2019-03-21

Per noi appassionati di food percorrere chilometri per scoprire e degustare un'eccellenza è la regola, ma se è vero che tramite percorsi tortuosi e strade lunghe si arriva alle mete più ambite è vero anche che a volte l'eccellenza l'abbiamo a casa e quasi non ce ne accorgiamo. Quando poi sono quelli di fuori di volta in volta a richiamarci sempre lo stesso nome che è così vicino e sembrava tuttavia lontano, la curiosità s'impossessa di noi. E' per questa ragione che stavolta il mio percorso per Diritto di Cronaca è stato breve e al contempo estremamente gratificante ed è così che oggi vi parlo del Tryphè di Spezzano Albanese.
Il ristorante dal nome fortemente evocativo e dall'impareggiabile vista sulla piana di Sibari che si gode dalle ampie vetrate e che lo ha ispirato (Tryphè pare fosse l'espressione usata dagli antichi sibariti per indicare l'abbandono ai piaceri del palato). E' qui che Francesco Genovese, il proprietario esperto di cucina e vini, e la chef Francesca Furiati riversano tutta la passione per il buon cibo facendo di questo locale nuovo, pulito, fresco, accogliente e ricercato un tempietto del gusto. 
Dagli arredi ai piatti tutto è orchestrato con semplice e spontanea eleganza per far in modo che chi decide di entrare abbia voglia di restare e poi tornare per farsi coccolare.
Noi ci siamo fidati di Francesco ed abbiamo voluto assaggiare un po' delle proposte di terra e di mare tra quelle più apprezzate e richieste dalla clientela. La tartare di carne con il tartufo uncinato del Pollino ha un'intensità di gusto che la rende vincente nella sua semplicità. Gli antipasti di pesce sono più elaborati e ricchi di preparazioni: ottimo il gamberone in pasta kataifi con maionese agli agrumi, ha il gusto della Calabria il polpo alla piastra con cime di rapa e peperone crusco ma quello che mi ha sorpreso è stato il baccalà in oliocottura avvolto in profumate foglie di limone e servito con cipollotto  caramellato e passatina di ceci, un piatto che ti lascia un ricordo così come il risotto che lo ha seguito: ai gamberi con tartufo e stracciatella, una preparazione complessa ed equilibrata che boccone dopo boccone ti spinge a dire ancora.
I cappellacci ai funghi potrebbero fare a gara con quelli emiliani: sfoglia dalla consistenza perfetta con ripieno e condimento che sono un concentrato di sapore.
I secondi sono strepitosi e questo non è né facile né comune. Il brasato è un piatto di sostanza, corposo e abbondante resta comunque gradevole anche nella presentazione con le verdurine che completano e arricchiscono ulteriormente il piatto che a mio dire non andrebbe mai tolto dal menù. 

La frittura di pesce è un classico che riesce comunque a stupire e soddisfare per la scelta della materia oltre ai calamari ci sono le alici, gli introvabili calamaretti spillo e il baccalà della medesima ottima qualità apprezzata nell'antipasto.
I dolci sono il completamento di un pasto di qualità e come le altre portate sono frutto di studio e lavoro: la crema tiramisù è servita al bicchiere con del gelato alla liquirizia e un biscotto croccante sul fondo.
Il cioccolato in diverse consistenze è l'altro ottimo dessert in cui il classico tortino dal cuore fondente è servito con creme e gelato in un rincorresi di gusti, temperature e consistenze con il cioccolato a fare da filo conduttore.
Il Triphé conferma di essere l'eccellenza che mancava a casa nostra.
Tryphé Ristorante
Via ex strada statale 19 n.1
87019 -Spezzano Albanese
388 814 2457

2019-02-28

Questo è uno di quei rari casi in cui l'articolo di scrive da solo perché ci sono locali e persone che hanno già tutto e le parole fluiscono davvero dal cuore. Per Diritto di Cronaca sono andata a conoscere  Andrea Diodati e la sua "osteria contemporanea": Origini. Andrea è giovane, bravo e anche molto umile, non si definisce chef ma una cucina la sa portare avanti più che bene e di strada prima di aprire il suo ristorante, a dispetto della sua giovane età, ne ha percorsa tanta. Appena diplomato all'alberghiero, già con l'esperienza di qualche stagione fuori, è volato a Londra nientemeno che da chef Francesco Mazzei per formarsi ad alti livelli e poi ancora  in Giappone e a Copenaghen per perfezionare le tecniche acquisite e approfondire altri settori.
E' tornato poi a Castrovillari e si è buttato in questa avventura. Il locale è arredato in modo giovane e fresco, trasmette un senso di ordine e pulizia. I menù parlano della nostra terra, i nostri prodotti, soprattutto i vegetali che la nostra natura offre copiosa e che la cucina tradizionale ha sempre proposto, preparati in modo originale: le origini originali direi per giocare con le parole.
Le porzioni sono abbondanti come piace a noi calabresi e perciò decidiamo di dividerle per assaggiare più piatti.
Iniziamo con una tartare di tonno con cipolla rossa di Tropea e pane carasau (omaggio alla mamma sarda di Andrea), il tonno si scioglie praticamente in bocca, è preparato con la tecnica che Andrea ha appreso in Giappone.
Proseguiamo con uno dei piatti più richiesti: Sapore di sale, un insolito polpo servito su crema di patate e arricchito da olive nere secche e cipolla bianca di Castrovillari in agrodolce, un piatto con eccellenti contrasti che creano armonia. Ottimo anche il carpaccio di podolica che ci viene servito con salsa fredda di pecorino crotonese, pinoli e scaglie di tartufo uncinato del Pollino, è dai dettagli che capiamo quanto Andrea studi la materia prima scegliendo meticolosamente prodotti e produttori per ottenere il risultato che propone. I tagliolini al tartufo sono sublimi, la pasta che qui viene proposta è rigorosamente tirata a mano e il piatto ne acquista innegabile pregio.

Il risotto ai porcini con lardo è un piatto difficile da raccontare, sapori e profumi in esso racchiusi in equilibrio perfetto ci fanno dimenticare tutti i risotti ai funghi precedentemente assaggiati.
Sogno americano è il secondo che scegliamo: pancia di maiale cotta a bassa temperatura per 24h, con salsa BBQ al Magliocco e cipolla bianca di Castrovillari cotta sotto cenere, già dal nome capite che non si tratta di un piatto improvvisato ma studiato e lavorato in ogni dettaglio.

Le chips al tartufo, che scopriamo essere richiestissime, si rivelano un contorno che crea dipendenza.
Vi ho parlato di alta cucina ma ci tengo a precisare che i prezzi e le quantità sono quelli da osteria e quindi non vi resta che andare a conoscere le Origini facendo tesoro dell'esperienza in questa osteria contemporanea che mi sembra abbia già un piede nel futuro.
Origini Ristorante
via Padre Francesco Russo
87012 Castrovillari
tel.  0981 44417  
originiristorante@gmail.com


2019-02-13

Esiste un legame tra il cibo e la moda? Un vestito può essere caldo e appagante come un piatto. 
Oggi sono red pear, uno dei colori di questa stagione, una tonalità di bordeaux intensa e voluttuosa. E visto che il colore influenza in modo positivo anche l'umore, diamo colore e calore con il red pear alle grigie e fredde giornate invernali
Questa mise fatta di toni caldi, di rossi incupiti e di verdi che ricordano il bosco: di fiori, rami e uccellini, non può che rimandarmi ad un piatto dal gusto pieno e seducente come le pere  farcite di parmigiano con  con gelatina al balsamico o anche delle bellissime e semplici pere cotte nel vino rosso e servite magari con gelato alla vaniglia. 

A voi la scelta io una ricetta ve la lascio comunque anche se potete sempre cercare in archivio.
Queste pere sono ideali per completare un pasto per chi è indeciso tra dolce e formaggio o per arricchire un pranzo con una portata in più da inserire tra il secondo ed il dolce vero e proprio. 
Una ricetta semplicissima da realizzare una volta preparata la gelatina di aceto balsamico che si può sostituire con gelatina al balsamico già pronta o anche con gelatina al vino o con una mostarda o confettura a vostro piacere.
Ingredienti per 4 persone:
4 pere non troppo mature
150 – 200 g di parmigiano reggiano non troppo stagionato
100 g di aceto balsamico di Modena IGP
100 g di zucchero
5 g di pectina
Mescolare l'aceto con la pectina, portare a bollore ed unire lo zucchero gradualmente mescolando di continuo finché non si addensa (3-4 minuti). 
Pelare le pere lasciando attaccato il picciolo, togliere il torsolo e riempire il vuoto con un pezzo di parmigiano. Posare le pere in una teglia e infornarle a 180° per 15 minuti. Togliere dal forno spalmare sopra ogni frutto un abbondante strato di gelatina all'aceto balsamico e lasciar riposare ancora qualche minuto in forno spento prima di servire.

2019-02-07


Mangiare in una tipica trattoria è come sedersi a una tavola di famiglia, questa è la sensazione che ho avuto alla Trattoria Il Paesello.

In via Rivocati a Cosenza, nella storica via che magicamente fa da trait d'union  tra la Cosenza antica e la nuova, si trova la Trattoria Il Paesello dove Elena ogni giorno mette in tavola la semplicità della cucina di una volta preparata con un tocco tutto personale per farci apprezzare i buoni prodotti che, ancora oggi come ieri, la nostra generosa terra e i produttori più attenti sono in grado di offrirci perché "non esiste presente senza passato".
In questa missione che, per pura passione, Elena ha intrapreso è coadiuvata dall'energico e ospitale marito e dai gentilissimi e sempre attenti figlioli.
Una famiglia bella che accoglie con tutte le premure gli ospiti quasi che questa piccola trattoria fosse una semplice e calorosa tavola casalinga.
Si fa presto a riempire la sala, di posti ce ne sono pochi, ma proprio questo ci fa sentire quasi dei privilegiati e ci dà la misura della genuinità dei piatti che ci vengono serviti.
L'antipasto è ricchissimo secondo la nostra più diffusa tradizione. Salumi, formaggi, sottoli misti, "sauza" di zucchine con la mollica, una gustosa peperonata, fagioli in umido, patate 'mpacchiuse, polpette di carne ed altre deliziose di melanzane con un leggero sentore di piccante e il fresco aroma di mentuccia. Divina la parmigiana come non la mangiavo dai tempi della nonna con le uova e tutto il resto  e le polpette al sugo. Insomma ce n'è in abbondanza per sentirsi soddisfatti già prima di passare ai primi.
Essendo domenica non mancano i classici al forno: lasagna china secondo usanza e una particolarissima pasta e patate alla tiella, ovvero dei paccheri con sugo, patate, caciocavallo e salsiccia passati al forno con sopra il pane grattugiato, un piatto il cui gusto mi è difficile spiegare ma che per fortuna la signora Elena di sicuro vi può preparare. Il secondo è un sontuoso e irrinunciabile stinco con patate.
Vorremmo fare a meno del dolce ma il tiramisù va assaggiato e come se non bastasse al momento del caffè ci viene offerta una ulteriore dolce carezza fatta di paste di mandorle e cioccolatini, un garbo inconsueto per una trattoria che apprezziamo come merita. Bisogna tornare in questo piacevole posticino per godere ancora della calda accoglienza di casa che viene quotidianamente dispensata.   
Trattoria Il Paesello  
Via Rivocati 95 | Dietro il comune

2019-01-17

Ultimo percorso del gusto? Mi sono spinta fino a San Lucido inseguendo il mare d'inverno. Se come me amate il mare anche in inverno sicuramente, in una giornata fredda ma piena di sole, vi sarete messi in macchina per assaporarne il gusto e farvi coccolare dal moto delle sue onde. In una di queste giornate mi sono trovata ad imboccare la statale 18 Tirrena Inferiore in direzione Amantea. All'altezza di San Lucido mi sono fermata al ristorante la Venere per ritemprare il corpo oltre che lo spirito e credo di aver scelto proprio bene perché è un posto semplice e curato, uno di quei ristoranti d'hotel che sembra siano lì da sempre proprio per accudire e ristorare l'avventore di passaggio. Ambiente pulito, ordinato e personale estremamente gentile invitano alla sosta, la mano professionale e sicura dello chef fa poi il resto. Il menù prevalentemente di pesce lascia comunque spazio ai piatti più classici di terra.
Noi assaggiamo l'antipasto Venere che in un piatto racchiude diversi assaggi di mare caldi e freddi: insalata, cozze, gamberetti al gratin, calamaro ripieno a sorpresa di melanzana, polpetta di alici, pesce spada marinato, involtino di pasta fillo con pesce e olive nere, tutto appetitoso.
I primi sono davvero eccellenti: ottimi gli spaghetti alla San Lucidana con acciughe e pane tostato, gustosissimi gli gnocchetti alla Venere con gamberetti vongole pesto di basilico home made e pomodoro.

La ricciola alla griglia è un secondo semplice che si fregia dell'eccellenza di esser  davvero pesce fresco.
Nel pieno rispetto dei classici come dessert ci viene servita una golosa pera alla bella Elena con gelato alla vaniglia e cioccolato fuso. Lasciamo il ristorante soddisfatti abbandonandoci al sole del primo pomeriggio tra le vie del vecchio borgo di San Lucido.
Ristorante La Venere
Strada Statale 18 Tirrena Inferiore, 30
87038 San Lucido CS  
Telefono: 347 307 2508 



2019-01-09

 In queste fredde serate invernali non c'è nulla di più buono di una saporita zuppa che al ritorno dal lavoro sia in grado di scaldarci. Una zuppa corroborante e sana che di sicuro è più buona che bella, non fermatevi alle apparenze e preparatela secondo le mie indicazioni resterete stupiti da tanta bontà.
Ingredienti per 4 persone:
100 g di prosciutto cotto
1 cipolla
1 spicchio d'aglio
1 ciuffetto di prezzemolo
2 carote
1 manciata di spinaci
2 foglie d'alloro
2 funghi porcini
2 pomodori pelati
olio extravergine d'oliva
1/2 tazza di piselli spezzati cotti
1 tazza di lenticchie lessate
3-4 cucchiai a piacere di grano saraceno o farro
4-6 cucchiai di riso integrale
sale e pepe

Fare un battuto sottile di cipolla aglio e prezzemolo, tagliare a pezzettini il cotto e porre tutto in un tegame di coccio abbastanza capace, aggiungere un filo d'olio e lasciar scaldare, unire i pomodori e schiacciarli con la forchetta, aggiungere le carote a fettine, gli spinaci a striscioline e le foglie d'alloro. Aggiungere i porcini a fettine e lasciar insaporire, salare e pepare, unire poi il riso integrale e il grano saraceno, i piselli e le lenticchie andranno aggiunte solo verso la fine perché già lessati. Regolare di sale e pepe e servire ben calda in fondine di coccio.
Subscribe to RSS Feed Follow me on Twitter!