2007-03-31


Su Cucina Italiana del mese di Aprile c’è uno speciale dedicato alla pasta bigné del bravissimo Walter Pedrazzi. Naturalmente mi è venuta voglia di sperimentare subito qualcosa per cui ho realizzato, utilizzando una sua ricetta base, una Paris-Brest alle fragole.
Questo dolce si narra sia nato a Parigi nel 1891 ad opera di un Pasticcere di nome Pierre Gateau il quale in occasione della gara ciclistica Paris-Brest realizzo una torta a forma di ruota di bicicletta a cui diede il nome della gara che si stava svolgendo. La ricetta originale prevedeva una base di pasta bigné coperta di scaglie di mandorle e zucchero a velo, farcita con crema. Nel corso degli anni comunque a tale dolce, diventato ormai un classico di pasticcera sono state date varie interpretazioni, quella che segue è la mia personale versione primaverile: Paris-Brest alle fragole.
Per la base: Mettiamo in una pentola 250 g di acqua con 100 g di burro e un pizzico di sale, una volta sciolto il burro aggiungiamo 150 g di farina e facciamo una polentina (si procede come per le Zeppole di San Giuseppe). Raffreddato l’impasto aggiungiamo tre uova, uno alla volta Quando il composto risulta omogeneo lo trasferiamo in una sacca da pasticceria con bocchetta liscia e formiamo su una teglia, coperta di carta da forno, due cerchi concentrici attaccati l’uno all’altro.
Mettiamo a cuocere in forno caldo a 190° finché il dolce diventerà gonfio e dorato, Non togliamo subito dal forno altrimenti si sgonfia in fretta, lasciamolo raffreddare nel forno spento.
Poi tagliano in orizzontale e farciamo con crema Chantilly (crema pasticcera e panna montata in egual misura) e fragole a fettine. Cospargiamo di zucchero a velo e il nostro dolce di primavera è pronto. Come fine pasto devo dire che fa la sua figura, ma se lo assaporiamo in solitudine tuffandoci nella sua voluttuosità non ha pari.

2007-03-30


Per fare i cannoli dolci di pasta sfoglia ci occorre il nostro solito rettangolo di pasta che taglieremo a strisce lunghe il più possibile e larghe un centimetro. Bagniamo poi la superficie delle strisce con dell’acqua e avvolgiamole attorno agli appositi cannoncini di ferro o di altro materiale (i miei sono di canna di bambù). Disponiamo in teglia e cospargiamo la superficie di zucchero a velo, mettiamo a cuocere in forno già caldo e a metà cottura pennelliamo di nuovo leggermente con acqua e cospargiamo ancora di zucchero a velo. Questo procedimento conferisce ai cannoli l’aspetto lucido e dorato.
Quando si saranno raffreddati possiamo farcirli di crema pasticcera, chantilly, panna, crema al cioccolato etc. Anche questa procedura è facile e di sicura riuscita.
Se anziché cospargere con zucchero la pasta la pennelliamo con dell’uovo possiamo poi farcire i cannoli con una mousse di prosciutto o di formaggio o un’altra crema salata e servirli come antipasto su un letto di insalatina.

Ottimi per servire un buon aperitivo sono i rustici di pasta sfoglia, li preparo in varie forme e con molteplici ingredienti (formaggio, prosciutto, olive, wurstel, pomodoro, acciughe, etc.) oggi vi presento le Girelle al prosciutto, possiamo sfruttare la stessa forma anche per altri ripieni.
Prendiamo un bel rettangolo di pasta sfoglia e distribuiamoci sopra delle fette di prosciutto cotto, cospargiamo di parmigiano grattugiato. Avvolgiamo la pasta su se stessa a formare un rotolo che taglieremo poi a fette di un centimetro e cuoceremo stesi su una teglia fino a doratura.

Con la pasta sfoglia si possono fare innumerevoli cose sia dolci che salate, dei classici semplici biscotti da The preparati con tale base sono i Cuori di sfoglia.
Per prepararli ci occorre un rettangolo di pasta sfoglia già stesa o un panetto (preparato secondo la ricetta base che ho trascritto ieri) da stendere, dello zucchero semolato e dello zucchero a velo.
Spennelliamo la sfoglia con acqua e cospargiamola abbondantemente di zucchero semolato. Poi pieghiamo i lembi esterni verso il centro (le due estremità si devono toccare) e poi di nuovo le due nuove estremità verso il centro ottenendo una sorta di rotolino che taglieremo poi a fettine spesse un centimetro.
Disponiamo poi i cuoricini su una placca coperta di carta da forno pennelliamo la superficie con acqua e spolverizziamoli con zucchero a velo. Cuociamo in forno caldo finché saranno dorati...
Sono semplicissimi e il risultato è perfetto.

2007-03-29

Ho sempre pensato che la pasta sfoglia fosse una di quelle preparazioni base da acquistare già pronte per l’“immensa”fatica che ne avrebbe comportato la preparazione domestica. Ogni volta che prendevo in mano un manuale di cucina e leggevo la preparazione di questo impasto mi sembrava talmente complicato e ricco di grassi da farmi desistere subito dal buon proposito di cimentarmi con la sua preparazione. Finché un giorno non l’ho vista preparare in televisione alla Prova del Cuoco dal grande pasticcere Salvatore De Riso. Mi ha attratto talmente tanto che ho deciso subito di farla con ottimi risultati, senza contare che ne vengono fuori quattro bei panetti da utilizzare con comodità dato che si può benissimo congelare. Adesso vi do la ricetta della base poi nei prossimi giorni qualche mia preparazione dolce e salata con la sfoglia.
Impastiamo 750 g di farina con 100 g di strutto, 30 g di zucchero, 15 g di sale, 350 g di acqua e 50 g di latte. Ne viene fuori un bel panetto liscio che porremo a riposare il frigo per mezz’ora. Trascorso il tempo lo stendiamo in un grande rettangolo al centro del quale stenderemo uniformemente 500 g di burro morbido, pieghiamo prima un lembo sul burro e poi l’altro chiudendo tutto il burro all’interno della sfoglia. Lo lasciamo riposare un’altra mezz’ora e pi lo stendiamo sempre mantenendo la forma del rettangolo, piegandolo poi in quattro a libro, i lembi esterni verso il centro e poi di nuovo una metà sull’altra. Lasciamo riposare e poi stendiamo e pieghiamo di nuovo a tre come la prima volta. Dopo aver fatto di nuovo riposare stendiamo di nuovo e pieghiamo a quattro come prima ed il gioco è fatto la possiamo dividere in rettangoli e stendere ed utilizzare come più ci piace.Vi assicuro che farla è divertente oltre che economico e non ci sporca per niente. Io l’ho già utilizzata per Cuori di sfoglia, Rustici al prosciutto e Cannoli alla crema ma ho in mente tante altre cose…

2007-03-28


Di tanto in tanto, tra cucina fusion e innovazioni gastronomiche mi viene voglia di qualcosa di autentico di tradizionale, in uno di questi momenti ho preparato i Biscotti rustici arancia e cioccolato ottimi per la colazione.
Li prepariamo impastando 500 g di farina 00 con 75 g di fecola di patate, 170 g di zucchero, 120 g di burro, 1 dl di latte, 100 g di scaglie di cioccolato fondente, la scorza grattugiata di un’arancia, 2 uova,1 cucchiaino di lievito per dolci, un pizzico di sale. Una volta ottenuto un impasto omogeneo lo lasciamo riposare avvolto in pellicola per mezz’ora. Per dare un gusto speciale io utilizzo del cioccolato Modicano allo zenzero, se non ne abbiamo disponibilità ma vogliamo comunque dare il gusto speziato si può aggiungere all’impasto un pizzico di polvere di zenzero essiccato.
Stendiamo poi l’impasto in uno spessore di mezzo centimetro e ne ricaviamo, con la rotella tagliapasta, dei rettangoli regolari che cuoceremo in forno caldo fino a doratura.
Prepariamo poi una glassa col succo dell’arancia di cui abbiamo utilizzato la scorza e 100 g di zucchero a velo. Pennelliamo la glassa sui biscotti (deve formare una pellicola sottile) e lasciamo asciugare.
I nostri biscotti sono pronti, ricordano le cose buone che preparavano le nonne.

2007-03-25

Ieri, dopo due settimane di pausa, dovute a vari inconvenienti che mi hanno tenuto lontana da casa e dai miei fornelli per il pranzo di sabato, si è tenuta la terza puntata della sfida sui primi intrapresa con F. (puntate precedenti: Spaghetti con pomodorini gratinati e Gigli alla crema di zucchine e pancetta croccante).
Ieri ho modificato un classico della tradizione siciliana, la pasta con le melanzane, aggiungendovi i mitici funghi ferula di cui ho parlato nella ricetta della
Lasagne con funghi con speck.
Sono nati così i Tortiglioni con melanzane e funghi.
Per preparali ci occorrono (dosi per quattro): 350g di tortiglioni (o altra pasta corta e possibilmente rigata), una melanzana di medie dimensioni, 250 g di funghi di ferula freschi o surgelati (se non abbiamo questi funghi utilizziamo quelli che più ci piacciono, quattro o cinque cucchiaiate di polpa di pomodoro fresco (ottenuta pelando e togliendo i semi ai pomodori che poi taglieremo a tocchetti), due cucchiaiate di panna da cucina, uno spicchio d’aglio, olio extravergine d’oliva, prezzemolo, sale e pepe q.b. e Pecorino Romano.
Dopo aver lavato la melanzana la spuntiamo e ne ricaviamo delle fettine sottili che andiamo a soffriggere nell’olio nel quale avremmo fatto appassire l’aglio, mescoliamo spesso finché le melanzane non si saranno imbiondite a questo punto uniamo i funghi tagliati a fettine e li facciamo rosolare insieme alle melanzane. Scoliamo entrambi e li teniamo da parte mentre nell’olio rimasto facciamo cuocere per un quarto d’ora circa la polpa di pomodoro, aggiungiamo sale e pepe e pi di nuovo le melanzane e i funghi, aggiungiamo la panna e facciamo amalgamare bene gli ingredienti, aggiungiamo prezzemolo tritato e togliamo dal fuoco.
Condiamo con questo sugo i nostri tortiglioni cotti al dente e prima di portare in tavola cospargiamo di Pecorino Romano grattugiato al momento.
A F. è piaciuta ma non credo che sia la preferita delle tre che gli o preparato fino ad ora dal momento che non ha chiesto il bis, comunque a mio padre è piaciuta tanto e questo per me ha dell’evento dato che è un soggetto solitamente incontentabile.

2007-03-23


Dopo la Vellutata di zucca al curry dell’altra settimana ritorno con una ricetta a base di verdure; una bella Crema Verde che, come vedete in foto, si presenta anche bene e che possiamo servire come piatto unico leggero o come piato d’ingresso in una cena importante naturalmente con ospiti che amino le verdure. Per preparare la nostra Crema Verde ci occorrono 400 g di biete o erbette fresche, due patate, un litro circa di buon brodo vegetale, 60 g di panna, due cucchiai di parmigiano grattugiato, pepe q.b. e per decorare pancarré a dadini tostato e Parmigiano Reggiano a scaglie.
Cuociamo a fuoco moderato nel brodo le erbette e le patate pelate e ridotte a tocchetti per circa mezz’ora. Poi passiamo al mixer e riduciamo la minestra in crema.
Rimettiamo sul fuoco, riportiamo a bollore ed ad aggiungiamo la panna ed il formaggio grattugiato. Mescoliamo bene aggiungiamo un poco di pepe nero e la nostra crema è pronta.
Dividiamola nelle fondine e cospargiamo con le scaglie di Parmigiano ed i cubetti di pane.
A piacere possiamo aggiungere un filo di olio extravergine d'oliva.

2007-03-22



L’idea di questa torta è quella della invitante crostata sormontata da crema pasticcera e dolci frutti colorati (fragole, frutti di bosco, pesche e tutta la frutta più invitante), a volte però capita di non avere a disposizione frutta che si presta a tale tipo di dolce, soprattutto nel periodo invernale quando, se non si fa ricorso ai frutti esotici o a quelli surgelati, perdiamo il piacere di assaporare questa golosa preparazione. E’ nata così nella testa di mia madre questa farcia per la crostata di frutta che ho voluto chiamare Torta alla frutta invernale anche se, nonostante il clima che ci circonda, siamo già in primavera.
La base è una margherita alleggerita in quanto fatta con i soli albumi delle uova. Per prepararla lavoriamo 100 g di burro morbido con 75 g di zucchero, aggiungiamo 100 g di farina, 50 g. di fecola, 3 albumi leggermente montati e due cucchiaini di lievito per dolci.
Una volta pronto l’impasto lo versiamo nell’apposita teglia imburrata ed infarinata e lo cuociamo in forno già caldo finché non avrà preso un bel colore dorato.
Prepariamo intanto la crema pasticcera come indicato nella Torta Ragnatela.
Sbucciamo e tagliamo a fette sottili due mele, ripassiamole in padella con una noce di burro, quattro cucchiai di zucchero, quattro di succo di limone (o due di limone e due di liquore a piacere), una manciata di uvetta e due cucchiai di pinoli. Appena le mele avranno perso il liquido in eccesso saranno pronte.
Sformiamo la torta in un piatto, distribuiamovi sopra uno strato di crema e completiamo con la frutta cotta, il nostro dolce è pronto.

2007-03-20


Per il giorno di San Giuseppe (19 Marzo) due sono le tradizioni gastronomiche del mio paese, la “lagana” coi ceci e il finocchietto selvatico e le mitiche zeppole di San Giuseppe. Le zeppole, ciambelle di pasta bignè con la crema, credo che siano in origine campana dove vengono fritte, ma fanno parte ormai della nostra tradizione, dove sono conosciute nella loro versione “alleggerita” al forno. Nel mese di Marzo fanno bella mostra di sé in tutte le vetrine delle pasticcerie.
Io le ho preparate ieri sera e adesso vi do la mia ricetta delle Zeppole di San Giuseppe.
Prepariamo l’impasto mettendo a bollire in una pentola 250 g di acqua con 80 g di burro e un pizzico di sale, aggiungiamo 200 g di farina 00 e mescoliamo ottenendo una specie di polentina. L’impasto è pronto quando si stacca dalle pareti della pentola. Lo togliamo dal fuoco e quando è freddo aggiungiamo quattro uova medie amalgamando bene l’impasto con le mani.
Versiamo tutto nella sacca da pasticcere con la bocchetta larga spizzata e formiamo sulla teglia rivestita da carta da forno delle ciambelle, io le faccio piccoline e me ne vengono circa 20, di quelle grandi ne verranno 10-12. Poniamo a cuocere in forno caldo a 190 °C per circa 30 minuti, saranno pronte quando avranno assunto un bel colore dorato.
Una volta fredde le dividiamo orizzontalmente e le farciamo con crema pasticcera e amarene sciroppate, possiamo anche farcirle con solo crema e poi decorarle all’esterno con un ciuffo di crema e mezza amarena. In ultimo le cospargiamo di zucchero a velo vanigliato.
Sembra difficile ma non lo è affatto l’impasto base si può usare in mille modi, anche con farce salate poiché non contiene zucchero.

2007-03-17

Oggi sono a casa di mia sorella, nella bellissima Modena patria del mangiare bene.
Questa mattina ci siamo svegliate con l’intenzione di preparaci qualcosa di buono, che potesse sostituire il pranzo della domenica che domani certamente non faremo dato che saremo fuori, così abbiamo deciso di preparare una bella teglia di lasagne utilizzando i funghi di Ferula, tipici delle colline della mia zona, che ho portato io dalla Calabria. Io vi do la ricetta sostituendo i funghi di Ferula con un misto facilmente reperibile che poi è quello che utilizzo più spesso dato che i funghi in questione si trovano per pochi mesi all’anno. Ecco la nostra ricetta di Lasagne con funghi e speck.
Per una teglia di lasagne (sei porzioni o quattro molto molto abbondanti) ci occorrono: Una confezione di lasagne fresche (uso sempre le sfogliavelo di Giovanni Rana, ma oggi ho utilizzato, con ottimi risultati le ultime nate sfogliagrezza), 450 g c.a. di funghi di Ferula o misto funghi (va benissimo una confezione di misto surgelato), olio, aglio, sale, prezzemolo, besciamella preparata con 700 ml c.a. di latte, 50 g di burro e 50 g. di farina, sale e noce moscata, 200 g di speck a dadini piccoli, parmigiano grattugiato in abbondanza.
Triboliamo i funghi nell’olio con l’aglio, saliamo ed aggiungiamo prezzemolo tritato, una volta cotti tritiamoli nel mixer.
Prepariamo la besciamella tostando la farina nel burro sciolto aggiungiamo un mezzo litro di latte, un pizzico di sale ed una grattugiata di noce moscata, quando la besciamella è bella densa la allunghiamo con un bicchiere di latte di modo che la sfoglia cuocia poi lentamente in forno.
Alla besciamella aggiungiamo il trito di funghi e procediamo a comporre la lasagna.
Formiamo uno strato di besciamella ai funghi sul fondo della teglia, cospargiamo di parmigiano e poi stendiamo sopra uno strato di pasta, ricopriamo con besciamella, speck a dadini e parmigiano grattugiato, proseguiamo così fino all’ultimo strato (dobbiamo avere quattro strati di pasta). Inforniamo in forno ventilato a 160° C per circa mezz’ora o comunque fino a quando la besciamella non si sarà rappresa formando sopra una crosticina dorata.
Niente di più semplice e di più delizioso. Inutile dire che le lasagne, con qualunque condimento fanno sempre e comunque festa.

2007-03-15

Questa ricetta l’avevo trovata su un’opera a fascicoli della De Agostini Te & Tisane, dove la si indicava come preparazione da gustare all’ora del Te.
Per molto tempo non ci ho fatto caso, l’anno scorso ho deciso di provarla, perché nella mia zona si usa molto la marmellata di arance, in quanto abbiamo distese immense di agrumi, ma per me ha un gusto troppo intenso, ed infatti se non voglio rovinarmi la giornata a colazione non devo proprio mangiarla.
Non così invece per questa marmellata, che trovo deliziosa, per il sentore di arance ingentilito dal connubio con le mele ed esaltato dalla presenza dalle scorzette d’arancia.
Ne ho già parlato nella ricetta delle mie Crepes alla fiamma dove la utilizzo con molto successo.
Passiamo alla preparazione della Marmellata di arance e mele. Vi do le dosi base anche se io raddoppio e spesso triplico le dosi.
Ci occorrono 500 g di arance bionde, 500 g di mele tipo Golden e 800 g di zucchero.
Dopo aver lavato ed asciugato le arance peliamole con un pelapatate ricavandone solo la parte arancio che metteremo a bollire in una casseruola coperte d’acqua per circa mezz’ora. Quando saranno pronte le tagliamo a listarelle sottili.
Intanto spremiamo le arance e teniamo il succo da parte.
Prepariamo uno sciroppo facendo bollire a fuoco basso lo zucchero con 9 dl di acqua.
A metà dello sciroppo aggiungiamo le scorrette ed il succo di arancia e poniamo a cuocere per una ventina di minuti, mescolando spesso.
All’altra parte di sciroppo invece aggiungiamo le mele sbucciate e tagliate a fettine sottili, cuociamo per circa mezz’ora poi aggiungiamo lo sciroppo d’arancia e continuiamo la cottura finché la marmellata risulterà della giusta consistenza.
Per controllare se è pronta e per la conservazione vi rimando ai consigli dati nella preparazione della Marmellata di liquirizia.

2007-03-13



Ecco un modo infinitamente semplice e gustoso per preparare le seppie. La preparazione non nha un nome le chiamiamo semplicemente Seppie in umido.
Per quattro persone ci occorre un Kg di seppie fresche.
Soffriggiamo in un fondo di olio di oliva extravergine uno spicchio d’aglio e un poco di peperoncino piccante, aggiungiamo le seppie tagliate a listarelle, sfumiamo con del vino bianco, regoliamo di sale e pepe, lasciamo cuocere qualche minuto ed aggiungiamo una manciata di prezzemolo tritato.
Le nostre seppie sono pronte a farci fare bella figura anche con gli ospiti più esigenti.
Ottime anche per condire gli spaghetti.

2007-03-12


Torta Ragnatela o Spider Cake o Torta dell’Uomo Ragno, così è stata chiamata la mia ultima creazione dagli amici coi quali ho avuto il piacere di dividerla sabato sera.
Ero stata invitata a cena da Raffaella e mi andava di preparare un dolce goloso, volevo che contenesse la pasta sfoglia e il pan di Spagna come il diplomatico, che avesse la crema ma anche il cioccolato, che fosse morbida e allo stesso tempo croccante, così ho inventato la torta in questione che ho decorato con una ragnatela di cioccolato e che è stata definita nei modi più svariati ma che chiamo Torta Ragnatela perché come ha detto Andrea (e non me ne voglia se non ricordo l’esatta espressione) “ti attira con la dolcezza della crema e poi ti cattura col carattere deciso ed inatteso del cioccolato”.
Per preparare la torta ci occorrono: un disco di pasta sfoglia, un disco di Pan di Spagna, bagna all’Alkermes, crema pasticcera e crema ganache.
La pasta sfoglia possiamo comprarla già stesa in un disco che cuoceremo in bianco in una teglia un poco più piccola affinché formi il bordo. Stesa la sfoglia nella teglia bucherelliamo il fondo con una forchetta, arrotoliamo un poco i bordi, li cospargiamo con zucchero a velo, copriamo il fondo con carta da forno e fagioli secchi ed inforniamo fino a doratura (a metà cottura togliamo i fagioli e la carta e facciamo dorare anche il fondo).
Il Pan di Spagna io lo preparo montando quattro uova con 150 g di zucchero per 15-20 minuti, finchè il composto non diventa molto spumoso e poi aggiungendo 150 g di farina con un poco di vanillina. Lo metto subito a cuocere in una teglia ben imburrata ed infarinata nel forno già caldo per evitare che smonti.
Una volta pronte le basi passiamo alle creme
La Crema Ganache la prepariamo con 100 g di cioccolato fondente a pezzetti sul quale versiamo un decilitro di panna fresca portata a bollore, mescoliamo finché non diventa crema e poi amalgamiamo alla crema 12 g di burro.
Per la Crema Pasticcera invece scaldiamo 250 ml di latte con un pezzetto di vaniglia, montiamo due tuorli con quattro cucchiai di zucchero, aggiungiamo due cucchiai di farina e poi il latte a filo sempre mescolando. Poniamo sul fuoco continuando a mescolare finché la crema non si sarà ben addensata.
Una volta pronto tutto procediamo a comporre la nostra torta.
Posizioniamo la base di sfoglia su un piatto, versiamoci sopra la crema di cioccolato, tenendone da parte una cucchiaiata per la decorazione. Disponiamo sopra il cioccolato un disco di pan di Spagna avendo cura che rientri bene nei bordi della sfoglia senza coprirli (se è più grande rifiliamo i bordi con un coltello), imbeviamolo per bene di Alkermes e copriamolo di crema pasticcera.
Versiamo il cioccolato rimasto in un conetto di carta e con la punta sottilissima formiamo sulla crema dei cerchi concentrici. Prendiamo un coltellino e partendo dal centro del dolce pratichiamo delle leggere incisioni verso l’esterno, a raggiera formando, appunto, una ragnatela.
Devo dire che il risultato mi ha soddisfatta abbastanza anche giudicando in gradimento dei miei amici e credo che sperimenterò altre versioni, con crema al caffè e cioccolato bianco, con crema di nocciole, con frutta, con bagna al rum e in tanti modi diversi. Chissà che non diventi il mio must.

2007-03-09

Non si può star sempre a preparare dolci, fritti e roba supercondita, ogni tanto si sente l'esigenza di mangiare qualcosa di più delicato, a base di vegetali. Questo non significa mangiare roba insipida o perdere il gusto di cucinare.
A tal proposito voglio proporvi una vellutata tutto sapore, un piatto molto stuzzicante, un poco piccante per la presenza del curry, molto adatto a quelle serate invernali in cui sentiamo il bisogno di coccolarci: la Vellutata di zucca al curry.
Affettiamo una cipolla, tritiamo mezzo spicchio d'aglio e facciamoli appassire in pentola con un filo d'olio extravergine d'oliva. Aggiungiamo un cucchiaio o due di polvere di curry (le dosi dipendono da quanto piccante vogliamo che sia la nostra minestra), 1 Kg di zucca gialla tagliata a dadini e 1 litro di brodo vegetale. Portiamo a bollore, poi abbassiamo la fiamma, copriamo e lasciamo cuocere per 30-40 minuti finchè la zucca diventerà morbida. Frulliamo col frullino ad immersione finché diventa una crema, aggiungiamo un decilitro di panna, regoliamo di sale e pepe e poi rimettiamo per qualche minuto sul fuoco, mescolando per non far attaccare la crema al fondo. Serviamo calda eventualmente con crostini di pane.

2007-03-08


Per realizzare questi deliziosi Fiocchetti allo zucchero grezzo, ideali per la prima colazione, ho utilizzato la base delle Focaccine all'ananas del post precedente.

Dopo aver formato le dodici palline, le lasciamo lievitare ancora, poi le appiattiamo le pennelliamo di burro fuso e le cospargiamo di zucchero grezzo. Ribieghiamo poi due lembi verso l'interno e li riprendiamo con le dita, poi inforniamo sempre a 180° per circa 25 minuti.

Premetto che la ricetta di oggi non è mia, l'ho trovata su Cucina Italiana di Febbraio e l'ho realizzata come dicevano loro però poi, contenta del risultato ma non contenta di non aver messo lo zampino nella ricetta, ho fatto qualche variante realizzando con la stessa base i miei fiocchetti allo zucchero grezzo.


Per le Focaccine all'ananas dobbiamo impastare 250 g di farna 00 con 125 g di latte tiepido nel quale avremo sciolto 8 g di lievito di birra fresco (1/3 del classico cubetto), un pizzico di sale, 20 g di zucchero, 40 g di burro morbido e due tuorli.


Formato l'impasto lo lasciamo a lievitare coperto e lontano dalle correnti d'aria finchè sarà raddoppiato, io lo lascio lì anche 3-4 ore tanto c'è poco lievito e non succede nulla. Trascorso il tempo necessario rimpastiamo di nuovo e formiamo col composto dodici palline che lasciamo di nuovo a lievitare.


A questo punto prendiamo 12 fette di ananas (nella ricetta dicevano fresco ma io ho utilizzato quello sciroppato che per i dolci mi piace di più ed è più semplice da utilizzare). e le caramelliamo in una padella cosparsa di zucchero semolato.


Fatto ciò, appiattiamo le palline fino a farle diventare delle dimensioni dell'ananas o poco più grandi, le pennelliamo con 20 g di burro fuso e vi appoggiamo sopra ciascuna una fetta di ananas. nel foro centrale mettiamo un poco di zucchero grezzo e poi le facciamo riposare circa mezz'ora prima di infornarle a 180° per circa 25 minuti o meglio fino a quando il colore ci dirà che sono pronte. Il mio risultato lo vedete in foto ma se volete un risultato migliore guardate la rivista che vi ho indicato.

2007-03-07


Bè! Dopo due ricettine dolci è arrivato il momento di postare qualcosa di salato per la precisione uno stuzzichino che va bene come antipasto o come più vi aggrada.

La ricetta è di mia madre che dice di aver sentito quacosa di simile in un programma televisivo, naturalemnte l'ha poi elaborata a proprio modo aggiungendo e togliendo qua e là. Io vi do quindi la nostra versione delle Crocchette golose.

Lessiamo con la buccia 1 kg di patate, peliamole e passiamole subito allo schiacciapatate raccogliendo il purè in una ciotola, aggiungiamo 1 uovo intero, 3 o 4 cucchiai di parmigiano grattugiato, una manciata di prezzemolo tritato, 1 hg di Prosciutto cotto a dadini piccoli, 1 hg di Fontina sempre a cubetti piccoli, sale e pepe quanto basta.

Amalgamiamo bene gli ingredienti e formiamo delle crocchette di forma allungata che passeremo poi nell'uovo battuto (occorrono due uova) e nel pangrattato (abbondante).

Friggiamo in olio caldissimo, sgoccioliamo sull'apposita carta assorbente e serviamo calde calde.

Mi sembra inutile commentare la loro squisitezza dato che dopo averle assaggiate le ho chiamate crocchette golose.

2007-03-06

Queste crepes sono una variante delle celebri Crepes Suzette nate, si dice, da un incidente.
Nel 1896 il maitre del Cafe de Paris di Montecarlo, Charpentier, preparando delle crepes dolci per il principe di Galles vi rovesciò sopra, per errore, del liquore che prese fuoco trasformando lo zucchero in caramello. Il principe di Galles, per galanteria, diede alla preparazione che apprezzò molto, il nome della figlia di un suo commensale, Suzette, appunto.
Le mie crepes rispetto alla preparazione originale, a parte le dosi che comunque variano da ricetta a ricetta, prevedono l'aggiunta di marmellata che le rende, a mio parere, ancora più golose. Prepariamo allora le mie Crepes alla fiamma.
Le dosi che vi do sono per sei persone, quindi per 12 crepes.
Per ottenere la pastella mescoliamo 125 g di farina con 30 g di zucchero, 3 uova sbattute e 250 ml di latte da aggiungere piano piano. Lasciamo riposare il composto per un'ora poi aggiungiamo un cucchiaio di liquore d'arancia (io uso quello preparato in casa ma va benissimo Cointreau, Grand Marnier o altro a vostro piacere) e 20 g di burro liquefatto. Versiamo un mestolino di composto in un padellino unto di burro, roteando bene la padella affinchè la pastella ricopra bene il fondo. Quando la crepe è dorata la rigiriamo e la facciamo dorare dall'altro lato e così via fino ad ottenere le 12 crepes.
Dopo di che prendiamo una padella capace, sciogliamo 50 g di burro con 4 cucchiai di zucchero di canna, aggiungiamo il succo filtrato di due arance e lasciamo restringere un poco a fiamma moderata fino a quando il liquido avrà un aspetto sciropposo.
Prendiamo una crepe stendiamola sul fondo della padella per farla insaporire nello sciroppo d'arancia, distribuiamovi sopra due cucchiaini di marmellata (io utilizzo la deliziosa marmellata di mele e arance che prepariamo in casa e la cui ricetta posterò a breve, ma va bene anche la marmellata di arance o eventualmente di albicocche).
Aiutandoci con forchetta e cucchiaio ripieghiamo la crepe a fazzoletto(in quattro).
Posiamola su un piatto e porcediamo allo stesso modo per le altre crepes.
A lavoro terminato ricollochiamo tutte le crepes nella padella in modo da non sovrapporle, spolverizziamole con due cucchiai di zucchero semolato e con un bicchierino di liquore all'arancia e brandy insieme. Incliniamo la padella vicino alla fiamma in modo che prenda fuoco (se non siamo capaci di compiere questa operazione senza danni per la cucina e per noi stessi infiammiamo utilizzando un fiammifero).
Appena la fiamma si spegne impiattiamo la preparazione irrorando le crepes col fondo di cottura e portiamo subito in tavola.
Non ho aggiunto scorzette d'arancia alla salsa perchè la marmellata che ho utilizzato le contiene già. Si può però aggiungere la scorza delle arance (senza la parte bianca) tagliata a bastoncini e sbollentata per un paio di minuti.
Questo dolce è ottimo a conclusione di una cena elegante, sempre che gli invitati non siano molti altrimenti diventa un poco faticosa la preparazione.

2007-03-05


Oggi non ho molto tempo per cui pubblico una ricettina veloce veloce, un classico che forse chiunque ha preparato almeno una volta solo che, come spesso capita ai classici della cucina ognuno ne ha una ricetta diversa.

Questa che preparo io, di sicura e veloce realizzazione, è quella che mi ha insegnato mia sorella, da qui il nome: Dolcetti al cocco della Lu.

Per preparali ci occorrono 250 gr di farina di cocco (il cocco disidratato macinato), 25 g di farina 00, 200 g di zucchero semolato e tre uova intere.

Impastiamo insieme i tre ingradienti e formiamo delle palline che metteremo nei pirottini di carta oleata, quelli di misura più piccolina. Posiamo i pirottini su una placca la forno e cuociamo in forno già caldo fino a doratura (non eccessiva altrimenti i fondi bruciano).

Poichè mancano di lievito si conservano a lungo in una scatola di latta.

Un gioco da ragazzi come vedete, infatti questi dolcettini possiamo prepararli insieme ai bambini come fosse un gioco, si divertiranno moltissimo a far le palline.

2007-03-03

Oggi si è tenuta la seconda puntata della gara culinaria sui primi intrapresa la scorsa settimana con F. Stavolta gli ho preparato un primo inventato di sana pianta per necessità di consumare la pancetta acquistata in quantità eccessive per la preparazione delle patate al cartoccio.
Ho pensato di abbinarla alle zucchine il cui gusto delicato immaginavo, e non a torto, avrebbe esaltato il gusto deciso della pancetta e così sono nati i miei Gigli alla crema di zucchine con pancetta croccante.
Per quattro persone ci occorrono: un cipollotto di Tropea, due zucchine, 100-120 g di pancetta stesa affumicata a fettine, due cucchiai di olio extravergine d'oliva, due cucchiai di panna liquida da cucina, un cucchiaio di Parmigiano grattugiato, sale e pepe q.b.
Innanzi tutto tagliamo ogni fettina di pancetta in quattro parti a ricavarne dei rettangolini che rosoliamo nell'olio. Quando la pancetta diventa croccante la togliamo dalla padella e nello stesso olio facciamo appassire il cipollotto affettato con le zucchine sempre affettate, quando sono cotte aggiungiamo la panna, il parmigliano una parte della pancetta e frulliamo col frullino ad immersione, regoliamo di sale e pepe. Aggiungiamo la pancetta rimasta.
Lessiamo 350 g di pasta corta, io ho usato i gigli fiorentini - da qui il nome del piatto - ma vanno benissimo penne, mezze maniche, pipe rigate o quello che più vi piace.
Quando la pasta è cotta l'amalgamiamo al sugo preparato aggiungendo, se dovesse risultare secca, qualche cucchiaio di acqua di cottura della pasta.
Serviamo con una macinata di pepe fresco e Parmigiano Reggiano.
Il giudizio di F. è stato anche oggi positivo, anzi mi ha chiesto il bis. Provare per credere...

2007-03-02


Ieri sera avevo voglia di qualcosa di buono ma non troppo tempo per star lì a preparare chissà cosa, così ho finalmente rispolverato una ricetta di quelle che ti da qualche amica, che appunti su un foglietto vagante e che metti tra le tue cose in attesa di realizzarla (nessuno sa se dopo un giorno, dopo mesi o addirittura dopo anni) e poi trascriverla sul tuo quaderno se il risultato è degno di nota.



Rovistando tra i miei foglietti appunto ho trovato questa bella ricettina: Patate al cartoccio che trascrivo così come l'avevo appuntata poichè il risultato non mi è sembrato affatto male.



Do le dosi per ogni singolo cartoccio così lo adattiamo facilmente alle esigenze del momento.



Per ogni patata (consiglio quelle a pasta gialla e di media grandezza) un pezzetto di burro, due foglioline di salvia, un ramettino di rosmarino e due fettine di pancetta stesa affumicata.



Laviamo e sbucciamo le patate , pratichiamo sopra ciascuna un taglio nel senso della lunghezza nel quale inseriamo il burro, le erbette e poco sale. Avvolgiamo ciascuna patata nelle fettine di pancetta a lei destinate e poi in un foglietto di alluminio chiudendo a cartoccio.



Inforniamo a 180-200° per un'ora circa.



Il risultato è quello che vedete in foto.



Ho un messaggio per F.: "Caro F. rifiutando il mio invito a cena ti sei perso quello che vedi"... ed io ho mangiato doppia porzione.

2007-03-01


Lo strudel non è sicuramente un dolce tipico della mia zona ma dato che mi piace sperimentare ho imparato a fare (che i trentini non me ne vogliano per questa affermazione) una buona pasta strudel che mi diverto a farcire nei modi più disparati.

Questa volta ho utilizzato un classico degli accostamenti: le pere col cioccolato.

Iniziamo preparando la pasta strudel: impastiamo insieme 150 g di farina 00 con 50 g di burro morbido a tocchetti, un uovo intero, due cucchiai d'acqua e un pizzico di sale.
Quando otteniamo una bella palla elastica la poniamo a riposare coperta da una pentola calda per circa mezz'ora.
Per il ripieno: sbucciamo quattro pere mature e riduciamole a pezzetti, mettiamole in un padellino con una noce di burro, due cucchiai di zucchero di canna e quattro cucchiaiate di mandorle a lamelle, rosoliamole a fuoco vivace fin quanto il liquido non si sarà assorbito e poi bagnamole con un bicchierino di rum bianco. Infiammiamo e quando la fiamma si spegne togliamo dal fuoco.
Per far si che resti asciutto, aggiungiamo al composto due fette biscottate macinate finemente e 150 g di gocce di cioccolato fondente. Amalgamiamo tutto e dopo aver steso la pasta strudel in una sfoglia sottile versiamo sopra il ripieno e richiudiamo "a strudel" appunto.
Spennelliamo la superficie con acqua e cospargiamo di zucchero di canna.
Cuociamo in forno già caldo a 180° finchè lo strudel non si dora.
E' delizioso come fine pasto invernale o anche come accompagnamento al te del pomeriggio.
Ah! La foto rappresenta solo una fetta perchè fin quando ho preso la macchina per fotografarlo mezzo dolce era già sparito.

Subscribe to RSS Feed Follow me on Twitter!