2019-02-28

Questo è uno di quei rari casi in cui l'articolo di scrive da solo perché ci sono locali e persone che hanno già tutto e le parole fluiscono davvero dal cuore. Per Diritto di Cronaca sono andata a conoscere  Andrea Diodati e la sua "osteria contemporanea": Origini. Andrea è giovane, bravo e anche molto umile, non si definisce chef ma una cucina la sa portare avanti più che bene e di strada prima di aprire il suo ristorante, a dispetto della sua giovane età, ne ha percorsa tanta. Appena diplomato all'alberghiero, già con l'esperienza di qualche stagione fuori, è volato a Londra nientemeno che da chef Francesco Mazzei per formarsi ad alti livelli e poi ancora  in Giappone e a Copenaghen per perfezionare le tecniche acquisite e approfondire altri settori.
E' tornato poi a Castrovillari e si è buttato in questa avventura. Il locale è arredato in modo giovane e fresco, trasmette un senso di ordine e pulizia. I menù parlano della nostra terra, i nostri prodotti, soprattutto i vegetali che la nostra natura offre copiosa e che la cucina tradizionale ha sempre proposto, preparati in modo originale: le origini originali direi per giocare con le parole.
Le porzioni sono abbondanti come piace a noi calabresi e perciò decidiamo di dividerle per assaggiare più piatti.
Iniziamo con una tartare di tonno con cipolla rossa di Tropea e pane carasau (omaggio alla mamma sarda di Andrea), il tonno si scioglie praticamente in bocca, è preparato con la tecnica che Andrea ha appreso in Giappone.
Proseguiamo con uno dei piatti più richiesti: Sapore di sale, un insolito polpo servito su crema di patate e arricchito da olive nere secche e cipolla bianca di Castrovillari in agrodolce, un piatto con eccellenti contrasti che creano armonia. Ottimo anche il carpaccio di podolica che ci viene servito con salsa fredda di pecorino crotonese, pinoli e scaglie di tartufo uncinato del Pollino, è dai dettagli che capiamo quanto Andrea studi la materia prima scegliendo meticolosamente prodotti e produttori per ottenere il risultato che propone. I tagliolini al tartufo sono sublimi, la pasta che qui viene proposta è rigorosamente tirata a mano e il piatto ne acquista innegabile pregio.

Il risotto ai porcini con lardo è un piatto difficile da raccontare, sapori e profumi in esso racchiusi in equilibrio perfetto ci fanno dimenticare tutti i risotti ai funghi precedentemente assaggiati.
Sogno americano è il secondo che scegliamo: pancia di maiale cotta a bassa temperatura per 24h, con salsa BBQ al Magliocco e cipolla bianca di Castrovillari cotta sotto cenere, già dal nome capite che non si tratta di un piatto improvvisato ma studiato e lavorato in ogni dettaglio.

Le chips al tartufo, che scopriamo essere richiestissime, si rivelano un contorno che crea dipendenza.
Vi ho parlato di alta cucina ma ci tengo a precisare che i prezzi e le quantità sono quelli da osteria e quindi non vi resta che andare a conoscere le Origini facendo tesoro dell'esperienza in questa osteria contemporanea che mi sembra abbia già un piede nel futuro.
Origini Ristorante
via Padre Francesco Russo
87012 Castrovillari
tel.  0981 44417  
originiristorante@gmail.com


2019-02-13

Esiste un legame tra il cibo e la moda? Un vestito può essere caldo e appagante come un piatto. 
Oggi sono red pear, uno dei colori di questa stagione, una tonalità di bordeaux intensa e voluttuosa. E visto che il colore influenza in modo positivo anche l'umore, diamo colore e calore con il red pear alle grigie e fredde giornate invernali
Questa mise fatta di toni caldi, di rossi incupiti e di verdi che ricordano il bosco: di fiori, rami e uccellini, non può che rimandarmi ad un piatto dal gusto pieno e seducente come le pere  farcite di parmigiano con  con gelatina al balsamico o anche delle bellissime e semplici pere cotte nel vino rosso e servite magari con gelato alla vaniglia. 

A voi la scelta io una ricetta ve la lascio comunque anche se potete sempre cercare in archivio.
Queste pere sono ideali per completare un pasto per chi è indeciso tra dolce e formaggio o per arricchire un pranzo con una portata in più da inserire tra il secondo ed il dolce vero e proprio. 
Una ricetta semplicissima da realizzare una volta preparata la gelatina di aceto balsamico che si può sostituire con gelatina al balsamico già pronta o anche con gelatina al vino o con una mostarda o confettura a vostro piacere.
Ingredienti per 4 persone:
4 pere non troppo mature
150 – 200 g di parmigiano reggiano non troppo stagionato
100 g di aceto balsamico di Modena IGP
100 g di zucchero
5 g di pectina
Mescolare l'aceto con la pectina, portare a bollore ed unire lo zucchero gradualmente mescolando di continuo finché non si addensa (3-4 minuti). 
Pelare le pere lasciando attaccato il picciolo, togliere il torsolo e riempire il vuoto con un pezzo di parmigiano. Posare le pere in una teglia e infornarle a 180° per 15 minuti. Togliere dal forno spalmare sopra ogni frutto un abbondante strato di gelatina all'aceto balsamico e lasciar riposare ancora qualche minuto in forno spento prima di servire.

2019-02-07


Mangiare in una tipica trattoria è come sedersi a una tavola di famiglia, questa è la sensazione che ho avuto alla Trattoria Il Paesello.

In via Rivocati a Cosenza, nella storica via che magicamente fa da trait d'union  tra la Cosenza antica e la nuova, si trova la Trattoria Il Paesello dove Elena ogni giorno mette in tavola la semplicità della cucina di una volta preparata con un tocco tutto personale per farci apprezzare i buoni prodotti che, ancora oggi come ieri, la nostra generosa terra e i produttori più attenti sono in grado di offrirci perché "non esiste presente senza passato".
In questa missione che, per pura passione, Elena ha intrapreso è coadiuvata dall'energico e ospitale marito e dai gentilissimi e sempre attenti figlioli.
Una famiglia bella che accoglie con tutte le premure gli ospiti quasi che questa piccola trattoria fosse una semplice e calorosa tavola casalinga.
Si fa presto a riempire la sala, di posti ce ne sono pochi, ma proprio questo ci fa sentire quasi dei privilegiati e ci dà la misura della genuinità dei piatti che ci vengono serviti.
L'antipasto è ricchissimo secondo la nostra più diffusa tradizione. Salumi, formaggi, sottoli misti, "sauza" di zucchine con la mollica, una gustosa peperonata, fagioli in umido, patate 'mpacchiuse, polpette di carne ed altre deliziose di melanzane con un leggero sentore di piccante e il fresco aroma di mentuccia. Divina la parmigiana come non la mangiavo dai tempi della nonna con le uova e tutto il resto  e le polpette al sugo. Insomma ce n'è in abbondanza per sentirsi soddisfatti già prima di passare ai primi.
Essendo domenica non mancano i classici al forno: lasagna china secondo usanza e una particolarissima pasta e patate alla tiella, ovvero dei paccheri con sugo, patate, caciocavallo e salsiccia passati al forno con sopra il pane grattugiato, un piatto il cui gusto mi è difficile spiegare ma che per fortuna la signora Elena di sicuro vi può preparare. Il secondo è un sontuoso e irrinunciabile stinco con patate.
Vorremmo fare a meno del dolce ma il tiramisù va assaggiato e come se non bastasse al momento del caffè ci viene offerta una ulteriore dolce carezza fatta di paste di mandorle e cioccolatini, un garbo inconsueto per una trattoria che apprezziamo come merita. Bisogna tornare in questo piacevole posticino per godere ancora della calda accoglienza di casa che viene quotidianamente dispensata.   
Trattoria Il Paesello  
Via Rivocati 95 | Dietro il comune
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