2009-12-30

Torno sull'argomento di ieri, ovvero stuzzichini ed antipasti sfiziosi, per proporvi un antipasto per Capodanno insolito nella presentazione ma di facile esecuzione.
E' una semplice insalata di scarola riccia e carne d'agnello arrostita servita con una fetta di pan brioche tostato, mezzo uovo sodo ed arricchita dal tocco glamour della Maionese al Tartufo di Cascina San Cassiano.
Ingradienti per 8 persone:
8 fette di pan brioche
1 coscia d'agnello arrostita
4 uova sode
1 piccolo cespo di scarola riccia
1 vasetto di Maionese al Tartufo
sale al tartufo
pepe nero
olio extravergine d'oliva
Sfilettiamo la carne e uniamola all'insalata, lavata e ridotta in piccoli pezzi, condiamo con olio, sale e un po' di pepe nero. Con un tagliapata a cerchio ritagliamo ciascuna fetta di pane ricavandone una forma tonda ed una quadrata con il foro tondo al centro, tostiamo entrambe in una padella senza condimento. Al momento di servie adagiamo in ogni piatto le fette tonde, suddividiamo sopra ciascuna l'insalata con la carne, mezzo uovo sodo e la fetta forata a chiudere, completiamo con un ciuffo di maionese al tartufo. Buon San Silvestro a tutti!

2009-12-29

Archiviati la cena della vigilia, il pranzo di Natale ed il battesimo del piccolo Giulio, posso serenamente dedicarmi al cenone di Capodanno che trascorreremo in famiglia dal momento che il piccino di quattrro mesi non mi pare soggetto da veglione.
Per la tavola di Capodanno si sa che le sfiziosità vanno per la maggiore, allora non possono mancare degli stuzzicanti aperitivi giusto per iniziare a sorseggiare qualche bollicina. Senza stancarci troppo in cucina, che se no il cenone diventa bello per gli altri ma un inferno per noi che lo abbiamo organizzato, possiamo realizzare tanti golosi stuzzichini. Voglio appunto dedicare i post di questi giorni che ci separano da San Silvestro alle portate che precedono i primi. Via libera allora a stuzzichini ed antipasti sfiziosi.
Realizziamo delle stelle al formaggio con del semplice pane per tramezzini integrale e un ingrediente speciale come l'Abate Rosso di Croco e Smilace. Si tratta di una confettura dal gusto molto particolare e delicato a base di pere Abate arricchita con zafferano in stigmi e un tocco di grappa. Una chicca con i formaggi e le crostate come consigliano i produttori. Il formaggio che ho scelto di abbinare è il taleggio. Per realizzarle basta munirsi di due stampini a forma di stella di grandezze differenti. Con il più grande si ritagliano delle stelle dalle fette di pane e dal formaggio. Su metà delle stelle di pane si pratica un'altro foro con lo stampo a stella più piccolo. Poi si sovrappongono una stella grande, una di formaggio ed una stella grande forata, nel foro si aggiunge la confettura. Semplice ma di grande effetto, il pane si può anche tostare o sostituire con pane di segale.

2009-12-23


Siete in ritardo con i regali? Volete fare qualcosa di carino con le vostre mani ma non avete il tempo di sfornare biscotti?
Non vi disanimate si può realizzare qualcosa di carino con pochissima fatica. Passate dal supermercato e fate incetta di cacao amaro, cioccolato fondente e barattoli carini. Poi tornate a casa e seguite la mia ricetta per il preparato per la cioccolata in tazza.
Vi giuro non ve ne pentirete, senza contare che si può arricchire con gli aromi che più gradite dalla cannella alla vaniglia, dallo zenzero al caffè e così via.
Ovviamente se volete rendere il dono davvero speciale vi tocca fare un salto in libreria e a tal proposito posso dare qualche suggerimento ai gourmet.
Un libro che non può mancare sotto l’albero è sicuramente Adesso 2010 365 giorni da vivere con gusto a di Paolo Massobrio edito da Comunica. Sembrerebbe un’agenda ma in effetti è un vero e proprio libro da vivere per 365 giorni e completare a piacimento grazie allo spazio che l’autore ha lasciato al lettore in ogni pagina.
Il perfetto regalo di Natale che aiuterà il destinatario a levarsi da ogni piccolo intoppo che dovesse capitare quotidianamente lungo il proprio percorso. Vi sono suggerimenti per coabitare con gli animali, aneddoti e curiosità gastronomiche, idee per giochi e lavoretti da eseguire in compagnia dei bambini, racconti, leggende e miti intorno agli alimenti, consigli pratici per la gestione della casa, la spesa di frutta e verdura per ogni mese, notizie sugli alimenti, un vino per ogni settimana, risposte scientifiche alle più comuni domande sui fenomeni celesti, suggerimenti per la coltivazione dell’orto e del giardino, buone maniere, idee per la casa, nozioni di sicurezza alimentare, rimedi naturali per i mali di stagione e spunti per un “sano” rapporto tra persona e cibo, suggestive proposte di brani musicali da ascoltare e ovviamente tante ricette, da quelle quotidiane a quelle sprint, passando per quelle di stagione a quelle della domenica.
In pratica se non volete regalarlo non potrete fare a meno di comprarlo per voi stessi.
Per regali meno impegnativi sono carini i volumetti della collana 50 Pagine EnoGastro di Fefè editore:


Ricette di Guerra 1940-1944 per una cucina semplice semplice di Amalia De Sanctis, un modo per richiamare, nell’era degli sprechi, il destinatario alla sobrietà in cucina oltre che per ricordare la fortuna che abbiamo al giorno d’oggi.




Interessante anche Le ricette di Maria Montessori cent’anni dopo volume dedicato all’educazione alimentare infantile a casa e a scuola che prende le mosse dal celebre “Metodo” di Maria Montessori dedicato all’educazione alimentare nelle sue Case dei Bambini, il libro conferma l’attualità del metodo di cent’anni fa. Curiosa l’ultima parte del volume che, mediante l’ausilio della nipote di Maria Montessori Marilena Henny-Montessori, ci permette un’incursione nel quotidiano famigliare della Montessori facendoci conoscere un’ “Altra Maria”.



Sempre di Fefè editore Le ricette delle Streghe di Alberto Porretti, un manualetto che contiene ricette di preparati d’erboristeria tratti da protocolli notarili del XVI secolo.




Se poi il destinatario del dono è un gourmet colto cui va di approfondire ogni singolo alimento interessante un saggio edito da Panozzo e dedicato al latte l’alimento per eccellenza: La buona cucina del Latte di Graziano Pozzetto, un corposo volume strutturato come un viaggio storico-culturale-gastronomico nel mondo del latte e corredato da ricette di pietanze che lo contengono e per le quali l’autore si è avvalso del contributo dei più autorevoli studiosi, chef italiani e francesi, autori e codificatori di cultura gastronomica.



Per chi invece si accosta timidamente alla cucina ideale l’ultimo libro (edizioni TEA) di Jamie Oliver La mia Scuola di Cucina dal sottotitolo fortemente evocativo - Tutti possono imparare a cucinare in 24 ore - che reca in sé l’inconfondibile stile accattivante proprio dell’autore.

Adesso vi lascio gli auguri di Buon Natale e la ricetta del preparato per cioccolata in tazza:
100 g di cacao amaro
100 g di cioccolato fondente al 70% di cacao
50 g di zucchero semolato
50 g di zucchero a velo
30 g di maizena

Tritiamo il cioccolato, uniamo il cacao, i due tipi di zucchero e la maizena, mescoliamo bene e versiamo in un barattolo. Al momento dell'utilizzo preleviamo due cucchiai di preparato, uniamo 125-150 ml di latte mescolando per evitare la formazione di grumi e portiamo ad ebollizione sul fornello o nel microonde, finché la cioccolata avrà raggiunto il grado di densità desiderato. Se vogliamo la cioccolata aromatizzata potremmo unire un pizzico di spezie a piacere direttamente nella tazza o un paio di cucchiaini al preparato.

2009-12-21

Che noci e speck siano insieme insuperabili non credo vi siano dubbi, certo se si aggiunge la fontina, quella buona valdostana, la coppia diventa un trio perfetto. Se siete d'accordo con questa premessa un buon piatto di festa, se ancora non vi siete organizzati per il prossimo Natale, ve lo suggerisco io. Se realizzate gli gnocchi ripieni di fontina la fatica del prepararli può essere compensata con un aiutino per il condimento, un'ottima Salsa di noci come quella di Cascina San Cassiano e l'aggiunta di fiammiferi di speck possono rendere il piatto strepitoso.
Ingredienti:
per gli gnocchi:
500 g di patate a pasta gialla
150 g di farina 00
1 pizzico di sale
1 pezzo di fontina
farina per la spianatoia

per completare:
Salsa di noci Cascina San Cassiano
Olio extravergine d'oliva
Fiammiferi di speck
Prepariamo gli gnocchi: lessiamo le patate poi peliamole e schiacciamole ancora calde, uniamo la farina ed un pizzico di sale. Raccogliamo un po' d'impasto tra le mani infarinate, schiacciamolo formando un incavo nel quale collocheremo un cubettino di formaggio, sigilliamo bene e passiamo nella farina per evitare che l'umidità della patata faccia attaccare lo gnocco alla spianatoia. Procediamo così fino ad esaurimento del composto.
Intanto prepariamo il condimento:

Saltiamo in padella i fiammiferi di speck con un filo d'olio ed uniamo qualche cucchiaiata di salsa di noci. Lessiamo gli gnocchi e quando vengono a galla trasferiamoli nella padella del condimento, mescoliamo e serviamo con del parmigiano grattugiato a piacere.

2009-12-18

Nella foto che ho scattato gli ingredienti per un goloso regalo di Natale ci sono tutti.
Uno splendido libro di ricette ed un sacchetto di biscotti confezionati con le proprie mani.
Il trait d'union tra i due elementi è rappresentato dal fatto che la ricetta dei biscotti è contenuta nel libro, per la precisione i Basler Brunsli sono l'ultima ricetta di Ricette di stagione (mese per mese) di Giuliana Lomazzi edito da RED e, per dirla tutta, le ricette del volume sono tutte da sperimentare.
Ho iniziato dall'ultima e sicuramente richiamerò il libro più volte durante il prossimo anno seguendo, come vuole l'autrice, i ritmi della natura nella scelta dei prodotti da utilizzare. Perchè in tempo di crisi è bene ricordare che seguire in campo alimentare i ritmi della natura giova oltre che alla salute anche al budget familiare.
Biscotti natalizi di Basilea
200 g di zucchero integrale di canna
100 g di
cioccolato fondente
250 g di mandorle con la pelle
2 albumi
50 g di zucchero a velo
1/2 cucchiaino di cannella in polvere
glassa bianca per decorare
Grattugiamo le mandorle e il cioccolato ed uniamoli allo zucchero di canna. Aggiungiamo la cannella e gli albumi montati a neve non troppo ferma con lo zucchero a velo e un cucchiaio d’acqua. Quando l’impasto risulta omogeneo lasciamolo riposare poi stendiamolo allo spessore di 1 centimetro cospargendo il piano di lavoro di farina o meglio ancora di zucchero a velo. Ricaviamo delle formine a piacere, io ho usato gli stampini del
set push'n print linzer Natale in vendita presso Plurimix-point. Stendiamo i biscotti nelle teglie foderate di carta forno e lasciamoli riposare per una notte intera prima di infornarli a 160° per 15 minuti di modo che risultino croccanti fuori e morbidi dentro. Lasciamoli raffreddare e decoriamoli a piacere, io ho preparato una semplice glassa di zucchero a velo ed acqua e con il sacchetto decoro punta chiusa (sempre di Plurimix-point) ho seguito il contorno del disegno lasciato dallo stampino. Una volta asciugati non vi resta che impilarli in sacchettini in bilaccato da legare con nastrini colorati prima di regalarli, ai più meritevoli ovviamente.

2009-12-16

Non è un fiore la mia Stella di Natale ma un goloso dolce a base di frolla al cacao con un ripieno di crema pasticcera e Pera Angelica Sciroppata al Naturale Si.Gi. Le pere sono di quelle buone prodotte da Si.Gi. sbucciate a mano, tagliate a metà ed immerse in un semplice sciroppo di acqua, zucchero e succo di limone, in vendita presso Esperya.
La forma di stella mi sembrava di rigore visto il periodo, poi con il silicone di Silikomart tutto diventa facile e così la mia torta ha preso e mantenuto la forma voluta.
Ingredienti
per la frolla al cacao:
250 g di farina 00
1 cucchiaio colmo di cacao amaro
2 tuorli d'uovo
100 g di zucchero a velo
200 g di burro freddo
sale
per la crema:
2 tuorli
2 cucchiai di maizena
4 cucchiai di zucchero semolato
250 ml di latte fresco intero
1 cucchiaino di vaniglia naturale
Per completare:
1 barattolo di pera Angelica al Naturale Si.Gi.
cacao amaro
zucchero a velo
Mescoliamo la farina con il cacao e lo zucchero ed impastiamo con le punte delle dita insieme al burro a tocchetti fino ad ottenere una sorta di pangrattato senza riscaldare troppo l'impasto, uniamo i tuorli leggermente sbattuti con un cucchiaio di acqua ed un pizzico di sale ed impastiamo ancora velocemente poi lasciamo l'impasto in frigo a riposare un paio d'ore.
Intanto preparariamo la crema mescolando i tuorli con lo zucchero e la maizena uniamo il latte caldo mescolando per non far cuocere le uova e la vaniglia, portiamo sul fuoco continuando a mescolare finché la crema non si addensa.
Stendiamo l'impasto prepararato col matterello e rivestiamone una teglia a forma di stella in silicone, bucherelliamo il fondo e stendiamo sopra la pasta la crema raffreddata e le pere pelate e ridotte a spicchietti. Copriamo con il retante impasto steso sottile e decoriamo con stelline ricavate dai ritagli di pasta avanzata. Cuociamo in forno a 180° finché il profumo ci dirà che la sfoglia e cotta.

2009-12-13

Mia madre quando ha sentito cosa avevo preparato ieri sera per cena ha pensato che non avessi capito la domanda e che quello fosse il dolce, io ho insistito che si trattava della cena e lei ovviamente mi ha dato della matta, ma prima che le feste finiscano giuro che la farò ricredere perchè anch'io non pensavo che fosse così buono il panettone di Natale in abbinamento al salato. L'idea l'ho avuta l'altro ieri leggendo sul blog di Fior di Sale del concorso da lei indetto in collaborazione con Loison. In effetti mi va proprio di parteciparee, magari anche di vincere visto che ricevere pacchettini regalo in questo periodo è particolarmente bello.
Tengo comunque a chiarire che non è una ricetta creata allo scopo di stupire ma al contrario proprio gradevole. Del resto da sempre la zucca nel tortello mantovano viene accostata agli amaretti.
Crema di zucca con stelline di panettone speziate
Ingredienti per 3 tazze:
1 scalogno
1 patata media
1 fetta di zucca gialla
sale
pepe
1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva
1 fetta di panettine con uvetta e arancia candita
1 noce di burro
3 rametti di timo per decorare
2 cucchiaini da caffè di Tandoori (miscela di spezie a base di paprika, sale, peperoncino forte, aglio, cumino, coriandolo, timo, pepe, sedano, carvi, rosmarino, chiodi di garofano, lauro, cannella).
Rosoliamo nell'olio lo scalogno affettato, uniamo la patata e la zucca a cubetti, saliamo, pepiamo e copriamo d'acqua, lasciamo cuocere per circa mezz'ora poi uniamo un cucchiaino di spezie Tandoori e frulliamo con il mixer. Ricaviamo intanto dalla fetta di panettone nove stelline e doriamole nel burro insaporito con il restante cucchiaino di spezie. Serviamo la crema nelle tazze con tre stelline e un rametto di timo adagiati sopra ognuna.

2009-12-11

Tra Giulio, il suo imminente battesimo, la casa e qualche impegno lavorativo, mi sono resa conto solo adesso che mancano davvero pochissimi giorni al Natale e che ancora sono indietro per i regali, i decori etc. Ho deciso che da qualcosa bisogna pur partire e così son partita da un ordine su Plurimix-point: cioccolato, farine e nuovi stampi tutto è pronto per iniziare. non mi resta che metter su il grembiule e barricarmi nel mio regno ovvero la cucina. Se cercate qualcosa di particolare fate pure voi un salto nel negozio virtuale di Plurimix-point e se nelle note indicate "TRATTASI DI ACQUISTO TRAMITE LA SEGNALAZIONE DI SALE E PEPE QUANTO BASTA" vi verranno conteggiati 3 punti ogni euro di spesa che equivalgono ad uno sconto del 6% sugli acquisti. Vedrete i miei nuovi biscotti!

2009-12-09

Cosa mai potrà unire due terre così lontane e diverse tra loro? Per gran parte di noi nulla, per Eugenia Porice invece esiste un legame imprescindibile tra le due dal momento che le Isole Seychelles sono la sua terra d'origine ed il Piemonte la sua terra d'elezione dov'è approdata in cerca di fortuna parecchi anni fa e dove attualmente vive felicemente sposata. Ha voluto rendere omaggio alle sue terre del cuore in questo libro in cui ai piatti della cucina di provenienza abbina i vini della terra d'adozione, e così un Cortese dell'Alto Monferrato accompagna mirabilmente degli astici al latte di cocco, un'Arneis sposa un piatto di banane fritte e così via. I SAPORI delle mie TERRE edito da Daniela Piazza non è solo un ricettario ma un viaggio sentimentale tra luoghi dell'anima come afferma Carlo Cerrato nella prefazione. Unica pecca le foto poco curate, lo stesso volume avrebbe potuto essere certamente più appetibile se i testi fossero stati corredati da foto più scenografiche, come quelle cui i moderni ricettari ci hanno abituato. Tornando alle ricette ho scoperto che uno dei sapori delle terre dell'autrice è anche uno delle mie, ovvero le frittelle di zucca che ho mangiato da quando ero bambina. Ho provato la versione della Porice che cuoce prima dell'utilizzo la zucca ed aggiunge pochissima farina, la differenza con le nostre è che grattugiamo la zucca a crudo e utilizziamo un po' più di farina, comunque le proviate ricordatevi che sono ottime in versione salata ma che conosco alcuni che dopo la frittura passano le frittelle nello zucchero semolato per una insolita versione dolce. Fate voi i vostri esperimenti ricordandovi che volendo ci sta bene nell'impasto anche un cucchiano di paprika dolce e una grattatina d'aglio.

Benyen Zironmen
Frittelle di zucca

Ingredienti:
500 g di zucca
2 uova
2 cucchiai di farina
olio d'oliva per friggere
sale e pepe
Cuocere la zucca in forno o al vapore e poi schiacciarla. Unire le uova e la farina, salare, pepare e mescolare bene formando una pastella che andrà fritta a cucchiaiate nell'olio bollente.
L'abbinamento che fa la Porice è con un Cortese dell'Alto Monferrato.

2009-12-05

Ci sono degli accostamenti tra gli alimenti che sono talmente azzeccati che sembrano essere imprescindibili, altri che si fa più fatica a visualizzare nella nostra "memoria del gusto" ma che una volta assaggiati diventano dei classici di cui non vogliamo più fare a meno. Comunque si volglia inquadrare il duo cioccolato e cannella per me ha pochi rivali. Il cioccolato con la cannella ha proprio il gusto caldo dell'inverno, pensando questo sono diventata una vittima del preparato per cioccolata in tazza alla cannella La Molina in vendita presso Esperya.
Gustando una tazza di questa cioccolata mi sono ricordata di una torta che avevo preparato solo una volta ma che mi era rimasta nel cuore nella quale il gusto eccelso di cioccolato e cannella veniva completato dalle mele, insomma poi dalla torta, che in origine prevedeva l'aggiunta di rum, sono arrivata al liquore alla cannella preparato in casa che ho utilizzato per la torta ma che i più "viziosi" potranno anche aggiungere alla cioccolata calda.
In pratica se ancora ai regali di Natale non avete pensato potete iniziare adesso, magari preparando un goloso pacchetto tutto cannella e cioccolato.
Il preparato La Molina in tal caso non fatelo mancare, ma anche una speciale bottiglia piena di liquore alla cannella preparato con le vostre mani, o una golosa torta come quella di cui vi sto parlando.
Si ma adesso darà bene che vi lasci le ricette se no Natale arriva e voi non avete ancora preparato i doni, tanto più che con questo lungo week-end se restate in casa come me, causa bimbi troppo piccoli o varie ed eventuali, qualcosina si riesce a fare.
Liquore alla cannella
La ricetta viene da un numero di Cucina Italiana di qualche anno fa, l'ho sempre tenuta in serbo, finché il mese scorso mi sono decisa a provarla complice una buona bottiglia di grappa artigianale che mi hanno regalato.
Ingredienti:
600 g di grappa secca
3 stecche di cannella
200 g di zucchero
200 g di acqua
Mettiamo in infusione nella grappa la cannella e metà dello zucchero, lasciamo per 10 giorni al buio agitando di tanto in tanto. Prepariamo poi uno sciroppo con l'acqua e il restante zucchero, lasciamolo raffreddare prima di unirlo alla grappa, lasciamo riposare altri cinque giorni prima di utilizzare il liquore ottenuto nel caffè, nella cioccolata calda, nel the, nei dolci o semplice così com'è.
Torta golosa di cioccolato e mele
Ingredienti:
500 g di mele golden (3 circa)
180 g di farina 00
150 g di zucchero
3 uova
1 bustina di lievito per dolci
100 ml di latte
50 ml di liquore alla cannella (in mancanza rum)
100 g di cioccolato fondente
1 cucchiaino di cannella in polvere
1 pizzico di sale
zucchero a velo
Montiamo le uova intere con lo zucchero e il sale, uniamo la farina setacciata con il lievito e la cannella, il latte e il liquore, finché otterremo una pastella densa.
Uniamo le mele sbucciate e affettate sottilmente e il cioccolato tritato grossolanamente. Versiamo il composto in uno stampo ben imburrato e infarinato ed inforniamo a 200° finché risulterà asciutta. Prima di servire cospargiamo di zucchero a velo.

2009-12-01

Mi direte che iniziando il periodo natalizio una pasta al pomodoro ci sta come i cavoli a merenda. Io invece vi dico che se provate questo fantastico sugo "infornato" così caldo, gustoso e avvolgente non penserete affatto alla stagione ed avrete certamente voglia di spaghetti. Richiama la pasta pugliese con i pomodorini ripieni ma è più semplice da eseguire e poi la ricotta salata, in tal caso la classica Ricotta Salata di Pecora del Catanese proveniente dalla bottega Esperya, da quel certo non so che.
Gli ingredienti non hanno ovviamente dosi precise, 3-4 pomodori datterini a testa saranno sufficienti.
Bisogna tagliare a fettine orizzontali i pomodorini e posizionarli in unico strato in una teglia foderata di carta forno, cospargerli di zucchero, sale, aglio in polvere, timo fresco, qualche fogliolina di basilico spezzettata, pangrattato e olio extravergine d'oliva, infornare in forno ventilato a 200° C finché i pomodorini inizieranno a colorire, a quel punto aggiungere la ricotta grattugiata a scagliette ed infornare nuovamente finché anch'essa prenderà colore. Basta solo lessare gli spaghetti e condirli con il preparato mescolando bene tutto prima di impiattare.
Non crederete alle Vs papille gustative, se vi piace potete anche aggiungere del peperoncino alla preparazione.

2009-11-29

Conoscete la scrittrice belga Amélie Nothomb? Io sinceramente non me n'ero mai interessata ma ho scoperto che ha una sorella di nome Juliette che è certo più brava di lei in cucina e in fatto di scrittura non è da meno.
E' bello scoprire attraverso un libro l'amore semplice e spontaneo che lega due sorelle e che porta Juliette a raccogliere nel volume i ricordi e gli aneddoti dell'infanzia oltre alle ricette amate dalla golosa sorella Amélie.
Il libro, che s'intitola La cucina di Amélie ed è edito da Voland, è ironico e fresco seppure ben strutturato, curiosamente illustrato da Jul ci insegna molto seppure l'autrice nello scriverlo non abbia avuto alcuna pretesa didattica.
E se leggendolo non mi è punto venuta voglia del Monte Bianco a base di fagioli Azuki, che per carità dev'essere pur buono, molte delle 80 ricette contenute nel volume sono una vera tentazione. Così non ho saputo resistere al gelato amato da Amélie e preparato da Juliette con il più artigianale dei metodi, ovvero con la mantecatura manuale proprio come piace a me.
Ho provato la ricetta del gelato alla vaniglia ma ad una parte ho aggiunto dei biscottini al cioccolato spezzettati, non vi dico il risultato, devo assolutamente rifarlo in mille altri gusti seguendo le indicazioni di Juliette.
Gelato fatto in casa alla vaniglia
Ingredienti per 4:
250 ml di latte intero
150 ml di panna fresca
3 tuorli d'uovo
100 g di zucchero semolato
50 g di zucchero a velo
1 presa di maizena
2 fogli di gelatina (4 g)
1 baccello di vaniglia o 1 cucchiano di estratto di vaniglia liquido o in polvere

Portiamo a ebollizione il latte con la vaniglia tagliata nel senso della lunghezza (se usiamo l'estratto non c'è bisogno di effettuare questa operazione ed io uso l'estratto naturale che trovo da Plurimix-Point). Mettiamo nel congelatore le fruste e il recipiente per la panna e ammolliamo la gelatina in acqua fredda.
In una casseruola dal fondo spesso sbattiamo i tuorli con lo zucchero semolato finché il composto diventa chiaro. Aggiungiamo la maizena (giusto un pizzico) e diluiamo col latte. Facciamo rapprendere il composto a fuoco moderato finché sarà leggermente addensato ma senza farlo bollire (come per la crema inglese). Togliamo dal fuoco e sciogliamo dentro la gelatina ben strizzata. A questo punto se non abbiamo usato la vaniglia uniamo l'estratto. Nel recipiente freddo montiamo la panna con lo zucchero a velo fino ad ottenere una consistenza molle (così dice l'autrice io direi semi montata). Incorporiamo la panna alla crema, mettiamo tutto in un recipiente rotondo di plastica o acciaio (vi consiglio una bastardella in acciaio inox) e mantechiamo con una frusta a mano ogni 15 minuti fino al completo congelamento. Se diventa troppo duro alla fine basta lasciarlo fuori dal freezer per dieci minuti prima di consumarlo.
Ovviamente se volete aggiungere i biscottini al cioccolato (e vi consiglio la versione) dovete farlo quando il composto è ancora allo stato liquido). Servitelo semplice o, come ho fatto io, col cioccolato fuso sopra.

2009-11-26

Del mio amore per le ricercatezze gastronomiche chi mi legge è a conoscenza, così quando ho scoperto l'azienda Croco e Smilace mi son detta che la mia dispensa degli "introvabili" avrebbe proprio gradito qualcuna delle loro prelibatezze. Della loro ambra liquida vi ho già parlato ma non immaginerete mai cos'altro ho scovato.
Se riuscite a leggere le etichette in foto vi farete un'idea:
Cioccolato bianco allo zafferano
Zafferano purissimo in stigmi
Ghiaccio verde
Abate rosso
Cotognetta
Rha
Wendel
Sono nomi curiosi vero?
Io sono in pieno assaggio e presto vi farò partecipi dei miei esperimenti.
Intanto già le confezioni ed i nomi sono talmente allettanti da poter diventare originali idee regalo per il prossimo Natale.

2009-11-24

Ho scoperto che il Patè di Ricciola di Campisi mi piace proprio, soprattutto in accostamento alla mozzarella. E così utilizzano gli stessi ingredienti dell'altra volta ho elaborato questi stuzzichini di pasta sfoglia cui, per gioco, ho voluto dare la forma delle sfogliatelle dolci.
Le sfogliatelle in effetti da tempo volevo provare a farle e prima di cimentarmi col vero impasto ho provato a dare la loro forma a un semplice rotolo di pasta sfoglia di quella già pronta. Certo senza Giulio che frignava sarebbero venute meglio d'aspetto ma quanto a sapore il mio piccolo condisce ormai tutto e quindi erano insuperabili sul serio.
Per prepararle occorre:
1 rotolo di pasta sfoglia
30 g di burro
1 mozzarella
Patè di Ricciola Campisi
Ho steso sottilissima la pasta sfoglia, l'ho spennellata col burro fuso e poi l'ho avvolta strettamente su se stessa. Ho tagliato dal rotolo ottenuto tante fettine che ho trasformato in tasca appuntita infilando al centro i pollici. Ho condito le sacche con mozzarella atocchetti mescolata al Patè di ricciola e richiuso l'estremità a perta. Ho infornato poi a 200° C fino a doratura. Con una semplice insalata di verdura fresca sono un simpatico antipasto o perché no un piatto unico.

2009-11-21


Beh, volendo, qualche idea per il menù delle feste ed i regali possiamo iniziare a farcela, non dite?
La tavola delle feste si sa è fatta di suggestioni e se da un lato la tradizione ci tiene avvinti a sè, dall'altra dovete riconoscere che l'idea di stupire con gradite novità i nostri ospiti ci affascina alquanto.
Io sempre protesa al nuovo vi propongo un piatto di tagliatelle insolito, di semplice esecuzione e molto molto gustoso. Le alternative sono due o vi mettete a preparare le tagliatelle al cacao, di cui certo vi lascio la ricetta che viene dal libro
Cioccolato, la passione degli dei, o le comprate bell'e fatte, io ho trovato quelle di Muzzi nella fornitissima Enoteca Di Leva.
Comunque decidiate di fare il piatto vale una menzione.
Ingredienti per 4
Per la pasta:
350 g di farina 00
50 g di cacao amaro
1 presa di sale
1 presa di peperoncino piccante in polvere
3 uova
Per il condimento:
150 g di burro
24 foglie di salvia fresca
12 bocconcini piccoli di mozzarella
4 piccoli peperoncini rossi
4 ciuffetti di foglie di salvia
Setacciamo la farina con il cacao e disponiamola a fontana in una ciotola, uniamo il peperoncino e il sale poi le uova leggermente sbattute. Lavoriamo a lungo l'impasto, fino ad ottenere una pasta liscia che lasceremo riposare almeno mezz'ora prima di stenderla con la sfogliatrice ricavandone le tagliatelle che andranno lasciate asciugare per mezz'ora. Intanto fondiamo il burro con la salvia in un tegame. Lessiamo le tagliatelle in acqua bollente e condiamole con il sugo preparato. Formiamo nei piatti dei nidi di tagliatelle e disponiamo nei nidi le mozzarelline, completiamo con i peproncini e i ciuffetti di salvia.

2009-11-19

Un saluto veloce ai miei lettori e qualche comunicazione di servizio.

Per gli amanti della Fontina dop che il 25 novembre si dovessero trovare nella zona di Saint Vincent (AO) segnalo una importante e gustosa manifestazione dedicata a questo eccellente formaggio. Vi riporto la nota stampa:

"IO SONO LE FONTINE" IL 25 NOVEMBRE A SAINT-VINCENT CON PAOLO MASSOBRIOUN INCONTRO DEDICATO ALLE FONTINA DOP E ALLA SUA STRAORDINARIA VERSATILITÀ

La Fontina, o meglio le fontine, saranno protagoniste dell'incontro organizzato dalla Regione Autonoma Valle d'Aosta che si terrà il 25 novembre a Saint-Vincent (Ao). Alle ore 17.00 il centro Congressi del Grand Hotel Billia sarà infatti lo scenario di "Io sono le Fontine", un momento di approfondimento, legato alla diversità e alla versatilità inconfondibile di questo formaggio, organizzato al termine del Concorso dedicato alle fontine d'alpeggio.
La Fontina, formaggio D.O.P. simbolo della Valle d'Aosta, è un prodotto caseario unico in grado di rispecchiare con le sue tante peculiarità i numerosi piccoli produttori locali che dai caseifici agli alpeggi in quota danno origine a formaggi elaborati e differenti pur nella loro unicità.
E partirà proprio da questi aspetti l'incontro moderato dal giornalista Paolo Massobrio cui prenderanno parte gli Assessori regionali all'Agricoltura e Risorse naturali Giuseppe Isabellon e l'Assessore al Turismo, Sport, commercio e Trasporti Aurelio Marguerettaz, il Presidente della Federazione Italiana Pubblici Esercizi Lino Stoppani e lo chef dell'Antica Osteria del Ponte di Cassinetta di Lugagnano, Presidente dell'Associazione dei ristoratori Le Soste Ezio Santin.
Ma le peculiarità di questo formaggio saranno protagoniste anche della cena prevista al termine dell'incontro in cui la Fontina sarà indiscussa regina, dall'antipasto al dolce, dei piatti preparati da quattro tra i migliori chef della GuidaCriticaGolosa 2010 di Paolo Massobrio: Fauso Scola - Ristorante Scola di Castelbianco (Sv); Andrea Provenzani - Ristorante Il Liberty di Milano; Shiqin Chen e Giovanni Spegis - Ristorante La Rei di Serralunga d'Alba (Cn); Fabio Barbaglini - Ristorante Le Cassolet di La Salle (Ao).
Sulla XVIII edizione di questo best seller del gusto presentato a Golosaria Torino e dedicato al meglio della gastronomia e della ristorazione di Piemonte, Valle d'Aosta, Liguria e Costa Azzurra la patria della Fontina DOP è rappresentata da 71 ristoranti e 63 tra produttori e negozi di cose buone. Proprio a Golosaria domenica 15 novembre si è svolta, in collaborazione con la Regione Valle d'Aosta, l'asta delle 10 migliori fontine d'alpeggio che sono state battute raggiungendo un prezzo medio di 50,00 euro al chilo.

Per maggiori informazioni: www.clubpapillon.it
Sarah Scaparone
Ufficio Stampa
334/3269338

Per chi invece il 3 dicembre avesse la fortuna di trovarsi a Torino ci sarà la premiazione dei Libri da gustare, leggetevi la nota stampa perché tra l'altro l'edizione 2010 conterrà una novità dal nome "Gusta il web" che potrebbe interessarvi sul serio:

LIBRI DA GUSTARE 2009: PREMIAZIONE IL 3 DICEMBRE A TORINO PER LA PRIMA VOLTA PREMIATE QUATTRO DIFFERENTI CATEGORIEMENZIONI SPECIALI ALLA CASA EDITRICE PONTE ALLE GRAZIE, ALLA RIVISTA INTERNAZIONALE APICIUS E ALL'ASSOCIAZIONE MILANESE ARTE DA MANGIARE - MANGIARE ARTE

Si terrà il 3 dicembre il tradizionale appuntamento con la cerimonia di premiazione dei Libri da Gustare, l'iniziativa voluta dall'Associazione Culturale Ca dj'Amis di Claudia Ferraresi per promuovere e valorizzare l'editoria enogastronomica e di territorio.
Tra i venti titoli che dal mese di maggio al 20 novembre si sono contesi le votazioni di lettori e appassionati, saranno dunque eletti i 4 «libri da gustare» del 2009 suddivisi, per la prima volta, in quattro differenti categorie: "cultura del cibo" (saggi, ricettari, guide che raccontano ed approfondiscono, anche con il solo linguaggio visivo, la storia e la cultura del cibo); "cultura del vino" (saggi e guide che raccontano ed approfondiscono, anche con il solo linguaggio visivo, la storia e la cultura del vino); "il cibo in letteratura" (narrativa nella quale il cibo è il tema attorno al quale si sviluppa il racconto oppure dove il cibo riveste un ruolo particolare nel tessuto narrativo); "prime pagine" (racconti, storie, ricettari rivolti ai bambini dai 5 ai 10 anni per mezzo dei quali si educa al valore del cibo e ad un corretto rapporto con esso o dove il cibo riveste un ruolo particolare nel tessuto narrativo).
Ma quest'anno saranno assegnate, per la prima volta, anche delle menzioni speciali a una casa editrice, a un critico e a un artista. Saranno infatti premiate: la Casa Editrice Ponte alle Grazie per l'importante lavoro della collana Il Lettore goloso diretta da Allan Bay; la Rivista Internazionale Apicius dedicata alle tendenze dell'enogastronomia mondiale; l'Associazione Arte da mangiare - Mangiare Arte, con sede a Milano, in cui gli artisti usano anche il cibo come materia di espressione.
Oltre al consueto premio istituzionale i vincitori delle quattro categorie e delle menzioni speciali si aggiudicheranno dei soggiorni presso importanti strutture del circuito de I Ristoranti della Tavolozza. In particolare la catena Starwood - Le Meridien Lingotto, riprendendo una consolidata collaborazione con l'Associazione Ca dj'Amis, metterà a disposizione dei vincitori soggiorni omaggio presso alcune suggestive strutture del gruppo.
Ma a Torino si parlerà anche della novità dell'edizione 2010 Libri da Gustare: la nuova categoria chiamata "Gusta il Web" (a cura di Edo Prando), articolata in due sezioni distinte: Video da Gustare; Libri nella Rete, che andrà ad affiancarsi alle quattro già esistenti. Internet e la free press sono i fenomeni più interessanti dei nostri anni e Libri da Gustare si apre a questi nuovi mezzi di comunicazione. Si potrà partecipare con web libri, in formato pdf, scaricabili e stampabili da tutti per uso personale, e con video-clip non più lunghi di 4 minuti. I pdf dovranno essere veri e propri mini-libri, impaginati e dotati d'immagini.
La cerimonia di premiazione che avrà inizio alle ore 17.00 presso il Circolo dei Lettori di Torino (Palazzo Graneri della Roccia, via Bogino, 9) sarà preceduta da un "assaggio" musicale, "Liriche Armonie" a cura della pianista Raffaella Portolese. Interverrà il tenore coreano Young Hoon Shin.
Per maggiori informazioni: www.libridagustare.it

Domani magari una nuova ricettina che ne ho in serbo qualcuna.

2009-11-16

Insomma i prodotti al tartufo di Cascina San Cassiano li ho quasi provati tutti, il più insolito forse era proprio questo...il miele al tartufo, un bel vasetto di miele ambrato nel quale galleggiano fettine di tartufo, una delizia anche per gli occhi ma in effetti più lo guardavo e più ero dubbiosa sul suo possibile utilizzo. Con il miele allo zafferano l'esperienza era andata bene come ho avuto modo di illustrarvi nel post precedente ma il tartufo? Metterlo nel latte a colazione proprio no! Così alla fine mi sono ricordata che in Valle d'Aosta avevo assaggiato il lardo con sopra il miele ed in effetti l'accostamento era azzeccato ancor più col miele arricchito dal profumo del tartufo. Sta benone a crudo su una fetta di pane tostato ma sta ancora meglio su queste semplici focaccine preparate con l'impasto per la pizza e sormontate da un fettina di lardo. Solo prima di servire ancora calde ho irrorato col dolce e prelibato nettare.
Ingredienti
Per le focaccine:
75 g di Manitoba
75 g di farina di grano tenero 00
3-4 g di lievito di birra fresco (1/8 di cubetto da 25 andrà bene)
150 ml c.a. di acqua tiepida
1 cucchiaino di sale
1 puntina di zucchero
1 cucchiaio di olio
Lardo di Colonnata affettato sottilmente
Miele di acacia al tartufo
Prepariamo l'impasto lavorando energicamente le farine con l'acqua nella quale avremo sciolto il il lievito, l'olio, il sale e lo zucchero, lasciamola lievitare a lungo anche 3-4 ore in una ciotola coperta con un foglio di pellicola. Poi ricaviamone dei tozzetti (13-14 c.a.) e disponiamoli in teglia schiacciandoli e dandogli la forma allungata. Stendiamo sopra ognuna una fettina di lardo ed inforniamole alla massima temperatura. Impiegheranno pochissimi minuti a cuocersi. All'uscita dal forno tamponiamo la base delle focaccine con carta assorbente (il lardo espellerà il suo grasso in cottura) e irroriamole con il miele al tartufo prima di servirle.

2009-11-11

"Il critico terminò il pasto con un fico caramellato caldo con qualche pistillo di zafferano", la frase viene dal libro di Simonetta Greggio Stelle di Provenza edito da Corbaccio, un romanzo gastronomico estremamente piacevole che parla di un grande chef che lascia la sua vita, il suo ristorante troppo caro, troppo elegante, troppo lontano dalle sue prime passioni e si rifugia in uno sperduto paese della Provenza dove ritrova la voglia di vivere e cucinare insieme ad un nuovo amore. Il romanzo è corredato da uno "strano" quaderno di ricette ideate ed illustrate da Manuel Laguens, il ricettario è fatto solo di schizzi, invece di ricette suggestioni, sensazioni ed accostamenti inediti.

Leggendo la frase con la quale ho iniziato il post e guardando il disegno che Laguens dedica al piatto in questione non ho potuto resistere alla tentazione di realizzare a mio modo la ricetta tanto più che disponevo di fichi settembrini della mia terra e di un barattolino di Ambra liquida, un particolare prodotto dell'azienda Croco & Smilace trovata presso la bottega Esperya costituito da miele di acacia arricchito e profumato da stimmi di zafferano.
Un suggestivo dessert che potremmo abbinare a dei formaggi.
Per la realizzazione basta lavare i fichi e disporli in una pentola col picciolo in su aggiungendo 1/3 del loro peso in zucchero e pochissima acqua. Basta cuocere i frutti a fuoco dolce rivoltandoli con un mestolo di legno per farli impregnare di caramello. In tal caso a metà cottura ho aggiunto un cucchiaino di miele allo zafferano per ogni fico che ho poi servito con il liquido di cottura.

2009-11-07

Avere a disposizione dei tartufi non è cosa semplice, specialmente dalle mie parti.
Ci si può comunque coccolare con l'aroma ed i gusto del tartufo utilizzando qualche giusto prodotto; molti conosceranno l'olio al tartufo, un classico certamente, io però ho scoperto nella dispensa di Cascina San Cassiano altri validi prodotti. Del sale vi ho già detto ed aggiungo che lo sto utilizzando molto in cucina, in questo piatto ho provato invece il Burro al tartufo una vera leccornia per gli appassionati che ho utilizzato per rosolare queste rollatine ripene di funghi e grana. Le ho preparate qualche giorno fa e mio marito ancora ne esalta il ricordo.
Ingredienti per 2:
2 fettine di vitellone 3-4 mm di spessore
1 spicchio d'aglio
1 tazza di funghi misti
2 dita di vino bianco
sale al tartufo
pepe nero
olio extravergine d'oliva
scaglie di grana
prezzemolo tritato
1 cucchiaio di farina
burro al tartufo
Togliamo eventuali parti grasse alla carne e battiamola per bene con il batticarne. Intanto trifoliamo i funghi in un fondo di olio con l'aglio, aggiungiamo il vino e lasciamo evaporare, poi saliamo, pepiamo leggermente e lasciamo cuocere. A cottura ultimata uniamo il prezzemolo e dopo aver fatto intiepidire i funghi tritiamoli a coltello, uniamo del grana a scaglie e dividiamo il composto in due mucchietti attorno ai quali avvolgeremo le nostre fettine formando dei rotolini con il ripieno ben sigillato all'interno. Chiudiamo con dello spago passiamoli nella farina e rosoliamoli nella padella ancora unta dei funghi nella quale scioglieremo un cucchiaio di burro al tartufo, lasciamo ben rosolare da tutte le parti poi uniamo un po' d'acqua, una macinata di sale e facciamo cuocere per circa 10 minuti finché il fondo si sarà ristretto. Togliamo poi lo spago alle rollatine e serviamole con il fondo di cotture deglassato con ancora un goccio d'acqua e un'altra noce di burro al tartufo. Un secondo estremamente gustoso e raffinato.

2009-11-02

Le Sorelle Simili sono una garanzia in fatto di buona cucina e molti di voi ne sono fans e sicuramente hanno nella libreria tutti i loro scritti che seguono come vangelo in ogni occaasione. Io invece le conoscevo solo per sentito dire e adesso non posso che fare ammenda riconoscendo il mio peccato e chiedendo umilmente perdono.La mia conoscenza con le maestre Simili è avvenuta solo adesso con la pubblicazione del loro terzo libro "La buona cucina di casa" edito da Vallardi, come i precedenti.
Me ne dolgo perchè tra le pagine di questo volume ho trovato una semplicità di modi, una competenza ed una saggezza che sono d'altri tempi.
Nessuna improvvisazione, nessuna illustrazione scenografica di grandi firme della fotografia (le foto si limitano all'essenziale e sono tese alla pura rappresentazione grafica del risultato che dovremmo ottenere seguendo le dritte delle maestre). Tanta semplicità, come dicevo, che si traduce in ricette realizzabili nel quotidiano corredate da piccoli ma preziosi consigli che le autrici disseminano qua e là quasi fossero le mollichine di pane che ci portano al traguardo sperato.
Sono rimasta affascinata dal capitolo dedicato alle torte salate dove le sagge sorelle ci illuminano su un concetto fondamentale: se vogliamo che le torte riescano alla perfezione ogni ripieno richiede la sua sfoglia perché come dicono loro "le torte salate fatte con un'unica pasta sembrano tutte uguali, pur avendo un ripieno diverso".
Lette queste premesse mi sono ritrovata direttamente in cucina con le mani in pasta a realizzare questa meravigliosa torta salata di cui vi voglio parlare. La torta prevede un ripieno di melanzane grigliate solo che causa allattamento le melanzane essendo amare sono per me vietate e così ho realizzato l'altra versione consigliata dalla Sorelle Simili ovvero quella con zucchine.
Vi lascio la ricetta così com'è nel libro dato che non c'è proprio nulla da modificare, è assolutamente perfetta.
Per la pasta:
300 g di farina
130 g di acqua
25 g di olio di oliva
12 g di lievito di birra
1 cucchiano raso di sale
Per il ripieno:
1,2 Kg di melanzane (o zucchine)
200 g di fontina a fette sottili
400 g di pomodoro al basilico
olio
parmigiano
Preparate la pasta e lasciatela riposare 30-40 minuti. Tagliate le melanzane per il lungo a fette di circa 1 cm, poi cuocetele sulla griglia girandole una volta. Fatele freddare e fatene tre mucchietti.
Stendete la pasta e foderateci la tortiera, facendone sporgere un po' oltre il bordo. Adagiatevi uno strato con un terzo delle melanzane, copritelo con metà della fontina, poi con metà dei pomodori; cospargete di parmigiano e pochissimo olio, poi ancora melanzane, fontina, pomodori, parmigiano e olio. Finite coprendo con le melanzane rimaste, parmigiano e olio. Infornate a 200°C per 45-50 minuti.

2009-10-29

Ancora uno stuzzichino che parla d’autunno.
Tutto è iniziato dalla pasta brisèe sfogliata, la cui ricetta ho avuto modo di conoscere durante una puntata de La prova del cuoco. Ovviamente la tentazione di sperimentare è stata fortissima e fra i capricci di Giulio (relegato per necessità nel seggiolino) ho creato queste deliziose sfogliatine farcite di mele e pancetta cui ho voluto abbinare, devo dire con risultati eccellenti, una fonduta di Bra duro dop provenienza
Cascina San Cassiano.
Fare la pasta brisèe sfogliata, escludendo Giulio, sarebbe stato un divertimento, richiede qualche giro come la pasta sfoglia però è più semplice e anche a prova di chi molto tempo non ha perchè tra un giro e l'altro ci sta bene il cambio pannolino, la poppata etc. Per il ripieno non c'è nulla da cuocere e la fonduta è già bella e pronta da scaldare prima dell'utilizzo per renderla di nuovo cremosa come all'origine.
Ingredienti
Per la pasta brisèe sfogliata:
250 g di farina 00
150 g di burro freddo
80 g di acqua fredda
sale
Per il ripieno:
2 mele rosse croccanti
pancetta tesa a fette sottili
pepe nero
Per completare:
semi di papavero
albume
Fonduta di Bra duro dop
Prepariamo la brisèe amalgamando velocemnete il burro freddo a tocchetti con la farina e un pizzico di sale, uniamo l'acqua fredda e formiamo un panetto rettangolare. Lasciamo l'impasto a riposare in frigo per mezz'ora poi stendiamolo in un rettangolo grande e pieghiamolo a tre ponendo l'impasto in freezer per dieci minuti. Ripetiamo l'operazione per tre volte poi stendiamo la sfoglia e ricaviamone dei dischi con un coppapasta di 8 cm. Farciamo metà dei dischi ottenuti con le mele complete di buccia ridotte a fettine sottili e la pancetta anch'essa affettata, diamo una spolverata di pepe nero e chiudiamo con i restanti dischi di pasta, pennelliamo la superficie con albume e cospargiamola di semi di papavero.
Inforniamo a 200° finché le sfogliatine risulteranno dorate e croccanti. Serviamo ancora calde con la fonduta di Bra duro.

2009-10-24

Si va sempre di corsa è vero ma se la dispensa è ben fornita di prodotti di un certo livello bastano in effetti cinque minuti per portare in tavola un piatto speciale che esalti il gusto di ogni singolo componente. Di uova vi ho già parlato, consigliandovi di scegliere sempre quelle da allevamenti biologici. Del Lardo di Colonnata IGP non devo certo parlarne io data la sua fama, se poi volete un consiglio su quale acquistare fatevi un giretto di mouse da Esperya. Per il pane c'è solo l'imbarazzo della scelta tra quelli dei vari forni che ancora, qui in Calabria, utilizzano la lievitazione naturale. E se vogliamo dare un'aroma speciale alle uova basterà utilizzare del Sale aromatizzato al tartufo come quello di Cascina San Cassiano. Insomma se due più due fanno quattro la cena è servita.
Ingredienti per due:
2 fette di pane casereccio
2 uova biologiche
8-10 fettine di Lardo di Colonnata IGP
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
Foderiamo la teglia di carta forno e cospargiamola d'olio, appoggiamo sopra le due fette di pane nelle quali avremo praticato un foro centrale con un coppapasta, passiamo la teglia per un paio di minuti nel forno ben caldo poi togliamola e aggiungiamo le uova nei fori praticati, una macinata di sale aromatizzato al tartufo e le fettine di lardo, ripassiamo nel forno finché l'albume sarà rappreso.

2009-10-19

Del libro di Sapo Matteucci avevo già avuto modo di parlarvi qualche post fa, dimenticando però di dirvi che mi aveva folgorato una semplice ricetta che ho tenuto sin da allora tra le cose da provare. Si tratta di tarallini dolci a base di vino che ho potuto finalmente provare e del cui soddisfacente risultato voglio, ovviamente, redervi partecipi. Una ricetta antica, di quelle senza dosi, adatta comunque anche ai meno esperti.
Ingredienti:
1/2 bicchiere di vino rosso (io ho usato un Malvasia rosso)
1/2 bicchiere di zucchero
1/2 bicchiere di olio
farina q.b.
zucchero semolato per completare
Impastare gli ingredienti fino ad ottenre un composto solido con il quale fromare dei bastoncini da richiudere ad anello, passare le ciambelline nello zucchero e cuocerle in forno preriscaldato a 240° circa (io ho utilizzato il ventilato a 220°) finché appariranno colorate. Si conservano a lungo ma è difficile non mangiarle tutte appena sfornate.

2009-10-14

Ottobre è il mese che prediligo in assoluto, sarà che ci sono nata, sarà che ha quell'aria autunnale che richiama tanto il tepore e la casa, saranno altre innumerevoli ragioni che non sto qui ad elencare. Insomma ottobre è il mio mese e per tale motivo gli voglio dedicare questa insalata che in effetti uno pensa all'autunno e gli vengono in mente le zuppe e invece contro ogni tendenza io propongo un'insalata che ha la ricchezza, il colore ed il calore di questo adorabile mese. La particolarità del piatto sta in quelle rondelline di cipolla che si vedono qua e là, l'idea l'ho rubata su una vecchia rivista di cucina (quanto mi piacciono le riviste datate!) e l'ho elaborata a modo mio. In pratica le cipolle vengolo ridotte ad anelli, farcite di formaggio e passate in forno fino a diventare dei dischetti croccanti. Io ho usato le rosse di Tropea, servendomi degli anelli più piccoli ma utilizzando gli anelli più grandi la stessa idea si presta ad altre applicazioni, esempio una torretta di queste cipolle farcita a strati con gli stessi elementi utilizzati per l'insalata. Che ne pensate?
Ingredienti per due:
due manciate di soncino
una manciata di noci pecan
1 mela Fuji
1 cipolla rossa di Tropea
Pecorino di Pienza stagionato grattugiato
3 cucchiai di olio extravergine d'oliva
2 cucchiaini di parmigiano grattugiato
sale e pepe
Affettiamo la cipolla sottilmente e disponiamo alcuni anelli su una teglia ricoperta di carta da forno, riempiamo ciascun anello di pecorino e passiamo la teglia in forno caldo finché il formaggio fonderà. Non facciamolo dorare troppo se no diventa amaro. Leviamo la teglia dal forno e lasciamo freddare le cipolle prima di staccarle dalla carta.
Laviamo il soncino e diponiamolo nel piatto di portata, disponiamo sopra le noci, la mela a spicchietti sottili con la buccia e le rondelle di cipolla. Prepariamo una emulsione con l'olio, il parmigiano, sale e pepe. Irroriamo l'insalata con l'emulsione prima di servirla.

2009-10-07

Una delle regioni che più amo è l'Alto Adige con le sue verdi montagne e la sua ricca cucina.
In attesa di ritornarci appena possibile cerco intanto di rinfrescarne il ricordo con dei piatti tipici anche se diventa a volte un'impresa reperire degli ingredienti. Con Esperya l'impresa si semplifica e così avendo tra le mani il Salamino affumicato di maiale e camoscio, preparato dal sig. Berardi secondo tradizione con carne di camoscio e pancetta di suino, non ho potuto che pensare ai canederli che adoro. Li ho preparati con metà salamino e metà speck li ho cucinati e serviti in un ricco brodo di carne bovina. Il piatto è bello sostanzioso ma per la stagione appena iniziata è l'ideale.
Penso che dei canederli ogni famiglia sud-tirolese abbia la sua ricetta, io così lontana mi sono affidata alla grande Cucina Italiana, preparandoli secondo la ricetta reperita su un vecchio numero della rivista.
Per chi fosse alto-atesino quanto me lascio comunque la ricetta e mi raccomando provate il salamino...merita davvero.
Canederli
Ingredienti:
250 g di pane
50 g di speck
50 g di Salamino di maiale e camoscio
1/2 cipolla
4 uova
100 g di farina
1 bicchiere di latte
olio e burro q.b.

Riduciamo a cubetti il pane e rosoliamolo in una padella dove avremo lasciato appassire la cipolla con un po' di olio e burro. Trasferiamolo poi in una ciotola, mescoliamolo con le uova, il latte e i salumi e lasciamolo ammorbidire per mezz'ora circa. Uniamo al composto la farina e formiamo delle palline. Lessiamo i canederli in un ricco brodo di carne per 2-3 minuti da quando vengono a galla. Serviamo con il brodo e del grana, oppure scoliamoli e serviamoli con burro scuro e grana.

P.S. con questa ricetta partecipo alla raccolta di Roxy dal titolo Sapore di Vacanza

2009-10-02

Da quando è nato Giulio ho, come immaginavo, meno tempo per cucinare ma, dal momento che l'allattamento al seno mi costringe a lunghe e frequenti soste in poltrona, ho un po' di tempo in più per leggere.
Come tutti gli amanti di qualcosa mi piace andare a fondo, leggere e studiare l'argomento che amo da ogni punto di vista e se l'oggetto della detta passione è la cucina non posso non chiedermi come mangiavano ad esempio i cacciatori di Boxgrove, nei pressi di Chichester, 500.000 anni fa nell'età della pietra; oppure cosa mangiavano nel refettorio di un priorato benedettino nel 1372 a Moreaucourt, Piccardia; o facendo ancora un balzo indietro, come si svolgeva un banchetto romano intorno al 45 d.C. a Colchester nel sud dell'Inghilterra.
Ho trovato queste ed altre competenti risposte in un saggio di Martin Jones che si intitola "Il Pranzo della festa - Una storia dell'alimentazione in undici banchetti" edito da Garzanti.
Attraverso undici banchetti appunto, l'autore ripercorre la storia dell'alimentazione partendo dalla differenza tra la nostra alimentazione e quella delle scimmie ed arrivando ai pranzi consumati davanti alla tv. Capire l'evoluzione che ha subito la nostra dieta è certamente illuminante per la comprensione dell'evoluzione della società.
Percorrendo questo cammino Martin Jones, docente di scienze archeologiche all'Università di Cambridgee e studioso di frammenti archeologici di resti di cibo, ci illustra nel libro anche i diversi significati che assume la condivisione del cibo.
Insomma stavolta vi invito alla lettura di un libro "serio" che non ci insegna a nutrire il corpo ma che nutre senza alcun dubbio lo spirito accrescendo le nostre conoscenze in fatto di alimentazione e storia.

2009-09-23

Nell'ultimo ordine di Esperya avevo fatto inserire un barattolino di Visciole al Sole SI.GI. incuriosita dal nome più che altro. Aperto il barattolo ed assaporatone il contenuto ho dato un perchè al nome che all'apparenza mi sembrava solo fantasioso.
Le visciole sanno di visciole, per la conservazione, infatti, non si esegue alcuna manipolazione. I frutti sono raccolti, conservati nei barattoli con zucchero ed esposti per 30-40 giorni con tutto il barattolo ai raggi del sole, secondo la tradizione marchigiana. Alla fine risultano leggermente appassiti e lo zucchero insieme al loro succo si trasforma in un denso e gustosissimo sciroppo.
Ho pensato subito di abbinarle al gelato e, infatti, già prima del parto questa torta prendeva forma nella mia mente, solo che nell'ultimo periodo le forze erano quel che erano e così ho rimandato la "creazione" al periodo successivo. Adesso le forze sono assorbite da Giulio però nel festeggiare il suo primo mese di vita non potevo che proporvi questa ricetta.
Ovvio se avessi avuto tempo il gelato l'avrei fatto io, però ci siamo accontentati di gelato artigianale fior di latte. Anche per la parte estetica del dolce avrei potuto far di più, ma il gusto vi assicuro è solo da provare. Ah! unico accorgimento, attenzione ai denti le visciole sono complete di nocciolo, potete toglierlo prima o avvertire chi consumerà il dolce, pena la perdita di qualche dentino.
Ingredienti per una tortina per 6 persone (18 cm circa di diametro):
1/2 kg circa di gelato fior di latte
1 barattolino di Visciole al Sole SI.GI.
Amaretti (circa 20-22 biscotti)
sfoglie di cioccolato fondente
Sbriciolate gli amaretti tenendone da parte qualcuno per la decorazione. Versateli in uno stampo a cerniera o in un piatto sul quale avrete posizionato un anello apribile. Irrorate i biscotti con il succo delle visciole. Spalmate su questa base metà del gelato versando qua e là qualche viscola privata del nocciolo. Formate uno strato con le sfoglie di cioccolato leggermente frantumate e coprite con il restante gelato. Decorate la superficie con gli amaretti bagnati di scioroppo e le visciole rimaste.

2009-09-17

Non voglio essere ripetitiva, ma torno ancora con un dolce. In effetti la maternità mi ispira dolcezza e così se in gravidanza sono stata più propensa al salato adesso mi dedico a tutto spiano al dolce. Giulio acquisisce attraverso il mio latte i nuovi sapori e sembra gradire, visto che con riluttanza si stacca dal seno. Di nuovo biscotti, di nuovo sablè, solo in versione bianca senza cacao.
L'impasto racchiude un ripieno di marmellata di limoni, quella buona di Terrasolis, preparata coi limoni di Sorrento. A completare il biscotto uno strato supercroccante di arachidi tostate, vi lascio immaginare il risultato...
Ingredienti
Per la pasta sablè:
300 g di farina 00
75 g di fecola di patate
115 g di zucchero a velo
un pizzico di sale
225 g di burro
25 g di albume
Per farcire e completare:
Marmellata di limoni di Sorrento
2 albumi
arachidi tostate
zucchero a velo
Setacciamo insieme la farina, la fecola, lo zucchero e il sale. Misceliamo bene ed amalgamiamo il burro a temperatura ambiente ottenendo delle briciole fini poi aggiungiamo l'albume e lavoriamo velocemente l'impasto. Lasciamolo riposare avvolto in pellicola per circa mezz’ora poi stendiamolo in una sfoglia sottile mezzo centimetro circa. Ricaviamone dei rettangolini e posizioniamo sopra ognuno un piccolo cucchiaino di marmellata. Avvolgiamo l'impato a chiudere la marmellata formando una sorta di bauletti. Lasciamoli ancora un po' in frigo poi passiamoli nell'albume e nelle arachidi leggermente frantumate. Inforniamo a 180° per 12-15 minuti, finchè le arachidi risulteranno ben tostate. Una volta freddi spolverizziamo di zucchero a velo prima di servire, magari col thè pomeridiano.

2009-09-10

Converrete con me che il mio piccolo Giulio non può che ispirare dolcezze. Così riprendo a postare proprio partendo da un biscottino creato appositamente per lui, complice ovviamente lo stampino a forma di biberon che ho reperito su Plurimix-point , una vera miniera degli introvabili. La base del biscotto è una semplice sablè al cacao farcita di Nutella e poi glassata di azzurro per fasteggiare la nascita del mio pupetto.
Ingredienti
Per la pasta sablè:
300 g di farina 00
75 g di fecola di patate
115 g di zucchero a velo
un pizzico di sale
225 g di burro
25 g di albume
4 cucchiai di cacao amaro in polvere
Per farcire e completare:
Nutella
150 g di zucchero a velo
3 cucchiai di acqua
colorante azzurro
Setacciamo insieme la farina, la fecola, il cacao, lo zucchero e il sale. Misceliamo bene ed amalgamiamo il burro a temperatura ambiente ottenendo delle briciole fini poi aggiungiamo l'albume e lavoriamo velocemente l'impasto. Lasciamolo riposare avvolto in pellicola per circa mezz’ora poi stendiamolo in una sfoglia sottile dalla quale ricaveremo con l’apposito stampino i biberon che cuoceremo in forno a 180° per pochi minuti.
Farciamo poi i biscotti di nutella unendoli a due a due. Prepariamo la glassa azzurra mescolando lo zucchero con l'acqua e il colorante e stendiamola sui biscotti. Lasciamo asciugare per bene prima di servire. Volendo la glassa si può utilizzare per creare sui biscotti dei motivi decorativi, utilizzando allo scopo un apposito cono di carta da forno.
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