2013-02-28

Vassoio e bicchierini La Porcellana Bianca, americano e tovagliolo Busatti
Tutti abbiamo dei ricordi piacevoli e a volte succede che un aroma, un sapore, una sfumatura abbiano il potere di riportarci indietro nel passato. Io ho studiato a Modena e lì in centro dov'era la mia facoltà c'era un caffè che era quasi un simbolo della città il Caffè Molinari...come scordare quell'odore che ti invadeva e riscaldava solo passando vicino alla vetrina del bar. Ecco ho avuto questo tuffo nel passato perché la Torrefazione 1808 Molinari, che produce degli ottimi caffè da più di due secoli, adesso ce li spedisce fino a casa ed ho potuto così riassaporare e ricordare i bei tempi che furono (parlo come un'anziana vero?). 
Caffettiera red Eccomi La Pausa Caffè GP&me
La produzione di Molinari è però molto vasta e come ogni azienda che si rispetti non è che son rimasti alla miscela tradizionale del bar, loro si sono evoluti e lo hanno fatto in tanti modi, con le miscele biologiche, con quelle aromatizzate e anche con le tisane che ho avuto il piacere di assaggiare nella versione sprint della Prontoenergy a base di ginseng e nella versione Prontorelax con erbe rilassanti per la sera.
Ecco è successo che mi sono innamorata di una miscela che è diventata per me quasi una droga, Irish cream, un miracolo non so come fanno l'aroma del caffè mescolato alla crema di whisky ma senza alcool, dicevo che crea dipendenza come i biscottini cui l'ho abbinato, confesso che per il caffè del pomeriggio, questo caffè, li ho già fatti due volte si chiamano Stracadenti ma chiamateli tozzetti, cantucci, come volete certo è che son buoni, ottimi nella mia versione preferita ai frutti rossi e mandorle e semplici da fare; giusto il tempo di una telefonata all'amica per invitarla a degustare insieme lo speciale caffè e i biscotti.
Stracadenti ai frutti rossi e mandorle
Ingredienti:
250 g di farina 00
175 g di zucchero a velo
100 g di frutti rossi essiccati
70 g di mandorle 
1 cucchiaino di lievito per dolci
2 uova
2 cucchiai di Rum
1 pizzico di vanillina
Impastare la farina setacciata con il lievito insieme alle uova, lo zucchero, la vanillina e il liquore, impasto deve risultare morbido ma consistente pertanto se è il caso aggiungere poca acqua fredda, unire le mandorle e i frutti ammollati in acqua calda strizzati e asciugati. Formare due filoncini e disporli in una teglia foderata di carta forno Cuocere in forno a 180° finché appariranno dorati, con un coltello ben affilato (io mi sono affidata ad Arcos) tagliare i filoncini a fettine e disporle sulla teglia, porre ancora in forno qualche minuto a biscottare.

2013-02-27

Stoviglie Easy Life Design, posate Broggi
E va bene le crostate, e va bene i biscottini e le ciambelle da colazione ma quando mi viene voglia di dolce per dolce intendo una torta o qualcosa di cremoso che vada mangiato rigorosamente nel piattino con la forchetta. Poi, siccome sono veramente golosa, mi succede che se ho in mano un libro di dolci di pasticceria di quelli belli, eleganti in cui le ricette sono ben fotografate e spiegate con dovizia di particolari da maestri pasticcieri di fama nazionale diventa per me irresistibile farmi in casa, e senza perdere tempo, un dolcetto. Stavolta avevo tra le mani I dolci segreti dei pasticcieri padovani un'opera edita da Terra Ferma in due volumi che ha tutte le caratteristiche appena dette e grazie alla quale ho fatto un bel giro virtuale tra le migliori pasticcerie del Padovano imparandone a conoscere le tradizioni e la storia prima che le innovazioni e tendenze del momento.
Nei due volumi dell'opera i migliori pasticcieri aderenti al Gruppo Pasticcieri Artigiani di Padova, si presentano al lettore goloso con il loro migliore biglietto da visita: il dolce più rappresentativo della loro attività. Un modo diverso per conoscere un territorio e chi questo territorio lo rende (con il lavoro, l'impegno e la dedizione) un luogo da cercare , visitare e ricordare. Onestamente non ho avuto il coraggio di cimentarmi con qualcuno dei dolci presentati nei libri, sono ricette fattibili che prima o poi realizzerò ma in maggioranza sono golosi e curati dolci di pasticceria che definirei da occasione. In molti casi si tratta quasi di una vera e propria scuola di pasticceria in cui i maestri prendono per mano il lettore nella realizzazione di dolci superbi come la Pazientina che sta in copertina sul primo volume o la torta alle fragole che regala la sua dolce immagine alla copertina del secondo volume.
Di eccellenti dolci della tradizione di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige si parla anche in Dolci & Biscotti delle Tre Venezie un curato volume di Giampiero Rorato pubblicato da Dario De Bastiani Editore in cui si mescolano storia, tradizioni e ricette delle tre regioni caratterizzate da un ricchissimo e variegato patrimonio dolciario frutto delle millenarie vicende storiche e degli influssi asburgici che hanno contrassegnato il territorio.
Una prima parte da leggere per soddisfare la voglia di conoscenza abbinata ad una seconda parte tutta da gustare composta dalle accattivanti e riproducibili ricette che provette massaie ed esperti pasticcieri hanno raccolto per ulteriormente impreziosire il volume riccamente illustrato.
Io ho soddisfatto la mia voglia di dolce con un rotolo dalla crema fresca senza uova che chiamo besciamella dolce perché somiglia molto nella preparazione alla famosa salsa  e con una golosa confettura di Pera Angelica dell'Azienda Agricola Si.Gi.  Per ricoprire e decorare il dolce il mio crumble al pistacchio del quale tengo sempre un sacchettino in freezer ma che potete sostituire anche con granella di amaretto.
Rotolo alla besciamella dolce e confettura di Pera Angelica
Ingredienti:
2 uova grandi
75 g di zucchero
75 g di farina
un limone biologico
250 ml di latte fresco intero
25 g farina 00 e fecola di patate miste
50 g di zucchero
25 g di burro
confettura di pere Angelica
crumble di pistacchi o granella di amaretto per completare
Montare per 15 minuti con le fruste elettriche le uova con lo zucchero, unire la scorza di mezzo limone grattugiata e la farina setacciata, amalgamandola a mano con un cucchiaio. Versare il composto in una teglia rettangolare rivestita di carta forno imburrata e cuocere a 180° per 10 minuti circa. Appena cotto arrotolare il dolce ben stretto in un canovaccio umido e lasciarlo riposare. Preparare intanto la besciamella dolce. In una pentola sciogliere il burro, unire le farine e lo zucchero mescolando bene il tutto, diluire con il latte riscaldato con la scorza dell’altro mezzo limone e lasciare addensare. Lasciar raffreddare la crema poi srotolare il rotolo, spalmarlo di confettura e poi di crema, tenendone da parte circa un terzo. Riavvolgere il dolce e spalmare la superficie con la restante crema, cospargere di granella e lasciar raffreddare bene prima di tagliare a fette.

2013-02-25

Canovaccio Busatti
Ci tenevo a preparare questa ricetta in tempo per Salutiamoci di Febbraio la raccolta di ricette "sane" ospitata questo mese dal blog La Cuoca Pasticciona. Il tema di Febbraio sono le cipolle e quindi che cipolle siano, cui però ho aggiunto le altrettanto salutari verze ancora in stagione. Via la carne da questo piatto (seppure ahime! molto buona)  e via libera al miracoloso seitan naturale biologico di Effegi Food che quanto a proteine e gusto nulla ha da invidiare alla carne.
Eccovi la ricetta mentre io mi preparo alla prossima a base di ceci come previsto per Marzo dal calendario degli ingredienti Salutiamoci
Ingredienti per 4 persone:
100 g di seitan biologico
1 cipolla bionda
1/2 kg di verza
salsa di soia*
250 g di trofie o altro formato di pasta a scelta
olio extravergine d'oliva
2 cucchiai di passata di pomodoro
sale
peperoncino
Affettare la cipolla e imbiondirla in un  tegame con un filo d'olio, unire la verza a striscioline, la passata di pomodoro e il peperoncino tritato e un pizzico di sale. A parte dorare il seitan tagliato a tocchetti con un cucchiaio d'olio e irrorare con salsa di soia, lasciar insaporire e unire alle verdure, allungare il fondo con acqua e cuocervi la pasta lasciandole assorbire il liquido e aggiungendo altra acqua bollente di volta in volta. Servire caldo.
* Anche la salsa di soia biologica utilizzata è Effegi Food

2013-02-24

Vassoio Easy Life Design, canovaccio e presina Busatti
Arrivato questo periodo dell'anno diventa per me imprescindibile utilizzare in un qualsiasi piatto uno degli abbinamenti gastronomici che più preferisco nel periodo invernale: i broccoli con il salmone e stavolta sono finiti sulla pizza senza impasto che impazza nel web, una delizia soffice come le migliori pizze al taglio che si trovano in commercio che si prepara in poche e semplici mosse. Una volta preparata una golositàdi tal fatta (anche in quantitativi maggiori a quelli necessari per la serata) propongo di portarsela il giorno dopo al lavoro per un pranzo sano e colorato, ecco che lo scaldì di Ariete viene in soccorso perché la pizza va gustata calda ed allora con questa ricetta partecipo proprio al contest Colora il tuo pranzo con Scaldì organizzato da Ariete in collaborazione con il blog Che schiscia
Pizza senza impasto con broccoli e salmone
250 g di farina 00

250 g di manitoba

5 g di lievito

15 g sale
2 cucchiai di olio
370 g acqua
1 cucchiaino di malto d'orzo o miele

Per la farcia:
200 g di salmone affumicato
500 g di broccoli
olio extravergine d'oliva
1 spicchio d'aglio
sale 
300 g di formaggio molle di latte misto (pecora e mucca)
Sciogliere il lievito e il malto nell'acqua, aggiungere l'olio e versare il tutto in una ciotola con le farine mescolate al sale. Mescolare con una forchetta in modo che tutta la farina sia inglobata dall'acqua. Chiudere la ciotola con della pellicola e lasciar riposare anche 6-7 ore. Versare poi l'impasto in due teglie unte, stenderlo aiutandosi con le mani unte d'olio e farcire le pizze con i broccoli cotti al vapore e conditi con un filo d'olio e uno spicchio d'aglio, il salmone affumicato a fette e il formaggio a tocchetti.

*Per la realizzazione della ricetta ho utilizzato: Salmone Norvegese affumicato Bottega del Mare,  formaggio misto latte e pecora Settecolli Alibrandi Brunelli e Olio extravergine d'oliva Dante conDisano arricchito con vitamina D.

2013-02-21

torta al cacao fragola e cioccolato bianco
Vassoio e piatti Easy Life Design, forchette Broggi
Ebbene si siamo arrivati al sesto compleanno del mio Sale e Pepe quanto basta. Ne sono successe di cose in questo lungo periodo, quasi un milione e mezzo di visitatori, ben 943 post pubblicati, 317 lettori fissi, un paio di centinaia di libri recensiti, tanti golosi prodotti d'eccellenza e altrettante operose aziende scovate sul territorio nazionale e poi piccole e grandi soddisfazioni e ancora una vita privata parallela in continua evoluzione e a volte anche in contrasto con il mio fantastico "hobby", uno studio legale messo in piedi con tanti sacrifici, un matrimonio con l'amore di sempre, due bellissimi bambini Giulio e Aurelia a scandire il tempo che passa e sempre lui, il mio blog in sottofondo accompagnato da alterne fortune. Insomma voglio festeggiare e voglio farlo a mio modo con una golosa tortina al cioccolato farcita con la confettura alle fragole dell'Azienda Agricola La Giasena, una delle mie ultime scoperte di cui vi ho parlato nel post precedente.
Per la base ho scelto il Cake all'acqua e cacao de La cucina di Asi che mi aveva molto attratto alla pubblicazione, e quella che sopra vi sembra panna è la mia mousse al cioccolato bianco, deliziosa nel contesto.

Torta al cacao e acqua con confettura di fragole mousse di cioccolato bianco

Ingredienti
Per la base:

200 g di zucchero semolato
2 uova
100 di olio di semi
200 g di farina
100 g di latte
50 g di cacao amaro in polvere
mezza bustina di lievito
un pizzico di sale fino
150 g di acqua bollente
Per la mousse di cioccolato bianco:
125 g di cioccolato bianco
250 ml di panna fresca
1 cucchiaio di zucchero a velo
Per completare 
1 vasetto di confettura di fragole
cacao amaro e scaglie di coccolato fondente
Preparare la torta: mescolare tutti gli ingredienti senza montarli aggiungendo per ultimo l’acqua bollente fino ad avere un composto molto cremoso e fluido. Imburrare ed infarinare lo stampo di 20-22 cm di diametro, versarvi l'impasto e cuocere in forno a 180 °C per circa 40/45 minuti.
Intanto sciogliere il cioccolato a bagnomaria con metà della panna. A parte montare la restante panna ben fredda con lo zucchero a velo, unire la panna al composto di cioccolato una volta che lo stesso si sarà raffreddato. Lasciar riposare la crema in frigo finché la torta si sarà raffreddata. Tagliare in due la torta, farcirla con la confettura di fragole e con un terzo della mousse preparata. utilizzare la s
restante mousse per coprire la superficie del dolce. Decorare con cacao e scaglie o riccioli di cioccolato fondente.
* Per la realizzazione del dolce ho utilizzato lievito per dolci e cacao amaro AR.PA. Lieviti
Aurelia e Giulio oggi a rappresentare il tempo che passa

2013-02-19

Canovaccio GreenGate
Giasena in dialetto bellunese significa Mirtillo ed è proprio questo il nome tradizionale che Rino Bernard ha scelto per la sua azienda La Giasena ubicata nel Comune di Ponte nelle Alpi, in provincia di Belluno, nella frazione di Vich, piccolo paese rurale alle pendici del Nevegal, montagna apprezzata come località sciistica e meta di escursioni durante tutto l’anno. Mirtilli, lamponi, fragoline bellunesi ma anche verdure e fagioli sono i prodotti che Bernard coltiva in modo naturale (praticando la lotta integrata) in un piccolo terreno di proprietà sulle Alpi bellunesi. E questi frutti, già di per sé capolavori, Bernard li trasforma in succhi, confetture altre delizie che conservano il gusto dei frutti appena raccolti come il succo di mirtillo,  il prodotto di punta de La Giasena, un succo e polpa  al 50 % minimo di mirtillo,   molto denso e ricco di fibra, un concentrato di benessere che è anche estremamente buono, e visto che le cose buone vanno a braccetto io il succo di mirtillo La Giasena l'ho trasformato in un delizioso, profumato e spumeggiante cocktail realizzato con Prosecco superiore DOCG Conegliano Valdobbiadene, una Cuvée Storica Carpenè Malvolti prodotta con metodo Charmat, un vino perfetto come aperitivo, eccellente con piatti leggeri della cucina mediterranea e ottimo con cocktail.
Non che io sia un'esperta di cocktail ma devo dire che l'argomento, recentemente trattato in un simpatico e completo libro edito da La Linea ha catturato il mio interesse. I dieci cocktail che sconvolsero il mondo è scritto da Tim Collins e racchiude, insieme alle storie e leggende sui dieci miscugli alcolici più conosciuti al mondo, le storie ad alta gradazione alcolica di uomini e donne più o meno famosi. Dal Martini allo Spritz passando per un Margarita e un Negroni il libro è fatto di storie vere o verosimili per rivivere atmosfere, momenti, personaggi, luoghi e miti del secolo appena trascorso. Completano il libro le ricette dei cocktail raccontati, le loro varianti e i consigli del barman per personalizzare i più famosi miscugli alcolici.
Per questo cocktail mi sono ispirata ad uno dei dieci cocktail raccontati nel volume il Kir, o meglio alla sua variante il Kir Royal che invece del vino bianco secco prevede l'utilizzo dello Champagne Brut insieme al famoso liquore di ribes nero Créme de Cassis. Le proporzioni sarebbero di nove a uno nel mio caso sette a tre (sette parti di prosecco e tre di succo e polpa di mirtillo) per ottenere una bevanda profumatissima e a basso contenuto alcolico da sorseggiare in compagnia ogni qual volta si abbia voglia di un momento speciale. Ora vi lascio ma sulla Giasena torniamo prestissimo.

2013-02-17

muffin al panettone
Stoviglie Easy Life Design
Inizio dal tè, dai giardini reali o dai muffin? Procediamo in ordine sparso...I miei muffin sono insoliti perché si tratta di dolcetti salati preparati con panettone al mandarino Loison e pecorino toscano Seggiano Pecora Nera Brunelli, un delizioso accostamento perfetto con un bicchiere di vino come con un tè un po' sostenuto ed ho scelto di accostarli ad un Punch al tè una fantastica preparazione a base di tè, rhum e scorza d'agrumi la cui ricetta ho rubato (come parte del titolo del post) ad un bellissimo e interessantissimo libro dedicato alla più rituale delle bevande.  
Favoleggiando di tè è il titolo del libro di Mirella M.P.Grillo pubblicato da Selekta editore, un volume curato in ogni dettaglio con il doppio testo in italiano e inglese, seducente e raffinato come il tè di cui in esso si parla a tutto tondo.  Storia, proprietà, varietà, preparazione, conservazione ed altri aspetti sono affrontati per la prima volta in un libro italiano con dovizia di particolari. Non mancano richiami a celebri opere letterarie in cui si parla di tè né tanto meno singolari ricette a base dell'infuso più versatile e forse diffuso al mondo.
La rassicurante e sempre affascinante immagine di una tavola imbandita per la colazione con il tè è la copertina del libro di Patrizia Traverso Lo sguardo e il gusto pubblicato da Tea, non ricette ma scatti fotografici che richiamano il pacere della tavola unito a quello della lettura fanno del libro un volume da possedere, sfogliare, leggere, rileggere e riporre con cura. Un racconto per parole e immagini dedicato al cibo. L'ispirazione di questo lavoro è stato per l'autrice il pensiero gastronomico di poeti, romanzieri, umoristi e filosofi che ha sollecitato le sue fantasie fotografico-culinarie che hanno trovato il perfetto compendio nelle citazioni tratte dal capolavoro di Pellegrino Artusi La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene. Un volume in cui la cucina entra di sbieco ma ci sta a meraviglia. 
Sempre un po' di traverso è affrontato l'argomento culinario in un altro libro che ha come argomento principale le bellezze dell'arte e della natura dei giardini reali di Svezia. Giardini reali di Svezia è il titolo di questo libro edito da Polistampa a firma di Sonia Santella che ci propone "Un viaggio incantato fra arte e natura". Tra una suggestiva immagine e una gustosa ricetta l'autrice ci accompagna alla scoperta di cinque parchi reali della Svezia raccontandocene la storia e le evoluzioni nel tempo. Luoghi curati, tutelati e resi fruibili dalla cittadinanza,  angoli di paradiso in cui le caffetterie, spesso veri e propri bistrot gestiti da giovani chef di talento, propongono interessanti piatti come quelli a base di verdura che sono riportati nel libro.
Ora le ricette, intanto il Punch al tè
Ingredienti:
Tè English breakfast*
1 bicchierino di Rhum
1 cucchiaio di zucchero 
scorza di limone o arancia
preparare un buon tè forte e caldo versarlo in un bicchiere da punch o in una tazza riempiendola fino a tre quarti, aggiungere il rhum caldo con lo zucchero e servire con la scorzetta d'agrumi.
*Il mio preferito è Twinings
Ed ecco i miei Muffin al pecorino e panettone che di dolce hanno solo il panettone
Ingredienti:
200 g di panettone al mandarino
250 g di farina 00
90 g di pecorino toscano
1/2 bustina di lievito chimico
200 ml di latte
75 ml di olio
1 uovo
1 pz di sale
Versare in una ciotola la farina setacciata con il lievito, il sale, il panettone sbriciolato e il formaggio grattugiato con una grattugia a fori larghi. A parte battere l'uovo, unirvi il latte e l'olio e aggiungere il composto a quello solido preparato in precedenza, amalgamare e versare a cucchiaiate negli stampi da muffin. Cuocere in forno a 180° per 25-30 minuti.
P.S. Con questi insoliti muffin partecipo al contest di Grazia Cioce Muffinidea 

2013-02-14

Stoviglie e tessuti GreenGate
Buon San Valentino a tutti gli innamorati, a chi l'amore lo sta cercando, a chi lo ha perso ed anche a chi non l'ha mai avuto perché c'è sempre tempo...Dopo i cuori di salmone non potevo esimermi dal preparare un dolcetto per l'occasione ed ovviamente è la forma di cuore a farla da padrone. La base di questi dolcetti l'ho imparata da un'altra blogger Lasagnapazza che ce la inviò per il Contest Fiandino, rimasi subito folgorata dalle sue Tortine al burro salato ripiene di pera su salsa al cioccolato fondente e non potevo non ripeterla. Io ho tralasciato la purea di pere in favore della fresca marmellata biologica Fiordifrutta ai limoni Rigoni di Asiago perché come nell'amore in mezzo al dolce un po' di aspro ci sta davvero bene aiuta a non rendere il gusto troppo piatto.Ingredienti per 4 tortine:
30 g di burro salato 
30 g di zucchero
30 g di mandorle macinate
1 uovo
4 cucchiai di marmellata di limoni
50 g di cioccolato fondente
1 tazzina di latte
Impastare il tuorlo d’uovo con lo zucchero poi aggiungere il burro ammorbidito e le mandorle tritate. Montare a neve l’albume e aggiungerlo delicatamente al composto.
Suddividere l'impasto in quattro stampini imburrati e al centro di ognuno mettete una cucchiaiata di marmellata. Cuocere in forno a 180° per circa mezz'ora.
Preparare la salsa al cioccolato facendo sciogliere a bagnomaria il cioccolato con il latte. Versare la salsa ottenuta in ciascun piattino e adagiarvi sopra la tortina.
*Ovviamente ho utilizzato il burro salato 1889 Fattorie Fiandino

2013-02-12

Piatto Ceramiche Maroso
L'amore fa pensare al rosa perché il rosa è il colore della dolce vita e quindi la mia proposta di entrée per la cena di San Valentino prevede il più romantico dei colori a tutto spiano, l'irrinunciabile e sempre elegante salmone affumicato che io ho scelto di qualità norvegese Bottega del Mare cui ho abbinato le bollicine francesi dello Champagne Cuvée Rosé della Maison Laurent-Perrier per festeggiare in due con eleganza e un pizzico di malizia. Per questi pacchettini mi sono lasciata ispirare da una ricetta reperita su Sale & Pepe di questo mese che ho modificato ed anche forse alleggerito per renderla idonea all'evento, sulla rivista il pesce era presentato in forma di sfere per il Carnevale, io ho realizzato dei cuoricini e poi all'interno ho optato per merluzzo fresco al posto del baccalà e yogurt invece di mascarpone. Per accompagnare indivia belga appena saltata con scalogno e scorza di limone invece dei germogli previsti dalla rivista. Ho scelto di realizzare i pacchetti nel numero di tre,  uno per ciascuno e il terzo da condividere per rompere definitivamente il ghiaccio sorseggiando l'ottimo vino che fa sognare.
Cuori di salmone farciti con indivia al limone

Ingredienti per 2:
3 fette di salmone affumicato
2 cucchiaiate colme di merluzzo fresco cotto al vapore
2 cucchiaini di senape
2 cucchiaini di yogurt naturale
sale e pepe
burro di cacao da cucina*
1 cespo di indivia belga
1 piccolo scalogno
la scorza di mezzo limone
Foderare tre stampini a cuore con pellicola per alimenti e stendervi le fette di salmone, facendole debordare, schiacciare la polpa di pesce con una forchetta mescolandovi lo yogurt e la senape, salare e pepare. Suddividere il composto engli stampini. richiudervi sopra le fette di salmone e poi la pellicola. lasciar riposare in frigo un paio d'ore prima di sformare. Intanto pulire e affettare finemente la belga, sciogliere in un tegame il burro e lasciare appassire lo scalogno, unire la belga e saltare a fuoco vivace, unire la scorza di limone, sale e pepe. Sformare i cuoricini sulla verdura disposta a mucchietti.
*Ho utilizzato una porzioncina di burro di cacao da cucina Venchi
P.S.
Se per San Valentino uscite invece fuori a cena non rinunciate almeno ad uno speciale brindisi con il Cocktail di San Valentino suggerito da Laurent-Perrier basteranno  3 parti di purea di fragole e 7 di Champagne Cuvée Rosé, per rendere indimenticabile la festa degli innamorati.

2013-02-11

Piatto Ceramiche De Simone, Americano e tovagliolo Busatti, forchetta Broggi
Il verde delle lasagne, l'arancione della zucca, il rosso-viola del radicchio e poi il giallo del formaggio, il bianco della besciamella che dite? Ci sono abbastanza colori per definire questo piatto Lasagne Arlecchino?
Più o meno dai...però se la servite in coloratissimi piatti come i miei potrebbe essere la ricetta giusta per il Carnevale.
L'idea di accostare zucca e radicchio l'ho rubata dal libro delle famose colleghe food-bloggers Sorelle in pentola In due c'è più gusto edito da Newton Compton e devo dire che non è l'unica idea che merita di essere asportata dal libro. Oltre 130 appetitose ricette da replicare con facilità. Un'alternanza di proposte di Angela e Chiara Maci, due diversi modi di interpretare lo stesso ingrediente che danno saggio delle differenze caratteriali delle due sorelle, dei loro diversi modi di interpretare la cucina e la vita, di condividere i segreti e di raccontarsi. Un libro piacevole anche da leggere per le simpatiche "introduzioni" di cui ogni ricetta è corredata. Tornando alla ricetta nel libro si parlava di millefoglie di pasta al radicchio, zucca e casatella ed il procedimento è un po' diverso ma quel che mi è piaciuto è l'idea di accostare la zucca dolce al radicchio un po' amaro. E' un piatto goloso sì ma privo di carni o salumi pertanto se non riuscite a prepararlo entro domani, anche in Quaresima ci sta.
Lasagne Arlecchino
Ingredienti per 4 persone:
200 g c.a. di sfoglie per lasagne verdi
4-5 fette di zucca
2 cespi di radicchio
200 g di formaggio pecorino fresco*
100 g di formaggio grana
600 ml di latte intero
40 g di burro
40 g di farina
olio extravergine d'oliva**
1 scalogno
noce moscata
aglio
sale e pepe
Sciogliere il burro in un tegame, unire la farina e lasciar cuocere mescolando senza far prendere colore, unire il latte e mescolare per non far formare grumi, unire sale, pepe e noce moscata. Cuocere le fette di zucca in forno, finché risulteranno ben cotte, poi schiacciarle con la forchetta e condirle con olio, sale e una grattatina d'aglio. A parte soffriggere il radicchio con lo scalogno, salare e pepare.
Disporre in teglia un fondo di besciamella e poi le prime sfoglie di lasagne, disporre sopra un quarto della zucca, un quarto del radicchio, stessa di dose di pecorino, besciamella e grana, continuare così per altri tre strati. Infornare a 190° per 25-30 minuti, finché la lasagne risulterà ben dorata in superficie e bollente all'interno. Lasciar riposare 10 minuti e poi servire.
*Ho utilizzato il formaggio Appio di Brunelli disponibile già a fette in comode vaschette
**L'olio scelto per la ricetta è l'extravergine d'oliva Dante arricchito con vitamina D

2013-02-08

Patate al pecorino
Piatto Easy Life Design, Calici IVV, tessuto Busatti
Mi piace chi ama le sfide e mi piacciono quelli che intraprendono imprese in cui nessuno inizialmente crede ma del cui risultato poi tutti devono ricredersi. Produrre birra di qualità in terra campana quelli del birrificio artigianale AEFFE l'hanno pesa come un missione, volevano una bevanda in grado di "promuovere ed accompagnare momenti di vera convivialità" e che fosse "argomento di discussione e degustazione" e ce l'hanno fatta, di birre ne hanno create quattro diverse che fanno parlare di sé già dall'elegante packaging e dall'originalità dei nomi in etichetta perché i produttori,  fedeli alle loro origini campane hanno simpaticamente e audacemente chiamato le loro birre: 19 "a resata", 50 "o' marenar", 77 "e' riavule" e "La prima" la primogenita della casa, lasciandosi ispirare dalla cabala napoletana.
Ho scelto la "Cinquant", una birra di frumento particolarmente fresca per esaltare le mie aromatiche patate al pecorino. Con questa birra in realtà di abbinamenti se ne possono fare tanti, sta bene anche con piatti a base di carni bianche e rosa o con primi piatti di pesce anche molto strutturati. A me piaceva la sua freschezza quasi in contrasto con il gusto aromaticamente deciso delle mie croccanti patate. Queste patatine accompagnano perfettamente un roast-beef  ma sono divine anche da sole all'aperitivo con la birra appunto.
Ingredienti:
1 Kg di patate a pasta gialla
olio extravergine d'oliva
sale e pepe
erbe aromatiche fresche o liofilizzate (origano, erba cipollina, rosmarino, salvia)
2-3 cucchiai colmi di pecorino romano grattugiato*
2-3 cucchiai di pangrattato
Pelare ed affettare le patate a 5 mm circa di spessore porle in una ciotola con acqua fredda per almeno mezz'ora, sciacquare ed asciugare bene con un canovaccio. Oleare il fondo di una leccarda da forno, spolverizzarlo di pangrattato e abbondante pecorino. Disporvi uno strato di patate, olearle con un pennellino, salare, pepare e cospargere con le erbe aromatiche triturate, disporvi sopra un altro strato di patate, oleare la superficie e completare di nuovo con sale, pepe, pecorino e pangrattato, Infornare a 190° per 20-30 minuti finché risulteranno con una bella crosticina intensamente dorata. Servire calde. Consiglio di non fare più di due strati di patate perché così ogni fettina avrà la sua crosticina di pecorino e pane, oltre che le erbette.
*Per la ricetta ho utilizzato Pecorino Romano D.O.P. Brunelli (delicatissimo) e erbe aromatiche liofilizzate Cannamela.

2013-02-06

tartare di trota e crema di mozzarella
Piatto La Vecchia Faenza, americano Busatti
Una volta preparata la pietanza, o al più durante la preparazione, si pensa in genere al piatto nel quale servirla. Nel caso in questione ho optato per il processo a ritroso, questi piatti La Vecchia Faenza, la bottega di artigianato ceramico faentino di Laura Silvagni, sono decorati a mano in oro zecchino con decoro a Melograno solo nel bordo e sono veramente troppo belli ed eleganti tanto che meritavano che io preparassi qualcosa che fosse degno di loro. Se vi soffermate a guardare i lavori della Silvagni sarà impossibile resistere alla tentazione di acquistare presso la bottega almeno un pezzo: maioliche decorate nel tradizionale stile faentino e in altri stili, di varie forme e dimensioni, personalizzabili su richiesta, oggettistica da regalo, vasi, piatti, ciotole, centritavola, lampadari, portaombrelli in ceramica; ma anche pezzi unici decorati a raffaellesche o in altri stili come i piatti ornamentali, le acquasantiere, le Madonne e altro ancora. 
Scelto il piatto dovevo metterci dentro qualcosa che ne fosse degno ed ho scelto delle eleganti ciambelle di pasta choux facite con una crema di mozzarella e della tartare di trota salmonata affinata al miele di TrotaOro, un po' d'erba cipollina a completare il lavoro e un calice di delizioso Moscato Giallo Selezione Francesco Moser delle Cantine Moser, un vino secco con una nota aromatica di moscato molto intensa ideale come aperitivo con piatti leggeri, che con i suoi riflessi dorati mi richiama tra l'altro l'oro dei piatti ed il dorato dei bignè, ditemi voi se non è perfetto per il prossimo San Valentino?
Abbinare il pesce alla mozzarella può per qualcuno essere considerato un azzardo ma se volete saperne di più sulla storia di questo prelibato latticino, sulle sue insuperabili e irriproducibili caratteristiche e se volete  sperimentare abbinamenti inconsueti non potrete fare a meno di Mozzarella? Ti cucino io di Donato Ciociola e Francesco Festuccia pubblicato da Sovera Edizioni nella collana Letto e Mangiato. Tanti gli chef stellati che si sono divertiti ad interpretare la mozzarella di bufala, la prelibatezza che tutto il mondo ci invidia, in straordinarie ed inedite ricette che impreziosiscono il volumetto.

Bignè alla crema di mozzarella e tartare di trota salmonata
Ingredienti per 4 persone
per i bigné (8 ciambelle):
1 bicchiere (200 ml) di acqua
1 bicchiere (lo stesso) di farina 00
1 noce di burro
2 uova grandi
Per la crema di mozzarella:
200 g di mozzarella
200 g di ricotta fresca
100 ml di latte 
olio q.b.
sale e pepe bianco
erba cipollina
200 g di Tartare di trota salmonata affinata al miele per completare
Portare a bollore l'acqua con il burro e un pizzico abbondante di sale, aggiungere la farina tutta in una volta e mescolare energicamente per amalgamare il tutto finché il composto si staccherà dai bordi. Lasciare intiepidire il composto e aggiungere le uova  uno alla volta incorporando bene l'uno prima di aggiungere l'altro. Versare il composto in una sacca da pasticcere e formare le ciambelle in una teglia foderata di carta forno, cuocere a 200° per i primi 10 minuti poi abbassare un po' la temperatura e proseguire la cottura per altri 10-15 minuti finché i bignè risulteranno ben dorati e leggeri quindi asciutti all'interno. Intanto frullare la mozzarella con la ricotta, il latte, olio quanto basta a formare una cremina bella densa, regolare di sale e pepe. Farcire le ciambelle con la crema preparata, completare con la tartare di pesce ed erba cipollina, passare in forno due minuti prima di servire con il vino ben freddo.

2013-02-04

Piatto portata Wald, calici IVV
Una ricetta calda, invernale, gustosa e completa per coccolarsi in queste fredde e piovose giornate. Il  taglio di carne adatto a questa preparazione è il geretto senz'osso o anche il brione, tagli di seconda scelta che richiedono una lunga cottura e che sono quindi adatti a brasati e stufati. Una carne meno pregiata che viene nobilitata e resa tenerissima da una giusta cottura e da un vino speciale, un pregiato Titianus DOC Friuli Grave di uve Refosco dal Peduncolo Rosso prodotto dall'azienda agricola dei Principi di Porcìa, un vino intenso, elegante, con ricordo di mora, pepe nero, viola, caffè, liquirizia. 
In tal caso non è in dubbio che il vino perfetto per degustare la ricetta sia proprio quello utilizzato in cottura ma se avete difficoltà nell'abbinare correttamente il cibo al vino, sul galateo del servizio, la conservazione e degustazione solo Adua Villa può in modo spiccio e simpatico aiutarvi a risolvere i vostri dubbi. Un agile manualetto scritto in forma di dialogo è stato scritto dalla nota e affascinante sommelier e pubblicato da Sonzogno. Una sommelier per amica è l'ammiccante titolo del libro che aiuta il lettore a districarsi nell'intricato mondo dell'enologia scegliendo il vino giusto per ogni occasione senza svenarsi. Come si legge nella prefazione di Franco M. Ricci è necessario creare le condizioni affinché i cibi preparati e i vini che vi si accostano siano il meraviglioso risultato d'una combinazione di elementi anche distanti nelle loro provenienze ma fusi in un elegante e stimolante amalgama. E di consigli che ci permettono di creare questa  amalgama di elementi nel libro  ce ne sono tanti, tutti bene illustrati e di facile comprensione anche per chi di enologia è piuttosto a digiuno. Completa il libro un divertente capitolo dedicato all'abbinamento vino-segno zodiacale -piatto più appropriato da degustare per creare magari un divertente gioco con il partner o gli amici.
Parlando di vini non posso non citarvi il nuovo lavoro di Roberta Schira Il nuovo bon ton a tavola e l'arte di conoscere gli altri pubblicato da Adriano Salani Editore in cui vi è un consistente capitolo dedicato anche al bere e al galateo correlato compreso il servizio che non vorrebbe affatto bicchieri colorati come i miei in foto (che peraltro adoro) che non permettono di apprezzare il vino nelle sue sfumature.
Il libro, con cui l'autrice in modo ironico e divertente ci insegna tutto sul galateo del terzo millennio, raccoglie tanti suggerimenti sull'arte dell'invito, del servire e dello stare a tavola, svelandoci anche come conoscere una persona decodificando il suo linguaggio corporeo a tavola. Il primo libro che unisce psicologia e bon ton per imparare a comportarsi correttamente in ogni occasione conviviale e saperne di più dei nostri simili.
Ma ora la ricetta del mio brasato
Ingredienti per 4 persone:
1 Kg di carne per brasato a fette
olio extravergine d'oliva
1 cipolla
2 cucchiai di farina
1 spicchio d'aglio
2 foglie d'alloro
2 cucchiai di salsa di pomodoro
400 g di funghi prataioli
2 bicchieri di vino rosso
sale e pepe
Incidere la carne lungo i bordi per evitare che in cottura si arricci. Infarinarla leggermente e rosolarla in pentola a pressione con un fondo d'olio e le foglie d'alloro, unire la cipolla affettata, l'aglio schiacciato e lasciar colorire, unire la passata di pomodoro, sale, pepe e bagnare con il vino. Lasciar evaporare l'alcool coprire la pentola e far cuocere per tre quarti d'ora dal fischio. Aprire poi la pentola, unire i funghi e proseguire la cottura a pentola scoperta per ancora un quarto d'ora mescolando di tanto in tanto e bagnando se occorre con acqua. Regolare di sale e pepe e servire con il fondo di cottura.

2013-02-01

peperonata arcobaleno
Pirofila con coperchio La Porcellana Bianca, tessuto Busatti
L'ultima volta vi ho parlato di cibi nuovi, stavolta utilizzo un altro cibo alieno il tofu di cui vi avevo già detto in precedenza ed in più vi parlo di colori nel piatto.
Il cucchiaio arcobaleno Tutti i colori delle cucine vegan nel mondo è nato dall’incontro e dalla collaborazione tra un esperto in tematiche alimentari Valerio Costanzia e uno chef vegan giramondo Yari Prete e dal loro amore per i cibi buoni e giusti, ed è pubblicato dall'editrice Sonda. Oltre 170 ricette vegan riprese dalle tradizioni gastronomiche di tutto il mondo, piatti appetitosi per gli occhi ed il palato che uniscono i benefici della cromoterapia alla varietà delle cucine etniche perché i colori degli alimenti non stuzzicano solo i nostri sensi ma hanno un effetto benefico anche sulla nostra salute e i nostri stati d’animo. Le ricette del libro sono suddivise per colore: arancione, bianco, blu e viola, giallo, marrone, rosso, verde e per ogni colore la suddivisione è fatta per portate. Le splendide foto dei piatti lo rendono un libro estremamente appetibile anche per chi, come me, di cucina vegan, non ne mastica poi tanto.
Per la mia colorata peperonata, che ho realizzato proprio pensando all'arcobaleno, ho utilizzato tofu alle erbe di Biolab.
Ingredienti per 4 persone:
250 g di tofu alle erbe
150 g di olive nere
1 peperone rosso
1 peperone giallo
1 peperone verde
1 cucchiaio di peperone rosso in polvere
1 spicchio d'aglio
origano
olio extravergine d'oliva
sale
Pelare l'aglio e schiacciarlo, soffriggerlo in un fondo d'olio e aggiungere i peperoni puliti e tagliati a quadratini, salare e far prendere colore. A parte soffriggere il tofu a cubetti utilizzando pochissimo olio, al termine unire
la polvere di peperone e aggiungere il tofu ai peperoni quando gli stessi risultano appassiti, aggiungere anche le olive, condire con origano e servire.
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