2007-12-31

Per salutare degnamente il 2007 che ci lascia tra poche ore non posso che proporvi un dolce, sto un pò esagerando con gli zuccheri ma le feste mi hanno messo addosso voglia di pasticceria e poi il mio debole lo sapete, per cui tra tartufi e praline non so cosa preparare prima. Se ricordate qualche tempo fa preparai delle praline con ripieno di ganache al caffè, ecco mi sono ritornate in mente e mentre scioglievo il cioccolato per rifarle ho avuto un'altra intuizione ed ho deciso di dargli una forma diversa, più festosa forse, ne son venute fuori delle praline "aperte" una sorta di mini-cappuccino a cui ho voluto dare il nome di chicche perchè mi sembrano dei piccoli bijoux da assaporare in un boccone.
Per 30 pezzi:
Cioccolato fondente al 70% 150 g
panna fresca 250 ml
cioccolato bianco 80 g
caffè solubile 2 cucchiaini
Chicchi di caffè 30
Sciogliamo a bagnomaria il cioccolato fondente (avendo cura di temperarlo per evitare che si macchi una volta asciugato). Versiamolo in 30 piccoli pirottini di alluminio, sporcandone bene le pareti e lasciamo asciugare capovolti. Una volta asciugati leviamo gli involucri ed otterremo dei cestini di cioccolato molto piccoli.
Scaldiamo 6 cucchiai di panna nella quale avremo sciolto il caffè e versiamola sul cioccolato bianco, copriamo il contenitore e dopo qualche minuto mescoliamo bene finchè il cioccolato risulterà ben sciolto. Riempiamo per 2/3 con questa crema i cestini di cioccolato. Poi montiamo la panna restante (senza aggiungere zucchero) e con l'aiuto di una sac-a-poche completiamo i cestini con un ciuffetto di panna, decoriamo infine con un chicco di caffè.
Buon 2008 a tutti!

2007-12-28

Presentare il solito panettone o il solito pandoro a fine pasto non è poi tanto carino abituati come siamo ai dolci industriali che da ottobre ormai invadono supermercati e simili.
D'altro canto però succede che quando uno ha preparato un cenone composto di antipasti, primi e secondi non ha più tanta energia da investire nella preparazione di un dolce che sia all'altezza delle portate precedenti, allora bisogna trovare una via di mezzo che tra l'altro a feste finite diventa pure un ottimo modo per servire gli avanzi di panettone, senza che gli stessi sembrino tali.
Il segreto di questa magia si chiama Moscato di Trani dell'Azienda Vinicola Rivera produzione 2003 e l'ho scovato naturalmente su Esperya. E` un vino prodotto con uve leggermente appassite della varietà Moscato Reale ottenute da vigneti della zona d.o.c. Moscato di Trani.
Ha una nota speziata conferitagli dalla sosta per alcuni mesi in barriques di Allier ed un profumo intenso di moscato e di ananas candita.
Si abbina normalmente alla pasticceria secca, è delizioso anche con saporiti formaggi non piccanti, ma patita come sono di dolci cremosi non potevo non ricavarne una deliziosa mousse di zabaione da abbinare al dolce del momento, il panettone appunto.
Le dosi sono per 6-7 persone (io le ho raddoppiate e questo vi dirà in quanti eravamo a cena!!!) :
4 tuorli d'uovo
4 cucchiai di zucchero
12 cucchiai di Moscato di Trani Rivera 2003
1 cucchiaino di maizena
250 g di mascarpone
panettone (12-14 fettine)
100 g di cioccolato fondente al 70%
una manciata di uvetta ammollata nel Moscato
Prepariamo lo zabaione montando i tuorli con lo zucchero ed aggiungendo il Moscato di Trani nel quale avremo sciolto la maizena, facciamo addensare a bagnomaria e solo a fine cottura uniamo il mascarpone. Al momento di servire sciogliamo il cioccolato, sistemiamo in ogni piatto due fettine triangolari di panettone inframezzate dalla crema, decoriamo con il cioccolato fuso e l'uvetta ammollata. Serviamo subito.

2007-12-27

Siamo giunti alla fine dell'anno, un anno per me un pò particolare perchè, tra tutte le altre cose, ho iniziato questa avventura da food blogger che tante soddisfazioni mi sta dando e tante nuove cose mi sta insegnando. Non avevo pensato a scegliere la migliore ricetta dell'anno ma mi ci ha fatto pensare Sandra nell'ambito dell'iniziativa Best of 2007 organizzata con la vulcanica Zorra

Ho riflettuto a lungo sulla scelta perchè ritengo che la ricetta migliore deve essere composta di diversi elementi creatività della ricetta, gusto, presentazione, foto e forse ancora qualcos'altro. Volevo presentare un dolce ma alla fine ho deciso di per i miei Bignè al parmigiano con fonduta al prosciutto croccante perchè data la mia lunga storia di amore-odio con i bignè ritengo che il risultato sia stato superiore alle aspettative.

2007-12-24

Con queste Stelle e Stelline delle fiabe, Vi lascio i miei "dolci" auguri di un Sereno Natale.
Ci rivediamo il 27 (spero!)

2007-12-21

Qualcuno già lo sa, qualcun altro lo saprà oggi, insomma volevo parlarvene dopo aver fatto i cannaricoli postando la foto della mia preparazione ma, poichè mia sorella arriva solo domenica e per farli aspettiamo lei e poichè lunedì sarò impegnatissima per la cena della vigilia a casa mia, ho deciso di parlarvene oggi.
Quella che vedete in foto è la pagina dello speciale Le ricette delle Feste allegato a Gambero Rosso di dicembre e quella che vedete ritratta è la mia ricettina, o meglio quella tramandatami dalla mia nonna Liberata, che è rientrata nelle nove scelte tra quelle inviate dai lettori per essere pubblicate.
Non vi nascondo una punta (forse un pò di più veramente) di orgoglio a vedere il mio nome scritto lì sopra soprattutto perchè questa è una ricetta con la quale sono cresciuta, è l'odore di questi semplici dolcini l'odore del vero Natale calabrese, del Natale della mia infanzia.
Non sono difficili da fare e contengono solo ingredienti semplici come la più antica tradizione rurale del meridione prevede, ingredienti che tutti hanno in casa e che riescono a trasformare il niente in una vera prelibatezza.
Le quantità sono espresse in tazze e pizzichi proprio come si usava una volta.
Cannaricoli antichi calabresi
1 tazza di olio extravergine d'oliva
1/2 tazza di vino bianco
1/2 tazza di zucchero
1 pizzico di cannella
farina bianca quanto basta
miele un vasetto


Portare ad ebollizione tutti gli ingredienti tranne la farina.
Lasciare poi intiepidire ed aggiungere farina quanto basta a formare un impasto abbastanza solido da poter essere steso con le mani a bastoncini. Tagliare come per fare degli gnocchi, un pò più grandi e cavare con le dita utilizzando come supporto il fondo di una cesta di vimini in modo da lasciarne impresso sul biscotto il motivo decorativo.
Friggere in abbondante olio ed una volta scolati, confettarli uno ad uno nel miele appena scaldato.

Per la confettura dei cannaricoli tradizionalmente utilizziamo oltre al miele di api anche il miele di fichi ovvero una gelatina ottenuta dai frutti freschi preparata in estate e preservata fino a Natale proprio per i cannaricoli.

2007-12-20

In questi giorni devo dire che tra le scadenze del lavoro e le scadenze festive ovvero preparazione regali e ricette varie di cui non vi posso ancora parlare perchè tutto in fase di allestimento, mi sono un poco allontanata dalla blogosfera seppure il blog è sempre e comunque tra i miei primi pensieri però se non preparo nulla di cosa volete che vi parli?
C'è una cosa di cui mi ero promessa di parlare prima di Natale perchè particolarmente adatta ad essere servita in tale occasione e sono i famosi cestini o bicchierini di cioccolato che si possono farcire con le creme più svariate. Ho visto che in vari siti se ne parla o se n'è parlato, anche perchè diciamolo fanno parecchio chic ed ognuno ha la sua personale versione, così quando ieri ho visto il post di Fiordizucca mi son detta è arrivato il momento di postare anche la mia ricetta per alcolisti incalliti perchè ne ho un'altra per golosi inguaribili di cui vi parlerò un'altra volta magari prima che finiscano le feste.
Alcuni comprano i cestini già fatti (che poi non so dove li trovano) comunque c'è più gusto a farseli da soli seppure qualcuno si ritrova in pezzi al momento di levare i pirottini. Comunque non vi dò il procedimento che è lo stesso indicato qui per cui io parto dal "riempiteli a piacere" di Fiordizucca e vi do direttamente la ricetta della spuma con un piccolo consiglio: utilizzate pirottini piccoli per fare i cestini ed eventualmente accompagnateli con dei biscottini al momento di servirli.
La ricetta della spuma viene dritta dritta dall'Alto Adige (con qualche mia modifica) e la potete usare anche per accompagnare un buon strudel.
Ingredienti:
4 tuorli d'uovo
4 cucchiai di zucchero
80 ml di grappa
160 ml di succo di mela non zuccherato
In una bastardella sbattete bene i tuorli con lo zucchero aggiungete i liquidi e ponete sul fuoco a bagnomaria finchè non si sarà addensata. Quando la spuma sarà fredda versatela nei cestini di cioccolato e servite subito.

2007-12-18

Tra dolci e dolcini in questo ultimo periodo ho smarrito veramente la bussola non rendendomi conto che le imminenti feste non sono fatte di soli dolci ma, ahime!, di pranzi completi in cui si ha voglia tra l'altro di dare il meglio di sè proponendo qualcosa di insolito che sia tuttavia di facile esecuzione, considerando che un pranzo festivo si compone di più portate ed i commensali sono sempre in numero maggiore rispetto al solito. Una ricetta che a mio parere fa al caso è il polpettone sempre attuale e spesso amato anche dai bimbi ma per evitare di portarlo in tavola nella consueta veste possiamo "vestirlo a festa" avvolgendolo in una crosta di pane ai cereali. Per il ripieno ho optato (sempre causa ospiti non onnivori) per semplice prosciutto cotto e provola dolce, ciò non toglie che possiamo personalizzare il ripieno come più ci piace adattandolo alle esigenze del caso.
Ingredienti per 6-8 persone:
½ kg di carne macinata mista di maiale e vitello
2 uova
4 cucchiai di Parmigiano grattugiato
2 cucchiai di pangrattato
1/4 di cipolla
1 noce di burro
Prezzemolo
Sale e pepe q.b.
Olio extravergine d'oliva
Provolone dolce
Prosciutto cotto
1/2 kg di farina autolievitante per pane ai cereali
In una ciotola amalgamiamo bene le carni, le uova, il parmigiano, il pangrattato, la cipolla tagliata sottilmente e soffritta nel burro ed una manciata di prezzemolo tritato, saliamo e pepiamo, poi stendiamo il composto formando un rettangolo su un foglio di pellicola diponiamo nella zona centrale qualche fetta di prosciutto cotto e dei pezzi di provola avvolgiamo la carne intorno al ripieno in modo da coprirlo del tutto, poi avvolgiamolo nella pellicola e lessiamo in acqua bollente per circa 20-25 minuti.
Intanto impastiamo il pane aggiungendo alla farina l'acqua nella giusta quantità da ottenere un bell'impasto di pane che porremo a lievitare al caldo, quando l'impasto sarà raddopiiato lo stendiamo con le mani così come abbiamo fatto con la carne macinata e vi posizioniamo al centro il polpettone dopo aver eliminato la pellicola ed averlo rosolato a fuoco vicace con un filo d'olio. Sigilliamo il polpattone nell'impasto da pane e poniamolo in una teglia da muffin. Dopo averlo lasciato riposare un'altra mezz'ora lo inforniamo a forno ben caldo con la solita ciotola d'acqua posta sul fondo per mantenere l'umidità. Quando il pane si dora il polpettone è pronto per essere portato in tavola, accompaganto magari da un soffice purè di verdure.

2007-12-17

Io credo che la maggior parte di voi non abbia idea di cosa significhi per chi è cresciuto in Calabria, a due passi dal mare, ritrovarsi improvvisamente a fronteggiare l'emergenza neve.
Siamo abituati ai 40° all'ombra ma non assolutamente ai meno 7-8° per cui con catene da neve & co. non abbiamo mai avuto un rapporto propriamente amichevole anzi direi che una grande percentuale di automobilisti ne risulta sfornita. Tanto pensiamo che qualora dovesse nevicare sarebbe una festa e stare a casa una giornata (il tempo che la neve si sciolga) non è poi un gran male.
Le cose cambiano però ed è così che questo fine settimana ha per me quasi dell'incredibile.
Io e F. abbiamo deciso di ritagliarci un nostro fine settimana in montagna prima di affrontare il consueto ed atteso caos delle feste perciò sabato mattina, con le nostre catene da neve intonse nel bagagliaio e con l'ottimistica idea "tanto non le useremo di sicuro", ci siamo avviati verso la Sila per rifugiarci, come già lo scorso anno, tra l'accoglienza e le prelibatezze dell'Hotel La Baita a Villaggio Palumbo, un attrezzato luogo di vacanza sulle sponde del lago Ampollino a due passi da Cotronei nella Sila Piccola.
Il viaggio d'andata, seppure rallentato per le condizioni climatiche avverse, è andato bene ed all'arrivo una romantica "spolverata di neve" ci ha accolto.
Abbiamo passato un meraviglioso sabato coccolati dalla genuina cucina (...e vi stavate già chiedendo quando arrivavo a parlarvi di cibo) dell'albergo. Non sto ad elencarvi quanto sono riusciti a farci mangiare in un pranzo ed una cena perchè il post non finirebbe più, vi dico solo che nella ricchissima cucina de "La Baita" non mancano mai i funghi, le saporite patate silane ed il gustoso cinghiale, tutto preparato con semplicità ed estremo gusto.
L'antipasto è, come da tradizione calabrese, ricchissimo di assaggi: salumi, formaggi, conserve e "coccole" calde, i primi ricchi ed abbondanti, le zuppe gustose e confortevoli ed i secondi semplici ma ricchi di gusto. A fine pasto non manca mai un casalingo dolcino. Oltre alla cucina quel che resta impresso del posto è l'accoglienza ed il calore che i proprietari-gestori riservano ai propri ospiti.












Insomma dopo il meritato riposo la domenica mattina ci siamo svegliati sotto una pesante coltre di neve, la spolverata del giorno prima si era trasformata in una vera e propria nevicata come alla montagna si conviene e mentre in albergo giungevano sempre più prenotazioni, in anticipo sulla consueta stagione sciistica, noi avevamo il problema di come andar via anche perchè nel frattempo abbiamo ricevuto notizia che anche la nostra zona (seppure sul mare come dicevo prima) si trovava colpita dal fenomeno e così, poichè la neve continuava a cadere incessante quasi ovunque nella nostra regione, ci siamo messi in macchina (con le catene montate) prima che le strade diventassero veramente impraticabili e dopo quasi cinque ore di viaggio (invece di due) siamo finalmente arrivati a casa.
A conclusione di tutto, seppure abbiamo dovuto affrontare qualche difficolà nel viaggio di ritorno, dico che ne è valsa la pena e la cortesia e disponibilità dei proprietari dell'albergo mi hanno ancora una volta lasciata senza parole, per cui se cercate un posto dove sentirvi coccolati andate a La Baita non resterete certamente delusi e sicuramente, come noi, ci ritornerete.
Hotel La Baita
88836 Cotronei (KR) - Villaggio Palumbo
Tel. 0962 493034

2007-12-13

Tra pranzi virtuali e cene reali diciamo che l'atmosfera festaiola ha ormai preso il sopravvento, del resto tra meno di due settimane è Natale ed il Natale come diceva qualcuno "quando arriva arriva".
Mi guardavo degli albumi avanzati l'altro giorno e pensavo ai possibili usi che se ne possono fare: crepes anemiche, ciambelle soffici, macarons e meringhe, indecisa e forse pure un poco stanca di complicazioni ho pensato ad una cosa semplice semplice che non richiedesse lunghe preparazioni ma che avesse l'odore del Natale e così è uscito fuori una specie di torrone che per la mia ignavia ho lasciato bianco ma che si potrebbe con ottimi risultati ricoprire di cioccolato fondente dopo averlo tagliato a quadratini.

Gli ingredienti sono decisamente banali il risultato estremamente gradevole queste le dosi:

50 g di albume a temperatura ambiente
150 g di zucchero a velo vanigliato
1 pizzico di sale
qualche goccia di succo di limone
150 g di mandorle pelate tritate grossolanamente

Mettete nello sbattitore gli albumi con lo zucchero, il sale e il limone e montate alla massima velocità finche diventano una crema candida unite poi con una spatola le mandorle e versate in composto in una teglia rivestita di carta da forno bagnata e strizzata, livellate il composto (deve essere 1-1,5 cm di spessore) e poi cuocetelo in forno a 100° per 3 ore circa finché risulterà asciutto, sformate e tagliate a quadretti prima che si raffreddi.

Il torrone è pronto potete, come dicevo prima, ricoprirlo di cioccolato oppure - idea che sfrutterò la prossima volta - sostituire parte delle mandorle con della macedonia di canditi per un gusto diverso.

2007-12-07

Cuocapercaso: Ciao Coco come stai?
CoCo:ciao Cuocapercaso! molto bene, grazie e tu? ti sei ripresa dalla memorabile Cena delle Streghe?
Cuocapercaso: Si, si va tutto bene… non posso ancora credere a quanta gente abbia preso parte a quella bella cena virtuale!
CoCo: Eh già!! E adesso con le feste che arrivano chissà che mangiate…a proposito Cuoca cosa prepari domenica per pranzo, racconta un po'! Perchè io avrò ospiti e cerco degli spunti...
Cuocapercaso: A dire il vero domenica prossima non preparo nulla perché vado al Pranzo Aziendale di fine anno organizzato dai mie capi!
CoCo: Pranzo aziendale? Una bella idea!
Cuocapercaso: si, è un modo per riunirsi tutti a fine anno e tirare le somme…naturalmente mangiando tutti insieme, con grande convivialità!
CoCo: è naturale il cibo, come sappiamo bene, funziona spesso da collante e anche nel lavoro riesce a creare spesso l’ambiente favorevole per molte belle opportunità, non trovi?
Cuocapercaso: Si, concordo! …addirittura si dice che i contratti più importanti nelle più famose aziende italiane siano stati firmati davanti ad un buon piatto!
CoCo: vero! Ma… torniamo al pranzo di domenica, sai già cosa mangerete?
Cuocapercaso: Sebbene non conosca tutto il menu so che un punto fermo della tavola natalizia del nostro pranzo aziendale sono gli agnolotti al plin, un classico della cucina piemontese!
CoCo: Agnolotti al plin – Pranzo aziendale… sai che mi sta frullando in mente un’idea? Potremmo fare anche noi una specie un pranzo aziendale!
Cuocapercaso: intendi tra noi food blogger? ...mi sembra un'ottima idea... in fondo siamo come colleghi!!
CoCo: il tema potrebbe essere “cosa non può mancare sulla Vostra tavola delle feste?”
Cuocapercaso: Giusto! Che sia una bevanda, un antipasto, un primo, un secondo, un contorno, un dolce: COSA non può mancare sulla tavola delle Vostre feste?

Siete tutti invitati al pranzo delle feste! Portate virtualmente ciò che volete, partecipate numerosi! Più siamo più ci divertiremo!!

Per partecipare basta inserire un commento in basso con la segnalazione del proprio blog e della ricetta che volete virtualmente portare al Pranzo delle Feste! C'è tempo fino al 13/12.

Cuocapercaso partecipa con il Cartoccio di Gamberi al Brandy

Questa ricetta mi ricorda in assoluto la Tavola delle Feste di casa mia:mia mamma prepara questo buonissimo cartoccio sempre nei giorni di dicembre,soprattutto quando ha ospiti a pranzo. E' buonissimo. Il gusto delicato dei gamberi sposa perfettamente quello del brandy.

Cartoccio di Gamberi al Brandy:

Gamberoni o gamberiolio 1 cucchiaio per cartoccio

brandy 1 bicchierino

acqua mezzo bicchierino

sale

prezzemolo

aglio mezzo spicchio

pepe

paprika

pomodorini 4 per cartoccio

In un cartoccio posizionare i gamberi, i pomodorini a pezzetti e l'aglio. Salare, pepare, cospargere con della paprika, aggiungere un cucchiaio diolio, guarnire con del prezzemolo e chiudere il cartoccio con degli stuzzicadentiai lati. Da una fessurina aggiungere il bicchierino di brandy e mezzobicchierino di acqua.In forno: 15 minuti a 180°In microonde: massima potenza per 10 minuti.
Questo è il piatto che voglio condividere con i miei colleghi food blogger.E' stato un anno molto intenso, in cui ho imparato da voi tutti moltissimecose. Nuove ricette certo, ma anche nuove Amicizie. Il buon cibo ha questomagico potere...

CoCo partecipa con il Panettone gastronomico

La ricetta di questo panettone l’ho sperimentata qualche anno fa e la ripeto ogni anno servendola come antipasto la vigilia di Natale con i parenti ed alla consueta cena che si organizza nel periodo natalizio con gli amici: piace a tutti (o quasi) e continuano a richiedermela per cui ho deciso che è l’ideale per il nostro Pranzo delle Feste!
Per la base utilizzo l’impasto di un semplice pan-brioche, esattamente quello che avevo già postato qualche tempo fa ed all’epoca dissi non dimenticate di segnarvi la ricetta tornerà utile a Natale, ma per i distratti ripeto tutto.
Tenete presente che per preparare questo piatto occorre un poco d’impegno ma il risultato vi assicuro che premia e basta organizzarsi bene per ottimizzare i tempi.
Potendo vi consiglio di preparare base e condimenti il giorno prima e di farcire il panettone solo poco prima di andare in tavola.

Ingredienti:
500 g di farina 00
250 ml di latte
80 g di burro morbido
40 g di zucchero
15 g di sale
15 g di lievito di birra
3 tuorli


Preparazione:
Impastiamo nella ciotola la farina con le uova, lo zucchero, il sale e il lievito sciolto nel latte tiepido. Lavoriamo l’impasto molto bene per almeno dieci minuti fino a quando non sarà liscio e poi lasciamolo lievitare per un’ora.
Trascorso il tempo di lievitazione prendiamo la pasta e sgonfiamola lavorandola con le mani.
Poniamola nello stampo (uno di carta oleata per panettone andrà benissimo) e lasciamola lievitare ancora finché sarà raddoppiata di volume (non meno di un’altra ora comunque).
A questo punto possiamo infornare il nostro pane nel forno molto caldo per circa mezz’ora avendo cura di riporre nel ripiano più basso una ciotola con acqua calda per mantenere l’umidità.
Sfornato il pane possiamo passare a farcirlo, a tale scopo io preparo creme salate di diversi gusti, poi ricavo dal panettone sei o sette dischi e procedo a farcire ogni disco in modo diverso cercando di assortire pure i colori oltre che i gusti, la fetta tagliata in verticale rivelerà la deliziosa bontà del ripieno e tutti potranno assaggiare proprio tutti i gusti.
Ecco le creme che preparo normalmente, tuttavia dipende poi dal momento e dagli ingredienti a disposizione diciamo che queste sono quelle che cerco di non far mancare ma vedrete che se non vi piace qualcosa riuscirete a sostituire egregiamente la farcia con altra a vostro piacere
1) Spuma di prosciutto
Frulliamo insieme 200 g di prosciutto cotto, 100 g di mascarpone sale e pepe q.b.
2) Crema all’uovo
Amalgamiamo con l’aiuto di una forchetta o utilizzando il mixer 4 tuorli d’uova sode con 50 g di burro morbido, 100 g di mascarpone, 1 bustina di zafferano e un pizzico di sale.
3) Mousse al salmone
Frulliamo 200 g di salmone affumicato con 100 g di mascarpone
4) Spuma di mortadella
Frulliamo insieme 150 g di ricotta o robiola, 200 g di mortadella sale e pepe q.b.
5) Pesto alla rucola
Frulliamo 100 g di philadelphia o altro formaggio tenero con due manciate di rucola, tre o quattro noci, 2 o 3 filetti d’acciuga, 5 o 6 capperi, una scatoletta di tonno e due cucchiai di olio extravergine d’oliva.
6) Crema di prosciutto e noci
Frulliamo 80 g di prosciutto crudo con 100 g di noci sgusciate e 80 g di burro morbido
7) Crema di gamberetti
Frulliamo 150 g di gamberetti sgusciati lessati, la scorza e il succo di ½ limone, qualche goccia di salsa Worcester, 1 presa di sale, 2-3 grani di pepe rosa e qualche goccia di cognac
8) Patè di fegatini di pollo
Saltiamo in padella 200 g di fegatini con 1/2 cipolla, un cucchiaio di burro, due foglie di salvia, una di alloro e un rametto di rosmarino, bagnamo con 3 cucchiai di brandy saliamo pepiamo ed una volta cotti frulliamoli con 2 cucchiai di panna finché diventano una crema omogenea.
Per il momento mi pare possa bastare considerato che poi come vi dicevo si può variare come si vuole crema di gorgonzola, crema alle olive etc. etc.
In cima possiamo decorare con rotolini di mozzarella e prosciutto e foglioline fresche di salvia oppure lasciare così com’è.

Ecco questo è il piatto che io adoro preparare e servire a Natale e questo è quello che voglio servire a voi colleghi food-blogger che da dieci mesi (da quanto ho aperto il blog) mi accompagnate, consigliate e sostenete nelle miei avventure culinarie con l’augurio di fare sempre meglio e di ritrovarci numerosi ed affiatati di nuovo al prossimo anno.
- Cuochetta partecipa con le sue Frittelle della Vigilia
- Ady partecipa con il Parrozzo
- Elisa con le Pittule salentine
- Silvia partecipa con i suoi deliziosi Biscottini di pasta frolla
- Marika partecipa con il suo Pane e companatico
- Aracoco porta la sua Giurgiulena
- Vale partecipa con le Vegan Mincepie
- Imma per il brindisi ci porta la Sangria al melograno
- Adriano partecipa con il Pane di Natale
- Viviana con i suoi strepitosi Arancini
- Monique porta le sue Lasagne

Buone feste a tutti da Cuocapercaso e CoCo!

2007-12-06

L'estate scorsa in Umbria ho assaggiato del salame al tartufo e ne sono rimasta entusiasta, così quando su Esperya ho trovato il Pecorino al Tartufo Tartufino che non è umbro ma toscano, per la precisione della Maremma grossetana, mi son voluta fidare e l'ho ordinato. Credo di aver fatto proprio bene perchè ho scoperto un pecorino artigianale, gustoso ed equilibrato dove il tartufo - nelle qualità appenniniche nero scorzone e bianchetto - arricchisce, senza tuttavia coprire. il sapore classico del pecorino dove sono distinguibili ancora l'odore del latte e del fieno bagnato. Stagionato da tre settimane ad un massimo di tre mesi, è ottimo gustato a crudo ma ho voluto con esso nobilitare un buon soufflè e devo dire che a caldo i profumi sprigionati dal formaggio e dal tartufo si sono addirittura intensificati.
Vi lascio allora questa semplice ricetta che può andar bene magari come antipasto caldo per le prossime feste.
Le dosi sono per quattro soufflè (utilizzando gli stampini di alluminio usa e getta), io li ho serviti con delle listarelle di coppa e qualche rosellina di peperone arrostito, va da sè che gli abbinamenti possono essere i più vari.
Ingredienti:
20 g di farina 00
20 g di burro
200 ml di latte
2 uova
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
120 g di Pecorino al Tartufo Tartufino
sale, pepe e noce moscata
Prepariamo un roux bianco con farina e burro, aggiungiamo poi il latte e facciamo addensare sul fuoco quando avremo ottenuto una densa besciamella, condiamo con sale, pepe e noce moscata e leviamo dal fuoco. Uniamo i due tuorli mescolando bene acchè non cuociano, il parmigiano e il pecorino a dadini. In ultimo uniamo gli albumi montati a neve. Suddividiamo il composto negli stampini bene imburrati e poi, dopo aver passato la lama di un coltello lungo il bordo, cuociamo in forno già caldo per circa 20 minuti.
Prepariamo nel frattempo i piatti in cui presenteremo i soufflè dopo averli sformati, come sapete non c'è molto tempo prima che si affloscino.
Il gusto è delicato ed allo stesso tempo si sentono le note del pecorino e del tartufo del quale si troverà qua e là una scaglietta. Una vera prelibatezza!

2007-12-05

Il dolce di cui vi parlo oggi, mi ha fatto un pò penare per il nome, stavo per chiamarli cestini di mela caldo-freddo ma poi volevo aggiungere anche morbidi-croccanti alla fine mi son detta che trattandosi in ogni caso di contrasti avrei espresso tutto in una sola parola. Oltre che molto carini da presentare a fine pasto questi cestini sorprendono per il profumo intenso di mela e caramello, frolla al burro e crema pasticcera, insomma un vero dolcino per cui -giuro -sarei disposta a far follie.
A questo punto so che vi siete fermati per esclamare: Esagerata!!! Va bene voi provatelo e poi mi dite. Le dosi sono per 12 cestini
Per i cestini:
250 g di farina
150 g di burro freddo
100 g di zucchero a velo vanigliato
2 tuorli
la scorza di mezzo limone grattugiata
Per la crema:
500 ml di latte
4 tuorli
8 cucchiai di zucchero
4 cucchiai di farina
1/2 stecca di vaniglia
Per le finiture:
5 mele (quattro golden e una rossa profumata)
6 cucchiaini c.a di zucchero di canna
2 cucchiai di burro
6 cucchiaini di zucchero bianco semolato
1 bicchierino colmo di Rum scuro
Prepariamo la frolla nel modo consueto ovvero sbriciolando velocemente burro, farina e zucchero poi uniamo la scorzetta di limone e i tuorli amalgamando bene. Lasciamo riposare in frigo avvolta in pellicola e dopo circa tre ore stendiamola in uno strato sottile 1/2 cm circa e rivestiamo con essa degli stampini da muffin che cuoceremo in bianco dopo aver riempito il fondo con legumi o perle adatte alla cottura, basteranno 10-15 minuti circa in forno caldo a 180°.
Intanto prepariamo la crema sbattendo i tuorli con lo zucchero e la farina ed aggiungendo il latte scaldato con la vaniglia, facciamo addensare sul fuoco e poi raffreddiamo in frigorifero fino al momento di servire il dolce (la crema deve essere ben fredda).
Sbucciamo e tagliamo a spicchi sottili due mele gialle, stendiamole in unico strato, disponendole un poco a raggiera formado dei semicerchi su carta da forno, cospargiamo di zucchero di canna e passiamo in forno caldo finchè caramellano. Solo al momento di servire tagliamo le restanti mele a dadini saltiamole in padella col burro e lo zucchero semolato, bagnamole col Rum e flambiamo per qualche istante. Poi sistemiamo i cestini nei piatti, riempiamo a metà circa di crema, copriamo la crema con le mele calde e decoriamo il bordo del cestino con le mele caramellate.
Pensavo già alla variante nera del dolce: pere e cioccolato, proverò e senz'altro vi dirò del risultato.

2007-12-03

Albero di biscotti-biscotti per l'albero la sostanza non cambia la forma si, con questo gioco di parole voglio solo dirvi che con lo stesso impasto dell' Albero di biscotti preparo questi biscottini con cui si può decorare l'albero di Natale. Per non doverli poi buttare vi consiglio di chiuderli uno ad uno in sacchettini trasparenti per alimenti e legarli con del nastrino di raso colorato all'albero. Effetto luccichio assicurato e non vi dico che festa al momento di disfare l'albero...


Questo in foto è l'albero dello scorso anno

2007-12-01

Oggi è primo dicembre, siamo quindi a pieno titolo nel periodo Natalizio, via libera allora alle decorazioni da disseminare per casa e, perchè no, nei blog.
Le mie decorazioni, e spesso anche i regali per gli amici, amo farli da me stessa naturalmente se si tratta di roba mangiereccia è ancor meglio.
Una decorazione secondo me d'effetto che diventa anche un gradito omaggio per chi lo riceve è l' Albero di biscotti che vedete qui in foto.
L'idea è nata dopo averne visto un'immagine in una vecchia rivista, l'immagine non era accompagnata da spiegazioni sono stata poi io ad adattarvi la ricetta dei biscotti.
L'anno scorso ha riscosso molto successo e lo preparo in due modi differenti o con biscotto di miele, ottenuto impastando farina 00 e miele di fichi che solo noi facciamo oppure utilizzando la ricetta dei biscotti speziati che faccio sempre a Natale e con i quali l'anno scorso ho addobato persino l'albero di Natale.
La ricetta l’avevo trovata in rete tempo fa e l’ho rifatta tante volte, con una dose ne vengono tanti (c.a. 60), si prestano ad ogni variante, piacciono a tutti, si mantengono molto a lungo e vanno glassati, quindi sono pure belli da vedere.
Bisogna impastare 700 g di farina 00 con un uovo, 200 g di zucchero e 200 g di miele di agrumi, un pizzico di sale, un cucchiaino di bicarbonato, un poco di zenzero fresco grattugiato e un poco di cannella. Si lascia riposare un poco l’impasto e poi si stende a 6- 7 mm e si procede a ricavarne le forme.
Per le stelle dell'alberello basta procurarsi delle formine di stella a sei punte di varie misure (5-6) e prima di cuocere i biscotti praticare al centro di ognuno un foro. Una volta cotti si decorano i biscotti lungo i bordi con glassa bianca (3-4 cucchiai di acqua in 100 g di zucchero a velo) e confettini argentati. Dopo asciugati si infilzano partendo dai più grandi ed arrivando ai più piccoli ad uno spiedo di legno fissato in un vasetto con spugna da fioraio. Non vi dimenticate una piccola stella cometa da porre in cima all'albero mi raccomando.
Prima di regalare l’albero di biscotti lo avvolgo in carta trasparente per preservarne il gusto e lo decoro con nastri colorati.
E' con questa ricetta che amo davvero tanto che voglio partecipare all'iniziativa Aspettando Natale 2007 organizzata da Francesca sul suo blog.

2007-11-30

Considerato che il Natale si avvicina penso che tutti siamo in fermento su cosa servire nelle maratone del cibo che ci aspettano.
A volte succede però che, messa tanta attenzione nella preparazione del pranzo o della cena, si trascura il momento dell'aperitivo e, considerato che spesso si tratta di ricevere più persone -purtroppo non tutti puntuali - diventa imprescindibile offrire a chi deve suo malgrado aspettare una "gustosa attesa" che non ci sottragga però nella preparazione troppo tempo rispetto a quello che sarà il menù della serata.
Via libera allora all'utilizzo di prodotti di qualità serviti in modo semplice ma con un poco d'estro.
proprio seguendo questo filo ho ideato e creato questi stuzzichini semplici ma molto particolari per l'utilizzo di un prodotto speciale, uno di quei prodotti che puoi avere in soli due modi il primo è percorrere l'Italia in lungo e in largo alla ricerca di piccoli produttori di specialità gastronomiche, il secondo (sicuramente più semplice e di facile realizzazione) è sedersi davanti al computer ed ordinare nella bottega Esperya.
In questo caso la specialità di cui parlo sono le ali delle farfalle ovvero un gustoso Filettino magro di Pecora La Genuina. Al taglio la consistenza ed il colore sono quelli della bresaola solo che il gusto è veramente particolare c'è un sentore lieve di carne ovina esaltato dal sapiente utilizzo di sale e spezie, un qualcosa che ricorda i pascoli sardi, le bestie allevate in libertà...va bene dai mi sto perdendo un poco perchè il prodotto merita ma andiamo alla ricetta. La base è una frolla salata, la crema invece è fatta con funghi e formaggio spalmabile ma è meglio che scriviamo tutto:
100 g di farina 00
1 uovo
1 pizzico di sale
2 cucchiai di olio
1 pizzico di lievito in polvere istantaneo
funghi freschi
aglio
alloro
prezzemolo
vino bianco
olio
sale e pepe
formaggio spalmabile
burro
erba cipollina
Filettino magro di Pecora La Genuina
Impastimo farina, olio, uovo, sale e lievito, lasciamo riposare l'impasto mezz'ora poi stendiamolo col matterello in uno strato sottile mezzo centimetro, ritagliamo con un piccolo coppapasta dei dischetti e cuociamo il forno caldo per 10 minuti, come fossero dei biscotti. Mentre i biscotti si raffreddano, trifoliamo i funghi affettati sottilmente con olio, aglio, alloro, sfumiamoli con un poco di vino bianco regoliamo di sale e pepe ed in ultimo aggiungiamo il prezzemolo. Quando si freddano frulliamoli con il formaggio spalmabile (va benissimo Philadelphia) e del burro.
Per le dosi nel salato sapete che si va molto ad occhio tuttavia ho cercato di memorizzare il tutto, ogni due cucchiaiate di funghi, una di formaggio e 15 g di burro. Lasciamo riposare la crema in frigo fino al momento di servire.
Affettiamo il filettino e tagliamo ogni fettina a metà. Su ogni dischetto di pasta, aiutandoci con due cucchiaini, sistemiamo un piccola porzione di crema ai funghi, le mezze fettine di filetto infilzate a mò di alette e completiamo con due pezzettini di erba cipollina posizionate come antenne.
Niente male vero? Il vino lo lascio abbinare a voi.

2007-11-28

Che devo dire navigando nella blogosfera si ricevono continui stimoli, così ieri guardando il post di Lory sulla cena orientale mi ha preso una voglia di ravioli al vapore irresistibile, si dava il caso tra l'altro che avevo del tonno fresco così ho pensato di unire le due cose ed ecco il risultato.
Sicuramente diverso da quello di Lory e meno orientaleggiante però l'idea la da ed il gusto è veramente eccezionale.
La preparazione è più semplice di quanto credessi, la sfoglia è composta da acqua e farina, il ripieno potete farlo come più vi aggrada e poi basta cuocere il tutto in una pentola a vapore, niente che non si posssa fare in poco tempo e bene.
Allora andiamo alla ricetta dei miei Ravioli di tonno al vapore

Per 18-20 ravioli:
200 g circa di farina 00
acqua q.b.
tonno fresco un bel trancio
1 cucchiao di salsa di soia
2 cucchiai di olio
il succo di mezzo limone
sale
pepe
qualche goccia di tabasco
coriandolo o prezzemolo tritato

Tritiamo a coltello il tonno dopo averlo pulito dalle lische e dalla pelle, condiamolo con la salsa di soia, l'olio, il succo di limone, un pò di sale, pepe e qualche goccia di tabasco e il coriandolo. Amalgamiamo bene e poi lasciamo riposare in frigo finchè ci occupiamo della sfoglia che otterremo impastando farina e acqua in quantità tale da avere un bell'impasto solido da stendere con il matterello. Ricaviamo con l'aiuto di un coppapasta di 10-12 cm dei dischetti, poniamo su ogni dischetto un mucchietto di tonno e ririudiamo i ravioli con le mani per ottenere la forma della foto o altra forma a fagotto. Cuociamo per 10-15 minuti in una pentola a vapore dopo aver aromatizzato l'acqua con qualche bacca di ginepro e una foglia di alloro. Serviamoli con verdure saltate e/o in agrodolce oppure da soli accompagnando a piacere con salsa di soia.

Qualche consiglio per chi li fa la prima volta: nel cestello prima dei ravioli collocate o qualche foglia di verdura o anche della semplice carta da forno per evitare che si attacchino al cestello con i conseguenti effetti disastrosi e se vi è possibile distanziateli un poco l'uno dall'altro da me stavano un poco strettini a dire il vero.

Va da sè che per il ripieno le varianti sono infinite.



2007-11-26

Succede a volte (e a me succede spesso) che le cose migliori vengano fuori per caso e quando meno te lo aspetti. Ultimamente, come forse chi mi segue si sarà accorto, sono un pochettino distratta e pasticciona, tanto che dovendo fare i sofficini l'altro giorno ho sbagliato ed ho messo su acqua e farina anzichè latte e farina. Una volta accortami dell'errore ho rifatto tutto da capo ed intanto pensavo che il composto sbagliato era proprio come la polentina dei bignè, e più lo guardavo e più mi dispiaceva buttarlo, così ho aggiunto due uova e del parmigiano e mi son venuti i più bei bignè che io abbia mai fatto, ben cresciuti e asciutti, con un bel vuoto dentro.
Poi, assecondando la mia viscerale e insaziabile passione per i formaggi, ho pensato di servirli con una bella fonduta, il risultato è quello della foto. E vi dirò che per il pranzo di Natale o Capodanno non mi pare affatto una cattiva idea servirli come antipasto.
Vi lascio la ricetta che è senza pesi e misure ferree per cui rifattibile anche in situazioni di emergenza.
Bignè al parmigiano:
1 tazza (200 ml) di acqua
1 tazza di farina
1 noce di burro
1 pizzico di sale
2 cucchiaio di parmigiano grattugiato
2 uova grandi
Fonduta al prosciutto croccante:
200 g di fontina
1 dl di latte
1 tuorlo d'uovo
pepe nero
50 g di prosciutto cotto a cubetti
erba cipollina fresca
Mettiamo in pentola l'acqua il burro e un pizzico di sale, quando il liquido arriva al bollore aggiungiamo d'un colpo la farina e mescoliamo per amalgamare tutto. Poi togliamo dal fuoco e lasciamo raffreddare, uniamo le uova uno alla volta ed il parmigiano. Versiamo il composto a cucchiaiate (come per fare le quenelle) su una teglia rivestita di carta da forno e poniamo in forno cado a cuocere per circa 20 minuti finchè i bignè diventeranno dorati, gonfi e leggeri. Lasciamo raffreddare nel forno spento, con lo sportellino un poco aperto.
Intanto lasciamo la fontina tagliata a cubetti in una ciotola con il latte, dopo qualche ora sciogliamo il formaggio con il latte a fiamma bassa, finchè sarà completamente sciolto. Fuori dal fuoco uniamo il tuorlo, mescolando energicamente, una macinata di pepe e qualche filo di erba cipollina tagliuzzata. Poi rosoliamo in un padellino il prosciutto senza alcun grasso di cottura, uniamolo alla fontina (lasciandone da parte qualche cubetto per la decorazione) e farciamo i bignè con questa crema. Passiamoli qualche minuto in forno caldo. Poi disponiamo sul fondo dei piatti un reticolo di fili di erba cipollina, due bignè alle estremità, dei cubetti di prosciutto nella parte centrale e qualche goccia di fonduta.
Niente male per essere un piatto venuto così!

2007-11-23

Spesso pensando al pollo ci viene in mente bello rosolato al forno con le patatine di contorno e mai ci sfiora l'idea che potrebbe essere servito come secondo elegante in un pranzo più formale.
Uno pensa al pollo ed immediatamente dice no, bisogna usare le mani per mangiarlo, come lo servo agli ospiti cosa diranno mai.
La ricetta di oggi dimostra che anche il pollo può assumere una veste gourmand.
E' particolare per la cottura, avvolta in un cartoccio al vino, e per l'accostamento pollo-ricotta-salame appetitoso, senza contare che non prevede nè aglio nè cipolla e questo è il massimo per chi non sopporta questi ingredienti (anche se non è il mio caso).

Ingredienti per 4 persone:
4 fusi di pollo
60 g di pane
60 g di salsiccia piccante stagionata (o salaame piccante)
60 g di ricotta
latte
alloro
prezzemolo
vino bianco secco
olio extravergine d'oliva
sale
pepe

Ammolliamo il pane nel latte, poi frulliamolo insieme al salame, uniamo la ricotta, un pò di prezzemolo, sale e pepe. Disossiamo i fusi e farciamoli col composto preparato, chiudiamo le sacche con degli stecchini e poi rosoliamole a fuoco vivace con un velo d'olio e una foglia d'alloro.
Poi prendiamo un foglio di carta da forno, inzuppiamolo di vino e senza strizzarlo troppo stendiamolo in una teglia facendolo debordare, adagiamo sopra la carta i fusi e chiudiamo il nostrro cartoccio. Cuociamo in forno caldo per tre quarti d'ora.
Serviamo ancora caldi (dopo aver tolto gli stecchini) accompagnando con verdure cotte o crude a piacere.

2007-11-22

Mi succede spesso di voler sperimentare nuove cose, mettendo in ballo un pò tutte le mie conoscenze (che non sono sicuramente illimitate). A volte da questi esperimenti esce qualcosa di buono e ve ne metto a parte, altre volte non è il caso di parlarne e allora tengo l'esperimento come esercizio per me sola.
Stavolta è accaduto che da un errore ho inventato una cosa carina a cui abbiamo dato il nome di Torta "Mille bolle" perchè la decorazione mi ha fatto subito pensare alle bolle.
Ora vi racconto: volevo fare i Macarons ma invece dello zucchero semolato ho provato ad usare lo zucchero liquido già pronto, li volevo fare rosa ma non avevo il colorante, allora mi son detta vediamo se aggiungo un poco di Alkermes che succede e sono andata aggiungendo aggiungendo finchè ho visto il colore che volevo ma il composto mi era diventato un poco troppo morbido per farne dei Macarons e così due minuti (va bè forse pure cinque o sei) mi sono disperata dopo di che mi guardavo sulla teglia queste macchie rosa che si allargavano, pure non tutte regolari e mi son detta va bene inutile aspettare un'ora prima di cuocerle le butto in forno e non se ne parla tanto come biscotti sempre bene vanno. Dopo 8-10 minuti di forno le ho tirate via e mi son detta che carine mi sembrano delle bollicine rosa ed ho avuto l'illuminazione.
Mi sono messa come una folle ad impastare un pan di spagna e mentre il dolce cuoceva ho preparato una crema al burro e cioccolato bianco (che ci volete fare ho scoperto l'acqua calda mò fino a che non mi scordo di questa crema proverò pure la variante alla cipolla forse).
Ed ecco che assemblando tutto è venuta fuori la Torta "Mille Bolle"

Per il pan di spagna:
4 uova
150 g di zucchero
150 g di farina
1 pizzico di sale

Per le bolle:
100 g di farina di mandorle
110 g di zucchero a velo
60 g di sciroppo di zucchero
2 albumi
1 pizzico di sale
qualche goccia di aroma vaniglia
Alkermes per colorare

Per la crema al burro e cioccolato bianco:
20 g farina
50 g di zucchero semolato
2 uova piccole
1 pizzico di sale
230 g di latte tiepido
aroma vaniglia
100 g di burro
100 g di cioccolato bianco

Alkermes per la bagna

Prepariamo il pan di spagna sbattendo a lungo uova e zucchero con un pizzico di sale, uniamo poi la farina amlgamando bene, versiamo in una teglia (da 26 cm di diametro) imburrata e infarinata e cuociamo in forno a 180°.

Intanto possiamo preparare le bolle setacciando insieme farina di mandorle e zucchero a velo, amalgamiamo con un albume. A parte montiamo l'altro albume a neve ferma unendo a filo lo sciroppo di zucchero. Uniamo poi i due composti ed aggiungiamo la vaniglia e l'Alkermes tanto quanto basta per ottenere un bel rosa ed un impasto un poco fluido. Versiamo l'impasto in una sac a poche e poi facciamolo colare a bolle (disuguali è meglio) su una placca foderata di carta forno. Cuociamo in forno per 8-10 minuti non devono prendere colore ma solo rapprendersi.

A parte prepariamo la crema: amalgamiamo la farina con lo zucchero ed un pizzico di sale, uniamo le uova e poi il latte tiepido aromatizzato con qualche goccia di vaniglia e il cioccolato a scagliette, portiamo sul fuoco, meglio a bagnomaria, e facciamo addensare la crema, a fine cottura uniamo metà burro e lasciamo raffreddare. Solo quando la crema si sarà raffreddata possiamo unire l'altro burro e montare il composto con le fruste elettriche.

Dividiamo poi in due il pan di spagna, inzuppiamo di Alkermes allungato con un poco di acqua e zucchero poi farciamo con metà crema. Bagnamo il disco di copertura e ricomponiamo il dolce. Poi spalmiamolo sopra e ai lati con la restante crema e copriamo la superfice con le bolle di mandorla sovrapponendole un poco tra loro. Lasciamo un poco in frigo e poi ecco il risultato.

Pensavo che per una festa di bimbi si posssono fare le bolle in diversi colori, magari bagnando il dolce con uno sciroppo alla frutta invece che col liquore. Cosa ne dite?

2007-11-21

La ricetta di oggi non è esattamente una ricetta, perchè è una sorta di collage di ricette già postate. Sono dei semplici biscotti, cui ho conferito la forma di funghetto o di semisfera (unendole poi a due tipo baci di dama) preparati con della frolla al cacao, per intenderci la stessa frolla usata per la Crostata dell'autunno che a dire il vero me li ha ispirati. Ho arricchito in questo caso la preparazione pennellando ogni biscotto prima di cuocerlo con dell'albume e cospargendolo con granella di nocciole tostate.
Per la farcia avrei potuto usare della crema di marroni pronta ma ho voluto "strafare" ed ho preparato una golosissima crema di cioccolato al burro, la stessa che ho usato per farcire i Macarons.
Se il risultato vi piace cliccate sui collegamenti e mettetevi all'opera, Natale si avvicina e le idee non sono mai abbastanza!

2007-11-20

Sono indecisa se classificare questo piatto tra i primi o tra i piatti unici. Normalmente ovunque io sia andata me l'hanno servito come primo, ritengo però che si vada oltre un semplice primo.
Se le crepes dolci ti risolvono un dessert quelle salate sono infatti capaci ri risolverti l'intero pasto, con poca spesa e poca fatica. Direi anzi che se sei capace di cuocere le crepes (e non ci vuole affatto una laurea per saperlo fare) la fatica è addirittura nulla.
Per semplificare ancora di più, qualora fosse possibile, il lavoro ho addirittura eliminato la bilancia e il composto delle crepes l'ho misurato coi cucchiai. Ancora dubbi sulla facilità del piatto?
Non credo, vi lascio allora le dosi per quattro persone (circa 12-14 crepes)
4 uova
8 cucchiai di farina
20 cucchiai di latte
1 pizzico di sale
Per il ripieno di magro:
erbette fresche
1 spicchio d'aglio
burro
sale
300 g di ricotta fresca
Per gratinare:
40 g di burro
40 g di farina
400 ml di latte
sale
pepe
noce moscata
parmigiano grattugiato
Prepariamo l'impasto delle crepes, sbattendo le uova con la farina ed aggiungendo a filo il latte con un pizzico di sale, amalgamando bene la pastella. Poi imburriamo un padellino antiaderente e procediamo a formare le crepes, buttando un mestolino per volta e rigirando quando la frittatina sarà completamente rappresa. Saltiamo l'erbetta (bietoline di campo) in padella con l'aglio e il burro, saliamo poi eliminiamo l'aglio tritiamo grossolanamente la verdura ed aggiungiamo la ricotta.
prepariamo la besciamella sciogliendo sul fuoco burro e farina, uniamo il latte ed addensiamo, completiamo con sale, pepe e noce moscata. Poi farciamo le crepes con il composto chiudendole a ventaglietto, per questa operazione basta posizionare il ripieno in un angolo poi piegare in due e poi ancora in due. Versiamo in una pirofila parte della besciamella preparata, adagiamo sopra le crepes a raggiera, sovrapponendole un poco tra loro, ed in ultimo copriamo con la restante besciamella e abbondante parmigiano grattugiato.
Passiamo in forno caldo, finchè si sarà formata in superficie la classica crosticina dorata.

2007-11-19

Questa mattina leggendo il post sulla focaccia della mia amica Grazia mi è venuto da sorridere pensando che la mia ricetta di oggi avrebbe potuto avere la medesima introduzione, perchè anch'io adoro gli impasti lievitati come ho già avuto modo di dirvi qui.
Oggi vi presento il mio ultimo esperimento, dei panini soffici soffici che invece del solito latte che si usa in tal caso negli impasti prevedono l'aggiunta di ricotta.
La ricetta viene da un ricettario Paneangeli, l'ho lievemente rimaneggiata, poteva essere diversamente?
Le dosi sono per 14 panini tipo i miei oppure per un pane intero che anche a forma di treccia vedrei molto bene.
500 g di farina 00
2 cucchiaini di sale
2 cucchiaini di zucchero
3 cucchiai di olio extravergine d'oliva
15 g di lievito di birra fresco
200 ml di acqua tiepida
150 g di ricotta
1 uovo
per spennellare:
1 uovo
2 cucchiai di latte
semi a piacere (papavero, sesamo, girasole, etc)

Disponiamo la farina a fontana, in un angoletto scaviamo una fossetta e versiamo il sale, al centro mettiamo lo zucchero, la ricotta, l'olio, il lievito sciolto nell'acqua e l'uovo appena sbattuto, amalgamiamo tutto con una forchetta poi impastiamo con le mani finchè il composto si stacca formando una bella palla liscia. Poniamolo a lievitare in una ciotola posta in luogo asciutto coprendo con pellicola per un'ora, poi sgonfiamo l'impasto con le mani e formiamo delle palline che disporremo su una teglia coperta di carta da forno. Sbattiamo inieme l'uovo e il latte e pennelliamo la superficie dei panini, cospargiamo con i semini e lasciamo lievitare ancora per tre quarti d'ora. Cuociamo in forno caldissimo per circa 20 minuti, finchè la superficie risulterà ben dorata.
Ho potuto constatare che sono ottimi sia col dolce che col salato.

2007-11-16

Non pretendo di darvi consigli di lettura che sicuramente non sono competente a farlo ed in ogni caso c'è chi lo fa in modo certamente più brillante. Proprio interessata dalla recensione che ne ha fatto Stefano Buso ed alla quale vi rimando se volete saperne di più su Piazza Gourmand mi sono ritrovata tra le mani il nuovo libro di Roberta Schira.
Devo dire che leggendo il romanzo ho molto apprezzato l'autrice per come è riuscita a mettere insieme le vite di diverse persone accostandole e concatenandole le une alle altre in modo quasi inscindibile pur lasciando ad ognuna di esse la propria individualità, quasi come una ricetta ben riuscita dove gli ingredienti si mescolano tra loro formando un nuovo gusto ma allo stesso tempo rendendo facile al palato riconoscere il contributo apportato da ognuno di essi.
Per quanto riguarda lo stile non posso che complimentarmi con l'autrice (come ho già fatto) per la fluidità dello stesso e la capacità di tenere vivo l'interesse di chi legge.
Dopo aver letto un libro in cui il cibo è l'elemento concatenante ed avendo trovato tra le pagine delle stuzzicanti e singolari ricette non potevo che mettermi ai fornelli al fine di vivificare qualcuno dei personaggi letti.
Non credo che l'autrice, che ammette nel libro di non amare particolarmente la torta di pane, sarà d'accordo con la mia scelta di postare proprio questa tra le deliziose ricette che trovano posto alla fine di ogni capitolo del romanzo, tuttavia la torta di pane io non l'avevo mai fatta anzi non l'avevo neppure mai assaggiata per cui, incuriosita, ho deciso di provare.
Vi dico solo, prima di riportarvi integralmente la ricetta così come scritta nel libro, che il risultato è al di sopra di ogni aspettativa.


Torta di pane della signora Matilde del terzo



250 g di pane bianco senza crosta
100 g di zucchero
100 g di amaretti
100 g di mandorle sbucciate
70 g di burro
2 uova
1 stecca di vaniglia
mezzo litro di latte
1 bicchierino di liquore a piacere
zucchero a velo
sale
Fate bollire il latte con il pizzico di sale e la vaniglia, quidi versatelo sul pane e lasciate riposare 30'. Passate il composto al setaccio amalgamando lo zucchero e gli amaretti pestati. Unite al composto ottenuto le mandorle tritate, i tuorli, il liquore e il burro fuso al quale avrete tolto un pezzetto per imburrare la teglia. Amalgamate bene il composto e in ultimo unite gli albumi montati a neve. Versate in una teglia e cuocete a 160° per 40'. Prima di servire la torta cospargetela con zucchero a velo.

Non mi resta che invitarvi a gustare questa lettura!

2007-11-15

Succede che ogni tanto si ha voglia di tornare bambini e ritrovare quei sapori perduti che per molto tempo ci hanno accompagnato e che poi, non si sa perchè e non si sa quando, sono andati perduti. Quella che vedete in foto era la crostata che si preparava a casa mia una volta quando il burro non si utilizzava, quando la frolla non si lavorava velocemente con i polpastrelli e soprattutto quando la crostata si usava farla alta e con il lievito. Mi direte che allora non è crostata dacchè già la parola da l'idea di crosta ovvero di una cosa croccante e non morbida, appunto per questo dico che è la "non crostata" perchè se vi aspettate che crocchi nulla da fare. Vi consiglio di provarla almeno una volta perchè sono sicura che resterete conquistati dalla sua semplicità.
Ingredienti:
1 bicchiere piccolo di olio extravergine d'oliva (circa 100 ml)
1 bicchiere piccolo (lo stesso) di zucchero
2 uova intere
280 g di farina 00
1 pizzico di sale
1/2 bustina di lievito per dolci
1 vasetto di confettura a piacere
Lavoriamo con una forchetta le uova con lo zucchero, il sale, il lievito e l'olio, aggiungiamo poi piano piano la farina, cercando di amalgamarla tutta meno una cucchiaiata.
Prendiamo una teglia imburrata ed infarinata e stendiamo il composto preparato, che deve essere abbastanza morbido, in uno strato uniforme, tenendone da parte un pochino per preparare i bastoncini. Stendiamo sopra la pasta la confettura poi aggiungiamo la farina tenuta da parte all'impasto avanzato e rendiamolo più solido, in modo da poterne ricavare i bastoncini di pasta che stenderemo sulla torta formando la classica gratella. inforniamo in forno già caldo per circa mezz'ora, ci accogeremo dalla doratura dei bastoncini quando la nostra crostata sarà pronta.

2007-11-14

Mi sono accorta, dando un'occhiata approfondita al lavoro di questi mesi nel blog, che di carne ho parlato poco, non è che non la ami ma è che mi piace solo in determinati modi, che sono spesso i più semplici di prepararla ed a quel punto non è il caso di inserirne la ricetta nel blog.
Solo che questa volta vi voglio proprio parlare di uno dei miei arrosti preferiti, quello al latte, che merita attenzione a mio parere perchè è semplicissimo da realizzare e una volta portato in tavola è capace di regalarci il classico effetto "figurone" perchè la carne resta tenerissima e di gusto estremamente delicato.
Ora detto ciò sappiate che la ricetta per l'arrosto buono incomincia dalla macelleria e non dalla cucina di casa vostra, ovvero la scelta del macellaio che vi fornirà la carne è di estrema importanza, deve essere onesto e competente, una volta fatta tale scelta non vi resta che chiedergli un buon taglio di carne per il vostro arrosto.
Ecco la ricetta del mio Arrosto al latte:
Un pezzo di carne di circa 1 kg di vitello (o maiale) per arrosto
80 g di burro
1 cucchiaio di farina
50 g di prosciutto cotto
1/2 bicchiere di vino bianco
Sale e pepe nero q.b.
Latte 1 litro o q.b.
L2ghiamo la carne con lo spago per mantenerne la forma, intanto sciogliamo in una casseruola metà del burro in cui faremo rosolare il prosciutto tritato con un cucchiaio di farina. Aggiungiamo la carne e facciamo rosolare per bene, sfumiamo col vino poi saliamo e pepiamo e copriamo di latte. E' importante che la pentola non sia troppo grande rispetto all'arrosto altrimenti difficilmente riusciremo a coprirlo di latte. Poi cuociamo a fuoco moderato, a pentola coperta, finchè il liquido non si assorbirà. Una volta cotto, tagliamo l'arrosto a fette, deglassiamo il fondo con un paio di cucchiai d'acqua bollente e filtriamolo, solo dopo (e fuori dal fuoco mi raccomando)aggiungiamo il restante burro, finchè si sarà sciolto e la salsa risulterà cremosa. Versiamo la salsa al burro sull'arrosto e serviamo con un contorno a piacere.
In tal caso per accompagnare l'arrosto, essendo in autunno, ho scelto dei semplici funghi coltivati (i classici orecchioni) pastellati con una leggera pastella di uovo acqua, poca farina e un pò di prezzemolo e poi fritti.
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