2008-12-05

Macarons ai pistacchi

Io non demordo facilmente e così mi son detta perchè non ritentare con i macarons? Abbandonata la complicata ricetta di Cucina Italiana (caso raro in cui mi trovo a dissentire dalla nota e apprezzata rivista), mi sono ricordata che tempo fa la simpaticissima Giulia-Delizia nel suo blog aveva fatto un'improbabile traduzione della perfetta e quasi semplice ricetta passatale in lingua originale da Adrenalina. Ho utilizzato esattamente quella ricetta modificandola però in versione pistacchi.
Insomma alla fine ho preparato dei macarons quasi degni del nome che portano, non fosse che li ho lasciati in forno 1-2 minuti più del necessario (forse, credo) e che erano di taglia un pò esagerata.
Se volete cimentarvi avete un lungo week-end che vi attende, personalmente per non rischiare la solita maratona da fine settimana in cucina me ne vado a riposare in montagna.

Ingredienti:
2 albumi (circa 70-80 g)
150 g di zucchero a velo
50 g di mandorle
50 g di pistacchi
1 cucchiaio di zucchero semolato
alcune gocce di succo di limone
Premetto che invece della farina di mandorle ho usato mandorle e pistacchi "veri" che ho polverizzato nel mio Braun perchè il sapore ed il risultato sono a mio parere migliori.
Uniamo in una ciotola le due polveri (di mandorle e pistacchi) e lo zucchero a velo, setacciandoli insieme, più il composto sarà fine più il risultato sarà buono. Montiamo gli albumi (non freschissimi e neppure freddi) con qualche goccia di limone, quando il composto avrà preso consistenza uniamo il cucchiaio di zucchero e continuiamo a montare fino ad avere una meringa ferma e lucida, uniamo la miscela preparata in precedenza e amalgamiamo bene. Versiamo il composto ottenuto in una sacca da pasticciere e su una placca rivestita di carta da forno formiamo dei mucchietti tondi e lisci. Lasciamoli riposare per almeno mezz'ora ricordando che tale tempo è essenziale per un buon risultato e poi inforniamo a 160° per circa 12 minuti, non devono scurirsi ma devono staccarsi dalla carta. Una volta raffreddati farciamoli con una crema a nostro piacere, io ho usato la stessa dell'altra volta perchè ha la giusta consistenza ed un ottimo sapore, ma va bene anche una semplice ganache al cioccolato.
La prossima settimana qualche piccolo consiglio per i regali di Natale!!!

Macarons ai pistacchi

Io non demordo facilmente e così mi son detta perchè non ritentare con i macarons? Abbandonata la complicata ricetta di Cucina Italiana (caso raro in cui mi trovo a dissentire dalla nota e apprezzata rivista), mi sono ricordata che tempo fa la simpaticissima Giulia-Delizia nel suo blog aveva fatto un'improbabile traduzione della perfetta e quasi semplice ricetta passatale in lingua originale da Adrenalina. Ho utilizzato esattamente quella ricetta modificandola però in versione pistacchi.
Insomma alla fine ho preparato dei macarons quasi degni del nome che portano, non fosse che li ho lasciati in forno 1-2 minuti più del necessario (forse, credo) e che erano di taglia un pò esagerata.
Se volete cimentarvi avete un lungo week-end che vi attende, personalmente per non rischiare la solita maratona da fine settimana in cucina me ne vado a riposare in montagna.

Ingredienti:
2 albumi (circa 70-80 g)
150 g di zucchero a velo
50 g di mandorle
50 g di pistacchi
1 cucchiaio di zucchero semolato
alcune gocce di succo di limone
Premetto che invece della farina di mandorle ho usato mandorle e pistacchi "veri" che ho polverizzato nel mio Braun perchè il sapore ed il risultato sono a mio parere migliori.
Uniamo in una ciotola le due polveri (di mandorle e pistacchi) e lo zucchero a velo, setacciandoli insieme, più il composto sarà fine più il risultato sarà buono. Montiamo gli albumi (non freschissimi e neppure freddi) con qualche goccia di limone, quando il composto avrà preso consistenza uniamo il cucchiaio di zucchero e continuiamo a montare fino ad avere una meringa ferma e lucida, uniamo la miscela preparata in precedenza e amalgamiamo bene. Versiamo il composto ottenuto in una sacca da pasticciere e su una placca rivestita di carta da forno formiamo dei mucchietti tondi e lisci. Lasciamoli riposare per almeno mezz'ora ricordando che tale tempo è essenziale per un buon risultato e poi inforniamo a 160° per circa 12 minuti, non devono scurirsi ma devono staccarsi dalla carta. Una volta raffreddati farciamoli con una crema a nostro piacere, io ho usato la stessa dell'altra volta perchè ha la giusta consistenza ed un ottimo sapore, ma va bene anche una semplice ganache al cioccolato.
La prossima settimana qualche piccolo consiglio per i regali di Natale!!!

2008-12-04

Fiocchi di neve...

...per la colazione di Natale. Semplici gallette da The, poco dolci, con una nota golosa di cioccolato fondente che per Natale prendono la forma di candidi fiocchi di neve. Vi do la ricetta e per l'insolito stampino non vi resta che dare una sbirciatina sul sito di Plurimix-point, siete ancora in tempo per averlo a Natale.
Ingredienti
120 g di farina 0 biscotto o farina 00
80 g di semolino
40 g di zucchero semolato
120 g di burro
40 g di cioccolato fondente
1 uovo
1 pizzico di sale
zucchero a velo
Impastiamo nel mixer la farina, il semolino, il burro freddo, lo zucchero e il sale, uniamo l'uovo e poi il cioccolato tritato. Raccogliamo l'impasto in un foglio di pellicola e lasciamolo riposare in frigorifero. Poi stendiamo con il mattarello e ritagliamo i biscotti con la formina scelta. Disponiamoli su una placca rivestita di carta da forno e inforniamo per 15 minuti circa a 180°. Spolveriamo di zucchero a velo.

Fiocchi di neve...

...per la colazione di Natale. Semplici gallette da The, poco dolci, con una nota golosa di cioccolato fondente che per Natale prendono la forma di candidi fiocchi di neve. Vi do la ricetta e per l'insolito stampino non vi resta che dare una sbirciatina sul sito di Plurimix-point, siete ancora in tempo per averlo a Natale.
Ingredienti
120 g di farina 0 biscotto o farina 00
80 g di semolino
40 g di zucchero semolato
120 g di burro
40 g di cioccolato fondente
1 uovo
1 pizzico di sale
zucchero a velo
Impastiamo nel mixer la farina, il semolino, il burro freddo, lo zucchero e il sale, uniamo l'uovo e poi il cioccolato tritato. Raccogliamo l'impasto in un foglio di pellicola e lasciamolo riposare in frigorifero. Poi stendiamo con il mattarello e ritagliamo i biscotti con la formina scelta. Disponiamoli su una placca rivestita di carta da forno e inforniamo per 15 minuti circa a 180°. Spolveriamo di zucchero a velo.

2008-12-03

Risotto alla zucca, nocciole e Pecorino di Fossa Aromatico


Il formaggio di fossa in questi ultimi anni è diventato di grande fama. E' uno di quei prodotti che inizialmente nati per necessità si ritrovano oggi ad avere un posto d'onore tra le prelibatezze della gastronomia.
Diversi sono i formaggi di fossa e sono particolarmente apprezzati perchè riescono a mantenere la loro scioglievolezza anche dopo diversi mesi di stagionatura acquisendo nel tempo dei sentori di erbe e sottobosco.
Questo Pecorino di Fossa Aromatico che ho trovato su Esperya è un formaggio raro e particolare perchè (come leggerete nella scheda) è sottoposto, secondo la tradizione appenninica umbro - casentinese, prima dell’ infossatura ad una completa speziatura della crosta con un mix di erbe/aromi collinari e montani fra i quali, tra gli altri, alloro, ginepro, timo serpillo, tarassaco, menta, rosmarino, finocchietto selvatico. Il sottocrosta assume quindi dei sentori vegetali e speziati che persistono anche nella parte più interna della forma dove la polpa è succulenta e sapida proprio come piace a me.
Ho pensato di enfatizzare questi aromi vegetali utilizzandolo a scaglie per completare un risottino che presentava le dolci note della zucca coniugate con l'aroma del rosmarino e la croccantezza delle noci tostate. Matrimonio da ripetere.

Ingedienti per 2:

2 tazzine colme di riso Vialone nano o Carnaroli

1 tazzina di nocciole

1 fetta di zucca

1/4 di cipolla bionda

1 rametto di rosmarino

olio extravergine d'oliva

brodo vegetale

Pecorino di Fossa Aromatico

Spezzettiamo grossolanamente le nocciole e tostiamole nella pentola senza alcun condimento insieme al riso. Teniamo da parte e nella stessa pentola, in un fondo d'olio, facciamo imbiondire la cipolla tritata con un pò di rosmarino, uniamo la zucca a piccoli cubetti e il riso con le nocciole, copriamo col brodo e portiamo a cottura. Versiamo poi nei piatti e copriamo con scaglie di Pecorino di Fossa Aromatico e dell'altro rosmarino tritato.

Risotto alla zucca, nocciole e Pecorino di Fossa Aromatico


Il formaggio di fossa in questi ultimi anni è diventato di grande fama. E' uno di quei prodotti che inizialmente nati per necessità si ritrovano oggi ad avere un posto d'onore tra le prelibatezze della gastronomia.
Diversi sono i formaggi di fossa e sono particolarmente apprezzati perchè riescono a mantenere la loro scioglievolezza anche dopo diversi mesi di stagionatura acquisendo nel tempo dei sentori di erbe e sottobosco.
Questo Pecorino di Fossa Aromatico che ho trovato su Esperya è un formaggio raro e particolare perchè (come leggerete nella scheda) è sottoposto, secondo la tradizione appenninica umbro - casentinese, prima dell’ infossatura ad una completa speziatura della crosta con un mix di erbe/aromi collinari e montani fra i quali, tra gli altri, alloro, ginepro, timo serpillo, tarassaco, menta, rosmarino, finocchietto selvatico. Il sottocrosta assume quindi dei sentori vegetali e speziati che persistono anche nella parte più interna della forma dove la polpa è succulenta e sapida proprio come piace a me.
Ho pensato di enfatizzare questi aromi vegetali utilizzandolo a scaglie per completare un risottino che presentava le dolci note della zucca coniugate con l'aroma del rosmarino e la croccantezza delle noci tostate. Matrimonio da ripetere.

Ingedienti per 2:

2 tazzine colme di riso Vialone nano o Carnaroli

1 tazzina di nocciole

1 fetta di zucca

1/4 di cipolla bionda

1 rametto di rosmarino

olio extravergine d'oliva

brodo vegetale

Pecorino di Fossa Aromatico

Spezzettiamo grossolanamente le nocciole e tostiamole nella pentola senza alcun condimento insieme al riso. Teniamo da parte e nella stessa pentola, in un fondo d'olio, facciamo imbiondire la cipolla tritata con un pò di rosmarino, uniamo la zucca a piccoli cubetti e il riso con le nocciole, copriamo col brodo e portiamo a cottura. Versiamo poi nei piatti e copriamo con scaglie di Pecorino di Fossa Aromatico e dell'altro rosmarino tritato.

2008-12-02

Krapfen salati al pecorino fresco e scarola

Lo so che il krapfen è un dolce, ma che ci volete fare ogni tanto mi prende così e se pur Carnevale è lontano mi piace scherzare anche a tavola presentando dei dorati e soffici krapfen che invece di crema o confettura contenevano del goloso pecorino fresco al pepe rosso siciliano speditomi da Mosto e Miele e una forchettata di scarola saltata semplicemente con un filo d'olio e aglio. Va da se che il ripieno potete scieglierlo a vostro gusto ma questa accoppiata mi ha particolarmente soddisfatta.
Andiamo alla ricetta che lo so che state fremendo
Per i Krapfen:
200 g di farina 00
125 g di manitoba
15 g di lievito di birra fresco
170 g di patate (una grande circa) cotta al vapore e schiacciata
50 g di ricotta
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di sale
25 g di burro morbido
1 uovo
latte tiepido 75 ml c.a.
Per il ripieno:
pecorino fresco al pepe rosso
scarola saltata in padella con olio e aglio
olio d'oliva per friggere
Setacciamo le due farine, formiamo la fontana e sistemiamo in una fossetta laterale il sale. Al centro poniamo , lo zucchero, la ricotta, il burro, la patata, l'uovo ed il lievito sciolto nel latte tiepido. La dose del latte è indicativa perchè dipende dalla farina e dall'umidità degli altri ingredienti (ricotta, patata). Lavoriamo bene il composto che deve risultare morbido ma non appiccicoso. Poniamolo a lievitare in una ciotola coperta di pellicola fino al raddoppio, poi lavoriamolo di nuovo con le mani e stendiamolo in uno strato sottile dal quale ricaveremo tanti dischetti 6-7 cm a piacere. Su una metà dei dischi poniamo un pezzetto di pecorino e una forchettata di verdura, richiudiamo con gli altri dischi, sigillando i bordi con un pennellino intinto nell'acqua, pressando poi bene con le dita. Lasciamo di nuovo lievitare, sul piano infarinato, per circa mezz'ora, poi friggiamo in abbondante olio finchè risulteranno dorati e leggerissimi.

2008-12-01

Crostata con crema di limoni

Devo dire che quando ho saputo dell'uscita del libro Crostate per tutte le stagioni su Bibliotheca Culinaria ho iniziato a sognarne il contenuto, quando poi ho saputo che era scritto da una delle coppie più simpatiche della Tv (Pasta e Fagioli su Alice) Stefano Fagioli e Monica Bianchessi ho avuto la certezza di non potervi resistere.
Ce ne sono 28, veramente per tutte le stagioni, illustrate magnificamente da Stefania Sainaghi e tutte golose e di semplice esecuzione, com'è nello stile degli autori. Le ricette sono precedute da preziosi consigli sugli impasti base e le cotture, per rendere l'esecuzione quasi un gioco da ragazzi.
Ho iniziato con questa di limoni, dato che il mio albero ne trabocca, ma mia cugina mi ha lasciato già la lista delle prossime: Crostata cremosa alla ricotta, Crostata di riso, Crostata alle nocciole con crema al cioccolato e via dicendo.
Ingredienti per uno stampo da 24 cm
Per la frolla:
170 g di farina 00
100 g di burro freddo
70 g di zucchero a velo
2 tuorli
la scorza grattugiata di mezza arancia
1 pizzico di sale
Per la crema al limone:
2 grossi limoni non trattati
4 uova grandi
175 g di zucchero semolato
125 g di panna fresca
Per guarnire:
2 limoni piccoli non trattati
300 g di acqua
130 g di zucchero semolato
2 cucchiai di mandorle a lamelle
Impastiamo al mixer farina e burro freddo, aggiungiamo zucchero, i tuorli, la scorza d'arancia grattugiata (io ho messo scorza di limone che l'arancia non l'avevo) e il sale. Amalgamiamo bene sempre con il mixer poi avvolgiamo l'impasto in pellicola e lasciamolo risposare in frigo per mezz'ora. Stendiamolo e ricaviamone un disco di mezzo centimetro circa col quale foderiamo uno stampo da crostata formando il bordo. Bucherelliamo il fonndo, copriamo con carta da forno e con legumi o perle da cottura. Inforniamo a 170° per 10 minuti, poi leviamo i legumi e la carta e proseguiamo la cottura per altri 10 minuti. Prepariamo la crema mescolando con una frusta le uova con lo zucchero, uniamo il succo dei limoni e la panna fresca. Cuociamo a bagnomaria finché si addensa (gli autori dicono che deve arrivare a 82° e mantenere la temperatura per 3 minuti, io ho fatto ad occhio). Quando la crema è fredda la versiamo nell'involucro di frolla. Prepariamo lo sciroppo con acqua e zucchero, uniamo i limoni tagliati a fettine sottili e lasciamoli cuocere finché risulteranno trasparenti. Usiamo le rondelle di limone per decorare la superficie del dolce, spargiamo sopra le lamelle di mandorle e inforniamo a 170° per altri 10 minuti. Lasciamo raffreddare la crostata prima di servirla, consiglio di farla il giorno prima è meravigliosa.

Crostata con crema di limoni

Devo dire che quando ho saputo dell'uscita del libro Crostate per tutte le stagioni su Bibliotheca Culinaria ho iniziato a sognarne il contenuto, quando poi ho saputo che era scritto da una delle coppie più simpatiche della Tv (Pasta e Fagioli su Alice) Stefano Fagioli e Monica Bianchessi ho avuto la certezza di non potervi resistere.
Ce ne sono 28, veramente per tutte le stagioni, illustrate magnificamente da Stefania Sainaghi e tutte golose e di semplice esecuzione, com'è nello stile degli autori. Le ricette sono precedute da preziosi consigli sugli impasti base e le cotture, per rendere l'esecuzione quasi un gioco da ragazzi.
Ho iniziato con questa di limoni, dato che il mio albero ne trabocca, ma mia cugina mi ha lasciato già la lista delle prossime: Crostata cremosa alla ricotta, Crostata di riso, Crostata alle nocciole con crema al cioccolato e via dicendo.
Ingredienti per uno stampo da 24 cm
Per la frolla:
170 g di farina 00
100 g di burro freddo
70 g di zucchero a velo
2 tuorli
la scorza grattugiata di mezza arancia
1 pizzico di sale
Per la crema al limone:
2 grossi limoni non trattati
4 uova grandi
175 g di zucchero semolato
125 g di panna fresca
Per guarnire:
2 limoni piccoli non trattati
300 g di acqua
130 g di zucchero semolato
2 cucchiai di mandorle a lamelle
Impastiamo al mixer farina e burro freddo, aggiungiamo zucchero, i tuorli, la scorza d'arancia grattugiata (io ho messo scorza di limone che l'arancia non l'avevo) e il sale. Amalgamiamo bene sempre con il mixer poi avvolgiamo l'impasto in pellicola e lasciamolo risposare in frigo per mezz'ora. Stendiamolo e ricaviamone un disco di mezzo centimetro circa col quale foderiamo uno stampo da crostata formando il bordo. Bucherelliamo il fonndo, copriamo con carta da forno e con legumi o perle da cottura. Inforniamo a 170° per 10 minuti, poi leviamo i legumi e la carta e proseguiamo la cottura per altri 10 minuti. Prepariamo la crema mescolando con una frusta le uova con lo zucchero, uniamo il succo dei limoni e la panna fresca. Cuociamo a bagnomaria finché si addensa (gli autori dicono che deve arrivare a 82° e mantenere la temperatura per 3 minuti, io ho fatto ad occhio). Quando la crema è fredda la versiamo nell'involucro di frolla. Prepariamo lo sciroppo con acqua e zucchero, uniamo i limoni tagliati a fettine sottili e lasciamoli cuocere finché risulteranno trasparenti. Usiamo le rondelle di limone per decorare la superficie del dolce, spargiamo sopra le lamelle di mandorle e inforniamo a 170° per altri 10 minuti. Lasciamo raffreddare la crostata prima di servirla, consiglio di farla il giorno prima è meravigliosa.

2008-11-28

Scialatielli al limone con polpettine di alici e pinoli

Due settimane fa su Repubblica nelle pagine dedicate al weekend sotto la voce un posto insolito trovo un titolo accattivante: Bottega delle rarità con l'oro per risotti, inizio a leggete e scopro un posto speciale, un vero rifugio per gourmand dove trovare le cose più insolite, l'oro e l'argento fusi per uso alimentare, le alghe per i sushi, le tagliatelle al cacao etc. E' l'Enoteca di Leva a Gragnano, ma la sorpresa più bella ce l'ho navigando tra le loro pagine dove scopro sali da tutto il mondo e numerose altre eccentricità oltre alla classica e rinomata pasta di Gragnano e tutto veramente a portata di tutti perchè ordinabile on line. Il mio pacco è già arrivato e come primo esperimento posto gli Scialatielli al limone con cui ho preparato un meraviglioso primo arricchito da polpettine di freschissime alici, pinoli ed una spolverata di bottarga di tonno.
Ingredienti per 4 persone:
350 g di Scialatielli al limone di Gragnano

24 alici
3 cucchiaini di bottarga di tonno grattugiata
6 cucchiai di mollica di pane
1 uovo
la scorza grattugiata di un limone + qualche goccia di succo
pangrattato
2 cucchiai di pinoli
olio extravergine d'oliva
1 spichio d'aglio + aglio in polvere
prezzemolo
sale e pepe
Frulliamo le alici crude con la mollica di pane, un cucchiaino di bottarga, l'uovo, sale, pepe, la punta di un cucchiaino di aglio in polvere, la scorza di limone e qualche goccia di succo. Ricaviamo dall'impasto tante piccole polpette che rotoleremo nel pangrattato. Versiamo un filo d'olio inuna padella con l'aglioe rosoliamo le polpettine da tutti i lati, uniamo la bottarga restante e i pinoli tostati. Lessiamo la pasta e condiamola con il condimento di polpettine, il prezzemelo tritato ed un filo d'olio a crudo.

Scialatielli al limone con polpettine di alici e pinoli

Due settimane fa su Repubblica nelle pagine dedicate al weekend sotto la voce un posto insolito trovo un titolo accattivante: Bottega delle rarità con l'oro per risotti, inizio a leggete e scopro un posto speciale, un vero rifugio per gourmand dove trovare le cose più insolite, l'oro e l'argento fusi per uso alimentare, le alghe per i sushi, le tagliatelle al cacao etc. E' l'Enoteca di Leva a Gragnano, ma la sorpresa più bella ce l'ho navigando tra le loro pagine dove scopro sali da tutto il mondo e numerose altre eccentricità oltre alla classica e rinomata pasta di Gragnano e tutto veramente a portata di tutti perchè ordinabile on line. Il mio pacco è già arrivato e come primo esperimento posto gli Scialatielli al limone con cui ho preparato un meraviglioso primo arricchito da polpettine di freschissime alici, pinoli ed una spolverata di bottarga di tonno.
Ingredienti per 4 persone:
350 g di Scialatielli al limone di Gragnano

24 alici
3 cucchiaini di bottarga di tonno grattugiata
6 cucchiai di mollica di pane
1 uovo
la scorza grattugiata di un limone + qualche goccia di succo
pangrattato
2 cucchiai di pinoli
olio extravergine d'oliva
1 spichio d'aglio + aglio in polvere
prezzemolo
sale e pepe
Frulliamo le alici crude con la mollica di pane, un cucchiaino di bottarga, l'uovo, sale, pepe, la punta di un cucchiaino di aglio in polvere, la scorza di limone e qualche goccia di succo. Ricaviamo dall'impasto tante piccole polpette che rotoleremo nel pangrattato. Versiamo un filo d'olio inuna padella con l'aglioe rosoliamo le polpettine da tutti i lati, uniamo la bottarga restante e i pinoli tostati. Lessiamo la pasta e condiamola con il condimento di polpettine, il prezzemelo tritato ed un filo d'olio a crudo.

2008-11-27

Ringraziamento all'italiana: dadi di tacchino alla birra con zucca paprikata

Oggi negli Stati Uniti d'America ricorre il Thanksgiving Day - il giorno del Ringraziamento - festa nata, pare, per celebrare la fine della stagione del raccolto e divenuta momento di aggregazione familiare. Confesso che ho sempre un pò invidiato agli americani questa festa, la loro unione, il loro lucido e ripieno tacchino, le patate dolci, le salsette e la torta di zucca finché non ho scoperto che in effetti tutto questo ben di Dio viene consumato intorno alle cinque del pomeriggio. Ma vi immaginate lasciare il lavoro e correre a casa a rimpinzarsi di tacchino e mostarde nel cuore del pomeriggio? Le tradizioni sono tradizioni però e io voglio ricordare questo giorno speciale con il mio ringraziamento all'italiana...il tacchino c'è e la zucca altrettanto composti però in modo lievemente più fantasioso.
Normalmente per la cottura della carne uso il vino ma in questo periodo sto scoprendo una bevanda un pò trascurata la birra che, in effetti, con le sue infinite varietà poco ha da invidiare al vino abbinadosi egregiamente sempre più spesso a piatti raffinati invece che alla solita pizza. Quella usata è una birra speciale e se dico speciale so già cosa pensate, Esperya appunto, la birra è la Super Le Baladin una doppio malto di 8% vol. con una leggera e molto gradevole nota amara che ha reso il mio tacchino un piatto originale da accompagnare ad un buon bicchiere di questa pregiata birra.
Ecco a voi la ricetta che è estrememanete semplice da eseguire ma di grande risultato.
Dadi di tacchino alla birra con zucca paprikata
Ingredienti per 4 persone
Per la carne:
4- 5 fette di ossobuco di tacchino (circa 1 Kg)
2 bicchieri di Birra Super Le Baladin (doppio malto)
2 cucchiai di maizena
1 spicchio d'aglio
2 rametti di rosmarino
sale dolce di Cervia
olio extravergine d'oliva
Per la zucca:
1 kg c.a. di polpa di zucca
1 spicchio d'aglio
olio extravergine d'olivaù
1 cucchiaiata abbondante di paprika
sale e pepe
Puliamo le fette di tacchino dalla pelle, dal grasso e dalle ossa e ricaviamone dei cubettoni di dimensioni simili tra loro. Asciughiamo la carne e passiamola nella maizena. Verziamo in un wok 3-4 cucchiai di olio, con l'aglio e 1 rametto di rosmarino, uniamo la carne e rosoliamola per bene, saliamo e versiamo sopra la birra continuando la cottura finché il liquido non risulterà ben assorbito e la carne lucida come caramellata.
Intanto tagliamo la zucca a piccoli pezzetti, versiamo in una padella un fondo d'olio uniamo l'aglio e la zucca tagliata a pezzetti, copriamo il recipiente e lasciamola disfare senza aggiungere acqua. Saliamo, pepiamo e uniamo la paprika facendo attenzione a che non formi grumi, mescoliamo (spappolando ancora se necessario) la zucca con un cucchiaio di legno e poi serviamo insieme alla carne. Volendo si può aggiungere anche del purè di patate.

Ringraziamento all'italiana: dadi di tacchino alla birra con zucca paprikata

Oggi negli Stati Uniti d'America ricorre il Thanksgiving Day - il giorno del Ringraziamento - festa nata, pare, per celebrare la fine della stagione del raccolto e divenuta momento di aggregazione familiare. Confesso che ho sempre un pò invidiato agli americani questa festa, la loro unione, il loro lucido e ripieno tacchino, le patate dolci, le salsette e la torta di zucca finché non ho scoperto che in effetti tutto questo ben di Dio viene consumato intorno alle cinque del pomeriggio. Ma vi immaginate lasciare il lavoro e correre a casa a rimpinzarsi di tacchino e mostarde nel cuore del pomeriggio? Le tradizioni sono tradizioni però e io voglio ricordare questo giorno speciale con il mio ringraziamento all'italiana...il tacchino c'è e la zucca altrettanto composti però in modo lievemente più fantasioso.
Normalmente per la cottura della carne uso il vino ma in questo periodo sto scoprendo una bevanda un pò trascurata la birra che, in effetti, con le sue infinite varietà poco ha da invidiare al vino abbinadosi egregiamente sempre più spesso a piatti raffinati invece che alla solita pizza. Quella usata è una birra speciale e se dico speciale so già cosa pensate, Esperya appunto, la birra è la Super Le Baladin una doppio malto di 8% vol. con una leggera e molto gradevole nota amara che ha reso il mio tacchino un piatto originale da accompagnare ad un buon bicchiere di questa pregiata birra.
Ecco a voi la ricetta che è estrememanete semplice da eseguire ma di grande risultato.
Dadi di tacchino alla birra con zucca paprikata
Ingredienti per 4 persone
Per la carne:
4- 5 fette di ossobuco di tacchino (circa 1 Kg)
2 bicchieri di Birra Super Le Baladin (doppio malto)
2 cucchiai di maizena
1 spicchio d'aglio
2 rametti di rosmarino
sale dolce di Cervia
olio extravergine d'oliva
Per la zucca:
1 kg c.a. di polpa di zucca
1 spicchio d'aglio
olio extravergine d'olivaù
1 cucchiaiata abbondante di paprika
sale e pepe
Puliamo le fette di tacchino dalla pelle, dal grasso e dalle ossa e ricaviamone dei cubettoni di dimensioni simili tra loro. Asciughiamo la carne e passiamola nella maizena. Verziamo in un wok 3-4 cucchiai di olio, con l'aglio e 1 rametto di rosmarino, uniamo la carne e rosoliamola per bene, saliamo e versiamo sopra la birra continuando la cottura finché il liquido non risulterà ben assorbito e la carne lucida come caramellata.
Intanto tagliamo la zucca a piccoli pezzetti, versiamo in una padella un fondo d'olio uniamo l'aglio e la zucca tagliata a pezzetti, copriamo il recipiente e lasciamola disfare senza aggiungere acqua. Saliamo, pepiamo e uniamo la paprika facendo attenzione a che non formi grumi, mescoliamo (spappolando ancora se necessario) la zucca con un cucchiaio di legno e poi serviamo insieme alla carne. Volendo si può aggiungere anche del purè di patate.