto che da Valeria Puccini, senza impallidire all'idea del confronto che potreste fare, non dico con il gusto, ma già solo con la foto originale.
Così alla fine decido si di parlarvi del libro - meraviglioso, di quelli da comprare, leggere, sfogliare, custodire gelosamente e riprendere in mano di tanto in tanto con nuova sorpresa - ma di farlo preparando una delle pochissime ricette senza foto, come il Soufflè al caffè di Marco Bistarelli che io ho immaginato e realizzato così
Ingredienti per 4 (ma anche 8 se usate le tazzine piccole):
Per la crema al caffè:
1 dl di caffè
1,5 dl di latte
40 g di tuorli
70 g di zucchero
40 g di farina
Per la meringa:
100 g di albumi
100 g di zucchero
Bisogna preparare la crema al caffè portando a bollore latte e caffè (preparato con la moka) versarlo sui tuorli sbattuti con zucchero e farina e lasciarla addensare a fuoco dolce. Una volta fredda la crema va mescolata delicatamente alla meringa ottenuta montando gli albumi allo zucchero. Suddividere il composto nelle tazziene imburrate e cuocerlo in forno a 180° per 7 minuti. Va servito caldo.

Adesso mi sento più rilassata e forse sono pronta per passare a rielaborare a modo mio qualcuna delle ricette presentate, perchè proprio i Tagliolini al caffè con petto e fegato d'anatra e fave mi stuzzicano parecchio e non vedo l'ora di cimentarmi nella loro realizzazione magari rinunciando ad accompagnarli al petto e al fegato d'anatra come lo chef Martin Dalsass vorrebbe.

2008-05-26

Dopo il fine settimana, in cui mi sono per bene rigenerata, torno con una ricetta leggera di pesce, una preparazione con la quale voglio dimostrarvi che con un pò di cura si può ottenere un piatto prelibato e gustoso a grassi zero.
Sicuramente qualcuno non mi riconoscerà, io che non lesino sull'utilizzo del burro, io che preparo dolci goduriosi vi vengo a parlare di cucina light? No, in effetti non vi voglio parlare di questo ma del fatto che quando si hanno a disposizione prodotti di ottima qualità non si ha bisogno di cotture prolungate ed elaborate per esaltarne il gusto.
Ho preso un pò dai grandi per elaborare questo piatto, l'idea delle tre qualità di riso è dello chef Paolo Teverini, l'olio alla menta l'ho copiato (a modo mio in effetti) al bravissimo Antonio Strammiello, mentre il Fior di Sale Mediterraneo al Limone di Montalbano, che insieme alla menta conferisce freschezza al piatto, non potevo che trovarlo su Esperya. Insomma un bel piatto da ripetere variando la composizione a seconda del momento e dei prodotti disponibili.

Ingredienti per due piatti:
60 g di riso rosso integrale
60 g di riso nero Venere
60 g di riso bianco Basmati
1 zucchina verde
3 piccoli pesci da grigliare (tipo pagello o pagro)
3 rametti di menta freschissima
olio extravergine d'oliva
Fior di Sale Mediterraneo al Limone di Montalbano

Per prima cosa prepariamoci l'olio di menta: sbollentiamo le foglie di due rametti di menta per pochissimi minuti, poi tuffiamole in acqua ghiacciate per raffreddarle senza che perdano il colore. Frulliamole, successivamente, con olio freddo di frigorifero ed otterremo un olio verde e profumatissimo.
Lessiamo i tre tipi di riso, separatamente, in acqua salata e suddividiamoli in sei formine monoporzione.
Ricaviamo dai pesci sei filetti e dalla zucchina delle rondelle o delle mezzelune da mezzo centimetro ciascuna. Grigliamo le zucchine sulla piastra e condiamole poi con un filo d'olio, foglie di menta sminuzzate e un pizzico di fior di sale. Grigliamo anche i filetti, pochissimo tempo per parte, e passiamo alla composizione del piatto. Rovesciamo in ciascun piatto tre formine di riso, una per tipo, disponiamo sopra ognuna una o due fettine di zucchina, un filetto di pesce condito con un pizzico di fior di sale ed irroriamo con l'olio di menta . Resterete sorpresi dal gusto.
Se la composizione vi scoraggia potete mescolare i tre tipi di riso (dopo cotti), unire le zucchine ed i pesci grigliati (o volendo del petto di pollo grigliato) e condire con l'olio di menta e il fior di sale, ne verrà un'ottima ed originale insalata di riso.

2008-05-23

Quando mi prende la voglia di pesce sicuramente è di carpaccio, lo adoro qualunque sia la varietà dei pesci utilizzati, così l'altra mattina sono partita alla volta della pescheria armata della speranza di trovare lo spada o il salmone. Giunta lì ho scoperto che per un salmone ci voleva il giorno dopo, però c'era un tonnetto (quasi intero) che mi strizzava l'occhio dal banco. Ho chiesto al pescivendolo e mi ha detto che si, era proprio una palamita pescata, il giorno prima nelle acque del nostro mare ed allora mi sono fatta tagliare i filettini della coda per ricavarne l'agognato carpaccio. Ora dovete sapere che a me il pesce mi paice crudo ma non completamente nel senso che lo lascio marinare qualche ora con il condimento dopo averlo tagliato sottile, quindi diventa un carpaccio marinato.
Stavolta non avevo pompelmo o arancia che con le carni del tonno sta divinamente ed ho usato il solo limone ma il risultato è stato comunque gradevole. L'ho accostato a dei piselli freschi lessati e conditi come un'insalatina.
Per due porzioni:
200 g di pesce
2 limoni
olio extravergine d'oliva
erba cipollina
piselli
sale
fior di sale al coriandolo
misto di pepe (bianco-verde)
Prima di affettare i filetti di pesce consiglio di lasciarli in freezer per circa mezz'ora a rassodare, poi con un coltello affilato procedete in senso obliquo in modo da rompere la fibra e rendere il pesce più tenero.
Disponetelo disteso in un contenitore irroratelo con il succo di limone mescolato a pari quantità di olio , sale e pepe macinato, procedete così a file fino ad esaurimento. Poi coprite e lasciate in frigo qualche ora. Lessate i piselli e raffreddateli subito in acqua fredda affinché non perdano colore. Conditeli con poco sale, erba cipollina tagliuzzata e olio. Al momento di servire disponete il pesce al centro dei piatti, sistemate sopra i piselli, irrorate ancora con un filo d'olio e cospargete di fior di sale al coriandolo (o al limone o semplice in mancanza).

2008-05-22

In altra occasione vi avevo parlato della norma rivisitata che mi ha insegnato mia madre, come vi dicevo, il piatto in sè mi garba parecchio per cui nella mia testolina ho iniziato a lavorarci sopra per rielaborarlo a modo mio e ne ho ricavato dei ravioli.
Un piatto che si fa ricordare perchè molto gustoso e comunque insolito al punto giusto. Mi direte perchè i ravioli? Il motivo è che adoro farli e più sono diversi, più mi danno soddisfazione, che poi in effetti un buon raviolo condito anche in modo semplice ha sempre l'aria di un piatto ricercato, quindi meglio di così...
INGREDIENTI per 6 porzioni
Per la sfoglia:
400 g di farina 00
4 uova
2 bustine di zafferano
1 cucchiao di olio extravergine d'oliva
Per il ripieno:
2 melanzane
400 g di ricotta di pecora fresca
4 cucchiai di parmigiano
1 uovo
basilico
olio extravergine d'oliva
sale e pepe q.b.
Per il condimento:
1 cipollotto
3 cucchiai di pinoli
3 cucchiai di uvetta sultanina
1 bustina di zafferano
olio extravergine d'oliva
sale e pepe q.b.
parmigiano o ragusano per completare

Prepariamo la sfoglia impastando la farina con le uova e lo zafferano sciolto in pochissima acqua, uniamo l'olio e, se l'impasto ci sembra duretto, ancora un poco d'acqua. Sbucciamo le melanzane, lasciando qua e la un pò di buccia, tagliamole a piccoli dadini, saltiamole in padella con olio, saliamo, pepiamo. A fine cottura uniamo il basilico sminuzzato, schiacciamo con la forchetta, uniamo la ricotta, il parmigiano e l'uovo, amalgamando bene. Stendiamo la sfoglia sottile disponiamo sopra essa a mucchietti il ripieno e copriamo con altra sfoglia ricavando i nostri ravioli. In un pò d'olio, lasciamo appassire il cipollotto tritato finemente, uniamo lo zafferano sciolto, l'uvetta ammollata ed i pinoli tostati, lasciamo insaporire, regoliamo di sale e pepe. Lessiamo i ravioli preparati e condiamoli con la salsina preparata servendoli caldi con una spolverata di parmigiano o di Cosacavaddu ragusano.

2008-05-20

Capita anche a me di non avere troppa voglia o tempo di cucinare, magari una domenica sera quando ho trascorso il pomeriggio fuori e torno a casa con quella fame da post passeggiata che non mi consente di sprecare troppo tempo ai fornelli. In quei casi là tiro fuori la tostiera e penso ad un appetitoso tost, bè magari non il classico prosciutto e formaggio ma un vero tost d'autore come quelli di Philippe Conticini, semplici da preparare ma estremamente originali.
Li trovate raccolti nel libro Tost dalla Francia con amore! edito da Bibliotheca Culinaria nella collana Piccole Golosità e corredato dalle invitanti foto di Richard Boutin. In esso trovano posto ricette di tost salati o dolci accomunati dalla golosità e dall'amore che l'autore ha messo nel crearle. Lo stesso afferma nella nota iniziale del libro "Ciascuno di noi, professionista o dilettante, può mettere a punto una ricetta con un pò d'audacia e di tenacia ma l'idea, quella, viene dal più profondo del nostro essere. Dalle nostre conoscenze, certamente, ma soprattutto dalla nostra intuizione, dalla nostra sensibilità, dalle nostre emozioni". La sua idea del libro, come spiega dopo, è venuta fuori da un tost "una bomba atomica di piacere" che la moglie aveva preparato per lui, da allora ha deciso di dedicarsi ai tost ed ha elaborato tantissime ricette tra cui ha scelto quelle che compongono il libro.
Sono tutte da provare e per iniziare ho scelto quella del
Tost'membert... campagnolo
Per due tost:
4 fette di pan carrè integrale
2 cucchiaini di burro ammorbidito e 2 pizzichini di fior di sale
4 fette sottili di pomodoro
6 rondelle sottilissime di cipolla rossa
6 fette di Camembert
2 cetriolini tagliati a lamelle
12 mezze arachidi non salate
Come vedete la precisione nelle dosi è quasi maniacale
Imburrate una faccia soltato delle fette di pane, cospargetele di fior di sale e giratele. Posate sul pane (dalla parte non imburrata quindi) 2 fette di pomodoro, 3 rondelle di cipolla, 3 fette di fomaggio, metà dei cetriolini e delle arachidi. Coprite con l'altra fetta di pane lasciando sempre all'esterno la parte imburrata. procedete così per l'altro tost, poi cuoceteli nella tostiera finché non risulteranno ben dorati.
Gustateli caldi, in solitudine o in compagnia, magari davanti ad un buon film o al vostro programma preferito.

2008-05-19

Tutto è iniziato sul blog di Sandra che ci ha parlato della sua colazione, o meglio delle sue colazioni, dal momento che afferma di non averne una standard. Ci ha chiesto poi di parlare della nostra e mi trovo costretta a fare mia la sua affermazione dal momento che anch'io non sopporto di magiare a colazione sempre la stessa cosa.
Riguardando il blog mi sono accorta che vi ho già parlato di una mia colazione domenicale a base di pane di castagne, o di una mia colazione americana con pancake, o ancora della mia colazione di compleanno con una mini-tortina tutta per me.
Quel che è certo che si tratta di occasioni speciali perchè, normalmente, al mattino si va molto di corsa ed allora oltre al mio yogurt con probiotici, una tazza di thè o di latte e caffè, con due fette biscottate iposodiche e formaggino o marmellata non vado.
Però quando è festa approfitto come Sandra della ricchezza del frigo e non mi dispiace affatto iniziare la giornata con una deliziosa fetta di torta preparata con le mie manine.
Ecco allora la mia colazione paradisiaca di ieri:
Yogurt, Thè ed una fetta di Torta Paradiso, farcita con una crema golosissima preparata semplicemente amalgamando nutella e panna montata in parti uguali. Per questa trasgressione ho rischiato di finire in Paradiso, niente male no?

Aggiungo anche la foto della torta intera perchè ho usato uno stampo Silikomart a forma di girasole ed il risultato mi è sembrato meraviglioso.

2008-05-16

Che sia una ricetta di Cucina Italiana vi convincerà senza dubbio a provarla dacchè concorderete con me circa l'autorevolezza della fonte, tuttavia se ciò non dovesse bastarvi vi dico provatela sul serio perchè si tratta di una ricetta meravigliosa.
L'ho fatta tal quale al ricettario ma sto già pensando di applicere il principio base alle varianti che la mia fantasia verrà a suggerirmi. E' un bel secondo di pesce, un pò insolito direi e certamente ricco e completo.
Non servitelo bollente ma tiepido, proprio come fosse una parmigiana.

INGREDIENTI
pomodori circa 1 kg
clio extravergine d'oliva
cipolla
timo
menta
maggiorana
basilico
zucchine circa 1/2 kg
farina
tonno fresco affettato sottilmente circa 1/2 Kg
pancarrè
sale e pepe q.b.

Prepariamo un sughetto col pomodoro fresco, l'olio e la cipolla finemente tritata, profumiamolo con timo, menta e maggiorana (meglio freschi), saliamo, pepiamo e lasciamo cuocere, alla fine passiamo la salsa al passaverdure per renderla omogenea.
Affettiamo le zucchine per lungo e, dopo averle passate nella farina, friggiamole in olio bollente. Sgoccioliamo e saliamo. In una pirofila versiamo un cucchiaio di salsa e rivestiamola con parte delle zucchine fritte, disponiamo sopra il pomodoro e poi le fette di tonno, sale, pepe e ancora pomodoro, foglie di basilico spezzettate e poi zucchine, facciamo un altro strato o più se avanzano gli ingredienti e completiamo con le zucchine raccogliendo verso l'interno quelle debordanti. Tritiamo il pancarrè con altre erbette (timo, magiorana e menta), sale e pepe, spolverizziamo il pasticcio con la panure ottenuta, irroriamolo con un filo d'olio d'oliva e passiamolo a gratinare in forno caldissimo per circa 15 minuti.
Un piatto estivo che vedrei bene anche ad un déjeuner sur l'herbe.

2008-05-15

Oh! Finalmente anch'io ho preparato un biscottino salutare tutto fibre e cereali di quelli che piacerebbero ai più incalliti dietisti, mi chiederete come mi sarà venuta in mente una roba del genere e vi risponderò che infatti non li ho preparati per me ma su richiesta di mio padre. Comunque la cosa bella è che mi sono accorta che hanno un gusto delizioso, sono veramente golosi, ideali a colazione o come spezza-fame a metà mattina.
Naturalmente per avere una ricetta più light di questi conosciutissimi biscotti non potevo che rivolgermi alla Lu. Mia sorella infatti ha la capacità di alleggerire tutte le preparazioni dolci, se in una ricetta ci sta il burro lei lo sostituisce con l'olio e se non può cambia ricetta. Tutto il contrario di me.
Insomma queste sono le sue rose del deserto che io ho arricchito con prugne secche tagliate a pezzettini, ma che si possono fare con uvetta sultanina, cioccolato, albicocche secche etc.etc. a vostro piacimento.
Ingredienti per 14-15 biscotti
150 g di farina 00
1/2 cucchiaino di lievito per dolci
40 g di burro
40 g di olio extravergine d'oliva
100 g di zucchero
1 uovo
1 tazzona di corn-flakes
10-12 prugne secche denocciolate.
Sciogliamo il burro, uniamolo all'olio e poi alla farina setacciata con il lievito, aggiungiamo lo zucchero e l'uovo impastando velocemente con le mani. Amalgamiamo le prugne tagliuzzate e poi, prendendo un pò alla volta il composto (come per fare delle polpettine) rotoliamolo nei corn-flakes facendoli aderire bene. Se il composto risultasse un pò molle non aggiungiamo farina ma aiutiamoci con un cucchiaio per porzionarlo. Posizioniamo i biscotti in teglia e cuociamo a 200° finchè avranno preso un bel colore dorato. Biscotti da fare velocemente anche la mattina stessa per mangiarli a colazione.

2008-05-14


L'ultima domenica di maggio (il 25) si sa ormai che è dedicata a Cantine Aperte, un evento, che si svolge in tutta Italia e che vede protagonista il vino, la sua gente e i suoi territori. Da ben 16 anni, in questo preciso giorno le cantine socie del Movimento Turismo del Vino aprono le proprie porte al pubblico, favorendo un contatto diretto con gli appassionati del vino.
In occasione dell'evento, come di consueto, anche l'Azienda Ippolito aprirà le porte ai visitatori e quest'anno, per dar maggiore enfasi all’evento, ha pensato di convogliare non solo gli eno-appassionati, ma tutti i fan delle due ruote, ospitando presso la loro cantina un raduno delle mitiche Vespe.
Sarà inoltre un’occasione per promuovere non solo il vino, a cui l’evento è dedicato, ma anche l'attività di piccole e medie aziende di Calabria che esporranno e faranno degustare le proprie specialità culinarie, poiché un grande vino per essere meglio apprezzato va abbinato alla migliore cucina del territorio, come pensano alle Cantine Ippolito.

Il programma, assolutamente invitante, della giornata è questo:
· Ore 11,30 incontro in cantina con tutte le Vespe;
· A seguire corteo per un percorso di circa 6 km passando per il centro del paese fino alla tenuta Mancuso (circa 60 ettari di vigneti sulle colline nella zona classica del Cirò);
· All'arrivo aperitivo in vigna e passeggiata tra i filari;
· Rientro in azienda verso le ore 13:00 per degustazione dei vini e di prodotti tipici presentati direttamente da numerosi produttori della zona e ristoratori;
· A seguire, inaugurazione della “Wine Gallery”, un nuovo ed elegante spazio aziendale dedicato ai piaceri dei sensi.
· E per concludere musica dal vivo con la band tutta al femminile "Le rivoltelle".
Durante la manifestazione, i partecipanti saranno invitati a contribuire con la quota di € 5,00 alla costituzione di un fondo di beneficienza per l'iniziativa "Wine for Live" promossa dalla comunità di Sant'Egidio. I sostenitori del progetto saranno omaggiati di un bicchiere da degustazione, un porta bicchiere a tracolla e un ricordo della giornata.

Insomma le premesse per trascorrere una lieta ed insolita giornata all'insegna del buon bere e mangiare all'aria aperta ci sono tutte.
Se qualcuno volesse partecipare può confermare la propria adesione, con qualche giorno di anticipo possibilmente, contattando me - che sarò lieta di fare da tramite - o direttamente l'Azienda.

Cantine Vincenzo Ippolito
Via Tirone, 118
88811 Ciro' Marina (KR) - ITALY
T: +39.0962.31106 F: +39.0962.31107

2008-05-13

Maggio si sa è il mese delle rose e, come ho avuto modo di dirvi già in altre occasioni, essendo per me questo un periodo di particolare interesse verso fiori ed erbe edibili, non potevo non sperimentare il risotto alle rose. In effetti avevo da utilizzare una confezione del mio riso preferito, il Vialone Nano Pestelli Gazzani, proveniente dalla Bottega Esperya, che a differenza dei risi parboleid è sicuramente più scuro e meno lucido perchè è lavorato tradizionalmente a pestelli e rimane quindi un pò più integro, per la cottura richiede un paio di minuti in più, ma il gusto - oltre che l'aspetto - del risotto che velo dico a fare, nulla a che vedere col riso della grande distribuzione.
Insomma per farla breve e ritornando alle rose pensavo da un poco di friggerne i petali però ero pure curiosa di sentire che gusto avessero i fiori in una preparazione salata, che magari a gelatine dolci siamo più abituati, e quindi ho pensato di aggiungere i petali ad un semplice risotto da decorare poi con altri petali pastellati e fritti a cui ho unito delle foglie di salvia giusto per avere quell'aroma in più.
E' una preparazione molto delicata che ha incontrato il mio gusto e che riproporrò senza alcun dubbio, attenzione a chi viene invitato a pranzo da me se non ha voglia di cose strane è pregato di astenersi in questo periodo.
Ingredienti per due porzioni
Per il risotto:
2 tazzine di Riso Vialone Nano Pestelli Gazzani
1/4 di cipolla
30 g di burro
1 cucchiai di olio extravergine d'oliva
2 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato
1 rosa non trattata
brodo vegetale
sale e pepe
Per il fritto:
petali di rosa
foglie di salvia
farina di riso
farina di frumento 00
acqua frizzante
acqua tonica
sale dolce di Cervia
olio extravergine d'oliva
Tostiamo il riso senza condimento poi aggiungiamo metà del burro e l'olio, amalgamiamo bene e copriamo col brodo bollente, portiamo a cottura aggiungendo brodo secondo la necessità, alla fine aggiustiamo di sale e pepe, mantechiamo con il burro restante e il parmigiano ed aggiungiamo i petali della rosa privati dell'attaccatura bianca (più amara) e tagliati a listarelle. Versiamo nei contenitori monoporzioni di alluminio e lasciamo riposare qualche istante prima di servire.
Mentre il riso cuoce prepariamo una pastella liquida (ma non eccessivamente) con le due farine, un pò d'acqua e l'acqua tonica ghiacciata e ben fredda, passiamo nella pastella i petali di rosa e le foglie di salvia e friggiamoli in olio bollente, facendo attenzione a che non brucino perchè cuociono molto in fretta. Al momento di servire rovesciamo il riso nel piatto e decoriamo con i petali e le foglie fritti. Serviamo subito.
Per chi si sta chiedendo come mai utilizzo l'acqua tonica e fredda il perchè sta nel risultato il fritto viene croccantissimo perchè è l'acqua più frizzante in commercio, per chi non trovasse la farina di riso può aggiungere un pò di amido alla farina normale, il risultato sarà comunque gratificante, con questo sistema friggo anche altri vegetali e sono deliziosi.

2008-05-12

Ieri andavo veramente di corsa, che ho passato una splendida (nonostante il clima grigio) giornata al mare con gli amici, ma siccome mantengo sempre le promesse ecco qui la ricetta del cupolone preparato per la mamma. In effetti non è niente di complicato questo dolce, anzi forse è uno dei più semplici in assoluto, solo che con la foto di ieri ho voluto dimostrare che anche il più elementare dei dolci può diventare particolare se ha una decorazione adeguata all'occasione.
A volte mi succede di impegnarmi troppo nella preparazione del dolce e di non avere poi tempo per la decorazione, stavolta invece ho fatto il contrario.
Questo dolce ce lo preparava spesso la mamma quando eravamo piccole ed è per questo che io ho voluto farlo per lei.
INGREDIENTI
Per il pan di spagna:
4 uova grandi
150 g di zucchero
150 g di farina
aroma vaniglia
Per la crema pasticcera:
4 tuorli
500 ml di latte intero
2 cucchiai di farina
2 cucchiai di maizena
8 cucchai di zucchero
1 pezzo di vaniglia
Per la bagna:
Alkermes
Caffè
Per decorare:
panna
zucchero a velo
pasta di zucchero
coloranti alimentari
Prepariamo il pan di spagna montando a lungo le uova con lo zucchero ed unendo a mano la farina e la vaniglia, cuociamo in forno a 180-200° finché sarà dorato ed asciutto. Lasciamo raffreddare su una gratella.
Per la crema scaldiamo il latte con la vaniglia aperta per lungo. Sbattiamo i tuorli con lo zucchero, uniamo farina e maizena e poi il latte caldo mescolando bene, facciamo addensare sul fuoco.
Tagliamo il pan di spagna a fette di un centimetro circa e disponiamone uno strato in una bastardella foderata di pellicola, bagniamo con Alkermes allungato con un pò d'acqua e spruzziamo di caffè, spalmiamo sopra la crema, poi un altro strato di pan di spagna, bagniamo e copriamo di crema. Procediamo così fino a riempire la bastardella. Copriamo con pellicola e lasciamo in frigo per una notte. Togliamo la pellicola e rovesciamo su un piatto. Copriamo di panna montata (colorata a piacere) appena zuccherata con un pò di zucchero a velo e poi decoriamo con fiori e foglie di pasta di zucchero. Per la pasta di zucchero vi rimando qui, dove ho preso la ricetta.

2008-05-11

Adesso vado di corsa, la ricetta domani...

2008-05-09

Sono in piena fase "sfizi fritti" anche perchè mica parlo di quel fritto malefico che uno può mangiare in qualunque fast food o friggitoria. Parlo del fritto buono fatto in casa con vero olio extravergine d'oliva per quanto mi riguarda che, devo ammetterlo, in Calabria almeno in questo siamo fortunati, avendo olivi in abbondanza riusciamo ad utilizzare il buon olio per tutte le nostre preparazioni senza dover ricorrere alle lattine del supermercato.
Ma olio a parte, sento spesso richieste di consigli su come utilizzare i famosi albumi avanzati che, essendo noi persone accorte, tutto ciò che è edibile pensiamo, a ragine, che non vada sprecato. Quindi se non vogliamo star lì a preparare torte di recupero (con soli albumi) o classiche meringhe e macarons, questa potrebbe essere un'ottima e facilissima alternativa che ho scovato su un vecchio numero di Sale & Pepe.
Ingredienti per 14-15 polpette:
4 albumi
250 g di parmigiano reggiano grattugiato
1 cucchiaino di paprica
erba cipollina
pepe nero
farina
olio extravergine d'oliva per friggere
Montiamo a neve gli albumi, poi incorporiamo poco alla volta il formaggio, la paprica, una macinata di pepe e qualche filo di erba cipollina tagliuzzata. Formiamo col composto delle plpettine oblunghe. Passiamole nella farina e poi friggiamole in abbondante olio bollente, rigirandole per farle dorare uniformemente. Scoliamole su carta assorbente e serviamole calde calde.
La rivista consiglia un calice di Tocai friulano che si armonizza bene col formaggio e contrasta con la paprica. Quasi quasi inserisco la ricetta nel Club Sale & Pepe, dopo mesi di assenza bisogna pure farsi perdonare!

2008-05-07

Iniziano le belle giornate e cosa c'è di meglio, quando fa caldo, che ritrovarsi tra amici per una cena informale sul terrazzo di casa? Per tali occasioni è bene servire cibi semplici e non sofisticati seppure presentati con gusto. Ecco allora un originale antipasto adatto a stuzzicare l'appetito mentre una bella spaghettata, magari ai frutti di mare, cuoce.
Le pizzelle, tipiche del napoletano, sono dei dischetti di pasta di pizza fritti e poi farciti con pomodoro, basilico e formaggio grattugiato, questa è la mia personale versione forse un pochino più chiccosa ma sicuramente altrettanto semplice e gustosa.

Ingredienti per 12 pizzelle

300 g di farina
15 g di lievito di birra fresco
olio extravergine d'oliva
4 pomodori piccoli maturi
6 alici fresche
1 cipolla bianca
1 spicchio d'aglio
12 frutti di cappero
timo e maggiorana freschi
succo di limone
sale e pepe nero q.b.

Sciogliamo il lievito con un decilitro di acqua tiepida, uniamo un pò della farina, quanto basta a formare una pastella morbida. Lasciamola riposare per mezz'ora circa e poi uniamo la restante farina, un cucchiaino scarso di sale e l'acqua necessaria ad ottenere un composto di media consistenza. Lavoriamo l'impasto sulla spianatoia e poi diamo la forma di una palla. Rimettiamola nella ciotola, copriamo con della pellicola e lasciamo lievitare per almeno un'ora.
Puliamo intanto le alici e gligliamole sulla piastra rovente, poi delischiamole ottenendo dei filetti che condiremo con olio, sale, qualche goccia di succo di limone, pepe e qualche fogliolina di timo.
Intanto tagliamo la cipolla a fettine sottili, mettiamola in padella con un filo d'olio e lo spicchio d'aglio, facciamo stufare a fuoco moderato, di modo che la cipolla possa cuocersi senza colorire, poi condiamo con sale, pepe e maggiorana.
Quando la pasta è ben lievitata aggiungiamo un cucchiaio di olio, lavoriamola ancora e stendiamola sottile, ricavandone 12 dischi con un tagliapasta di 10-12 cm. Friggiamo i dischetti ottenuti in olio bollente, facendoli poi sgocciolare su carta assorbente. Tagliamo ogni pomodorino in tre fette.
Disponiamo su ogni pizzella un pò di cipolle, un filetto di alice, un cappero e una rondella di pomodoro condita con pochissimo olio e un pò di sale (meglio fior di sale se l'avete). Mettiamo le pizzelle nel forno preriscaldato a 200° per pochissimi minuti prima di servirle.

2008-05-06

La vita è una crostata di frutta è un romanzo di Karen Stolz pubblicato da Sonzogno.
Il libro, che ha come protagonista Roxanne, una vivace adolescente, inizia durante una torrida estate del 1962 ad Annette, un ridente e minuscolo paese del Texas, dove tutti sono in fermento per l'imminente Fiera della torta. Anche Roxanne, seppure svogliatamente perchè a 12 anni ha ben altro per la testa, è costretta ad aiutare la madre a impastare, infornare e decorare dolci per la fiera.
E' dalla voce di Roxanne che apprendiamo gli avvenimenti di quella estate, l'estate del cambiamento che, da fanciulla, la porterà man mano a diventare donna confrontandosi con le gioie, ma anche, e soprattutto, con i dolori ed i problemi che qualsiasi essere umano incotra nella vita.
Un romanzo tutto da gustare che sa di cose semplici e di vita quotidiana, come semplici sono le ricette di dolci tipicamente americani, poste al termine di ogni capitolo del libro, perchè in fondo non esiste dispiacere che non possa trovare consolazione in un magnifico dolce.
Da questo libro ho copiato, appunto, la ricetta dei muffin che vi riporto con tanto di testimonianza fotografica del risultato.
Muffin ai mirtilli di Christina

1/4 di tazza di burro (56 g)
1/2 tazza di zucchero (100g)
1 uovo
3/4 di tazza di latte (180 ml)
1/4 di cucchiaino di vanillina
1 tazza e 3/4 di farina (210 g) + 1 cucchiaio
2 cucchiaini e 1/2 di lievito
1/2 cucchiaino di sale
1 tazza di mirtilli lavati e asciugati
Sbattere il burro con lo zucchero. Unire l'uovo, quindi il latte e la vanillina. Mescolare fino ad ottenere un composto liquido e omogeneo. In una ciotola mescolare la farina con il lievito e il sale. Unire al composto e mescolare fino a quando gli ingredienti sono ben amalgamati. Versare i mirtilli con il restante cucchiaio di farina e unire al composto. Con l'aiuto di un cucchiaio, versare in 12 stampini imburrati. Cuocere a 220° per 25 minuti, oppure fino a che i muffin non sono coloriti. Sformare e servire caldi.

2008-05-05

Dei panini alla ricotta vi avevo già parlato, solo che qualche giorno fa li ho rifatti in versione bocconcino finger-food e li ho farciti in modo diverso, ne son venuti fuori dei deliziosi bocconcini (da mangiare in numero non inferiore a tre per volta) ma il segreto oltre che nel pane sta nel meraviglioso ed insolito ripieno a base di pesce Spada Affumicato Campisi della Bottega Esperya. I prodotti dell'Azienda Campisi orami li conosco ma il pesce spada affumicato mi ha conquistata. Non si tratta del solito pesce spada affettato e sottovuoto che troviamo al supermercato e che sa di plastica e di finto, parlo di un vero pezzo di pesce spada che ho affettato sottilmente con la lama di un coltello e che al taglio ha rivelato oltre al sapore tipicamente di mare, il delizioso colore rosa tenue delle carni. Io adoro il salmone affumicato ma quando ho assaggiato questo pesce spada ho dovuto rivedere la mia personale classifica dei pesci affumicati.
L'ho assaggiato anche con le linguine dopo averlo appena saltato in padella con cipolla ed aneto ed anche in quella versione il gusto è sorprendente, ma nella versione a crudo con i carciofi rimane il mio preferito. I carciofi li ho puliti, affettati sottilmente e conditi con olio, limone, sale, pepe e qualche fogliolina di nepetella selvatica. In mancanza della nepetella va benissimo anche un pò di mentuccia fresca. Forse non è una vera propria ricetta ma provateli e poi ditemi.

2008-05-02

Il pane alle noci, come ho avuto modo di dire in altra occasione, mi piace parecchio anche perché si abbina in modo eccellente ai formaggi che amo in modo particolare.
Normalmente utilizzo, insieme alla farina bianca della farina integrale, stavolta invece ho provato una variante con la farina di segale e l'aggiunta di uvetta e devo suggerirvi solo di provarlo anche voi dacché è a dir poco meraviglioso.
Essendo domani festa (va bè per molti anche oggi lo è stata) vi lascio la ricetta, si sa mai che vi svegliate con la voglia di impastare!
Le dosi sono per 8 treccine oppure un pane grande o 12 pagnottine a vostro piacere
300 g di farina di grano tenero tipo 00
100 g di farina di segale
12 g di lievito di birra
250 ml di acqua
2 cucchiaini di olio extravergine d’oliva
1 cucchiaino di sale
2 cucchiai di noci spezzettate
2 cucchiai di uva sultanina ammollata

Sciogliamo il lievito nell'acqua tiepida poi impastiamo con le farine mischiate tra loro, l’olio ed il sale, facendo attenzione a che quest’ultimo non venga a diretto contatto con in lievito. Lasciamo lievitare per un paio d’ore.
Poi sgonfiamo la pasta lavorandola con le dita, aggiungiamo le noci e l’uvetta e diamo la forma al nostro pane.
Se vogliamo realizzare una treccia basterà ricavare dall’impasto tre filoncini e poi intrecciarli tra loro. Per le trecce piccole si farà altrettanto avendo cura di fare i filoncini abbastanza sottili. Disponiamo le forme realizzate su una teglia foderata di carta da forno. Lasciamo lievitare ancora un’oretta e poi inforniamo in forno al massimo della temperatura, ponendo nella parte bassa dello stesso una ciotola piena d’acqua, per mantenere il giusto grado di umidità.
Subscribe to RSS Feed Follow me on Twitter!