2008-12-30

E' un dolce che adoro e che ho preparato tantissime volte ma di cui, stranamente, non vi ho mai parlato. E’ semplice da realizzare, non è certamente leggero ma è uno di quei dolci cremosi e supergolosi che sulle tavole invernali ci possono pure stare. Inoltre non richiede una lunga e laboriosa preparazione ma solo un po’ di anticipo nella messa a punto perché la cupola deve ben compattarsi in modo che la fetta al taglio risulti omogenea.
Ingredienti per 6
Per la crema:
250 g di mascarpone
4 tuorli
8 cucchiai di marsala secco
4 cucchiai di zucchero
Per completare:
savoiardi o pan di spagna
1 tazza di caffè
4 cucchiai di marsala
cacao amaro
Lavoriamo i tuorli con lo zucchero finché diventano chiari e spumosi, uniamo il marsala e poi portiamo sul fuoco a bagnomaria, mescolando lasciamo addensare. Uniamo al mascarpone, lavorando bene la crema. In una bastardella rivestita di pellicola formiamo uno strato (sul fondo e sui bordi) di savoiardi o pan di spagna inzuppati di caffè e marsala. Versiamo all'interno la crema e copriamo con altri savoiardi. Copriamo con la pellicola e poi con un piatto e lasciamo riposare in frigorifero per una notte almeno prima di servire il dolce capovolto e cosparso a piacere di cacao.
Dimenticavo di dirvi che il Marsala usato viene direttamente dalla Sicilia da Mosto e Miele e accompagna egregiamente il dolce.

2008-12-29

Archiviati la cena della vigilia, il pranzo di Natale e Santo Stefano non ci resta che prepararci per il Gran Cenone e non mi dite che siete stanchi di mangiare ma soprattutto non fatemi sentire che non avete voglia di preparare...Suvvia la tavola è festa per cui non ci resta che organizzare un cenone sontuoso, degno del nome che porta.
Le paste ripiene hanno sempre quella certa aura di raffinatezza e anche se tendiamo a ritenerle faticose nella realizzazione sono poi uno dei piatti più semplici da servire. Un condimento semplice in tono con il ripieno ed il risultato è garantito.
Questi tortelli poi privilegiano una verdura di stagione, poco utilizzata per le farcie ma che ho trovato particolarmente gradevole in accostamento alla schiacciata piccante.
Ingredienti per 6 persone
Per la sfoglia:
3 uova
300 g c.a. di farina 00
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
Per il ripieno:
300 g di ricotta vaccina fresca
1 tazza di cime di broccoli
1 cipollotto fresco
100 g di schiacciata piccante
olio extravergine d'oliva
sale e pepe
Per il condimento:
olio extravergine d'oliva
100 g di schiacciata piccante
2 dl di panna fresca
parmigiano grattugiato
Prepariamo la pasta tenendo conto che la quantità di farina è indicativa perché dipende dalla grandezza delle uova, l'impasto dovrà risultare comunque asciutto.
Lessiano i broccoli, poi saltiamoli in padella con un filo d'olio e il cipollotto affettato sottilmente, regoliamo di sale e pepe poi frulliamo insieme alla ricotta e alla schiacciata ridotta a cubetti, ottenendo una crema omogenea. Stendiamo la sfoglia molto sottile e ricaviamone dei dischi di circa 12 cm di diametro. Posizioniamo sopra ognuno un cucchiaino di farcia, ripieghiamo a metà ed uniamo le due estremità ottenendo una solta di bocciolo. Allineamo i tortelli su un vassoio ben infarinato. In una padella scaldiamo pochissimo iolio e soffriggiamo la restante schiacciata ridotta a cubetti, uniamo la panna e lasciamo addensare. Lessiamo i tortelli e saltiamoli con delicatezza, per evitare che si rompano, nella padella con il condimento prima di servirli cosparsi di parmigiano.

2008-12-23

Vi lascio per qualche giorno (dovrò pur pensare al cenone!) ma non potevo andarmene senza postarvi la mia casetta di biscotti. Quest'anno ce l'ho fatta, sono riuscita a realizzarla, complice Plurimix-point dove ho trovato il kit di stampini per realizzarla. Perfetta non è perché in effetti non è che faccio casette tutti i giorni, ma vi dico che mi sono divertita un mondo a realizzarla, sembravo una bambina e sto già pregustando la gioia che vedrò negli occhi della mia Rebecca quando la vedrà.
Per la ricetta del biscotto vi rimando a quella dell'albero alla quale però ho apportato qualche leggera variante. Stavolta ho usato il fantastico Miele di Zagara d'Arancio siciliano di Mosto e Miele e poi ho utilizzato lo zenzero secco in polvere invece di quello fresco ed ho aggiunto anche un chiodo di garofano polverizzato, una puntina di noce moscata e due cucchiai di cacao amaro perché mi andava di farla più speziata. Comunque la dose è giusta giusta per la casetta.
Per la decorazione mettetevi in casa almeno ½ kg di zucchero a velo e poi confettini e biscottini a piacere per completare l’opera.



Io ho dato, adesso tocca a voi. Buon Natale goloso a tutti!

2008-12-22


"Sentite, ho pensato che questa fosse l'occasione giusta per dirvi le cose come stanno, senza tanti giri di parole, dato che alla fine uscirà comunque anche sui giornali: in pratica mia moglie mi ha accusato di avere l'amante". Se un libro di cucina inizia così solo Jamie Oliver può esserne l'autore.
Di lui ho già avuto occasione di parlarvi e il libro al quale mi riferisco è La mia cucina naturale, l'ultima fatica del "Cuoco nudo", edito da TEA. Le ricette, più di 100, di facile esecuzione, sane, gustose e naturali in perfetto stile Jamie tanto più che questa volta l'autore ha tratto ispirazione da ciò che spuntava nel suo orto, stagione dopo stagione.
Il volume è sapientemente illustrato e oltre ai consigli di cucina riporta tanti suggerimenti per coltivare l'orto seguendo l'esempio di Jamie.
In pratica se siete in ritardo con qualche regalino per Natale, correte in libreria ad acquistare questo libro, al quale potrete aggiungere delle bustine di semi. State certi che se il regalo è destinato a chi conosce Jamie lo avrete fatto felice, se invece chi lo riceverà non ha ancora avuto modo di conoscere l'autore sicuramente si innamorerà della sua travolgente simpatia.

2008-12-19

Chi dice che per la cena della vigilia bisogna spendere una fortuna in pesci?
Gente è periodo di crisi per cui ritorniamo alle vecchie buone tradizioni! Un piatto di spaghetti al baccalà preparato con materie di primissima qualità, vi assicuro, nulla ha da invidiare a un costoso primo a base di crostacei costosi provenienti da chissà dove.
Il solo profumo vi catturerà...cipolla, olio buono, pomodorini di Corbara, baccalà e abbondante prezzemolo per sposare i famosi spaghetti del pastificio Faella di Gragnano.
Ingredienti per 4 persone:
350 g si spaghetti Faella
8 fette di baccalà già spugnato
1 cipolla bionda
olio extravergine d'oliva
400 g di pomodorini di Corbara
sale e pepe nero
peperoncino fresco
prezzemolo
Tritiamo la cipolla e poi lasciamola appassire nell'olio (8 cucchiai circa) uniamo i pomodorini, il peperoncino e una macinata di pepe nero. Quando il sughetto risulterà bello denso uniamo il baccalà privato della pelle, parte in grossi pezzi e parte in piccole falde, lasciamo cuocere nel sugo e uniamo abbondante prezzemolo tritato. Lessiamo gli spaghetti e condiamoli con il sugo di baccalà.

2008-12-17

Ovvero come iniziare degnamente il pranzo di Natale. Oramai lo ammetto è mia tradizione personalissima preparare come antipasto per la cena della vigilia di Natale (che da noi al sud è sentita almeno quanto il pranzo del giorno dopo) con il mitico panettone gastronomico. L'anno scorso vi proposi la versione tradizionale da farcire con diverse creme, tagliare a fette e suddividere tra i commensali direttamente in tavola, quest'anno porto la mia innovazione...ed è questa delle mini porzioni. Immaginate un pò quanto io abbia girato per avere gli stampini da panettoncino? Per nulla. Li ho ordinati da Plurimix-point già un pò di tempo fa per averli pronti all'uso e non attendere l'ultimo momento. Però forse siete ancora in tempo magari con una scappata in negozio o rinviando la preparazione dei panettoncini al cenone di Capodanno.
Per la farcia ho utilizzato la crema di prosciutto crudo e noci ma volendo si possono farcire i panettoni con creme diverse e poi presentarli nei piatti in fettine assortite per dare agli ospiti la possibilità di assaggiare più gusti.
Ingredienti
Per i panettoncini:
500 g di farina 00
250 ml di latte
80 g di burro morbido
40 g di zucchero
15 g di sale
15 g di lievito di birra
3 tuorli
Per la crema di prosciutto e noci:
80 g di prosciutto crudo
100 g di noci sgusciate
80 g di burro morbido
Impastiamo nella ciotola la farina con le uova, lo zucchero, il sale e il lievito sciolto nel latte tiepido. Lavoriamo l’impasto molto bene per almeno dieci minuti fino a quando non sarà liscio e poi lasciamolo lievitare per un’ora. Trascorso il tempo di lievitazione prendiamo la pasta e sgonfiamola lavorandola con le mani. Suddividiamola negli stampi avendo cura di non superare i due terzi perché lieviterà ancora e lasciamola riposare finché avrà formato un bel rigonfiamento. Inforniamo in forno molto caldo per 20-25 minuti avendo cura di riporre nel ripiano più basso una ciotola con acqua calda per mantenere l’umidità.
Prepariamo la crema frullando insieme gli ingredienti. Poi togliamo la calotta inferiore ai panettoncini, scaviamo l'interno e farciamoli con la crema ancora morbida. Copriamo di nuovo con la calotta e lasciamo riposare in frigo in modo da far solidificare meglio la crema ottenendo fette regolari al momento del taglio, lasciamo fuori fal frigo per un'oretta prima di servire. Con questa dose di crema ne verranno farciti tre. Per altre creme potete dare un'occhiata al post dell'anno scorso.
Ah! Se comprate da Plurimix-point ricordateni di inserire nell'ordine il nome del mio blog avrete uno sconto del 5% su tutti gli acquisti.

2008-12-15

Di uova parlo poco eppure è un alimento che adoro, sano, ricco di proteine e soprattutto versatile. Se volessimo raccogliere tutte le ricette a base di questo povero e antico elemento credo che non finiremmo più.
Queste cocotte sono preparate con zucca gialla, che si può sostituire con della bieta, dei carciofi o altre verdure a piacere innovando il gusto secondo le stagioni. Stesso discorso vale per il formaggio che ricopre le uova, io ho usato la sicilana Vastedda di pecora di Mosto e Miele che è l'unico formaggio a pasta filata prodotto con latte di pecora, ma anche dell'asiago, della fontina, una semplice spolverata di parmigiano o una bella fetta di mozzarella fanno il loro effetto. Insomma versatilità a tutto campo che ci invita a portare più spesso le uova sulla nostra tavola.
Ingredienti per due:
una fetta di zucca gialla
olio extravergine d'oliva
1/4 di cipolla
1 pezzetto salsiccia fresca (a piacere)
2 uova
2 fette di Vastedda di pecora
sale e pepe q.b.
Rosoliamo la cipolla tagliata fine in un fondo l'olio con la salsiccia sgranata, uniamo la zucca, saliamo, pepiamo e lasciamo cuocere. Versiamo la zucca nelle cocotte, rompiamo sopra ad essa un uovo, copriamo con il formaggio ed una macinata di pepe inforniamo per 10 minuti nel forno caldo, affinché il formaggio fonda e l'uovo si rapprenda, avendo cura che il tuorlo rimanga fluido al punto giusto. Va mangiata con fette di pane abbrustolito.
E la vostra ricetta speciale di uova non volete darmela?

2008-12-12

Nel fine settimana possiamo approfittare del clima freddo e del tempo a disposizione per iniziare a preparare i biscotti da regalare, un ottimo modo per fare qualcosa di bello per le persone a cui vogliamo bene senza andarci a stressare nei centri commerciali per l'ennesimo regalo inutile. Approfitto allora per completare il post di ieri lasciandovi le ricette mancanti.
I Biscottini delle Fiabe sono i classici speziati con una marcia in pù, farina di mandorle e cedro candito, veramente deliziosi. Potete farli in formine miste oppure utilizzare la stessa forma in formati differenti per un effetto magico.

Biscottini delle fiabe
Ingredienti:
75 g di burro
200 g di zucchero
1 cucchiaino di zenzero in polvere
1 cucchiaino di cannella in polvere
1 scorza di limone grattugiata
30 g di cedro candito
1 pizzico di chiodi di garofano in polvere
1 grattugiata di noce moscata
1 uovo intero
2 tuorli
330 g di farina 00
50 g di farina di mandorle
1 cucchiaino di lievito per dolci
50 g di zucchero a velo

Sciogliamo il burro poi mescoliamolo con lo zucchero, le spezie, la scorza di limone ed i canditi. Uniamo l'uovo ed i tuorli, poi le farine ed il lievito miscelati tra loro. Impastiamo con le mani, lasciamo un pò riposare l'impasto e poi stendiamolo sottile. Ricaviamone delle formine ed inforniamole a 170° per 10 minuti circa, dipende dalle dimensioni del biscotto. Mescoliamo lo zucchero a velo con un cucchiaio di acqua ottenendo una glassa che stenderemo sui biscotti. Possiamo a piacere decorare con confezzini di zucchero colorato.


I leckerli sono i dolci tipici di Basilea, dove si trovano tutto l'anno, a me ricordano il panforte per cui mi piace farli a Natale. Tempo fa cercavo la ricetta on line e mi è apparsa quella del blog La Belle Auberge. Da quando l'ho provata è diventata anche un po' mia, tanto più che la mia nipotina Rebecca li adora.
Vi trascrivo la ricetta così come sul sito d'origine perchè è perfetta e non occorre modificare nulla


BASLER LECKERLI (Leckerli di Basilea)
Ingredienti:
450 g di miele di millefiori o anche di acacia
400 g di zucchero
400 g di mandorle sbucciate e tritate grossolanamente
150 g totali di scorze d'arancio e di cedro candite
10 g di cannella in polvere
5 g di miscela di noce moscata e chiodi di garofano in polvere
500 g di farina
50 g di Kirsch
2 bustine di vanillina (meglio un bel cucchiaino di vaniglia naturale)
2 pizzichi di sale
250 g di zucchero
80 g di acqua
Riscaldiamo il miele con lo zucchero fino ad ottenere una miscela liquida ed omogenea. In una larga terrina mescoliamo tutti gli altri ingredienti (meno il Kirsch), versiamo sopra il composto ancora caldo, mescoliamo, aggiungiamo il liquore e impastiamo brevemente. Rovesciamo la massa (che sarà piuttosto appiccicosa) su una placca ricoperta da un foglio di carta forno, lasciandola brevemente intiepidire per poterla meglio lavorare. Cominciamo a stendere il composto con le mani inumidite. Copriamo con un secondo foglio di carta forno e, aiutandoci con un matterello, stendiamolo ad uno spessore uniforme, occupando tutto lo spazio della placca. Togliamo il foglio di carta dalla superficie, pareggiamo bene e cuociamo nella parte bassa del forno, preriscaldato a 180°C, per circa 14-15 minuti. L'impasto deve diventare un bel marroncino dorato. Non va assolutamente cotto di più perché diventerebbe amaro. Subito dopo la sfornata pennellare più volte la superficie con la ghiaccia all'acqua ottenuta portando ad ebollizione lo zucchero con l'acqua, continuando la cottura per 5 minuti. In breve si formerà una candida camicina. Con sveltezza suddividiamo in quadretti o piccoli rettangoli, prima che il tutto si raffreddi. Durano parecchio tempo, se conservati in scatole di latta ben chiuse.

2008-12-11

Se non vi fosse bastato il post di ieri mi sentirei di suggerirvi ancora qualche idea per i regali di Natale. Stavolta però scendo più nel dettaglio e visto che si parlava di confezionare qualcosa di buono con le proprie mani...vi lascio anche qualche ricetta.
Avete presente quei piatti, ciotole, scatole e centrotavola a tema natalizio? Spesso sono belli ma quanto sono freddi confezionati nella loro scatola di cartone!
Io ho trovato un modo per renderli dei regali speciali, riempiendoli di buone prelibatezze preparate appositamente per i destinatari dei doni, si possono fare confezioni monotematiche con un solo tipo di leccornia o confezioni miste come quella che vedete sopra. Basterà rilegare il tutto con della carta trasparente, un grande fiocco e un simpatico bigliettino dove dare indicazioni su quello che il pacco contiene.
Si prestano molto a questo tipo di regalo tartufi e cioccolatini di ogni genere, biscotti speziati, torroncini e croccanti che si possono preparare con qualche giorno d'anticipo.
Il piatto in foto contiene Mendicanti, Leckerli di Basilea, Biscottini delle fiabe, Croccantini di riso soffiato e arachidi e al centro i mitici Tartufini alla liquirizia di Cavoletto di Bruxelles, diventati ormai anche una mia specialità, un vero must delle precedenti feste natalizie che già qui a casa si affrettano a richiedermi. Se cercate nell'archivio di Sigrid troverete la ricetta, per vostra comodità comunque ve la trascrivo anche qui, le dosi sono per circa 50 pezzi.
Tartufini alla liquirizia
Ingredienti:
150 g di panna fresca
75 g di burro
400 g di cioccolato bianco
10 g di polvere di liquirizia
1 tuorlo d'uovo
500 g c.a. di cioccolato fondente
200 g c.a. di cacao amaro
Scaldiamo la panna insieme al burro e versiamola sul cioccolato bianco spezzettato, lasciamo ricposre qualche minuto poi mescoliamo bene in modo da formare una crema omogenea, uniamo il tuorlo e la polvere di liquirizia. Lasciamo riposare la ganache in frigorifero per almeno 12 ore. Poi formiamo delle palline e lasciamole ancora riposare al freddo. Sciogliamo a bagnomaria il cioccolato fondente tuffiamoci dentro le palline e poi passiamole subito nel cacao. Lasciamo solidificare l'esterno dei tarufi prima di consumarli o confezionarli.
Per i Croccantini di riso soffiato e arachidi non c'è una vera ricetta, si fa ad occhio e volendo invece che arachidi si può utilizzare altra frutta secca. Occorre sciogliere insieme pari quantità di cioccolato fondente e burro e poi versare nella crema ottenuta tanto riso soffiato mescolato alle arachidi tostate e sgusciate. Suddivirere il composto nei pirotti di carta e attendere che asciughino qualche oretta.
Le altre ricette nei prossimi giorni.

2008-12-10

Avevo promesso di dedicare un post ai regali di Natale e mi accingo puntuale ad assolvere il mio compito. La cosa a ben vedere non è affatto semplice, tuttavia una simpatica idea per gli amanti della cucina è quella di regalare un bel libro a tema allegando allo stesso qualche manicaretto preparato con le proprie mani o qualche goloso ingrediente perchè il destinatario del dono possa da solo sperimentare le ricette del libro.
In tale circostanza non posso non parlarvi dell'ultimo arrivato a casa Cocò il cui titolo già la dice lunga sul contenuto: Cioccolato la passione degli dei edito da
Briolibri, un meraviglioso volume di grande formato dedicato al cibo consolatorio per eccellenza. Le oltre 150 ricette raccolte nel libro spaziano dalle bevande e cocktail alle creme, gelati e glasse passando per i piatti salati, le torte, la piccola pasticceria etc.
E’ ricco di immagini sensuali ed eleganti come il loro ingrediente principale. Abbinerei a questo libro delle formine particolari per realizzare biscotti, torte o cioccolatini, oppure del buon cioccolato per riprodurre qualche ricetta del libro, vaniglia, farine, insomma tutto quello che la fantasia può suggerirvi ricordandovi che sugli acquisti effettuati presso Plurimix-point è riservato uno sconto extra del 5% nel periodo Natalizio (fino al 7 Gennaio) ai lettori di Sale e Pepe quanto basta. Per ottenere lo sconto basta inserire il nome del mio blog nella sezione note dell’ordine o semplicemente dichiararlo in negozio per chi si reca direttamente lì a fare acquisti.

Ritornan-do ai libri voglio richiama-re la vostra attenzione su Cucinoterapia, l'ultima creatura della bravissima Roberta Schira, edizioni Salani. Un viaggio che svela i pregi e i benefici del cucinare passando attraverso la psicologia e le abitudini, un'attenta analisi della cucina quale atto profondamente creativo, giocoso, rassicurante.
Il libro, che pur non essendo un ricettario contiene numerose ricette adatte ad ogni età e ad ogni circostanza, ci aiuta a riflettere sull'importanza del cucinare, un atto spesso compiuto meccanicamente e che invece merita dignità e consapevolezza.
Cucinare per se stessi o per gli altri, ci insegna l'autrice, è un atto benefico che da sfogo alla creatività, consola e allontana la depressione.
Per leggere questo libro, afferma la Schira, è necessario possedere due requisiti: amore per la cucina e soprattutto il giusto grado di appetito per il cibo e per la vita. Se conoscete qualcuno con queste caratteristiche, aggiungo io, avete trovato il regalo che fa per lui/lei. Cosa aggiungere al libro per renderlo un vero regalo? Dei biscotti confezionati con le nostre mani, un vasetto di confettura o una bella tisana rilassante.

2008-12-09

Questo mese non potevo non dedicare la mia rubrica In Cucina con Cocò alle imminenti festività natalizie. E se di tradizioni culinarie natalizie si deve parlare perchè non parlare di dolci?
Ho deciso allora di condividere con i lettori le ricette dei dolci tradizionali calabresi,
Cannaricoli e Turdilli, così come da sempre si fanno a casa mia. Se provate a farli informatemi dell'esito.

2008-12-05

Io non demordo facilmente e così mi son detta perchè non ritentare con i macarons? Abbandonata la complicata ricetta di Cucina Italiana (caso raro in cui mi trovo a dissentire dalla nota e apprezzata rivista), mi sono ricordata che tempo fa la simpaticissima Giulia-Delizia nel suo blog aveva fatto un'improbabile traduzione della perfetta e quasi semplice ricetta passatale in lingua originale da Adrenalina. Ho utilizzato esattamente quella ricetta modificandola però in versione pistacchi.
Insomma alla fine ho preparato dei macarons quasi degni del nome che portano, non fosse che li ho lasciati in forno 1-2 minuti più del necessario (forse, credo) e che erano di taglia un pò esagerata.
Se volete cimentarvi avete un lungo week-end che vi attende, personalmente per non rischiare la solita maratona da fine settimana in cucina me ne vado a riposare in montagna.

Ingredienti:
2 albumi (circa 70-80 g)
150 g di zucchero a velo
50 g di mandorle
50 g di pistacchi
1 cucchiaio di zucchero semolato
alcune gocce di succo di limone
Premetto che invece della farina di mandorle ho usato mandorle e pistacchi "veri" che ho polverizzato nel mio Braun perchè il sapore ed il risultato sono a mio parere migliori.
Uniamo in una ciotola le due polveri (di mandorle e pistacchi) e lo zucchero a velo, setacciandoli insieme, più il composto sarà fine più il risultato sarà buono. Montiamo gli albumi (non freschissimi e neppure freddi) con qualche goccia di limone, quando il composto avrà preso consistenza uniamo il cucchiaio di zucchero e continuiamo a montare fino ad avere una meringa ferma e lucida, uniamo la miscela preparata in precedenza e amalgamiamo bene. Versiamo il composto ottenuto in una sacca da pasticciere e su una placca rivestita di carta da forno formiamo dei mucchietti tondi e lisci. Lasciamoli riposare per almeno mezz'ora ricordando che tale tempo è essenziale per un buon risultato e poi inforniamo a 160° per circa 12 minuti, non devono scurirsi ma devono staccarsi dalla carta. Una volta raffreddati farciamoli con una crema a nostro piacere, io ho usato la stessa dell'altra volta perchè ha la giusta consistenza ed un ottimo sapore, ma va bene anche una semplice ganache al cioccolato.
La prossima settimana qualche piccolo consiglio per i regali di Natale!!!

2008-12-04

...per la colazione di Natale. Semplici gallette da The, poco dolci, con una nota golosa di cioccolato fondente che per Natale prendono la forma di candidi fiocchi di neve. Vi do la ricetta e per l'insolito stampino non vi resta che dare una sbirciatina sul sito di Plurimix-point, siete ancora in tempo per averlo a Natale.
Ingredienti
120 g di farina 0 biscotto o farina 00
80 g di semolino
40 g di zucchero semolato
120 g di burro
40 g di cioccolato fondente
1 uovo
1 pizzico di sale
zucchero a velo
Impastiamo nel mixer la farina, il semolino, il burro freddo, lo zucchero e il sale, uniamo l'uovo e poi il cioccolato tritato. Raccogliamo l'impasto in un foglio di pellicola e lasciamolo riposare in frigorifero. Poi stendiamo con il mattarello e ritagliamo i biscotti con la formina scelta. Disponiamoli su una placca rivestita di carta da forno e inforniamo per 15 minuti circa a 180°. Spolveriamo di zucchero a velo.

2008-12-03


Il formaggio di fossa in questi ultimi anni è diventato di grande fama. E' uno di quei prodotti che inizialmente nati per necessità si ritrovano oggi ad avere un posto d'onore tra le prelibatezze della gastronomia.
Diversi sono i formaggi di fossa e sono particolarmente apprezzati perchè riescono a mantenere la loro scioglievolezza anche dopo diversi mesi di stagionatura acquisendo nel tempo dei sentori di erbe e sottobosco.
Questo Pecorino di Fossa Aromatico che ho trovato su Esperya è un formaggio raro e particolare perchè (come leggerete nella scheda) è sottoposto, secondo la tradizione appenninica umbro - casentinese, prima dell’ infossatura ad una completa speziatura della crosta con un mix di erbe/aromi collinari e montani fra i quali, tra gli altri, alloro, ginepro, timo serpillo, tarassaco, menta, rosmarino, finocchietto selvatico. Il sottocrosta assume quindi dei sentori vegetali e speziati che persistono anche nella parte più interna della forma dove la polpa è succulenta e sapida proprio come piace a me.
Ho pensato di enfatizzare questi aromi vegetali utilizzandolo a scaglie per completare un risottino che presentava le dolci note della zucca coniugate con l'aroma del rosmarino e la croccantezza delle noci tostate. Matrimonio da ripetere.

Ingedienti per 2:

2 tazzine colme di riso Vialone nano o Carnaroli

1 tazzina di nocciole

1 fetta di zucca

1/4 di cipolla bionda

1 rametto di rosmarino

olio extravergine d'oliva

brodo vegetale

Pecorino di Fossa Aromatico

Spezzettiamo grossolanamente le nocciole e tostiamole nella pentola senza alcun condimento insieme al riso. Teniamo da parte e nella stessa pentola, in un fondo d'olio, facciamo imbiondire la cipolla tritata con un pò di rosmarino, uniamo la zucca a piccoli cubetti e il riso con le nocciole, copriamo col brodo e portiamo a cottura. Versiamo poi nei piatti e copriamo con scaglie di Pecorino di Fossa Aromatico e dell'altro rosmarino tritato.

2008-12-02

Lo so che il krapfen è un dolce, ma che ci volete fare ogni tanto mi prende così e se pur Carnevale è lontano mi piace scherzare anche a tavola presentando dei dorati e soffici krapfen che invece di crema o confettura contenevano del goloso pecorino fresco al pepe rosso siciliano speditomi da Mosto e Miele e una forchettata di scarola saltata semplicemente con un filo d'olio e aglio. Va da se che il ripieno potete scieglierlo a vostro gusto ma questa accoppiata mi ha particolarmente soddisfatta.
Andiamo alla ricetta che lo so che state fremendo
Per i Krapfen:
200 g di farina 00
125 g di manitoba
15 g di lievito di birra fresco
170 g di patate (una grande circa) cotta al vapore e schiacciata
50 g di ricotta
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di sale
25 g di burro morbido
1 uovo
latte tiepido 75 ml c.a.
Per il ripieno:
pecorino fresco al pepe rosso
scarola saltata in padella con olio e aglio
olio d'oliva per friggere
Setacciamo le due farine, formiamo la fontana e sistemiamo in una fossetta laterale il sale. Al centro poniamo , lo zucchero, la ricotta, il burro, la patata, l'uovo ed il lievito sciolto nel latte tiepido. La dose del latte è indicativa perchè dipende dalla farina e dall'umidità degli altri ingredienti (ricotta, patata). Lavoriamo bene il composto che deve risultare morbido ma non appiccicoso. Poniamolo a lievitare in una ciotola coperta di pellicola fino al raddoppio, poi lavoriamolo di nuovo con le mani e stendiamolo in uno strato sottile dal quale ricaveremo tanti dischetti 6-7 cm a piacere. Su una metà dei dischi poniamo un pezzetto di pecorino e una forchettata di verdura, richiudiamo con gli altri dischi, sigillando i bordi con un pennellino intinto nell'acqua, pressando poi bene con le dita. Lasciamo di nuovo lievitare, sul piano infarinato, per circa mezz'ora, poi friggiamo in abbondante olio finchè risulteranno dorati e leggerissimi.

2008-12-01

Devo dire che quando ho saputo dell'uscita del libro Crostate per tutte le stagioni su Bibliotheca Culinaria ho iniziato a sognarne il contenuto, quando poi ho saputo che era scritto da una delle coppie più simpatiche della Tv (Pasta e Fagioli su Alice) Stefano Fagioli e Monica Bianchessi ho avuto la certezza di non potervi resistere.
Ce ne sono 28, veramente per tutte le stagioni, illustrate magnificamente da Stefania Sainaghi e tutte golose e di semplice esecuzione, com'è nello stile degli autori. Le ricette sono precedute da preziosi consigli sugli impasti base e le cotture, per rendere l'esecuzione quasi un gioco da ragazzi.
Ho iniziato con questa di limoni, dato che il mio albero ne trabocca, ma mia cugina mi ha lasciato già la lista delle prossime: Crostata cremosa alla ricotta, Crostata di riso, Crostata alle nocciole con crema al cioccolato e via dicendo.
Ingredienti per uno stampo da 24 cm
Per la frolla:
170 g di farina 00
100 g di burro freddo
70 g di zucchero a velo
2 tuorli
la scorza grattugiata di mezza arancia
1 pizzico di sale
Per la crema al limone:
2 grossi limoni non trattati
4 uova grandi
175 g di zucchero semolato
125 g di panna fresca
Per guarnire:
2 limoni piccoli non trattati
300 g di acqua
130 g di zucchero semolato
2 cucchiai di mandorle a lamelle
Impastiamo al mixer farina e burro freddo, aggiungiamo zucchero, i tuorli, la scorza d'arancia grattugiata (io ho messo scorza di limone che l'arancia non l'avevo) e il sale. Amalgamiamo bene sempre con il mixer poi avvolgiamo l'impasto in pellicola e lasciamolo risposare in frigo per mezz'ora. Stendiamolo e ricaviamone un disco di mezzo centimetro circa col quale foderiamo uno stampo da crostata formando il bordo. Bucherelliamo il fonndo, copriamo con carta da forno e con legumi o perle da cottura. Inforniamo a 170° per 10 minuti, poi leviamo i legumi e la carta e proseguiamo la cottura per altri 10 minuti. Prepariamo la crema mescolando con una frusta le uova con lo zucchero, uniamo il succo dei limoni e la panna fresca. Cuociamo a bagnomaria finché si addensa (gli autori dicono che deve arrivare a 82° e mantenere la temperatura per 3 minuti, io ho fatto ad occhio). Quando la crema è fredda la versiamo nell'involucro di frolla. Prepariamo lo sciroppo con acqua e zucchero, uniamo i limoni tagliati a fettine sottili e lasciamoli cuocere finché risulteranno trasparenti. Usiamo le rondelle di limone per decorare la superficie del dolce, spargiamo sopra le lamelle di mandorle e inforniamo a 170° per altri 10 minuti. Lasciamo raffreddare la crostata prima di servirla, consiglio di farla il giorno prima è meravigliosa.

2008-11-28

Due settimane fa su Repubblica nelle pagine dedicate al weekend sotto la voce un posto insolito trovo un titolo accattivante: Bottega delle rarità con l'oro per risotti, inizio a leggete e scopro un posto speciale, un vero rifugio per gourmand dove trovare le cose più insolite, l'oro e l'argento fusi per uso alimentare, le alghe per i sushi, le tagliatelle al cacao etc. E' l'Enoteca di Leva a Gragnano, ma la sorpresa più bella ce l'ho navigando tra le loro pagine dove scopro sali da tutto il mondo e numerose altre eccentricità oltre alla classica e rinomata pasta di Gragnano e tutto veramente a portata di tutti perchè ordinabile on line. Il mio pacco è già arrivato e come primo esperimento posto gli Scialatielli al limone con cui ho preparato un meraviglioso primo arricchito da polpettine di freschissime alici, pinoli ed una spolverata di bottarga di tonno.
Ingredienti per 4 persone:
350 g di Scialatielli al limone di Gragnano

24 alici
3 cucchiaini di bottarga di tonno grattugiata
6 cucchiai di mollica di pane
1 uovo
la scorza grattugiata di un limone + qualche goccia di succo
pangrattato
2 cucchiai di pinoli
olio extravergine d'oliva
1 spichio d'aglio + aglio in polvere
prezzemolo
sale e pepe
Frulliamo le alici crude con la mollica di pane, un cucchiaino di bottarga, l'uovo, sale, pepe, la punta di un cucchiaino di aglio in polvere, la scorza di limone e qualche goccia di succo. Ricaviamo dall'impasto tante piccole polpette che rotoleremo nel pangrattato. Versiamo un filo d'olio inuna padella con l'aglioe rosoliamo le polpettine da tutti i lati, uniamo la bottarga restante e i pinoli tostati. Lessiamo la pasta e condiamola con il condimento di polpettine, il prezzemelo tritato ed un filo d'olio a crudo.

2008-11-27

Oggi negli Stati Uniti d'America ricorre il Thanksgiving Day - il giorno del Ringraziamento - festa nata, pare, per celebrare la fine della stagione del raccolto e divenuta momento di aggregazione familiare. Confesso che ho sempre un pò invidiato agli americani questa festa, la loro unione, il loro lucido e ripieno tacchino, le patate dolci, le salsette e la torta di zucca finché non ho scoperto che in effetti tutto questo ben di Dio viene consumato intorno alle cinque del pomeriggio. Ma vi immaginate lasciare il lavoro e correre a casa a rimpinzarsi di tacchino e mostarde nel cuore del pomeriggio? Le tradizioni sono tradizioni però e io voglio ricordare questo giorno speciale con il mio ringraziamento all'italiana...il tacchino c'è e la zucca altrettanto composti però in modo lievemente più fantasioso.
Normalmente per la cottura della carne uso il vino ma in questo periodo sto scoprendo una bevanda un pò trascurata la birra che, in effetti, con le sue infinite varietà poco ha da invidiare al vino abbinadosi egregiamente sempre più spesso a piatti raffinati invece che alla solita pizza. Quella usata è una birra speciale e se dico speciale so già cosa pensate, Esperya appunto, la birra è la Super Le Baladin una doppio malto di 8% vol. con una leggera e molto gradevole nota amara che ha reso il mio tacchino un piatto originale da accompagnare ad un buon bicchiere di questa pregiata birra.
Ecco a voi la ricetta che è estrememanete semplice da eseguire ma di grande risultato.
Dadi di tacchino alla birra con zucca paprikata
Ingredienti per 4 persone
Per la carne:
4- 5 fette di ossobuco di tacchino (circa 1 Kg)
2 bicchieri di Birra Super Le Baladin (doppio malto)
2 cucchiai di maizena
1 spicchio d'aglio
2 rametti di rosmarino
sale dolce di Cervia
olio extravergine d'oliva
Per la zucca:
1 kg c.a. di polpa di zucca
1 spicchio d'aglio
olio extravergine d'olivaù
1 cucchiaiata abbondante di paprika
sale e pepe
Puliamo le fette di tacchino dalla pelle, dal grasso e dalle ossa e ricaviamone dei cubettoni di dimensioni simili tra loro. Asciughiamo la carne e passiamola nella maizena. Verziamo in un wok 3-4 cucchiai di olio, con l'aglio e 1 rametto di rosmarino, uniamo la carne e rosoliamola per bene, saliamo e versiamo sopra la birra continuando la cottura finché il liquido non risulterà ben assorbito e la carne lucida come caramellata.
Intanto tagliamo la zucca a piccoli pezzetti, versiamo in una padella un fondo d'olio uniamo l'aglio e la zucca tagliata a pezzetti, copriamo il recipiente e lasciamola disfare senza aggiungere acqua. Saliamo, pepiamo e uniamo la paprika facendo attenzione a che non formi grumi, mescoliamo (spappolando ancora se necessario) la zucca con un cucchiaio di legno e poi serviamo insieme alla carne. Volendo si può aggiungere anche del purè di patate.

2008-11-25

In genere mi piace aspettare dicembre per gli addobbi, i festeggiamenti e le ricette a tema, solo che Sapore di Sfida 2 - Dolce Natale, il concorso di Giallo Zafferano, si chiude il 28.11 per cui non mi rimaneva che postare il mio dolce natalizio con una "mesata" d'anticipo.
Del resto mi tocca confessare che ieri ho acquistato anche l'albero di Natale, era troppo bello non potevo vedermelo soffiare sotto gli occhi così; adesso giace impacchettato nel magazzino ma appena arriva dicembre inizio a stendere i rami, che l'albero ecologico sarà pure meno romantico del vero però mi piangeva il cuore a pensare di dover vedere morire un albero fulminato dalle 300 lucette che voglio mettergli addosso.
Tornando al dolce natalizio per il consorso volevo preparare qualcosa di eccezionale per stupire la giuria, ma alla fine mi sono convertita al classico tronchetto natalizio con tanto di cioccolato e marron glacé perchè il Natale è una festa tradizionale ed anche i suoi dolci è bello che lo siano.

Tronchetto di Natale

Ingredienti

Per la pasta biscotto:
150 g di farina
150 g di zucchero
6 uova
1 cucchiaino di essenza di vaniglia
Per la bagna al rum:
200 ml di acqua
50 g di zucchero semolato
100 ml di rum
Per la farcia:
300 g di crema di marroni vanigliata
6 marron glacé
125 g di cioccolato fondente al 70% di cacao
200 ml di panna fresca
100 g di burro
Per la copertura e la decorazione:
200 g di cioccolato fondente al 70% di cacao
200 ml di panna fresca
25 g di burro
qualche meringa
alcune castagne al liquore o dei marron glacé
Preparariamo la pasta biscotto montando i tuorli con 100 g di zucchero, aggiungiamo la farina e la vaniglia. Poi montiamo a parte gli albumi con il restante zucchero ed uniamoli alla preparazione amalgamando con delicatezza per non far sgonfiare gli albumi. Suddividiamo l’impasto in due teglie rettangolari, una più grande e l'altra più piccolina in modo da formare uno strato di un centimetro circa. Se le teglie sono in silicone non occorre ungere altrimenti è meglio utilizzare della carta da forno bagnata e strizzata per far si che l’impasto non attacchi. Inforniamo per 10 min circa.Tolti dal forno, quando sono ancora caldi li arrotoliamo a formare due rotoli di misure differenti ovviamente con l’aiuto di un canovaccio umido. Li terremo in frigo per almeno due ore.
Prepariamo intanto la crema, spezzettiamo il cioccolato, fondiamolo a bagnomaria, togliamo dal fuoco ed incorporiamo il burro a temperatura ambiente, la crema di marroni ed i marron glacé sbriciolati. Quando la crema è ben amalgamata aggiungiamo la panna montata.
Spennelliamo il rotolo con lo sciroppo al rum ottenuto scaldando l'acqua con lo zucchero ed unendo il liquore, poi farciamo con la crema preparata.
Avvolgiamo il rotolo nella pellicola e lasciamolo in frigorifero per almeno otto ore. Prepariamo la crema ganache versando la panna portata a bollore sul cioccolato fondente a pezzetti, mescoliamo finché non diventa crema e poi amalgamiamo il burro. Priviamo della pellicola i rotoli e componiamoli in modo armonioso cercando di creare un ramo con dei rametti più piccoli. Copriamo con la ganache la superficie del tronco e righiamola con l'aiuto di una forchetta. Decoriamo con le meringhe sbiciolate, le castagne e quan'altro al fantasia vorra suggerirci.

2008-11-24

Si avvicina il Natale e con esso la mia voglia di creare cioccolatini ed altri golosi doni.
Adesso siamo alle prove tecniche e questi bonbon hanno riscosso abbastanza successo. Per i cioccolatini avevo sempre utilizzato gli appositi stampi trasparenti mentre stavolta ho provato il nuovo stampo in silicone Easy choc Imperial omaggiatomi da Silikomart che rende ancora più semplice l'estrazione del risultato. Poi lo stampino è così compatto che non c'è neppure spreco di cioccolato. Insomma ne vorrei altri due o tre uguali.
A parte questo ho voluto provare un classico accostamento cioccolato e liquore d'arancia che ho enfatizzato ponendo su ogni cioccolatino nell'incavo lasciato dallo stampo qualche pezzetto di scorzetta d'arancia. Ovvio che se il vostro stampo non ha l'incavo ma vi piace l'idea della scorzetta potete inserirla all'interno del ripieno o volendo nello stampo prima di colare il cioccolato bianco.
Ingredienti per 30 cioccolatini:
300 g di cioccolato bianco
150 g di cioccolato fondente al 70% di cacao
150 g di panna fresca
3 cucchiai di liquore Cointreau
scorzette d'arancia per decorare
Sciogliamo a bagnomaria due terzi del cioccolato bianco e coliamolo negli stampini capovolgendoli su una gratella per eliminare l'eccesso di cioccolato. Lasciamo rapprendere meglio a temperatura ambiente, poi fondiamo il cioccolato fondente con la panna e il liquore e versiamolo nei gusci di cioccolato bianco facendo attenzione a lasciare un bordino per permettere al cioccolato di sigillare bene il ripieno. Lasciamo rapprendere anche la ganache e poi sciogliamo il restante cioccolato
bianco che verseremo sulla crema scura. Una volta solidificati estraiamo i cioccolatini dagli stampi e guarniamoli con le scorzette.

2008-11-21

E' ancora periodo di castagne o sono in ritardo? Io le ho raccolte in montagna e, caldarroste a parte, ho messo a punto un'ottima cremina aromatizzata alla vaniglia da gustare a cucchiaiate.
Io ve la propongo in due applicazioni:
come ripieno dei cannoli di sfoglia,

oppure come goloso ripieno delle pere cotte con Brandy.

In entrambi i casi è deliziosa, non vi resta che provarla. Avete il fine settimana per mettervi all'opera, questi gli ingedienti:

250 g di castagne cotte e pelate

4 cucchiai di zucchero di canna demerara

1/2 cucchiaino di vaniglia in polvere del Madagascar

150 ml di acqua

50 ml di panna fresca

1 cucchiaio di cacao amaro

1 cucchiaio di rum

Frullate tutto insieme (più o meno finemente a seconda del gusto) e poi fate addensare sul fuoco, tenendo la fiamma bassa e mescolando con un cucchiaio di legno per evitare che si attacchi al fondo. Si conserva in frigo per 3-4 giorni ma difficilmente diventerà così vecchia.

2008-11-20

Per noi meridionali la polenta è quasi qualcosa di "esotico" per dire che raramente la mangiamo o almeno ci sarà pure chi ne fa largo uso ma la cosa non è particolarmente diffusa.
Io personalmente è difficile che la utilizzi così rovesciata sul classico tagliere e condita con un ricco sugo, seppure non nascondo che quando la mangio da qualche parte mi dico sempre "la devo rifare è fantastica". Poi però mi ritrovo a fare con la farina da polenta biscotti, stuzzichini, etc. e mai un piatto vero e proprio.
Stavolta ho preparato delle golose crocchette che, se non bastava già la panatura e il fritto a rendere appetibili, ci ha pensato il ripieno di formaggio per il quale non ho utilizzato un formaggio qualsiasi ma dell'ottima Toma blu proveniente dalla bottega Esperya.
Un formaggio formidabile cremosissimo, l'unica toma erborinata attualmente in commercio, che mi son dovuta togliere davanti a forza per riuscire a ricavarne la ricetta di oggi, l'avrei mangiato così cubetto dopo cubetto con le pere e l'uva, delizioso. Il suo sapore è meno marcato del gorgonzola, è quasi come un gorgonzola cremoso con la consistenza del gorgonzola più stagionato.
Crocchette di polenta alla Toma blu
200 g di farina di mais gialla
500 ml di latte
500 ml di acqua
sale
250 g di Toma blu
2 uova
2 mezzi gusci di latte
farina bianca
pangrattato
olio extravergine d'oliva
Portiamo a bollore l'acqua con il latte e un cucchiaio circa di sale grosso.
Uniamo la farina a pioggia, lasciamo addensare mescolando, poi abbassiamo la pentola al minimo coprendola con un canovaccio umido e il coperchio e lasciamo cuocere per 40 minuti circa. Uniamo due cucchiai di olio e versiamola in una teglia unta, allargandola in uno strato spesso 1-1,5 cm. Copriamo con la pellicola e lasciamo raffreddare. Poi tagliamola a quadratini. Inseriamo all'interno di ciascun quadratino un cubetto di formaggio e modelliamoli a palline grandi poco più di una noce. Passiamole nella farina, poi nell'uovo sbattuto con il latte e ancora nel pangrattato. Friggiamole in abbondante olio e serviamole caldissime.

2008-11-19

Raramente intitolo una ricetta guardando ai suoi colori ma in questo caso è stata la foto a guidarmi, tutti questi colori meritavano di essere citati. Altra rarità della ricetta sono le penne lisce che normalmente non utilizzo mai nelle mie preparazioni perchè adoro la pasta rigata. Stavolta però ho voluto rivedere la mia posizione perchè le penne utilizzate sono lisce ma trafilate al bronzo e la differenza sta tutta lì. Sono le penne Valledoro che i soci di un sementificio delle Madonie producono e che ho potuto assaggiare grazie a Mosto e Miele una bella bottega che vende on line i vini e i prodotti tipici siciliani.
Tornando alla ricetta il verde e il rosa non stanno per i classici asparagi e salmone di cui pure vi parlai, ma per i meno consueti piselli e mortadella, una ricetta semplice da preparare in pochissimo tempo.
Ingredienti per 2 porzioni:
160 g di penne lisce Valledoro
1/2 cipolla
olio extravergine d'oliva
1 tazza di piselli
1 dl di panna
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
Sale aromatico di cervia
80 g di mortadella
pepe nero di mulinello
Lasciamo appassire la cipolla tagliata finemente con un filo d'olio uniamo i piselli e copriamo di acqua, lasciamo cuocere i piselli, regoliamo di sale. Poi frulliamo metà dei piselli con la panna e il parmigiano. Lessiamo le penne e condiamole con la crema di piselli, i piselli interi e la mortadella tagliata a piccoli cubetti. Completiamo con una macinata di pepe ed eventualmente altro parmigiano.

2008-11-18

Non sono brava coi racconti ma devo a Lo questo piccolo sforzo perchè ho molto apprezzato l'originalità della sua idea, una sorta di "ricerca sul campo" che utilizzerà per la sua tesi di laurea.
Da quando ho ricevuto il suo invito mi sto chiedendo perchè ho iniziato a scrivere questo blog, ma la risposta, al di là di quella che ho scritto il giorno in cui ho iniziato quest'avventura e che stento quasi a riconoscere come mia, non ce l'ho.
Concludo quel primo post con questa precisa frase "Avere un blog mi faciliterà spero nel compito di dover trascrivere le mie ricette per parenti, amici e conoscenti. Chi vorrà informazioni dettagliate sulle mie preparazioni potrà attingere da questo diario", in realtà ritengo che a due anni da quella data avere un blog significhi per me, se non tutt'altro, ancora tant'altro rispetto a quello.
Se non so più perchè ho iniziato a scrivere, so però perchè continuo a farlo.
Questo blog è qualcosa di mio, di veramente mio, che posso gestire come voglio.
E' un'opportunità in più che mi sono voluta, seppure inconsapevolmente, regalare per parlare pubblicamente di ciò che amo, è l'opportunità che ho quotidianamente di conoscere gente nuova o di coltivare vecchie amicizie con i miei stessi interessi.
E' l'opportunità per non sentirmi "fuori dal mondo" pur vivendo in una ristrettissima realtà dove difficilmente avrei modo di confrontarmi con gente come me.
E' l'occasione che ho di arricchire me stessa.
Non mi resta che ringraziare Lo e i 1500 lettori che quotidianamente si affacciano a questa mia finestra e che sono lo stimolo quotidiano a fare sempre meglio, con l'augurio che un disegno di legge, a tutti i bloggers ormai tristemente noto, non diventi mai legge.

2008-11-17

Le meringhe o si adorano o si odiano, tertium non datur, purtroppo.
Io da un po’ di tempo a questa parte ho preso ad amare la loro consistenza vetrosa ed eterea, così l’altra volta mi chiedevo se con il forno nuovo, che ha finalmente un minimo ed un massimo, avrei potuto realizzarle e dal pensiero all’azione non ho impiegato poi tanto, complici anche le chiare d’uova sempre giacenti nel mio frigo.
Ovviamente sapete che non si può genericamente parlare di meringa dal momento che i pasticcieri suddividono la categoria in due sottocategorie, meringhe all’Italiana o a caldo e meringhe alla francese o a freddo.
Non è per mancanza di amor patrio che ho scelto di preparare le meringhe alla francese ma solo per mancanza di strumenti.
Per realizzare la meringa all’italiana lo zucchero va cotto ed occorre l’apposito termometro perché va spento ed aggiunto agli albumi quando ha raggiunto la giusta temperatura.
Insomma francesi o italiane che siano le meringhe sono sempre un piccolo miracolo di pasticceria e sono orgogliosa di averlo compiuto.
La sorpresa si riferisce al fatto che ho aggiunto all’impasto delle mandorle spellate, una lieve nota croccante e non zuccherosa in mezzo a tanta candida dolcezza.
Ingredienti:
150 g di albumi a temperatura ambiente
300 g di zucchero semolato fine
1 pizzico di sale
150 g di mandorle spellate (facoltative)
Montiamo gli albumi con il sale e lo zucchero per almeno mezz’ora finché il composto risulterà sodo gonfio e lucido, uniamo le mandorle e poi disponiamo la meringa a cucchiaiate su una teglia rivestita di carta da forno. Inforniamo a 50-60° (forno ventilato) per almeno 3-4 ore (secondo le dimensioni) e comunque fin quando risulteranno della consistenza desiderata, se le vogliamo completamente asciutte potrebbero impiegare anche 5-6 ore ma non lasciatevi tentare di aumentare la temperatura del forno per fare prima, il risultato sarebbero solo delle meringhe scure.

2008-11-14

Per la creazione di questo godurioso dessert mi sono ispirata alla famosa bevanda ideata da Joseph Sheridan nel 1942, per cui gli ingredienti base sono l'Whishey meglio se irlandese, il caffé e la panna fresca ovviamente.
Sulla qualità dei prodotti da me usati spero non abbiate dubbi, in ogni caso il caffé merita una nota perchè viene dalla bottega Esperya ed è un Sidamo, una delle tante varietà di arabica che nasce in Etiopia sugli altopiani del Corno d'Africa. Uno dei rarissimi caffè al mondo in cui l'acidita è del tutto assente perchè sopraffatta dalla dolcezza e dai sentori di frutta matura, di albicocca e mango, di cannella e spezie.
Ma torniamo a noi e al nostro dessert, non fatevi spaventare dalle dosi perchè ne vengono fuori ben 12 porzioni se servito in bicchiere o nelle tazze da thè così come ho fatto io.
Ingredienti:
500 g di mascarpone
4 tuorli
250 g di zucchero semolato
30 ml di Whishey + 4 cucchiai
4 tazzine c.a. di Caffé Ethiopia Sidamo Washed Grade 2
Savoiardi
200 ml di panna fresca
chicchi di caffè per decorare
Lavoriamo i tuorli con lo zucchero, uniamo il mascarpone poi aggiungiamo i 30 ml di liquore. Bagnamo i savoiardi nel caffè (non zuccherato) corretto col Whishey restante e formiamo un primo strato nelle tazze, copriamo con la crema, poi facciamo un'altro strato di biscotti inzuppati e chiudiamo con la crema. Montiamo la panna e usiamola per decorare il dolce completando con i chicchi di caffé.

2008-11-12

Sembrerebbe un piatto estivo, considerato che i cakes sono cibo da pic-nic e simili, ma la presenza nell'impasto dei broccoli e dello Speck di Carrè Bernardi della bottega Esperya, legato e affumicato ancora in modo tradizionale, rendono questi cakes caldi e confortanti al punto giusto.
Un'idea per ben iniziare una cena novembrina o, in versione ancora più ridotta, lo stuzzichino giusto per i buffet delle prossime festività.
Ingredienti per 5 cakes individuali o per uno grande:
3 uova
150 g di farina
1 bustina di lievito per torte salate
1 dl di latte
1 dl di olio extravergine d'oliva
3 cucchiaiate di parmigiano grattugiato
75 g di Speck di Carrè
150 g di broccoli lessati
farina e olio per friggere
sale e pepe q.b.
Passiamo i broccoli a cimette piccole nella farina e friggiamoli in olio bollente, asciughiamo su carta assorbente. Lavoriamo le uova con la farina mescolata al lievito, l'olio, il latte, il parmigiano e un pizzico di sale e pepe. Uniamo i broccoli e lo Speck tagliato a cubetti. Versiamo il composto nelle tegline da mini plum-cake o in una teglia da plum-cake grande imburrata e infarinata. Inforniamo a 180° per 25-30 minuti o finchè facendo la prova delo stecchino lo stesso risulterà asciutto.
Mi sembra la ricetta adatta per partecipare alla raccolta di Antonella dal simpatico titolo Ecchecavolo!!!

2008-11-11

Lo spezzatino di vitello l'ho sempre preparato con le patate o in alternativa coi piselli, al massimo mi ero spinta alla cipolla. Ai capperi, invece, non avevo mai pensato e c'è da leccarsi i baffi, come si suol dire. La ricetta viene da un numero di Cucina Italiana, roba di qualche annetto fa che ogni tanto mi piace rispolverare. E' una ricetta semplice e con pochi ingredienti per cui non vi resta che provarla.
Ingredienti per 4 persone:
700 g di spezzatino di vitello
300 g di porri
1 cucchiaio di capperi sotto sale
la scorza di un limone
vino bianco secco
brodo vegetale
olio extravergine d'oliva
sale e pepe
Scottiamo la carne con un velo d'olio rosolandola per bene da tutti i lati. Uniamo i porri tagliati a rondelle, la buccia del limone e i capperi, lasciamo insaporire, bagnamo col vino e poi con il brodo. Lasciamo stufare a fuoco medio per almeno tre quarti d'ora e poi serviamo con il fondo di cottura.
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