2013-12-28

Piatto Easy Life Design
Il Natale è passato...lasciamo perdere come. Raffreddore, congiuntivite da non riuscire ad aprire gli occhi e persino mal di denti ora concentriamoci sul Capodanno. Se a Natale il dolce per eccellenza è il panettone a Capodanno possiamo sbizzarrirci ma pensavo proprio che utilizzare del panettone per creare qualche dolce diverso magari anche comodo da trasportare se si è ospiti a cena da amici o parenti.
Ecco allora il mio panettone impacchettato parente strettissimo della mia Tarte en sarcophage.
Il tema di questo dolce sono le ciliegie, amarene nel panettone Loison e le classiche sciroppate Fabbri da aggiungere alla crema, quelle di Vignola per la confettura extra Cavazza 1898 da stendere tra il panettone e la sfoglia. Per restare in tema ho accompagnato il dolce con il Vino di Visciole Querciantica Velenosi Vini, un vino dolce rosso, di medio corpo, morbido e profumato, aromatizzato alle visciole e fruttato.
Ingredienti:
2 tuorli
2 cucchiai di farina
4 cucchiai di zucchero
vaniglia
250 ml di latte
1 rotolo di pasta sfoglia già stesa
2 fette di panettone alle amarene
liquore arancia e cannella
amarene allo sciroppo
confettura extra di ciliegie
zucchero a velo
gelatina alla frutta o neutra per spennellare
Lavorare i tuorli con lo zucchero, unire la farina e poi il latte scaldato con la vaniglia. Portare a cottura la crema a fuoco moderato mescolando di continuo. Allungare e assottigliare la sfoglia con il  matterello e poggiarla in una teglia da plumcake facendo debordare l'eccesso, bucherellare il fondo e poggiarvi uno strato non spesso di panettone, spruzzare di liquore coprire con crema, amarene e l'altro strato di panettone. Spalmare la superficie con una generosa dose di confettura, ripiegare i lembi della sfoglia sul dolce chiudendolo bene al suo interno. Intagliare la superficie con tagli diagonali, pennellare di acqua e cospargere di zucchero a velo, infornare a 190° fino a doratura. Una volta sformato il dolce pennellarlo con gelatina alla frutta o neutra per renderlo lucido.

2013-12-24

Piattini Easy Life Design
Giunti al 24 dicembre non mi resta che augurarvi un sereno e gustoso Natale e lo faccio con un prezioso cocktail a base di Champagne Laurent-Perrier, elegantissimo nella sua nuova scatola di festa, e melagrana.
Cockail di Natale
Ingredienti per 6:
2 melagrane
champagne
Spremere i chicchi i melagrana, tenendone da parte 6 cucchiaini e suddividere il succo nei calici (un paio di centimetri), colmare con lo champagne e decorare con i chicchi.

2013-12-22

Piattino e cucchiaino La Porcellana Bianca, cucchiaio in legno Verdiamo
Se siete formichine fattive sicuramente ad oggi avrete una dispensa ben fornita di bellissimi, ordinati e golosi vasetti da voi preparati nel corso dell'anno, non vi resterà che renderli speciali con fiocchi, etichette e quant'altro la fantasia e il buon gusto possano suggerirvi e regalarli per il Natale ai vostri amici. Se ci tenete a fare da voi i regali per il Natale ma non avete scorte a sufficienza in dispensa, anche la notte può essere propizia per realizzare una confettura come quella di mele e limoni che vedete nella mia foto e che manderà in estasi il destinatario del dono per quanto è buona. E' ottima con del croccante pane e del burro leggermente salato. Magari se aggiungete al regalo una bella fornata di biscotti home made stampati con quello stampino verde che vedete in foto che ho trovato allegato al fascicolo n. 10 de I dolci di Benedetta il regalo sarà indimenticabile.
 Succede però a volte di dover fare un regalo ad una persona che in cucina ci sa fare ancora più di noi, una sorella, la mamma stessa, l'amica blogger o la collega "perfetta". In tal caso occorre un regalo per formichine e non da formichina e trovo che faccia al caso il nuovo libro di Lisa Casali Autoproduzione in cucina pubblicato da Gribaudo. Lei e il suo Ecocucina  la conoscete tutti. Si proprio quella che fa il brodo con gli scarti delle verdure, che mette su un pranzo con le bucce delle fave e che cucina nella lavastoviglie mentre i piatti si lavano, ma in questo libro ha superato davvero se stessa, mi sono già letteralmente incantata davanti agli sciroppi, alle zuppe liofilizzate ed alla gazzosa home made, ma so che il libro dovrò studiarmelo pagina per pagina per non farmi sfuggire nulla davvero di quanto vi è racchiuso. E' un manuale indispensabile  e davvero completo per raggiungere l'autosufficienza in cucina imparando a fare da sé tutti quegli alimenti che di solito si acquistano al supermercato e a conservarli con tecniche che rispettano i cibi senza l’aggiunta di additivi.  Mangiare in modo sano e naturale, risparmiare e inquinare meno si può seguendo i consigli di Lisa Casali, non occorrono grossi investimenti e anche un orto di un metro quadro realizzato secondo i consigli dell'autrice renderà possibile una vita ecocompatibile.
Ora la Confettura di mele e limoni che ho preparato con i limoni del mio albero:
500 g di limoni
500 g di mele tipo Golden 
700 g di zucchero semolato
Dopo aver lavato ed asciugato i limoni pelarli con un pelapatate ricavandone solo la parte gialla. Bollire le scorze in una casseruola coperte d’acqua per circa mezz’ora. Quando saranno pronte tagliarle a striscioline. 
Intanto spremere i limoni e tenerne il succo da parte.
Preparare lo sciroppo facendo bollire a fuoco basso lo zucchero con 700 ml di acqua.
A metà dello sciroppo aggiungere le scorrette ed il succo di limoni e porre a cuocere per una ventina di minuti, mescolando spesso.
All’altra parte di sciroppo aggiungere le mele sbucciate e tagliate a fettine sottili, cuocere per circa mezz’ora poi aggiungere lo sciroppo di limoni preparato e continuare la cottura finché la marmellata risulterà della giusta consistenza.
P.S. Fino al giorno di Natale sono ancora impegnatissima con il lavoro, la cena etc ma passate magari un'idea al volo per l'aperitivo ci scappa no?

2013-12-17


Il Natale è una festa che porta gioia a grandi e piccini e perché l'attesa sia tutta da assaporare quale mamma mi impegno affinché la stessa sia più dolce possibile. Abbiamo preparato l'albero con i sacchettini, il calendario dell'avvento che avete visto.
Abbiamo letto e stiamo leggendo tante storie e ispirandoci al libro gioco  Portami con te  a Natale de Il pozzo di Giacobbe in cui, tra i tanti progetti di creazioni a tema natalizio presenti, sono stata attratta dal presepe realizzato con rotoli e cartoncini da dipingere, abbiamo anche noi preparato un presepe tutto speciale con rotoli di carta, carta velina e poco altro.
L'idea della grotta con la carta da pacchi l'ho trovata sul G-baby di Dicembre dove abbondano giochi, storie e filastrocche natalizie. Sulla rivista la base era in cartone, io ho utilizzato un piatto ovale in foglia di palma Verdiamo, più rifinito solido e stabile del cartone e anche per le faccine ho sfruttato materiale usa e getta Verdiamo: i cucchiai in legno, una busta in carta accartocciata ha fatto da grotta e qualche foglietto di velina colorata è servito come vestito per i personaggi.

Non poteva poi certo mancare la casetta di biscotti tanto più che l'ultima che feci nessuno dei miei piccini se la ricordava (non erano ancora nati). Rifarla vedendo loro sporchi di zucchero e farina e decorarla secondo il loro gusto è stato per me un dono che supera tutte le fatiche  soprattutto per far star su le finestrelle. Mio marito asserisce che fare la casetta mi stanca più d'ogni altra preparazione ma è solo una sua errata convinzione.
Insomma noi siamo quasi pronti, ora ci dedichiamo a regali, pacchetti e ricettine per le cene e i pranzi di festa ma per non dimenticare che cosa sia veramente il Natale leggiamo Il dolcissimo libro di Natale de Il pozzo di Giacobbe. Un libro dedicato ai più piccoli che li condurrà fino a Betlemme. Ascoltando angeli e seguendo la stella cometa, viaggiando con i pastori e i re magi si giunge alla grotta dove sono Giuseppe, Maria e il piccolo Gesù Bambino.
Vi lascio al ricetta perfetta per la casetta (anche come dosi) o per una bella infornata di biscotti da glassare e regalare.
Casetta di biscotti
Ingredienti 
per i biscotti:
700 g di farina 00
2 uova
200 g di zucchero
150 g di burro salato
200 g di miele di agrumi
la scorza di 1 limone
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di lievito per dolci*
1 cucchiaino di spezie (cannella, pepe lungo, zenzero e noce moscata)
per la decorazione:
cioccolato
zucchero a velo
zuccherini
caramelline 
caramello e tutto quello che la fantasia vi suggerisce
Impastare tutti gli ingredienti e formare una palla. Lasciar riposare mezz'ora poi stendere a 6- 7 mm e  ricavarne le forme. Cuocere a 180° fino a doratura.
* Per la ricetta ho utilizzato lievito atomico e zucchero a velo Ar.Pa. Lieviti
P.S. Non vi stressate ad incollare la casetta con la glassa, fatelo con del caramello è come una colla a presa rapida davvero.

2013-12-16

 Piatti dessert Easy Life Design
A Natale si ha più voglia di famiglia e la famiglia inevitabilmente evoca ricordi, moltissimi dolci perché legati al periodo dell'infanzia, normalmente il più felice nella vita di ognuno. Riflettevo sul legame indissolubile tra ricordi e tavola e penso che nei ricordi culinari di ognuno di noi difficilmente mancano le mele. 
Ho cercato tra i ricordi di persone provenienti da differenti regioni d'Italia  ed ho capito che le mele trasformate in torta o in frittelle sono state nell'infanzia di ognuno. Io mi ricordo la soffice torta di mele della mamma che riponeva in una scatola in frigo e diventava sempre più buona tanto che l'ultima fetta era la più ambita.
Mi sono chiesta perché proprio le mele e sono arrivata alla conclusione che, frutto semplice e di facile reperibilità ma non di altrettanta deperibilità si è sempre prestato alle trasformazioni culinarie e la torta di mele è per me il cibo di conforto per eccellenza.
Il dolce del Natale è il nuovo libricino di Anna Mattioni pubblicato da Sovera Edizioni, raccoglie i dolci tipici natalizi di tutte le regioni italiane e anche di altri paesi attraverso i ricordi di quanti hanno voluto condividere con l'autrice i dolci delle feste della loro infanzia e, tra le tante golose ricette e i contestuali emozionanti ricordi di chi le ha fornite alla Mattioni, nella mia ricerca di dolci a base di mele mi sono imbattuta nel ricordo di Carla che a proposito dello Strucolo di Mele del Friuli scrive con una certa nostalgia "Nessuno voleva affettare le mele, ed era un compito che quindi toccava alle più giovani. Oggi che sono nonna vorrei che toccasse ancora a me".
Non poteva mancare nel Comfort foodie di Ilaria Mazzarotta edito da Gribaudo la più classica delle torte di mele per riscoprire la pausa merenda e tornare bambini mantenendo il sorriso anche di pomeriggio. In realtà nel libro, che è una vera celebrazione del lato affettivo ed emozionale della cucina, di buone merende ma anche golose colazioni e piatti per coccolarsi in ogni stagione  e circostanza davvero non ne mancano. Del resto è riconosciuto anche scientificamente che mangiare cibi comfort aiuta a stare meglio e a curare il nostro stato d’animo in particolari momenti della vita, o anche solo della giornata…E le foto del libro parlano già da sé tanto che vedere il piccolo Tommaso allineare le fettine di mela sulla torta mi ha fatto tornare bambina per un attimo.
Di torta di pane e mele ma anche di mele fritte in pastella si parla in Fratelli coltelli, cucchiai e forchette  pubblicato da Selekta. I ricordi in tal caso sono quelli di Berta e Federico Fornasari che, nati e cresciuti all'ombra di pentole e fornelli, di alberghi e ristoranti, di cucine casalinghe e genitori amanti della buona forchetta, sono praticoni e praticanti della cucina e delle tradizioni friulane di cui nel libro ci offrono un  eccellente saggio. 
Il libro che è scritto come un diario è costellato di foto sbiadite che raccontano la vita degli autori. Insieme ai ricordi i piatti ottimamente ritratti che ne segnano il percorso e  i vini scelti in abbinamento a formare  un mix di sapori tra Friuli e Mitteleruropa.
Le stesse frittelle di mele le ritrovo in La Natura in Tavola di Vittoria Gondi Citernesi pubblicato da Sarnus nella collana I Naturini. Sono i ricordi legati alla Fattoria di Volmiano quelli dell'autrice,  che ce li racconta con allegria e semplicità insieme alle ricette genuine e parsimoniose di mamma e nonna. L'oro verde di Volmiano (l'olio) è il filo conduttore della narrazione articolata in stagioni e portate. Un libretto che si legge come un romanzo con in più tante gustose ricette.
La torta di mele come dolce tipico della domenica è anche tra i ricordi di Elena Aiolfi tra le tante che hanno prestato il proprio contributo a Il profumo dei ricordi. Zibello di Manuela Amadei e Rosalba Scaglioni pubblicato da Damster. Un ricettario fatto di storie di persone che hanno intrecciato la loro vita con Zibello e che raccontano un piatto che hanno nel cuore. Un mosaico di ricordi  per non perdere la memoria storica, una moltitudine di ricette accomunate da un ingrediente segreto: "l'affetto che la famiglia rilascia incondizionatamente come una stufa a legna rilascia il proprio calore". Non vi è nel libro una torta a base di mele ma molti dolci a base di amaretti  evidentemente tipici della zona, vi è però uno spazio bianco alla fine da riempire magari con le proprie ricette preferite.
Io la mia torta di mele la preparo con il burro all'arancia e  la cannella come la ricetta che vi diedi qui essendo per me questa, dopo vari tentativi, la torta perfetta. 
Stavolta in ricordo della torta di mele dell'infanzia ho aggiunto le lamelle di mandorle in superficie e accompagnato il tutto con una cremina di cui vi lascio la ricetta perché se la volete proporre a Natale sta benissimo anche con il panettone o il pandoro.

Cremina golosa al liquore d'arancia e cannella
Ingredienti:
2 tuorli
4 cucchiai di zucchero
2 cucchiai di maizena
50 ml di liquore all'arancia
1 stecca di cannella
200 ml di latte
Portare a bollore il latte con la cannella. Mescolare i tuorli con lo zucchero e la maizena , diluire con il liquore e poi aggiungere il latte bollente (senza la cannella) mescolando per rendere il preparato omogeneo. Addensare a fuoco dolce continuando a mescolare finché il composto non diventa una crema vellutata ed omogenea.

2013-12-12

Piatto La Vecchia Faenza
Siamo arrivati alla seconda vigilia festiva: Santa Lucia, un'altra vigilia di magro in cui per tradizione le pieteranze in tavola dovrebbero essere ben 13. 
Guardando la foto che ho inserito starete pensando che ho sbagliato il titolo del post. Non è così perché quel godurioso panettone alla liquirizia e zafferano di Loison è finito in bricioline sui miei maccheroncini in giallo e nero. Una ricetta molto accattivante che ha conquistato anche il palato reticente di mio marito.
I maccheroncini sono quelli all'uovo di Filotea, formato tipico marchigiano per chi non li dovesse trovare può sostituire con dei tagliolini all'uovo freschi
ma ora la ricetta se no per questa sera non farete in tempo.
Un suggerimento per chi il panettone non ce l'ha. Potete tostare in padella delle briciole di panbrioche arricchite con un po' d'uvetta e polvere di liquirizia.
Per chi invece il panettone ce l'ha lo riprende pure per il dessert magari con una mousse di cioccolato bianco
Maccheroncini in giallo e nero 
(Maccheroncini al cavolfiore con salsa di zafferano e briciole di panettone alla liquirizia e zafferano)
Piatti La Porcellana Bianca
Ingredienti per 4 persone:
250 g di Maccheroncini all'uovo
1 fetta di panettone allo zafferano e liquirizia
1 tazza di cimette di cavolfiore lessate
1 noce di burro
1 scalogno
1 spicchio d'aglio
2 bustine di zafferano
150 ml di panna fresca
2 cucchiaiate di grana grattugiato
olio extravergine d'oliva
sale e pepe bianco
Appassire nel burro allungato con un po' d'olio lo scalogno, salare, aggiungere la panna e lo zafferano, poi frullare con il grana e tenere la parte la salsa. Saltare le cimette di cavolfiore in padella con l'aglio vestito e l'olio, salare, pepare ed eliminare l'aglio. Tagliare il panettone a tocchetti e tostarlo in un padellino.
Lessare i maccheroncini e saltarli in padella con il cavolfiore e la salsa di zafferano allungando con un po' d'acqua di cottura della pasta (perché le paste all'uovo tendono ad assorbire risultando troppo asciutte). Servire cospargendo i piatti con il panettone tostato sbriciolato.
In abbinamento al piatto un Greco di Tufo Villa Raiano

2013-12-10

 Set ciotole e piatto Easy Life Design

Gourmet, gourmand o foodie? Qual è la differenza e a quale categoria esattamente vi sentite di appartenere? Mi sono molto divertita a scoprirlo attraverso il libro del bravissimo e simpaticissimo Gianluca Biscaldin Prêt-à-gourmet pubblicato da Mondadori
"Gourmet si nasce? Solitamente i primi sintomi si vedono durante l'adolescenza quando il soggetto, già tendenzialmente in carne, si apparta dal gruppo per divorare compulsivamente enormi quantità di cibo. Con gli anni raffina il gusto e diventa sempre più selettivo. Legge guide e riviste specializzate. Ma la sua formazione principale è sul campo. Il soggetto macina chilometri su chilometri per raggiungere il ristorante sperduto...". Con tanta ironia il manuale ci insegna a muoverci con disinvoltura nei grandi templi dell'alto palato, e le belle figure con gli amici saranno assicurate.
Sono parte integrante del libro le esplicative e spesso esilaranti vignette realizzate dall'autore a corredo di ogni argomento affrontato.
Una regola che vale davvero per tutti e che Biscaldin ha inserito nel capitolo dedicato ai vini  è "Su quello di cui non si può parlare è meglio tacere", seguendo questa semplice norma eviteremo delle imbarazzanti gaffe.

Io mi sono sempre definita una curiosa del gusto e dopo la lettura di Prêt-à-gourmet confermo la mia definizione ma in alcune circostanze, come nella creazione di un piatto come quello di cui vi parlo oggi o nella scoperta del vino che non ho abbinato al piatto ma per il quale ho creato proprio il piatto, gourmet un po' mi ci sento.
Andiamo per ordine Velenosi è un'azienda vitivinicola di Ascoli Piceno nata nel 1984 per volontà dei giovanissimi Angela ed Ercole Velenosi. In questi pochi decenni di strada l'azienda ne ha fatta e i prodotti di punta della Velenosi Vini sono diversi, non posso non citare il Rosso Piceno,  il Lacrima di Morro d'Alba, il particolarissimo Vino di Visciola e poi i bianchi Passerina, Pecorino etc...
Proprio del Passerina Brut voglio parlarvi. Un vitigno tradizionale vinificato in modo nuovo, spumantizzato. Il risultato è un delicato connubio tra  morbide nuance fruttate e  fresche sensazioni floreali. In bocca ha sentori agrumati, lievi note di crosta di pane, inebrianti profumi di fiori bianchi, accostati alla freschezza e sapidità. 
Il Passerina Brut Velenosi mi ha fatto subito pensare ad un accostamento con agrumi e pesce, un piatto che potesse fare da ingresso per una cena delle feste, e siccome da tanto pensavo di accostare i gamberi alla freschezza del tè verde ho unito un po' le cose ed ho creato queste ciotoline in cui i gamberi cotti nel tè che ho scelto nella variante Gunpowder Green Tea di Twinings vengono accostati ad una gradevole crema di patate aromatizzata con mandarino. Completa il piatto la nota croccante di un sale particolarissimo, il sale verde delle Hawaii Gemma di Mare che ricorda nel gusto e nel profumo il bambu.
Gamberi al tè con crema di patate al mandarino
Ingredienti per 4 persone:
20 gamberi del mediterraneo
500 g di patate
1 cucchiaino ci polvere di tè verde
1 mandarino (clementina)
olio extravergine d'oliva
sale verde delle Hawaii
pepe bianco
Versare in un tegame una tazza d'acqua, portare a ebollizione e versarvi il cucchiaino di tè lasciar sobolline per un paio di minuti, spegnere e filtrare. Rimettere il liquido nel tegame, salare e aggiungervi le code dei gamberi già pulite dal guscio e dall'intestino con il codino ancora attaccato. Lasciar cuocere per 3 minuti.Togliere i gamberi e ridurre il liquido di cottura. Bollire le patate pelarle e frullarle con olio, sale, pepe bianco, la scorza del mandarino e qualche goccia di succo. Aggiungere qualche goccio d'acqua calda se dovesse risultare troppo densa. Versare la crema nelle ciotoline riscaldate, disporvi sopra i gamberi e la riduzione di tè, completare con un pizzico di sale verde e appena appena di polvere di tè. Servire ben caldo.

2013-12-06

Tela Juta Deyute, ciotole Easy Life Design, tovaglioli carta non sbiancata Verdiamo
Con l'Immacolata iniziano ufficialmente le feste natalizie. 
Da noi è stranamente d'uso dare più importanza alle vigilie che ai giorni di festa e sulla tavola della vigilia dell'Immacolata, di magro rigorosamente, non possono mancare i broccoli e il baccalà spesso anche insieme per dei primi piatti tradizionali da leccarsi i baffi. Il piatto di cui vi parlo oggi nasce come innovazione a quella che è la tradizione, i broccoli li ho lasciati ma al posto del baccalà ho realizzato un gustoso brodetto di pesce con cicale di mare e gamberi. Un piatto gustoso e anche economico che voglio presentarvi su una tavola natalizia d'ispirazione nordica, una tavola calda e non pretenziosa in cui ho utilizzato anche i portatovaglioli creati con i rotoli
A questo primo ho voluto abbinare un buon vino campano, un Greco di Tufo prodotto uve dei vigneti di Contrada Marotta da Villa Raiano. Un vino energico e ricco che sostiene il piccantino del piatto rendendo davvero piacevole l'accostamento.

Pastina risottata con broccoli e cicale
Ingredienti per 4 persone:
1 broccolo
8 cicale di mare
250 g di gamberetti freschi
la carcassa di un pesce a polpa bianca
8 pomodorini piccadilly
1 rametto di prezzemolo
1 spicchio d'aglio
1 peperoncino
olio extravergine d'oliva
1 carota 
1 costa di sedano 
1 scalogno
250 g di pastina semi di pepe
Togliere le teste ai gamberi, sbucciare le code e togliere l'intestino. Tenerli da parte, intanto preparare un brodo con le teste dei gamberi, e la carcassa del pesce, lo scalogno, la carota, il gambo di sedano e la coda del prezzemolo. Soffriggere l'aglio con il peperoncino in un fondo d'olio, aggiungere i pomodorini e lasciare insaporire, aggiungere il broccolo diviso a cimette e lasciar cuocere a tegame coperto unendo un mestolo del brodo di pesce. Quando i broccoli sono teneri aggiungere le cicale e lasciarle insaporire. Tenerne 4 da parte e aprire le altre prelevando la polpa. Cuocere nel condimento di broccoli e polpa di cicala la pastina unendo il brodo di pesce un po' per volta. Verso il termine della cottura aggiungere le code di gambero e le cicale intere. Servire ben caldo con prezzemolo e un filo d'olio crudo.

2013-12-04

Vassoietto La Porcellana Bianca
Irresistibili quando le ho viste sulla copertina del fascicolo 11 de I dolci di Benedetta (con tanto di stampo in dotazione) mi son detta queste le provo, tanto più che per i piccoli tutto ciò che è glassato  è davvero irresistibile. Ed eccomi qua a raccontarvela, si fanno davvero in poco tempo se si dispone di uno sbattitore elettrico e mentre cuociono si prepara la glassa e la colazione a stelle e strisce è servita.
Mi raccomando non mancate l'uscita 12 de I dolci di Benedetta dedicata a cioccolatini e praline con lo stampo per cioccolatini natalizi.
Ingredienti
per 12 ciambelline:
100 g di burro morbido
75 g di zucchero a velo
60 g di farina di riso (nel mio caso invece la comune 00)
60 g di fecola di patate
3 uova
3 g di lievito per dolci
vaniglia
sale
per la glassa:
200 g di zucchero a velo
20 g di burro
zuccherini
Montare il burro con lo zucchero finché diventa soffice e spumoso, unire le uova uno alla volta e poi le polveri setacciate insieme amalgamando tutto con una spatola. Versare l'impasto negli stampi con l'aiuto di un sac à poche. Cuocere a 180° per 15'. Sformare le ciambelle una volta fredde. Intanto sciogliere il burro e versarlo a filo sullo zucchero per la glassa, aggiungere acqua tiepida q.b. fino ad ottenere una consistenza fluida.Immergere per metà le ciambelline nella glassa e decorarle con gli zuccherini prima che la glassa si asciughi.
*Per la ricetta ho utilizzato lievito, fecola e zucchero a velo Ar.Pa.Lieviti e zuccherini rossi alla fragola Silikomart

2013-12-03


A casa fervono i preparativi, in realtà nel fine settimana abbiamo quasi ultimato i lavori di decorazione di casa perché poi ci si dedica alle ricette e alla tavola.
Su Facciamoci le feste, il manuale dell'ecofesta fai da te scritto da Massimo Acanfora e pubblicato da Ponte alle Grazie in collaborazione con Altraeconomia Edizioni ci sono tantissime idee per decorazioni, regali e quant'altro possa servire in occasione di Natale, compleanni, matrimoni e altre ricorrenze. E venne il tempo della sobria abbondanza si legge sulla quarta di copertina, questo è il tempo in cui dobbiamo risparmiare e quando inizieremo a farlo premiando al contempo la nostra manualità ci accorgeremo anche di essere più felici. Riciclo e creatività sono i temi dominanti del libro e tante davvero le idee proposte cui attingere senza ritegno.Oggi a tal proposito voglio lasciarvi anch'io qualche idea e suggerimento per delle simpatiche decorazioni. Sull'albero certo le tradizionali palline non devono mancare ma aggiungere qualche dolcetto potrebbe essere davvero una cosa carina. Per appendere cioccolatini, torroncini e caramelle all'albero possiamo creare dei pacchettini speciali come quelli della foto in alto.
Tante sono le idee che si trovano nella scatola Libro Creativo del Natale Lisciani, un Kit completo per creare decori natalizi con i più piccoli.
Progetti, carte decorate, adesivi natalizi, stencil, forbicine e tante altre attrezzature racchiuse in una splendida valigetta rossa per far sognare i bambini e divertirsi durante l'Avvento. Io ho voluto utilizzare i loro adesivi per decorare questi pacchettini realizzati con i rotoli di carta (quelli della carta igienica o della carta casa) che comunemente buttiamo.

L'idea di utilizzare i rotoli di carta l'avevo presa da G-Baby di novembre dove avevo trovato un progetto per realizzare dei fermatovaglioli per la tavola utilizzando i rotoli. Basta tagliare i rotoli, dipingerli e decorarli a proprio piacimento, io ho provato a realizzarli avvolgendo del nastro di carta attorno al rotolino e poi decorando con pinzette a tema natalizio. Si possono fare anche con il tessuto emagari decorarli anche con vecchi bottoni.Ho subito pensato che sarebbero stati perfetti per la tavola di Natale e poi da lì mi è venuta l'idea dei pacchetti che possono essere appesi all'albero ma anche fare da segnaposto che ne dite?
Se siete dei giramondo e ovviamente potete permettervi di rubare le idee per mercatini non fatevi mancare la guida Mercatini di Natale di Morellini Editore. I mercatini di tutta Europa raccontati con dovizia di particolari per vivere la magica atmosfera di Natale immergendosi nelle tradizioni degli altri. Da Merano a Norimberga, da Strasburgo a Praga, la prima guida completa al fenomeno turistico di questi ultimi anni.Come non desiderare di partire dopo aver sfogliato il volume?
Visto che in questo periodo i biscotti non devono mancare vi lascio la ricetta di semplici 
Biscotti di frolla con granella di mandorle e pistacchi
Ingredienti per 40 biscotti:
400 g di farina 00
200 g di burro a temperatura ambiente
200 g di zucchero semolato
1/2 bustina di lievito per dolci
3 uova
150 g c.a. di granella di mandorle e pistacchi
20 ciliegine candite
Impastare la farina con il burro finché il composto non diventa sabbioso, aggiungere lo zucchero, un pizzico di sale, 2 tuorli ed un uovo intero (tenere da parte gli albumi). Impastare fino ad ottenete un composto omogeneo, liscio e bello sodo. Avvolgere nella pellicola e lasciarlo riposare in frigo per circa mezz'ora.
Ricavarne 40 palline della grandezza di una noce, schiacciarle leggermente tra i palmi e dopo averle spennellate con l'albume passarle nella granella di modo che la stessa ricopra i lati e la parte superiore ma non il fondo.
Adagiare i biscotti nella teglia foderata di carta forno e praticare nel centro una fossetta con un polpastrello. Riempiamo l'incavo così formato con la marmellata ed infornare in forno già caldo a 180° per circa 10 minuti.

2013-12-01

Piatto quadro La Porcellana Bianca, alberello avvento EDICART
Oggi mi sento proprio un'apetta operosa, a casa mia i preparativi per il Natale vanno già alla grande con i bambini è d'obbligo partire per tempo se si vuole realizzare qualcosa con loro. Per il Calendario dell'Avvento non mi sono data troppe preoccupazioni ho optato per un meraviglioso alberello in legno della EDICART nelle cui finestrelle inserire un dolcino ciascuno per i miei piccolini e se poi però si vuole fare qualcosa di davvero carino il dolcino lo si può fare a casa. Cioccolatini di ogni tipo e magari qualche caramellina mou preparata in casa. 
Il Natale per me inizia oggi che del resto coincide quest'anno con la prima domenica d'Avvento e cosa c'è di più bello che accompagnare l'attesa del Natale con una storiella al giorno? 
Il viaggio dei tre Re di Beatrice Masini è un bellissimo libro edito da San Paolo e illustrato da Angela Marchetti adatto ad aspettare il Natale. Tre strampalati Re Magi che sbagliano Cometa e si ritrovano in tutt'altro luogo. Ci vorranno 24 storie, una per ogni giorno di Dicembre, per far arrivare Gaspare, Melchiorre e Baldassarre alla meta. Leggiamo oggi la prima e con calma speriamo di arrivare fino in fondo con il cuore pronto.
Anche su G-baby Dire Fare Giocare Storie per te ci sono tantissime storie tutte brevi (per mamme impegnate) e molto divertenti. E se proprio con la manualità volete strafare non vi resta che realizzare il presepe con la pasta modellabile seguendo le istruzioni dello speciale di G-Baby. 

Per il momento vi lascio con la ricetta delle caramelle mou al miele d'arancio Rigoni di Asiago ma torno presto con nuove idee per l'albero, la tavola e i pacchetti.

Caramelle mou al miele
Ingredienti:
200 g di zucchero
100 g di miele di arancio
200 g di panna fresca
1 pizzico di vaniglia qualche goccia di limone
Sciogliere lo zucchero con il miele e qualche goccio d'acqua, portare a bollore, quando il caramello inizia ad essere dorato e a fare le bolle aggiungere la panna scaldata con la vaniglia e qualche goccia di limone. Continuare la cottura fino a raggiungere una giusta consistenza. Ci si regola prelevandone un po' con il cucchiaio e lasciandolo raffreddare. Versare negli stampini in silicone* e lasciar raffreddare aiutandosi con un breve passaggio in freezer, sformare le caramelle e decorarle a piacere con il cioccolato a latte fuso.

2013-11-29

Piatto Villa dei Fiori La Porcellana Bianca e runner Busatti
"Non crediate che io abbia la propensione d'insegnarvi a far le polpette. Questo è un piatto che tutti lo sanno fare cominciando dal ciuco, il quale fu forse il primo a darne il modello al genere umano". Ho voluto iniziare questo post dedicato a Sua maestà la polpetta con questa frase di Pellegrino Artusi che di cucina buona ne sapeva qualcosa e se si parla di buona cucina l'arte sublime di far polpette non si può certo omettere. 
Ce ne danno saggio Anna Scafuri e Giancarlo Roversi nel loro Una polpetta ci salverà edito da Giunti
Se pensiamo che la polpetta sia improvvisazione e approssimazione questo libro ci farà davvero ricredere.  Un libro in cui all'autorevole presentazione di Massimo Bottura fanno seguito gli interessanti interventi di noti personaggi del calibro di: Giovanni Ballarini, Francesco Barilli, Stefano Bencistà Falorni, Beatrice Buscaroli, Riccardo Cotarella, Mauro Defendente Febbrari, Gualtiero Marchesi, Marino Niola, Gavino Sanna, Ricky Tognazzi, Antonio Tubelli, Ciro Vestita. E di ricette? Ce ne sono per tutti i gusti, ben 120 realizzate da chef di tutta Italia per imparare a far polpette come Dio comanda.
Il libro me lo sto ancora leggendo e studiando e proverò senz'altro qualche ricetta, come non restare affascinati dalla Zuppa di polpo verace con polpettine, sedano e fagioli di Controne di Alfonso Caputo o dagli Arancini dolci di mele, tè affumicato e miele d'acacia di Nicola Batavia. 
Nel frattempo io ho tratto ispirazione da una ricetta dell'Artusi ed ho realizzato questa verza farcita da una grande polpetta, quasi una regina al centro del piatto.
Fiore di verza farcita
Ingredienti:
1 piccolo cavolo verza
50 g di mortadella*
200 g di carne mista maiale e manzo cotta in tegame con un rametto di rosmarino, sale, pepe e alloro
1 uovo
20 g di formaggio grana grattugiato
30 g di mollica di pane
1 spicchio d'aglio
olio extravergine d'oliva
sale e pepe
Togliere le foglie esterne alla verza, pareggiare il gambo e cuocerla in acqua bollente salata finché risulterà tenera ma non disfatta. Adagiarla in una teglia (io preferisco un tegame di coccio perché così non si asciuga troppo in cottura) e lasciarla raffreddare. Cuocere la carne rosolandola in tegame con gli odori, salare pepare e proseguire la cottura aggiungendo poca acqua finché la carne risulterà tenera. Pesarla poi da cotta, ne occorrono 200 g che andranno tritati con il tritacarne, aggiungere la mortadella tritata, l'uovo, il grana, la mollica di pane grattugiata e amalgamare bene l'impasto regolando eventualmente di sale.
Formare una grossa polpetta e dopo aver allargato le foglie della verza cotta, schiacciarla sul cuore, coprendola appena con le foglie più interne. Versare al fondo del tegame un filino d'olio e lo spicchio d'aglio in camicia, irrorare con il liquido di cottura della carne filtrato e infornare a 180° per 25 minuti circa, finché la verza prenderà colore. Servire irrorando ogni porzione con il brodo del fondo.
* Per la ricetta ho utilizzato Mortadella Bologna IGP La Blu di Felsineo

2013-11-27

Piatto conchiglia La Porcellana Bianca
Stavolta ho messo l'oro nel piatto, non foglie d'oro e altre simili inutilità, ma l'Oro di Cabras, la rinomata Bottarga di muggine o cefalo che producono con dedizione e professionalità i fratelli Manca  sulla costa centro occidentale della Sardegna. 
La bottarga è un prodotto di lunghissima tradizione sarda, realizzata con le uova di muggine o cefalo salate e stagionate. Era una preziosa merce di scambio, ambitissima in tutto il mediterraneo, ben nota ai Fenici non era disdegnata neppure dai Romani che anzi ne consumavano in grandi quantità.
I fratelli Manca lavorano artigianalmente la bottarga secondo tradizione, esportando quella che è la bandiera, il simbolo stesso di Cabras.
Ma siccome amo unire l'Italia a tavola non potevo esimermi proprio stavolta e l'Oro di Cabras l'ho sposato agli Spaghetti alla chitarra con aglio e prezzemolo di Filotea, la pasta marchigiana realizzata con uova fresche e farina come la faceva la nonna ma con quell'estro di modernità in più. Ingredienti di prima qualità e lavorazione sapiente rendono la sfoglia Filotea giustamente ruvida, quel che basta per assorbire e trattenere i condimenti.
Pochi altri ingredienti hanno fatto di questo piatto, un piatto speciale e siccome un buon vino lo meritava, ho proseguito il mio giro per l'Italia fermandomi in Campania e scegliendo in abbinamento uno dei miei vini preferiti in assoluto il Greco di Tufo DOCG annata 2012 Villa Raiano che non ha di sicuro bisogno di presentazioni.
Chitarrone all'oro
Ingredienti per 4 persone:
250 g di spaghetti alla chitarra con aglio e prezzemolo
300 g di calamari
2 zucchine
bottarga di muggine
olio extravergine d'oliva
sale e pepe bianco
scorza di limone
Tagliare a striscioline i calamari già puliti , saltarli con un filo d'olio, e le zucchine a dadini, salare, pepare e grattugiarvi sopra la scorza di limone. Lessare gli spaghetti e condirli con quanto preparato, aggiungendo se è il caso un mestolo di acqua di cottura della pasta. Completare con una grattugiata di bottarga.

2013-11-25

Piatto in foglia di palma e tovagliolo non sbiancato VERDIAMO
Il 20 novembre è la data in cui il mondo intero celebra la Giornata Internazionale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, il 20 novembre è passato e con questo post voglio semplicemente dire che per il resto dell'anno non dobbiamo dimenticare che i minori hanno dei diritti e noi, in qualità di adulti abbiamo tanti doveri verso di loro. L'art. 31 della Convenzione sui diritti dell'infanzia sancisce il diritto al gioco, e se questo è un loro diritto abbiamo il dovere di stimolarli e fare in modo che attraverso il gioco e le attività ricreative possano svilupparsi in modo armonioso.
Il Gruppo Lisciani, da sempre attento  all'educazione dei piccoli attraverso il gioco, ha rinnovato il proprio portale che si presenta con una nuovissima impostazione grafica, uno store online ricco di offerte (in vista delle prossime festività è d'obbligo farci un salto) e una piattaforma con contenuti multimediali. Attendo con impazienza anche il Club della didattica dedicato a  blogger, mamme, maestre e  tutti coloro che sono interessati al mondo dei bambini. Intanto sbirciando nello store ho trovato qualcosa di veramente carino.
Tra i giochi creativi il nuovo Barbie diventa cake designer coglie giusto una delle mode del momento permettendo alle signorinelle di diventare brave nella realizzazione di dolci fashion quasi quanto Marica Coluzzi, la blogger Mucca sbronza che ha realizzato con Lisciani la scatola gioco. La scatola contiene oltre alla guida con le istruzioni passo passo, 12 formine in silicone, un matterello, un'alzatina per cupcake Barbie, un cappello da chef Barbie (molto ambito tra i piccoli) e uno strumento per lavorare la pasta di zucchero.
Irresistibile davvero anche il Libro Scuola Cucina piccoli pic-nic  uno di quelli che avrei voluto ricevere da piccola perché oltre al libro con le deliziose ricette per pic-nic e merendine speciali da imparare e replicare con mamma e papà, c'è anche un vero servizio da the in porcellana incluso nella confezione. Da condividere con le amichette per giocare insieme a fare le signore.
In casa Edicart tra le novità troviamo Hello Kitty Che bontà! 100 ricette sfiziose, semplici, colorate, d'effetto, per imparare a cucinare con la simpatica gattina  Hello Kitty che diventa per l'occasione  Chef d'eccezione.
Un libro bello e molto curato, anche abbastanza forte con la rilegatura a spirale si presta ad essere compagno inseparabile di cucina per aspiranti piccoli chef.
Ci sono poi dei libri adatti a bimbi e ragazzi che stimolano la fantasia e aiutano molto a crescere, non ricettari ma storie legate al mondo del food.
Che pasticcio Clementina! di Lorenza Bernardi pubblicato da Edizioni EL è la storia di Clementina una giovane aspirante chef che è stata ammessa all'accademia parigina di alta cucina, l’Ecole d’Haute Cuisine Jean Fresnay, dove si troverà a confrontarsi con altri giovani aspiranti chef provenienti da tutto il mondo. Clementina è bravina ma va in panico quando entra il direttore e il pasticcio è assicurato come per noi lo è il divertimento.
Molto originale sia nella trama che nelle illustrazioni di Sara Grigoli Gli spaghetti dell'imperatore scritto da Guido Quarzo e pubblicato da Coccole e Caccole. Kublai Kan, imperatore della Cina dovrà decidere la lunghezza degli spaghetti e per non sbagliare chiederà l'aiuto delle tre sagge e famose scimmie. Atmosfere d'oriente per spiegare anche ai lettori in erba la vera origine dei nostri amati spaghetti.
Ma senza una ricetta per merenda non vi voglio proprio lasciare. Capita, avendo in casa bambini, che le confezioni di biscotti vengano aperte e poi lasciate lì dopo averne mangiato appena qualcuno. Ecco un modo per riutilizzare gli avanzi in tal caso frollini al cacao ma non occorre formalizzarsi più di tanto potendo modificare la ricetta secondo quanto si ha a disposizione.
Per rendere ancora più appetitosi i dolcetti ho scelto di dargli la forma di topini con un apposito stampo in silicone ma si può creare la forma anche con le mani o realizzare delle palline da infilzare agli spiedi tipo cakepop. Date spazio alla fantasia con i piccoli è così che funziona.
Topini dolci
Ingredienti:
250 g c.a. di frollini al cacao
150 g di crema di marroni
100 g di cioccolato fondente
100 ml c.a. di latte
cocco rapé per completare
Frullare i biscotti fino a ridurli in farina, sciogliere il cioccolato con un po' di latte e unirlo ai biscotti, aggiungere la crema di marroni e il latte rimanente fino a raggiungere la giusta consistenza. Lasciar rassodare il composto in frigo e poi dare la forma desiderata compattando bene l'impasto. Passare i topini o le palline nella farina di cocco e tenere ancora in frigo prima di servire.
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