2008-11-28

Due settimane fa su Repubblica nelle pagine dedicate al weekend sotto la voce un posto insolito trovo un titolo accattivante: Bottega delle rarità con l'oro per risotti, inizio a leggete e scopro un posto speciale, un vero rifugio per gourmand dove trovare le cose più insolite, l'oro e l'argento fusi per uso alimentare, le alghe per i sushi, le tagliatelle al cacao etc. E' l'Enoteca di Leva a Gragnano, ma la sorpresa più bella ce l'ho navigando tra le loro pagine dove scopro sali da tutto il mondo e numerose altre eccentricità oltre alla classica e rinomata pasta di Gragnano e tutto veramente a portata di tutti perchè ordinabile on line. Il mio pacco è già arrivato e come primo esperimento posto gli Scialatielli al limone con cui ho preparato un meraviglioso primo arricchito da polpettine di freschissime alici, pinoli ed una spolverata di bottarga di tonno.
Ingredienti per 4 persone:
350 g di Scialatielli al limone di Gragnano

24 alici
3 cucchiaini di bottarga di tonno grattugiata
6 cucchiai di mollica di pane
1 uovo
la scorza grattugiata di un limone + qualche goccia di succo
pangrattato
2 cucchiai di pinoli
olio extravergine d'oliva
1 spichio d'aglio + aglio in polvere
prezzemolo
sale e pepe
Frulliamo le alici crude con la mollica di pane, un cucchiaino di bottarga, l'uovo, sale, pepe, la punta di un cucchiaino di aglio in polvere, la scorza di limone e qualche goccia di succo. Ricaviamo dall'impasto tante piccole polpette che rotoleremo nel pangrattato. Versiamo un filo d'olio inuna padella con l'aglioe rosoliamo le polpettine da tutti i lati, uniamo la bottarga restante e i pinoli tostati. Lessiamo la pasta e condiamola con il condimento di polpettine, il prezzemelo tritato ed un filo d'olio a crudo.

2008-11-27

Oggi negli Stati Uniti d'America ricorre il Thanksgiving Day - il giorno del Ringraziamento - festa nata, pare, per celebrare la fine della stagione del raccolto e divenuta momento di aggregazione familiare. Confesso che ho sempre un pò invidiato agli americani questa festa, la loro unione, il loro lucido e ripieno tacchino, le patate dolci, le salsette e la torta di zucca finché non ho scoperto che in effetti tutto questo ben di Dio viene consumato intorno alle cinque del pomeriggio. Ma vi immaginate lasciare il lavoro e correre a casa a rimpinzarsi di tacchino e mostarde nel cuore del pomeriggio? Le tradizioni sono tradizioni però e io voglio ricordare questo giorno speciale con il mio ringraziamento all'italiana...il tacchino c'è e la zucca altrettanto composti però in modo lievemente più fantasioso.
Normalmente per la cottura della carne uso il vino ma in questo periodo sto scoprendo una bevanda un pò trascurata la birra che, in effetti, con le sue infinite varietà poco ha da invidiare al vino abbinadosi egregiamente sempre più spesso a piatti raffinati invece che alla solita pizza. Quella usata è una birra speciale e se dico speciale so già cosa pensate, Esperya appunto, la birra è la Super Le Baladin una doppio malto di 8% vol. con una leggera e molto gradevole nota amara che ha reso il mio tacchino un piatto originale da accompagnare ad un buon bicchiere di questa pregiata birra.
Ecco a voi la ricetta che è estrememanete semplice da eseguire ma di grande risultato.
Dadi di tacchino alla birra con zucca paprikata
Ingredienti per 4 persone
Per la carne:
4- 5 fette di ossobuco di tacchino (circa 1 Kg)
2 bicchieri di Birra Super Le Baladin (doppio malto)
2 cucchiai di maizena
1 spicchio d'aglio
2 rametti di rosmarino
sale dolce di Cervia
olio extravergine d'oliva
Per la zucca:
1 kg c.a. di polpa di zucca
1 spicchio d'aglio
olio extravergine d'olivaù
1 cucchiaiata abbondante di paprika
sale e pepe
Puliamo le fette di tacchino dalla pelle, dal grasso e dalle ossa e ricaviamone dei cubettoni di dimensioni simili tra loro. Asciughiamo la carne e passiamola nella maizena. Verziamo in un wok 3-4 cucchiai di olio, con l'aglio e 1 rametto di rosmarino, uniamo la carne e rosoliamola per bene, saliamo e versiamo sopra la birra continuando la cottura finché il liquido non risulterà ben assorbito e la carne lucida come caramellata.
Intanto tagliamo la zucca a piccoli pezzetti, versiamo in una padella un fondo d'olio uniamo l'aglio e la zucca tagliata a pezzetti, copriamo il recipiente e lasciamola disfare senza aggiungere acqua. Saliamo, pepiamo e uniamo la paprika facendo attenzione a che non formi grumi, mescoliamo (spappolando ancora se necessario) la zucca con un cucchiaio di legno e poi serviamo insieme alla carne. Volendo si può aggiungere anche del purè di patate.

2008-11-25

In genere mi piace aspettare dicembre per gli addobbi, i festeggiamenti e le ricette a tema, solo che Sapore di Sfida 2 - Dolce Natale, il concorso di Giallo Zafferano, si chiude il 28.11 per cui non mi rimaneva che postare il mio dolce natalizio con una "mesata" d'anticipo.
Del resto mi tocca confessare che ieri ho acquistato anche l'albero di Natale, era troppo bello non potevo vedermelo soffiare sotto gli occhi così; adesso giace impacchettato nel magazzino ma appena arriva dicembre inizio a stendere i rami, che l'albero ecologico sarà pure meno romantico del vero però mi piangeva il cuore a pensare di dover vedere morire un albero fulminato dalle 300 lucette che voglio mettergli addosso.
Tornando al dolce natalizio per il consorso volevo preparare qualcosa di eccezionale per stupire la giuria, ma alla fine mi sono convertita al classico tronchetto natalizio con tanto di cioccolato e marron glacé perchè il Natale è una festa tradizionale ed anche i suoi dolci è bello che lo siano.

Tronchetto di Natale

Ingredienti

Per la pasta biscotto:
150 g di farina
150 g di zucchero
6 uova
1 cucchiaino di essenza di vaniglia
Per la bagna al rum:
200 ml di acqua
50 g di zucchero semolato
100 ml di rum
Per la farcia:
300 g di crema di marroni vanigliata
6 marron glacé
125 g di cioccolato fondente al 70% di cacao
200 ml di panna fresca
100 g di burro
Per la copertura e la decorazione:
200 g di cioccolato fondente al 70% di cacao
200 ml di panna fresca
25 g di burro
qualche meringa
alcune castagne al liquore o dei marron glacé
Preparariamo la pasta biscotto montando i tuorli con 100 g di zucchero, aggiungiamo la farina e la vaniglia. Poi montiamo a parte gli albumi con il restante zucchero ed uniamoli alla preparazione amalgamando con delicatezza per non far sgonfiare gli albumi. Suddividiamo l’impasto in due teglie rettangolari, una più grande e l'altra più piccolina in modo da formare uno strato di un centimetro circa. Se le teglie sono in silicone non occorre ungere altrimenti è meglio utilizzare della carta da forno bagnata e strizzata per far si che l’impasto non attacchi. Inforniamo per 10 min circa.Tolti dal forno, quando sono ancora caldi li arrotoliamo a formare due rotoli di misure differenti ovviamente con l’aiuto di un canovaccio umido. Li terremo in frigo per almeno due ore.
Prepariamo intanto la crema, spezzettiamo il cioccolato, fondiamolo a bagnomaria, togliamo dal fuoco ed incorporiamo il burro a temperatura ambiente, la crema di marroni ed i marron glacé sbriciolati. Quando la crema è ben amalgamata aggiungiamo la panna montata.
Spennelliamo il rotolo con lo sciroppo al rum ottenuto scaldando l'acqua con lo zucchero ed unendo il liquore, poi farciamo con la crema preparata.
Avvolgiamo il rotolo nella pellicola e lasciamolo in frigorifero per almeno otto ore. Prepariamo la crema ganache versando la panna portata a bollore sul cioccolato fondente a pezzetti, mescoliamo finché non diventa crema e poi amalgamiamo il burro. Priviamo della pellicola i rotoli e componiamoli in modo armonioso cercando di creare un ramo con dei rametti più piccoli. Copriamo con la ganache la superficie del tronco e righiamola con l'aiuto di una forchetta. Decoriamo con le meringhe sbiciolate, le castagne e quan'altro al fantasia vorra suggerirci.

2008-11-24

Si avvicina il Natale e con esso la mia voglia di creare cioccolatini ed altri golosi doni.
Adesso siamo alle prove tecniche e questi bonbon hanno riscosso abbastanza successo. Per i cioccolatini avevo sempre utilizzato gli appositi stampi trasparenti mentre stavolta ho provato il nuovo stampo in silicone Easy choc Imperial omaggiatomi da Silikomart che rende ancora più semplice l'estrazione del risultato. Poi lo stampino è così compatto che non c'è neppure spreco di cioccolato. Insomma ne vorrei altri due o tre uguali.
A parte questo ho voluto provare un classico accostamento cioccolato e liquore d'arancia che ho enfatizzato ponendo su ogni cioccolatino nell'incavo lasciato dallo stampo qualche pezzetto di scorzetta d'arancia. Ovvio che se il vostro stampo non ha l'incavo ma vi piace l'idea della scorzetta potete inserirla all'interno del ripieno o volendo nello stampo prima di colare il cioccolato bianco.
Ingredienti per 30 cioccolatini:
300 g di cioccolato bianco
150 g di cioccolato fondente al 70% di cacao
150 g di panna fresca
3 cucchiai di liquore Cointreau
scorzette d'arancia per decorare
Sciogliamo a bagnomaria due terzi del cioccolato bianco e coliamolo negli stampini capovolgendoli su una gratella per eliminare l'eccesso di cioccolato. Lasciamo rapprendere meglio a temperatura ambiente, poi fondiamo il cioccolato fondente con la panna e il liquore e versiamolo nei gusci di cioccolato bianco facendo attenzione a lasciare un bordino per permettere al cioccolato di sigillare bene il ripieno. Lasciamo rapprendere anche la ganache e poi sciogliamo il restante cioccolato
bianco che verseremo sulla crema scura. Una volta solidificati estraiamo i cioccolatini dagli stampi e guarniamoli con le scorzette.

2008-11-21

E' ancora periodo di castagne o sono in ritardo? Io le ho raccolte in montagna e, caldarroste a parte, ho messo a punto un'ottima cremina aromatizzata alla vaniglia da gustare a cucchiaiate.
Io ve la propongo in due applicazioni:
come ripieno dei cannoli di sfoglia,

oppure come goloso ripieno delle pere cotte con Brandy.

In entrambi i casi è deliziosa, non vi resta che provarla. Avete il fine settimana per mettervi all'opera, questi gli ingedienti:

250 g di castagne cotte e pelate

4 cucchiai di zucchero di canna demerara

1/2 cucchiaino di vaniglia in polvere del Madagascar

150 ml di acqua

50 ml di panna fresca

1 cucchiaio di cacao amaro

1 cucchiaio di rum

Frullate tutto insieme (più o meno finemente a seconda del gusto) e poi fate addensare sul fuoco, tenendo la fiamma bassa e mescolando con un cucchiaio di legno per evitare che si attacchi al fondo. Si conserva in frigo per 3-4 giorni ma difficilmente diventerà così vecchia.

2008-11-20

Per noi meridionali la polenta è quasi qualcosa di "esotico" per dire che raramente la mangiamo o almeno ci sarà pure chi ne fa largo uso ma la cosa non è particolarmente diffusa.
Io personalmente è difficile che la utilizzi così rovesciata sul classico tagliere e condita con un ricco sugo, seppure non nascondo che quando la mangio da qualche parte mi dico sempre "la devo rifare è fantastica". Poi però mi ritrovo a fare con la farina da polenta biscotti, stuzzichini, etc. e mai un piatto vero e proprio.
Stavolta ho preparato delle golose crocchette che, se non bastava già la panatura e il fritto a rendere appetibili, ci ha pensato il ripieno di formaggio per il quale non ho utilizzato un formaggio qualsiasi ma dell'ottima Toma blu proveniente dalla bottega Esperya.
Un formaggio formidabile cremosissimo, l'unica toma erborinata attualmente in commercio, che mi son dovuta togliere davanti a forza per riuscire a ricavarne la ricetta di oggi, l'avrei mangiato così cubetto dopo cubetto con le pere e l'uva, delizioso. Il suo sapore è meno marcato del gorgonzola, è quasi come un gorgonzola cremoso con la consistenza del gorgonzola più stagionato.
Crocchette di polenta alla Toma blu
200 g di farina di mais gialla
500 ml di latte
500 ml di acqua
sale
250 g di Toma blu
2 uova
2 mezzi gusci di latte
farina bianca
pangrattato
olio extravergine d'oliva
Portiamo a bollore l'acqua con il latte e un cucchiaio circa di sale grosso.
Uniamo la farina a pioggia, lasciamo addensare mescolando, poi abbassiamo la pentola al minimo coprendola con un canovaccio umido e il coperchio e lasciamo cuocere per 40 minuti circa. Uniamo due cucchiai di olio e versiamola in una teglia unta, allargandola in uno strato spesso 1-1,5 cm. Copriamo con la pellicola e lasciamo raffreddare. Poi tagliamola a quadratini. Inseriamo all'interno di ciascun quadratino un cubetto di formaggio e modelliamoli a palline grandi poco più di una noce. Passiamole nella farina, poi nell'uovo sbattuto con il latte e ancora nel pangrattato. Friggiamole in abbondante olio e serviamole caldissime.

2008-11-19

Raramente intitolo una ricetta guardando ai suoi colori ma in questo caso è stata la foto a guidarmi, tutti questi colori meritavano di essere citati. Altra rarità della ricetta sono le penne lisce che normalmente non utilizzo mai nelle mie preparazioni perchè adoro la pasta rigata. Stavolta però ho voluto rivedere la mia posizione perchè le penne utilizzate sono lisce ma trafilate al bronzo e la differenza sta tutta lì. Sono le penne Valledoro che i soci di un sementificio delle Madonie producono e che ho potuto assaggiare grazie a Mosto e Miele una bella bottega che vende on line i vini e i prodotti tipici siciliani.
Tornando alla ricetta il verde e il rosa non stanno per i classici asparagi e salmone di cui pure vi parlai, ma per i meno consueti piselli e mortadella, una ricetta semplice da preparare in pochissimo tempo.
Ingredienti per 2 porzioni:
160 g di penne lisce Valledoro
1/2 cipolla
olio extravergine d'oliva
1 tazza di piselli
1 dl di panna
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
Sale aromatico di cervia
80 g di mortadella
pepe nero di mulinello
Lasciamo appassire la cipolla tagliata finemente con un filo d'olio uniamo i piselli e copriamo di acqua, lasciamo cuocere i piselli, regoliamo di sale. Poi frulliamo metà dei piselli con la panna e il parmigiano. Lessiamo le penne e condiamole con la crema di piselli, i piselli interi e la mortadella tagliata a piccoli cubetti. Completiamo con una macinata di pepe ed eventualmente altro parmigiano.

2008-11-18

Non sono brava coi racconti ma devo a Lo questo piccolo sforzo perchè ho molto apprezzato l'originalità della sua idea, una sorta di "ricerca sul campo" che utilizzerà per la sua tesi di laurea.
Da quando ho ricevuto il suo invito mi sto chiedendo perchè ho iniziato a scrivere questo blog, ma la risposta, al di là di quella che ho scritto il giorno in cui ho iniziato quest'avventura e che stento quasi a riconoscere come mia, non ce l'ho.
Concludo quel primo post con questa precisa frase "Avere un blog mi faciliterà spero nel compito di dover trascrivere le mie ricette per parenti, amici e conoscenti. Chi vorrà informazioni dettagliate sulle mie preparazioni potrà attingere da questo diario", in realtà ritengo che a due anni da quella data avere un blog significhi per me, se non tutt'altro, ancora tant'altro rispetto a quello.
Se non so più perchè ho iniziato a scrivere, so però perchè continuo a farlo.
Questo blog è qualcosa di mio, di veramente mio, che posso gestire come voglio.
E' un'opportunità in più che mi sono voluta, seppure inconsapevolmente, regalare per parlare pubblicamente di ciò che amo, è l'opportunità che ho quotidianamente di conoscere gente nuova o di coltivare vecchie amicizie con i miei stessi interessi.
E' l'opportunità per non sentirmi "fuori dal mondo" pur vivendo in una ristrettissima realtà dove difficilmente avrei modo di confrontarmi con gente come me.
E' l'occasione che ho di arricchire me stessa.
Non mi resta che ringraziare Lo e i 1500 lettori che quotidianamente si affacciano a questa mia finestra e che sono lo stimolo quotidiano a fare sempre meglio, con l'augurio che un disegno di legge, a tutti i bloggers ormai tristemente noto, non diventi mai legge.

2008-11-17

Le meringhe o si adorano o si odiano, tertium non datur, purtroppo.
Io da un po’ di tempo a questa parte ho preso ad amare la loro consistenza vetrosa ed eterea, così l’altra volta mi chiedevo se con il forno nuovo, che ha finalmente un minimo ed un massimo, avrei potuto realizzarle e dal pensiero all’azione non ho impiegato poi tanto, complici anche le chiare d’uova sempre giacenti nel mio frigo.
Ovviamente sapete che non si può genericamente parlare di meringa dal momento che i pasticcieri suddividono la categoria in due sottocategorie, meringhe all’Italiana o a caldo e meringhe alla francese o a freddo.
Non è per mancanza di amor patrio che ho scelto di preparare le meringhe alla francese ma solo per mancanza di strumenti.
Per realizzare la meringa all’italiana lo zucchero va cotto ed occorre l’apposito termometro perché va spento ed aggiunto agli albumi quando ha raggiunto la giusta temperatura.
Insomma francesi o italiane che siano le meringhe sono sempre un piccolo miracolo di pasticceria e sono orgogliosa di averlo compiuto.
La sorpresa si riferisce al fatto che ho aggiunto all’impasto delle mandorle spellate, una lieve nota croccante e non zuccherosa in mezzo a tanta candida dolcezza.
Ingredienti:
150 g di albumi a temperatura ambiente
300 g di zucchero semolato fine
1 pizzico di sale
150 g di mandorle spellate (facoltative)
Montiamo gli albumi con il sale e lo zucchero per almeno mezz’ora finché il composto risulterà sodo gonfio e lucido, uniamo le mandorle e poi disponiamo la meringa a cucchiaiate su una teglia rivestita di carta da forno. Inforniamo a 50-60° (forno ventilato) per almeno 3-4 ore (secondo le dimensioni) e comunque fin quando risulteranno della consistenza desiderata, se le vogliamo completamente asciutte potrebbero impiegare anche 5-6 ore ma non lasciatevi tentare di aumentare la temperatura del forno per fare prima, il risultato sarebbero solo delle meringhe scure.

2008-11-14

Per la creazione di questo godurioso dessert mi sono ispirata alla famosa bevanda ideata da Joseph Sheridan nel 1942, per cui gli ingredienti base sono l'Whishey meglio se irlandese, il caffé e la panna fresca ovviamente.
Sulla qualità dei prodotti da me usati spero non abbiate dubbi, in ogni caso il caffé merita una nota perchè viene dalla bottega Esperya ed è un Sidamo, una delle tante varietà di arabica che nasce in Etiopia sugli altopiani del Corno d'Africa. Uno dei rarissimi caffè al mondo in cui l'acidita è del tutto assente perchè sopraffatta dalla dolcezza e dai sentori di frutta matura, di albicocca e mango, di cannella e spezie.
Ma torniamo a noi e al nostro dessert, non fatevi spaventare dalle dosi perchè ne vengono fuori ben 12 porzioni se servito in bicchiere o nelle tazze da thè così come ho fatto io.
Ingredienti:
500 g di mascarpone
4 tuorli
250 g di zucchero semolato
30 ml di Whishey + 4 cucchiai
4 tazzine c.a. di Caffé Ethiopia Sidamo Washed Grade 2
Savoiardi
200 ml di panna fresca
chicchi di caffè per decorare
Lavoriamo i tuorli con lo zucchero, uniamo il mascarpone poi aggiungiamo i 30 ml di liquore. Bagnamo i savoiardi nel caffè (non zuccherato) corretto col Whishey restante e formiamo un primo strato nelle tazze, copriamo con la crema, poi facciamo un'altro strato di biscotti inzuppati e chiudiamo con la crema. Montiamo la panna e usiamola per decorare il dolce completando con i chicchi di caffé.

2008-11-12

Sembrerebbe un piatto estivo, considerato che i cakes sono cibo da pic-nic e simili, ma la presenza nell'impasto dei broccoli e dello Speck di Carrè Bernardi della bottega Esperya, legato e affumicato ancora in modo tradizionale, rendono questi cakes caldi e confortanti al punto giusto.
Un'idea per ben iniziare una cena novembrina o, in versione ancora più ridotta, lo stuzzichino giusto per i buffet delle prossime festività.
Ingredienti per 5 cakes individuali o per uno grande:
3 uova
150 g di farina
1 bustina di lievito per torte salate
1 dl di latte
1 dl di olio extravergine d'oliva
3 cucchiaiate di parmigiano grattugiato
75 g di Speck di Carrè
150 g di broccoli lessati
farina e olio per friggere
sale e pepe q.b.
Passiamo i broccoli a cimette piccole nella farina e friggiamoli in olio bollente, asciughiamo su carta assorbente. Lavoriamo le uova con la farina mescolata al lievito, l'olio, il latte, il parmigiano e un pizzico di sale e pepe. Uniamo i broccoli e lo Speck tagliato a cubetti. Versiamo il composto nelle tegline da mini plum-cake o in una teglia da plum-cake grande imburrata e infarinata. Inforniamo a 180° per 25-30 minuti o finchè facendo la prova delo stecchino lo stesso risulterà asciutto.
Mi sembra la ricetta adatta per partecipare alla raccolta di Antonella dal simpatico titolo Ecchecavolo!!!

2008-11-11

Lo spezzatino di vitello l'ho sempre preparato con le patate o in alternativa coi piselli, al massimo mi ero spinta alla cipolla. Ai capperi, invece, non avevo mai pensato e c'è da leccarsi i baffi, come si suol dire. La ricetta viene da un numero di Cucina Italiana, roba di qualche annetto fa che ogni tanto mi piace rispolverare. E' una ricetta semplice e con pochi ingredienti per cui non vi resta che provarla.
Ingredienti per 4 persone:
700 g di spezzatino di vitello
300 g di porri
1 cucchiaio di capperi sotto sale
la scorza di un limone
vino bianco secco
brodo vegetale
olio extravergine d'oliva
sale e pepe
Scottiamo la carne con un velo d'olio rosolandola per bene da tutti i lati. Uniamo i porri tagliati a rondelle, la buccia del limone e i capperi, lasciamo insaporire, bagnamo col vino e poi con il brodo. Lasciamo stufare a fuoco medio per almeno tre quarti d'ora e poi serviamo con il fondo di cottura.

2008-11-10

Torno a parlarvi di cartoline chiudendo la prima serie con una ricetta di crema caramellata tratta da "Una mela al giorno" di Andrea Costantini, il libro dedicato al frutto storicamente più seducente.
E' piacevole poter assaporare già con gli occhi, attraverso le curatissime immagini di Stefania Sainaghi, gli innumerevoli impieghi di questo frutto, solo apparentemente, ordinario.
Io mi sono cimentata con la Crema cotta caramellata alle mele, attratta dallo zucchero brunito, incontrando difficoltà proprio nell'ultimo passaggio causa la mancanza dell'apposito attrezzino. Mi sono ingegnata col grill del forno restando comunque deliziata dal sapore e dal profumo di questo semplice e goloso dessert.

Ingredienti per 6 cocottine:
250 ml di latte fresco
250 ml di panna fresca
1/2 baccello di vaniglia
5 tuorli
50 g di zucchero
200 g di purè di mele Golden Delicius cotte
20 g di miele di tiglio
zucchero di canna demerara

Portiamo a bollore il latte con la panna e la vaniglia incisa per lungo. Montiamo i tuorli con lo zucchero e versiamo sopra essi, a filo, il liquido bollente continuando a mescolare. Unaimo il purè di mele e il miele e lasciamo riposare un paio d'ore. Poi versiamo nelle cocotte. Cuociamo in forno a bagnomaria a 100°C per almeno un'ora e mezza poi lasciamo raffreddare in frigo per 4-5 ore. Solverizziamo la superficie con lo zucchero e poi caramelliamolo con il cannello o un saldatore oppure.
Ora visto che il Natale si avvicina che ne dite di una cartolina da ragalare? E' uscita la nuova serie di Cartoline dalla Cucina:
I titoli sono invitanti almeno quanto quelli della prima serie. I dettagli su Bibliotheca Culinaria dove li trovate scontati.

2008-11-07

Nel nuovo articolo della mia rubrica su UnBuonBicchierezine di Stefano Buso un piatto ricco che racchiude in sè la mia Calabria: Teglia di patate e salsiccia al finocchietto selvatico.
Il piatto ideale per assaggiare il vino nuovo in compagnia.
Nella cucina troviamo la cultura di un popolo ma anche la sua storia, perchè è spesso con le ricette che le tradizioni vengono tramandate.
Dalla constatazione che ognuno conserva nella propria memoria una sorta di "calendario della cucina", nel quale sono idealmente segnati i piatti tipici, oltre che dalla più concreta esigenza di reperire fondi per il restauro di una piccola chiesa a S. Michele a Terlano, nasce l'idea di Laura Cagol, assessore alla cultura di Terlano (BZ), di raccogliere, attraverso le ricette appunto, i ricordi e le emozioni delle donne italiane. L'insieme dei tasselli compone un variegato mosaico della cultua gastronomica del nostro paese. Il libro porta il titolo
La cucina siamo noi ed è edito da Raetia.

Le ricette del libro sono semplici come le storie delle donne, ne è un esempio questa meravigliosa torta di patate che ho rielaborato un pò a mio modo, aggiungendo del formaggio e una macinata di pepe.
Ingredienti:
2 patate grandi
50-100 g di farina (io ne ho messo due cucchiaiate colme)
sale
1 uovo
olio extravergine d'oliva
formaggio e pepe a piacere
Peliamo e grattugiamo le patate, raccogliamole in una ciotola ed amalgamiamole con la farina, l'uovo e un pizzico di sale. Scaldiamo la padella unta d'olio e versiamo al suo interno il composto di patate livellandolo bene. Copriamo e lasciamo dorare, poi giriamo la torta e doriamo l'altro lato. A fuoco spento cospargiamo di provolone dolce e pepe nero, copriamo e lasciamo che il formaggio si sciolga qualche minuto. Serviamo ancora calda.

2008-11-06

Avete presente quell'incredulità che ti prende quando riesci a realizzare qualcosa che pensavi si potesse solo comprare già pronto? Che so effetto bignè perfetto o sofficini... ecco avete capito, è la stessa sensazione che ho avuto quando ho "spadellato" queste piadine.
In realtà la ricetta era tra i miei mille appunti chissà da quando, credo di averla sentita in un programma tv scrivendo gli ingredienti in estemporanea ma era così imprecisa che mi son detta farò un tentativo e vediamo cosa ne esce.
Per fare la piadina pensavo ci volessero lo strutto e il lievito, questa ricetta invece non prevede l'utilizzo nè dell'uno nè dell'altro eppure è perfetta. Ovviamente credo che la differenza l'abbia fatta anche la farina, ormai mi sono così affezionata alla 0 biscotto di Plurimix-point che me la porterei pure in tribunale, scherzo ovviamente.
Iniziate a prendere la padella a bordo basso, ecco a voi signori la piadina sfogliata.
Ingredienti per 6 piadine grandi o 12 piccole (come quelle della foto):
300 g di farina di frumento 0 biscotto di Plurimix-point
2 cucchiai di olio extravergine doliva
1 cucchiaino di sale
2 cucchiai di ricotta
acqua q.b.
Impastiamo gli ingredienti aggiungendo acqua quanto ne occorre a formare un impasto solido che si stacca dalle mani. Lasciamo riposare l'impasto per mezz'ora circa. Poi suddividiamolo in 6 o 12 palline a seconda della dimensione desiderata e iniziamo a stendere col mattarello, dando alla sfoglia la forma tonda. Intanto scaldiamola padella antiaderente (quella da crepes o da piadina appunto) e cuociamo le piadine una alla volta rigirandola da entrambi i lati. Una volta pronte le piadine basterà scaldarle di nuovo sulla piastra e farcirle a piacere. Nel mio caso con salmone affumicato, scamorza e indivia riccia oppure mortadella, scamorza e rucola, sta a voi la scelta.

2008-11-05

Ma avete idea di quanto ho girato per trovare gli stampini bianchi da muffin con le pieghettine come quelli americani? Tanto vi assicuro, qua in giro meglio a non parlarne...il deserto. Alla fine ho visto che su Plurimix-point non solo ce li avevano ma ne avevano pure una grande scelta. Appena avuto l'oggetto del desiderio tra le mani non mi restava che applicarmi.
Diciamo che poi in effetti non mi faccio pregare più di tanto per preparare dolci.
Insomma avendo voglia di un dolce buono ma poco tempo a disposizione cosa vi viene in mente? A me la sette vasetti senza dubbio! E così eccone un'altra versione, con yogurt bianco, mele e gocce di cioccolato il risultato è assicurato.
Ingredienti per 16-18 tortine:
1 vasetto di yogurt
1 di olio extravergine d'oliva (delicato)
2 vasetti di zucchero
3 vasetti di farina biscotto Plurimix-point
1 bustina di lievito vanigliato
3 uova
3-4 cucchiai di gocce di cioccolato
2-3 mele golden
Lavoriamo i tuorli con lo zucchero e lo yogurt, aggiungiamo l'olio e la farina setacciata col lievito, in ultimo incorporiamo gli albumi montati a neve e le gocce di cioccolato.
Suddividiamo il composto negli stampini e disponiamo sopra ognuno qualche fettina di mela. Cospargiamo con un pò di zucchero di canna ed inforniamo a 180° per 20-25 minuti.
A colazione, con il thè, davanti alla tv non vi resta in pratica che scegliere quando gustarle.

2008-11-03

Sabato sera avevamo deciso di passare una serata tra amici, senza fronzoli, senza formalismi né raffinatezze, giusto per passare un po’ di tempo insieme a casa invece che in un freddo locale davanti ad un discreto piatto.
L’idea era quella del piatto unico, solo che poi, complici il pranzo dalla mamma e il pomeriggio a casa tutto per me (si fa per dire visto che avevo da lavare stendere e stirare) ho deciso di aggiungere alla cena un bel primo piatto. Un piatto poco impegnativo il cui risultato però è stato gradito da tutti.
Posso giurare che non è avanzato nemmeno uno gnocchetto, quindi fate voi…
Ingredienti per 6 persone:
500 g di gnocchetti di pasta
300 ml di panna fresca
100 g di pancetta affumicata
300 g di funghi misti con porcini
1 spicchio d’aglio
Olio extra vergine d’oliva
1 foglia d’alloro
100 g di provolone dolce
6 cucchiaiate di parmigiano reggiano grattugiato
1 bicchierino di vino bianco
sale e pepe
Versiamo in una padella un filo d’olio, l’aglio, la pancetta tagliata a cubetti, la foglia d’alloro ed i funghi, sfumiamo col vino bianco e poi lasciamoli cuocere per 10-15 minuti. Eliminiamo l’aglio e l’alloro ed uniamo la panna , lasciamo un po’ restringere e regoliamo di sale e pepe. Lessiamo la pasta al dente e condiamola con il sughetto ai funghi preparato. Uniamo il provolone grattugiato grossolanamente ed il parmigiano grattugiato. Suddividiamo la pasta in sei cocotte da forno, oppure in unica teglia. Lasciamo dorare in forno per circa 15 minuti e serviamo.
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