2013-12-16

Le mele del ricordo

 Piatti dessert Easy Life Design
A Natale si ha più voglia di famiglia e la famiglia inevitabilmente evoca ricordi, moltissimi dolci perché legati al periodo dell'infanzia, normalmente il più felice nella vita di ognuno. Riflettevo sul legame indissolubile tra ricordi e tavola e penso che nei ricordi culinari di ognuno di noi difficilmente mancano le mele. 
Ho cercato tra i ricordi di persone provenienti da differenti regioni d'Italia  ed ho capito che le mele trasformate in torta o in frittelle sono state nell'infanzia di ognuno. Io mi ricordo la soffice torta di mele della mamma che riponeva in una scatola in frigo e diventava sempre più buona tanto che l'ultima fetta era la più ambita.
Mi sono chiesta perché proprio le mele e sono arrivata alla conclusione che, frutto semplice e di facile reperibilità ma non di altrettanta deperibilità si è sempre prestato alle trasformazioni culinarie e la torta di mele è per me il cibo di conforto per eccellenza.
Il dolce del Natale è il nuovo libricino di Anna Mattioni pubblicato da Sovera Edizioni, raccoglie i dolci tipici natalizi di tutte le regioni italiane e anche di altri paesi attraverso i ricordi di quanti hanno voluto condividere con l'autrice i dolci delle feste della loro infanzia e, tra le tante golose ricette e i contestuali emozionanti ricordi di chi le ha fornite alla Mattioni, nella mia ricerca di dolci a base di mele mi sono imbattuta nel ricordo di Carla che a proposito dello Strucolo di Mele del Friuli scrive con una certa nostalgia "Nessuno voleva affettare le mele, ed era un compito che quindi toccava alle più giovani. Oggi che sono nonna vorrei che toccasse ancora a me".
Non poteva mancare nel Comfort foodie di Ilaria Mazzarotta edito da Gribaudo la più classica delle torte di mele per riscoprire la pausa merenda e tornare bambini mantenendo il sorriso anche di pomeriggio. In realtà nel libro, che è una vera celebrazione del lato affettivo ed emozionale della cucina, di buone merende ma anche golose colazioni e piatti per coccolarsi in ogni stagione  e circostanza davvero non ne mancano. Del resto è riconosciuto anche scientificamente che mangiare cibi comfort aiuta a stare meglio e a curare il nostro stato d’animo in particolari momenti della vita, o anche solo della giornata…E le foto del libro parlano già da sé tanto che vedere il piccolo Tommaso allineare le fettine di mela sulla torta mi ha fatto tornare bambina per un attimo.
Di torta di pane e mele ma anche di mele fritte in pastella si parla in Fratelli coltelli, cucchiai e forchette  pubblicato da Selekta. I ricordi in tal caso sono quelli di Berta e Federico Fornasari che, nati e cresciuti all'ombra di pentole e fornelli, di alberghi e ristoranti, di cucine casalinghe e genitori amanti della buona forchetta, sono praticoni e praticanti della cucina e delle tradizioni friulane di cui nel libro ci offrono un  eccellente saggio. 
Il libro che è scritto come un diario è costellato di foto sbiadite che raccontano la vita degli autori. Insieme ai ricordi i piatti ottimamente ritratti che ne segnano il percorso e  i vini scelti in abbinamento a formare  un mix di sapori tra Friuli e Mitteleruropa.
Le stesse frittelle di mele le ritrovo in La Natura in Tavola di Vittoria Gondi Citernesi pubblicato da Sarnus nella collana I Naturini. Sono i ricordi legati alla Fattoria di Volmiano quelli dell'autrice,  che ce li racconta con allegria e semplicità insieme alle ricette genuine e parsimoniose di mamma e nonna. L'oro verde di Volmiano (l'olio) è il filo conduttore della narrazione articolata in stagioni e portate. Un libretto che si legge come un romanzo con in più tante gustose ricette.
La torta di mele come dolce tipico della domenica è anche tra i ricordi di Elena Aiolfi tra le tante che hanno prestato il proprio contributo a Il profumo dei ricordi. Zibello di Manuela Amadei e Rosalba Scaglioni pubblicato da Damster. Un ricettario fatto di storie di persone che hanno intrecciato la loro vita con Zibello e che raccontano un piatto che hanno nel cuore. Un mosaico di ricordi  per non perdere la memoria storica, una moltitudine di ricette accomunate da un ingrediente segreto: "l'affetto che la famiglia rilascia incondizionatamente come una stufa a legna rilascia il proprio calore". Non vi è nel libro una torta a base di mele ma molti dolci a base di amaretti  evidentemente tipici della zona, vi è però uno spazio bianco alla fine da riempire magari con le proprie ricette preferite.
Io la mia torta di mele la preparo con il burro all'arancia e  la cannella come la ricetta che vi diedi qui essendo per me questa, dopo vari tentativi, la torta perfetta. 
Stavolta in ricordo della torta di mele dell'infanzia ho aggiunto le lamelle di mandorle in superficie e accompagnato il tutto con una cremina di cui vi lascio la ricetta perché se la volete proporre a Natale sta benissimo anche con il panettone o il pandoro.

Cremina golosa al liquore d'arancia e cannella
Ingredienti:
2 tuorli
4 cucchiai di zucchero
2 cucchiai di maizena
50 ml di liquore all'arancia
1 stecca di cannella
200 ml di latte
Portare a bollore il latte con la cannella. Mescolare i tuorli con lo zucchero e la maizena , diluire con il liquore e poi aggiungere il latte bollente (senza la cannella) mescolando per rendere il preparato omogeneo. Addensare a fuoco dolce continuando a mescolare finché il composto non diventa una crema vellutata ed omogenea.

Le mele del ricordo

 Piatti dessert Easy Life Design
A Natale si ha più voglia di famiglia e la famiglia inevitabilmente evoca ricordi, moltissimi dolci perché legati al periodo dell'infanzia, normalmente il più felice nella vita di ognuno. Riflettevo sul legame indissolubile tra ricordi e tavola e penso che nei ricordi culinari di ognuno di noi difficilmente mancano le mele. 
Ho cercato tra i ricordi di persone provenienti da differenti regioni d'Italia  ed ho capito che le mele trasformate in torta o in frittelle sono state nell'infanzia di ognuno. Io mi ricordo la soffice torta di mele della mamma che riponeva in una scatola in frigo e diventava sempre più buona tanto che l'ultima fetta era la più ambita.
Mi sono chiesta perché proprio le mele e sono arrivata alla conclusione che, frutto semplice e di facile reperibilità ma non di altrettanta deperibilità si è sempre prestato alle trasformazioni culinarie e la torta di mele è per me il cibo di conforto per eccellenza.
Il dolce del Natale è il nuovo libricino di Anna Mattioni pubblicato da Sovera Edizioni, raccoglie i dolci tipici natalizi di tutte le regioni italiane e anche di altri paesi attraverso i ricordi di quanti hanno voluto condividere con l'autrice i dolci delle feste della loro infanzia e, tra le tante golose ricette e i contestuali emozionanti ricordi di chi le ha fornite alla Mattioni, nella mia ricerca di dolci a base di mele mi sono imbattuta nel ricordo di Carla che a proposito dello Strucolo di Mele del Friuli scrive con una certa nostalgia "Nessuno voleva affettare le mele, ed era un compito che quindi toccava alle più giovani. Oggi che sono nonna vorrei che toccasse ancora a me".
Non poteva mancare nel Comfort foodie di Ilaria Mazzarotta edito da Gribaudo la più classica delle torte di mele per riscoprire la pausa merenda e tornare bambini mantenendo il sorriso anche di pomeriggio. In realtà nel libro, che è una vera celebrazione del lato affettivo ed emozionale della cucina, di buone merende ma anche golose colazioni e piatti per coccolarsi in ogni stagione  e circostanza davvero non ne mancano. Del resto è riconosciuto anche scientificamente che mangiare cibi comfort aiuta a stare meglio e a curare il nostro stato d’animo in particolari momenti della vita, o anche solo della giornata…E le foto del libro parlano già da sé tanto che vedere il piccolo Tommaso allineare le fettine di mela sulla torta mi ha fatto tornare bambina per un attimo.
Di torta di pane e mele ma anche di mele fritte in pastella si parla in Fratelli coltelli, cucchiai e forchette  pubblicato da Selekta. I ricordi in tal caso sono quelli di Berta e Federico Fornasari che, nati e cresciuti all'ombra di pentole e fornelli, di alberghi e ristoranti, di cucine casalinghe e genitori amanti della buona forchetta, sono praticoni e praticanti della cucina e delle tradizioni friulane di cui nel libro ci offrono un  eccellente saggio. 
Il libro che è scritto come un diario è costellato di foto sbiadite che raccontano la vita degli autori. Insieme ai ricordi i piatti ottimamente ritratti che ne segnano il percorso e  i vini scelti in abbinamento a formare  un mix di sapori tra Friuli e Mitteleruropa.
Le stesse frittelle di mele le ritrovo in La Natura in Tavola di Vittoria Gondi Citernesi pubblicato da Sarnus nella collana I Naturini. Sono i ricordi legati alla Fattoria di Volmiano quelli dell'autrice,  che ce li racconta con allegria e semplicità insieme alle ricette genuine e parsimoniose di mamma e nonna. L'oro verde di Volmiano (l'olio) è il filo conduttore della narrazione articolata in stagioni e portate. Un libretto che si legge come un romanzo con in più tante gustose ricette.
La torta di mele come dolce tipico della domenica è anche tra i ricordi di Elena Aiolfi tra le tante che hanno prestato il proprio contributo a Il profumo dei ricordi. Zibello di Manuela Amadei e Rosalba Scaglioni pubblicato da Damster. Un ricettario fatto di storie di persone che hanno intrecciato la loro vita con Zibello e che raccontano un piatto che hanno nel cuore. Un mosaico di ricordi  per non perdere la memoria storica, una moltitudine di ricette accomunate da un ingrediente segreto: "l'affetto che la famiglia rilascia incondizionatamente come una stufa a legna rilascia il proprio calore". Non vi è nel libro una torta a base di mele ma molti dolci a base di amaretti  evidentemente tipici della zona, vi è però uno spazio bianco alla fine da riempire magari con le proprie ricette preferite.
Io la mia torta di mele la preparo con il burro all'arancia e  la cannella come la ricetta che vi diedi qui essendo per me questa, dopo vari tentativi, la torta perfetta. 
Stavolta in ricordo della torta di mele dell'infanzia ho aggiunto le lamelle di mandorle in superficie e accompagnato il tutto con una cremina di cui vi lascio la ricetta perché se la volete proporre a Natale sta benissimo anche con il panettone o il pandoro.

Cremina golosa al liquore d'arancia e cannella
Ingredienti:
2 tuorli
4 cucchiai di zucchero
2 cucchiai di maizena
50 ml di liquore all'arancia
1 stecca di cannella
200 ml di latte
Portare a bollore il latte con la cannella. Mescolare i tuorli con lo zucchero e la maizena , diluire con il liquore e poi aggiungere il latte bollente (senza la cannella) mescolando per rendere il preparato omogeneo. Addensare a fuoco dolce continuando a mescolare finché il composto non diventa una crema vellutata ed omogenea.

2013-12-12

Maccheroncini in giallo e nero

Piatto La Vecchia Faenza
Siamo arrivati alla seconda vigilia festiva: Santa Lucia, un'altra vigilia di magro in cui per tradizione le pieteranze in tavola dovrebbero essere ben 13. 
Guardando la foto che ho inserito starete pensando che ho sbagliato il titolo del post. Non è così perché quel godurioso panettone alla liquirizia e zafferano di Loison è finito in bricioline sui miei maccheroncini in giallo e nero. Una ricetta molto accattivante che ha conquistato anche il palato reticente di mio marito.
I maccheroncini sono quelli all'uovo di Filotea, formato tipico marchigiano per chi non li dovesse trovare può sostituire con dei tagliolini all'uovo freschi
ma ora la ricetta se no per questa sera non farete in tempo.
Un suggerimento per chi il panettone non ce l'ha. Potete tostare in padella delle briciole di panbrioche arricchite con un po' d'uvetta e polvere di liquirizia.
Per chi invece il panettone ce l'ha lo riprende pure per il dessert magari con una mousse di cioccolato bianco
Maccheroncini in giallo e nero 
(Maccheroncini al cavolfiore con salsa di zafferano e briciole di panettone alla liquirizia e zafferano)
Piatti La Porcellana Bianca
Ingredienti per 4 persone:
250 g di Maccheroncini all'uovo
1 fetta di panettone allo zafferano e liquirizia
1 tazza di cimette di cavolfiore lessate
1 noce di burro
1 scalogno
1 spicchio d'aglio
2 bustine di zafferano
150 ml di panna fresca
2 cucchiaiate di grana grattugiato
olio extravergine d'oliva
sale e pepe bianco
Appassire nel burro allungato con un po' d'olio lo scalogno, salare, aggiungere la panna e lo zafferano, poi frullare con il grana e tenere la parte la salsa. Saltare le cimette di cavolfiore in padella con l'aglio vestito e l'olio, salare, pepare ed eliminare l'aglio. Tagliare il panettone a tocchetti e tostarlo in un padellino.
Lessare i maccheroncini e saltarli in padella con il cavolfiore e la salsa di zafferano allungando con un po' d'acqua di cottura della pasta (perché le paste all'uovo tendono ad assorbire risultando troppo asciutte). Servire cospargendo i piatti con il panettone tostato sbriciolato.
In abbinamento al piatto un Greco di Tufo Villa Raiano

Maccheroncini in giallo e nero

Piatto La Vecchia Faenza
Siamo arrivati alla seconda vigilia festiva: Santa Lucia, un'altra vigilia di magro in cui per tradizione le pieteranze in tavola dovrebbero essere ben 13. 
Guardando la foto che ho inserito starete pensando che ho sbagliato il titolo del post. Non è così perché quel godurioso panettone alla liquirizia e zafferano di Loison è finito in bricioline sui miei maccheroncini in giallo e nero. Una ricetta molto accattivante che ha conquistato anche il palato reticente di mio marito.
I maccheroncini sono quelli all'uovo di Filotea, formato tipico marchigiano per chi non li dovesse trovare può sostituire con dei tagliolini all'uovo freschi
ma ora la ricetta se no per questa sera non farete in tempo.
Un suggerimento per chi il panettone non ce l'ha. Potete tostare in padella delle briciole di panbrioche arricchite con un po' d'uvetta e polvere di liquirizia.
Per chi invece il panettone ce l'ha lo riprende pure per il dessert magari con una mousse di cioccolato bianco
Maccheroncini in giallo e nero 
(Maccheroncini al cavolfiore con salsa di zafferano e briciole di panettone alla liquirizia e zafferano)
Piatti La Porcellana Bianca
Ingredienti per 4 persone:
250 g di Maccheroncini all'uovo
1 fetta di panettone allo zafferano e liquirizia
1 tazza di cimette di cavolfiore lessate
1 noce di burro
1 scalogno
1 spicchio d'aglio
2 bustine di zafferano
150 ml di panna fresca
2 cucchiaiate di grana grattugiato
olio extravergine d'oliva
sale e pepe bianco
Appassire nel burro allungato con un po' d'olio lo scalogno, salare, aggiungere la panna e lo zafferano, poi frullare con il grana e tenere la parte la salsa. Saltare le cimette di cavolfiore in padella con l'aglio vestito e l'olio, salare, pepare ed eliminare l'aglio. Tagliare il panettone a tocchetti e tostarlo in un padellino.
Lessare i maccheroncini e saltarli in padella con il cavolfiore e la salsa di zafferano allungando con un po' d'acqua di cottura della pasta (perché le paste all'uovo tendono ad assorbire risultando troppo asciutte). Servire cospargendo i piatti con il panettone tostato sbriciolato.
In abbinamento al piatto un Greco di Tufo Villa Raiano

2013-12-10

Gamberi al tè con crema di patate al mandarino per un vino Velenosi

 Set ciotole e piatto Easy Life Design

Gourmet, gourmand o foodie? Qual è la differenza e a quale categoria esattamente vi sentite di appartenere? Mi sono molto divertita a scoprirlo attraverso il libro del bravissimo e simpaticissimo Gianluca Biscaldin Prêt-à-gourmet pubblicato da Mondadori
"Gourmet si nasce? Solitamente i primi sintomi si vedono durante l'adolescenza quando il soggetto, già tendenzialmente in carne, si apparta dal gruppo per divorare compulsivamente enormi quantità di cibo. Con gli anni raffina il gusto e diventa sempre più selettivo. Legge guide e riviste specializzate. Ma la sua formazione principale è sul campo. Il soggetto macina chilometri su chilometri per raggiungere il ristorante sperduto...". Con tanta ironia il manuale ci insegna a muoverci con disinvoltura nei grandi templi dell'alto palato, e le belle figure con gli amici saranno assicurate.
Sono parte integrante del libro le esplicative e spesso esilaranti vignette realizzate dall'autore a corredo di ogni argomento affrontato.
Una regola che vale davvero per tutti e che Biscaldin ha inserito nel capitolo dedicato ai vini  è "Su quello di cui non si può parlare è meglio tacere", seguendo questa semplice norma eviteremo delle imbarazzanti gaffe.

Io mi sono sempre definita una curiosa del gusto e dopo la lettura di Prêt-à-gourmet confermo la mia definizione ma in alcune circostanze, come nella creazione di un piatto come quello di cui vi parlo oggi o nella scoperta del vino che non ho abbinato al piatto ma per il quale ho creato proprio il piatto, gourmet un po' mi ci sento.
Andiamo per ordine Velenosi è un'azienda vitivinicola di Ascoli Piceno nata nel 1984 per volontà dei giovanissimi Angela ed Ercole Velenosi. In questi pochi decenni di strada l'azienda ne ha fatta e i prodotti di punta della Velenosi Vini sono diversi, non posso non citare il Rosso Piceno,  il Lacrima di Morro d'Alba, il particolarissimo Vino di Visciola e poi i bianchi Passerina, Pecorino etc...
Proprio del Passerina Brut voglio parlarvi. Un vitigno tradizionale vinificato in modo nuovo, spumantizzato. Il risultato è un delicato connubio tra  morbide nuance fruttate e  fresche sensazioni floreali. In bocca ha sentori agrumati, lievi note di crosta di pane, inebrianti profumi di fiori bianchi, accostati alla freschezza e sapidità. 
Il Passerina Brut Velenosi mi ha fatto subito pensare ad un accostamento con agrumi e pesce, un piatto che potesse fare da ingresso per una cena delle feste, e siccome da tanto pensavo di accostare i gamberi alla freschezza del tè verde ho unito un po' le cose ed ho creato queste ciotoline in cui i gamberi cotti nel tè che ho scelto nella variante Gunpowder Green Tea di Twinings vengono accostati ad una gradevole crema di patate aromatizzata con mandarino. Completa il piatto la nota croccante di un sale particolarissimo, il sale verde delle Hawaii Gemma di Mare che ricorda nel gusto e nel profumo il bambu.
Gamberi al tè con crema di patate al mandarino
Ingredienti per 4 persone:
20 gamberi del mediterraneo
500 g di patate
1 cucchiaino ci polvere di tè verde
1 mandarino (clementina)
olio extravergine d'oliva
sale verde delle Hawaii
pepe bianco
Versare in un tegame una tazza d'acqua, portare a ebollizione e versarvi il cucchiaino di tè lasciar sobolline per un paio di minuti, spegnere e filtrare. Rimettere il liquido nel tegame, salare e aggiungervi le code dei gamberi già pulite dal guscio e dall'intestino con il codino ancora attaccato. Lasciar cuocere per 3 minuti.Togliere i gamberi e ridurre il liquido di cottura. Bollire le patate pelarle e frullarle con olio, sale, pepe bianco, la scorza del mandarino e qualche goccia di succo. Aggiungere qualche goccio d'acqua calda se dovesse risultare troppo densa. Versare la crema nelle ciotoline riscaldate, disporvi sopra i gamberi e la riduzione di tè, completare con un pizzico di sale verde e appena appena di polvere di tè. Servire ben caldo.

Gamberi al tè con crema di patate al mandarino per un vino Velenosi

 Set ciotole e piatto Easy Life Design

Gourmet, gourmand o foodie? Qual è la differenza e a quale categoria esattamente vi sentite di appartenere? Mi sono molto divertita a scoprirlo attraverso il libro del bravissimo e simpaticissimo Gianluca Biscaldin Prêt-à-gourmet pubblicato da Mondadori
"Gourmet si nasce? Solitamente i primi sintomi si vedono durante l'adolescenza quando il soggetto, già tendenzialmente in carne, si apparta dal gruppo per divorare compulsivamente enormi quantità di cibo. Con gli anni raffina il gusto e diventa sempre più selettivo. Legge guide e riviste specializzate. Ma la sua formazione principale è sul campo. Il soggetto macina chilometri su chilometri per raggiungere il ristorante sperduto...". Con tanta ironia il manuale ci insegna a muoverci con disinvoltura nei grandi templi dell'alto palato, e le belle figure con gli amici saranno assicurate.
Sono parte integrante del libro le esplicative e spesso esilaranti vignette realizzate dall'autore a corredo di ogni argomento affrontato.
Una regola che vale davvero per tutti e che Biscaldin ha inserito nel capitolo dedicato ai vini  è "Su quello di cui non si può parlare è meglio tacere", seguendo questa semplice norma eviteremo delle imbarazzanti gaffe.

Io mi sono sempre definita una curiosa del gusto e dopo la lettura di Prêt-à-gourmet confermo la mia definizione ma in alcune circostanze, come nella creazione di un piatto come quello di cui vi parlo oggi o nella scoperta del vino che non ho abbinato al piatto ma per il quale ho creato proprio il piatto, gourmet un po' mi ci sento.
Andiamo per ordine Velenosi è un'azienda vitivinicola di Ascoli Piceno nata nel 1984 per volontà dei giovanissimi Angela ed Ercole Velenosi. In questi pochi decenni di strada l'azienda ne ha fatta e i prodotti di punta della Velenosi Vini sono diversi, non posso non citare il Rosso Piceno,  il Lacrima di Morro d'Alba, il particolarissimo Vino di Visciola e poi i bianchi Passerina, Pecorino etc...
Proprio del Passerina Brut voglio parlarvi. Un vitigno tradizionale vinificato in modo nuovo, spumantizzato. Il risultato è un delicato connubio tra  morbide nuance fruttate e  fresche sensazioni floreali. In bocca ha sentori agrumati, lievi note di crosta di pane, inebrianti profumi di fiori bianchi, accostati alla freschezza e sapidità. 
Il Passerina Brut Velenosi mi ha fatto subito pensare ad un accostamento con agrumi e pesce, un piatto che potesse fare da ingresso per una cena delle feste, e siccome da tanto pensavo di accostare i gamberi alla freschezza del tè verde ho unito un po' le cose ed ho creato queste ciotoline in cui i gamberi cotti nel tè che ho scelto nella variante Gunpowder Green Tea di Twinings vengono accostati ad una gradevole crema di patate aromatizzata con mandarino. Completa il piatto la nota croccante di un sale particolarissimo, il sale verde delle Hawaii Gemma di Mare che ricorda nel gusto e nel profumo il bambu.
Gamberi al tè con crema di patate al mandarino
Ingredienti per 4 persone:
20 gamberi del mediterraneo
500 g di patate
1 cucchiaino ci polvere di tè verde
1 mandarino (clementina)
olio extravergine d'oliva
sale verde delle Hawaii
pepe bianco
Versare in un tegame una tazza d'acqua, portare a ebollizione e versarvi il cucchiaino di tè lasciar sobolline per un paio di minuti, spegnere e filtrare. Rimettere il liquido nel tegame, salare e aggiungervi le code dei gamberi già pulite dal guscio e dall'intestino con il codino ancora attaccato. Lasciar cuocere per 3 minuti.Togliere i gamberi e ridurre il liquido di cottura. Bollire le patate pelarle e frullarle con olio, sale, pepe bianco, la scorza del mandarino e qualche goccia di succo. Aggiungere qualche goccio d'acqua calda se dovesse risultare troppo densa. Versare la crema nelle ciotoline riscaldate, disporvi sopra i gamberi e la riduzione di tè, completare con un pizzico di sale verde e appena appena di polvere di tè. Servire ben caldo.

2013-12-06

Pastina risottata con broccoli e cicale

Tela Juta Deyute, ciotole Easy Life Design, tovaglioli carta non sbiancata Verdiamo
Con l'Immacolata iniziano ufficialmente le feste natalizie. 
Da noi è stranamente d'uso dare più importanza alle vigilie che ai giorni di festa e sulla tavola della vigilia dell'Immacolata, di magro rigorosamente, non possono mancare i broccoli e il baccalà spesso anche insieme per dei primi piatti tradizionali da leccarsi i baffi. Il piatto di cui vi parlo oggi nasce come innovazione a quella che è la tradizione, i broccoli li ho lasciati ma al posto del baccalà ho realizzato un gustoso brodetto di pesce con cicale di mare e gamberi. Un piatto gustoso e anche economico che voglio presentarvi su una tavola natalizia d'ispirazione nordica, una tavola calda e non pretenziosa in cui ho utilizzato anche i portatovaglioli creati con i rotoli
A questo primo ho voluto abbinare un buon vino campano, un Greco di Tufo prodotto uve dei vigneti di Contrada Marotta da Villa Raiano. Un vino energico e ricco che sostiene il piccantino del piatto rendendo davvero piacevole l'accostamento.

Pastina risottata con broccoli e cicale
Ingredienti per 4 persone:
1 broccolo
8 cicale di mare
250 g di gamberetti freschi
la carcassa di un pesce a polpa bianca
8 pomodorini piccadilly
1 rametto di prezzemolo
1 spicchio d'aglio
1 peperoncino
olio extravergine d'oliva
1 carota 
1 costa di sedano 
1 scalogno
250 g di pastina semi di pepe
Togliere le teste ai gamberi, sbucciare le code e togliere l'intestino. Tenerli da parte, intanto preparare un brodo con le teste dei gamberi, e la carcassa del pesce, lo scalogno, la carota, il gambo di sedano e la coda del prezzemolo. Soffriggere l'aglio con il peperoncino in un fondo d'olio, aggiungere i pomodorini e lasciare insaporire, aggiungere il broccolo diviso a cimette e lasciar cuocere a tegame coperto unendo un mestolo del brodo di pesce. Quando i broccoli sono teneri aggiungere le cicale e lasciarle insaporire. Tenerne 4 da parte e aprire le altre prelevando la polpa. Cuocere nel condimento di broccoli e polpa di cicala la pastina unendo il brodo di pesce un po' per volta. Verso il termine della cottura aggiungere le code di gambero e le cicale intere. Servire ben caldo con prezzemolo e un filo d'olio crudo.

Pastina risottata con broccoli e cicale

Tela Juta Deyute, ciotole Easy Life Design, tovaglioli carta non sbiancata Verdiamo
Con l'Immacolata iniziano ufficialmente le feste natalizie. 
Da noi è stranamente d'uso dare più importanza alle vigilie che ai giorni di festa e sulla tavola della vigilia dell'Immacolata, di magro rigorosamente, non possono mancare i broccoli e il baccalà spesso anche insieme per dei primi piatti tradizionali da leccarsi i baffi. Il piatto di cui vi parlo oggi nasce come innovazione a quella che è la tradizione, i broccoli li ho lasciati ma al posto del baccalà ho realizzato un gustoso brodetto di pesce con cicale di mare e gamberi. Un piatto gustoso e anche economico che voglio presentarvi su una tavola natalizia d'ispirazione nordica, una tavola calda e non pretenziosa in cui ho utilizzato anche i portatovaglioli creati con i rotoli
A questo primo ho voluto abbinare un buon vino campano, un Greco di Tufo prodotto uve dei vigneti di Contrada Marotta da Villa Raiano. Un vino energico e ricco che sostiene il piccantino del piatto rendendo davvero piacevole l'accostamento.

Pastina risottata con broccoli e cicale
Ingredienti per 4 persone:
1 broccolo
8 cicale di mare
250 g di gamberetti freschi
la carcassa di un pesce a polpa bianca
8 pomodorini piccadilly
1 rametto di prezzemolo
1 spicchio d'aglio
1 peperoncino
olio extravergine d'oliva
1 carota 
1 costa di sedano 
1 scalogno
250 g di pastina semi di pepe
Togliere le teste ai gamberi, sbucciare le code e togliere l'intestino. Tenerli da parte, intanto preparare un brodo con le teste dei gamberi, e la carcassa del pesce, lo scalogno, la carota, il gambo di sedano e la coda del prezzemolo. Soffriggere l'aglio con il peperoncino in un fondo d'olio, aggiungere i pomodorini e lasciare insaporire, aggiungere il broccolo diviso a cimette e lasciar cuocere a tegame coperto unendo un mestolo del brodo di pesce. Quando i broccoli sono teneri aggiungere le cicale e lasciarle insaporire. Tenerne 4 da parte e aprire le altre prelevando la polpa. Cuocere nel condimento di broccoli e polpa di cicala la pastina unendo il brodo di pesce un po' per volta. Verso il termine della cottura aggiungere le code di gambero e le cicale intere. Servire ben caldo con prezzemolo e un filo d'olio crudo.

2013-12-04

Le ciambelline glassate di Benedetta

Vassoietto La Porcellana Bianca
Irresistibili quando le ho viste sulla copertina del fascicolo 11 de I dolci di Benedetta (con tanto di stampo in dotazione) mi son detta queste le provo, tanto più che per i piccoli tutto ciò che è glassato  è davvero irresistibile. Ed eccomi qua a raccontarvela, si fanno davvero in poco tempo se si dispone di uno sbattitore elettrico e mentre cuociono si prepara la glassa e la colazione a stelle e strisce è servita.
Mi raccomando non mancate l'uscita 12 de I dolci di Benedetta dedicata a cioccolatini e praline con lo stampo per cioccolatini natalizi.
Ingredienti
per 12 ciambelline:
100 g di burro morbido
75 g di zucchero a velo
60 g di farina di riso (nel mio caso invece la comune 00)
60 g di fecola di patate
3 uova
3 g di lievito per dolci
vaniglia
sale
per la glassa:
200 g di zucchero a velo
20 g di burro
zuccherini
Montare il burro con lo zucchero finché diventa soffice e spumoso, unire le uova uno alla volta e poi le polveri setacciate insieme amalgamando tutto con una spatola. Versare l'impasto negli stampi con l'aiuto di un sac à poche. Cuocere a 180° per 15'. Sformare le ciambelle una volta fredde. Intanto sciogliere il burro e versarlo a filo sullo zucchero per la glassa, aggiungere acqua tiepida q.b. fino ad ottenere una consistenza fluida.Immergere per metà le ciambelline nella glassa e decorarle con gli zuccherini prima che la glassa si asciughi.
*Per la ricetta ho utilizzato lievito, fecola e zucchero a velo Ar.Pa.Lieviti e zuccherini rossi alla fragola Silikomart

Le ciambelline glassate di Benedetta

Vassoietto La Porcellana Bianca
Irresistibili quando le ho viste sulla copertina del fascicolo 11 de I dolci di Benedetta (con tanto di stampo in dotazione) mi son detta queste le provo, tanto più che per i piccoli tutto ciò che è glassato  è davvero irresistibile. Ed eccomi qua a raccontarvela, si fanno davvero in poco tempo se si dispone di uno sbattitore elettrico e mentre cuociono si prepara la glassa e la colazione a stelle e strisce è servita.
Mi raccomando non mancate l'uscita 12 de I dolci di Benedetta dedicata a cioccolatini e praline con lo stampo per cioccolatini natalizi.
Ingredienti
per 12 ciambelline:
100 g di burro morbido
75 g di zucchero a velo
60 g di farina di riso (nel mio caso invece la comune 00)
60 g di fecola di patate
3 uova
3 g di lievito per dolci
vaniglia
sale
per la glassa:
200 g di zucchero a velo
20 g di burro
zuccherini
Montare il burro con lo zucchero finché diventa soffice e spumoso, unire le uova uno alla volta e poi le polveri setacciate insieme amalgamando tutto con una spatola. Versare l'impasto negli stampi con l'aiuto di un sac à poche. Cuocere a 180° per 15'. Sformare le ciambelle una volta fredde. Intanto sciogliere il burro e versarlo a filo sullo zucchero per la glassa, aggiungere acqua tiepida q.b. fino ad ottenere una consistenza fluida.Immergere per metà le ciambelline nella glassa e decorarle con gli zuccherini prima che la glassa si asciughi.
*Per la ricetta ho utilizzato lievito, fecola e zucchero a velo Ar.Pa.Lieviti e zuccherini rossi alla fragola Silikomart